lunedì 5 dicembre 2016

ANCORA E SEMPRE VIVA IL RUGBY


Il rugby è quello sport in cui
o hai la palla,
o devi fare di tutto per averla.
Di tutto. 


Sabato pomeriggio, sotto un cielo plumbeo (pessima luce per le foto, porcaccialapaletta) abbiamo ospitato in casa i fratelli di Cinisello e gli atleti di Legnano.


I bambini giocano con un tempo totale prestabilito per cui se ci sono molte partite, ognuna è più breve mentre con due sole partite in programma, sabato gli arbitri hanno stabilito 25 minuti ciascuna, suddivisi in due tempi da 12 e mezzo.


25 minuti di rugby non sono pizza e fichi per dei novenni.


L'Under 10 quest'anno può contare su due allenatori: uno ufficiale, B., e uno non ufficiale, W.
W. è l'allenatore dell' Under 12 ma suo figlio gioca in under 10 quindi durante i tornei non riesce a fare il papà sugli spalti, nn ce l'ha proprio nel DNA!


B. e W. sono entrambi giocatori loro stessi, ed hanno stili molto diversi. B. è un cristone di due metri ma molto zen. Bravissimo coi bambini, incoraggiante, per niente punitivo, si arrabbia ma in modo contenuto, li sgrida a volte ma insomma, tutto molto tranquillamente. W. è grosso la metà e scaldato il doppio. In parte per carattere e in parte perché probabilmente è abituato ad avere a che fare con ragazzini un po' più grandicelli, pare un facocero con l'ernia. Strepita da bordo campo che lo sentono a 2 km, ma dopotutto che dire, giochiamo a rugby mica a scacchi. Ci sta anche essere un po' più duri.


Io, che in quanto assistente sto a bordo campo per sopperire alle piccole necessità (rifornimento di acqua, un paradenti caduto da risciacquare, una scarpa che proprio proprio proprio non vuole stare allacciata ecc...) assisto a siparietti che da soli varrebbero la fatica e il freddo patiti.


Azione in corso, uno dei nostri lupetti perde la palla
B: dai prendi la... ecco... noooo... vabbè dai bravo lo stesso
W: Allora! Ma cosa fai!!! Te le taglio quelle mani se non impari a usarle!!!!!
Oppure:
B: corri corri, forza, corr... ecco..... nooooo.. .vabbè dai bravo lo stesso
W: Svegliatiiii!! a 200 all'ora devi partire, muovi quelle gambe, devi darti una mossaaaaaa!!!


Il "discorso motivazionale" a metà partita poi è tutto un programma.
Gli atleti fano cerchio attorno all'allenatore durante l'intervallo tra i due tempi, e l'allenatore spiega cosa è andato bene e cosa no nel primo tempo. Che stiano vincendo o che stiano perdendo, W. tira certi cazziatoni che definire memorabili è poco. E perché a nessuno venga il sospetto che fa preferenze, suo figlio di solito le sente il doppio di tutti gli altri!
Io ogni tanto, quando il tempo sta per scadere, mi avvicino cautamente al gruppo con la bottiglia dell'acqua, e mediamente la reazione è : via con quella bottiglia, non se la meritano. Se la devono guadagnare, l'acqua. E poi comunque oggi non fa mica caldo.


Devo ammettere che all'inizio ero un po' perplessa mi sembrava veramente duro e severo.
E' un ragazzo adorabile, in realtà, disponibilissimo in tutto e per tutto, ma il rugby si vede che gli fa salire la carogna!
Invece, guarda un po', i bambini non fanno una piega, pendono dalle sue labbra come tanti piccoli adepti che assorbono la sapienza del loro guru e non ne ho mai visto uno arrabbiato o offeso o rattristato nel momento in cui prende il suo santo cazziatone. Annuiscono saggiamente con aria seria, vanno in campo e mettono in pratica.


E bisogna ammettere che dopo il Trattamento W., giocano decisamente molto meglio.


Sul fronte personale che dire. Il Nin sta diventando proprio bravino.
Non che mi interessi particolarmente la prestazione in se (difficilmente sarà un rugbista da grande, non ha proprio la struttura fisica), anche se naturalmente potendo scegliere meglio bravo che scarpa, però sono felice perché è molto appassionato, attento, l'allenatore W dice che è molto serio in campo, ascolta, capisce, non si distrae (e se lo dice W.....). Effettivamente anche a me che ancora capisco poco, sembra di vedere un grosso miglioramento in termini di idea del gioco, di presenza sulla palla, di impegno rispetto all'anno scorso. Quello che è cambiato secondo me è che non ha più paura di farsi male. Si butta su tutti i palloni e su tutti gli avversari, pure quelli grossi il doppio, e non c'è storia che tenga: li tira giù. Poi recupera palla e corre come un pazzo. E se si fa male pazienza, magari gli scendono le lacrime,  ma intanto corre e va a riprendersi la palla. Sabato ha segnato 9 mete, vi devo dire a che altezza da terra camminava?


E' stato l'unico della squadra a non chiedere mai la sostituzione: avevamo 9 atleti, giocano in 8 quindi a turno ognuno riposa qualche minuto. Tranne lui. Non lo cacci fuori dal campo manco con una contrattura al collo dovuta a un placcaggio (storia vera). Verso la fine della seconda partita, quindi dopo 45 minuti di gioco circa, ho considerato tra me e me che "mi sembrava che cominciasse ad accusare la stanchezza", l'allenatore B. mi ha guardato dall'alto dei suoi 2 metri e mi ha risposto "stai scherzando, vero?" Ed è venuto fuori che aveva ragione lui.
Alla fine della seconda partita, giocata contro Legnano, Legnano stesso doveva giocare contro Cinisello. Noi avevamo finito. Solo che a Legnano mancavano degli uomini, così W. ha chiesto "ragazzi chi vuole giocare?" e con 50 minuti di gioco già nelle gambe, naturalmente la mano del Nin è scattata verso l'alto senza por tempo in mezzo. Sfila la maglia dei Lupi, infila la maglia di Legnano e via in campo, compagni di squadra di quelli che fino a 2 minuti prima erano avversari.


Il rugby è anche questo!




giovedì 1 dicembre 2016

DI STUDIO


Il secondo figlio, è noto, beneficia degli errori che i genitori hanno fatto con il primo.


il Ric come tutti sanno è sempre stato un ragazzino maturo e intelligente, a scuola non ha mai avuto problemi, fino alla seconda liceo. Alle elementari, sentiva la maestra in classe e sapeva la lezione senza quasi leggerla a casa. Alle medie è richiesto un po' più di impegno ma la solfa era più o meno quella. Avendo piccole difficoltà di lettura (non diagnosticate), ha sviluppato una gran memoria per quello che vedeva e che sentiva.  Io non ho mai "fatto i compiti con" lui, fin dalla prima elementare, lo lasciavo fare da solo e casomai correggevo o davo qualche consiglio ma ci tenevo che si arrangiasse da solo. Perché sapevo che poteva.


Figo finora, no?


Il rovescio della medaglia è stato che, non avendone bisogno, non ha mai imparato a studiare. Non intendo imparato un metodo, che quello insomma viene più avanti, ma proprio non ha preso l'abitudine allo studio, non lo ha reso parte della sua giornata. Ai tempi,  non avendo alcuna esperienza in materia,  non sono riuscita a ragionare in prospettiva e non ho pensato che questo avrebbe potuto metterlo in difficoltà in futuro: perché lo studio come tutto va allenato.


Col Nin sto cercando di fare diversamente.
A parte il fatto che temo che non avrebbe potuto gestire la stessa autonomia che richiedevo a suo fratello, sto cercando di farlo abituare a studiare un poco ogni giorno. La struttura della settimana scolastica mi aiuta in questo: loro hanno le materie di studio una volta la settimana, mercoledì storia, giovedì scienze e venerdì geografia.
Quindi lo sprono a dare una bella lettura a tutte e tre la domenica mattina (il sabato fa i compiti per il lunedì) e poi nei pomeriggi precedenti alle lezioni si ripassa. Purtroppo questo significa sedersi alla scrivania appena saliti da scuola (cosa che proprio non mi piace) perché alle 18 si allena tutti e tre i pomeriggi, ma sto cercando di vedere i lati positivi della cosa, sperando che piano piano riesca ad abituarsi al fatto che la vita da studente implica lo studio pomeridiano tutti i giorni.


Lo scopo è un futuro adolescente un po' più school-oriented, se possibile


Sapete cosa? io sono molto d'accordo con tutte le meravigliose teorie didattico pedagogiche che implicano uno studio fatto in maniera diversa, che i bambini imparino giocando, e quanto è fico il sistema scolastico svedese, e che dopo 8 ore a scuola hanno bisogno di giocare e tutte queste belle cose qui. In teoria. In pratica, la verità è che il NOSTRO  sistema scolastico è fatto in un certo modo, che la nostra società è fatta in un certo modo e che purtroppo (e dico purtroppo sul serio) il successo scolastico sembra essere l'unico metro di valutazione di un bambino e di un giovane almeno fin quando non comincia a lavorare. Un ragazzo può essere sciagurato finchè vuoi ma se va bene a scuola gli si perdona tutto. O al contrario, può essere un santo ma se va male a scuola si porta dietro il marchio per sempre.


Ieri il Ric durante una discussione mi ha detto una cosa che mi ha gelato il sangue.
Non ricordo le parole esatte ma il succo era che lui deve andare a scuola perché io possa "vantarmi" dei suoi voti, qualcosa del genere. E quello che mi sconvolge è che lo pensa davvero!


No mio caro, gli ho detto, io sono fiera di te a prescindere dai tuoi voti.
E lui, incredulo: sei orgogliosa anche se prendo 3???


Ecco davanti a un discorso del genere, mi domando non tanto dove sbagliamo con questi giovani, quanto e adesso come rimediamo?






Immagine di repertorio

venerdì 25 novembre 2016

CARTA VS CELLULOSA

Oggi dovevo scegliere tra scrivere un post serio e un post cazzaro e ho scelto quello cazzaro.
Diciamocelo, di serietà ne abbiamo già avuta abbastanza con l'ultimo, no ragazzi? :-)


Bene. Modalità "zero utilità sociale": ON


Mi sono sempre chiesta come e secondo quali criteri i romanzi vengono trasposti per il cinema o la tv (e qui, come minimo Marie Claire e Emily hanno già capito dove vado a parare).


Si dice sempre: il libro è meglio, nel film mancano spesso tante cose. Verissimo, e lo posso capire e concepire senza grosse difficoltà quando devi concentrare 800 pagine in due orette scarse di film. In parte. Voglio dire, alla fine basterebbe fare un film più lungo. Tipo, che so, Peter Jackson non è che si sia fatto fermare dalla complessità, ha cacciato fuori 6 film, due saghe da tre ciascuno, in cui si sfiorano le 3 ore a film. E che film, voglio dire!!! (per i non addetti, parlo delle trilogie del Signore degli Anelli e Lo Hobbit).






Il primo esempio contrario che mi viene in mente è Harry Potter.
Si, lo so, sto svelando la mia anima nerd, abbiate pazienza. Sixteen inside, ricordate?
Ad esempio nel terzo film della saga, Il Prigioniero di Azkaban, diciamocelo: se non hai letto il libro non ci capisci un H della storia del patronus a forma di cervo. Non dico di piazzarci una spiegazione di un'ora e tre quarti... ma due paroline per gli analfabeti? Faceva brutto? O anche nel sesto film, Il Principe Mezzosangue... sono state inserite scene che nel libro mancano totalmente, che non sono mai state scritte, poi.... zac, tagliata totalmente la battaglia di Hogwarts - preludio di quella finale - in cui peraltro alcuni personaggi vengono anche gravemente feriti. E perché??? Cioè io personalmente non vedevo l'ora di vederla, quella battaglia. La professoressa McGonagall (toh! un cognome scozzese!) se la vede brutta, e persino il mezzo gigante prende un sacco di saccagnate.  Invece niente nemmeno un accenno.






Altro esempio, un filo più hot, è le 50 Sfumature. Premetto che ho letto i libri un estate al mare e che ho visto il film lo scorso anno e mi ha fatto schifo. Ad ogni modo, il tormentone della saga è la frase che il nostro buon Christian dice alla povera verginella quando lei gli chiede qualcosa come "vuoi fare l'amore?". Lui risponde "io non faccio l'amore, io fotto senza pietà".  Questo è quello che tutte le fan invasate di Christian Gray attendevano di sentire. Invece nel film lui dice "io scopo forte". Ora lasciamo stare che le frasi esprimono il medesimo concetto... ma visto che la scena la inserisci, perché cambi la battuta?






Io non ho idea di come funzioni la sceneggiatura di un romanzo, ma sono piuttosto portata a pensare che chi si mette a un lavoro del genere, specialmente se parliamo di libri di grande successo (meritato o meno....) abbiano come minimo letto il romanzo originario. Inoltre hanno sicuramente i loro gruppi di controllo, faranno l'equivalente cinematografico di una ricerca di marketing immagino... e comunque basta fare un giro sui social per capire cosa i fan si aspettano di vedere e di sentire. E quindi perché non accontentarli? Voglio dire anche solo da un punto di vista utilitaristico, se i fan sono contenti tu guadagni, altrimenti the show must not go on!


Non sto parlando di fare una trasposizione precisa alla virgola e tirar fuori da ogni libricino una Corazzata Potiomkin di 7 ore, ma  insomma.... dove si può.....


Altro esempio (e ci siamo): Outlander. E' arcinoto che il nostro idolo delle folle aka figoatomico Jamie Fraser si rivolge alla sua amata viaggiatrice del tempo chiamandola Sassenach. Questo soprannome è diventato un mantra, nei gruppi su Facebook, con le fan si chiamano così tra loro, reciprocamente. Nella prima stagione, il doppiaggio italiano gli fa dire Sassone. Ora, Sassenach significa straniera, e trattandosi di scozia, dire straniero e dire sassone sono disposta a capire che sia praticamente la stessa cosa... però insomma, è sassenach! Se nella traduzione dei libri è lasciato invariato, perché il doppiaggio deve scombinare le carte?


Ieri sera ho visto l'ultima puntata della seconda stagione. Puntata che tutte noi povere fan attendevamo con ansia, sia per la carica emotiva che porta con se sia per le aspettative che avevamo avendo letto il libro da cui è tratta.
La puntata, va detto è stupenda. Veramente. Bellissima.
Ma quasi del tutto stravolta rispetto al libro.
Per quale ragione? Perché ambientarla in un luogo invece che in un altro? Cosa sarebbe cambiato? E c'è questa scena descritta nel romanzo, la scena del marchio, che è allucinante, pazzesca, incredibile, magistrale, una cosa da cominciare a piangere adesso e finire a Natale. Del 2018. Tutte noi ce l'aspettavamo. Ma  non c'è. Tolta. Tagliata. E perché mai di grazia? Per quale insita ragione, per quale nascosto motivo quella scena, che sarebbe durata un minuto e mezzo, non è stata girata?




Gli sceneggiatori sono stati oggetto di critiche per questa scelta, e hanno risposto che siccome la scena implicava del sangue (oh, ma due gocce!), la cosa non era fattibile perché si rischiava di sporcare i vestiti di scena e di ritardare quindi la produzione. Ma che minchia dici? A parte il fatto che pure se Claire avesse attraversato le pietre con l'abito macchiato non sarebbe stato un grave danno (e Jamie stava scendendo in battaglia, quindi....), ma te lo ricordi, si, che state filmando in ambientazione giacobita e che solo due puntate prima la battaglia di Prestonpans ha visto teste spiccate e spade infilzate? Che cazzo significa? E la zia Diana? Coma ha potuto avallare questo stravolgimento?


Ecco io non voglio criticare eccessivamente cose che non conosco, ma se qualcuno mi spiegasse l'arcano sarei grata.





mercoledì 23 novembre 2016

DI GG

Oggi vi ammorbo coi miei soliti vecchi problemi.
Vedo già il buon Vedetta che alza gli occhi al cielo :-)
Sappi caro mio che mi occorri in modalità Ex tredicenne oggi :-D


Dunque qualcuno di voi sa già che alcuni anni fa il GG ed io abbiamo avuto qualche problemuccio a causa di una sua (ora ex) collega.
Ovvio che non vi rispiego la rava e la fava, non preoccupatevi. Solo i fatti salienti:
1. un qualcosa c'è stato - innegabilmente
2. cosa esattamente fosse questo qualcosa non è mai stato chiarito ma io ho accettato di credere che fosse un qualcosa platonico (benchè fossero coinvolti chiaramente dei sentimenti che onestamente non andrebbero indirizzati ad una "amica")
3. abbiamo ricostruito il nostro rapporto (in anni) e ora stiamo - oserei dire - invidiabilmente bene. Quasi sempre.
4. il problema di questo qualcosa è stato certamente il qulacosa in se, ma anche la gestione "post-qualcosa" da parte sua, che ha continuato a difendere le sue posizioni sostenendo che non aveva fatto niente di male, che questa persona era una amica importante a cui non poteva rinunciare e non vedeva peraltro perchè avrebbe dovuto farlo, dal momento che non aveva fatto niente di male ecc.... sorvolando nei fatti (benchè dicesse il contrario con le parole) sulla mia sofferenza estrema ed evidente. Le mie richieste di interrompere i rapporti con lei sono stati coronati da una serie infinita di "non posso" di vario genere. Ad oggi che non sono più colleghi non so nulla di ufficiale ma sono pronta a scommettere che non abbiano smesso di sentirsi.


Il post di oggi non riguarda le mie scelte passate, che sono state fatte e pertanto immutabili.


Ora tenendo presente queste premesse, il GG ha cambiato lavoro un annetto fa e ora è a capo della filiale italiana di una azienda danese. Come tale ha effettuato e dovrà effettuare alcune assunzioni. Quando ha cominciato a fare colloqui io senza pudore ne peli sulla lingua gli ho chiaramente chiesto di non assumere una donna, perchè  non ero certa che sarei riuscita a gestire la situazione - visto il pregresso.
Ora, io lo so che è una pretesa del cazzo. Una mia amica mi ha detto che è stata una richiesta da ragazzina, e posso anche concordare che sia non proprio illuminato da parte mia cheidere una cosa del genere.

Però... però io avevo bisogno di questo, per stupido o infantile che possa sembrare. Non ho il diritto, io, di essere illogica qualche volta? Quando sono coinvolti eventi e sentimenti che a volte ancora mi aprono una voragine sotto i piedi solo a ripensarci? Non ho diritto di pestarli, quei piedi e di pretendere quello che mi serve? Devo essere sempre quella calma pacata e ragionevole? Avevo bisogno di vedere che benchè irragionevole (e non lo sono mai cazzo, non lo sono mai!!!) lui per una volta mi avrebbe assecondata, non avrebbe opposto la sua serie infinita di "non posso" e avrebbe fatto il MIO bene, che poi è il bene della famiglia. Avevo bisogno di vedere che avrebbe messo ME davanti a tutto il resto per una cazzo di volta nella vita, magari anche davanti a se stesso, davanti alla sua "integrità professionale" o alla sua etica, e che se ne sarebbe sbattuto di tutto il resto. PER ME. Avevo necessità estrema di sentire parole come "ascolta, questa è una stronzata enorme, ma se per te è così importante, va bene" Sono tua moglie, sono quella che dici che amerai per sempre. Non puoi fare questo per me? Non puoi farlo anche se non capisci e non condividi? Per me, perché sono tua moglie? Beh, ha assunto una donna, quindi, a quanto pare, NO.


Invece io ho bisogno di sentirmi al primo posto non solo quando va tutto bene ed è facile, ma anche quando è difficile, quando costa. Se mi guardo indietro, io ho fatto la mia parte, ho rinunciato alla mia carriera a un certo punto per stare di più in famiglia, ho accettato e cercato di superare determinate cose per amore suo (e dei figli naturalmente, ma principalmente suo) ho "pagato" le mie scelte con la paura, l'insicurezza, l'insonnia anche. Coi compromessi, che ho fatto con me stessa. Non è che io voglia la medaglia, sia ben chiaro: sono state scelte mie, completamente mie e non le rinnego ne le rimpiango. Però insomma mi piacerebbe che la cosa fosse reciproca. Ripeto, non nella quotidianità - in cui è veramente splendido - ma anche quando è difficile.




Tutto qui.
Non so se sia una cosa troppo difficile da fare, ma sicuramente non mi sembra difficile da capire, se uno lo vuole.
Sono veramente avvilita.

Cosa ne pensate?

martedì 22 novembre 2016

APPARECCHIATO


E' fatta, il Ric da ieri ha l'apparecchio ai denti.


Si tratta di un apparecchio di "nuova concezione", completamente invisibile (non scherzo) che dovrà tenere per un paio di anni circa, qualcosa meno. Con l'adolescenza, evidentemente si sono modificati i lineamenti del viso e i denti si sono incasinati di brutto. Era inevitabile e anche un po' urgente.


Il problema principale al momento è il seguente: come dicevo qualche post fa, lui a scuola mangia parecchio. Ora non potrà più perché non può mettersi in bocca altro che acqua, e se mangia deve togliere l'ambaradan e dopo lavarsi accuratamente i denti. A scuola non ne ha il tempo. Perciò ieri mi ha comunicato la sua idea di procedere da stamattina in avanti con una "colazione salata".


Per colazione salata, lui intende un pasto vero e proprio, per evitare che gli venga fame a metà mattina. Stamattina non eravamo organizzati, e si è fatto pane e formaggio. Ma lui mi parlava anche di uova, salmone, pastasciutta...... insomma un pasto. Salvo poi mandarmi un messaggio al cambio dell'ora delle 10 per dirmi "porca put...... ho fame!"


Ma si, via, complichiamocela ancora un po' la vita!
Faccio fatica a star dietro alle cene nel delirio culinario di casa mia, figuriamoci ora che devo pensare pure alla colazione del Ric.


Eh vabbè....


PS: si accettano suggerimenti per il menu!





lunedì 21 novembre 2016

LA PRIMA GARA


La cronaca del weekend sportivo questo giro non è delle migliori.
Sabato i Lupetti del Rugby hanno vinto una partita su due, dormendo in piedi in quella in cui hanno perso e recuperando alla grande nell'altra... ma meritandosi un cazziatone da paura da parte dell'allenatore :-) Per fortuna almeno la Nazionale ha conquistato la prima storica vittoria contro il Sudafrica!

Ma i riflettori oggi sono sulla gara di MMA del Ric
Ci siamo alzati tutti per le 8, Ric era ancora abbastanza tranquillo.
E' andato in palestra per le 10, ci sono tutte le procedure di pesata e di formazione dei gironi.
Ric aveva due combattimenti, a partire dalle 14

Quando giunge il suo turno, lui si scalda, si prepara, cerca di scaricare la tensione (mamma m'è venuta la sbattella...)
Iniziano. 10 secondi di gara, Riccardo fa una proiezione pazzesca, pulitisisma, da manuale.  Una di quelle cose che fanno fare un "Ohhhh" a tutto il pubblico.
L'avversario va a terra, bum, piatto di schiena,  Riccardo lo tiene giù, l'arbitro gli assegna il punto
Pochi secondi dopo l'avversario perde il caschetto protettivo, e l'azione viene fermata
Ric si alza e va al suo angolo



L'altro ragazzo resta seduto per terra massaggiandosi le costole.
Durante la proiezione in pratica ha preso un colpo secco e gli si è "rotto il fiato".
Si è spaventato e deve aver detto qualcosa come "io non combatto più" o simili, mi è stato riferito. Quando diviene che non voleva più proseguire il match, l'arbitro chiama i due a centro del tatami per dichiarare il vincitore.
Il tavolo della giuria al microfono annuncia la vittoria di Riccardo, ma l'arbitro alza il braccio dell'altro.
Chiediamo spiegazioni e scopriamo che l'arbitro ha deciso di squalificare Ric nonostante il parere contrario del tavolo per le seguenti motivazioni:
1) la proiezione era troppo forte (ma non puoi controllare una proiezione se non in allenamento con un avversario molto più leggero)
2) Ric è troppo forte per combattere in quel circuito (ma non può combattere altrove, se non tra i minorenni). "Questo qui sarà almeno cintura nera di judo", ha detto. A parte il fatto che non lo è, "questo qui" lo dici al figlio tuo, e comunque quand'anche lo fosse il problema dove sta?
3) l'avversario andava incoraggiato perché si era spaventato e magari non fa più le gare. Su questo posso anche concordare, per principio. Però non hanno 6 anni. Inoltre incoraggiarlo va bene, ma non a costo di una squalifica ingiusta. Anche Ric va incoraggiato, è un ragazzino alla sua prima gara.

Non c'è stato modo di farlo recedere dalla sua posizione. Gli allenatori di Riccardo erano incazzati neri, lui non ve lo dico nemmeno. Aveva persino gli occhi lucidi dal nervoso. Inoltre era preoccupato per l'altro ragazzo, e devo dire con orgoglio che la prima cosa che ha fatto sceso dal tatami è stato andarlo a cercare per sincerarsi che stesse bene (stava bene). Gli altri arbitri sono venuti a dire che era una cazzata, e persino l'allenatore dell'avversario ha detto che la decisione era sbagliata, ma non c'è stato niente da fare. Per fortuna sono stati tutti molto carini con Riccardo, anche gente sconosciuta che assisteva alle gare, in diveersi sono scesi dagli spalti a dargli man forte a dirgli che era stato bravo e che aveva vinto lui, complimentandosi per la tecnica e la grinta. Del resto anche l'arbitro lo aveva considerato regolare all'inizio, infatti gli aveva dato il punto. Poi ha cambiato idea.

Peraltro il suo avversario successivo ha vinto a tavolino ed è andato a casa senza nemmeno mettere i guantoni. Non so chi fosse, ma chissà com'era contento.

Poi, aggiungiamo la beffa al danno. Visto che aveva combattuto poco (12 secondi....)  gli hanno detto che se voleva poteva fare un incontro amichevole con un altro ragazzo, che purtroppo era venuto ma non aveva potuto combattere perché non era stato possibile inserirlo in nessuna categoria di peso. Riccardo con adrenalina alle stelle, accetta l'incontro. L'avversario pesava 87 chili,. Ric ne pesa 63. Devo aggiungere altro? Ero terrorizzata che gli spaccasse qualche costola.

Alla fine, si è difeso bene, ma la verità è che sembrava di vedere Ric  combattere con Lorenzo tanta era la differenza di stazza.

Morale: 12 secondi di gara, match rubato, due botte in faccia, la mandibola dolorante, tibia e coscia livide e peste a seguito dell'amichevole.

Era la prima gara in assoluto per Riccardo, poteva anche andare diversamente :(


venerdì 18 novembre 2016

SEASON TWO


...... e meno male che in mezzo al delirio quotidiano ieri sono arrivati i DVD della seconda stagione di Outlander...  stagione che ho già visto in streaming ed in lingua originale (belli miei sarete fighi ma nun ve se po' sentì parlà!) ma della quale non ho avuto cuore di guardare il finale.


Si, esatto.
Non ho guardato il finale di stagione.
Tanto come va a finire lo so... e francamente mi son bastati i primi 5 minuti della prima puntata!!


E quindi bentornati Higlanders che rimangono tali anche nel cuore della sofisticata Versailles


Benvenuto vestito  più bello di tutti i tempi, forse persino meglio dell'abito verde di Rossella O'Hara fatto con le tende di Miz Elena




Bentornati miei cari guerrieri in gonnella e spadone (...)



Benvenuto Monsieur le Compte (fils d'un cochon!) a cui il parrucchino non rende ahimè la minima giustizia

 E un benvenuto speciale (e ben ritrovato per chi ha letto i libri) a Mastro Raymond, personaggio enigmatico e misterioso a cui la serie televisiva non da abbastanza spazio


MALtornato al redivivo BJR che forse, chissà, nel corso di questa o della prossima stagione avrà una sorta di redenzione... ma resta comunque un bastardo senza gloria...


...e benvenuti agli scheletri nell'armadio del ramo genealogico Randall, grazie ai quali renderemo un filo di giustizia al povero Frank... cornuto e mazziato...  ma almeno non figlio di.....


Ed infine bentornata bentornata bentornata Scozia, meravigliosa stupenda incantevole Scozia, magica incantata Scozia

E nell'attesa di conoscere la prossima generazione....



Un caldo, caloroso, vorrei quasi quasi dire HOT bentornato naturalmente a loro 


E si, sto messa male, sono una eterna sedicenne che ancora sogna ad occhi aperti davanti a un libro o a una bella storia. Si, mi piacciono gli uomini con la gonna, si piango davanti alla tv, si sogno la Scozia tutti i giorni (ma non per causa di Outlander) e si, vorrei danzare tra le pietre al solstizio.

No, non mi vergogno affatto
Ma proprio nemmeno un po'.

giovedì 17 novembre 2016

DI COLLOQUI

E quando tocca tocca.
E' iniziato il giro di danze dei colloqui coi professori del Ric.


Settimana scorsa Informatica, oggi Inglese, Matematica, Fisica.

Che dire. Già la location mette un filo d'ansia..... peggio della corsia di un ospedale.... non capirò mai cosa spinga le scuole e le strutture pubbliche in generale a pitturare i muri di color cacchina di neonato diarroico. Va dipinto, e va bene, ma santiddiobenedetto, è una scuola non un istituto carcerario. Rosse quelle pareti, verdi, blu, arancio.... no. Beigiolino vomito. Vabbè le scale sono blu e le tubature (a vista) rosse... ma insomma la maggior parte è di quel colorino li schifoso.

Comunque.
Da quando Ric ha l'età per essere valutato da qualche tipo di insegnante, quello che mi viene sempre detto è un mantra che mi porto dietro fin dalla mia stessa vita da studente: è intelligente, ma non si applica abbastanza, potrebbe fare molto di più.

Anche questo giro (non ancora terminato) non ha fatto eccezione.
La prof di informatica è nuova, quindi speravo che almeno lei potesse aver sviluppato una idea un po' diversa di Riccardo ma invece.... è  capitato che durante il compito in classe scorso il Ric abbia svolto un esercizio non con il metodo spiegato da lei, ma con un suo metodo personale mutuato dal programma di matematica in corso. L'esercizio era talmente ben svolto e talmente creativo che inizialmente lei non si era nemmeno resa conto che fosse giusto. Cosa infinitamente positiva, mi dice la prof, che nessuno ha fatto, solo lui, e questo dimostra una grande intelligenza e prontezza. Peccato che insomma... l'impegno... l'attenzione in classe... l'interesse e la partecipazione alle lezioni... insomma signora, è intelligente ma non si applica.  Uf.


La prof di inglese stamattina, solfa simile. lei è molto affezionata a Riccardo, lo descrive - come tutti devo dire- come un bravo ragazzo simpatico ed educato,solo che... signora... cosa le devo dire... dorme! Delle volte lo prenderei a sberle. Ma prof, si accomodi pure!! Le do la delega! E li la brillante idea della prof: lo chiamiamo. Così il Ric è arrivato, pimpante come non mi sarei immaginata, e ha assistito a tutti tre i colloqui. Il prof di fisica, nuovo anche lui, è un personaggio. Non giovanissimo, sembra uno che ama molto il suo lavoro. Gli piacciono i ragazzi attivi, gli piace essere messo in discussione e sfidato dai suoi studenti e il Ric gli era stato descritto come uno bravissimo e superintelligente che si diverte a porre domande impossibili atte a mettere i prof in difficoltà (cosa che ha spiazzato tantissimo il giovinotto, che non se l'aspettava). Ha cominciato quindi con aspettative elevatisisme che per il momento non paiono essersi concretizzate troppo. Ha buoni voti, ma come dice lui, ad andare bene si comincia dall' 8 in su. C'è ancora un po' di strada da fare. Entrambi, sia inglese che fisica, sono stati comunque molto incoraggianti, ci hanno tenuto a sottolineare che hanno molta fiducia in Riccardo e a spronarlo a dare il meglio di se.


Discorso a parte per quello di matematica, che è un buon professore, preparato, ma non un bravo insegnante secondo me. Non si fa troppo coinvolgere dalla classe, non sembra particolarmente interessato agli studenti in quanto tali. Arriva, fa il suo mestiere e va, stop. Mi da l'impressione di essere uno che ti appiccica un'etichetta e poi te la tieni, e su quella di Riccardo c'è scritto superficiale a lettere cubitali. Non ha detto nulla di sostanzialmente diverso dagli altri, nei concetti, ma nei modi a me è parso evidente che non abbia alcuna fiducia che Ric possa esprimere risultati migliori di quelli che ha espresso finora. Me lo aspettavo, lo conosco da 3 anni e sebbene non mi dispiaccia, capisco la differenza che passa tra l'essere un prof e l'essere un mentore.


Tutto sommato era quello che sapevo avrei sentito.


Il tutto è durato meno di un'ora.
Il Ric durante le brevi pause tra un colloquio e l'altro ha frequentato il bar della scuola che è li accanto all'aula ricevimento. Alle 11.15 un panino al prosciutto. Alle 11.45 cappuccio e brioche prima di rientrare in classe (e un caffè per mammà). Ha confessato che mangia così praticamente a tutti i cambi dell'ora.


Poi arriva a casa e mi schifa la mia cucina super-sana
Embé!

lunedì 14 novembre 2016

PENZOLO.

Beh io sono un po' stanca
Molto stanca, a dirla tutta.
E non è che possa dare la colpa ad altri.
La vita con il Ric è davvero difficile.
Lui è un bravo ragazzo, ci mancherebbe, non tanto studioso, ma di base non fa nulla di cui tutte le altre mamme che conosco non si lamentino in relazione ai propri figli. Niente di cui non si lamentasse anche MIA mamma, una trentina di anni fa. Disordinato, scontroso, oppositivo. Eh. Si chiama adolescenza, e lo sappiamo tutti.
Solo che è davvero difficile. Non me lo aspettavo, così difficile.
Lui è grande, io lo vedo grande, ma a dire il vero io l'ho SEMPRE visto grande.
Non avrò sbagliato, per questo? Accecata dalla sua intelligenza e dalla maturità che dimostrava - molto maggiore dei suoi coetanei - non avrò preteso troppo bruciando delle tappe fondamentali?
Mi spiego.
Al momento le nostre interazioni si limitano quasi totalmente a comunicazioni "di servizio" dello stampo di studia, metti in ordine, aiuta tuo fratello, porta giù la spazzatura e simili
Perchè è inutile negarlo: quando torno a casa alle 16 e trovo il suo letto ancora da fare, mi sale una carogna che lo spiaccicherei contro il muro.
La sua scrivania è un campo di battaglia (come lo era la mia) e quando gli dico di riordinare mi risponde che è SUA e che ne fa quel che vuole (stesso che rispondevo io a mia mamma). Passiamo la maggior parte del tempo a discutere, se non proprio a litigare. E abbiamo perso inesorabilmente intimità, complicità e confidenza. Non che non si confidi o non mi parli se ha un problema, anche imbarazzante: lo fa, se è necessario.
Ma è proprio il quotidiano che è una battaglia continua.
Io lo faccio per lui, ovvero: perchè ritengo che sia importante che lui impari determinate cose e che diventi autonomo, ma anche cortese, volenteroso, disponibile, empatico. Tutte qualità che io vorrei vedere nell'uomo che sarà.
Ma la vera domanda è: e lui, come la vede?
Io credo che la veda esattamente al contrario, che mi consideri semplicemente un gatto attaccato ai maroni che apre bocca con il solo e unico scopo di rompergli le scatole. Forse un giorno, da adulto, capirà che non è così, ma emotivamente, dentro di se, cosa gli resterà della "me" di questi anni? Mi ricorderà come una specie di ghiacciolo anaffettivo dedito solo alla sgridata? Una presenza fastidiosa che ci si augura solo sparisca nel più breve tempo possibile? Io non voglio che mi consideri in questo modo, anche se so che in parte è inevitabile.
E soprattutto, più importante ancora: cosa conta di più, che si metta via i jeans oppure che costruisca/conservi con me un rapporto basato sull'affetto e gli abbracci piuttosto che sui rimbrotti e le punizioni?
Ecco riflettevo su questo ieri sera, e mi sono dovuta rispondere che il rapporto è più importante.
Forse ho sbagliato su questo, ho indirizzato la mia azione educativa sull'insegnare piuttosto che sul comprendere e accettare.
Ha 16 anni ma è ancora troppo presto per non abbracciarsi più o non darsi più il bacio della buonanotte.
E devo fare un bell'esame di coscienza perchè temo che in parte questo raffreddarsi delle nostre interazioni sia causa mia, del mio considerarlo più grande di quel che è e quindi di averlo iniziato a trattare da "adulto" (emotivamente) quando ancora adulto non è.
Ci sono tanti scontri che sono inevitabili, quelli sull'autonomia per esempio: gli orari di rientro serali sono un campo di battaglia per tutti, suppongo. E se alleggerissi la siutazione rassegnandomi per esempio a fare il suo letto e mettendogli a posto i vestiti? E' così importante, così irrinunciabile? Non potrei lasciar correre certe cose e concentrarmi solo su quelle veramente imprescindibili (tipo la scuola)?
Aiuterebbe il nostro rapporto? Danneggerebbe l'educazione? Gli insegnerei semplicemente a trovarsi la pappa pronta?
Poi a proposito di pappa, abbiamo anche un altro problema: l'alimentazione.
Da quando con mio marito abbiamo deciso, su sua idea, di smettere di mangiare carne e di cercare di virare verso una alimentazione più sana (pasta integrale, pane integrale, poche schifezze, tanta verdura ecc...) lui è andato a male. Rimpiange la carne, non gli piace niente di quel che preparo, non mangia verdure se non pochissimi tipi e anche quelli dietro pesante insistenza. Ogni sera alle 18 comincia la litania.. usciamo a cena? andiamo al giappo? ordiniamo la pizza? perchè sa già che non vuole mangiare quel che cucino io. E quando si siede a tavola ha sepre una faccia schifata come quella di chi sta mangiando una scodella di merda condita di vomito e vermi.
E' frustrante, vederlo sempre scontento, sempre mezzo schifato.
Mi pesa. Parecchio.
Mi pesa sapere che in un modo o nell'altro non riesco mai a farlo contento.
Cerco sempre di accontentare tutti, per mia disposizione caratteriale, ma ci sono talmente tante opzioni, talmente tante richieste diverse che finisco col non accontentare nessuno, nememno me stessa.
Sono debilitata emotivamente al punto che ci resto anche male per le stupidaggini, per esempio: ieri sera stavamo guardando tutti un film in tv prima di cena, quando mi sono alzata per andare a preparare a nessuno è venuto in mente di mettere in pausa per aspettarmi o per finire di vederlo dopo mangiato, sono semplicemente andati avanti senza badare che interessasse anche a me. Non è una cosa così importante, peraltro lo avevamo anche già visto, ma il mio pensiero in questi casi è: ma come, io mi faccio in 4 tutto il giorno e manco un minimo di gentilezza? Ci rimango male fino alle lacrime, per quanto stupido possa sembrare, perchè mi da veramente l'idea di penzolare al fondo della catena alimentare della famiglia.
Corro tutto il giorno, accompagna uno, compra all'altro, iscrivi questo, lava quello.... e francamente un minimo di apprezzamento sarebbe gradito. E'troppo, da pretendere da un sedicenne? O è normale che sia tutto dovuto?
E così il cerchio si chiude, torniamo all'inizio.
Sono veramente stanca.
Bon.