lunedì 14 novembre 2016

PENZOLO.

Beh io sono un po' stanca
Molto stanca, a dirla tutta.
E non è che possa dare la colpa ad altri.
La vita con il Ric è davvero difficile.
Lui è un bravo ragazzo, ci mancherebbe, non tanto studioso, ma di base non fa nulla di cui tutte le altre mamme che conosco non si lamentino in relazione ai propri figli. Niente di cui non si lamentasse anche MIA mamma, una trentina di anni fa. Disordinato, scontroso, oppositivo. Eh. Si chiama adolescenza, e lo sappiamo tutti.
Solo che è davvero difficile. Non me lo aspettavo, così difficile.
Lui è grande, io lo vedo grande, ma a dire il vero io l'ho SEMPRE visto grande.
Non avrò sbagliato, per questo? Accecata dalla sua intelligenza e dalla maturità che dimostrava - molto maggiore dei suoi coetanei - non avrò preteso troppo bruciando delle tappe fondamentali?
Mi spiego.
Al momento le nostre interazioni si limitano quasi totalmente a comunicazioni "di servizio" dello stampo di studia, metti in ordine, aiuta tuo fratello, porta giù la spazzatura e simili
Perchè è inutile negarlo: quando torno a casa alle 16 e trovo il suo letto ancora da fare, mi sale una carogna che lo spiaccicherei contro il muro.
La sua scrivania è un campo di battaglia (come lo era la mia) e quando gli dico di riordinare mi risponde che è SUA e che ne fa quel che vuole (stesso che rispondevo io a mia mamma). Passiamo la maggior parte del tempo a discutere, se non proprio a litigare. E abbiamo perso inesorabilmente intimità, complicità e confidenza. Non che non si confidi o non mi parli se ha un problema, anche imbarazzante: lo fa, se è necessario.
Ma è proprio il quotidiano che è una battaglia continua.
Io lo faccio per lui, ovvero: perchè ritengo che sia importante che lui impari determinate cose e che diventi autonomo, ma anche cortese, volenteroso, disponibile, empatico. Tutte qualità che io vorrei vedere nell'uomo che sarà.
Ma la vera domanda è: e lui, come la vede?
Io credo che la veda esattamente al contrario, che mi consideri semplicemente un gatto attaccato ai maroni che apre bocca con il solo e unico scopo di rompergli le scatole. Forse un giorno, da adulto, capirà che non è così, ma emotivamente, dentro di se, cosa gli resterà della "me" di questi anni? Mi ricorderà come una specie di ghiacciolo anaffettivo dedito solo alla sgridata? Una presenza fastidiosa che ci si augura solo sparisca nel più breve tempo possibile? Io non voglio che mi consideri in questo modo, anche se so che in parte è inevitabile.
E soprattutto, più importante ancora: cosa conta di più, che si metta via i jeans oppure che costruisca/conservi con me un rapporto basato sull'affetto e gli abbracci piuttosto che sui rimbrotti e le punizioni?
Ecco riflettevo su questo ieri sera, e mi sono dovuta rispondere che il rapporto è più importante.
Forse ho sbagliato su questo, ho indirizzato la mia azione educativa sull'insegnare piuttosto che sul comprendere e accettare.
Ha 16 anni ma è ancora troppo presto per non abbracciarsi più o non darsi più il bacio della buonanotte.
E devo fare un bell'esame di coscienza perchè temo che in parte questo raffreddarsi delle nostre interazioni sia causa mia, del mio considerarlo più grande di quel che è e quindi di averlo iniziato a trattare da "adulto" (emotivamente) quando ancora adulto non è.
Ci sono tanti scontri che sono inevitabili, quelli sull'autonomia per esempio: gli orari di rientro serali sono un campo di battaglia per tutti, suppongo. E se alleggerissi la siutazione rassegnandomi per esempio a fare il suo letto e mettendogli a posto i vestiti? E' così importante, così irrinunciabile? Non potrei lasciar correre certe cose e concentrarmi solo su quelle veramente imprescindibili (tipo la scuola)?
Aiuterebbe il nostro rapporto? Danneggerebbe l'educazione? Gli insegnerei semplicemente a trovarsi la pappa pronta?
Poi a proposito di pappa, abbiamo anche un altro problema: l'alimentazione.
Da quando con mio marito abbiamo deciso, su sua idea, di smettere di mangiare carne e di cercare di virare verso una alimentazione più sana (pasta integrale, pane integrale, poche schifezze, tanta verdura ecc...) lui è andato a male. Rimpiange la carne, non gli piace niente di quel che preparo, non mangia verdure se non pochissimi tipi e anche quelli dietro pesante insistenza. Ogni sera alle 18 comincia la litania.. usciamo a cena? andiamo al giappo? ordiniamo la pizza? perchè sa già che non vuole mangiare quel che cucino io. E quando si siede a tavola ha sepre una faccia schifata come quella di chi sta mangiando una scodella di merda condita di vomito e vermi.
E' frustrante, vederlo sempre scontento, sempre mezzo schifato.
Mi pesa. Parecchio.
Mi pesa sapere che in un modo o nell'altro non riesco mai a farlo contento.
Cerco sempre di accontentare tutti, per mia disposizione caratteriale, ma ci sono talmente tante opzioni, talmente tante richieste diverse che finisco col non accontentare nessuno, nememno me stessa.
Sono debilitata emotivamente al punto che ci resto anche male per le stupidaggini, per esempio: ieri sera stavamo guardando tutti un film in tv prima di cena, quando mi sono alzata per andare a preparare a nessuno è venuto in mente di mettere in pausa per aspettarmi o per finire di vederlo dopo mangiato, sono semplicemente andati avanti senza badare che interessasse anche a me. Non è una cosa così importante, peraltro lo avevamo anche già visto, ma il mio pensiero in questi casi è: ma come, io mi faccio in 4 tutto il giorno e manco un minimo di gentilezza? Ci rimango male fino alle lacrime, per quanto stupido possa sembrare, perchè mi da veramente l'idea di penzolare al fondo della catena alimentare della famiglia.
Corro tutto il giorno, accompagna uno, compra all'altro, iscrivi questo, lava quello.... e francamente un minimo di apprezzamento sarebbe gradito. E'troppo, da pretendere da un sedicenne? O è normale che sia tutto dovuto?
E così il cerchio si chiude, torniamo all'inizio.
Sono veramente stanca.
Bon.

31 commenti:

  1. Ok, abbracccio virtuale prima di tutto.
    Consiglio non richiesto in secondo luogo: potresti leggere "Come parlare perché i ragazzi ti ascoltino e come ascoltare perché ti parlino" di Faber e Mazlish. Hanno fatto un libro simili sui bambini, ma credo che sugli adolescenti abbia molto più senso.
    Infine, piccola riflessione da chi non vive la situazione e quindi la vede da esterno. Io credo, cara Puff, che con ogni adolescente che si rispetti sia difficile e stancante, che ogni tuo dubbio sia lecito e normale, che alla fine quello che stai vivendo l'abbiano vissuto un po' tutti. Ci sono milioni di adolescenti che considerano le madri delle stracciapalle e milioni di madri che non ne possono più dei loro adolescenti e tutto questo finisce solo quando gli adolescenti sono adulti ormai fuori casa che comprendono cosa la madre voleva insegnare.
    Io penso, cara Puff, che se ti rimetti a fare il letto a tuo figlio e a risistemare i suoi vestiti farai di lui un bamboccione per cui tua nuora ti odierà per tutta la vita. Non gli stai dando chissà che grandi responsabilità, gli stai chiedendo di imparare a vivere in comunità, perché purtroppo non si vive su un eremo e si deve imparare che se vivi con altre persone bisogna anche adattarsi. Se non glielo insegnerai tu, vedrai che glielo insegnerà qualcun altro, a lavoro per esempio, e non sarà tutto rosa e fiori come con mammà.
    E' più semplice fare gli amici super comprensivi, ma io non penso che sia quello di cui abbiano bisogno gli adolescenti. Gli adolescenti hanno bisogno di un esempio con cui confrontarsi e scontrarsi, soprattutto scontrarsi, perché poi sennò si arriva a 40 anni che ci si comporta ancora come un adolescente, e ne conosco mica pochi.
    Non lo so puff, davvero credi che stai chiedendo troppo a tuo figlio solo per voler vederlo partecipare alla collaborazione casalinga? Magari puoi scegliere quali battaglie sono importanti e quali invece si possono accantonare, ma non gettare del tutto la spugna!

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    1. beh è tutto vero. Però...
      sul discorso bamboccione, per esempio, mio marito con madre casalinga non ha mai levato manco una briciola dal tavolo prima di vivere da solo, eppure ad oggi lava, stira, pulisce i pavimenti e cucina all'occorrenza.... quindi non è detto.... inoltre se la mia nuora mi odierà, abbella, problemi suoi :-D
      L'altro punto è : lo so che è tutto normale, che lui mi "detesti" e che io sia stufa. Ma per esperienza so che anche quando una cosa la capisci a livello logico, mentale, quello che veramente conta è il tipo di emotività che hai vissuto rispetto a quella cosa. Quindi se lui tra 10 anni capirà che ho fatto tutto per il suo bene, questo non gli toglierà o non gli farà dimenticare le sensazioni negative nei miei confronti che sicuramente in questo periodo sperimenta. E aggiungo, anche quello fa parte del processo educativo: giacchè si educa con l'esempio, quale esempio sto dando in questo momento, a livello di gestione del rapporto? (a parte fargli vedere che mi metto via i miei vestiti.... )

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    2. Non lo so puff, non mi convinci. Cioè, poi, aspetta un attimo, quello che gli stai insegnando per te ha un valore o lo fai perché ti senti in obbligo? Nel senso per te ha un valore che impari a mettere a posto la sua camera, i suoi vestiti, aiuti in casa oppure lo fai perché credi sia giusto? Perché se per te ha un valore è giusto che tu lo insegni, come è giusto ascolare quello che ha da dire tuo figlio a riguardo. Quel libro di cui ti ho parlato ha spunti davvero interessanti su questo tema.
      Non dico ovvio che se gli rifai il letto, diventa matematicamente un bamboccione. Mia suocera per esempio crede che per un uomo sia poco dignitoso fare i lavori di casa...e il Navigante mi aiuta in tutto, però il Navigante è uscito di casa a 15 anni per una scuola militare e non è più tornato. Suo fratello invece...è il tipico bamboccione!! Dipende anche cosa gli ha insegnato tua madre, mia madre per esempio "per fare più veloce" non ci faceva fare niente da sole e così ha creato due donne con la stima di sè sotto i tacchi.
      Io comunque non credo che il fatto che tu richieda certe cose da lui, tipo mantenere un po' di ordine e aiutare in casa, c'entri con la gestione del rapporto. Quello esce quando lui ti parla di cose importanti, il modo in cui gestisci i conflitti, il saperlo ascolatare e francamente puff da quello che scrivi, mi pare che tu lo faccia davvero al meglio.

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    3. non c'entra con la gestione, ma genera attriti. perché se devo andar li a dirglielo 10 volte al giorno, alla fine sclero. Mi domandavo solo se ne vale la pena, ovvero se i benefici di questo "insegnamento" valgano una litigata al giorno.

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  2. Azz...che commentone che mi è uscito...

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    1. e pieno di orrori grammaticali, chiedo venia, ma ho fatto notte in bianco!

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  3. Tu sei la mamma, che si sa che rompe. Però nulla vieta che mentre gli insegni a vivere con altri, non si possa comunque cercare lo spazio per l'affettività.
    Non fa il letto, se vuoi fai finta di non vedere, così Non urli, ma non glielo fai tu.
    i suoi vestiti, se non li cura lui, pazienza. Ma se ci tiene, e a quell'età ci tengono alla fine se ne occuperà. Semplicemente queste cose non ti devono più toccare.
    tu non devi diventare la cameriera. Devi solo cercare qualche spiraglio da fove reinfilarti.
    Magari aiutandoti esplicitando. Prova a dirgli che ti fa piacere quando ti danno il bacio della buonanotte,chiedigli quando può venire a far due parole con te.Magari non subito, ma arriverà.
    Quanto al correre per tutti: no, non se ne accorgono. Fallo notare, in maniera gentile (per favore prossima volta aspettatemi per il film) soprattutto parla, esplicita. Perché è ovvio a te (e a tutte le mamme) che ti fai un mazzo cosi, per loro è solo normale. Dopotutto l'hai sempre fatto. Magari ti diverte pure...

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    1. grazie, sono ottimi consigli, che già comunque metto in pratica!

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  4. che posso dirti? che ti capisco? che so cosa stai passando? che poi le cose a modo loro si risolvono? io nn ho ricette,e anche se mio figlio ieri ha fatto 19 anni, in certe cose che scrivi mi riconosco ancora. l'unico consiglio che mi sento di darti è quello che hanno dato a me: scegliti le battaglie, non combattere qualsiasi cosa, dalla scuola al disordine in casa alle parolacce alla sigaretta. scegli cosa pensi che sia davvero importante e lascia stare il resto, e ricorda che se mi vuoi bene dimmi di no.....

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    1. ecco, praticamente la quadratura del cerchio no?
      Facilissimo. :-S

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    2. ehhhh se era facile lo facevano tutti eheheheheh

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  5. Aiutarti non posso anzi sei legittimata a pensare "ma perché ti intrometti?" Però posso dirti che leggendoti a me pare che tu abbia capito sia il problema che la soluzione magari non è semplice applicarla perché in un verso o nell'altro si ha paura di sbagliare e allora mi verrebbe di consigliarti la via di mezzo, qualche compromesso per parte potrebbe essere una partenza....nel frattempo come ogni volta che ti leggo, prendo appunti utilissimi per il futuro...altro che manuali, la vera vita passa da qui!

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    1. si, infatti Piky, l'dea era quella. Lasciar passare qualcosa a mo' di compromesso.... e vedere come va. E' che purtroppo il compromesso non è tanto il mio forte....

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  6. Allora Puffola,

    Intanto ciao ed una grande pacca amichevole sulle spalle di incoraggiamento e comprensione. Quello della mamma deve essere il mestiere di gran lunga piu' complesso del mondo non ci sono dubbi. Ti sento giú e ti capisco per quel che vale.

    Ti dó i cosiddetti due centesimi. Intanto sei fortunata che quanto meno il GG a casa tua e molto cooperativo per quel che riguarda il lato suo e non é una cosa comune né da sottovalutare, anche se non lo hai citato nel quadretto complessivo, non é una cosa da sottovalutare, come si dice : potrebbe essere peggio.

    Per quel che riguarda i figli, poi figli maschi in particolare secondo me la questione ordine, prepararsi il letto da solo e tutto il resto passano un po' in secondo piano .. sono cose che se ci sono ci sono, ma forzare la mano crea inutili tensioni e forse anche danni.

    Ti parla uno che "di natura" è ordinato... ma io il letto da solo ho cominciato a farlo quando sono andato a vivere da solo. Non ricordo di aver mai fatto un letto in vita mia quando ero a casa, non fargli pesare queste cose, sono sacrifici che una mamma fa volentieri... ordinare, sistemare, ecc.

    La cosa piu' importante alla sua etá è che studi e si impegni sul fronte scolastico alla fine della fiera tutto ruota intorno a quel perno lí, che sia sereno, si diverta per quel che é giusto con gli amici, senza esagerare, abbia i suoi spazi senza sentirsi oppresso ma anche quel minimo senso di disciplina e organizzazione delle cose secondo prioritá e anche qui ... si fa presto a parlare... probabilmente un po' di regole e disciplina imposta dall' altro aiutano (forse)... ma sotto sotto sono abbastanza convinto che certe attitudini tendono ad essere innate e la tecnica dello "stampino" per cui si cerca di forgiare le persone a propria immagine e somiglianza o ancora peggio a immagine e somiglianza di un "ideale" non funzionino piú di tanto e rischino forse in alcuni casi anche di essere deleterie.

    Sul discorso cibo.

    Anche io sono vegetariano come te da circa un anno e mezzo.. ma queste sono scelte che si fanno poi crescendo e diventando adulti... uno come il Ric a 16 che fa anche una quantitá di attivitá atletiche pesanti e di impatto (dalle arti marziali, al circo e ora anche la famigerata arte di mazzolarsi liberamente nella gabbia d'acciaio) ha bisogno di carne credo. Prova ad incrementargli magari anche solo la carne bianca il classico petto di pollo o anche il salmone cose del genere... insomma direi anche se ti pesa .. concedigli di avere la sua dieta e fallo contento in termini di gola a tavola sia per la questione delle calorie, proteine ecc che anche per una semplice questione di soddisfazione quando si é a tavola. Questo ovviamente implica per te credo passare un po' piu' tempo in cucina perché a quel punto dovrai fare due "cene" separate quella per te e tuo marito e quella per i ragazzi... mia mamma lo faceva.

    I musi lunghi continuati non vanno bene... e non "fanno" bene.

    Riassumendo concedigli questo :

    (1) La camera e il letto, i vestiti sistemaglieli tu e non farglielo pesare, basta discussioni su quello, anche per la scrivania... lasciagli il suo spazio per studiare disordinato o "diversamente organizzato" come piace a lui... anche se non so come sia la situazione.

    (2) Sul cibo anche cerca di accontentarlo e lasciagli mangiare la carne se la vuole e ne ha bisogno.

    L' unica preoccupazione su cui dovresti concentrarti è quella dello studio a questo punto, incrociando le dita. Razionalmente dovrebbe capirlo il Riccardino non aprire un fronte continuo ed ininterrotto di conflitti... altrimenti vi fate male in due (credo).

    Saluti lombardi

    :-)

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    1. tu sei un uomo Vedettone mio adorato, e si vede :-D
      il tuo discorso sull'ordine mi sembra un po'... come dire..... anacronistico. Insisto su quegli aspetti per due ragioni, il primo è che è giusto che in famiglia ognuno faccia la propria parte, ed il secondo è che oggi come oggi un uomo deve necessariamente essere in grado di gestirsi e auto-gestuirsi molto più e meglio di quello che era necessario anche solo 30-40 anni fa. Riccardo vivrà da solo, probabilmente, qui o all'estero, in monolocale da solo o in 4 locali in condivisione con altri... e dovrà essere in grado di farlo dignitosamente. E se non glie lo insegno io, chi lo deve fare?
      Ciò premesso, è chiaro che non metto la cosa sullo stesso piano della scuola, ed era appunto per questo motivo che mi interrogavo.
      Quanto all'alimentazione, no, non siamo vegetariani, semplicemente abbiamo smesso di mangiare carne. E' un discorso lungo, ma considera che il GG è intollerante alla carne bovina e che al Nin non è mai piaciuta. Io sono una carnivora ma mi adatto e il Ric non aveva mai manifestato entusiasmo per la bistecca... fino a quando non ho smesso di prepararla :-D ovvio, no? Cucino comunque parecchio pesce, e considera che non piace ne a me ne al Nin, il che significa che spesso e volentieri preparo due cene diverse.
      Insomma ci provo Vedetta :-)
      Grazie per il tuo commento

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  7. Ho un figlio di dodici anni e mezzo, in piena pre adolescenza e già riconosco nelle tue descrizioni me stessa e pure il ragazzino. io litigo, tanto tanto ma davvero tanto, per la scuola. Per il resto chiudo spesso un occhio, forse due... mi occupo della sua stanza, dei suoi vestiti, lo aiuto a disfare le sacche dello sport... e mi dico: pazienza, teoricamente le cose le sa fare e all'occorrenza le farà. I fatti mi danno ragione, è appena tornato da un ritiro sportivo e si è lamentato del disordine del compagno di stanza, allibito dal fatto che al ritorno dall'allenamento non mettesse le cose a posto e ad asciugare... in estate il letto lo fa, e pure bene e preciso... No: non posso litigare su tutto e la scuola mi dà problemi a sufficienza, non per una questione di profitto (seconda media... quindi aggiungo "per ora")ma per poca voglia e molta polemica, da parte sua, nei confronti degli insegnanti. Se lo massacrassi anche sul resto, credo che davvero lo perderei. Ciao e... mi piacciono moltissimo le tue riflessioni, i tuoi dubbi.

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    1. si ecco, è esattamente questo il mio punto. Grazie per la tua visita e per aver condiviso la tua esperienza. A presto.

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  8. Allora, partiamo dal fondo:
    "a nessuno è venuto in mente di mettere in pausa per aspettarmi" il copione si ripete UGUALE in casa mia, ma io a differenza tua lo dico, lo sbraito: METTETE IN PAUSA?!?!? ANCHE CENERENTOLA VORREBBE FINIRE DI VEDERE IL FILM, GRAZIE. Lo so, lo so non e' la stessa cosa ma prima o poi confido che riescano ad arrivarci da soli.

    Seconda cosa: L'ordine. Anche io, come te, cone il Ric, come tutti, nella fase adolescenziale eravamo piu' esplosivi che altro. Io in piu' vivevo con mia nonna (santa donna). Mia nonna in questo a volte mi rompeva le palle a volte no ma ha sempre avuto l'accortezza di non mettere mano in mezzo alla mia roba. Avresti dovuto vedere camera mia... il caos... e considerando quando mia nonna sia ordinata adesso so che le deve essere costato parecchio non metterci mano. E se invece di rompegli le palle tu non gliele rompessi e neanche lo rifacessi il suo letto? E se vedi che poi il ragazzo non ha piu' mutande pulite non gliele mettessi da lavare? Vedrai che quando avra tutte felpe sgualcite e chiazzate si vergognera' di uscire e qualcosa nel cesto della lavatrice finira'. Guarda, te lo dice una MANIACA dell'ordine che rompe le palle alle figlie ogni tre per due perche' tutto sia a posto. Credo sia davvero molto molto molto difficile da attuare se non al limite dell'impossibile. Ma forse tentar non nuoce.

    Per il resto capisco perfettamente i tuoi dilemmi e credo facciano parte di ogni vita di mamma di un adolescente... E non mi viene altro da dire se non "se fossi li, ti abbraccerei forte forte per dirti che prima o poi questo periodo passera' e il rapporto tornera' ad essere pieno di profondo semplice affetto".

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  9. ahahah Cenerentola non mi era venuto in mente, comunque un "grazie per avermi aspettato" non me lo sono fatto mancare. NEssuna risposta....

    il discorso ordine è l'opposto di quello che dici tu. Accumula accumula, e poi quando sbotto, trovo tutto nella cesta. E' il suo modo di mettere in ordine, fa meno fatica che riporre ordinatamente nell'armadio.................

    grazie per l'incoraggiamento Spetti, accetto l'abbraccio :-*

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  10. @VEDETTA - ANDRETTA:
    Io sono vegetariana da una vita, a casa mia tutto e' biologico, tutto e' integrale, tutto e' fatto in casa ma due sono le cose fondamentali che ho sempre applicato e che per me sono imprescindibili:
    1. io e' vero, non mangio carne, ma per gli altri almeno una volta - due alla settimana la cucino e loro se la mangiano
    2. tutto quello che e' sano, integrale e bla bla bla alletta di meno. Ma per esempio davanti a una pizza (Che sia integrale o meno) non si schifa nessuno. Io ho iniziato facendo 2/3 di farina normale e 1/3 di farina integrale, poi mezzo mezzo e poi tutto integrale. E' stato cosi' graduale che neanche se ne sono accorti, e cosi' anche con la pasta che gli metto nel piatto. Prima quasi tutta bianca con qualche pennetta scura, e poi le pennette scure pian piano sono andate a rimpiazzare tutto il resto. Per i dolci e i biscotti IDEM. E' ovvio che facendo tutto in casa la roba e' assai piu' gustosa (di - ad esempio - biscotti confezionati integrali che la maggio parte delle volte fanno schifo) pero' vale la pena.
    :*

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    1. che brava che sei Spetti!!! io non riesco a fare niente in casa :( tranne il pane, ogni tanto.

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    2. Il pane e la pizza sono simili e in forno cuoce dieci minuti. Perche' se il Ric non ha voglia di Pizza non la provi a fare? La metti a lievitare e poi un quarto d'ora ed e' fatta :) Almeno sai che e' sana :D

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  11. Comare Puff, ho letto l'altro giorno una frase su fb che mi sembra riassuma alla perfezione la tua situazione - che poi è quella di tutte le mamme con ragazzi con ormoni in evoluzione: il giorno in cui capirai che i tuoi genitori avevano ragione......avrai un figlio che penserà che hai torto.
    Ce la possiamo fare!
    Se i nostri genitori sono sopravvissuti alla nostra adolescenza, noi sopravviveremo a quella dei nostri figli......almeno me lo auguro.....
    Un abbraccio penzolo!

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    1. Hai ragione, dopotutto ce la fanno tutti no? :-)
      Bacio Comare.

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  12. Avendo io due marmocchietti che ancora mi adorano e con i quali il massimo del conflitto al momento è "mangiaaaaa!", non posso che approcciarmi alla tua esperienza solo in qualità di figlia... e diciamocelo, non è che ne esca un gran bene...
    perché io ero quella disordinata, che studiava poco o niente, che collaborava in casa solo su esplicita richiesta, che dai genitori si teneva lontana almeno 5 metri, manco ci fosse l'ordine di un tribunale e che, quando è uscita di casa per avventurarsi nel mondo, non sapeva cucinarsi nemmeno un piatto di pasta. Ehi, 20 anni dopo sono ancora viva e vegeta, e tutto sommato non sarò Cracco ma qui avvelenato non è morto nessuno.

    Quindi io credo che quando serve ci si rimbocca le maniche e si impara dalla vita, mettendo in atto ciò che abbiamo acquisito per ormosi.

    L'adolascenza deve essere un mezzo incubo anche vista dall'altra parte della barricata, ma se non la si vive negli anni giusti, se non si entra in conflitto con la propria famiglia per capire chi si vuole diventare quando si è giovani, allora inevitabilmente si finisce per recuperare ciò che si è perso negli anni sbagliati.
    Ho visto 35enni partire per rave party
    a spese di mamma e papà perché "c'è crisi"
    portandogli poi da lavare i panni

    Che poi in verità non so nemmeno cosa volevo dire, se non che credo che la preoccupazione di un genitore dettata dall'amore, talvolta oscuri la percezione di ciò che si è seminato fino ad allora.
    E quando arriva il tempo del raccolto, che ognuno raccolga secondo la propria attitudine.

    un abbraccio puff.

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    1. Quello che dici è verissimo. Ma non è esattamente quello che mi preoccupa. Nel senso... Il Ric è uno sveglio, diciamocelo. Quando altri genitori ancora accompagnavano i suoi amici a letto la sera, lui tornava a casa da scuola e si organizzava il pranzo tre giorni a settimana, per dire. Quello che mi preoccupa è il rapporto che si instaura tra noi. tu dici che non stavi a meno di 5 metri dai tuoi: pure io. Poi c'è chi si riavvicina, e chi no. Ecco, io ho paura che lui sarà tra quelli che no.

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    2. ..... e mi domandavo se ci fosse modo di evitarlo. E se il o uno dei modi di evitarlo non potrebbe essere mollare un po' gli ormeggi e laciar perdere alcune cose che finora mi sono sembrate importanti.

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  13. Forse arrivo tardi e qualcuno ti ha dato già risposte sagge, ma magari hai ancora la pazienza di ascoltare una madre nella tua stessa barca. ;)
    Conosco la stanchezza di cui parli. La stanchezza emotiva è quella peggiore. Ti sembra che tutto sia inutile. Da quel poco che ho capito, gli adolescenti hanno ritmi di comprensione e adesione ai valori famigliari strambi. Quando a un bambino dici di fare una cosa, di solito la fa, quando lo dici ad un adolescente il mondo di possibilità si espande come l'universo e alla fine il disorientamento è l'unica certezza. Quello che dici l'ho vissuto e talvolta ancora lo vivo, ti posso dire cosa ho imparato dagli anni ruggenti del mio primogenito (anche se con lui di 19 anni, ancora lavoriamo per un futuro migliore!):
    1) il disordine è un'espressione della confusione interiore, io lo tollero fino ad un certo punto, poi la metto sull'amor proprio "se possiedo delle cose, le devo trattare con rispetto, perchè io merito di possedere cose trattate con rispetto." Tollero per un po' il disordine e la sciatteria, avviso di sistemare, ma poi la loro roba che vedo maltrattata la uso come straccio per la polvere, la getto giù per la scala che ci separa dal piano terra o addirittura fuori dalla finestra, in giardino. Ti assicuro che saltano come grilli appena vedono il braccio in posizione lancio!
    2) la diminuzione di manifestazione affettiva è inevitabile. Accettala, non smettere di proporre baci e carezze però, magari di prima mattina quando è intontito dal sonno e non riesce a mandarti via. ;)
    3) confidenza sparita o quasi: pensano che non possiamo comprendere, pensano che avremmo di loro un'immagine sbagliata, perchè vengono travolti da sensazioni che non riescono a spiegare e governare. Accetta anche questo, ma non smettere di chiedere e interessarti e se ti risponde a monosillabi o a silenzi non ti scoraggiare, non vuole dirti niente, ma gli fa piacere che tu ti interessi a lui.
    4) sull'alimentazione, purtroppo penso abbia ragione lui. Anche io vorrei virare verso cibi qualitativamente migliori e eticamente accettabili secondo me, ma non è possibile farlo senza la condivisione profonda e personale, a mio parere dovresti fare delle eccezioni, se lui lo desidera, cerca un compromesso, magari chiedigli a cosa proprio non riesce a rinunciare e concedigli di preparare qualche volta il menù. L'alimentazione può diventare un'arma a doppio taglio in adolescenza, il rifiuto del cibo può essere usato dai ragazzi come ricatto, non entrare nel gioco, tutti perdono.
    5) la frustrazione dell'ingratitudine. Tutte le madri mediamente ci passano, è una tacca da mettersi sulla giubba. Non farti scoraggiare, qualche volta, fai sciopero, vedranno cosa perdono.

    Da ultimo ti vorrei dare un consiglio che so essere saggio e come tale anche io faccio fatica a seguirlo -;)- cerca di tenere a bada la collera, la collera rovina tutto, sopprime il dialogo e lo trasforma in astio. Cerca sempre di essere calma, anche quando butterai le mutande sporche giù dalla finestra, lo devi fare col sorriso, non arrabbiata, come fosse un naturale evento.
    ...ah!...io, soprattutto, prego...la preghiera è la mia salvezza....insieme alle fusa della gatta! Un bacio

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    1. Ciao Ninin ti aspettavo :-)
      allora, punto per punto..
      1)tecnica simile. non posso buttare dal balcone perché abitiamo in condominio... ma roba ammucchiata per terra e calpestata ce n'è stata parecchia. forse, e dico FORSE sto iniziando a vedere qualche timido risultato ora.... che ho smesso di farlo! Mah!
      2)va a momenti. Ad esempio stamattina sono andata a parlare coi prof (post a parte....) e lui è sceso a sentire i colloqui su invito di quella di inglese. Andando via stavo dicendo solo ciao, sai com'è nell'atrio del liceo.. invece lui si è sporto e mi ha messo la guancia in faccia per farsi baciare.
      3)E' quel che penso anche io. giusto ieri sera abbiamo avuto una discussione su cosa siano "solo cavoli suoi e io non gli devo stare addosso" e gli ho ribadito proprio chiaramente che sono sua madre, lui e suo fratello sono la mia vita (mia e del padre ovviamente) e che io mi interesserò sempre, anche a 90 anni, di quello che fa e che vuole ecc.... perché essere genitori significa questo. Questa parte secondo me passa anche per una sorta di do ut des: chiedo a lui, ma cerco di farmi anche vedere come persona oltre che come madre che so, raccontando cose di quando avevo la sua età o esplicitando i miei sentimenti volta per volta.
      4)Questo è già stato fatto, e avevamo raggiunto anche una sorta di accordo... in teoria. Ho un elenco di cose che lui desidera e che cucino periodicamente. Purtroppo fa parte dell'altalena: quando è di cattivo umore non c'è niente da fare. Il discorso è che potrebbe essere di cattivo umore in qualunque momento per qualunque motivo... o anche per nessuno....
      5) lo sciopero mi alletta molto ma non l'ho mai praticato. Magari proverò...
      Ultimo: è quello su cui sto lavorando ultimamente e devo dire che funziona. La stessa cosa detta con calma ha un altro impatto rispetto all'urlo furibondo. C'è spazio per il miglioramento ma penso di aver fatto almeno qualche passo su quella via.
      E no... io non prego. Forse dovrei, ma siamo mediamente atei anche se questa parola non indica esattamente la mia condizione.

      Grazie davvero!
      :-*

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    2. Figurati! Sai che sono convinta che l'esperienza educativa è molto soggettiva e uno non può dare ricette, diciamo che dai racconti altrui, magari uno trova spunto per scrivere il proprio. ;)

      ...in assenza di preghiera...usa le fusa del gatto! ;DDD
      un bacio

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