giovedì 28 gennaio 2016

NON SI PUO'...

... dimenticarsi per mesi di andare a ritirare l'esito di un pap-test.
E se fosse stato positivo???
Non lo è, ma...

La mia sbadataggine prima o poi mi ucciderà.



mercoledì 27 gennaio 2016

I MASCHI DELLA PUFF FAMIGLIA STANNO RISCHIANDO LO STERMINIO


Nuuuuuuuuuuuu stavolta il GG l'ha fatta davvero davvero grossa.

Premessa: il Nin e il suo amichetto G. frequentano gli allenamenti di rugby e di arti circensi insieme.
Siccome siamo moooooooooooooooooolto furbe, la mamma di G ed io ci siamo accordate che, mediamente, una li porta e l'altra li riprende.

Così è da settembre che i bambini vanno e vengono insieme, il martedì, il mercoledì ed il giovedì.
Spesso me ne occupo io, a volte - specie il martedì - li va a riprendere il GG.

Ieri era appunto uno di questi martedì, ma alle 19.30 circa, con me ignara e contenta in casa a preparar la cena, il cellulare squilla, un numero sconosciuto. Stavo per non rispondere, ma fortunatamente l'ho fatto.... era una dirigente della squadra di rugby. "Ciao Puff, guarda che tuo marito ha dimenticato qui G, che sta piangendo come una fontanta"

Ahem..... COOOOOOOOOOSAAAAAAAAAAA???

Panico. In 12 secondi ho pensato a milleduecento cose tutte insieme, ma al tredicesimo secondo sento la chiave girare nella toppa.

Salto su come un jumping jack e aggredisco il malcapitatissimo marito, gridando come una ossessa e rispedendolo al volo al campo a recuperare il povero bimbo sperduto; dopodichè mi volto verso il Nin con sguardo di brace e gli dico "TU! Tu hai dimenticato il tuo amico in spogliatoio, ti rendi conto??? Come hai fatto a dimenticarlo, venite via insieme tutte le volte!!!!!!"

Va bene ha solo 8 anni ma che diamine!

Il Nin pensa bene di tacere e dirigersi in cameretta a mollare borsa e mettere il pigiama (la doccia la fanno al campo grazie a tutti gli Dei) e accompagnandolo di là mi accorgo del Ric, spaparanzato sul letto con le cuffie in testa. Ehi, gli dico, ma non vai agli allenamenti? No, stasera non ho voglia.

Cosa cosa?? Tu prendi su e vai agli allenamenti altro che non ho voglia, che non butto mica i soldi per vederti sdraiato ad ascoltare musica!!! No ti-ho-detto che non-ho-voglia.

Sbuffando fuoco e fiamme dalle narici decido di lasciar perdere per non ammazzarlo e vado in cucina a finire di preparare. Di li a poco rientra il GG una volta riaccompagnato finalmente il figliol prodigo tra le braccia di sua mamma, e appena entra in cucina ha la malauguratissima ed infelicissima idea di approcciarmi con un "Eh ma comunque non è colpa mia, tu non me lo hai detto che dovevo prendere anche G. Mi dici un sacco di minchiate e poi le cose importanti non me le dici"

Madonnina santa.
Madonnina santissima
Madonnina supermegaipersantaevergine.

Li mi è partito un embolo che la metà avrebbe avanzato.
Prima di tutto, sono almeno 6 mesi che i bambini vanno e vengono insieme e tu li hai presi già varie volte
Eh ma G è due mesi che non va a rugby
Veramente è mancato solo giovedì scorso
Eh ma G va sempre via prima perchè fa la doccia a casa e non in spoglatoio
Veramente è da settembre che fa la doccia con la squadra
Eh ma ho parlato con suo papà mentre ero al campo e lui non mi ha detto niente
Evidentemente è stato così ingenuo da confidare nel tuo buon senso
Eh ma no, qui c'è un concorso di cause, se tu non me lo dici...non è colpa mia. Tu non me lo hai detto.

Li ha veramente rischiato la vita.

In tutto questo stavo scambiando wap con la mamma di G del tenore di "oh ma tuo marito? " Eh.
"E' chiaro che non può andare più a prenderli lui" Si è chiaro. "O ci sei tu o niente" Si certo.
E via di questo passo.
Una situazione che definire imbarazzante è davvero riduttivo.

Nel frattempo la pasta cuoce e ci sediamo a tavola
A tavola il discorso torna sul fatto che il Ric non è andato agli allenamenti
Il ragazzo ha un'alzata di cresta di troppo, mi risponde veramente male e io già bella incazzata, gli levo il piatto da davanti e lo spedisco in camera sua. Non ti ci voglio alla mia tavola, finchè non impari la buona educazione, ti saluto.

Dopo cena il GG riordina la cucina come di solito.
Io aiuto il Nin a dare una ripassata veloce alla lezione di geografia per oggi (come orientarsi con la stella polare e con la bussola) e poi lo invito ad andare a dormire. "Ma come, sono solo le otto e mezza!" Nin, bello di mamma, tu stasera hai diemticato il tuo amico in spogliatoio, ti consiglio di filare di la zitto e muto se non vuoi rischiare di peggio.

In tutto ciò il Nin mi è parso quello che ha capito meglio la situazione, ha accettato di buon grado la punizione ed è andato a dormire. Alle 20.31 ronfava, come prevedevo, dopotutto si era allenato un'ora e mezza

Se il GG fosse tornato e avesse detto "Che pirla sono stato, veramente, mi spiace, colpa mia, l'ho proprio scordato" o qualcosa di simile, sarebbe finita li. Voglio dire, fare una cazzata ci sta, chi sono io per pretendere la perfezione dagli altri quando io stessa non arrivo certo a tutto? Ma ci mancherebbe!

Ma questo primordiale istinto a scaricarsi le spalle dalla responsabilità delle sue azioni per caricarla sulle mie no, non posso veramente più accettarlo ne tollerarlo. Troppe volte in passato ho portato pesi non miei, mi spiace dirlo, so che non c'entra niente con quello che è successo ieri sera, ma non posso fare finta che non mi venga in mente un pensiero del genere. Troppe volte in passato. Ora non riesco più a farmelo andare bene.


















lunedì 25 gennaio 2016

E CI RISIAMO.............

E' un bel po' di tempo che una giovine signorina di nome M. ronza attorno al Ric.
Oddio, dire che ronza par brutto, come se lei volesse volesse e lui  no-no-no.
In realtà sono amici, si frequentano spesso ormai da diverso tempo, tanto da farmi pensare che tra i due ci fosse del tenero. Quest'estate per esempio - anche lei è animatrice in oratorio - stavano li che parevano un francobollo e la busta. Si confondevano anche un po', direi persino, perchè anche lei è alta, biondina, e pettinata col codino ripiegato come il Ric. Da lontano.. boh?

A richieste specifiche, il Ric ha sempre risposto con le sue varianti di "che cosa diavolo stai dicendo signor Drumond?" liquidandomi con il consueto sguardo della serie che ne vuoi capire tu, balenga.

Orbene, capita che venerdì pomeriggio tornando dalla scuola elementare con il Nin, me li trovo tutti e due, il Ric e la M. seduti su una panchina in cortile in atteggiamento estremamente ortodosso - bisogna ammetterlo - ma innegabilmente intimo. Il Ric mi saluta (non poteva sperare che non lo vedessi) e io mi avvicino per trovarlo in stato di evidentissimo imbarazzo. Sorrisetto ebete, frasette sconnesse.  Oh, ma hai fumato per caso? No, non aveva fumato, ma dire che ci stava con la testa sarebbe stato troppo.

Morale, mi dice che ha già studiato (!) e che torna su entro un'oretta per andare agli allenamenti.
Al rientro posso io esimermi dal tormentarlo?

- Allora - gli dico garrula - poi non venirmi a raccontare che non fai picci-picci con la M !!!!!
- No no..... ehm ...  non ancora.........

BIM BUM BADABUM!
Eccolo qui, lo aspettavo al varco, prima o poi............

- Non ancora? Ehi, ma che aspetti, un invito in carta bollata? - lo provoco - la M son due anni che ti corre dietro!!!
- No mica vero, ne abbiamo parlato... è una cosa un po' complicata....

La conversazione prosegue con lui che promette di "pensarci su" se raccontarmela, questa storia complicata.  La sera sono usciti, e la mattina gli ho - dubitavate? - chiesto allora se la vertenza fosse conclusa.
Risposta: "ti racconterò... un giorno"
Che non è un bel si deciso, ma sicuramente non è un no.



Ecco a me quel "ne abbiamo parlato" mi ha fatto accapponare la pelle, perchè se ne hanno parlato è ben evidente che la dose di confidenza ed intimità è alquanto superiore a quanto mi fossi immaginata.
Quindi avrò presto una nuova nuorina? Argh.

Ora voi mi domanderete, ma anche se fosse? Che ha che non va codesta povera M?

Niente, ha che non va, a dire il vero
Va bene, è stata bocciata una volta e mi è capitato di vederla ubriaca marcia, ma di base pare una brava ragazza, non una santa ma insomma, una normale.

L'unico piccolo, trascurabile, irrilevante difettuccio che posso trovarle è che a febbraio compirà 19 anni. Diciannove.

E non dico altro.





mercoledì 20 gennaio 2016

BEL BA-DA-BUM

Dunque ieri mattina il GG stava radendosi nello splendore del suo petto nudo (!) davanti allo specchio del bagno (solo io trovo sexy un uomo che si fa la barba?) e io gli stavo dicendo non-so-piu-cosa.
Lui mi rispondeva e mi guardava, ma senza occhiali.
- Puff - mi dice - io ti guardo ma mica ti sto vedendo tanto bene........
- Oh, non ti preoccupare - rispondo - tanto son poi sempre uguale...

BUM.
BA-DA-BUM-BUM-BUM
Proprio un bel BA-DA-BUM

Ocio che arriva l'elucubrazione del martedì mattina alle 7:30 (vi avevo ben avvisati

Come sarebbe a dire "io sono sempre uguale"??
Che diamine dell'accidentaccio boia vorrebbe significare?
No no, non ci siamo.
Non voglio essere sempre uguale! Ma ci mancherebbe altro!
Ma che scherziamo?
Rinnovamento ci vuole nei rapporti, novità, ci vogliono le bollicine (nel senso del frizzante)!!!

Propio io, poi, che giusto un paio di giorni prima mi ero lasciata andare ad un pippone allucinante (e anche un po' scortese) proprio sull'argomento "rinnovarsi, annessi e connessi, in ogni ambito" davanti ad un GG un filo perplesso ed alquanto attonito... proprio io me ne esco con una cosa di questo genere?

Eh no Puffola hai toppato.
Stavolta devi proprio ammetterlo, hai toppato alla grande.

Che poi si dice... il matrimonio uccide la spontaneità, la passione... quante volte si sentono queste trite e ritrite baggianate?  No, io dico che è la pigrizia la tomba dell'amore, non il matrimonio.
La pigrizia (che diventa routine) è il principio di ogni male!

Quindi, ok.
Mi voglio rinnovare.
Essere nuova, diversa.
Essere interessante e non scontata

Essere sempre in divenire
Benissimo, perfetto.
Si accettano consigli.
Anche fuori di testa (anzi specialmente quelli)

A voi.




martedì 19 gennaio 2016

STAMATTINA


Oggi voglio condividere lo spettacolo apparso alla mia finestra quando mi sono alzata.



Un attimo prima dell'alba





Una attimo dopo l'alba



Che meraviglia, vero?

lunedì 18 gennaio 2016

LA MIETITURA.

Sarà l'età??
Non saprei, certo che in questo ultimo periodo, tra le persone famose che muoiono, tra quelli meno famosi e tra tutte le notizie che ricevo di conoscenti cui diagnosticano mali gravi, mi sembra di essere salita su una giostra che frulla a raffica senza la possibilità di scendere.

O forse sono io che ci faccio più caso, come quando sei incinta e sembra che tutti i bambini che vedi siano affetti dalla sindrome di Down. Ovviamente non è così, è solo che sei più sensibile all'argomento.

Mi guardo allo specchio e sebbene dimostri esteticamente 10 anni di meno di quelli che ho, e sebbene il mio spirito sia quello di una adolescente in piena crisi ormonale, quello che conta in questi casi è ciò che dichiara l'Anagrafe - quella stronza.

E stando all'Anagrafe, io, mio marito, la maggior parte dei miei amici, abbiamo già scollinato abbondantemente, il giro di boa è bello e passato. Se siamo fortunati - ma molto molto molto fortunati - abbiamo dietro di noi un numero di anni ormai pari a quelli che abbiamo davanti. Ma questo appunto se siamo davvero davvero fortunati. Ma tanto.

Poi naturalmente ci sono i nostri genitori, tutto un altro discorso.

Comincio mio malgrado a fare pensieri un po' catastrofici.
Ogni tanto.
Quella che fino a qualche anno fa era magari solo una banale tosse dovuta all'inverno mi fa rizzare i peli sulle braccia. E se invece...? Se ne sentono tante....
Per non parlare dei periodici controlli per quei mali per i quali - ringraziando gli Dei - è possibile fare prevenzione. Quando sei li seduta sulla sedia e attendi il referto, lo sai che la tua vita potrebbe cambiare nel giro di 10 secondi, lo sai perchè conosci gente a cui è successo, e pregare in tutte le lingue conosciute incluso il Klingon direi che no, non semrba affatto sufficiente.
Sono solo pochi minuti di attesa, ma cavoli se pesano.

Anche se mia  mamma ha avuto vari problemi al seno, mi faccio comunque  forte del fatto che la "schiatta" femminile della famiglia è fatta di legno molto molto buono, contando un' ultracentenaria e due ultranovantenni nella mia parentela immediata; mi consolo pensando che mio padre, dopo 40 anni a due pacchetti di Marlboro al giorno, alla prova dei fatti (radiografia anni fa per un banale intervento) aveva i polmoni di un neonato.

E spero con tutta me stessa che Mr DNA abbia armi sufficientemente affilate per respingere qualunque attacco esterno alle prprie (che poi sarebbero le mie) difese.

Perchè a me, la non-esistenza, mi terrorizza, al punto da farmi dimenticare la grammatica.






venerdì 15 gennaio 2016

UNO PIU' UNO FA DUEMILA

 Questo post partecipa al tema del mese #unopiùunofaduemila delle #StorMoms!

Quando ebbi il mio primo figlio, per molto tempo non mi venne più nessunissima voglia di maternità.
Inspiegabilmente, aggiungerei, perchè avevo avuto una gravidanza stupenda, un parto un po' difficile ma dopotutto son cose che capitano... il bimbo era perfetto e bellissimo, dormiva come un ghiro e mangiava come un lupo. Non faceva capricci, era vivace ma disciplinato, dimostrava una vivace intelligenza e curiosità, insomma una mamma non avrebbe potuto chiedere di meglio.

Ma invece che sentirmi spronata a riprovarci, hai visto mai che mi andasse di nuovo così di lusso, niente. Nella mia pancia e nella mia testa non c'era alcun progetto, nemmeno un po'.

A chi me lo chiede oggi, rispondo ridendo che ci ho pensato su un po', prima di fare il secondo, perchè volevo essere proprio ben sicura... sta di fatto che tra il Ric ed il Nin ci sono 7 anni giusti giusti.

In verità era da quando aveva 5 anni che il Ric mi chiedeva a gran voce un fratello (se è una femmina però la restituiamo, eh?) e dopo un po' anche il marito aveva iniziato ad accarezzare l'idea... e così un giorno mi sono lasciata convincere. Evidentemente i tempi erano maturi.

Avere due figli così distanti per età ha i suoi pro e i suoi contro.
Le cose negative secondo me sono essenzialmente di due tipi.
Il primo, è che devi ricominciare tutto daccapo quando ormai ti sei tolta patelli, biberon, ciucci, vomitini e pappette da torno da molto tempo. Questo aspetto - che tutti sottolineavano quando ero incinta, va detto.... - non mi ha mai preoccupata prima ne' mi ha infastidito in fase di svolgimento, anzi... ero molto contenta di avere di nuovo un neonato in braccio. Le maternità sono spesso molto diverse tra loro, al mio primo giro ero inesperta come tutte le neomamme e anche abbastanza giovane, molto attenta alle "regole" almeno da principio (non tenerlo troppo in braccio, non viziarlo, non farlo dormire con te, non, non, non.....) e temo quindi di essermi persa qualcosa. Diciamo che col secondo non ho fatto questo errore...... inoltre vista l'età è stata una maternità direi più consapevole, più matura. Meno "sull'onda del sentimento" e più pacata, diciamo.

La seconda cosa negativa è che i due fratelli perdono la possibilità di crescere insieme.
Questo mi impensierisce un po', specialmente quando vedo fratelli distanti solo 1-2 anni che giocano e interagiscono come migliori amici, mentre i miei si menano dalla mattina alla sera da quando il Nin ha l'età per stare dritto sulle gambe.... però devo dire, cautamente, che questo aspetto sembra diminuire di importanza con l'avanzare dell'età e ora che sono grandi (15 e 8 anni), ben lungi dallo smettere di infastidirsi e farsi dispetti a vicenda, almeno sembrano essere un po' più in grado di gestirsi il loro rapporto in autonomia. Inoltre iniziano a comparire momenti di autentica tenerezza ed affetto, da parte del grande verso il piccolo, che benchè non frequentissimi sono comunque preziosi come perle incastonate nell'oro.

Sul lato positivo devo dire che ci sono molti aspetti.
Avere già un figlio relativamente autonomo quando hai il secondo neonato è di grandissimo aiuto.
Proprio nelle piccole cose pratiche... ad esempio... il Ric la mattina si preparava già da solo x la scuola, si vestiva e faceva colazione senza troppo bisogno che gli si corresse dietro (a parte rischiare di uscire tutti i giorni senza cartella...) ed io avevo tempo da dedicare a poppare, cambiare, vestire il Nin in relativa serenità.
Un 'altra cosa che mi ha molto aiutato è stata poterglielo "affidare" per qualche minuto ogni tanto, che so...... mentre il Nin dormiva poter dire al Ric "vado a fare una doccia, se si sveglia chiamami" mi dava la certezza di potermi prendere quei 10 minuti (comunque non più di quelli....) tranquillamente, senza il pensiero di non sentire il piccolo piangere. Io, che quando il Ric era neonato frequentavo il bagno solo dopo le 18, a marito rincasato... e non solo per la doccia.......

Queste piccole cose ti consentono di occuparti del secondo quasi come se fosse il primo, di dedicargli più tempo di quello che faresti se il fratello maggiore avesse, che so, 3 anni, e di farlo in modo più rilassato perchè comunque l'altro figlio ha meno bisogno di essere seguito "fisicamente" e quindi di lascia un filo più di spazio e di tranquillità. Sicuramente si è meno vittime dello stress!

Il rischio, naturalmente, è quello di eccedere nell'altra direzione, di considerare il primogenito orma "grande" (ma a 7 anni non si è grandi!) e togliergli anche le attenzioni di cui avrebbe bisogno. Ma penso che, almeno nei primissimi tempi, stia un po' nell'ordine delle cose quando la famiglia si deve riassestare per un nuovo arrivo. Ognuno deve ridefinire i propri spazi. Forse a 7 anni lo puoi fare più facilmente che a 4. Forse.

L'altro rischio, nel quale io sono cascata con tutte le scarpe, è quello di fare paragoni.
Tutti sappiamo che ogni figlio è a se, che ognuno ha i suoi tempi che vanno rispettati ecc ecc ecc, ma quando hai un solo esempio pratico a cui riferirti, ossia il tuo primogenito, è ovvio che qualunque cosa la paragoni a quello. Per me questo aspetto è stato particolarmente difficile da gestire, perchè come accennavo il Ric era veramente un bambino fuori dal comune per maturità, ed a paragone il Nin sembrava un po'.. come dire... un po' troppo patatone.

Invece naturalmente non è così, è solo un bambino diverso, che privilegia diciamo nella crescita aspetti diversi rispetto a suo fratello. Ric appariva maturo ed intelligentissimo, il Nin è più bravo nei rapporti, è più solare e canterino. E' anche più intraprendente rispetto al Ric, si butta di più, fa amicizia più facilmente (non che Ric sia timido...... beh, però forse un pochino si).
La cosa difficile quando sono due è incoraggiarli adeguatamente, perchè molto probabilmene richiedono incoraggiamenti di tipo diverso.... e li diventa un po' un casino.

Ad esempio, il Ric è dispettoso, il Nin è un po' frigna.
Quando Ric fa un dispetto al Nin - anche innocente senza fargli male - il Nin si mette subito a gridare come se lo stessero scannando. Lì io idealmente dovrei insegnare ad uno a non rompere i maroni e all'altro a non frignare, ma se dico "Ric piantala di fare i dispetti" il Nin ne ricava l'insegnamento che frignare paga; se dico al Nin "piantala di frignare" il Ric ne ricava l'insegnamento che fare i dispetti è giusto. Quindi li devo riprendere entrambi, nello stesso momento, ma per motivi diversi, il che non solo non è agevole, non solo richiede il doppio del tempo (con conseguente calo di attenzione) ma viene anche difficilmente recepito.

E questo, ahimè, vale ancora oggi.......

Ma al di la di questo, non tornerei mai indietro, e non mi sono mai pentita della mia scelta.
Anche perchè, per chi se lo stesse chiedendo, si: mi è andata di lusso anche la seconda volta,  il Nin come suo fratello ha dormito come un ghiro e mangiato come un lupo fin da subito e senza problemi, il che è un bell'aiuto. Sono una mamma molto fortunata.


 






giovedì 14 gennaio 2016

HO BISOGNO DI UN PROGETTO

Io ho bisogno di un progetto.
Qualcosa in cui impegnarmi, qualcosa da fare, da organizzare, da sistemare, da raddrizzare...
Qualcosa!

Non so stare li a guardare la vita che scorre come meglio le piace e ad aspettare di vedere cosa succede.
Devo agire, devo dedicarmi a qualcosa, altrimenti mi annoio!
E se mi annoio, penso.
Troppo.
E se penso troppo....finisce che mi va il cervello in pappa.

Troppe domande virtualmente irrisolvibili troppi voli pindarici vicino al sole, troppi problemi che hanno tutta l'aria di essere autogenerati - a livello logico - ma ad altissimo impatto emotivo - a livello pratico.

Quindi, 'sticazzi.

Datemi un progetto, e nessuno si farà del male.


martedì 12 gennaio 2016

DI SALTELLI VARI.

Avete presente quei post lamentosi in cui dicevo che il Ric non manifestava interessi, che non aveva progetti, che non sapeva cosa fare della sua vita?

Ecco, pare che il problema sia rientrato (per farne uscire uno nuovo, ma transeat).

Come forse ricordate, il Ric è al nono anno di frequenza della scuola di Arti Circensi ed è ormai diventato un discreto acrobata. Gli è sempre piaciuto molto e l'ha sempre fatto molto volentieri fin dalla seconda elementare (quando ha voluto fortemente essere iscritto sopraognialtracosaalmondo) ma recentemente diciamo che la passione ha sfondato gli argini. Gli allenamenti sono la prima cosa, la sola cosa che conti, vorrebbe allenarsi tanto, vorrebbe allenarsi sempre.

Ha fatto l'iscrizione ad una palestra attrezzata per l'acrobatica assieme ad alcuni amici, e la frequenta ogni tanto la domenica. La sua allenatrice gli ha chiesto se vuole allenarsi un po' di più e l'ha invitato ad utilizzare gli spazi della loro palestra il lunedì - durante un corso per bambini più piccoli - ritagliandosi un angolino per provare le sue giravolte mentre i bambini fanno lezione.

E' arrivato persino a dirmi qualche settimana fa che probabilmente vuole fare lo stunt-man.
Non che ne sia certo.... ieri sera infatti gli ho chiesto se l'idea gli sorridesse ancora e lui mi ha risposto con un "sisi" abbastanza tiepido. Piano con gli entusiasmi, gli ho detto, mica che ti stanchi troppo.
Insomma, la sua idea al momento è comunque che nella vita vuole "saltellare" e a suo dire le opzioni sono:
- scappare col circo
- fare lo stunt
- insegnare.

Altro non gli è venuto in mente, ma direi che è sempre un progresso rispetto a tre mesi fa.
Quindi al momento siamo messi così:

Lunedì 17-18.30 allenamento supplementare di Circo (probabilmente uno si e uno no)
Martedì 20-21 judo
Mercoledì niente (ma fino a quando?)
Giovedì 20-21 judo
Venerdì 17.45-19.30 Circo
Sabato/Domenica: ogni tanto palestra di acrobatica.

Non che non sia lieta che mio figlio sia un appassionato sportivone ma la domanda mi sorge spontanea... e studiare???

Ed ecco il problema: Studiare, e perchè? la scuola non mi serve a niente. Cosa studio a fare (se tanto finisce che scappo col circo, ndP)?

Eh no bello mio, non ci siamo capiti.
Se scappi col circo, lo farai da persona acculturata, eccheccazzo!

La scuola ti serve, perchè se vai bene, io sono di buon umore e tu ti alleni. Se vai male non ti alleni, semplice e lineare.
Quindi se vuoi allenarti ti conviene usare bene il tuo tempo e non farmi girare i maroni, zio, perchè altrimenti ti chiudo dentro casa a far la muffa e ti faccio smontare la tartaruga a forza di stare chino sui libri.
Ci siamo capiti?
Dice che ci siamo capiti.
Vedremo.

(odio, Odio, ODIO essere punitiva)

video

una cosetta semplice semplice
il video a quanto pare si vede solo con Google....



lunedì 11 gennaio 2016

LA PRESA DI COSCIENZA DEI SIGNIFICATI




- Mamma la sai una cosa? ieri sera Ric mi stava dando fastidio sul divano e allora il gli ho detto "piantala, brutto figlio di buona donna!"
- Ah, ma bravo, complimentoni, che belle cose che dici. Lo sai che volevi insultare lui, ma in realtà hai insultato me?
- Beh, ma Ric potrebbe anche essere stato adottato. Io intendevo quell'altra mamma.

...
...
...

A 'sto punto, io mi alzo e me ne vado.
Ciao.


giovedì 7 gennaio 2016

DI COMPLETI IMBECILLI.





Ho trovato ieri questa vignetta su FB.

La trovo uno dei peggiori esempi di idiozia maschilista, di beceritudine, di cretina superficialità su cui io abbia mai dovuto posare gli occhi. E' a dire poco insultante.

Io mi sento profondamente offesa, come donna ma anche in prima persona, proprio come Andretta, dal fatto che esistano al mondo ancora persone che si beano di pensare e diffondere una tale dose di consapevole imbecillità.

Innanzitutto, mio caro deficiente, sappi che esistono al mondo matrimoni che funzionano.

Secondo, mio bel coglioncello, ci sono persone che divorziano a costo di grandi sofferenze emotive e sintetizzare quello che magari è un percorso di anni di dolore in quattro disegnini del cazzo infarciti di inutili e anacronistici luoghi comuni meriterebbe la galera.

Terzo, o mio carissimo essere umano dotato chiaramente di organi genitali esterni, la medesima illuminata ironia si potrebbe tranquillamente utilizzare al contrario, raccontando di tutti quei tuoi degnissimi pari che si trombano tutti i buchi che gli si parano davanti  accusando poi la moglie che si prende cura della casa e della famiglia in tuta da ginnastica e non in negligé alla Jenna Jameson... uccidendo così l'interesse carnale dei poveri mariti trascurati

Quarto, e forse più importante, o sommo imbecille, ci sono persone, uomini e donne, che combattono e lottano con le unghie e coi denti per far funzionare le cose a dovere, ci sono persone che profondono impegno e cura nella relazione di coppia anche a costo di fatica e compromessi, ci sono persone per le quali concetti come devozione, fedeltà, amore hanno ancora non "un" ma "il" significato più importante della vita.

Colpevolizzare sempre e solo una parte della coppia non solo è sbagliato ma è stupido, e presuppone un intelletto da mitile, una consapevolezza da proteo e una dose di presunzione da leone alfa, sono certa del tutto immotivata data la chiara pochezza di attributi.

Che la parte colpevolizzata poi sia il solito trito cliché della moglie acida che si fa bellamente gli affari propri mentre il povero marito vessato si occupa di tutto aggiunge solo il sale del maschilismo a questa minestra già rancida e marcia. Per non parlare dell'altrettanto rozzo e beota clichè altrettanto abusato della stronza divorziata che si arricchisce con gli alimenti del povero cornuto innocente. Ho varie amiche divorziate con figli e nessuna di esse naviga nell'oro. E vi rendo noto, cari maschi minorati, che i soldi non li date alla vostra ex moglie, ma ai vostri figli. O forse vorreste liberarvi anche di loro?

In poche parole, mi fai abbastanza schifo, o indegno vignettaro, e chiudo con la medesima esortazione che ho usato commentando la foto in Facebook: vergognati, imbecille.




*questo post si trova identico anche sull'Arcobeleno




martedì 5 gennaio 2016

DI VOLI PINDARICI E RICERCHE FRENETICHE

Vedo dai vostri blog che siete tutti bravissimi, con questi stupendi post sull'anno vecchio, l'anno nuovo, i buoni propositi e via dicendo........ sicuramente più bravi di me che invece sono la solita pigra e già ho poca voglia di pensare ai progetti, figuratevi di fare consuntivi............... così oggi vi racconterò qualcosa che è successo il penultimo giorno dell'anno, trasformando la fine del 2015 in una convulsa giornata di ricerca.

Orbene, il 30 dicembre verso le 11 del mattino la Puff famiglia si apprestava ad uscire di casa per andare a farsi una bella passeggiata e a giocare con l'overboard di Marty McFee (LOL). Come sempre prima di uscire, chiudo la porta che da nella "zona notte" della casa assicurandomi che Bro ed Arwen, i nostri gatti, siano nella "zona giorno" onde evitare che vadano a dormire sui letti e sui cuscini impeluccandoli impietosamente.

Li chiamo, Bro arriva ma Arwen no.
Chiamo di nuovo, giro per la casa, niente.
Scuoto la scatola dei croccantini, che normalmente funziona meglio di un Incantesimo di Appello del tipo "Accio Arwen".
Niente, il nulla.
Iniziamo a preoccuparci un po' tutti.
Giù i cappotti, ci mettiamo a cercarla in ogni angolo di casa, niente, non solo non si vede, ma non si sente nemmeno miagolare, che è quanto avverebbe se l'avessimo, che so, chiusa inavvertitamente in un armadio.
Passa mezz'oretta e diventa chiaro che la signorina non è in casa.
E se non è in casa, l'unica alternativa è che sia fuori.
Ma se è fuori, l'unica possibilità è che sia volata dal balcone.
Abito al sesto piano.
Ci precipitiamo a vedere ma sotto il balcone non c'è... posto che sia caduta, almeno è viva.

Ora, i gatti quando gli capita qualche disgrazia, hanno come quasi tutti i predatori l'istinto di andarsi a nascondere (perchè capiscono che se sono feriti, diventano prede). Quindi tutti e quattro cominciamo a battere il giardino contominiale (enorme!) palmo a palmo cercandola in ogni anfratto, ogni angolo, sotto ogni cespuglio, dentro ogni buco. Niente.

Il Nin in lacrime, il Ric in ansia, il GG praticamente devastato che mugugnava in preda al terrore: "se la ritrovo viva la ammazzo con le mie mani (quella brutta stronza!!!!)"

Io intanto organizzo le ricerche su scala più larga: avviso la ragazza del negozio di animali sotto casa, faccio un cartello da appendere alla sua vetrina, mando mail all'associazione di gattari della zona, spargo la voce in tutti i gruppi cittadini di FB, ricevendo peraltro molti messaggi di solidarietà e molte condivisioni che hanno raggiunto praticamente tutti i concittadini nel raggio di tre chilometri.

Dopo due ore la micia non ricompare.
Saliamo in casa, dopo poco scendiamo di nuovo a battere i garage. Niente.
Risaliamo, all'imbrunire ci riproviamo (i felini escono col buio, normalmente, se era nascosta era più probabile che si facesse viva nel tardo pomeriggio).Nin sempre in lacrime.
Abbiamo portato cibo tutto attorno a casa, abbiamo chiamato, ho persino segnato la zona con il mio odore lasciando giù un mio pigiama NON fresco di bucato, hai visto mai si avvicinasse.... sempre nessun risultato.

Dopo cena ci decidiamo a fare vari cartelli per appenderli in giro.
Uno in ogni scala del palazzo più un'altra quindicina in giro per il quartiere - che infatti ora è tappezzato delle foto di Arwen.

Quando siamo risaliti dopo il lavoro di attacchinaggio il GG ed io eravamo piuttosto scoraggiati.
Ma le belle cose accadono a volte, e le brave persone vivaddio esistono.
Passano pochi minuti che arriva sul mio cellulare la telefonata di un numero sconosciuto.
"Pronto, abbiamo visto i cartelli della micina, ce l'abbiamo noi"

Morale, in quella mezz'ora che abbiamo speso la mattina cercandola in casa, Arwen era stata raccolta - zoppicante - da un vicino di casa. Mentre noi la cercavamo come matti, lei se ne statva comoda e al caldo, coccolata e nutrita. L'abbiamo riportata a casa meno di 12 ore dopo l'inizio della brutta avventura, ma sono sembrate molte di più.

Aveva una zampina rotta (il corrispondente del nostro polso), e dico "aveva" perchè ormai a soli 5 giorni dall'accaduto, è quasi guarita. Era un po' stranita, un po' scioccata, ma anche li, dopo un giorno solo ha ricominicato a giocare con Bro, a fare le fusa, a chiedere cibo a gran voce.

"Eh mamma... certo che... abbiamo avuto tre gatti maschi che hanno camminato sul cornicione per anni senza mai cadere... mo' arriva la femmina scema...."
Bello, zitto e mosca perchè ho ammazzato per molto meno anche dopo giornate meno impegnative di questa.

Una volta al sicuro "la stronza" sul suo divano, il GG è sceso a rimuovere i cartelli quantomeno dalle varie scale del nostro condominio.
Una decina di minuti, mi chiama: "Senti, sono qui sotto, già che c'ero ho approfittato per buttare via il tuo pigiama che mi faceva schifo"

Eh vabbè.