giovedì 2 agosto 2012

LA FENICE.


Questo post parla della mia amica T. e viola pesantemente la sua privacy.
Ma tanto nessuno la conosce...

Da diverso tempo, tento di mettermi nei suoi panni.
E francamente non ci riesco.
Due mesi fa, suo marito le ha detto di non amarla più, e le ha chiesto la separazione.

Non è il caso di parlare dei come e dei perchè.
Voglio raccontarvi di lei, di quello che ha fatto negli ultimi due mesi.

Quando ho saputo la notizia, da lei personalmente, la mia prima azione è stata quella di andare in cucina a prendere un cucchiaino. Poi ho messo via il cucchiaino e ho preso la spatolina, quella per grattar via le cose dal fondo delle pentole, avete presente?
Intendevo usarla x raccoglierla.

E l'ho usata, ad onor del vero.
E' proprio servita, inizialmente.
Sentirsi dire una cosa del genere, anche se sai che il tuo matrimonio non naviga propriamente nel mare della pacifica serenità, è una tegola che francamente si può solo immaginare e sperare di non provare mai.

Lei ha reagito.
Ha reagito come io stessa mai e poi mai mi sarei aspettata che facesse.
Ha fatto i bagagli, ed è andata via.

Diamoci del tempo, gli ha detto, e ha prenotato una stanza in un albergo vicino al suo ufficio.

Dopo circa una settimana, che era il tempo che si era data, è tornata a casa.
Vista l'immutata situazione e anche l'imbarazzo di vivere con suo marito come se fosse un estraneo, dopo due giorni ha rifatto la stessa valigia e se n'è andata di nuovo. Per due settimane. Poi lui è partito per raggiungere la loro figlia al mare, e lei è tornata a casa.

Perchè io in quella casa con lui, sapendo che non mi ama, muoio.
Così ha detto.
Che coraggio ci vuole?

E cosa ha fatto in questi tristi e solitari giorni d'hotel?
Ha MESSO A FRUTTO il tempo.
Ma sul serio, no per finta.

Ha cominciato ad analizzare la situazione
Ha analizzato se stessa
Ha compreso i suoi errori, quelli che lei ritiene di aver commesso nella convivenza coniugale.
Ha cancellato gli errori che le erano stati attribuiti ma che non rientrano nelle sue responsabilità.
E' passata da una prima fase di razionalità e, diciamo, passiva accettazione delle colpe attribuitele ad una seconda di rabbia incontrollabile e in parte - va detto - giustificata. E poi a una terza, di maggior consapevolezza. Di verità.

Piano piano ha scoperto che esiste un mondo, una vita, una possibilità di sopravvivenza anche fuori dal suo matrimonio. Che l'estrema sofferenza di oggi prelude ad una possibile serenità futura.

Che NON vuole una vita senza di lui... ma che se ci sarà costretta, ce la farà.
Sopravviverà.
Per se stessa, prima di tutto.
E per sua figlia.
E, aggiungo io, anche per lui. Per la possibilità di riconquistarlo.

Ha recuperato, in modo traumatico purtroppo, ma comunque l'ha fatto, quel nocciolo, quel nucleo di se stessa che era stato schiacciato dai sedimenti della routine, della quotidianità, dei problemi... colpevolmente, dice lei, perchè non bisognerebbe mai farsi sopraffare dal contorno e dimenticare se stesse (e questa, a parer mio, è la Madre di tutte le Verità).

Ha fatto ammenda per questo.
Ha chiesto di essere perdonata.
Ed ha cominciato a perdonare se stessa.

Ha ricominciato a sorridere.
Ha conosciuto persone, è uscita, si è distratta e svagata.
Ha riso con me, ha pianto, ha urlato, ha pianto di nuovo, ha parlato e pianto ancora... ha pianto tanto, tantissimo. Ha pianto tutto il giorno, tutti i giorni e tutte le notti, all'inizio.

Non ha mai voluto accettare la fine del suo matrimonio.
E ha lavorato, su se stessa, per fare che non accadesse.

Mi viene da dire che è una donna nuova.
Ma in realtà non lo è. Non è nuova
E' vecchia, piuttosto. E' la vecchia se stessa, è quella di "prima".
Di prima dei sedimenti.

Ieri sera, dopo una lunga separazione fatta praticamente solo di e-mail, ha rivisto suo marito.
E io spero, spero con tutto il cuore, che l'orgoglio, la rabbia, la paura, l'infelicità non impediscano loro di comunicare davvero, di parlarsi davvero, di capirsi di nuovo.
E spero, spero con tutto il cuore, che lui riesca a vederla per come è oggi, e non per come era fino a due mesi fa. 

Mia cara amica, mia cara Fenice.... se mai leggerai queste righe, sappi che sono molto fiera di te.



16 commenti:

  1. Normalmente per fare il percorso interiore che ha fatto la tua amica ci vogliono mesi, se non anni.
    Direi che fai bene ad essere fiera di lei, è stata una grande!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Difatti ci ha messo 2 mesi.
      E c'è da dire che lo ha fatto a tempo pieno... 24 ore su 24...

      Elimina
  2. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. scusaaaaa ho cancellato x sbaglio... non l'ho nemmeno letto... me lo puoi riscrivere??????? :(

      Elimina
    2. Evvabbeh solo perchè sei tu :-)
      Avevo scritto che la routine è la cosa più pericolosa. Uccide l'amore più di un tradimento. Il fatto è che però non accade tutto di punto in bianco. Le avvisaglie ci sono sempre ma spesso vengono ignorate per paura. Complimenti alla forza della tua amica, io sarei morta. Ma prima avrei tirato un bel calcio nel c... a lui e lo avrei sbattuto fuori casa

      Elimina
  3. Come ci si può aprire al nuovo
    se non si lascia andare il vecchio?
    Non abbiamo ancora compreso
    che l'altro è solo uno specchio?

    Troncare definitivamente
    non li farebbe morire
    li aiuterebbe invece a scoprire
    che il "loro" legame
    era solo nella mente ...

    Chi rifiuta di capire
    solo in questo modo
    potrà riscoprire
    cosa significhi
    amare incondizionatamente!

    http://lungolavia.iobloggo.com/243/tutto-succede-per-una-ragione
    Ciao, buona giornata

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Serpente! Dove eri sparito?

      Elimina
    2. ho guardato il video.
      davvero bello, e anche condivisibile.

      ma ti faccio una domanda.
      come fai a sapere che devi lasciar andare?

      Forse la vera prova, il nostro "destino" se vuoi chiamarlo in questo modo, non è "lasciar andare" ma "lottare con le unghie e coi denti per difendere l'amore".

      O no?

      Elimina
    3. Sono stato impegnato con la ... muta ...
      quella relativa alla mia consapevolezza
      che mi consente d'affermare "assurdità"
      con assoluta sicurezza ...

      Trova Tu le risposte, hai le potenzialità per riuscirci,
      posso solo dirti che mi è stato fatto un dono
      per essere riuscito ad andare "oltre"
      con un atto d'assoluto abbandono ...
      http://youtu.be/A2nFDfIOS-4

      Elimina
    4. ne sono lieta per te.
      perchè non mi scrivi in pvt e mi racconti?

      Elimina
    5. Perché in privato?
      Non ho segreti per gli Amici
      che m'ha destinato il fato!

      http://serpente-piumato.blogspot.it/2012/08/lesperienza.html

      Era da un po' che l'avevo preparato
      ed ora grazie a Te l'ho pubblicato

      Elimina
  4. e anche io sarei fiera della tua amica..non è semplice..ma quante coppie vivono di routine e se la fanno bastare...un po' di pepe ci vuole ..ma bisogna anche saperlo proporre..meditiamo donne..

    RispondiElimina
  5. La Vita è una grande emozione
    e viverla intensamente consentirà
    una più agevole transizione ...

    http://www.stazioneceleste.it/esseri_di_luce/transizione.htm

    RispondiElimina
  6. Io anche mi incrocio per loro. Perchè a volte serve ritrovarsi per essere più forti. Questi percorsi a volte aiutano davvero se ci si mettono entrambe le parti!
    Forza Fenice, hai tutta la mia stima!

    RispondiElimina