venerdì 19 maggio 2017

Dr Scheggia e Mr Hyde



... e intanto il nostro Lore (ex-Nin che ormai...) continua ad inanellare successi.
No, non agitatevi, non è il primo della classe. Nemmeno il secondo.

Però i suoi allenatori sono entusiasti e continuo a ricevere complimenti a destra e a manca.
Da tempo il suo allenatore, il cosiddetto Baffo, mi tesse le sue lodi dicendo che è un ragazzino stupendo.  Un paio di settimane fa dopo un torneo in cui abbiamo molto ben figurato, il Baffo è venuto da me, con fare cospiratorio. Considerate che è alto 1.90 per 100 kg, mentre io 1.50 per cazzimiei kg, quindi immaginate l'effetto che facciamo quando parliamo in gran segreto :-) Praticamente mi fagocita.


Comunque.


Mi dice che gli allenatori della squadra avversaria erano andati da lui per complimentarsi per quanto è bravo Scheggia. Giocatore completo, corretto, serio, concentrato ecc ecc ecc. Forse ne avevo già accennato. Ovviamente la cosa mi ha fatto molto piacere.


Commenti del genere ne ho ricevuti diversi, da osservatori che lo apprezzano per il gioco e che ne notano la indiscutibile passione per il gioco.


Stamattina mi arriva un wap dal medesimo Baffo. Recita:


Tuo figlio ha ricevuto i complimenti
Del coordinatore
E' un ragazzo d'oro
Aiuta i più giovani
In campo è straordinario
Anche sul piano umano
Ieri consolava M. che non ne imbroccava una

Al che rispondo:
Grazie, sei una botta d'autostima
Ora il prossimo passo è esportare
il suo atteggiamento in campo anche FUORI dal campo

E lui:
In campo è impeccabile.

Considerando che solo un'ora prima si stava menando a sangue in cortile con uno (un rompicoglioni, va detto, ma insomma...) inizio a pormi delle serie domande, soprattutto sul piano psichiatrico, del tipo "ma quindi le doppie personalità esistono davvero?"

Il fatto è, vedete, che non è la prima volta che mi capita.
Anche col Ric stessa storia: i suoi allenatori entusiasti (serio, ordinato, composto) le maestre molto meno (terremoto, non sta fermo un attimo, mi fa venire il mal di mare).

Adesso non mi resta che decidere se vedere il bicchiere mezzo pieno considerando il "vero" lui stesso quello che si esplica in campo, oppure mezzo vuoto, dando la prevalenza a quello che mena i rompicoglioni.

Secondo voi, da che parte sono orientata? :-D


 
 

mercoledì 17 maggio 2017

DI SVEGLIE

La sveglia del Ric suona alle 6:30.
Per una serie di ragioni legate all'incoraggiare l'autonomia (decisione presa due anni fa all'inizio del liceo) la mia suona alle 6:40, in modo che lui si alzi e vada in bagno per suo conto senza sprone. Aveva senso due anni fa, ora meno, ma l'abitudine è rimasta. Io comunque sento sempre la sua sveglia, pur restando a letto un'altra decina di minuti. Mediamente dopo qualche minuto devo comunque dargli una voce: "Ehiiiii sei in piediiiiii?"


Stamattina sento la sveglia, apro gli occhi, attendo di sentire gli scricchiolii del letto segnale della sua levata mattutina, mi accorgo che va in bagno. Dopodiché mi aspettavo che rientrasse in camera a vestirsi ma invece sento che si dirige con passo felpato verso la cucina, apre la porta piano piano.
Perplessa decido di restare sul vago.


"Ehiiiii, ti sei alzato?"
"Si si"


Va in cucina e chiude la porta. Che diamine sta facendo invece di prepararsi??
Due minuti e lo seguo. Lo trovo seduto al tavolo di cucina, chino sulle sudate carte, ovvero sul libro di storia. Sto per dirgli "...zzo fai, è ora di vestirsi e andare a scuola!" quando vengo colta da improvvisa ispirazione e guardo l'ora.


Le 4:30


Guardo meglio.


Sempre le 4:30


"Ma... ti sei alzato a studiare?"
" Si mi sono alzato prima"


Sgrano gli occhi, pacca sulla spalla


"Ok a dopo".


La vita è veramente strana.



martedì 2 maggio 2017

A VOLTE RITORNANO...

... il che potrebbe riferirsi sia al fatto che torno a scrivere dopo un periodo di latitanza quantomai biasimevole, sia che ebbene, si, sono partita e anche TORNATA da Edimburgo, viaggio che è (quasi) il sogno della mia vita e che finalmente ho potuto fare, subito dopo Pasqua.


Dico quasi non perché io sia una maledetta ingrata mai contenta, ma perché il sogno in effetti sarebbero le Highlands... diciamo quindi che considero questo un antipasto.


Quindi, dicevamo... Edimburgh... OH MY GOD!
E' una città stupenda, meravigliosa, incredibile. Lo sapevo che era bella, ma così, non me lo sarei mai immaginato!!! Non ti puoi girare senza vedere qualche meraviglioso palazzo, delle guglie svettanti, uno scorcio di panorama collinare, insomma: la perfezione. I primi due giorni li abbiamo dedicati totalmente alla città, naturalmente privilegiando il Castello come prima cosa, il Royal Mile e Holyrood House.


INGRESSO DEL CASTELLO

FACCIATA DI HOLYROOD

L'INCORONAZIONE DI ROBERT BRUCE, AL CASTELLO

LA SALA DELLE ARMI

LE PRIGIONI DEL CASTELLO

Arthur's Seat era lì che mi guardava, ma non ce l'ho fatta...  però abbiamo fatto la passeggiata lungo il canale fino a Deans Village partendo dal Giardino Botanico, come da consiglio della Signorina G. :-) ed è stato molto molto bello, tranne per il fatto che purtroppo il tempo si è guastato a metà della camminata e abbiamo preso pure un po' d'acqua. Non troppa, siamo stati fortunati!






Siamo anche andati un po' in giro curiosando, perdendoci in città come bisognerebbe sempre fare quando si visita un posto nuovo, e capitando in zone anche molto suggestive, per esempio in un luogo che poteva sembrare un cimitero ma che era in realtà una zona di lapidi commemorative anche piuttosto antiche (non credo ci fosse sepolto nessuno, o forse c'era stato e ora non più)



Menzione a parte merita il tour di Edimburgo sotterranea. Grazie anche a una guida piuttosto pittoresca e molto simpatica abbiamo scoperto un sacco di curiosità sulla città, come per esempio che ad Edimburgo sono sorti i primi condomini della storia, alti fino a 15 piani (perché la città era fortificata e la popolazione cresceva, non potendo espandersi in larghezza per non uscire dalle mura, si espandeva in altezza) o che sotto i due ponti che collegano la città vecchia alla città nuova sorgevano magazzini e laboratori appartenenti ai negozi che c'erano sopra i ponti; una volta abbandonati sono diventati sede di ogni tipo di attività criminale possibile ed immaginabile, tra cui le più redditizie erano:


- il contrabbando, specie dopo il 1746 anno della sconfitta definitiva della Scozia contro l'Inghilterra (e non parliamo di rugby). Dopo la famosa battaglia di Culloden, tutto quello che aveva relazione con la cultura dei clan venne messo fuorilegge da Sua Maestà Britannica... incluso il whisky. Ve l'immaginate il fiorire di attività relative?


- il traffico di corpi umani. Si, avete capito bene. Cadaveri. Edimburgo vanta la più vecchia e rinomata scuola di medicina e chirurgia che si conosca, e i giovani apprendisti chirurghi avevano bisogno di esercitarsi.  E su cosa si esercitavano? Ecco. La scuola pagava fior di quattrini per ogni corpo che riceveva a scopo didattico (fino a 10 sterline l'uno, lo stipendio medio di un anno) quindi anche li.... c'era la fila. La maggior parte degli interessati cercavano di procurarsi i corpi dissotterrando gente morta nei cimiteri (reato che comunque comportava la pena capitale) mentre i più arditi, se li procuravano proprio freschi, ovvero da vivi. Uno in particolare, pare ne abbia fatti fuori 60 prima che lo beccassero!


Il terzo giorno invece abbiamo preso la macchina, il GG si è prodotto in una meravigliosa performance di guida sul lato sbagliato della strada, e abbiamo visitato alcuni altri castelli, di cui il più famoso è senz'altro Stirling Castle. La cosa molto particolare di questo castello è che è "animato" cioè ci sono delle persone dentro le stanze, persone vere, attori, che simulano la vita rinascimentale. Tranne nelle cucine: lì l'ambientazione è fatta di statue, ma molto suggestiva











A parte questo, la terza giornata è stata dedicata alla mia anima nerd... abbiamo visitato Monumenti Nazionali Scozzesi che sono stati teatro di alcuni set televisivi che... come dire... mi piacciono particolarmente. Ed allora ecco qui:

Midhope Castle alias Lallybroch



Blackness Castle alias Fort William



Doune Castle alias Leoch (e Winterfell)




QUESTO E' IL CAMINO DELLA CUCINA DI MRS FITZGIBBONS :-)


 E Lilimgowth House, alias Wenthworth Prison






La cosa meravigliosa di tutti questi castelli è che la gestione è molto diversa rispetto all'Italia: qui da noi, non puoi praticamente visitare nulla, è tutto proibito, vedi una porta è chiusa, vedi una scala è sbarrata ecc...li invece puoi girarli in lungo e in largo. Scalini lisi del quindicesimo secolo? Sei avvisato, se scivoli sono cazzi tuoi, accomodati pure e sali fino in cima. Fantastico.


Senza naturalmente dimenticare alcuni paesaggi davvero memorabili



















Che dirvi, il mio cuore è ancora li.











giovedì 13 aprile 2017

PER NON FARCI MANCARE NIENTE...



... un paio di settimane fa il Ric ha avuto un calo di zuccheri durante una gara. E' stato portato al PS in via precauzionale, fatti tutti gli esami (cardiaci, tutti a posto) e sollevato con una flebo di glucosata.
Abbiamo appurato che NON aveva mangiato prima della gara, ed una volta stabilito questo fatto ha preso dei sonori vaffa da me, da suo padre, dall'allenatore, da tutte le infermiere, dall'internista e dalla cardiologa. Speriamo che abbia capito.


L'infermiera che gli ha infilato l'ago della flebo ha sbagliato: ha preso un'arteria. Li per li, niente di che, a parte che ha dovuto sopportare un secondo buco. Da allora ha avuto un lieve livido, ma nulla di eclatante.


Ieri è andato ad allenarsi, e stamattina è così:




Spedito immediatamente dalla dottoressa (da solo, prima volta, cristosanto!), gli ha prescritto un ecodopler urgente.


Altre menate, ne abbiamo?

martedì 11 aprile 2017

DIAGNOSI DIFFERENZIALE

Allora.
Fino a sabato a mezzogiorno, tutto ok.
Sabato pomeriggio organizziamo con degli amici di andare a vedere una rievocazione storica che fanno proprio vicino a casa, a tema Longobardi. La mia amica ed io ci incamminiamo a piedi, quei 3 km che ti fanno sentire meno in colpa per il litro di birra della sera prima, i papà coi figli ci raggiungono in macchina.

Appena arrivato il GG col Nin mi rendo conto che quest'ultimo ha qualcosa che non quadra. E' un po' statico. Non corre, non si agita. Cammina con la testa ciondoloni e mi sta ammignattato come una cozza. Resistiamo il tempo di una dimostrazione di combattimento con le spade, poi lo porto a casa.

Mal di gola, mal d'orecchio... Febbre. Ovvio.
Una rapida suppostina e il mal di gola, puff. Magia. Sparito. Buon segno.

Peccato che...
Verso sera ci aggiungiamo anche una bella dose di nausea con tanto di Alien seduto per terra che tiene il catino davanti al naso del piccolo vomitoso. Ah ma che meraviglia.
Domenica, lunedì... stessa solfa. Mogio come una pelle di fico, avrà mangiato si e no 4 biscotti da sabato, dorme metà della mattina e metà del pomeriggio, ma da oggi verso le tre pare stare meglio. Non vomita, almeno. Mangiucchia qualcosa. Sembra che si riprenda un po', ride e scherza coi nonni. Buon segno.

Peccato che...
Mi accorgo che ha piedi e gambe coperti di orticaria.
Oibò. Ma come? Orticaria dopo tre giorni che non mangia praticamente niente, come può essere? Ci spremiamo le meningi, il GG ed io, ma nada, nix, un fico secco. Non ci viene in mente un accidente che possa aver provocato la reazione. Mangiato le solite cose, fino a venerdì. Quindi?

E quindi boh? Domani andrò dalla pediatra sperando che il Dr. House sia di turno, perchè qui ci salva solo una bella diagnosi differenziale.






mercoledì 5 aprile 2017

DI GITE

Oggi i bambini di quarta elementare vanno in gita, col CAI.
Il delirio-da-gita è cominciato già con diversi giorni d'anticipo.


Punto primo, l'abbigliamento.
Vanno in "montagna", come vuoi vestirli, in costume da bagno?? No, ma pare che nessuna mamma sia mai andata a fare una scampagnata a più di 25 metri slm. Scambi furiosi di messaggi sull'opportunità di mettere una tuta felpata oppure di cotone e su che tipo di scarpe siano più adatte. Poi, per massimo di sfiga, il CAI ci ha fatto pervenire un foglietto prestampato con le istruzioni del caso. Alla parola "scarponcini" si è scatenato l'infermo. Eh ma io non li ho. E ma che faccio? E ma le scarpe da ginnastica andranno bene?. Eh ma.... Eh ma svegliatevi, mamme cazzo: fanno un ora di passeggiata su un sentiero pianeggiante, pure in infradito potrebbero andare. Morale: un buon 70% di bambini stamattina sfoggiava scarponcini da trekking nuovi di Decatlhon, peraltro tutti uguali.


Punto secondo: attrezzatura varia e cibo.
Appena pronunciata la parola "gita" la domanda più pressante è: cosa bisogna portare? Ma benedette donne, cosa cazzo bisognerà portare a una gita? Due panini, una bottiglia d'acqua, se fa brutto un k-way e se proprio vi sentite magnanime una bella brioche per la merenda del mattino. Sempre uguale come da 4 anni a questa parte. Eh ma... un panino o due? Bella lo sai tu quanto mangia tuo figlio Eh ma... un pezzetto di focaccia  andrà bene? Non saprei, a tuo figlio la focaccia piace? Se si, va bene, se no va male. Salvo poi veder arrivare bambini con 4 litri d'acqua (o coca cola, si, abbiamo visto anche quello) nello zaino che manco riescono a trasportarlo.


Punto terzo: le foto
Pare che non si possa partire in gita senza un reportage completo che manco a una sfilata congiunta di Armani, Valentino, Versace e Dolce&Gabbana. Schiere di genitori che filmano il momento imperdibile e topico in cui i bambini mettono lo zaino nella pancia del pullman. Tutti insieme e tutti accalcati, perciò si sentono costanti A. girati... P voltati... R guarda la mamma.... tempo totale delle operazioni di imbarco: 20 minuti.


Punto quarto: l'ansia.
Ancora non erano saliti sul bus che già qualche mamma mi diceva: ma poi ci fai sapere tu? Ma sapere cosa, di preciso?? Cos'è che vuoi sapere, se tua figlia respira?? Appena partito il bus, un'altra mamma: allora poi senti la maestra, eh, che misembraproprioilcaso. Ma ti sembra proprio il caso di che?? Ma noi non siamo sempre andati in gita senza smartphone, senza wap, senza foto in tempo reale che così vedo se la mia piccina mangia il suo pranzuccio e beve la sua acquetta??? Andavamo, tornavamo, stop. Senza tante menate.


Punto quinto: la chioccia.
Pochi minuti fa mi è arrivato un messaggio dalla rappresentante dell'altra quarta. Diceva: "Per favore puoi avvisare le maestre che K. ha dimenticato l'acqua? Forse se qualcuno ne ha due bottigliette possono condividerla"
Ora. La mamma di K avrà chiamato la sua rappresentante la quale ha chiamato me perché io dica alla maestra della mia classe che avvisi la maestra dell'altra classe che la povera K rischia la disidratazione. Ma la suddetta K la bocca non l'avrà?? Non mi risultano casi di mutismo nell'altra quarta. Se le vien sete, non sarà capace di rivolgersi autonomamente a un'amichetta e dire qualcosa di straordinario tipo "ehi ho scordato l'acqua me ne dai un sorso?"


Poi dice che i figli vengon su rincoglioniti!
E vorrei vedere!!






PS: non si escludono aggiornamenti di questo post durante la giornata.



giovedì 30 marzo 2017

COSE CHE UNA MAMMA FA ANCHE A MENO DI SAPERE

Ieri ho accompagnato il Ric a fare shopping per la gara di sabato.
In questi mesi, non aveva mai chiesto che gli acquistassi un abbigliamento idoneo agli allenamenti di MMA: ha sempre usato pantaloncini e magliette che aveva, col risultato che non in palestra, ma in gara faceva un po' l'effetto di un pugile che salisse sul ring con i bermuda hawaiiani da spiaggia.
Sabato, dovendo combattere al CAMPIONATO DEL MONDO (no scusate il maiuscolo, ma capite anche voi....) voleva giustamente avere un aspetto idoneo (= figo)


Siamo andati in un negozio specializzato, molto grande, dove in esposizione ci sono solo i modelli ma bisogna chiedere le taglie alla commessa al banco. Due magliette, un paio di pantaloncini e... mamma, una conchiglia. La mia è tutta rotta. Chiede alla commessa e lei glie ne da una da provare. Andiamo verso i camerini.
Due minuti dopo spunta fuori la capoccetta dalla tenda del camerino e mi dice: mamma, santocielo, mi escono i cogl**** ehm, è un po' piccola... puoi chiedere tu la misura più grande che mi vergogno?


Eh. Pensa io...


Vado al banco dove un tipo sta comprando delle katane, attendo il mio turno, consegno la tellina e domando.


- Scusami, dice che è un po' piccola...
- Ok - risponde quella - ti do una L


Il tipo delle katane, un trentenne piacente mai visto prima di quel momento, mi guarda ammiccando, mi da di gomito come se fossimo vecchi amici e mi dice "eeehhhhhh" come a voler significare che sono una donna fortunata se sto comprando una conchiglia per un uomo che calza una large.  Ho evitato di dirgli che l'uomo in questione non ha ancora 17 anni ed è mio figlio, ma credo di essere diventata rosso fragola e mi sono fiondata con la taglia giusta verso il camerino.


Ecco.
Sinceramente, la misura del pacco di mio figlio era una informazione senza la quale avrei agevolmente proseguito la mia vita senza traumi. 

martedì 28 marzo 2017

MINIRUGBY 6NATIONS

Hanno ragione quelli che dicono che ti entra sotto pelle e dopo non puoi più farne a meno. Il Rugby. E' uno sport fantastico. Sabato i nostri Lupi hanno partecipato ad un torneo internazionale bellissimo, con squadre provenienti dalla Francia, Irlanda, Svizzera, persino dalla Repubblica Ceca.


Favoriti da una insperata giornata estiva (tutti tornati a casa con la faccia bruciacchiata), abbiamo passato 12 stupende ore di sport e amicizia (e salamelle e birra!)


Il torneo si chiamava Minirugby 6Nations ed era organizzato proprio come il suo "fratello maggiore". All'arrivo, squadre schierate e inni nazionali suonati dal vivo, dalla banda che era presente in campo con tanto di bandiere e gagliardetti. Come all'Olimpico.






Poi tutti in campo per le partite dei gironi "eliminatori", due campi, tre partite per ogni campo che i nostri meravigliosi combattenti dell'U10 hanno vinto a mani basse. Pensando che eravamo andati "per prenderle", consci di come l'Italia si collochi nel panorama rugbistico internazionale, i piccoli guerrieri hanno tenuto alto l'onore del tricolore giocando delle partite eccezionali per dinamica, tecnica, sportività e, soprattutto, correttezza. Francesi e Cecoslovacchi si inchinano rispettosi al  mio meraviglioso capitano Scheggia, a Guerriero, Caprone, Lebron, Gigante, Marchisio, Puffo &Co.






Guadagnata la finale, il Baffo ha tenuto una breve riunione motivazionale, come se ce ne fosse bisogno!! I ragazzi erano carichi come mine!!


Purtroppo nell'ultima partita è toccato a  noi cedere il passo ai bravissimi atleti del CARF di Fréjus (Francia) che ci hanno fermati 4-2 senza comunque avere vita facile! Medaglia d'argento, Baffo entusiasta, genitori in estasi ed atleti.... incazzati come caimani. Perchè si sa... in queste circostanze ci rimane peggio chi arriva secondo di chi arriva ultimo, perché sei lì e giochi la finale, e ci credi, oh se ci credi, ci credi come non hai mai creduto a niente al mondo in quella medaglia d'oro. L'argento a quel punto ti sembra una cacchina spiaccicata.


Ma la competizione è anche questa, si vince e si perde e i bambini devono imparare a onorare e rispettare un avversario più forte. E comunque il rugby è così... dopo un'ora ragazzi di Fréjus hanno visto Scheggia sul prato del centro sportivo, sono andati a stringergli la mano e si sono abbracciati, prima di organizzare una veloce partitella di pallone. E come facevate a parlarvi? Eh, mamma, io gli ho detto tutto quello che sapevo in francese. E sarebbe?? Je suis italien. Ma cosa vuoi, farti fermare da un trascurabile dettaglio come parlare una lingua diversa? Siamo rugbisti! Ci vuol ben altro!!







martedì 21 marzo 2017

DI TRADIZIONI VICHINGHE

Insomma, facendo un po' di ricerca per i miei vichinghi, mi sono imbattuta in una storia carina.

A quanto sembra la tradizione della Luna di Miele risale al rito dei matrimoni norreni.

Dopo la cerimonia vera e propria, che comprendeva nell'ordine:

- un sacrificio animale in onore degli dei della fertilità
- lo scambio delle spade (lui dona a lei la spada dei suoi antenati che lei darà poi al primo figlio, lei dona a lui una spada nuova, che simboleggia il passaggio dell'onere di protezione dal padre al marito)
- lo scambio degli anelli (che poggiavano sull'elsa delle spade)


sposi e invitati si recavano come oggi presso una sala o uno spazio allestito per la veizla, la festa. Qui, i due bevevano idromele dalla stessa coppa, recitando preghiere lei a Freyja (o Frigga non è
chiaro) e lui a Odino (o Thor). Questa pratica di bere idromele dalla stessa coppa durava poi per tutto il primo mese di matrimonio, con lo scopo di rafforzare l'unione e creare intimità (teniamo presente che i matrimoni erano concordati dalle famiglie e non è detto che i due fossero innamorati, o che si conoscessero quanto a questo).


E quindi, ecco qui: un mese, cioè una luna, a bere insieme un liquore di miele...  il periodo veniva chiamato la Luna del Miele.


Carino no? :-)





lunedì 13 marzo 2017

DI CONTRATTAIZIONE

Ahhh si?


Vuoi che la tua morosa si fermi a dormire a casa nostra DI NUOVO?


Mmmm... bene, e dimmi: cosa sei disposto a fare in cambio??







Vivere è un'arte piena di compromessi.