martedì 14 febbraio 2017

CRONACA DI UN WEEKEND ANNUNCIATO

Vabbè che vi devo dire.
Alla fine non mi sono mica dimessa.
Come dice mio marito, la carogna mi passa abbastanza in fretta, faccio fuoco e fiamme per un po' ma l'eruzione finisce sempre piuttosto velocemente. Fino alla prossima, ovviamente.


Sabato siamo stati a Roma per Italia-Irlanda del #6Nazioni di rugby.
Che dire, il rugby è sempre una gran festa. Siamo partiti in 16 dalla Stazione Centrale all'indecentissimo orario delle 7.15 del mattino per arrivare poco dopo le 10. Entrando in stazione, ci accoglie questo cartello:




e già li capisci che sarà un bel weekend. I ragazzi rigorosamente in divisa e i genitori - o la maggior parte -  con la felpa della società, abbiamo invaso la capitale insieme a altre decine di migliaia di tifosi,  chi in maglia verde e cappello da leprechaun, chi nei colori delle proprie squadre. Alcuni tifosi irlandesi erano travestiti da San Patrizio, coi cappelli da vescovo in testa e il mantello verde trifoglio, e facevano abbastanza ridere :-)


Ci siamo concessi un lauto pasto a base di arancini di riso, pizze, focacce e birra in un posticino vicino allo stadio Flaminio e poi siamo partiti a piedi alla volta dell'Olimpico. Come, che strada abbiamo fatto? E che ne so... abbiamo seguito la folla!!! I bambini (pardon, gli atleti) erano piuttosto sovreccitati, ma comunque sportivamente abbiamo comprato una sciarpa anche coi colori degli avversasri.





SUL VISO LA BANDIERA ITALIANA
E IL SIMBOLO DELL'IRLANDA
Allo stadio è stato un vero dramma. Gli irlandesi ci hanno rifilato una batosta di quelle storiche, la partita non è stata nemmeno malvagia fino a un certo punto, diciamo che segnavano praticamente solo loro ma almeno glie la facevamo sudare, la meta.... ma a una ventina di minuti dalla fine i nostri ragazzi in azzurro sono defunti. O per stanchezza o per depressione, hanno completamente perso qualunque tipo di mordente. E' finita 10-63. Una débâcle! Questo non ha impedito comunque ai nostri prodi Lupetti di ingaggiare battaglia a suon di passaggi con un gruppo di tifosi irlandesi che hanno scaturito un pallone da rugby da non so dove proprio all'uscita dello stadio,  dimostrando così se ce ne fosse bisogno che le tifoserie avversarie non sono il nemico e che il rugby è uno sport (bestiale) giocato da gentiluomini.
Il giorno successivo ci siamo concessi quattro passi in città in attesa dell'ora di ripartire per le nebbie della bassa padana, passando da Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, Fori, Colosseo. E un giro in via Condotti, in un orario in cui i negozi erano ancora tutti chiusi ma tanto anche se fossero stati aperti non sarebbe cambiato un bel niente.

Il discorso qui si complica, perché a un certo punto siamo entrati in un negozio di cianfrusaglieria varia, di quelli che vendono piccoli complementi per il bagno, la cucina ecc... tutti belli colorati e di design. C'erano in esposizione degli occhiali pre-graduati come quelli che si trovano in farmacia, e ne ho inforcati un paio per provarli soltanto perché erano carini. Avevo in mano una scatolina di un acquisto che avevo appena effettuato, e mi sono accorta che... ecco. Come posso dire. Le scritte sulla scatolina erano molto piccoline e.... con gli occhiali le leggevo perfettamente. Senza, un fico secco. E così... che devo dirvi. Li ho comprati. Perché esiste una gran differenza tra essere giovanili ed essere giovani.


lunedì 13 febbraio 2017

MI DIMETTO DA MADRE.

Oggi faccio coming out.


Il mio istinto materno è fottuto. Andato, seppellito. Mi restano solo i coglioni roteanti.
Ssono arrivata ad un punto in cui veramente dei miei figli non ne posso più. Ma mica per modo di dire.
Vorrei essere come quelle brave donnine tenere e arrendevoli che qualunque cosa capiti rispondono con un bel sorriso e una torta al cioccolato, ma non lo sono. Non lo sono, punto e basta.
Non riesco a digerire tutto semplicemente perché sono i miei figli e li amo.


Li amo, e allora?
Questo da loro dei diritti sulla mia persona?
Ma direi proprio di no.


Riccardo non ha preso nemmeno una sufficienza a scuola da dopo le vacanze natalizie, ed è passato un mese. Sembrava che ultimamente le cose fossero un po' cambiate perché mi pareva più sereno e sorridente, ci si poteva parlare un po' di più, ma la litigata impiccata di stamattina e gli ultimi due 5 che sono di oggi mi hanno aperto gli occhi: è ancora la solita merda.


Quell'altro da parte sua ha dei momenti di rabbia durante i quali perde il lume della ragione e mi augura alternativamente di cascare da un ponte, o di sdraiarmi sulle rotaie del treno ed attendere che passi. Oppure si augura di morire perché la vita con noi è un inferno, e lui è il nostro schiavo. E' un bambino? Si, e quindi? Resta uno stronzo. Piccolo, ma stronzo. E se fa brutto dirlo del proprio figlio, pazienza.


Io ne ho i coglioni pieni, basta, sono arrivata veramente al punto di rottura.
Qui le cose sono due, o me ne vado o li ammazzo. Non vedo alternative. Non li sopporto più, non ne posso più, ne uno ne l'altro. Me ne fotto che poi il piccolo viene a chiedere scusa e il grande con un abbraccio mi fa su come una cretina. Me-ne-fotto, mi avete sentito?


Ho una gran voglia di prenderli tutti e due a male parole, perché ragazzi miei, siete due piccoli coglioncelli senza arte ne parte, e bisogna che ve ne facciate una ragione, sappiatelo. Rendetevi conto. Non faccio certo il vostro bene a tenervi nascosta questa amara verità, perciò ecco qui: ve la dico chiara e tonda. Sono vostra madre ed è mio dovere dirvi anche le cose scomode. E' per il vostro bene: dovete avere chiaro chi e cosa siete. I miei mal di pancia, le mie notti insonni, tutti i pensieri che macino a cercare delle soluzioni per voi due, non ve li meritate perché non sapete che farvene. Siete contenti solo di giocare alla Play, quello piccolo, e farsi i cazzi suoi, quello grande, e il resto può andare in fumo senza che voi ve ne accorgiate.


Basta chiedere, basta ottenere: il resto non conta. Riccardo non fa niente, e dico niente, di quel che gli si richiede: non è capace nemmeno di tenere in ordine il suo cassetto delle mutande. E dire che ho smesso di fargli la servetta quando aveva 5 anni. Mi immagino come stanno messi quelli con la mammina servizievole. Lorenzo è la più adorabile delle creature finchè non lo si contraria. Ma basta una parola storta e addio, gli parte l'embolo. E dove cazzo sta scritto che devo misurare le parole in casa mia? Con un pistola di 9 anni? Impara a gestirti bellodemamma, che è ora.


Senso del dovere? Ma cos'è?
Rispetto? Ma quando?
Un minimo di decenza? Nemmeno.


E' uno schifo, fa tutto davvero molto schifo.
Io, sono al capolinea e adesso scendo.
Mi dimetto.
Che si arrangiassero.



giovedì 9 febbraio 2017

DI NINNOLI RABBIOSI

Dunque, il Nin (cui prima o poi cambierò soprannome che ormai è passatello) è un bambino allegro e solare la maggior parte del tempo, ma ha un piccolo - ma piccolo neh? - problemino caratteriale. E' estremamente collerico. Ma tanto, parecchio. E' incazzoso di default.

Lo direste mai di questa faccia??   -->
Eppure.


Ora lasciamo perdere i discorsi sulla genetica e sull'educazione, perché è chiaro che i genitori sono gli stessi rispetto al Ric e la pedagogia, insomma, molto simile... sta di fatto che lui così infiammabile ci è proprio nato. Quando era piccolo, tipo 6-8 mesi, se lo contrariavo partiva di capoccia e mi tirava una testata sul naso. Bon, fine. Hai capito o no che non sono d'accordo?


Crescendo ha affinato la tecnica: dalla capoccia alle mani. I primi anni di cortile sono stati un po' difficili, perché non appena qualcuno lo spingeva o lo sgambettava giocando, o vinceva una gara, o per qualunque motivo anche banale entrava in rotta di collisione con lui... basta, gli vedevi proprio calare il buio negli occhi, ed erano botte da orbi. Perché era sempre convinto che lo facessero apposta. E quindi si vendicava.


Di li è cominciato il lungo lavoro di sedazione di questo istinto omicida, passando per i classicissimi conta fino a 10 e fai un bel respiro profondo per arrivare ad un più originale (e autobiografico) tu fai finta che la rabbia sia il tuo avversario che scappa con la palla: placcala.


Insomma risultati alterni, ci sono stati grossi miglioramenti ma la perfezione come si sa non è di questo mondo. Quando gli scappa una incazzatura di troppo viene da me contrito "Mamma lo sai che ho problemi con la gestione della rabbia"... Sic.


Lunedì pomeriggio era in cortile con due compagni di classe. Giocavano proprio sotto le mie finestre, io ero in doccia quando il Ric, la cui scrivania è proprio davanti alla finestra suddetta, mi avvisa che lo sente piangere. Apro, mi spenzolo.
- Nin, tutto bene?
- No mi sono fatto male!
- Ok vuoi salire?
- No.
- Bene allora non è grave, ti aspetto alle sei.


Baci abbracci e fine del problema.


Ieri la mamma di uno degli altri due bambini mi ha fatto il resoconto dei fatti (così come riportato da suo figlio, il piccolo G.)
Dunque pare che G abbia involontariamente fatto uno sgambetto al Nin giocando a palla e che il Nin appunto sia caduto sbucciandosi un ginocchio. Il povero G, che conosce il Nin da anni (e si è pure preso le sue più di una volta) era tutto dispiaciuto e continuava a scusarsi dicendo di non averlo fatto apposta.


Il Nin, una roccia.
Si è alzato, si è messo dritto come un fuso con le mani lungo i fianchi, i pugni e gli occhi chiusi, sciorinando una sorta di mantra.
- Giaco.... voglio menarti ma non ti meno... voglio menarti ma  non ti meno... voglio menarti ma non ti meno...
- No ma davvero scusa, non l'ho...
- Allontanati. Voglio menarti ma non ti meno... non mi venire vicino altrimenti ti pesto. Allontanati. Voglio menarti ma non ti meno.....


Due minuti così.
Poi hanno ricominciato a giocare come se nulla fosse (per fortuna al Nin come gli monta, gli si smonta in un lampo)


Il piccolo G era molto ammirato dal suo nuovo autocontrollo (e secondo me anche parecchio sollevato)




DI HIGHLANDS (FORSE) MANCATE.

Il viaggio della mia vita è il tour della Scozia.
E' qualcosa che desidero fare fin da bambina.
Natura selvaggia ed antichi castelli mi attirano come se fosse la mia "vera casa", sensazione che sperimentavo anche rispetto all'Inghilterra quando la frequentavo assiduamente, da giovane.


La mia - amichevolmente sfottuta - passione per gli uomini dai capelli rossi e possibilmente in gonna non può essere  casuale: devo avere del sangue celta nelle vene, per forza. Avrò passato la mia precedente vita nelle Highalnds come moglie di un laird? O magari come sguattera di cucina in una fattoria nei pressi di Inverness?? (oddio moglie di laird suona meglio!)


Comunque... com'è come non è questo era l'anno del viaggio. Ne parlo da non so più quanto. Il marito è d'accordo. Ho chiesto le ferie per dopo Pasqua. Ho elaborato il tour e praticamente so già quasi dove andare a dormire.


E quindi quale è il problema?
Beh ce ne sono almeno due.
Primo, le ferie non sono ancora state autorizzate.
Secondo, questo è un viaggio che vorrei fare senza figli. Non solo perché sono posti molto "romantici" ma anche perché come dicevo è il viaggio della mia vita, e sarò stronza ma tirarmi dietro uno col muso e l'altro che si lamenta che è stanco... anche no.  Ma dubito che troverò da sistemare il Nin per il tempo necessario... si perché il mio giro prevede sia la zona di Edimburgo (Doune, Midhope, Blackness, oltre naturalmente alla città) sia la zona di Inverness (Loch Ness e Uquart, Fort William, Glenfinnan, Culloden) passando per il parco nazionale ed una distilleria di whisky o due, e non si può fare in meno di una settimana. 


Quindi. Le soluzioni che posso vedere sono soltanto due.
1) riduco il giro alla sola Edimburgo e dintorni, 4 giorni e 3 notti, ad aprile e magari così il Nin lo sistemo. Ma non si può più parlare di Highlands.
2) Lo faccio tutto, ma quest'estate. Coi figli.


Altre soluzioni non me ne vengono in mente.
Sempre che riesca a partire del tutto.
Ieri ho portato a casa il mio itinerario tutto fatto per bene, giorno per giorno e visita per visita, coi chilometri da percorrere e tutto quanto. Mio marito, che dice di aver voglia quanto me di fare questo viaggio, non l'ha nemmeno guardato.


Che devo dirvi. Al momento non mi sento tanto ottimista.





lunedì 6 febbraio 2017

DI CAPITANI


Era matematico, non so di cosa mi stupisco.
Dopo circa 40 giorni di sole splendente e cielo terso senza manco una nuvola, sabato abbiamo giocato il primo torneo del 2017 sotto una dannatissima pioggia e su un campo che era praticamente una piscina. Come sempre, il problema non è degli atleti ma nostro: a loro che gli frega, anzi, si divertono pure di più! Noi li, immobili come pali (io in campo, peraltro) dritti come fusi, con una birra (ovviamente annacquata) in mano giusto per darci un tono. Peraltro un torneo numeroso come non se ne vedevano da mesi, 5 partite (brevi) e fortunatamente senza interruzioni tra l'una e l'altra.


I nostri Lupi dell'Iride hanno ben figurato, con 3 vittorie 1 sconfitta e 1 pareggio, ma se persino l'allenatore W. gli ha detto che hanno giocato bene (quello del "te le taglio le mani se non impari a usarle, ndP) significa che possiamo essere veramente soddisfatti.


Il Nin ha giocato da capitano (scelgono un capitano l'ultimo allenamento prima del torneo, e devo dire che il Nin viene scelto abbastanza spesso) e ho sentito alcuni dei suoi compagni parlare tra di loro fuoricampo con apprezzamento "ehh Lore è la nostra arma segreta... come corre...." il che mi ha fatto molto piacere anche se ovviamente a lui non ho detto niente.


Devo dire che ho notato  una cosa che, non posso dire mi abbia fatto arrabbiare perché sarebbe troppo, ma sicuro mi ha un po' infastidito. C'è un suo compagno di squadra cui piace evidentemente farsi notare. Nulla di male. Sabato ha cercato in più occasioni di "scippare" il ruolo di capitano, peraltro riuscendoci, essendo il Nin poco o nulla interessato alla "visibilità". Il capitano in una squadra di U10 ha essenzialmente un ruolo: far schierare correttamente i suoi compagni in campo all'inizio di ogni nuova azione. Oltre a questo, nella nostra squadra per evitare litigi, il capitano è quello che da il via al gioco calciando la palla. Chissà perché è una cosa che vogliono sempre fare tutti. Questo suo compagno invece si inseriva al posto del Nin urlando il classicissimo "schieratiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii" e impadronendosi del pallone stile damigella che cerca di intercettare il bouquet della sposa ogniqualvolta era necessario battere.

Il Nin che dire... non se n'è manco accorto.
Sono stata a lungo dibattuta se fargliene cenno oppure no, e alla fine ho deciso per il si.
Gli ho detto che ci sono persone a cui piace mettersi in mostra e che fa parte del carattere e non c'è di base nulla di male, ma che deve fare attenzione che queste persone non gli mettano i piedi in testa. Che il suo ruolo di capitano implica determinate cose e quelle cose deve farle lui, altrimenti rischia di perdere il rispetto della sua squadra. Che se qualcuno cerca di intromettersi lui con molta gentilezza deve semplicemente rispondere "Oggi il capitano sono io e me ne occupo io. Quando lo farai tu, te ne occuperai tu".

Da una parte non sono sicura di aver fatto bene, perché dopotutto se il Nin non ha quel tipo di competitività (anche se sul campo competitivo lo è, eccome!) forse non dovrei instillargliela, ma d'altra parte persone così, che sgomitano per prendere il suo posto, ne troverà per tutta la vita ed in ogni ambito, e forse non è male che cominci a capire come gestirle.

Cosa ne pensate?

giovedì 2 febbraio 2017

SONDAGGIO


Se ci fosse qualcosa che desiderate, ma tanto, un sacco, parecchissimo..... una cosa (non necessariamente un oggetto) che considerate magari non fondamentale ma sicuramente molto importante per la vostra vita.....
...... ma vi vergognaste a chiedere, come fareste?

mercoledì 1 febbraio 2017

DI VIAGGI E SEI NAZIONI


Siete pronti? Siete caldi? Siete al dente?
Sabato comincia il Six Nations di Rugby, con Scozia-Irlanda a Edimburgo (perché io non sono li? Eh? perché CAZZO io non sono li??)


La Federazione ci manda, come società sportiva (Lupi! Au! Au! Au!) i biglietti per una delle partite che si svolgono all'Olimpico, e quest'anno tocca ad Italia-Irlanda che si giocherà l' 11 febbraio.
Se ricordate questo post, capirete perché quest'anno abbiamo deciso di andare a Roma per tutto il week end, con alcuni compagni di squadra del Nin e relativi genitori.


Dopo la notizia dell'arrivo dei biglietti ci sono stati giorni di convulsa consultazione tra mamme e papà del rugby. Ma tu con quale treno scendi? Ma a che ora parti? Ma prenotiamo tutti nello stesso albergo? Ma tu hai contatti a Roma? Ah si, allora pensaci tu. Ma per il ritorno, verso che ora facciamo? Ma la domenica mattina meglio Colosseo o Fori Imperiali? E' stato creato un gruppo wap apposta, e vi ho detto tutto.


Inosmma. Come organizzare un matrimonio.
Definito il pernotto (trovato posticino che ci piglia tutti) e concordati gli orari di massima di andata e ritorno, mi accingo a prenotare il treno che, ve lo devo dire, è un salasso da levarti il sangue dalle vene. Ma faniente, per il Nin si fa questo e altro, si parte alle 7 del mattino ma faniente, al massimo dormiamo in treno, si va a prendere una gelata (e una batosta) allo stadio, ma perdio, siamo rugbisti, mica sollevatori di polemiche. Si va. Punto.


Torno dunque un bel giorno a casa entusiasta per comunicare la lieta novella al Nin


- Ehi allora, l' 11 pronti via, andiamo allo stadio eh?
- Stadio, che stadio?
- A vedere il 6 Nazioni. Italia Irlanda. Fico eh?
- Ma dove?
- All'Olimpico, dove siamo stati anche l'anno scorso?
- Nooooo ma fin la? Ma è lontaaaaanoooooo
- Si beh, prendiamo il treno quello superveloce
- Noooo perché non la guardiamo in TV che si vede meglio?


Io-lo-uccido.

mercoledì 25 gennaio 2017

DI NATALE, BEFANE E TATTOO


Spiego un attimo, perché ci tengo, a seguito ultimo commento del nostro Vedettone su questo post.


Dunque il Ric al momento ha tre tatuaggi.
Gli ho consigliato ora di darsi una calmata (lui ne farebbe due all'anno, uno per il compleanno e uno per Natale) perché un tatuaggio è qualcosa che deve avere un significato per la vita, ci sono persone che tatuano nomi (come lui) o date significative ecc.... e quindi non è bello che entro i 20 anni abbia esaurito i posti tatuabili.... eventualmente volesse imprimere qualche avvenimento futuro importante.


Al momento ne ha tre:
il nome di suo fratello sul braccio
la parola "entanglement" sulla pancia
ed ora, un lupo sul tricipite destro.


No, non gli ho impedito di farlo a causa della débâcle scolastica perché sono sempre stata convinta che Natale deve restare Natale. Non ho mai approvato i genitori che dicono a un bambino che se fanno i cattivi Babbo Natale non arriva. Quanto può essere cattivo un bambino? magari non obbedisce volentieri? magari fa qualche capriccio? Eh sant'Iddio, sono bambini. Li punisci (e io lo faccio!) quando l'episodio avviene e per l'amor del cielo lasciagli tranquillo il Natale!!!! Lo aspettano  tutto l'anno, voglio dire, quanto devono essere cattivi per rovinarglielo? Ora lo so che Ric non è più un bambino da un bel pezzo, ma mi sono mantenuta fedele a questa linea.


Conosco una persona che ha un bambino di 3 anni che è un santo. Ma un santo vero. Educato, carino, simpatico, non rogna, non brontola. Quest'estate siamo andati una sera a cena insieme, e il bimbo  è stato educato e composto a tavola. Certo ogni tanto scendeva dalla sua sedia e veniva a interagire col Nin, ma non ha disturbato nessuno, non ha scorrazzato, non ha gridato, insomma... un modello. La sua mamma alla fine della cena non gli ha comprato il gelato perché si era comportato male (non avrebbe dovuto alzarsi per niente). Questa stessa mamma ha messo nella calza della befana alcune caramelle e del carbone, e poi lo ha sbandierato ai quattro venti con frasi tipo "ehhh si, è arrivato anche il carbone perché sei stato monello, vero?" Vi devo spiegare il visino avvilito?


Ecco a me queste cose agghiacciano davvero. Mi spiace dirlo perché questa mamma è una persona di famiglia, però sul serio... come fai? Con un figlio così, poi, nemmeno avessi dato alla luce Attila l'Unno (e ce ne sono, eh, mica no!). Diciamo che un pochino me lo aspettavo, fin da quando ha partorito, giacchè è stata giorni e giorni senza fare o ricevere telefonate (di congratulazioni, mica di lavoro) perché, sai, ha partorito, è stanca, non può parlare. E qui, vi devo spiegare il mio visino basito?


E quindi niente.
Il Ric ha subito la sua punizione (non uscire, non allenarsi, niente morosa, niente capodanno) ma non sono stati intaccati i regali di Natale. Quindi, si è tatuato.









martedì 24 gennaio 2017

DIPARTIRE O NON DIPARTIRE...

Prendo spunto dalla Rachele per proporvi - solo ai più coraggiosi di voi - un giochino che sembra un po' macabro ma che alla fine è piuttosto divertente.


Se per infinita sfiga del mondo intero, dipartissimo prematuramente verso gli azzurri pascoli del cielo ... come sarebbe il nostro necrologio??


Io ci ho pensato su un pochino ed ecco il mio:


E' mancata all'affetto dei suoi cari la Puffola, madre affezionata e amorevole, ma purtroppo semi-isterica e moglie devota ed appassionata. Di lei si ricordano gli improbabili tentativi culinari, l'ineluttabile disorganizzazione, l' incrollabile fiducia nel prossimo e nel futuro, e la convinzione che l'amore conta sempre e comunque più di tutto. Ci mancheranno i suoi vestiti un po' troppo colorati e scollati, i suoi capelli sempre arruffati e la sua anima infinitamente nerd. Conosceva a memoria Harry Potter e Via col Vento e non aveva mai deciso quale genere musicale preferisse.


Aspetto i vostri nei commenti :-D

lunedì 23 gennaio 2017

BUONA LA SECONDA

Lo so che sono successe tante cose in questi giorni che meriterebbero attenzione. Ma onestamente del terremoto non c'è nulla che si possa dire e di Trump ancora non me la sento di parlare: ogni volta che ci provo le mani volano sulla tastiera in una maniera che rischia di farmi trovare in men che non si dica dentro un bunker della CIA a mangiare pane e vermi e cacare in un angolo. Magari quando sarò un po' meno emotiva....


Quindi oggi parliamo del Ric, che ha ripreso ad allenarsi (ma non moltissimo) e ieri ha fatto la sua seconda gara. Che per fortuna è andata meglio della prima. Aveva un solo incontro che è durato abbastanza poco, ha vinto per sottomissione il che significa che il suo avversario si è arreso non potendo più far nulla per liberarsi dalla sua leva al braccio. La disciplina non era MMA ma una cosa di cui non conoscevo l'esistenza che si chiama grapling: solo lotta a terra, qualcosa a metà tra la lotta greco-romana ed il judo. Molto meno spettacolare da vedere, ma l'assenza di pugni in faccia come mamma non posso che vederla di buonissimo occhio.


Ric non era "carico" come la volta scorsa.
Secondo me si è mantenuto diciamo fuori dalle aspettative per via di come era andata l'altra volta: se fosse successo qualcosa almeno non ci sarebbe rimasto un po' meno male. E poi forse si è trattenuto un po'. Il suo allenatore infatti lo ha notato: gli ha detto che "gli si vedeva lo scazzo" lontano un miglio. Ric ha detto che ha combattuto male e che avrebbe potuto vincere in metà del tempo: non so cosa pretendesse di fare, visto e considerato che l'incontro è durato 45 secondi in tutto (ma a me sono sembrati molti di più, mentre guardavo)


Alla fine dell'incontro sono andata a congratularmi (il Nin gli è saltato al collo, era entusiasta e ha fatto un tifo scatenato)  e ho assistito al veloce breefing post-match tra lui e l'allenatore: una serie di mezze parole miste a gesti esplicativi di cui non sono riuscita ad afferrare nemmeno il senso generale. L'importante è che si capiscano loro.


Speriamo che sia l'inizio di una serie di belle vittorie (che per inciso danno crediti per la maturità) e che lui si metta finalmente tranquillo tra sport, studio e morosa. Le potenzialità ci sono, speriamo che cominci davvero ad usarle tutte.