mercoledì 23 dicembre 2015

TAN TAN TAN TAN TA-TAN TAN TA-TAN - allerta spoiler.


Per una come me, cresciuta a pane e Han Solo, era inevitabile.
La prima trilogia si Star Wars fa parte della storia della cinematografia - considerando che il primo film è del 1977 - con buonapace dei colti cineasti che solo film francesi d'essai. E' stato il primo nel suo genere, e con i mezzi di allora bisogna dire che gli effetti speciali erano speciali per davvero! Trame curate, bei dialoghi brillanti, qualche colpo di scena ben piazzato... un successo del tutto meritato.

La seconda trilogia, episodi I II e III non mi è piaciuta.
L'ho trovata scontata, piena di buchi narrativi, inutilmente melensa e con dei dialoghi francamente imbarazzanti. Episodio I un po' meglio, ma i seguenti, tutti in discesa. Il personaggio centrale, il giovane Anakin (futuro Darth Vader) ritratto nei suoi anni formativi, avrebbe dovuto essere il fulcro, il centro di tutta la vicenda ed invece risulta superficiale, banale, privo di spessore. Stupidello, alle volte, addirittura.

E' stato quindi con un certo qual dubbio nel cuore che l'altra sera mi sono lasciata portare al cinema dai figli e dal marito.

E invece...

E invece devo dire che mi sono ricreduta.


Il primo capitolo della nuova trilogia è BELLO.



Il Risveglio della Forza, va detto, è un po' una summa della prima trilogia.
Chiamiamoli "omaggi"... ma nei fatti la trama ripercorre un po' tutti e tre i primi film insieme. C'è una nuova cattivissima organizzazione che vuole dominare l'universo, chiamata il Primo Ordine e nata dalle ceneri dell'Impero. C'è la resistenza, comandata dalla principessa Leia, ora conosciuta come Generale Organa (dal nome del senatore che fu suo padre adottivo). Ci sono fughe rocambolesche dalle navi nemiche, ci sono battaglie aeree, c'è una nuova super-arma da distruggere, c'è un simpatico robottino che contiene una mappa, c'è persino un locale di intrattenimento dove si beve e si suona, ripreso pari pari (oserei dire!) dal "bar" in cui un anziano Maestro Kenobi ed un giovanissimo Luke Skywalker conobbero Han Solo e Chewbacca nell' Episodio IV.

E poi c'è lui, il nuovo cattivo della situazione, secondo in comando del Primo Ordine, un tizio con maschera e mantello nero, versato nell'uso del Lato Oscuro.

Vi ricorda qualcuno?
E a buon diritto, perchè Kylo Ren (nome di battaglia, in realtà si chiama Ben) si rivolge direttamente alla maschera semidistrutta di Darth Vader chiamandola "nonno"...
E qui lo spoiler si fa pesante, perchè vi dirò che costui altro non è che il figlio di Han Solo e Leia, che aveva iniziato l'addestramento jedi con Luke ma che era poi stato sedotto dal Lato Oscuro.

I nuovi personaggi sono piuttosto ben assortiti.
Abbiamo Rey, in cui la forza scorre potente anche se a sua insaputa, giovane pilota intraprendente di sesso
femminile che aiuterà Finn (uno stormtrooper dissertore) a co
ndurre il robottino di cui sopra al quartier generale della resistenza. E lo farà rubando e pilotando niente di meno che il Millennium Falcon, ed attirando quindi l'attenzione dei suoi più antichi proprietari, Han e Chewba (tornati ad essere semplici contrabbandieri alle prese coi creditori), che per questo saranno nuovamente coinvolti nella vicenda.

Ultima scena dedicata al Maestro Skywalker, in esilio volontario dopo il fallimento dell'addestramento di Ben, ma ritrovato da Rey che gli riporta la sua antica spada laser (dopo averla abbondantemente usata per dare quattro begli sberloni a Kylo Ren)

E vi risparmio lo spoiler più importante... ma vi dico che piangerete. Voi ragazzi degli anni 70 ed 80 piangerete ed uscirete dal cinema come me, convinti che una cosa del genere non possa assolutamente essere successa.

Che la Forza sia con voi.



martedì 22 dicembre 2015

DI SINGOLARI ATTREZZI

Dunque ogmi promessa è debito e un Lannister paga semore i suoi debiti.

Io non sono una Lannister, e i Lannister mi stanno pure genericamente un po' sui maroni, ma in onore del Folletto, sono qui a pagare il mio.

Cosa c'entri tutto questo panegirico non ho idea, ma a furia di parlare di serie e libri col Vedetta qui sotto, mi sono fatta prendere la mano.

Signore e signori, vi prese to il mio regalo di compleanno:




Vi dico subito che è una grandissima immensa smisuirata figata, che mi piace un sacco e che si, mi bullerò di averlo............. ma purtroppo non posso usarlo :-(

Infatti è dal lontano 1992 che il mio ginocchio destro è mezzo sfasciato a causa di una lesione mai operata ai legamenti che mi sono procurata sciando e la mia povera rotulina ogni tanto se ne va a spasso per conto suo costringendomi ad improbabilissime quanto impressionanti manovre augogestite per rimetterla al suo posto.

Non è quindi proprio cosa che io la solleciti oltremisura non tanto usando la Smart Wheel (così si chiama!) quanto proprio nelle operazioni di salita e discesa dal mezzo, che possono ahimè facilmente procurare torsioni.

Quindi io sono molto triste, ma i miei figli invece sono moooooooooooolto contenti!
Lo hanno già sperimentato e passi il Ric che me lo aspettavo, ma il Nin pare non abbia fatto altro che volteggiare su questo singolare attrezzo negli ultimi 8 anni.

Va bene lo stesso.... e poi a quanto pare il GG ha un "piano B".
Attendiamo Natale :-D




venerdì 18 dicembre 2015

@EMILY


Ok, Emily, senti.

Io sono alla notte precedente la battaglia di Culloden.
Stamattina in metropolitana a momenti mi metto a piangere.
Sto resistendo strenuamente alla tentazione di andare a spoilerare su wikipedia dall'ufficio... però tu devi darmi un cenno di conforto.

Ma subito, eh, adesso priprio!!!!!


mercoledì 16 dicembre 2015

MAMMA E PAPA' - post difficile.

Dunque.
I miei genitori sono sposati da quasi 40 anni.
Si sono conosciuti che mia mamma ne aveva 19 e mio papà 30 (e qui di solito parte il coretto sul volpone che si accaparra la ragazzina) e si sono sposati dopo 3 anni di fidanzamento a distanza.

Non sono una coppia perfetta, però sono una coppia solida
A quanto posso saperne, hanno avuto i loro momentacci... da piccola ricordo un periodo in cui - così sembrava a me - litigavano spesso, e prima che io nascessi credo abbiano avuto delle divergenze gravi che però hanno risolto. Li ho sempre considerati una coppia salda, non una coppia da romanzo o da favola, piuttosto una coppia vera con un rapporto costruito magari anche con fatica e lacrime ma che alla fine ha tenuto e tiene.

Mio papà è un gentiluomo d'altri tempi. Fiori, regali, paroline dolci.
L'ho sempre visto molto preso, molto coinvolto, anche dopo tanti anni. Non che mia mamma non lo sia, ma lei è più una donna pratica, tutta d'un pezzo, lui è più sanguigno.

Per farvi capire: alcuni anni fa mia mamma fu ricoverata in ospedale per alcuni giorni per un piccolo intervento e mio papà era sempre con lei. Un giorno un'infermiera entrò in camera, ma mia mamma era via per fare un esame e mio papà non c'era. L'infermiera si rivolse alla vicina di letto per chiedere dove fosse "il signor xxx" e lei, che non ne conosceva il nome, rispose "chi, quel signore che si vede lontano 10 chilometri che è innamoratissimo di sua moglie?" Ecco.

Ora, l'età avanza.
A parte i guai di salute di entrambi - sotto controllo - lui che ormai ha quasi 80 anni sta iniziando a perder i colpi. Oddio, ad essere onesti sta continuando, perchè iniziare avrà iniziato almeno un paio di anni fa.

Essenzialmente la memoria a breve termine lo abbandona.
Non è stata diagnosticata alcuna patologia grave, ma lui non ricorda le cose che ha appena fatto.
In più, secondo me, si rende in parte conto di questo e la cosa lo destabilizza a livello emotivo.
Così la giornata - questo mia mamma mi racconta - è costellata di ripetizioni continue, di "no, non bere il caffè che lo abbiamo già bevuto", di no, non è ora di pranzo, abbiamo mangiato un'ora fa" e cose simili.
E le sere a volte sono un po' tristi, perchè si vede che è un orario in cui papà si intristisce un po' e quindi cerca rassicurazioni e conforto in mia mamma - accarezzandole per esempio il braccio o la mano mentre guardano la televisione, o chiedendo spesse volte "ma mi vuoi bene" e cose del genere.

C'è da dire che loro sono sempre stati molto uniti, ma quella "forte" è sempre stata mia mamma, lei che si occupava di tutto, non solo a livello pratico ma anche a livello emotivo, perchè papà ha un carattere più ansioso mentre mamma è estremamente pragmatica.

Solo che a quanto pare mia mamma non sta riuscendo a gestire la situazione.
Insomma non diventa più giovane nemmeno lei, benchè abbia 11 anni meno di lui.

La risultante è che ricevevo - prima di più ora un po' meno a essere onesti - interminabili telefonate in cui mia mamma non faceva che lamentarsi. E non sai oggi cosa ha fatto, e ha scordato questo, e quello, e mi ha fatto ripetere la tal cosa 100 volte e insomma, e non si può più fare un po' di conversazione perchè si scorda di tutto, e non è vita, e che barba, e non ce la faccio più e insomma, un bollettino di guerra.

E qui ho due ordini di problemi.

Il primo è che non riesco a gestire mia mamma.
Lei - evidentemente - ha bisogno di una parola di conforto che io non riesco a darle.
Io cerco di farle vedere le cose sotto una luce più postiva, dicendole per esempio che comunque sta bene a parte questo, che non è una cosa così grave, che dopotutto non ce l'ha infermo in un letto, insomma cerco di farle cambiare prospettiva in modo che si rassereni un po' ma invece che rasserenarsi lei si incazza con me, che non capisco, che non so, che non sono li tutto il giorno a vedere, e che quindi non posso parlare.
E dunque, se non posso parlare, cosa mi raqcconti a fare?
Finisce che litighiamo.
Io non le dirò, mai, che è la donna più sfortunata del mondo, perchè non lo penso.
Forse è di questo che avrebbe bisogno, ma io non ci riesco.
Mi rendo conto che abbiamo modi molto diversi di concepire la vita.
Lei è sempre stata un po' maniaca del controllo, e i neuroni di mio papà non li può controllare, quindi se ne va alle cozze. Io invece sono più il tipo che gioca con le carte che ha in mano, che sorride sempre e comunque, che cerca il lato positivo delle cose anche dove bisogna proprio scavare un sacco, per trovarlo.
Le nostre conversaizoni finiscono con lei incazzata che pensa che io sia una deficiente immatura ed egoista, e io incazzata che penso che non è cambiato niente da quando avevo 14 anni: cerca ancora di rintuzzarmi e di far passare il suo punto di vista come l'unico valido, e ad ascoltare non ci prova nemmeno. Chiaramente abbiamo torto entrambe.

L'altro punto è che mi spiace per papà.
Ma non tanto per il malanno che gli è capitato, quanto perchè penso che non abbia quel che si merita in questo momento. Non voglio passare per stronza nei confronti di mia mamma, quindi cercate di capirmi perchè faccio fatica a spiegarmi. Però mi domando, come puoi arrabbiarti perchè tuo marito ti accarezza davanti alla tv? Come puoi arrabbiarti perchè ti chiede se gli vuoi bene? Te lo chiede cento volte, va bene. Ti accarezza di continuo, va bene. E allora? Sono carezze, sono parole d'amore. Vogliamo considerarle un sintomo di una malattia? E se anche fosse? Lo fa in maniera ossessiva? E va bene anche quello... ma pur sempre di carezze e parole d'amore si tratta, non di insulti e cartoni in faccia.

Ed ecco perchè le parole della canzone mi fanno piangere, questa cosa non l'avevo capita finchè  non ho ascoltato con attenzione il testo. Avevo un disagio ma non sapevo dargli una forma.

Mio papà si dimentica di tutto, ma non si dimentica l'amore che prova per mia mamma.
Baby your simle forever in my mind and memories
Il tuo sorriso per sempre nella mia mente e nella mia memoria.
Penso che si dimenticherebbe di me (e mi ama con tutto il cuore) prima di dimenticarsi di sua moglie.

E' come il centro focale di tutta la sua vita, dopo anni di devozione.

E vaffanculo ti lamenti?

Lei invece, da come mi parla, lo considera una scocciatura, nella migliore delle circostanze.
Forse lei vede un sintomo, dove io vedo la sintesi di 40 e passa anni di vita insieme.
Certo non glie lo fa capire, o non glie lo fa capire troppo (anche se brontola e gli dice di smettere), però io lo so, e mi dispiace immensamente.
Penso che dovrebbe semplicemente ringraziare di avere avuto nella vita un amore così, rannicchiarsi sul divano e godersi quello che la vita riserva loro oggi.

Purtroppo, al contrario, lei passa il tempo nella paura del futuro, nell'ansia, nella rabbia anche perchè di sicuro nessuno si aspettava che un uomo come mio papà subisse un deterioramento delle facoltà cognitive (è sempre stato un lavoratore di concetto, gran lettore, interessato a tutto, colto ecc.....). E perchè i suoi amici che hanno la sua età non sono così? E mamma, e perchè invece tanti anche più giovani sono già sotto terra? A volte sembra che glie ne faccia inconsciamente quasi una colpa... perchè se ti viene il cancro non è colpa di nessuno ma se ti parte il cervello il discorso cambia.

Questa cosa di non poter più avere una conversazione su qualche argomento (perchè lui si dimentica le cose che legge sul quotidiano o sente al tg) sembra impensierirla moltissimo. A me invece sembra una cosa da nulla. E mi domando: sono io che davvero non capisco? Per come mi conosco, no, non è quello. E' che io vivrei la situazione che ho, non quella che vorrei. Lei invece non si "rassegna", ed in questo caso la rassegnazione la considererei una cosa molto positiva, perchè combattere contro i mulini a vento non giova a nessuno. Solo che se provo a farle presente che queste cose le dico per lei, perchè lei provi a essere più tranquilla e a vivere meglio, apriti o cielo. "Eh lo so lo so tu dici sempre così..."

E si, dico sempre così, perchè nella mia ormai non più brevissima vita (ché i 14 li ho passati da mo') se ho imparato una cosa è quseta: l'unica cosa che è veramente sotto il nostro controllo siamo noi stessi. Il problema non è tanto il problema, quanto la nostra reazione al problema. Forse chiedere a una donna di quasi 70 anni di lavorare su se stessa e cambiare prospettiva dopo una vita passata a pensarla al contrario, non è tanto realizzabile. Ma io so aiutarla solo così.

Non so cosa fare.



coi nipoti, prima della "tempesta"



martedì 15 dicembre 2015

PENSANDO AD ALTA VOCE


Ognio volta che ascolto Thinking Out Loud (brano di Ed Sheeran) io mi commuovo.
No pochino, parecchio.
Piango, proprio.

in particolare questa parte:

When my hair's all but gone and my memory fades
And the crowds don't remember my name
When my hands don't play the strings the same way, mm
I know you will still love me the same
'Cause honey your soul can never grow old, it's evergreen
Baby your smile's forever in my mind and memory

No, non si tratta dell'ennesimo post mieloso su quanto sia innamorata la mia sedicenne interiore.

Si tratta di mio padre. E mia madre.

Un giorno di questi ve lo racconto.






lunedì 14 dicembre 2015

DI REGALI - solito post-delirio sui regali del GG :-)

Mancano 10 giorni al Natale, e come tutti gli anni in occasione di qualche ricorrenza, parte il delirio del mio regalo.

Ora.

Quest'anno il GG ed io avevamo deciso di regalarci la TV nuova, quindi niente altro vista già l'importanza della cosa, ma com'è come non è io compio gli anni il 20 dicembre e quindi un regalino lui me lo fa comunque (anche se io non volevo)

Qualche tempo fa mi dice "ah! ho trovato il tuo regalo di compleanno. Preso. Però devi promettermi che lo usi"

Io che conosco il mio pollo cerco di dargli il meno corda possibile - perchè la tendenza a tirarmi matta per settimane disseminando le conversazioni di indizi anche falsi al solo scopo di fuorviarmi fa parte integrante del processo di regalizzazione - ma lui (bastard inside) non demorde.

Questa cosa del "devi promettermi che lo usi" è diventata un po' un tormentonte, finchè gli ho chiesto "ma scusa mi hai comprato una cosa che non sei sicuro che userò???" E lui: "in effetti è dubbia la cosa".

Ma allora, scusa, perchè me l'hai preso se non sei sicuro?
Ehhhh perchè lo sai come fai tu... quando l'hai visto hai fatto "ooohhhahahhhhhao loooo vooogliooooooo" con gli occhi tutti a cuoricino, e così..... e poi comunque è una cosa figa, una cosa che ti bullerai di avere.
Eh addirittura una roba da bullarmi???
Al che interviene il Ric il quale trascina suo padre in sala per avere la succosa notizia in anteprima
Sento un "minchia!" dall'altra stanza e il giovinotto torna ridendo in cucina dicendo che si, è proprio una roba da bullarsi, e che se non la uso io no problem la usa (e si bulla) lui. Addirittura potrebbe bullarcisi persino il Nin, volendo.

Questo un po' mi tranquillizza... se è qualcosa che va bene a tutti verrà sicuramente ammortizzata.

Anche se....... potrebbe tranquillamente essere un braccialetto e lui aver coinvolto il Ric per farmi credere chissà che cosa!

Insomma mi appresto ad attendere questi altri 6 giorni, quando ieri il discorso salta fuori davanti ad una amica. L'amica si apparta platonicamente col GG per avere anche lei la notizia in anteprima... solo che la reazione è stata diversa da quella del Ric....  L'ha guardato come se fosse un lumacotto di quelli rossi senza guscio e gli ha detto "ma daiiii!" poi è tornata da me e mi ha detto che se suo marito le regalasse una roba così glie la tirerebbe dietro.

Ora. Considerando che è stata (o stato) acquistata su Amazon e che normalmente mio marito fa regali a sfondo tecnologico........... cosa diavolo potrebbe essere?????



giovedì 10 dicembre 2015

VITA COL NIN

Quando si dice un uragano.
L'argento vivo.
Il terremoto.

Tutti aggettivi che si adattano perfettamente al mio meraviglioso stupendo piccolo Nin contemplativo e serafico come un cherubino.


Il Nin non sta fermo un attimo.
Non è un modo di dire, lui davvero non mantiene le membra in stato di riposo per più di 45 secondi di fila. Corre salta si ribalta, fa verticali e ruote, risalta, ricorre si ri-ribalta su e giù dal divano, dai muretti, dal letto. Gioca alla play saltando come un grillo e urlando incitazioni o tremende minacce ai personaggi sullo schermo. E quando gioca suo fratello? Un tifo da stadio... si, dai prendilo, la spada la spada.. nooooo rincorrilo menalo dai sparagli sparagli... attento arrivano nasconditi scappa scappa... (Assassin's Creed).  Poi viene da me... mamma... .non so perché sono un po' sudato.... Eh amore mio bello, vedi un po' tu!
La televisione? La si guarda ribaltati in verticali con la testa sul divano e i piedi sul muro (sul mio muro ridipinto di fresco!!!)

Oltre a ciò non sta zitto un attimo.
Parla sempre, parla comunque, qualunque cosa stia facendo.
E quando non parla, canta.
A squarciagola.
Gioca coi personaggi, e parla, ci sta.
Gioca alla play e parla, e ci sta un po' meno.
All'Immacolata si è alzato prima di tutti per preparare la colazione. Ha cominciato a cantare che non era ancora arrivato in cucina. E' passato senza soluzione di continuità da Santa Claus is Coming to Town alla sigla dei Pokemon all' Inno di Mameli. Urlando.
Va in bagno? Che vuoi cacare senza una cantatina?
Sotto la doccia apriti o cielo, un invito a nozze.
Dopotutto chi è che non canta sotto la doccia?
Quest'estate al mare cantava "mi lavo le asceeeeelleeeeeee mi lavo le asceeeelleeeeeee" a voce talmente alta e con talmente tanta convinzione che un qualcuno dal bungalow accanto gli ha risposto "anch'io!"

E voi direte... povero bambino tutto il giorno a scuola e nemmeno un po' di movimento per scaricare l'energia..... col cavolo! Il Nin fa tre allenamenti alla settimana di un'ora e mezzo ciascuno, due di rugby e uno di arti circensi.

Dopo la scuola di circo passi, non si tratta di attività particolarmente stancante.
Ma che dopo l'allenamento di rugby fatto di corsa, esercizi muscolari, addominali, partitella, flessioni e quant'altro arrivi a casa ed in mancanza di meglio si metta a correre in cerchio attorno al tavolo della sala.... no. Questo proprio no.


E quando finalmente stremato da segno di volersi abbioccare un secondino... con un divano a 9 posti comodissimo a disposizione lui secondo voi cosa fa??? Prende un cuscino e un plaid, li mette sul tappeto, ci si sdraia e dorme. Per terra.

Perché lui è un rude rugbysta, mica bau bau micio micio.


lunedì 7 dicembre 2015

DI BATTERIE.

Venerdì 4 dicembre
esterno, ore 19.30
un freddo porco.


Arrivo col Nin davanti alla palestra dove il Ric si allena nei suoi salti acrobatici, parcheggio, ci disponiamo ad attendere l'uscita dei saltimbanchi.


Tempo una decina di minuti, massimo quindici, il circense si palesa, insolitamente puntuale peraltro.


Sale in auto, saluta, si allaccia la cintura.


Tutti pronti? Andiamo al giappo? Si dai!
Giro la chiave nell'accensione.


Il nulla.
Il nulla totale, un roboante, profondo, nero, sconfinato nulla.


Ma come! Sono arrivata qui bella tranquilla dieci minuti fa porcacciadiquellamiserialadraeputrida! (in realtà non è stata proprio la miseria ad essere tirata in ballo, ma avete capito.)


Il Nin subito si preoccupa: oddio e adesso come facciamo a tornare a casa???
Tranquillo Nin, mo' ci organizziamo
Guardo il Ric: e dunque?
Sorride, si leva la giacca a vento, scende a spingere.


Niente. Un niente proprio totale e definitivo. Manco un brum brum di rappresentanza.


Dopo aver spinto per alcuni metri (col prezioso ausilio del fratello che aveva assolutamente bisogno di distrarsi dalla sua disperazione di non poter tornare a casa), ci risolviamo a parcheggiarla nuovamente. Il Ric fa per spingermi in retro nel parcheggio quando una macchina si palesa dietro di noi.

Scendo, spiego la situazione
Il tipo in auto comprende, gentile, arretra e ci lascia passare.


Mentre entriamo nel parcheggio, un'altra auto manifesta l'intenzione di uscirne.
Senza nemmeno bisogno di spiegare, il tipo in auto comprende (sagace!), gentile, arretra e ci lascia passare pure lui.


Parcheggiamo, tiriamo su i cappucci, ci dirigiamo al giappo a piedi (bisogna pur mangiare no?) e dopo una lauta consolazione a base di sushi, torniamo a casa in autobus.


MA UN CRISTIANO CHE FOSSE UNO CHE SI SIA OFFERTO DI DARE LA MANO A UN RAGAZZINO CHE SPINGE UN'AUTO (ANCORCHE' PICCOLA) PRATICAMENTE DA SOLO, NON CE L'ABBIAMO???


Eh, no. A quanto pare, non ce l'abbiamo.


giovedì 3 dicembre 2015

COMING OUT


La mia sedicenne interiore s'è incazzata.
Dice che è stufa di prendersi tutte le colpe.
Dice di ricordarmi che lei è me, solo con qualche anno anagrafico in meno (va bene... più di "qualche") e di finirla di fare la maestrina saputella.

Che devo dirvi.
Ha ragione.
Qui è il momento di fare coming out.


Non è lei quella che è descritta in questo post.
Sono io.
Ebbene si.
Sono io, sono fatta così. Sono proprio fatta così.

(... e ditelo che qui vi è partita la sigletta di Esplorando il Corpo Umano!)


Io sono una persona piuttosto passionale.
E sono una sognatrice, una romantica come si era romantici un tempo, non come oggi che il massimo consentito è smessaggiarsi melensaggini in qualche chat.

Passionale di indole, direi, più che di azioni (perchè sono anche un po' insicura, il che è un gran brutto sbattimento), ma comunque passionale.

Diciamo che mi ritrovo abbastanza in questa citazione di Olivia Pope:

Io voglio un amore struggente, difficile e devastante, che ti cambia la vita. Un amore straordinario

Certo si potrebbe obiettare che l' amore non dovrebbe essere difficile ne tantomeno devastante, ma che volete, siam donne, ci piace complicarci la vita.

E comunque Olivia Pope è una gnocca da paura innamorata del Presidente degli Stati Uniti, ci credo che è devastante e difficile! Possiamo anche parlare di altre, possiamo valutare che so: Bella Swan. Eccerto. A quella piacciono i canini lunghi, hai voglia devastarsi. Arwen Undomiel? Ah beh, lei invece voleva un mortale che si apprestava a combattere contro l'incarnazione stessa del Male. Altro che cambiarti la vita. Ultima della lista, Claire Beauchamp. Viaggi nel tempo, rivoluzioni, pericolo di morte incombente.

L'immaginario (e la letteratura)  pullula di questi personaggi disperati che sopportano le peggiori conseguenze e nonostante tutto si amano disperatamente, ostinatamente, appassionatamente, a partire da quei due che sono arrivati a rimetterci la pelle, per la stupidità delle rispettive famiglie.

Il problema della mia sedicenne interiore.... OUCH! ok ok, va bene ho capito.....
Il problema della mia sedicenne interiore e mio è che noi ci crediamo. Ci crediamo davvero che quella roba li sia tutta roba possibile. Certo lo sappiamo che non sono cose vere... ma pensiamo che potrebbero esserlo. Che una passione - e dico passione  - di quel tipo sia alla portata di tutti.

E non solo questo: la vogliamo, anche.
Ad ogni costo.

Forse la vita al giorno d'oggi alla fine è troppo facile.
Forse non essendo stati forgiati nel crogiuolo del pericolo e del coraggio (!)   siamo cresciuti rammolliti e pappemolli, e non sappiamo più desiderare davvero, volere davvero. 

Non siamo stati capaci di restare affamati e pazzi (stay hungry, stay foolish)
Siamo più come quelle persone che si siedono a tavola e mangiano perchè è ora, gradiscono il pasto, lo apprezzano, ma non hanno mai veramente veramente fame. Fame da sbranare.

Ecco, la mia sedicenne interiore mi aiuta a mantenermi affamata da sbranare.

Grazie, cara.

martedì 1 dicembre 2015

ANCORA E ANCORA!

La mia sedicenne interiore s'è innamorata di nuovo.
E' ingestibile, ultimamente, davvero non so più come fare!


Parte in quarta come una giumenta selvaggia e chi la ferma più! IO vivo nel mondo reale, sapete, ma lei no, macchè!  Figuriamoci se può fermarsi per una cosetta banale chiamata "realtà".
Ma quando mai! Lei vive in cielo ed in terra, in questo tempo ed in altri, in America ed in Inghilterra, ovunque la porti il cuore.  E' indifferentemente una studentessa timida, una crocerossina, o l'amamte del presidente degli Stati Uniti.

E' una scapestrata, disobbediente ragazzina che non si ferma davanti a niente.

Vive di carta stampata e cellulosa, vive di melodie e profumi, di canzoni e occhi e spalle. Vive di speranza e dolcezza, vive di amore. Vive di pericolo e salvezza, di paura e di coraggio. E passione. Vive di passione, indomita incontrollabile, insopprimibile passione.

Perciò vi chiedo di considerare tutto questo e di perdonarmi se al momento mi sta costringendo a dire che no, non a tutti piace necessariamente caldo.