mercoledì 23 dicembre 2015

TAN TAN TAN TAN TA-TAN TAN TA-TAN - allerta spoiler.


Per una come me, cresciuta a pane e Han Solo, era inevitabile.
La prima trilogia si Star Wars fa parte della storia della cinematografia - considerando che il primo film è del 1977 - con buonapace dei colti cineasti che solo film francesi d'essai. E' stato il primo nel suo genere, e con i mezzi di allora bisogna dire che gli effetti speciali erano speciali per davvero! Trame curate, bei dialoghi brillanti, qualche colpo di scena ben piazzato... un successo del tutto meritato.

La seconda trilogia, episodi I II e III non mi è piaciuta.
L'ho trovata scontata, piena di buchi narrativi, inutilmente melensa e con dei dialoghi francamente imbarazzanti. Episodio I un po' meglio, ma i seguenti, tutti in discesa. Il personaggio centrale, il giovane Anakin (futuro Darth Vader) ritratto nei suoi anni formativi, avrebbe dovuto essere il fulcro, il centro di tutta la vicenda ed invece risulta superficiale, banale, privo di spessore. Stupidello, alle volte, addirittura.

E' stato quindi con un certo qual dubbio nel cuore che l'altra sera mi sono lasciata portare al cinema dai figli e dal marito.

E invece...

E invece devo dire che mi sono ricreduta.


Il primo capitolo della nuova trilogia è BELLO.



Il Risveglio della Forza, va detto, è un po' una summa della prima trilogia.
Chiamiamoli "omaggi"... ma nei fatti la trama ripercorre un po' tutti e tre i primi film insieme. C'è una nuova cattivissima organizzazione che vuole dominare l'universo, chiamata il Primo Ordine e nata dalle ceneri dell'Impero. C'è la resistenza, comandata dalla principessa Leia, ora conosciuta come Generale Organa (dal nome del senatore che fu suo padre adottivo). Ci sono fughe rocambolesche dalle navi nemiche, ci sono battaglie aeree, c'è una nuova super-arma da distruggere, c'è un simpatico robottino che contiene una mappa, c'è persino un locale di intrattenimento dove si beve e si suona, ripreso pari pari (oserei dire!) dal "bar" in cui un anziano Maestro Kenobi ed un giovanissimo Luke Skywalker conobbero Han Solo e Chewbacca nell' Episodio IV.

E poi c'è lui, il nuovo cattivo della situazione, secondo in comando del Primo Ordine, un tizio con maschera e mantello nero, versato nell'uso del Lato Oscuro.

Vi ricorda qualcuno?
E a buon diritto, perchè Kylo Ren (nome di battaglia, in realtà si chiama Ben) si rivolge direttamente alla maschera semidistrutta di Darth Vader chiamandola "nonno"...
E qui lo spoiler si fa pesante, perchè vi dirò che costui altro non è che il figlio di Han Solo e Leia, che aveva iniziato l'addestramento jedi con Luke ma che era poi stato sedotto dal Lato Oscuro.

I nuovi personaggi sono piuttosto ben assortiti.
Abbiamo Rey, in cui la forza scorre potente anche se a sua insaputa, giovane pilota intraprendente di sesso
femminile che aiuterà Finn (uno stormtrooper dissertore) a co
ndurre il robottino di cui sopra al quartier generale della resistenza. E lo farà rubando e pilotando niente di meno che il Millennium Falcon, ed attirando quindi l'attenzione dei suoi più antichi proprietari, Han e Chewba (tornati ad essere semplici contrabbandieri alle prese coi creditori), che per questo saranno nuovamente coinvolti nella vicenda.

Ultima scena dedicata al Maestro Skywalker, in esilio volontario dopo il fallimento dell'addestramento di Ben, ma ritrovato da Rey che gli riporta la sua antica spada laser (dopo averla abbondantemente usata per dare quattro begli sberloni a Kylo Ren)

E vi risparmio lo spoiler più importante... ma vi dico che piangerete. Voi ragazzi degli anni 70 ed 80 piangerete ed uscirete dal cinema come me, convinti che una cosa del genere non possa assolutamente essere successa.

Che la Forza sia con voi.



martedì 22 dicembre 2015

DI SINGOLARI ATTREZZI

Dunque ogmi promessa è debito e un Lannister paga semore i suoi debiti.

Io non sono una Lannister, e i Lannister mi stanno pure genericamente un po' sui maroni, ma in onore del Folletto, sono qui a pagare il mio.

Cosa c'entri tutto questo panegirico non ho idea, ma a furia di parlare di serie e libri col Vedetta qui sotto, mi sono fatta prendere la mano.

Signore e signori, vi prese to il mio regalo di compleanno:




Vi dico subito che è una grandissima immensa smisuirata figata, che mi piace un sacco e che si, mi bullerò di averlo............. ma purtroppo non posso usarlo :-(

Infatti è dal lontano 1992 che il mio ginocchio destro è mezzo sfasciato a causa di una lesione mai operata ai legamenti che mi sono procurata sciando e la mia povera rotulina ogni tanto se ne va a spasso per conto suo costringendomi ad improbabilissime quanto impressionanti manovre augogestite per rimetterla al suo posto.

Non è quindi proprio cosa che io la solleciti oltremisura non tanto usando la Smart Wheel (così si chiama!) quanto proprio nelle operazioni di salita e discesa dal mezzo, che possono ahimè facilmente procurare torsioni.

Quindi io sono molto triste, ma i miei figli invece sono moooooooooooolto contenti!
Lo hanno già sperimentato e passi il Ric che me lo aspettavo, ma il Nin pare non abbia fatto altro che volteggiare su questo singolare attrezzo negli ultimi 8 anni.

Va bene lo stesso.... e poi a quanto pare il GG ha un "piano B".
Attendiamo Natale :-D




venerdì 18 dicembre 2015

@EMILY


Ok, Emily, senti.

Io sono alla notte precedente la battaglia di Culloden.
Stamattina in metropolitana a momenti mi metto a piangere.
Sto resistendo strenuamente alla tentazione di andare a spoilerare su wikipedia dall'ufficio... però tu devi darmi un cenno di conforto.

Ma subito, eh, adesso priprio!!!!!


mercoledì 16 dicembre 2015

MAMMA E PAPA' - post difficile.

Dunque.
I miei genitori sono sposati da quasi 40 anni.
Si sono conosciuti che mia mamma ne aveva 19 e mio papà 30 (e qui di solito parte il coretto sul volpone che si accaparra la ragazzina) e si sono sposati dopo 3 anni di fidanzamento a distanza.

Non sono una coppia perfetta, però sono una coppia solida
A quanto posso saperne, hanno avuto i loro momentacci... da piccola ricordo un periodo in cui - così sembrava a me - litigavano spesso, e prima che io nascessi credo abbiano avuto delle divergenze gravi che però hanno risolto. Li ho sempre considerati una coppia salda, non una coppia da romanzo o da favola, piuttosto una coppia vera con un rapporto costruito magari anche con fatica e lacrime ma che alla fine ha tenuto e tiene.

Mio papà è un gentiluomo d'altri tempi. Fiori, regali, paroline dolci.
L'ho sempre visto molto preso, molto coinvolto, anche dopo tanti anni. Non che mia mamma non lo sia, ma lei è più una donna pratica, tutta d'un pezzo, lui è più sanguigno.

Per farvi capire: alcuni anni fa mia mamma fu ricoverata in ospedale per alcuni giorni per un piccolo intervento e mio papà era sempre con lei. Un giorno un'infermiera entrò in camera, ma mia mamma era via per fare un esame e mio papà non c'era. L'infermiera si rivolse alla vicina di letto per chiedere dove fosse "il signor xxx" e lei, che non ne conosceva il nome, rispose "chi, quel signore che si vede lontano 10 chilometri che è innamoratissimo di sua moglie?" Ecco.

Ora, l'età avanza.
A parte i guai di salute di entrambi - sotto controllo - lui che ormai ha quasi 80 anni sta iniziando a perder i colpi. Oddio, ad essere onesti sta continuando, perchè iniziare avrà iniziato almeno un paio di anni fa.

Essenzialmente la memoria a breve termine lo abbandona.
Non è stata diagnosticata alcuna patologia grave, ma lui non ricorda le cose che ha appena fatto.
In più, secondo me, si rende in parte conto di questo e la cosa lo destabilizza a livello emotivo.
Così la giornata - questo mia mamma mi racconta - è costellata di ripetizioni continue, di "no, non bere il caffè che lo abbiamo già bevuto", di no, non è ora di pranzo, abbiamo mangiato un'ora fa" e cose simili.
E le sere a volte sono un po' tristi, perchè si vede che è un orario in cui papà si intristisce un po' e quindi cerca rassicurazioni e conforto in mia mamma - accarezzandole per esempio il braccio o la mano mentre guardano la televisione, o chiedendo spesse volte "ma mi vuoi bene" e cose del genere.

C'è da dire che loro sono sempre stati molto uniti, ma quella "forte" è sempre stata mia mamma, lei che si occupava di tutto, non solo a livello pratico ma anche a livello emotivo, perchè papà ha un carattere più ansioso mentre mamma è estremamente pragmatica.

Solo che a quanto pare mia mamma non sta riuscendo a gestire la situazione.
Insomma non diventa più giovane nemmeno lei, benchè abbia 11 anni meno di lui.

La risultante è che ricevevo - prima di più ora un po' meno a essere onesti - interminabili telefonate in cui mia mamma non faceva che lamentarsi. E non sai oggi cosa ha fatto, e ha scordato questo, e quello, e mi ha fatto ripetere la tal cosa 100 volte e insomma, e non si può più fare un po' di conversazione perchè si scorda di tutto, e non è vita, e che barba, e non ce la faccio più e insomma, un bollettino di guerra.

E qui ho due ordini di problemi.

Il primo è che non riesco a gestire mia mamma.
Lei - evidentemente - ha bisogno di una parola di conforto che io non riesco a darle.
Io cerco di farle vedere le cose sotto una luce più postiva, dicendole per esempio che comunque sta bene a parte questo, che non è una cosa così grave, che dopotutto non ce l'ha infermo in un letto, insomma cerco di farle cambiare prospettiva in modo che si rassereni un po' ma invece che rasserenarsi lei si incazza con me, che non capisco, che non so, che non sono li tutto il giorno a vedere, e che quindi non posso parlare.
E dunque, se non posso parlare, cosa mi raqcconti a fare?
Finisce che litighiamo.
Io non le dirò, mai, che è la donna più sfortunata del mondo, perchè non lo penso.
Forse è di questo che avrebbe bisogno, ma io non ci riesco.
Mi rendo conto che abbiamo modi molto diversi di concepire la vita.
Lei è sempre stata un po' maniaca del controllo, e i neuroni di mio papà non li può controllare, quindi se ne va alle cozze. Io invece sono più il tipo che gioca con le carte che ha in mano, che sorride sempre e comunque, che cerca il lato positivo delle cose anche dove bisogna proprio scavare un sacco, per trovarlo.
Le nostre conversaizoni finiscono con lei incazzata che pensa che io sia una deficiente immatura ed egoista, e io incazzata che penso che non è cambiato niente da quando avevo 14 anni: cerca ancora di rintuzzarmi e di far passare il suo punto di vista come l'unico valido, e ad ascoltare non ci prova nemmeno. Chiaramente abbiamo torto entrambe.

L'altro punto è che mi spiace per papà.
Ma non tanto per il malanno che gli è capitato, quanto perchè penso che non abbia quel che si merita in questo momento. Non voglio passare per stronza nei confronti di mia mamma, quindi cercate di capirmi perchè faccio fatica a spiegarmi. Però mi domando, come puoi arrabbiarti perchè tuo marito ti accarezza davanti alla tv? Come puoi arrabbiarti perchè ti chiede se gli vuoi bene? Te lo chiede cento volte, va bene. Ti accarezza di continuo, va bene. E allora? Sono carezze, sono parole d'amore. Vogliamo considerarle un sintomo di una malattia? E se anche fosse? Lo fa in maniera ossessiva? E va bene anche quello... ma pur sempre di carezze e parole d'amore si tratta, non di insulti e cartoni in faccia.

Ed ecco perchè le parole della canzone mi fanno piangere, questa cosa non l'avevo capita finchè  non ho ascoltato con attenzione il testo. Avevo un disagio ma non sapevo dargli una forma.

Mio papà si dimentica di tutto, ma non si dimentica l'amore che prova per mia mamma.
Baby your simle forever in my mind and memories
Il tuo sorriso per sempre nella mia mente e nella mia memoria.
Penso che si dimenticherebbe di me (e mi ama con tutto il cuore) prima di dimenticarsi di sua moglie.

E' come il centro focale di tutta la sua vita, dopo anni di devozione.

E vaffanculo ti lamenti?

Lei invece, da come mi parla, lo considera una scocciatura, nella migliore delle circostanze.
Forse lei vede un sintomo, dove io vedo la sintesi di 40 e passa anni di vita insieme.
Certo non glie lo fa capire, o non glie lo fa capire troppo (anche se brontola e gli dice di smettere), però io lo so, e mi dispiace immensamente.
Penso che dovrebbe semplicemente ringraziare di avere avuto nella vita un amore così, rannicchiarsi sul divano e godersi quello che la vita riserva loro oggi.

Purtroppo, al contrario, lei passa il tempo nella paura del futuro, nell'ansia, nella rabbia anche perchè di sicuro nessuno si aspettava che un uomo come mio papà subisse un deterioramento delle facoltà cognitive (è sempre stato un lavoratore di concetto, gran lettore, interessato a tutto, colto ecc.....). E perchè i suoi amici che hanno la sua età non sono così? E mamma, e perchè invece tanti anche più giovani sono già sotto terra? A volte sembra che glie ne faccia inconsciamente quasi una colpa... perchè se ti viene il cancro non è colpa di nessuno ma se ti parte il cervello il discorso cambia.

Questa cosa di non poter più avere una conversazione su qualche argomento (perchè lui si dimentica le cose che legge sul quotidiano o sente al tg) sembra impensierirla moltissimo. A me invece sembra una cosa da nulla. E mi domando: sono io che davvero non capisco? Per come mi conosco, no, non è quello. E' che io vivrei la situazione che ho, non quella che vorrei. Lei invece non si "rassegna", ed in questo caso la rassegnazione la considererei una cosa molto positiva, perchè combattere contro i mulini a vento non giova a nessuno. Solo che se provo a farle presente che queste cose le dico per lei, perchè lei provi a essere più tranquilla e a vivere meglio, apriti o cielo. "Eh lo so lo so tu dici sempre così..."

E si, dico sempre così, perchè nella mia ormai non più brevissima vita (ché i 14 li ho passati da mo') se ho imparato una cosa è quseta: l'unica cosa che è veramente sotto il nostro controllo siamo noi stessi. Il problema non è tanto il problema, quanto la nostra reazione al problema. Forse chiedere a una donna di quasi 70 anni di lavorare su se stessa e cambiare prospettiva dopo una vita passata a pensarla al contrario, non è tanto realizzabile. Ma io so aiutarla solo così.

Non so cosa fare.



coi nipoti, prima della "tempesta"



martedì 15 dicembre 2015

PENSANDO AD ALTA VOCE


Ognio volta che ascolto Thinking Out Loud (brano di Ed Sheeran) io mi commuovo.
No pochino, parecchio.
Piango, proprio.

in particolare questa parte:

When my hair's all but gone and my memory fades
And the crowds don't remember my name
When my hands don't play the strings the same way, mm
I know you will still love me the same
'Cause honey your soul can never grow old, it's evergreen
Baby your smile's forever in my mind and memory

No, non si tratta dell'ennesimo post mieloso su quanto sia innamorata la mia sedicenne interiore.

Si tratta di mio padre. E mia madre.

Un giorno di questi ve lo racconto.






lunedì 14 dicembre 2015

DI REGALI - solito post-delirio sui regali del GG :-)

Mancano 10 giorni al Natale, e come tutti gli anni in occasione di qualche ricorrenza, parte il delirio del mio regalo.

Ora.

Quest'anno il GG ed io avevamo deciso di regalarci la TV nuova, quindi niente altro vista già l'importanza della cosa, ma com'è come non è io compio gli anni il 20 dicembre e quindi un regalino lui me lo fa comunque (anche se io non volevo)

Qualche tempo fa mi dice "ah! ho trovato il tuo regalo di compleanno. Preso. Però devi promettermi che lo usi"

Io che conosco il mio pollo cerco di dargli il meno corda possibile - perchè la tendenza a tirarmi matta per settimane disseminando le conversazioni di indizi anche falsi al solo scopo di fuorviarmi fa parte integrante del processo di regalizzazione - ma lui (bastard inside) non demorde.

Questa cosa del "devi promettermi che lo usi" è diventata un po' un tormentonte, finchè gli ho chiesto "ma scusa mi hai comprato una cosa che non sei sicuro che userò???" E lui: "in effetti è dubbia la cosa".

Ma allora, scusa, perchè me l'hai preso se non sei sicuro?
Ehhhh perchè lo sai come fai tu... quando l'hai visto hai fatto "ooohhhahahhhhhao loooo vooogliooooooo" con gli occhi tutti a cuoricino, e così..... e poi comunque è una cosa figa, una cosa che ti bullerai di avere.
Eh addirittura una roba da bullarmi???
Al che interviene il Ric il quale trascina suo padre in sala per avere la succosa notizia in anteprima
Sento un "minchia!" dall'altra stanza e il giovinotto torna ridendo in cucina dicendo che si, è proprio una roba da bullarsi, e che se non la uso io no problem la usa (e si bulla) lui. Addirittura potrebbe bullarcisi persino il Nin, volendo.

Questo un po' mi tranquillizza... se è qualcosa che va bene a tutti verrà sicuramente ammortizzata.

Anche se....... potrebbe tranquillamente essere un braccialetto e lui aver coinvolto il Ric per farmi credere chissà che cosa!

Insomma mi appresto ad attendere questi altri 6 giorni, quando ieri il discorso salta fuori davanti ad una amica. L'amica si apparta platonicamente col GG per avere anche lei la notizia in anteprima... solo che la reazione è stata diversa da quella del Ric....  L'ha guardato come se fosse un lumacotto di quelli rossi senza guscio e gli ha detto "ma daiiii!" poi è tornata da me e mi ha detto che se suo marito le regalasse una roba così glie la tirerebbe dietro.

Ora. Considerando che è stata (o stato) acquistata su Amazon e che normalmente mio marito fa regali a sfondo tecnologico........... cosa diavolo potrebbe essere?????



giovedì 10 dicembre 2015

VITA COL NIN

Quando si dice un uragano.
L'argento vivo.
Il terremoto.

Tutti aggettivi che si adattano perfettamente al mio meraviglioso stupendo piccolo Nin contemplativo e serafico come un cherubino.


Il Nin non sta fermo un attimo.
Non è un modo di dire, lui davvero non mantiene le membra in stato di riposo per più di 45 secondi di fila. Corre salta si ribalta, fa verticali e ruote, risalta, ricorre si ri-ribalta su e giù dal divano, dai muretti, dal letto. Gioca alla play saltando come un grillo e urlando incitazioni o tremende minacce ai personaggi sullo schermo. E quando gioca suo fratello? Un tifo da stadio... si, dai prendilo, la spada la spada.. nooooo rincorrilo menalo dai sparagli sparagli... attento arrivano nasconditi scappa scappa... (Assassin's Creed).  Poi viene da me... mamma... .non so perché sono un po' sudato.... Eh amore mio bello, vedi un po' tu!
La televisione? La si guarda ribaltati in verticali con la testa sul divano e i piedi sul muro (sul mio muro ridipinto di fresco!!!)

Oltre a ciò non sta zitto un attimo.
Parla sempre, parla comunque, qualunque cosa stia facendo.
E quando non parla, canta.
A squarciagola.
Gioca coi personaggi, e parla, ci sta.
Gioca alla play e parla, e ci sta un po' meno.
All'Immacolata si è alzato prima di tutti per preparare la colazione. Ha cominciato a cantare che non era ancora arrivato in cucina. E' passato senza soluzione di continuità da Santa Claus is Coming to Town alla sigla dei Pokemon all' Inno di Mameli. Urlando.
Va in bagno? Che vuoi cacare senza una cantatina?
Sotto la doccia apriti o cielo, un invito a nozze.
Dopotutto chi è che non canta sotto la doccia?
Quest'estate al mare cantava "mi lavo le asceeeeelleeeeeee mi lavo le asceeeelleeeeeee" a voce talmente alta e con talmente tanta convinzione che un qualcuno dal bungalow accanto gli ha risposto "anch'io!"

E voi direte... povero bambino tutto il giorno a scuola e nemmeno un po' di movimento per scaricare l'energia..... col cavolo! Il Nin fa tre allenamenti alla settimana di un'ora e mezzo ciascuno, due di rugby e uno di arti circensi.

Dopo la scuola di circo passi, non si tratta di attività particolarmente stancante.
Ma che dopo l'allenamento di rugby fatto di corsa, esercizi muscolari, addominali, partitella, flessioni e quant'altro arrivi a casa ed in mancanza di meglio si metta a correre in cerchio attorno al tavolo della sala.... no. Questo proprio no.


E quando finalmente stremato da segno di volersi abbioccare un secondino... con un divano a 9 posti comodissimo a disposizione lui secondo voi cosa fa??? Prende un cuscino e un plaid, li mette sul tappeto, ci si sdraia e dorme. Per terra.

Perché lui è un rude rugbysta, mica bau bau micio micio.


lunedì 7 dicembre 2015

DI BATTERIE.

Venerdì 4 dicembre
esterno, ore 19.30
un freddo porco.


Arrivo col Nin davanti alla palestra dove il Ric si allena nei suoi salti acrobatici, parcheggio, ci disponiamo ad attendere l'uscita dei saltimbanchi.


Tempo una decina di minuti, massimo quindici, il circense si palesa, insolitamente puntuale peraltro.


Sale in auto, saluta, si allaccia la cintura.


Tutti pronti? Andiamo al giappo? Si dai!
Giro la chiave nell'accensione.


Il nulla.
Il nulla totale, un roboante, profondo, nero, sconfinato nulla.


Ma come! Sono arrivata qui bella tranquilla dieci minuti fa porcacciadiquellamiserialadraeputrida! (in realtà non è stata proprio la miseria ad essere tirata in ballo, ma avete capito.)


Il Nin subito si preoccupa: oddio e adesso come facciamo a tornare a casa???
Tranquillo Nin, mo' ci organizziamo
Guardo il Ric: e dunque?
Sorride, si leva la giacca a vento, scende a spingere.


Niente. Un niente proprio totale e definitivo. Manco un brum brum di rappresentanza.


Dopo aver spinto per alcuni metri (col prezioso ausilio del fratello che aveva assolutamente bisogno di distrarsi dalla sua disperazione di non poter tornare a casa), ci risolviamo a parcheggiarla nuovamente. Il Ric fa per spingermi in retro nel parcheggio quando una macchina si palesa dietro di noi.

Scendo, spiego la situazione
Il tipo in auto comprende, gentile, arretra e ci lascia passare.


Mentre entriamo nel parcheggio, un'altra auto manifesta l'intenzione di uscirne.
Senza nemmeno bisogno di spiegare, il tipo in auto comprende (sagace!), gentile, arretra e ci lascia passare pure lui.


Parcheggiamo, tiriamo su i cappucci, ci dirigiamo al giappo a piedi (bisogna pur mangiare no?) e dopo una lauta consolazione a base di sushi, torniamo a casa in autobus.


MA UN CRISTIANO CHE FOSSE UNO CHE SI SIA OFFERTO DI DARE LA MANO A UN RAGAZZINO CHE SPINGE UN'AUTO (ANCORCHE' PICCOLA) PRATICAMENTE DA SOLO, NON CE L'ABBIAMO???


Eh, no. A quanto pare, non ce l'abbiamo.


giovedì 3 dicembre 2015

COMING OUT


La mia sedicenne interiore s'è incazzata.
Dice che è stufa di prendersi tutte le colpe.
Dice di ricordarmi che lei è me, solo con qualche anno anagrafico in meno (va bene... più di "qualche") e di finirla di fare la maestrina saputella.

Che devo dirvi.
Ha ragione.
Qui è il momento di fare coming out.


Non è lei quella che è descritta in questo post.
Sono io.
Ebbene si.
Sono io, sono fatta così. Sono proprio fatta così.

(... e ditelo che qui vi è partita la sigletta di Esplorando il Corpo Umano!)


Io sono una persona piuttosto passionale.
E sono una sognatrice, una romantica come si era romantici un tempo, non come oggi che il massimo consentito è smessaggiarsi melensaggini in qualche chat.

Passionale di indole, direi, più che di azioni (perchè sono anche un po' insicura, il che è un gran brutto sbattimento), ma comunque passionale.

Diciamo che mi ritrovo abbastanza in questa citazione di Olivia Pope:

Io voglio un amore struggente, difficile e devastante, che ti cambia la vita. Un amore straordinario

Certo si potrebbe obiettare che l' amore non dovrebbe essere difficile ne tantomeno devastante, ma che volete, siam donne, ci piace complicarci la vita.

E comunque Olivia Pope è una gnocca da paura innamorata del Presidente degli Stati Uniti, ci credo che è devastante e difficile! Possiamo anche parlare di altre, possiamo valutare che so: Bella Swan. Eccerto. A quella piacciono i canini lunghi, hai voglia devastarsi. Arwen Undomiel? Ah beh, lei invece voleva un mortale che si apprestava a combattere contro l'incarnazione stessa del Male. Altro che cambiarti la vita. Ultima della lista, Claire Beauchamp. Viaggi nel tempo, rivoluzioni, pericolo di morte incombente.

L'immaginario (e la letteratura)  pullula di questi personaggi disperati che sopportano le peggiori conseguenze e nonostante tutto si amano disperatamente, ostinatamente, appassionatamente, a partire da quei due che sono arrivati a rimetterci la pelle, per la stupidità delle rispettive famiglie.

Il problema della mia sedicenne interiore.... OUCH! ok ok, va bene ho capito.....
Il problema della mia sedicenne interiore e mio è che noi ci crediamo. Ci crediamo davvero che quella roba li sia tutta roba possibile. Certo lo sappiamo che non sono cose vere... ma pensiamo che potrebbero esserlo. Che una passione - e dico passione  - di quel tipo sia alla portata di tutti.

E non solo questo: la vogliamo, anche.
Ad ogni costo.

Forse la vita al giorno d'oggi alla fine è troppo facile.
Forse non essendo stati forgiati nel crogiuolo del pericolo e del coraggio (!)   siamo cresciuti rammolliti e pappemolli, e non sappiamo più desiderare davvero, volere davvero. 

Non siamo stati capaci di restare affamati e pazzi (stay hungry, stay foolish)
Siamo più come quelle persone che si siedono a tavola e mangiano perchè è ora, gradiscono il pasto, lo apprezzano, ma non hanno mai veramente veramente fame. Fame da sbranare.

Ecco, la mia sedicenne interiore mi aiuta a mantenermi affamata da sbranare.

Grazie, cara.

martedì 1 dicembre 2015

ANCORA E ANCORA!

La mia sedicenne interiore s'è innamorata di nuovo.
E' ingestibile, ultimamente, davvero non so più come fare!


Parte in quarta come una giumenta selvaggia e chi la ferma più! IO vivo nel mondo reale, sapete, ma lei no, macchè!  Figuriamoci se può fermarsi per una cosetta banale chiamata "realtà".
Ma quando mai! Lei vive in cielo ed in terra, in questo tempo ed in altri, in America ed in Inghilterra, ovunque la porti il cuore.  E' indifferentemente una studentessa timida, una crocerossina, o l'amamte del presidente degli Stati Uniti.

E' una scapestrata, disobbediente ragazzina che non si ferma davanti a niente.

Vive di carta stampata e cellulosa, vive di melodie e profumi, di canzoni e occhi e spalle. Vive di speranza e dolcezza, vive di amore. Vive di pericolo e salvezza, di paura e di coraggio. E passione. Vive di passione, indomita incontrollabile, insopprimibile passione.

Perciò vi chiedo di considerare tutto questo e di perdonarmi se al momento mi sta costringendo a dire che no, non a tutti piace necessariamente caldo.









venerdì 27 novembre 2015

CATECHISMO.

Dunque, ho un po' di casino in testa vediamo se riesco a mettere ordine.

Chi legge questo blog sa che noi non siamo una famiglia religiosa. I ragazzi non sono battezzati, non andiamo a messa ecc... Ciò nonostante entrambi i miei figli frequentano l'oratorio, che è molto ben funzionante e organizza tante attività e feste molto carine.

Quest'estate la parrocchia ha cambiato parroco. E' andato in pensione il vecchio don, ed è arrivato Don Enrico, giovane, dinamico, simpatico, con vasta esperienza oratoriale e di contatto con i ragazzi. Da quanto mi si dice sta rivoluzionando un po' la gestione della parrocchia e dell'oratorio, che con il don precedente era condotta in maniera un po'... diciamo tradizionale.

Don Enrico invece è... come dire... uno normale... Durante una festa in oratorio a settembre si è sfilato il collarino e l'ha dato al Ric che lo ha indossato tutto il pomeriggio, così per ridere. Ha pagato la pizza a mezzo oratorio dopo aver perso una scommessa. Si è infilato in un sacco a pelo e ha partecipato coi ragazzi alla Vita in Comune (periodo di 5 giorni in cui un gruppo di adolescenti ha vissuto in oratorio) dormendo in aula magna su una brandina. (e gli hanno pure fregato l'asciugamano). Ai ragazzi dell'oratorio estivo riuniti - circa 200 tra i 5 e i 13 anni + gli animatori) non riuscendo ad ottenere l'attenzione..... si è messo a parlare senza usare il microfono. E non volava una mosca.

Insomma, un personaggio.

Qualche settimana fa è cominciato il catechismo per i bambini di terza elementare che faranno la comunione nella primavera della quarta. Il Nin non è iscritto, così come non lo era stato il Ric a suo tempo. Domenica il don ha incontrato le famiglie, tra cui una mamma che è una mia grande amica e che mi ha entusiasticamente raccontato il discorso del parroco.

Innanzittutto, don Enrico è un parroco "da corsa". Ha fatto un preambolo sulla differenza tra la religione che si deve insegnare a scuola - che deve essere storia della religione ed introdurre possibilimente anche religioni non-cattoliche - e il catechismo che invece è un insegnamento in vista del culto. Ma che deve essere fatto nell'ottica dei bambini,  quindi deve essere divertente, non punitivo (il vecchio don prendeva le presenze a messa e se facevi più di 4 assenze, niente prima comunione!) e gioioso.

Le catechiste, che prima erano suore, ora sono ragazze - ma nel senso proprio di poco più grandi del Ric - molto carine, grintose, gentili, che hanno fatto un corso per imparare a stare coi bambini in maniera positiva e propositiva.

L'obiettivo di questo percorso di catechesi è quello di spingere i ragazzi (bambini) ad avere delle aspirazioni, dei sogni, dei progetti e delle ambizioni e ad imparare a stare insieme. Creare gruppo.

Ha fatto tutto un siparietto sulle difficoltà di essere genitori oggi, sia coi figli piccoli (Gesù e tutti i Santi datemi la pazienza).... sia con figli di età preadolescenziale (Gesù e tutti i Santi, datemi la forza di non ucciderlo) che poi con gli adolescenti che sono i più complessi da gestire (Gesù e tutti i Santi, l'ho ammazzato, accoglietelo nella vostra pace).

E' brillante, colto, piacevole, spiritoso interessato ed intelligente, per niente punitivo, per niente indottrinato, di mentalità aperta e - per quel che ho visto finora coi bambini dell' Oratorio Estivo - estremamente capace.

A tal punto che i bambini - che negli anni scorsi si sarebbero ammazzati pur di non andare al catechismo - quest'anno escono contenti e felici, si divertono, ridono e il figlio di quella mia amica mette addirittura il catechismo tra le Top Attività Della Settimana.

In considerazione di tutto questo, e in considerazione del fatto che se ho minimamente capito il tipo, Don Enrico organizzerà diverse attività per i bambini di catechismo..... mi sta venendo voglia di iscrivere il Nin. Mi starò rammollendo?

Mo' devo dirlo al GG.







giovedì 26 novembre 2015

IL TETRIS INFINITO DELLA VITA QUOTIDIANA

... che poi, a uno sembra di dire... e vabbé che sarà mai........ però per tenere tutto sotto controllo (anche se sempre e solo a livello apparente...) ci vuole una certa abilità circense, come quei pazzerelli che giocolano clavette e palline in numero variabile riuscendo chissà come a non prenderle mai in testa.

Consideriamo la mia settimana tipo - orario post lavorativo dalle 15:00 in avanti

Lunedì: ne parliamo dopo

Martedì: arrivo sotto casa verso le 15:50., salgo per assicurarmi che il Ric non stia dormendo... scendo, prendo il Nin a scuola, vado a comprare pane, latte e merenda, risalgo. Accompagno il Nin a Rugby per le 17:50. Torno a casa x "far presenza" ed assicurarmi che il Ric studi. Bucato, lavastoviglie, aspirapolvere. Riprendo il Nin al Rugby. Preparo la cena. Ceniamo verso le 20.00, il Ric è agli allenamenti e fa il secondo turno verso le 21:20.

Mercoledì: arrivo sotto casa verso le 15:50., salgo per assicurarmi che il Ric non stia dormendo... scendo, prendo il Nin a scuola, vado a comprare pane, latte e merenda, risalgo. Accompagno il Nin e un amichetto alla scuola di circo per le 17:40. li mollo., faccio la spesa, vado a casa, mollo la spesa, torno a prenderli. preparo e cena verso le 20.00 Varie ed eventuali. (il mercole è il giorno delle riunioni scolastiche ieri infatti invece della spesa sono andata al liceo)

Giovedì: come il martedì pari pari, + spesa se il mercoledì c'è stata riunione a scuola.

Venerdì: arrivo sotto casa verso le 15:50., salgo per assicurarmi che il Ric non stia dormendo... scendo, prendo il Nin a scuola, vado a comprare pane, latte e merenda, risalgo, accompagno il Ric alla scuola di circo verso le 17:30. Approfitto per qualche commissione (comprare quaderno, ritirare in tintoria, cazzo mi son dimenticata i pan di stelle nella spesa di mercoledì... cose del genere) Attendiamo Ric per cena - normalmente lo prende il GG dopo il Circo - verso le 20.00 Se non c'è il GG, mi carico il Nin in macchina e vado a prendere il Ric.

Sabato: mattina pulizie e compiti del Nin. Ric è ascuola. Pomeriggio normalmente torneo di rugby

Domenica: è domenica.

In questo bel casino, lunedì - unico giorno completaente senza sport -  un compagno del Nin lo ha invitato a giocare a casa sua nel pomeriggio. Così quando sono andata a prenderlo ho detto "ehi lunedì prossimo vieni tu da noi eh?" e lui ha naturalmente accettato con entusiasmo. Ieri la cosa è saltata fuori con un altro compagno (che supplica sempre per poter venire a casa nostra....) e così ho invitato anche lui. Quanto ci scommettete che diventa una abitudine? Quindi:

Lunedì: Il Nin + 2 compagni scatenati dentro casa a giocare con la play (se mi dice bene) mentre io girello per casa riordinando modello casalinga disperata e, come sempre, comparendo a spot (e a piedi nudi per l'effetto sorpresa)  in camera del Ric per assicurarmi il suo impegno scolastico.

In tutto ciò ho le deleghe per prendere due compagni del Nin a scuola, sono rappresentante di classe sia alle elementari che al liceo e assistente della squadra di rugby.

Ricordarmi di tutto è un'utopia.

Mi sa che mi sono presa un po' troppi impegni quest'anno.





venerdì 20 novembre 2015

INCIDENTE


Oggi è successa una di quelle cose che ti cambiano tutte le prospettive.

Abbiamo appena ricevuto la notizia che il marito di una mia collega ha avuto un grave incidente di moto, e non ce l'ha fatta. Io non lo conoscevo, ma la mia collega ha circa 35 anni, quindi suppongo che anche lui non fosse molto più grande.

Siamo tutti sconvolti.

Non riesco a smettere di pensare a lei, vedova.
Vedova ha un sapore così definitivo, così permanente... una cosa che sarai per sempre.
Puoi superare il momento, puoi rifarti una vita col tempo, ma quella cosa lì non la cancellerai mai.
Una vedova di 35 anni.
Come si vive con un dolore così?
Come si sopravvive?
Insieme da una vita, come me e il GG, e da un secondo all'altro, tutto finito.

Lo so che si dicono sempre queste cose in simili circostanze, ma davvero... non ci sono parole.

Non ci sono parole.

giovedì 12 novembre 2015

DI RETICENZA E CALCI NEL DIDIETRO


Come dicevo nel precedente post, il Ric è brillante, ma pigro.
Pigro è un termine veloce e generico, in realtà lui ha una sorta di reticenza inizale a fare le cose. E' un "conservatore" nel senso che preferisce mantenere lo status quo piuttosto che cambiare.

Ad esempio... quest'anno in vacanza la prima mattina c'era la presentazione dello Yung Club, l'animazione specifica per la sua età. Abbiamo scelto quel villaggio apposta. La sua reazione è stata "si beh magari ci vado domani, oggi vengo con voi in spiaggia".  Ce l'ho spedito a solenni pedate, e naturalmente dopo 10 minuti era talmente soddisfatto che le sue vacanze sono andate molto più che bene

Orbene, sono ormai.. dunque.... 10 anni che Ric pratica con successo il Judo. E' cintura marrone, mi dicono essere piuttosto dotato (io nonostante gli anni ancora non ci capisco granchè). Purtroppo la sua palestra non partecipa alle gare. Il Ric ne è sempre stato seccato, abbiamo provato a chiedere, a capire, ma niente. Se vuol fare le gare, l'unica è cambiare palestra. Così lo scorso giugno mi sono data un'occhiata in giro e ho trovato una palestra non troppo lontana da casa (quella attuale è a 3 minuti a piedi....) che sembrerebbe fare al caso, ho contattato il responsabile il quale ha invitato il Ric per una prova. Prova che a giugno non ha fatto, con la fine della scuola un po' tirata e l'inizio dell'attività di animatore non ce n'è stato il tempo. A luglio ormai era luglio, cosa vuoi, vacanze inoltrate, il Judo era archiviato fino a settemnre. A settembre nemmeno, no dai, ma poi vediamo, insomma....

Memore di tutto ciò e dei concetti espressi nel post precedente  - a riguardo dei sogni e della pigrizia  -  ieri sera ho dato il via alla seguente conversazione:

- Ric allora, ma la palestra nuova che volevamo andare a vedere?
- ehhh.... mamma... insomma..........
- dai, domani scrivo al tipo, e gli dico che martedì ti porto a provare
- (ridacchia) no vabbè dai, aspetta un attimo.... ci penso.....
- ci pensi? e a cosa devi pensare??? è una lezione di prova Ric, non è che ti legano. Gli scrivo.
- no dai, ci penso un attimo
- ma quale problema c'è Ric?? buttati no?? E' solo una lezione di prova, si chiama di prova apposta, non è che te li sposi!! Non succede niente non sei costretto a niente, dai buttati, buttati insomma!!
- eh... ma... veramente....
- Sentimi bene un po', ragazzino. Ti ricordi quest'estate che non volevi andare allo Yung e ti ci ho dovuto mandare a pedate, e poi alla fine non volevi più venire via?
- (ridacchia di nuovo) si si ....
- ecco ma me lo spieghi che problema c'è? Cos'è, sei timido?
- ehmm no non direi, no
- e allora?
- mah... non saprei.......
- Io non capisco Ric, questa resistenza passiva inutile. Facciamo così. Io propongo. Poi se mi accorgo che per qualche motivo non vuoi buttarti, decido io e ti ci butto a calci in culo. OK? Domani gli scrivo.
- ehmm.... ok.........

E mo' vediamo!





mercoledì 11 novembre 2015

LA VIA LUNGA - o di conversazioni col Ric

Beh... alla fine ho scelto la via lunga.


Purtroppo- o per fortuna - il Ric è un ragazzo molto difficile da punire. Sempre stato.
Esce solo nel we, durante la settimana sta a casa sia i pomeriggi che le sere. Ieri era martedì e togliergli la prossima uscita avrebbe significato rimandare la punizione fino a sabato, e  mi pare stupido.  Fa sport, tre allenamenti a settimana, ma quello non l'ho mai usato come punizione perché al di la di tutto, è salute e non mi pare adeguato toglierlo. Della PS gli frega il giusto. Potrei sequestrare chitarra e telefono, ma a che pro? Sono sempre stata convinta che la punizione debba avere una attinenza con il "reato".


Quanto alle pittoresche idee di Vedetta...... :-)
Interessanti, amico mio, ma quanto ai capelli ahimè li ha tagliati due giorni fa e ora che gli ricrescono passano almeno 3 settimane. Un po' in là. Come faccio a Natale a dirgli "no non ti do i soldi per il barbiere, perché a novembre hai preso 4 in storia"?? E comunque la maggior parte delle volte glie li taglia il GG. Quanto ai vestiti... stai davvero suggerendo che io spenda uno stipendio per comprargli un guardaroba da sfigato??? :-D Punisco anche me stessa!!! Peraltro i suoi vestiti sono molto adeguati, jeans, maglietta, felpa. Nulla di particolare.


Così mi ero preparata un bel discorsone sulla responsabilità ed il senso del dovere, tutto preciso e puntuale. Mi sono seduta sul suo letto (lui studiava alacremente) con tutta la calma possibile e l'ho approcciato dicendo semplicemente "parliamo del problema?"


Beh, mi ha spiazzato.
Prima di tutto ammettendo di non aver studiato.
Ero preparata a ribattere colpo su colpo prima di cominciare a fare il mio pezzo, e invece niente, candido come la "dolce Candy" ha ammesso la sua colpa. Onesto o furbo?? Comunque sia, questo ha svoltato parecchio il discorso. Gli ho chiesto come mai non avesse studiato, ovvero, se sa che deve studiare e sa che non lo ha fatto, perché ha aspettato la conferma di un voto molto brutto prima di rimettersi in riga. E li è cominciato tutto un altro discorso diverso che non mi aspettavo di dover fare.


In sostanza mi ha detto che fa fatica a studiare - specialmente alcune materie che non gli piacciono come storia, geografia, arte - perché gli sembra di studiare per nulla. Il liceo, mi dice, è troppo teorico, non ti insegna niente di vero, niente di pratico. E' una scuola inutile. Bene, gli ho chiesto, vuoi cambiare? Dice di no, ormai no, ma se scegliesse oggi farebbe una scelta diversa. Sceglierebbe un istituto tecnico. Benissimo, allora dimmi quale istituto tecnico sceglieresti.


E li è cascato l'asino.


Perché la verità è che Riccardo purtroppo non ha una "passione" vera.
Ci sono amici suoi che adorano smanettare con viti bulloni e chiavi a brugola da quando avevano 7 anni, per loro la scelta di un istituto tecnico meccanico è stata facile. Altri che a 9 anni erano già dei provetti hacker, e per questi l'informatico è stata scelta obbligata. Ma lui? Lui non sa cosa vuole fare, non sa cosa gli piace non ha una direzione. Non ha un obiettivo vero, uno scopo, un fine. E per questo motivo ritiene inutile quello che sta facendo.


Certo, gli piace il judo, gli piace fare l'acrobata.
Ma farne un mestiere?


Così è diventato un discorso motivazionale.
Gli ho parlato dell'apertura mentale e dell'elasticità che il liceo dona, dicendogli che anche se non ti insegna a fare nulla di pratico, la cultura non è mai inutile, e che ti consente di capire meglio il mondo che ti circonda. Gli ho detto che le equazioni di secondo grado magari nella vita reale non le userà mai più , ma che capirle e risolvere lo aiuta ad avere una certa attitudine mentale, a ragionare, e che se non si rende conto di questo è perché gli viene già naturale farlo, gli appartiene già.


E ha dovuto ammettere che la differenza tra se stesso e alcuni individui-caprone del quartiere, la percepisce già molto distintamente.


L'ho esortato a pensare davvero attentamente a quello che gli piacerebbe fare, a cercare un obiettivo, qualcosa che lo appassioni. Gli ho detto che mi dispiace vederlo spesso stravaccato sul letto ed interessato solo ai video di youtube (è l'età , va bene, ma....) e che alla sua età bisognerebbe avere un sogno, bisognerebbe "aggredire" la vita come un leone e non lasciarsela passare addosso.


Mi ha risposto che gli piacerebbe molto essere quel tipo di persona, ma che non lo è.
Allora gli ho detto che ci vuole un po' di impegno nelle cose, che le cose non "succedono" semplicemente da sole. Così come con le ragazze, se te ne piace una non è che puoi star li a aspettare che lei arrivi a dirti "piacere, mi chiamo....". Devi creare le occasioni, le passi davanti una volta o due, le raccogli un fazzoletto che cade, ti presenti, poi magari le offri un caffè.........  allo stesso modo difficilmente la passione della tua vita ti salterà in braccio dal nulla. Bisogna cercarla.


Mi ha detto che avere un sogno "non usa", che nessuno dei suoi amici ce l'ha.
Al massimo c'è qualcuno che sa quale tipo di lavoro vorrebbe fare in futuro, ma sognare??
Sognare in grande?
Anche no.
Mi si è accapponata la pelle.


Abbiamo parlato della pigrizia - Riccardo è curioso ma pigro - abbiamo parlato della sperimentazione, gli ho detto che se non ha ancora trovato qualcosa che lo appassioni davvero, che continui a cercare, a provare, a sperimentare. E come mi aiuterebbe questo a studiare storia? mi ha chiesto. Ti aiuterebbe, gli ho risposto, perché a quel punto storia sarebbe un passo verso l'obiettivo, e non più solo una pagina sterile di roba inutile che ti costringono a mandare a memoria.


E siccome mi pareva un bel po' scoraggiato, gli ho suggerito, se proprio non riesce ancora ad avere un obiettivo a lungo termine (onestamente, io non l'avevo alla sua età... ed infatti faccio un lavoro che non mi piace) di darsi un obiettivo a breve. Giugno. La promozione a giugno. Questo è un primo obiettivo. Piccoli passi. La promozione a giugno si costruisce a partire da ora, fin dal primo giorno di scuola. Se sei d'accordo che questo sia un obiettivo, allora lavora per questo. Lavora per passare della vacanze serene.


Abbiamo convenuto almeno su questo.
Ha promesso che si metterà a studiare con maggiore impegno, e naturalmente sembrava il più sincero dei giovanotti.


Io sinceramente sono un po' preoccupata, perché alla sua età essere già scoraggiati mi sembra davvero brutto. Riccardo ha un cervello di prim'ordine, sarebbe proprio un gran peccato che lo sprecasse. Ha tanti talenti, sa fare tante cose (e se ne rende conto anche lui), tante cose gli vengono facili ma nessuna di esse lo avvince davvero.


Peraltro noi non siamo di quei genitori che i figli "devono" diventare avvocati o dottori o ingegneri. Per me, se anche venisse a dirmi che vuol fare l'artista di strada, andrebbe benissimo. Basta che sia felice lui.


Forse è proprio questo il punto, forse è il fatto di dover decidere per sé che lo spiazza. Forse è ancora presto. Forse pretendo troppo. Forse se gli imponessi determinate cose, sbufferebbe ma alla fine le farebbe.


Invece la mia via, la via lunga che ho scelto,  passa per l'autodeterminazione, per la consapevolezza e spero di non sbagliare, di non volere l'impossibile.







martedì 10 novembre 2015

DI MESSAGGI




WAP di stamattina del Ric

Ehi
Ti voglio Bene
Ho preso 4 in storia
Ricordati la merenda quando torni

Primo pensiero: lo ammazzo.
Secondo pensiero: lo ammazzo e lo brucio
Terzo pensiero: lo ammazzo lo brucio e lo butto nell'umido.

Mia risposta: sono lieta che la cosa non ti faccia perdere l'appetito.

Ho ancora 4 ore e 20 minuti per capire cosa dirgli quando lo vedo.





venerdì 6 novembre 2015

NON E' COLPA MIA...


è che mi hanno disegnata così......

il post di oggi è di nuovo sull' Arcobaleno
(e sto valutando se copiarlo anche su VMA)

giovedì 5 novembre 2015

TIENIMI VICINO MAMMA



Questo post partecipa all' #tienimivicinomamma delle #Stormoms


Quando nacque il mio primo figlio io ero giovane.
Oddio, non giovanissima, ma giovane diciamo per la media attuale.
Anche se non ero completamente priva di esperienza, comunque  sentivo che l'esperienza che stavo per/ stavo vivendo era qualcosa di completamente diverso ed "altro" da qualsiasi altra cosa io avessi sperimentato fino a quel momento.


Non vedevo l'ora di tenere in braccio il mio bimbo, ero un po' intimorita dall'enormità del compito ma confidavo che il mio istinto mi sarebbe venuto in aiuto.


In ospedale io come tutte non vedevamo l'ora che ci portassero i bambini per coccolarli, abbracciarli, riscaldarli, nutrirli, annusarli, solleticarli.. arli... arli... arli.... ma c'era un'infermiera della nursery che mirava a impedircelo.


"Non dovete prenderli in braccio" - ci diceva perentoria - "dovete lasciarli dormire nella loro culla perché poi si abituano e vogliono stare in braccio anche di notte"


Noi ci guardavamo stranite, ma in camera eravamo tutte primipare e dopo tutto il terrorismo psicologico che nei 9 precedenti mesi avevamo subito circa le notti brave dei neonati che scambiano il giorno per la notte, capite....... ci adeguavamo alle istruzioni.


Per fortuna la permanenza in ospedale dura solo pochi giorni.


Non ci ho messo molto, una volta tornata a casa, a capire l'assurdità della pretesa di quell'infermiera.
Un bambino ha estremo bisogno di contatto di pelle-a-pelle, di calore, di sentire un cuore che batte.
Un bambino non ha bisogno di imparare a stare buono nel suo letto.... o quantomeno non nelle prime 48 ore della sua vita! Un bambino ha bisogno di imparare che è amato. E' questa la cosa più importante che insegnamo loro in quelle meravigliose prime settimane con noi.


Li stringiamo (delicatamente...) li guardiamo negli occhi e ci lasciamo guardare, conoscere, annusare. Li accarezziamo e ci godiamo beatamente tutte le loro smorfiette, bausciatine, ciucciatine di guancia e collo, e così costruiamo insieme a loro un castello meraviglioso fatto di tutte le nostre emozioni, che saranno la base, il pilastro, le fondamenta di tutto il nostro futuro.


Così al diavolo l'infermiera Rottermehier, ho adottato il metodo opposto - e col secondo figlio probabilmente l'ho adottato in maniera anche più massiccia!  Il mio bel topino era sempre con me, andavamo a spasso col marsupio anche per ore e ore, fino a quando la mia schiena ha retto.... ci siamo fatti delle fantastiche dormite sul divano, con lui spalmato completamente addosso a me, bocca aperta e bolla al naso tipo cartoni giapponesi che non ci avrebbero svegliati nemmeno le  bombe (e questa abitudine il furbetto l'ha mantenuta in età più avanzata col papà... pisolini pomeridiani della durata di un sonno notturno... #tienimivicinopapà!!!)... ho sempre accolto i figlioli nel lettone di buon grado secondo necessità dopo un brutto sogno, durante un temporale o semplicemente quando nel lettino comparivano delle spine tremende che proprio no no no non si riusciva ad addormentarsi con quel fastidio improvviso che spuntava dal materasso.. dai mamma... lettone, posso??? Ma certo che puoi,  al diavolo tutto. I cartoni non si guardavano se non abbracciati sul divano, la nanna non si faceva se non dopo una sana sessione di coccole e lettura, il sole non si prendeva se non di schiena abbandonati sulla mamma (che infatti aveva sempre la pancia bianca...)


Ho cominciato a fregarmene di chi diceva che "li viziavo troppo", perché i vizi secondo me, quelli davvero dannosi,  sono altri. Sono il dire di si a tutto, il comprare tutto quello che chiedono, il non porre regole.  Non sono certo gli abbracci le carezze le coccole. Tenerli il più possibile con se non è un vizio è una meravigliosa esperienza che aiuta a crescere, e non solo i figlioli....


Il mio motto da allora è stato "io intanto lo vizio, poi casomai quando cresce i vizi li toglieremo"
E così è stato davvero e non posso spiegarvi quanto sono stata felice di aver capito questa cosa nonostante i tanti pareri contrari.


A quella infermiera, se la incontrassi oggi, vorrei dire....... mia cara, cambia lavoro. sono sicura che sei una persona bravissima e degnissima, ma cambia lavoro perché tu derubi le mamme dei primi momenti di magia insieme ai loro bambini. Tu purtroppo credi di fare il bene, ma non lo fai, tu privi dei neonati del contatto di cui hanno bisogno e le mamme della gioia infinita di tenere vicino il proprio bimbo non solo nei momenti di necessità (tipo allattamento) ma anche quando non serve, quando lo si fa solo perché è bello.


I miei figli ad oggi sono/sono stati entrambi dei coccoloni.
Oddio il Ric ormai ha 15 anni, quindi il termine "coccolone" va preso con le pinze....  ma lo è stato di sicuro a lungo. Il Nin non vi sto a dire, un idillio continuo di baci abbracci e carezze e paroline dolci.


E io penso che arriverà un giorno in cui dovremo lanciare l' #tienimivicinofigliomio e in quel momento, magari i ricordi felici che abbiamo costruito con loro tenendoli vicini riaffioreranno e renderanno la vita più bella e piacevole e gioiosa e serena.









mercoledì 4 novembre 2015

ARCOBALENO





il post di oggi è sull' Arcobaleno
Seguite il link per favore e lasciatemi la vostra opinione..
di la, magari... :-)

martedì 3 novembre 2015

LEZIONI DI SESSO

In ufficio da me sono una tra le più vecchie.
Sia come età, sia come anzianità di servizio, essendo arrivata nel 2001 quando l'azienda esisteva da solo sei mesi.


Al momento svolgo la mia preziosa opera professionale (!) in un reparto composto da ragazzi e ragazze che hanno tutti almeno una decina d'anni meno di me, nessuno sposato, nessuno con figli.


Appena la responsabile esce, vi lascio immaginare il tenore della conversazione tra i 5 maschioni alfa dell'ufficio.


La cosa buffa è che alcuni dei miei attuali colleghi li ho assunti io nel mio periodo "responsabile del personale" (in 15 anni ho fatto di tutto qui dentro tranne la contabilità e le pulizie!) e un po' questo un po' che sono più vecchietta, ogni tanto quando proprio sforano di brutto coi concetti e il linguaggio, saettano occhiate nella mia direzione con aria colpevole, come se fossi la maestra che sta per bacchettarli sulle dita. "oh, ragazzi, occhio che la Puffola ci ascolta!"


Scherzano, ovviamente, ma solo al 98%.....


Insomma com'è come non è ieri l'argomento era il solito, parlavano di non so più quale collega che secondo loro "è una che si fa legare" e robe del genere quando non mi ricordo per qual ragione sono intervenuta nella conversazione e ho inopinatamente dichiarato di essere monogama da quasi 25 anni.


E qui ho scatenato nell'ordine:
- ohhh e aaahhh di sorpresa
- occhi buttati all'indietro
- bava alla bocca
- convulsioni e crisi epilettiche
- un brutto caso di alluce valgo
- due rush cutanei pruriginosi
- alopecia e piorrea fulminanti.


Dopo vari sguardi allucinati della serie "ma come cazzo fai" e una domanda molto precisa del tipo "ma tu proprio... mai mai mai??" ho ancor più inopinatamente fatto presente agli sbarbati presenti che quando si sta con la stessa persona per tanto tempo, un po' di fantasia è d'obbligo, per mantenere vivace il rapporto che altrimenti dopo tanti anni... diventa du' palle!


Bum. E' stata la fine.
Sono comparsi fogli e matite per appunti e sguardi intenti ed interessati pronti a cogliere l'illuminato insegnamento della MILF. Sono stata salvata dalla campanella (responsabile rientrato) dal rivelare tutti i miei segreti di natura erotica, ma uno dei colleghi ci ha tenuto a specificare che mi avrebbero aspettato al varco oggi... che preparassi la lezione.



venerdì 30 ottobre 2015

GIACOMO GIACOMO!

Il commento della PAT al post precedente mi ha fatto venire in mente alcune cose della mia infanzia che mi piace rievocare.


Quando avevo attorno ai 4-5 anni, avevamo una casa di villeggiatura in montagna (dove anni dopo avrei conosciuto il GG). Ci andavamo con i miei nonni, che c'erano ancora tutti e due. Al pomeriggio i nonni facevano un riposino e anche mia mamma evidentemente andava in camera a leggere perché io ho questo ricordo di me e mio papà soli in una sala silenziosa, seduti in poltrona a sfogliare dei libri.


Questi libri erano delle miniature secondo me anche pregiate, della Divina Commedia, delle opere di Leopardi e di Giuseppe Giusti che era il poeta preferito da mio nonno. I libri erano suoi, e sono tutt'ora in mio possesso.


La Divina Commedia era illustrata quindi partendo dalle illustrazioni, mio papà mi raccontava tutta la storia di questo Dante che scendeva per visitare gli inferi, e incontrava prima uno strano barcaiolo, poi un tizio con
una lunga coda, poi un fiume di anime avvinghiate ecc ecc ecc e per me erano le più straordinarie storie che potessero esistere. E perché questi qui hanno le ali come i pipistrelli? E perché questi due leggono un libro? E che libro è? E perché sono all'inferno se non facevano che leggere? E come mi piaceva arrivare a Lucifero! Questo enorme demonio orripilante che masticava della gente come se fosse chewing gum! E lì capivo, certo che capivo perché tutti i demoni erano alati! Ma è ovvio, no, perché prima erano angeli, ma poi sono caduti e le loro belle ali  bianche sono diventate così!


Una volta esaurito Dante, si passava a Leopardi.


Ah! Giacomo. Il mio primo amore. Mio papà mi raccontava la sua vita, che era cagionevole, molto intelligente, studiava tanto... e io mi immaginavo questo ragazzo macilento, triste, pallido, chinato sulle sue sudate carte a scrivere o studiare a lume di candela, e me lo immaginavo addormentato con la testa sui fogli, la candela che si andava consumando, con una coperta sulla schiena malata e mezza deforme. E le pene e i patimenti, oh povero Giacomo, innamorato di una ragazza che non lo voleva! E lui lo stesso studiava, leggeva, scriveva poesie per lei, instancabilmente, indefessamente.
Quanto mi piaceva!


E così un giorno, dalla località dove passavamo le vacanze nelle Marche, i miei decisero di portarmi a visitare la casa di Recanati. Oh gioia, gaudio, tripudio!!!!! Estasi, esaltazione!!!


Arriviamo per la visita e ci accoglie un tipo arcigno, che si presenta come la nostra guida.
Alto, impeccabilmente vestito, con ogni evidenza portava un manico di scopa infilato nel... perché altrimenti non ci sarebbe stato modo di essere così rigido ed impettito. Ci accompagna nella parte inferiore della villa, le stanze in cui il Poeta studiava.


Mi guardava strano, forse non era abituato ad avere bambini nel suo seguito. Io ero tutta un ohhhh e ahhhhh e uhhhhh. Mi aggiravo curiosa, non ascoltavo le sue spiegazioni lo precedevo sotto il suo sguardo assassino....... fino al momento in cui agli sguardi stavano per seguire i fatti quando vedendo un mezzobusto
del mio adorato mi ci sono slanciata contro abbracciandolo e urlando "Giacomo, Giacomo".  Ma questo non è stato nulla. Vi devo raccontare la mia reazione davanti alla coperta, alla VERA coperta con la quale il VERO Giacomo si copriva le spalle quando studiava di notte alla sua VERA scrivania con la VERA candela che si consumava??? Ero in paradiso!


Questo entusiasmo non mi ha più abbandonato.
A scuola, quando tutti facevano finta di avere delle gravi patologie autoimmuni piuttosto che essere interrogati in poesia, io mettevo su due occhietti a forma di cuore e ascoltavo la prof rapita, ma rapita proprio, mentre parlava della sua poetica, delle sue fini metafore, degli elementi autobiografici nei suoi scritti. Silvia rimembri ancora? Che fai tu luna in ciel, dimmi, che fai silenziosa luna? E il naufragare? Oh beh, naturalmente... il naufragar m'è dolce in questo mare.










giovedì 29 ottobre 2015

BENTORNATO AUTUNNO

Ah, che meraviglia.

Ti svegli la mattina e quella bella nebbiolina pervade tutto l'aere, greve e plumbea...
Esci e una pioggerellina fine fine ti inumidisce piano piano fin dentro il midollo...
Un bel venticello frizzantino ti tiene sveglio, tagliandoti la faccia e screpolandoti le labbra...
L'aria umida ti ricorda che possiedi una gola e delle corde vocali, irritandotele entrambe a morte....
Al pomeriggio, un'atmosfera meravigliosamente romantica cala (come una mannaia) già verso le 17, quandoè praticamente già notte fonda...
E come si dorme meglio nelle notti buie buie, quando la luna è offuscata dalle nuvole e non ti infastidisce con il suo irritante splendore....
E quelle meravigliose domeniche sonnolente, fredde e piovose, quando finalmente puoi stenderti sul divano e spaccarti i cogl goderti un meritato relax casalingo per tutto lo stramaledettissimo pomeriggio mentre i figlioli isterici urlano e il marito ronfa come un toro....

.... ma vaffanculo, va.



martedì 27 ottobre 2015

lunedì 26 ottobre 2015

SABATO POMERIGGIO

Verso le 16
il Ric ballonzola per casa sfaccendato.

- Ric, che fai esci?
- Mmmh no, esco stasera, oggi pomeriggio studio.
- Come! ma è sabato, c'è il sole, possibile che non trovi di meglio che lombricare in casa? su esci, vai! trovati qualcosa da fare, chiama qualche amico e vai fuori che si sta benissimo!
- Ma... ma... ma....
- Ma che ma e ma! Non si può ciondolare per casa a questo modo alla tua età!
- Io dico studio e tu dici esci??? Che mamma!!!


Ghign ghign ghign
Mi piace destabilizzarlo ogni tanto



giovedì 22 ottobre 2015

DISCORSO CON L'ADOLESCENTE

Mio caro figliolo adolescente,
ci sono alcune cose sulle quali dobbiamo capirci.
Innanzitutto io non posso concederti permessi se non sono al 100% certa senza ombra di dubbio che nemmeno una giuria americana dei telefilm che tu non ne abuserai. Ho bisogno di sapere che sei maturo e che sei responsabile. Se a casa fa il cazzone, non ti fai il letto nemmeno quando te lo chiedo, i tuoi vestiti sono tutti sparsi in giro, il tuo armadio è la guerra atomica, la tua scrivania quella nucleare, studi una volta si e una no, dimentichi le cose e non onori gli impegni scolastici, come posso io essere certa che il tuo grado di maturità sia sufficiente a consesntirti di fare cose PERICOLOSE senza metterti inutilmente a rischio?  

Quali cosa pericolose!

Andare a ballare dove gira alcol fumo droga e pasticche è PERICOLOSO amor mio, esistono rischi per la tua stessa vita.

Ma cosa c'entra con il letto fatto e l'armadio! E' tutto un'altro livello. 

Concordo. Concordo perchè è la stessa obiezione che facevo io ai miei quando mi facevano questo tipo di discorso. Ma, Ric mio adorato, una persona o è responsabile o non lo è, in ogni ambito. Se fai una cazzata da irresponsabile a scuola, la cosa peggiore che ti può capitare è che prendi un votaccio, e vabbè. Lo rimedi. Se fai una cazzata da immaturo a judo, la cosa peggiore che ti può capitare è che passi di cintura 6 mesi più tardi. Se fai una cazzata con una pasticca, Ric, rischi di morire. Morire, capisci?? No per finta, sul serio.

Mamma ma lo so, le so queste cose, credimi! 

Sono certa che le sai. Anche il ragazzino che c'è restato secco quest'estate al Cocoricò sono certa che le sapesse. E anche la sua mamma, sono sicura che fosse certa che lui sapesse tutto. Però ora lo piange su una tomba. Io non posso rischiare Ric di ritrovarmi a piangere sulla tua tomba. Non esiste, non posso minimamente correre un simile rischio perchè è troppo grande. So che non lo faresti mai coscientemente. Ma ci sono mille modi. Magari arriva qualcuno che conosci, ti dice che la pasticca non è niente, che è solo caffeina, per stare svegli, ma magari non è vero e nemmeno chi te la propone sa veramente cosa sia. Magari hai bevuto uno (o due...)  gin lemon (grrr) e la tua capacità di giudizio è leggermente offuscata, quel tanto che basta da credere che sia solo caffeina. E sei fottuto. Fottuto Ric. Capisci?

Si, capisco il tuo punto di vista. 

Grazie. E visto che siamo qui, ti dico che mi aspetto un comportamento più responsabile e più maturo in ogni ambito, se vuoi essere trattato da adulto devi  comportarti come tale.

Si vabbè ma non mi devi stare così addosso!

Ti sto addosso? Ok su cosa ti sto troppo addosso??

L'armadio. La scrivania. La roba è mia e me la gestisco come mi pare.

Mi sembra un'ottima cosa. Ma se vuoi gestirti come pare a te, allora devi gestire tutto. Non è che io compro, lavo e stiro e questo va bene, e poi tu ti gestisci come ti pare il disordine estremo in cui molli la roba. Se vuoi che tenga il naso definitivamente fuori dai tuoi armadi, allora ti compri ti lavi e ti stiri i vestiti. Altrimenti non funziona, troppo comodo.

mgrffprpffrrgrmmmmh

Quanto alla scuola......... oggi hai preso 4 in itlaliano!!!!

Si ma tanto non fa media

Questa risposta mi dimostra che non sei ancora maturo e consapevole. Chissenefrega se non fa media. Qui non stiamo parlando della tua media scolastica, qui parliamo del tuo livello di responsabilità. Il punto è che avevi un compito da svolgere e lo hai fatto male. E' il tuo lavoro Ric, il tuo mestiere ancora per qualche anno. Devi rassegnarti che la vita dello studente è questa. Arrivi a casa, mangi, cazzeggi un'ora e dalle 3 alle 7 stai sui libri. Punto. Io pensavo che avessi imparato la lezione. Ti ricordi gli esami di terza media??? Eri sicuro che non potevi prendere più di sette, ma ti sei messo sotto e alla fine hai meritato un gran bel 9. L'anno scorso hai cazzeggiato da gennaio a marzo, e ad aprile avevi 4 materie insufficienti. Ti sei messo sotto e alla fine sei passato senza debiti. La lezione è semplice: cazzeggi, vai male. Ti impegni, i risultati arrivano. Come mai nonostante tu abbia avuto abbondanti prove di questo semplicissimo fatto, ancora non ti comporti di conseguenza?

Eh... fare il cazzone è più facile....

Oh si, infinitamente, lo capisco benissimo. Ciò nonostante, esiste una cosa chiamata "senso del dovere" che le persone mature hanno. Sono sicura che stare 3-4 ore sui libri sia una rottura per te, ma devi farlo perchè è il tuo dovere. E considera anche che se comincerai a comportarti meglio, la tua vita sarà infinitamente più semplice in moltissimi modi. Avrai meno problemi a scuola, sarai più tranquillo, io sarò infinitamente più di buonumore e i tuoi problemi ad uscire, andare, fare, brigare si ridurranno drasticamente. Mettimi alla prova quanto a questo. Tutto ciò detto Ric, spero che tu capisca perchè tuo padre ed io abbiamo deciso che NON andrai alla festa di Halloween.

Ma... ma..... ma....

Niente ma. Mi spiace. E' questione di maturità. E' questione di capire che come ti comporti è scelta tua, ma ogni comportamento ha delle conseguenze. Non è che la cosa mi piaccia, non sono contenta di tenerti a casa. Non sono il tipo. Hai mai avuto l'impressione che fossi una mamma cui piace avere i figli attaccati alla gonnella?

No... quello no...

Infatti, non lo sono. Sono più che felice di vederti crescere. Ma l'anno scorso ho lasciato correre, quest'anno  non lo farò più. Non puoi pensare di fare il lavativo e passarla liscia.

Posso farti cambiare idea in qualche modo?

Puoi provarci. Io apprezzerò moltissimo il tentativo, ma non posso prometterti che ci riuscirai.



lunedì 19 ottobre 2015

DI GEOGRAFIA



Sabato, torneo di Rugby under 10
Il Nin esaltato dalla prima vittoria si avvicina agli spalti.


- Mamma, adesso giochiamo con il Calmine.
- Dalimine, amore, non Calmine
- Ahh, si scusa, sai non sono tanto pratico con questi nomi stranieri...


Sic.



DI TRAVESTIMENTI





- Ric, poi ci sarebbe un'altra cosa che mi perplime per questa festa di Halloween


- (sguardo esasperato) E quaaaaale sarebbe?


- Sei conscio e consapevole che si tratta di una festa in costume?


- (sguardo depresso) Si, me l'hanno detto :-(


- Quindi?


- Beh avevo pensato a quei denti da Dracula... ma poi sono scomodi.... metti che ci sia da limonare.....




Eccerto.

venerdì 16 ottobre 2015

HALLOWEEN FESTIVAL 2 - AHAHAHAHAHAHAH POVERO.



Siccome Ric mi aveva detto che alcuni suoi amici di scuola sarebbero sicuramente andati a questa festa, un paio di giorni fa ho mandato un messaggio al gruppo dei genitori della classe per chiedere chi come dove cosa quando. E se avessero qualche info in più rispetto alle due mezze parole che Ric mi aveva detto inizialmente (in seguito è stato più ciarliero)


2 minuti fa mi giunge il seguente wap dal suddetto adolescente


Mamma! ma che cazzo hai scritto nel gruppo della scuola???


Gli rispondo seraficamente che avevo solo chiesto chi dei loro figlioli fosse previsto che partecipasse e se qualcuno avesse qualche informazione da condividere


Risposta: Ma ce la fai?


Bello mio, rispondo, se vuoi andare ti adegui al fatto che io voglio essere informata.
Legittimo vi pare?


Ora salta fuori che i genitori, o i compagni, o entrambi, avevano capito che Ric mi stesse raccontando un mucchio di balle, che mi avesse detto che stavano organizzando di andarci con tutta la classe tipo gita scolastica. I compagni sono andati da Ric oggi a chiedergli quali invenzioni mi avesse propinato. (non avevo previsto questo risvolto).


Se ti servono informazioni per favore chiedi a me
e non farmi fare figure del cazzo


Turpiloquio a parte, anche questo mi sembra legittimo.


Rispondo: va bene, ma le info devono essere precise esaustive e verificabili. Non due mezze parole dette all'ultimo minuto condite da "guarda il sito dell'evento" Se tu farai la tua parte io farò la mia. Abbiamo un accordo?


Risposta: Siamo d'accordo.


Morale: forse andrà alla sua festa ma gli gireranno tutti al largo dopo questa figuraccia!
Gli ho rovinato la reputazione.
Poveretto.

HALLOWEEN FESTIVAL





Ecco, l'evento è questo:


http://www.milanotoday.it/eventi/eastathe-market-sound-halloween-milano-31-ottobre.html


Ne parlano siti e testate giornalistiche.
Non è un "simil-rave" come io avevo pensato all'inizio, e non si svolge al Parco Lambro (per i non-milanesi, è un parco piuttosto famoso per lo spaccio) come mi era sembrato di capire.


E' una festa aperta a tutti, ma pare che ci saranno in maggior parte ragazzini (a giudicare dalla pagina FB)


Questo non significa che non girerà roba chimica.

Minchia che stress.

mercoledì 14 ottobre 2015

HALLOWEEN IS COMING



Lunedì pomeriggio:


- Ah, mamma... ti ho poi detto cosa faccio ad Halloween?
- (sguardo saettante) Prego?
- Ti ho poi detto cosa mi piacerebbe fare ad Halloween?
- Molto meglio. No, non me l'hai detto.
- Ahh c'è questa megafesta.. mi ha invitato C. All'aperto, ci sono 6 palchi con dj famosi, le giostre, una cosa fighissima. Ne parliamo da settimane!
(già mi piglia male)
- Uhm... e dove sarebbe questa megafesta?
- Boh, in un parco. dalle parti di Piola....


Rotelle in movimento. Una megafesta. All'aperto. Con 6 palchi con DJ famosi che suonano technohousecazziemazzi music. Al Parco Lambro. Praticamente un rave party. A 15 anni. MA NON CREDO PROPRIO


- Ric ma porcapaletta, ma questa festa è praticamente un rave!
- ehnm... ecco.... non è che io sappia molto bene cosa è un rave, ma in effetti.. ehm....
- Ma secondo te?? Una megafesta in mezzo al Parco Lambro, a sballarti bere e fumare?????
- No dai.. fumare no..... E poi scusa che differenza c'è tra questa festa e le altre feste a cui sono andato? (si riferisce a 2 feste in discoteca organizzate appositamente solo per studenti delle superiori)
- La quantità di fumo e alcol che gira, Ric!
- Ah be, ma guarda che roba ne girava anche alle altre.....
(.......)
- Guarda sono molto perplessa. Ne parlo con tuo padre e vediamo.
- Ma io gli ho detto di si 2 settimane fa...
- A tuo rischio e pericolo caro.


Ieri mattina


- Ah mamma, mi ha scritto C, mi ha preso il biglietto, per te non è un problema vero?
- Mi hai per caso sentito dire che puoi andare? Mi hai per caso sentito mentre ti davo il permesso? Certo che è un problema! Pagagli il biglietto, poi vediamo. Sappi che sono più che disposta a smenarci 25 euro!
- Eh ma.. no, dico.. però.. insomma.......
- Taci!


Il GG naturalmente è tutto meno che disponibile ad accordare questo permesso.
Ora bisogna dirglielo.
So già che si scatenerà la III guerra mondiale.


Anche perché l'alternativa è fare animazione in oratorio alla festa che organizzano per i ragazzini delle medie (caccia al tesoro, i santi hanno perso le chiavi del paradiso e vanno all'inferno a cercarle...)


Mi incazzerei anche io.

martedì 13 ottobre 2015

IL PIU' BEL PERSONAGGIO LETTERARIO MAI DESCRITTO

Mi arriva la richiesta di parlare di quale sia secondo me il più bel personaggio letterario mai scritto.
Oh beh. Vi assicuro che cercherò di non essere scontata :-)


Così d'acchito, uno pensa ai classici... Emily Bronte, Jane Austen... Boris Leonidovič , Ernest Hemingway... anche Margaret Mitchell magari... e invece no.


Troppo banale, via, la bellezza di personaggi come Lara o Elisabeth è stata fin troppo decantata. Così come i grandi autori italiani... l'infinita tossicità di Fosca,  la devozione di Jacopo Ortis (e del suo omologo tedesco)... L'inconsapevole intraprendenza di Renzo e la irritante purezza di Lucia....  no, no.


Non posso rinnegare me stessa e la mia sedicenne interiore che sta scalpitando come una puledra.


Per questo vi dico ed affermo - e vado in seguito ad argomentare - che il personaggio letterario più bello di sempre (a parte Ender Wiggin di cui ho già parlato) è... Severus Snape.


Oh yes.
Proprio lui, naso adunco, capello unto, mantello nero. Severus.


Esaminiamo il personaggio brevemente.


Figlio di sangue misto, madre maga e padre babbano ed ubriacone, il povero Severus è quello che chiameremmo uno sfigato fin da bambino. Per un puro caso attorno ai 10 anni incontra Lily Evans, nata babbana ma con evidenti poteri magici in erba. I due diventano amici, lui le svela l'esistenza del mondo dei maghi, e chiacchierando chiacchierando si innamora perdutamente di lei. Restano amici e ricevono la loro
lettera per Hogwarts insieme. E sul treno, ahimè, Lily conosce un giovane arrogante e talentuoso di nome  James.....  Lily e Severus rimangono amici per tutta la durata della scuola ma il povero Severus è vittima - in quanto sfigato - dei bulletti della scuola (James e Sirius). Lily inizialmente lo difende ma dopo la sua infatuazione per le arti oscure e la sua inclinazione ad appoggiare l'ambizioso e potente Tom Riddle, lo abbandona. I più sanno che crescendo James perderà la sua vena di arroganza, conquisterà il cuore di Lily e la sposerà; i due avranno un figlio di nome Harry.


In seguito a varie vicissitudini e incomprensioni, Severus sarà l'involontaria causa della morte di Lily.
Questo avvenimento segnerà tutta la sua vita seguente.


Dopo aver passato 10 anni - presumiamo - piangendo il suo amore perduto, Severus incontrerà nuovamente "gli occhi di Lily" quando Harry viene ammesso ad Hogwarts. Da questo momento la vita di Severus sarà un tormento ancora maggiore. Egli infatti detesta Harry con tutto se stesso a causa della sua somiglianza con
James... il personaggio è presentato in questo modo, perfido, pronto ad ogni occasione a dileggiare Harry, in certe circostanze addirittura sospettato di volerlo uccidere.


Ma la realtà è ben diversa.
Egli è al contrario il protettore di Harry, nascostamente ma costantemente lo preserva e lo difende, perché se è vero che il figlio assomiglia al padre... è altrettanto vero che egli ha gli occhi di sua madre. Gli occhi di Lily che Severus non vuole assolutamente vedersi spegnere nuovamente, a cui non può permettere di correre rischi anche a costo della sua propria vita.


Ci sono due scene descritte nei romanzi che esplicitano con pochissime frasi la natura tormentata di questo personaggio. La prima è un dialogo con Albus Dumbledore, in cui a seguito di una dichiarazione di Severus,
Albus gli chiede "ma come? Lily, ancora? dopo tutto questo tempo?" e Severus risponde semplicemente "Always". Sempre.


La seconda è la straziante scena della morte di Severus, che avviene in presenza di Harry.
Le ultime parole di Severus sono "look at me", guardami. Severus vuole morire con lo sguardo degli occhi di Lily nel suo sguardo. Devoto fino all'ultimo respiro.


Allo scopo di proteggere Harry (oltre che tutto il genere umano aggiungerei, ma sospetto che li avrebbe dati tutti allegramente in pasto ai cattivi per un solo altro minuto in compagnia di Lily) inoltre, Severus conduce una vita pericolosa e sul filo del rasoio. Egli infatti vivrà come un infiltrato tra i seguaci di Colui Che Non Deve Essere Nominato, arrivando ad essere il secondo in comando, facendo il doppio gioco e lavorando di fatto come un vero agente sotto copertura. Riuscendo ad ingannare tutti, incluso Voldemort, e dimostrando di essere quindi egli stesso - e non il suo famoso capo e l'ancor più famoso arcinemico - il mago più potente di tutti i tempi.


Ma lo fa senza che nessuno ne sappia nulla.
Soltanto una persona ne è al corrente, tutti gli altri lo odiano per il suo presunto voltafaccia, lo considerano un traditore ed un assassino. E lui sopporta tutto (tutto tranne esser chiamato vigliacco) silenziosamente, perché dentro di se, nella sua anima, sa che deve espiare il più grave peccato che possa esistere: la morte dell'unica donna che abbia mai amato.


Severus di fatto ha dedicato tutta la sua vita ad un ragazzino che odia, per il solo fatto di essere figlio di una donna che non è mai stata sua. E lo ha fatto senza averne alcuna ricompensa, ma anzi ricevendone in cambio solamente odio e disprezzo. Ha sopportato dolore e tormenti inimmaginabili, e nonostante questo il suo amore, l'amore per Lily, è rimasto incontaminato dentro di lui, è sopravvissuto per decenni nonostante la consapevolezza che lei aveva scelto di amare un altro.


Un amore infinito. Always.


Si va bene: non è un grande classico, e non vincerà mai il Nobel per la letteratura.
Ma non trovate che sia stupendo?





lunedì 12 ottobre 2015

ILLUMINAZIONE INGEGNERISTICA



Ieri sera ho avuto un'illuminazione ingegneristica.
Non si può caricare sulle spalle delle persone più peso di quanto non ne possano portare

Banale ma vero.
Immaginate di essere capo cantiere di qualche tipo di installazione, e avete un camion di pietre da scaricare. Il vostro bocia ha una gerla sulla schiena. Voi la riempite di pietre, ma dovete stare attenti a non metterne ne troppe, ne troppo poche.


Se saranno poche, il lavoro prenderà più tempo di quello che avete a disposizione
Se saranno troppe, il vostro povero ragazzo stramazzerà schiacciato dal peso e le pietre non verranno spostate. Ed inoltre vi troverete con un assistente ingessato ed agonizzante, che non sposterà più manco un sassolino.


Non importa il fatto che voi pensiate che dovrebbe essere in grado di sostenere il peso, o che voi sareste in grado di sostenerlo. E' quello che può sostenere lui, che conta.


Similmente avviene nei rapporti.
Amici, madri, padri, fratelli, mogli, mariti.
Spesso e volentieri, siccome se qualcosa non ci piace o non ci va (le pietre), abbiamo imparato a dirlo a chiare lettere, ci sentiamo in dovere o in diritto di riversare addosso alla persona in questione una serie di rimostranze infinita, caricando le loro schiene di pesi emotivi.


A volte ci diciamo: eh, la cosa è così, ora lo faccio presente, che si attrezzi per gestirla. Ma non perdiamo tempo ad accertarci che la persona davanti a noi possa gestirla davvero. E se non può, magari anche con la buona volontà ma non può per i più svariati motivi, ci arrabbiamo e ci sentiamo delusi e abbandonati. E invece magari è colpa nostra che abbiamo esagerato il carico.


E non c'è vantaggio in questo, perché se schiacciamo una persona sotto il peso di macigni emotivi che la sua schiena non regge, non avremo raggiunto nessun risultato: le pietre non saranno spostate (= la cosa che non ci piace non cambierà) e la persona sarà annichilita sotto un peso insopportabile.


Non avrà le ossa rotte come il bocia di cantiere, ma sarà magari frustrata, arrabbiata, delusa essa stessa, oltre che magari preda del senso di inadeguatezza e di colpa.


Quindi far valere le nostre ragioni resta un sacrosanto diritto e - per mia personalissima opinione - parlare chiaro l'unico modo di far funzionare davvero qualsivoglia tipo di rapporto umano. Ma è un'operazione difficile ed assai più delicata di quanto normalmente ci piaccia pensare.


Fin qui tutto bene.
Resta solo la questione che se abbiamo da trasportare 100 kg e il nostro bocia ne riesce a portare solo una parte, la parte restante se la deve caricare il capo cantiere, se vuole che i lavori vadano avanti. Ed il capo cantiere potrebbe pensare che insomma, la gavetta l'ha già fatta, ha già scaricato la sua parte di camion, ed ora che è capo cantiere non ne avrebbe proprio voglia.


In altre parole potrebbe essere tentato di pensare "ma perché sempre io?"