sabato 30 marzo 2013

AVREI VOLUTO...

... scrivere un post diverso.
Avrei voluto intitolarlo "il miglior regalo di natale mai ricevuto" e raccontarvi la storia del gatto, che sta in sospeso da 3 mesi e passa.

Ma oggi non sono in vena.
Vi racconterò invece una storia che si intitola "Il peggior regalo mai ricevuto" e che parla di natali e anche di compleanni.

Chi mi segue da un po' di tempo sa che il GG ha quella che ha sempre definito una amica, la sua collega S.
Nei giorni precedenti al Natale, un giorno in skype gli ho chiesto se avesse comprato anche quest'anno, come fa di solito, un pensierino per le colleghe dell'ufficio commerciale. Lui mi ha risposto di no. Quest'anno no. Quest'anno ho preso un pensierino solo per S.

Come come??
Come sarebbe a dire?? A nessuno tranne a lei??
Ma scherziamo?
E li via a giustificarsi col fatto che mentre stava comprando il regalo x sua cugina (un accessorio x iPad) gli è venuto in mente che S, povera cara, aveva appena rotto le cuffie del pc che usa in ufficio, e così gli è venuto in mente di regalargliene di nuove. Ora, al di la della coglioneria totale stante nel fatto di comprarle un regalo che avrebbe potuto - e anzi probabilmente aveva già - sostituito in quanto mero materiale d'ufficio.... in quale mondo possibile può starmi bene una cosa del genere?? Ma tant'è, come si dice il danno ormai era fatto. Gli ho chiesto allora cosa gli avesse regalato lei e la risposta è stata "per la verità, niente".

Il giorno dopo, nell'armadio del GG, appesa sul portacravatte che IO gli ho regalato per il compleanno, stava una cravatta mai vista prima. Ora, bisogna sapere che essendo il GG malato di shopping, ogni volta che si compra uno spillo viene a casa in pompa magna decantando e mirabolando il suo acquisto, e me lo fa vedere, e magari pure lo prova, lo indossa... insomma. Diciamo che non passa certo inosservato.
A questa cravatta - che per inciso è identica a quella che si trova sulla copertina di 50 sfumature di grigio, per non farci mancare niente - nemmeno un accenno.

Secondo voi, a occhio e croce, essendo donna dotata non solo di occhi ma anche di una intelligenza discreta e di una certa qual capacità di collegare gli avvenimenti con nessi logici anche abbastanza corretti, quanti microsecondi mi ci sono voluti per comprendere la provenienza della suddetta cravatta - pardon, cappio da collo???

Così con fare innocente e delicato sono andata dal GG e gli ho detto testualmente: "Accadono le cose più strane. La cravatta che si è materializzata per miracolo nel tuo armadio è uguale a quella di Christian Grey"
Risposta: Ah si, me la sono comprata ieri.

Bravissimo no?
Geniale. Che problema c'è, ormai che abbiamo il danno, aggiungiamoci pure la beffa per buona misura.

Ne è scaturita ovviamente una discussione nella quale io, purtroppo, non sono riuscita a mantenere la calma ma con urla lacrime e tutto il cucuzzaro gli ho spiegato chiaro e tondo che se ricevere regali da altre donne e nascondermeli è il suo modo di dimostrarmi amore, grazie ma anche no. Veramente anche no.

Lui sa che ho problemi a gestire la sua amicizia con S.
Lo sa perchè ne abbiamo parlato tante volte.
Ciò nonostante, continua non solo a frequentarla (cosa ovvia visto che sono colleghi), ma a spingermi sull'orlo del baratro ogni volta che ce n'è occasione, con la sua leggerezza e il suo egocentrismo

Io con "prendersi cura dell'altra persona" intendo cose totalmente diverse.

Ad ogni modo, com'è come non è, il problema è rientrato (tranne il giorno di qualche settimana dopo in cui è riuscito ad avere la faccia tosta di indossarla, quella cravatta... che non vi posso spiegare che embolo mi è partito).

E questo per quanto riguarda il natale.
Per quanto riguarda i compleanni, un paio di giorni fa è stato quello si S, ma per raccontarvi questa storia devo tornare indietro di un anno e parlarvi prima di quello scorso.

Lo scorso anno per il compleanno di S, lei era in viaggio di nozze in Messico, io e il GG eravamo a NY.
Problema numero uno: lei ha fatto una scheda telefonica nuova da usare solo in Mex, e ha fornito immediatamente il numero a mio marito. Ora, se qualcuna sa spiegarmi perchè una donna in viaggio di nozze debba dare il suo numero di telefono provvisorio a un collega... io son qui che l'ascolto.
La versione del GG è stata: perchè così posso farle gli auguri di compleanno.
No, dico. Lo chiamo Genio mica per niente.
Il giorno del compleanno arriva e il GG, evidentemente in buona, mi chiede se "mi secca" che faccia una telefonata a S per gli auguri.

Io rispondo si, mi secca
Preferirei che non lo facessi.

Cinque minuti dopo, in piena Brodway Avenue, il GG era al telefono con lei.
Mi sono girata e me ne sono andata camminando, e quando mi ha raggiunto gli ho fatto una scenata che francamente mi ha sentito pure King Kong in cima all' Empire State Building.

Per me questo significa ne più e ne meno che aver messo S davanti a me.
Ha preferito dare un dolore a me piuttosto che una delusione a lei.
Che poi delusione...... sarà stata li col cell in mano tutto il giorno a pensare "chiamami chiamami"??? Oddio, magari si. E se gli auguri glie li faceva due giorni dopo una volta tornati in ufficio? C'era tanto di grave?? Forse si, forse per lei era grave e anche per lui.
Per me, è stato gravissimo senz'altro.

Ma di nuovo.... davanti alle sue scuse, ai suoi "no ma guarda che ti sbagli, non è come credi, esageri, ti assicuro, siamo solo amici eccetera eccetera, la qui presente moglie devota ha abbassato le armi.

Due giorni fa, era ancora il compleanno di S.
Ora, io non me ne ricordavo minimamente, ci mancherebbe.
Ma ho fatto una cosa che - diciamocelo chiaro e tondo - non avrei dovuto fare.
Che non avrei mai fatto, in effetti, in una situazione normale.

Il cellulare del GG era in carica e io l'ho sbirciato.
Stupida, stupida Puffola.
C'era un messaggio di auguri a S, dal testo incomprensibile (segretucci tra loro, evidentemente), che terminava con la seguente frase: "ILYMOLM, dimmi che capisci la sigla"

Io, la sigla, non l'ho capita.
Fino alle 5 del mattino quando il significato delle prime tre lettere mi ha travolta come un tir incorsa.
Mi sono alzata di scatto e tornata a vedere il cellulare, poi scioccata sono tornata a letto.
Caso ha voluto che il GG fosse sveglio. Ha capito che qualcosa non andava e ha cominciato a chiedermi cosa avessi. Al mio terzo "niente" mi ha detto "guarda che finchè non me lo dici non ti lascio in pace" così mi sono alzata per andare a prendere il cellulare.

E questa è la prima cosa davvero sconvolgente perchè nella mia testa, chiedere spiegazioni su quel messaggio (e sentirmi rispondere con quelle prime tre parole) equivaleva ad essere pronta e preparata a mandarlo fuori di casa seduta stante. Non domani, non presto Ora, subito, alle 5 del mattino.

Comunque, ho aperto il messaggio e gli ho chiesto cosa significasse la sigla.
Prima ha detto che la M significa monckey, perchè lui la chiama scimmia (ma che carini!)
Poi ha aggiunto che significava My Old Little Monckey.
Quando gli ho chiesto cosa significassero le prime lettere ha taciuto.
Ho preso il mio cuscino e sono andata a dormire in sala, dove mi ha subito raggiunto con tutte le spiegazioni del caso.

Naturalmente tutti sapete che I love you non significa solo ti amo, ma anche ti voglio bene, in inglese.

Bene, lui ha sostenuto che ovviamente quello era il significato e che si, le vuole bene e che non me l'ha mai nascosto (il che è vero) ma non "nel senso che intendo io". Che loro sono diventati amici in un periodo difficile per entrambi (il GG era in crisi con me e lei col suo fidanzato, che poi ha sposato lo scorso anno) e che quindi è un'amicizia importante. Che addirittura lei lo ha aiutato a capire che voleva restare con me, figuriamoci un po'. Va a finire che devo anche dirle grazie. Certo, c'era attrazione tra loro all'inizio (cosa per me assai ovvia fin da sempre ma che lui non aveva mai apertamente ammesso). Infatti è chiaro che se ti attrae un uomo tu lo aiuti a restare con la moglie durante una crisi, non è quello che faremmo tutte???? Ma che comunque l'attrazione non si è mai concretizzata, diciamo così, ed ora è finta, non c'è più. Puf, scomparsa.

Ma io amo solo te, tu sei la donna della mia vita, non hai niente da temere, non ti ho mai tradita.
Ora tra di noi è tutto perfetto, tranne questa ombra (la mia gelosia). Capisco che sono io il responsabile se non hai fiducia e non ti incolpo di niente. Non so come fare a farti capire. Hai ragione se fossi al tuo posto sarei anche più incazzato di te (difficile, ndP)
E via di questo passo.

Mi ha persino promesso che se glie lo avessi chiesto l'avrebbe allontantata.
Certo, perchè io sono stupida, no? Una tronca fatta e finita.

Ma li, alle 5 del mattino, rannicchiata sul divano con davanti un marito che amo con tutta me stessa ho nuovamente per l'ennesima volta creduto contro ogni evidenza alle sue debolissime spiegazioni.

Ma non è questo il punto
Il punto è che non esiste un luogo un tempo e un modo in cui potrò mai accettare una cosa del genere.
E che gestirla mi diventa sempre più difficile anzichè più facile.
E non è gelosia, cosa che penso lui non comprenda fino in fondo.

E' sentirmi al secondo posto.
E' essere umiliata, delusa, privata della serenità.
E' sapere che - mettila come cazzo vuoi - lei viene prima, altrimenti non mi farebbe soffrire a causa sua.
Conta di più. Per me, conta di più.

E c'è anche un'altra cosa.
Quando mi ha detto "io non ho mai conosciuto una donna come te", io gli ho risposto "si magari la conosci domani". E il suo commento è stato "quello non si può mai sapere".
Quello-non-si-può-mai-sapere.
Capite?
Nessuna certezza, nessuna sicurezza.
Siamo in balia del caso. Delle cose che succedono.
Un bambino lo è. Un ragazzino. Un uomo non dovrebbe.

Non c'è un sentiero tracciato davanti ai miei piedi, non più.
Io devo comprendere, capire, gestire, essere matura, non esagerare, non estremizzare, fidami, amarlo, essergli devota, e contestualmente disegnarmi il mio sentiero un giorno dopo l'altro, perchè è sparito.
Un giorno dopo l'altro, senza certezze del domani.
E ogni giorno potrebbe essere quello che mi porta al punto di rottura.
Mio dio.

E non riesco a coniugare un uomo che mi fa così tanto male con il marito perfetto che il GG è in altre circostanze.... in tutte le altre circostanze se dobbiamo essere sincere.
Carino, gentile, tenero, disponibile, presente, affettuoso, attento, collaborativo... insomma il meglio del meglio che si possa avere. E poi mi fa questo.

Ho una paura di me stessa che non ve la posso spiegare.


lunedì 25 marzo 2013

BUON SANGUE NON MENTE, NEMMENO SUL CINEMA

Alcuni anni fa, diciamo un 7-8, il PG era nella fase in cui cominciava a vedere qualche film invece che solo cartoni. E stava familiarizzando col  concetto di "attore umano", che quindi in quanto tale, poteva interpretare ruoli diversi in film diversi, ma sostanzialmente aveva sempre la stessa faccia.

Un pomeriggio di pioggia, decide di mette su Biancaneve.

La giovane principessa si perde nel bosco, piange, si dispera, si addormenta.
Quando si risveglia è circondata di simpatiche bestiole.

PG: Ohhhh mamma... guarda..... c'è Bambi....
Puff: eeehhh si, amore, visto?? E' un bel cerbiattino...
PG (pensoso, fronte agrottata, gran girar di rotelle): Bè mamma... non è proprio Bambi... è solo lo stesso attore.....

 Bambi                                  Lo stesso attore 





Sabato sera, due giorni fa.
Con notevole dose di autolesionismo, decidiamo di guardare Harry Potter e il Calice di Fuoco, in cui Robert Pattinson recita la parte, piccola ma sostanziale, di Cedric Diggory

Il Nin molla i suoi giocattoli e guarda.
Riguarda
Guarda di nuovo
Si avvicina con fare perplesso allo schermo
Ci spalma sopra il naso.

Nin: ehm... mamma?
Puff: siiiiiii dimmi
Nin: non ho capito una cosa......
Puff: cosa amore mio bello?
Nin: ma Cedric Diggory... è un vampiro????

Cedric Diggory                                Edward Cullen





Poveri figloli confusi.....




giovedì 21 marzo 2013

MAGNUS SHEVING... CHI ERA COSTUI?

Allora.....

io pensavo che questa serie che il Nin adora, Lazy Town, fosse americana, come quasi tutto quello che la TV ci propina.

E invcece no.
Mi sono informata.
Si tratta di una serie prodotta in Islanda.
Proprio così. Iceland. La terra dei ghiacci evidentemente non produce solo ghiacci e vulcani.

Il suo ideatore, creatore, sceneggiatore, protagonista e regista è Magnùs Sheving, il quale non contento di tutto ciò, è anche autore e interprete di tutte le canzoni.

Magnùs ha 49 anni, nientemenno, ed è campione europeo di ginnastica e fitness. Si tratta, ovviamente, del supereroe Sportacus che bardato in una tutina azzurra e munito di baffetti alla Dick Dastardly, insegna ai bambini l'importanza di uno stile di vita sano, fatto di buona alimentazione e movimento. Mangia "sport-dolcetti" che altro non sono che frutta e verdura crude, sviene se qualcuno gli da una caramella (troppi zuccheri!) e invece che camminare salta, corre, balza e saltella come un folletto... dei ghiacci, appunto.

Ma mica è finita! Magnùs è anche CEO della Lazy Town Enterteinment, che produce libri, video, giochi e articoli sportivi che promuovono il fitness e un sano stile di vita per i bambini.

Insomma, baffetti e costumino a parte, il ragazzo non è mica un pirla.

E poi, scusate, vogliamo parlarne un momento??




mercoledì 20 marzo 2013

CARINERIE NINNOLESCHE

Nin: Mamma ti voglio tanto bene...
Puff: Amore mio anche io!
Nin: Io di più! Vieni che ti voglio fare una cosa.
(mi avvicino e mi abbraccia)
Nin: Facciamo una coccolina sul letto?
Puff: Ma certo mio unico e solo amore!
Nin: Ti voglio tanto bene mamma... sei la mia mamma.... che bello stare abbracciati ... mamma... mamma? mamma??? MAMMA, io sento puzza di tette!!!!

..... Fine della poesia
o_O

lunedì 18 marzo 2013

CHE FINE HANNO FATTO?

Un paio di anni fa, mia madre ha subito un piccolo intervento chirurgico ed è rimasta 4-5 giorni in ospedale, amorevolmente assistita da mio papà.

Un giorno che sono andata a trovarla, ho scambiato quattro chiacchiere con la sua compagna di camera, una signora gentile assistita dalla figlia, la quale parlando di mio padre (e non sapendo ancora chi io fossi) lo definì "Quel signore che si vede lontano un miglio che è innamoratissimo della moglie"

Mio padre ha 77 anni, è sposato con mia mamma da 44 anni e, secondo lei, è stato rigorosamente monogamo per tutto questo tempo.
Ancora le porta i fiori, nelle occasioni canoniche ma anche sporadicamente, così, giusto perchè passa davanti a un fioraio e gli piglia voglia.
I miei genitori camminano per strada mano nella mano, e tutto il quartiere li conosce come "quella coppia che gira sempre per mano". Li ho visti di recente con questi occhi dormire abbracciati, non molto tempo fa, nell'appartamento che avevamo affittato al mare, una mattina che avevano dimenticato di chiudere la porta della camera da letto (e vi giuro che avevo le lacrime agli occhi)

Litigano, per l'amor di dio. Borbottano. Di continuo :-)
Come fanno le vecchie coppie che però si conoscono reciprocamente meglio di se stessi.

E qualche volta mi viene da pensare.... ma dove sono finiti gli uomini così??

Pssst... Dio?? Ci sei?? Che ne hai fatto dello stampino di mio papà e di tutti quelli come lui??
Ti annoiavi troppo e hai deciso di cambiare sistema?

Che fine hanno fatto gli uomini fedeli?
Che fine hanno fatto gli uomini romantici?
Che fine hanno fatto gli uomini che non si circondano di donne per riceverne gratificazioni?
Che fine hanno fatto gli uomini che amano la propria compagna per tutta la vita?
Che fine hanno fatto gli uomini che non si sentono defraudati della propria libertà quando mettono su famiglia? che sanno gestire la routine con serenità? che sanno inventarsi ogni giorno un motivo per restare esattamente dove sono? che non sono preda di facili "tentazioni"?
Che fine hanno fatto gli uomini che non nascondono regali di dubbia provenienza nell'armadio?
Che fine hanno fatto gli uomini che non chiedono alla propria compagna di accettare l'inaccettabile (come il tradimento), o di scendere a compromessi con la sua stessa natura di donna? O che non scambiano sms pieni di baci e cuoricini con supposte amiche e colleghe? O che non condividono i graziosi soprannomi che danno alla loro compagna con altre donne, e lo considerano normale?
Che fine hanno fatto gli uomini che sanno mettere la propria compagna davanti a se stessi? Che non compiono azioni consapevolmente dolorose per lei?

Queste domande mi frullano nella testa.
Ma anche altre:

Che fine hanno fatto le donne che non si perdono in infinite seghe mentali?
Che fine hanno fatto le donne che sanno quando domandare e quando non farlo?
Che fine hanno fatto le donne che sanno perdonare e dare fiducia?
Che fine hanno fatto le donne che sanno quando è giusto dimenticare e quando è giusto non farlo?
Che fine hanno fatto le donne che sanno vivere?

E soprattutto...
Che fine hanno fatto le donne che non accettano di scendere a compromessi?
Che fine hanno fatto le donne che non hanno paura?

E che fine hanno fatto le madri che ci raccontano la verità invece della favola di Biancaneve?
Ah no... scusate.... queste forse non sono mai esistite...........





venerdì 15 marzo 2013

GAZZETTINO PADANO


Voci di cortile sosterrebbero che mio figlio baci bene.


Ecco. Ora. 
No... dico.
Ma soprattutto mi domandavo.... Ma in che senso????

o_O

martedì 12 marzo 2013

CON LE MANI TIRI COME URAGANI

Sabato pomeriggio siamo scesi in oratorio a far scorrazzare il Nin insieme ai suoi amichetti, approfittando di un raro momento senza pioggia.

Il nostro oratorio è splendidamente organizzato e gode di un bel palazzetto dello sport, quasi nuovo, dove giocano diverse squadre dei "Boys", l'associazione sportiva oratoriale che si occupa soprattutto di calcio e pallavolo.  E sabato c'era la partita di campionato dell' Under 14 di pallavolo femminile, squadra dove giocano praticamente tutte le amiche del PG, figlie di praticamente tutte le mie amiche del quartiere.

Ho commesso l' "errore" di entrare a vedere la partita e sedermi in mezzo alle mamme.

Ragazzi, non vi posso spiegare. Il delirio.
Già io sono una che si infervora.
Adoro fare il tifo.
Poi da ragazza ho giocato tanto a pallavolo, benchè dal mio nick name possiate intuire che per quanto fossi brava (e lo ero davvero, maledizione), determinati vincoli fisici non possono essere superati...... quindi vi lascio immaginare il mio grado di coinvolgimento.

Ho iniziato con calma, applaudendo ai bei punti. Il primo set, vinto facile.
Il secondo, vinto più a fatica, e già stavo in piedi invece che seduta.
Terzo set, perso. Porca pupazza.
Quarto set iniziato con uno sconfortante 8-1 per le avversarie e poi una lenta ma inesorabile rimonta. Lì non mi sono più tenuta. Ho urlato come un'indemoniata, ho saltato come una cheer leader (e sentito commenti sul fatto che invece di sventolare pon pon sventolavo le tette....) ho sofferto e gioito come se in campo ci fossi io. E in campo non c'era mica mia figlia......... perciò vi lascio immaginare le mamme in che stato fossero.

La tifoseria dell' under 14 - composta da parenti, mica da hooligans - all'inizio del campionato è stata diffidata per aver insultato l'arbitro. Per farvi capire. Una mamma in particolare, era veramente agitata. Insultava l'arbitro, l'allenatrice, se la prendeva con le ragazze che sbagliavano, insomma.... un disastro. Io mi infervoro, ma diamine, cerco di essere sportiva.

Trovo giusto e doveroso, specie in una partita di giovani, applaudire le belle azioni anche se si concludono con un punto dell'avversario. E soprattutto non, e sottolineo non, tollero l'esultanza sull'errore degli altri. Certo, sull' 8-1 quando un'avversaria ha sbagliato la battuta, ho bofonchiato "meno male" (ad onor del vero è stato "minchia, meno male") dentro di me..... ma non mi sono alzata applaudendo e urlando "olé"!!!!!


Il tifo deve essere sportivo, sempre.
Cosa insegnamo ai nostri figli altrimenti?
Poi, quando sei coinvolto, concordo che sia difficile.
Quando vado alle gare di judo del PG, ho il cuore che va come un treno e la bocca che va come un boeing, e mi viene, giuro che mi viene, da urlare cose come stendilo, seccalo, devastalo... finanche ammazzalo e spaccagli tutte le ossa... ma mi trattengo, vivaddio! E vi dirò di più: una volta ho litigato con un allenatore (perchè chiamarlo Sensei in questo caso non è appropriato) di un dojo avversario che incitava malamente il suo atleta, un bambino di forse 8 anni. E questo mi si è rivoltato contro come un cane rabbioso urlando che lui era li per vincere.

Certo, tutti siamo li per vincere.
Un campionato di pallavolo è fatto da squadre che vogliono vincere.
Una gara di judo è fatta da atleti che vogliono vincere.

Ma credo che sia molto importante in questa fase, quando parliamo di adolescenti o bambini, far loro capire che la cosa principale è l'impegno che ci mettono, il fare del proprio meglio, e se poi perdono, pace, vuol dire che l'avversario era più forte. Ci sarà sempre un avversario più forte. Anche un campione olimpico può perdere.

Non vali per quello che vinci, ma per quanto ti impegni.
Questo è quello che cerco di passare a mio figlio.


Insomma, per tornare a bomba, dopo una lunga sofferenza e un principio di raucedine, le ragazze della pallavolo hanno vinto il quarto set e siamo andati tutti a casa esultando.
La loro prima vittoria in campionato. Che emozione.
Una squadra che si è formata a ottobre di quest'anno con ragazze che non avevano mai toccato una palla da pallavolo se non in cortile. Splendide!!!!! Veramente brave.

Io, per essere stata la prima partita cui assistevo, sono stata nominata porta fortuna ufficiale della squadra e precettata per tutti i prossimi incontri in casa. Ehhh, si, farò molta ma molta fatica ad onorare questo impegno!!!

Persino la mamma agitata si è data una calmata... ma quando, dopo aver insultato l'allenatrice per aver messo in campo una "schiappa" (a suo dire) mi si è rivolta dicendo "ecco, vedi? perchè mette quella? poi ci credo che le ragazze si incazzano!" ho dovuto sorridere, girarmi e andarmene senza proferire verbo.

Che in quel momento dalla mia bocca avrebbe potuto uscire qualunque cosa.
















lunedì 11 marzo 2013

CENTO ANNI ANCORA....


The day we met
Frozen I held my breath
Right from the start
I knew that I found a home for my...
Heart beats fast
Colors and promises
How to be brave?
How can I love when I'm afraid to fall
But whatching you stand alone
All of my doubt
Suddenly goes away some how...
One step closer....



venerdì 8 marzo 2013

NON CHIAMIAMOLA FESTA!

La Giornata Internazionale della Donna non è una "festa" perchè sarebbe riduttivo ridurre la benevolenza verso il sesso femminile soltanto ad un giorno all'anno.
Peraltro in una società ancora fortemente maschilista come la nostra, mi verrebbe da dire "cazzo c'è da festeggiare????"

Questa ricorrenza ha una connotazione fortemente politica, e nasce quasi contemporaneamente negli Stati Uniti, in Europa ed in Russia.

Negli stati Uniti, a partire dal 1907, ci fu una forte spinta verso la "liberazione" delle donne con particolare attenzione al diritto di voto. Furono i congressi e le donne socialiste i fautori di questo movimento. La prima giornata della donna fu festeggiata negli USA il 23 febbraio 1909. Alla fine del medesimo anno, il 22 novermbre, iniziò a NY uno sciopero che interessò circa ventimila camiciaie, e che terminò il 15 febbraio dell'anno dopo. Pochi giorni dopo, il 27 febbraio, fu celebrata nuovamente una giornata della donna.

Negli USA la giornata della donna continuò ad essere celebrata l'ultima domenica di febbraio, mentre in altri paesi, in Europa, la prima fu celebrata il 19 marzo 2011 - sempre promossa dai vari partiti socialisti e sempre in concomitanza con le spinte politiche e sociali verso il suffragio universale.

 in Russia si tenne per la prima volta a San Pietroburgo solo nel 1913, il 3 marzo, su iniziativa del Partito bolscevico,  e fu interrotta dalla polizia zarista che operò numerosi arresti

Con l'inizio della Prima Guerra, le celebrazioni furono interrotte, ma l' 8 marzo 1917  in Russia le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra. Quella e successive  manifestazioni di protesta che portarono al crollo dello zarismo, così che l'8 marzo 1917 è rimasto nella storia a indicare l'inizio della «Rivoluzione russa di febbraio»

In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922 (buoni ultimi, ndr), per iniziativa del Partito comunista d'Italia, che volle celebrarla il 12 marzo, in quanto prima domenica successiva all'ormai fatidico 8 marzo. 

Le vicende della Seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. Così, nel secondo dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottons avvenuto nel 1908 a New York  facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi in quella città il 25 marzo 1911, l’incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 lavoratori, in gran parte giovani donne immigrate dall'Europa.

La tradizione di regalare mimose risale in Italia al 1946, il fiore fu scelto semplicemente perchè fiorisce all'inizio di marzo. Ma la connotazione comunista della giornata della donna fece si che negli anni '50 regalare mimose costituisse "turbamento della quiete pubblica" e vendere mimose per strada "occupazione abusiva di suolo pubblico".

Solo negli anni '70, col femminismo, a questa giornata venne riconosciuta visibilità e le donne cominciarono realmente ad appropriarsene. Fosse anche solo come occasione per uscire con le amiche.
 

Buona giornata internazionale della Donna a tutte.

 



 




giovedì 7 marzo 2013

SENTITE COSA NE PENSA OSCAR WILDE:


"LA FELICITA' NON E' AVERE QUELLO CHE SI DESIDERA, 
MA DESIDERARE QUELLO CHE SI HA".


Niente da fare: quest'uomo aveva il dono della sintesi!

Che ne pensate?

Basandoci su questo, siete felici?

martedì 5 marzo 2013

LA RICERCA DELLA FELICITA'

Sondaggio.
Cosa vi occorre per essere felici?
Felici come donne, intendo, non come madri (o padri, i pochi che passano di qui...) perchè altrimenti, lo sappiamo, avremmo una sfilza di "basta che mio figlio stia bene"...

Per sentirvi realizzate come donne e come persone, non in un ruolo preciso, ma nella totalità del vostro essere.

Sfogatevi.
Cose importanti e cose piccole, cose che vi sembrano stupide e cose che fanno parte dei massimi sistemi della vita. Cose di cui vi vergognate, magari, che tanto qui non giudica nessuno. Aprite il cassetto dei desideri. Raccontatemi.

Io ci ho pensato a lungo.
Il successo professionale mi realizza solo in parte, e francamente in parte abbastanza ridotta.
Le cose materiali sono importanti... casa, soldi, bei vestiti... ma non mi rendono felice propriamente.
Mi fanno contenta, questo si. Mi mettono di buon umore. Mi piacciono e vi rinuncerei con un certo sforzo.
La salute, certo.
Quella è imprescindibile sempre, ma non ti rende felice... piuttosto ti da la possibilità di cercare la felicità, perchè non devi spendere energie in guarigione ma le hai disponibili per il resto.

Ma per me la felicità consiste nell'amare ed essere amata.
E' tutto quel che mi serve.
Sentirmi amata, desderata.
Sentirmi utile, magari anche indispensabile, cioè sapere che do alle persone che amo quello di cui hanno bisogno.
Sapere che sono io, l'una la sola e l'unica.
Senza se e senza ma.


E questo coinvolge tutti gli aspetti della vita:
Quello di genitore, perchè l'amore dei nostri figli è questo, è così...
Quello professionale, perchè essere indispensabile nel proprio lavoro è comunque fonte di benessere.
Quello di donna in quanto tale, moglie, compagna, perchè (personalmente)  non posso vivere coi dubbi e con le incertezze in questo ambito.

E quando ho realizzato questo di me, ho spalancato la bocca in un enorme O di stupore.
Credevo di essere Miranda Priestly... e invece sono Biancaneve.
Inforniamo una bella torta?




domenica 3 marzo 2013

COMUNICARE

Io sono fatta così...  ho questa tendenza a voler sistemare sempre le cose.

Se sento due che parlano e non si capiscono, a qualunque livello, io non resisto alla tentazione di mettermi li e tentare una mediazione. Cosa intendeva uno, cosa intendeva l'altro.... e pacifica, e placa, e briga e disfa.

Io sono fatta così.
Ci sono i leader, ci sono gli esecutori, ci sono i trascinatori, gli ispiratori, quelli con le idee brillanti.
Io, sono un mediatore nato.

Ieri sera ho assistito ad un simile episodio tra i due geni di casa.
Della serie "accà parlamm' e nun ce capimm' "
Sono onestamente cose abbastanza frequenti ultimamente...  si cozzano di continuo. Sarà l'età del PG, sarà quel che volete... sapete come accade, no, il leoncino la vuol fare da padrone e il leone alfa non vuole cedere di un millimetro... succede tutti i minuti. Nella Savana, e nel Puff-salotto.
Insomma ovviamente non ho potuto esimermi e sono intervenuta per cercare di spiegare al GG cos'è che gli stava sfuggendo, e per cercare di spieare al PG perchè al GG sfuggiva quella cosa.

Dopo un momento ho sentito il GG bofochiare alle mie spalle un flebile ma distinguibilissimo "ma fatti i cazzi tuoi".

E li, come in un'improvvisa, chiarificante e fulminea epifania ho raggiunto in un solo momento due, dico due consapevolezze chiare e limpide come il sole.

La prima: La prossima volta che il GG si azzarda a rivolgersi a me a quel modo vola dalla finestra lui,i suoi bagagli e le sue chiavi di casa al seguito per buona misura.

La seconda: devo imparare a farmi i cazzi miei. Decisamente.


cazzo non ce la faccio nemmeno mentre lo dico......