domenica 13 gennaio 2013

BIANCANEVE A RAPPORTO.

Il commento della Ely al post precedente e qualcosa che ho letto recentemente da Mammapiky mi hanno "chiamato" il post che segue.

Vi avviso che è uno di quei post che so come iniziano ma non ho idea di come finiscano.... perciò regolatevi :-)

Ecco, il punto sono le aspettative.
C'è tutta una generazione di donne che sono cresciute a botte di Principi Azzurri e che si sono fottute la razionalità a forza di sogni irrealizzabili. Stringi stringi, Ely, il tuo concetto è questo, no? E io concordo abbastanza sul principio. Devo averlo anche scritto tempo fa da qualche parte. MA........ Ecco, ci sarebbe un ma.

Dunque la mia esperienza è la seguente.
Io ho sempre sognato l'amore.
Già.
Ricordo perfettamente anche quando è avvenuto che io capissi che era quello che volevo dalla vita. Avrò avuto che so... 11-12 anni. Guardavo la TV coi miei genitori e in tutti i film, anche quelli d'avvetura, polizieschi, thriller... a un certo punto c'era sempre una passione che si accendeva. Una scena o due, mica di più, ma immancabile. E io consideravo questa "intrusione" dell'amore nella storia un una tantum, una componente come un'altra della storia.... e quindi della vita. Una sera invece mi sono detta "Ehi! Ma se uno si sposa, e dopo vive tutta la vita con la persona che ha sposato, vuoi vedere che l'amore non è una roba che ti capita mentre stai facendo altro, ma qualcosa che ti accompagna per sempre???
BUM.
Rivelazione.
Fregata :-)

Da quei giorni di tempo ne è passato.
Ho avuto qualche moroso (ma non cominciavo mai una storia solo "per farmelo" come le mie amiche. Non dico che cercassi consapevolmente l'amore della mia vita, ma... diciamo che non ponevo limiti alla provvidenza....), ho fatto l'università, mi sono anche crogiolata per un po' nell'idea di una folgorante carriera di qualche genere, di diventare famosa, ricca, di successo.... ma alla fine della fiera sognavo comunque il Principe.
Non che volessi fregare il ragazzo a Biancaneve o Ceneretola, intendiamoci.
Io volevo un Principe tutto mio, ad hoc. In comune con quello delle fiabe doveva avere solo una cosa: essere capace di amore eterno.

E a un certo punto ho incontrato il GG in modi e maniere che ho già raccontato.
E lui era davvero un principe, ma sul serio!!
Giovane, gentile, innamorato.
Appassionato, devoto... gentile, disponibile.... serio, impegnato... oh ragazze come si fa a non amare uno così?? Stava tutto il tempo a guardarmi con aria sognante, a dirmi che mi avrebbe amata per sempre, che non poteva fare a meno di me, che ero sua, che era mio... insomma lo sapete. Sarà successo anche a voi.

Come è noto, la storia ha un seguito lieto.... convivenza, matrimonio, due figlioli...  solo che nel frattempo..... siamo diventati adulti.
E gli adulti sono razionali, logici, consapevoli, prudenti, senza grilli per la testa e - come dice la Ely - con i piedi per terra. Gli adulti sanno come gira il mondo, no?
Gli adulti, appena smettono di leggerti Cenerentola, ti vengono a raccontare che l'amore eterno non esiste. Che la devozione dura fintantochè conviene. Che l'innnamoramento passa e che il matrimonio è la tomba della passione. Al che una potrebbe anche legittimamente pensare "oh ma che, mi stai prendendo per il culo?" Però non lo pensa mai nessuno. Annuiamo con aria saggia e ci uniformiamo al cinismo post-fiabesco perchè siamo cresciute.

Insomma passiamo senza soluzione di continuità da "ti amerò per tutta la vita come ti amo in questo momento" a "il futuro è inconoscibile" e lo chiamiamo un miglioramento. Crescita. Maturità.

Bene, sapete quale è la mia illuminata risposta a tutto questo?
VAFFANCULO.
Un bel vaffanculo di cuore, ma sentito, ma proprio dal profondo profondo profondo del mio cuoricino.

Personalmente, e questa è la mia propria voce, il mio piccolo contributo alla vita e all'umanità, io non ho ceduto alla razionalità e al cinismo della "realtà".
Oh, sia chiaro, io SONO cresciuta. Sono adulta matura e consapevole.
So che ci sono in giro un sacco di brutture, le ho viste, analizzate, sentite, vissute, odiate.
Non sono certo così ingenua da non conoscere la verità delle cose.
Ma credo ancora nell'amore eterno, nella devozione e nella fedeltà non come dovere ma come desiderio.
Di più: io queste cose le voglio.
Sicchè la mia consapevolezza di donna adulta è la seguente: io credo in queste cose e le voglio e sono disposta se necessario a lottare per esse. Il resto si fotta.
Che dite? Sono Biancaneve? E va bene, che sia.

E non crediate che sia stato facile. In un mondo dove l'amore sta due gradini dietro i soldi e tre dietro il successo professionale, arrivare a una tale conclusione è una bella fatica. Irta di ostacoli, rappresentati soprattutto da altre donne (si sa: siamo le peggiori nemiche di noi stesse), donne magari ferite, disilluse, sole... che irridono a tali desideri chiamandoli futili, assurdi. Chiamandoti donnetta che non sa vivere senza un  uomo. Una che "ha bisogno" di un uomo per sentirsi completa. E lo dicono come il peggiore dei crimini. Ebbene io NON ho bisogno di un uomo per sentirmi completa.
Ma non chiederò scusa per essere lieta di averne uno.

E si. Confesso e ammetto. Io non voglio vivere... ma non senza "un" uomo. Senza "il mio" uomo. Quello che ho scelto. Dovrei vergognarmi perchè non vado raccontando in giro che sto meglio da sola? La risposta è sempre quella scritta in maiuscolo qualche riga più sopra.

Avere tali desideri, tali aspettative, è complicato... perchè implica lavoro, un lavoro costante.
Anche questa è una verità che ho imparato a fatica e con fatica.
Perchè certo, al di la di tutto.... è una meta ambiziosa. Parecchio ambiziosa.
Come uno che al suo primo impiego come magazziniere in un'azienda si mette a pianificare di diventare Direttore Generale. E 'sticazzi.
Ma a uno così, a uno che è disposto a impegnarsi per tale traguardo, chi mai direbbe "lascia perdere, sono tutte strozate?" Nessuno, no? Anzi, lo ammirerebbero tutti.
E allora perchè io vengo guardata più spesso che no con qualcosa di molto simile al compatimento?

Poi certo, intendiamoci. La tentazione di dire "mo basta ho lavorato abbastanza" è sempre in agguato dietro l'angolo.  Ma tra le altre cose, ho imparato anche che ne vale la pena... in special modo alla luce di quello che sta accadendo ai miei amici.

E soprattutto ho imparato che averlo imparato mi ha dato la passione e anche caparbietà necessaria per poter evitare (finora, perchè il futuro è inconoscibile.......;-)  di riferirmi al GG con l'appellativo di "ex" davanti.


30 commenti:

  1. Appoggio e sottoscrivo!!!
    Gli "adulti" di cui parli abbandonano l'idea di amore eterno perchè costa tempo e sacrifici.....è più facile e comodo nascondersi dietro luoghi comuni.
    Mi unisco al tuo vaffa....

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  2. Ho imparato, per lo meno credo, che chi esordisce lamentandosi del su lui/lei, lo fa solo per sentirsi grande per non fare la parte dell'innamorato/a, essere duri fa più Figo. Credono che l'amore sia debolezza e non forza, credono che se denigrano, magari tengono aperte delle porte, vergognandosi a volte di dire: si, sono felice, amo mia moglie/marito e non lo cambierei con nessuno. Un matrimonio o n rapporto che regge al passare degli anni e' un traguardo, una conquista, un dono mettiamo la come più ci piace, ma non di certo una tristezza. Bellissimo post.

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    1. E bellissimo commento! Gazie Mammapiky :-)

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  3. Bello il tuo messaggio Puff, lo sottoscrivo in pieno. Io ho ormai fatto mia una frase che si da solitamente ai fidanzati all'inizio del corso in parrocchia "Tu, solo, sempre". Un abbraccio.

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    1. Bellissima frase.... non sono tanto di parrocchie, ma questa cosa mi sento di condividerla!

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  4. io non capisco per quale motivo tu debba essere guardata con compatimento.
    e da chi poi?
    e perché?
    e in base a quali criteri?

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    1. Alcune volte mi è capitato di confrontarmi con donne che, per varie ragioni, erano sole. Spesso è stato come se il fatto di essere sposata e lieta di esserlo fosse una specie di handicap, come se aver legato le sorti della mia vita a quelle di un uomo e di volere che la cosa resti in questi termini implicasse aver mancato nei confronti del mio essere donna indipendente e consapevole.

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  5. Mah, a dire il vero io non mi sono mai posta tanti problemi, non con Ettore.
    Siamo più innamorati oggi di quando ci siamo messi insieme, pensiamo a quando la Purulla sarà grande e noi ce ne andremo a vivere in una capanna su una spiaggia, cose così.
    È vero che bisogna lavorarci, perché senza impegno e gentilezza l'amore finisce, però il vero amore si autoalimenta anche un po' :)

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    1. Molto, in effetti, si autoalimenta.
      Ma non per sempre.

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  6. posso sotto scrivere? Soprattutto la parte sul non bisogno di avere un uomo ma di avere il proprio??? Pure io del partito: voglio il mio amore speciale oppure sto da sola che sto benissimo così!

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  7. Puffy, non hai considerato un dettaglio non trascurabile. Se entrambi in coppia vogliono lavorare in questa direzione mettendoci impegno, energia, voglia, ... Il problema non si pone. Chiaro, ci saranno giorni bui comunque. Cosa succede quando uno dei due ci mette passione mentre l'altro è la brutta copia del gobbo di notre dame?
    Valentina

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    1. Bè... come fa la principessa a trasformare il rospo nel suo principe?
      Mica dicendogli "uè tu stronzo di un rospo vedi di trasformarti presto e bene altrimenti stanotte dormi sul divano", no? Lo trasforma con un bacio... la metafora è ovvia :-))

      Scherzi a parte, certo hai ragione.
      Bisogna essere in due, sempre.
      Ma è anche vero che dei due ci sarà sempre uno un poì' più così e l'altro un po' più cosà....

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  8. Ecco Vale hai centrato il nocciolo della questione e il motivo di molte separazioni.
    Però avete mai riflettuto sul perchè siano in maggioranza le donne a farsi avanti chiedendo il divorzio ?
    Saranno le aspettative svanite o perchè agli uomini basta trovare un piatto caldo i panni stirati e son già a posto che tanto se l' intimità non la trovano fra le proprie 4 mura senza troppi scrupoli la vanno a cercare altrove (perchè si sà che l' uomo è cacciatore e questo basta a sentirli scusati) ?
    L' invidia e la fortuna di non esser come loro, menti semplici e non contorte come noi donne.
    Ci illudiamo di essere emancipate e vuoi vedere che sotto sotto non lo siamo ?
    Perchè ci piace e non ci vogliamo arrendere al trovare il Principe Azzurro e la nostra storia a lieto fine ?
    Io da parte mia son totalmente disillusa ma son contenta per te che non solo ci vuoi credere ma hai trovato dall' altra parte qualcuno che la pensa come te ed è proprio questo che fà la differenza ;)

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    1. Dipende sempre da cosa si intende per "emancipate" Ely.
      Secondo me a questo termine è stata data una connotazione univoca che ci ha un po' fottute.... tanto quanto le fiabe dei principi.

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    2. Uhh come hai ragione !

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    3. O forse perchè un uomo sa che poi dovrà passare gli alimenti, rinunciare ai figli e alla casa coniugale?

      Così, giusto per dare un altro punto di vista al pregiudizievole punto di vista in cui gli uomini non si separano solo per comodità.

      Ovvio, ci sono i "comodi" e ci sono i "consapevoli". Ma anche il vedere noi donne SEMPRE come le eroine della situazione, pronte a fare e disfare (noi lottiamo per amore, noi molliamo il colpo...) non è tanto diverso dall'illusione del principe azzurro: sempre di illusione si tratta.

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    4. Mettiamola cosi: se le donne fossero un animale mitologico potrebbero essere delle Fenici, sempre (o quasi) pronte a rinascere, a reinventarsi.

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    5. Sono daccordo che generalizzare non è mai una bella pensata, anche se per i fini di un blog spesso necessario.
      Ma è anche vero che spesso la generalizzazione "paga" ovvero ci prende.... non tutte le donne sono in un modo e non tutti gli uomini in un altro, però è vero che in linea di massima davanti a un problema un uomo... piglia la porta e va a trovarsi un'amante, pur senza lasciare il tetto coniugale (paura, comodità, discorso economico...)mentre una donna davanti a un problema si mette a cercare di risolverlo... e se si trova un amante nella maggioranza dei casi è perchè le ha tentate tutte, prima...... sbaglio??
      Questa almeno è la mia esperienza.

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    6. Allora il mio compagno dev'essere l'eccezione che conferma la regola, Puff ;)
      Anche se di eccezioni, te lo giuro, in questi anni ne ho trovate parecchie.

      Esattamente come ho conosciuto parecchie donne che, più che Fenici, definirei sanguisughe approfittatrici. Ma anche queste devono essere un'eccezione. :P

      Oh, ripeto, ci sono anche TANTI casi come quelli che dite voi, eh. Ma io mi batto per far riconoscere la mia personale casistica ;) ehehe

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  9. ma daiiiii Puff! L'amore esiste ECCOME..pure Biancaneve e Cenerentola..alla fine un pò basta volerlo!

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  10. Giusto Puff. Giustissimo.
    Ci vuole impegno, ci vuole coraggio, ci vogliono compromessi.

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    1. compromessi. altra parola malamente fraintesa dai più :-)

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  11. Sai cosa mi piace di te? Che riesci ad essere romantica e realista, senza sentire il bisogno di dimostrare niente.

    Io sono convinta che l'amore esista e vada coltivato. Che ci saranno momenti in cui vorrei picchiare il mio compagno e altri in cui lo adorerò. Ma hai detto una cosa che ripeto sempre "Lotterò finchè riterrò che ne valga la pena".
    Se sono qui, con lui, ed ho sopportato e sopporto tante cose (che prescindono, in parte, dal suo essere ma sono più legate al suo passato) è perchè ritengo, ogni giorno, che ne valga la pena. E che il piatto della bilancia... penda sempre dalla parte del cuore ;)

    E per dirti: io ho sempre detto che PER ME era fondamentale il ruolo di compagna e madre, per essere felice totalmente. Per essere appagata.
    Se poi non avessi trovato l'uomo giusto, me ne sarei fatta una ragione. Ma la carriera, pur dandomi soddisfazioni, non mi avrebbe mai resa felice quanto lo posso essere ora.
    E se questo mi rende meno "donna con le palle"... così sia ;)

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  12. Puffola questo post mi è piaciuto un sacco!!!

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  13. Insieme non basta: c'è tutto un mondo ed una volontà dietro ad un rapporto amoroso che solo i coraggiosi resistono. E te lo dice una che ha già un matrimonio alle spalle. Ma con Ru è diverso;lui è il mio principe, lui quello che voglio, e lo so perchè per arrivare a lui, e poi al Noi ho attraversato la tristezza, la solitudine, il piacere della solitudine e della autostima personale. Hai scritto da brividi un pensiero che condivido in pieno!

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  14. E' la prima volta che finisco sul tuo blog, ma con questo post hai conquistato la mia futura presenza. Sarà che sono da poco sposata (stavamo insieme da qualche anno) però condivido tutto quello che hai detto, io mi sento Lieta di stare col MIO uomo, e mi rendo anche conto che attorno a me ci sono tante amiche appena sposate o che si stanno per sposare che faccio fatica a credere che si ritengano allo stesso modo..
    Non mi vergogno di essere felice, so che se mi guardano male è solamente perché le altre non lo sono..o non lo sono quanto vorrebbero..e non lo ritengono possibile..
    In quest'ultimo Natale nei giri da parenti non facevano altro che chiederci:come si sta da sposati? la risposta Bene! li faceva rimanere delusi..forse si aspettavano i soliti luoghi comuni del "ehhh gli uomini son così ..eeh le donne sono colà" beh NO. Noi siamo una squadra.

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