mercoledì 21 novembre 2012

PAROLACCE

Ecco le parolacce per me sono un problema.

Mi spiego.

Io le dico... lo so non è fine non è bello ma quando ce vo', ce vo'.
Per un po' ho cercato di fare la brava mamma e di non farlo davanti al PG quando era piccolo.

Ha funzionato..... fino a quando non ha cominciato a frequentare il cortile e la scuola materma.
Che poi, alla materna nemmeno tanto... ma con la prima elementare è stato tutto un crescendo.
L'amico di banco del PG ha un fratello di alcuni anni più grande, perciò il fratello insegnava a lui e lui insegnava al PG. Una tragedia greca.

Ora il PG ha 12 anni come ormai tutti sanno, dice parolacce come tutti i ragazzini della sua età.
Non lo avallo, lo sgrido quando lo sento (e lui mi risponde: "Pazzo, mamma, pazzo. Ho detto pazzo!") come è giusto che sia, ma non è che io mi illuda che smetta di dirle.

Col Nin invece un disastro totale.
Perchè ora è lui quello col fratello più grande che insegna....... e col cortile che insegna...... e con gli amichetti che insegnano e imparano allo stesso tempo........ Inizialmente come si fa di solito lasciavo correre facendo finta di non sentire nella speranza che la passione per il turpiloquio subisse un netto calo.
Ora che ha 5 anni compiuti lo sgrido, alle volte gli allungo uno scappellotto... ma non sto avendo molto successo. La verità è che alle volte arriva con una precisione linguistica, con una schiettezza concettuale e con un uso dei tempi scenici talmente perfetti, che devo piantarmi le unghie della mano nel palmo per evitare di ridere come una matta.

L'altro giorno ho assistito impotente e scorata al seguente dialogo tra fratelli.

Il PG prende su il Nin e se lo carica in spalla come un sacco di patate.
Nin: Mettimi giù, brutto figlio di puttana!
PG (serafico, guardandolo come si guarda una caccola spiaccicata): Nin, ti ricordo che siamo fratelli.

Ora è ben chiaro che il Nin non sa cosa sia una puttana, non ha idea di cosa significhi qualificare qualcuno come un suo figliolo e nemmeno che, incidentalmente, così dicendo ha insultato la sua adorata mamma invece che suo fratello..... tuttavia la cosa mi ha infastidito parecchio.

Aiuto.
Voi come fate???



15 commenti:

  1. ahi che male le unghie nel palmo!!!! beh che dirti, le mie sono femmine, gemelle e quindi sento meno il problema, quando capita, si minaccia di lavare la bocca col sapone..

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  2. Povera te, ti capisco perfettamente... O__o
    Ho un bambino di 9 anni e una bimba di neanche cinque... e se ne dicono di tutti i colori!
    Puttana e buco (non so se da voi si usi questo termine per dire "gay" in modo dospregiativo) sono all'ordine del giorno...
    Nessuno dei due sa veramente cosa significhino le parole che si lanciano a vicenda, ma sta di fatto che volano insulti come se piovesse!
    Come me la cavo?
    Come te! Quando li sento li sgrido, e spesso, visto che i figli hanno il dono di "dire la parolaccia giusta al momento giusto", mi sforzo di non ridere... ma non sempre ci riesco!
    Siamo mamme, ma siamo umane! ;)

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  3. io sono nella tua primissima fase... figlio duenne e nessun fratello, niente cortile nè fratelli grandi di qualcun'altro. Non so cosa farò tra un po'... per ora scapppo dal pensiero!
    Oh... cmq tema simile per due post vicini... sarà che pure te sei lontanamente di Foligno???!!!

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  4. E che ti rispondo a fa'! Stessa barca!

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  5. Io ho il problema contrario.
    Quando dico una parolaccia (e ne dico, oh se ne dico!) mio figlio di 7 anni mi riprende con lo stesso tono di tata Lucia e mi dice "Mamma...non si dice!!". E io mi sento una madre "anomala".
    Ma la cosa più difficile è quando mi chiede cosa vuol dire qualche parolaccia.....cerco di essere abbastanza precisa sul significato ma mi arrampico veramente sugli specchi!

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  6. Io più che altro insulto marito con una tale varietà di parole dalla più tenue alla più colorita che non sò proprio come fare, se hai suggerimenti lì accetto volentieri .

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  7. Purtroppo nemmeno io mi contengo e vengo così tanto ripresa dal mio pseudo-marito, che anche le mie figlie ormai lo fanno...e non ne dicono nemmeno una...
    Quando vuoi passare da me, ho una cosina per te. un abbraccio. Laura

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  8. Anni fa lessi in un libro che il modo migliore per non far dire la parolacce ai bambini è proprio non renderle la cosa "proibita", detta sotto sotto, perchè questo stuzzica la curiosità e la voglia di ripeterle...quindi, con un minimo di attenzione ovviamente, noi le abbiamo sempre dette con relativa disinvoltura. Risultato: oggi abbiamo Don Nano, il prete moralista bacchettone che ti riprende "aaaahhhh non si dice stronzo-vaffanculo-porca troia!!" ma naturalmente censura pure il cazziatone "non si dice vaff-stron-portr"
    ....che palle :-D

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  9. io lascio che si arrangi.
    Nel senso che per noi dire le parolacce non è vietato, ma te ne assumi (la Piccetta, ovvio)la piena responsabilità.
    Quindi se le usi con me ci sarà una conseguenza diversa che se la usi con la nonna ottantenne, piuttosto che le maestre, i tuoi amici o la panettiera.
    E le conseguenze sono tutte tue, quindi regolati.

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  10. Adesso, prendi nota: sono cresciuta con una balia veneta, che conosceva tutto il vocabolario parolaccesco dal medioevo in avanti, bestemmie comprese.
    A tre anni dalla mia bocca uscivano vocaboli irripetibili, non ne conoscevo il significato, ma li esprimevo in momenti di rabbia.
    Tutti, quando sentivano dire certi sproloqui da una minidonna, si mettevano a ridere. :(
    Nessuno mi rimproverava.
    Crescendo, verso i 6 anni, e, allargando il mio mondo, ho imparato a decifrare le espressioni sconvolte di chi mi sentiva e ho iniziato a capire cosa stavo dicendo.
    Ho smesso di dire parolacce per sempre.
    Ora ne dico pochissime e solo in fase acuta di litigio con l'adolescente.
    Tutto questo per dirti: primo - c'è speranza, secondo - cercate di non dirle nenache tu e tuo marito, si imparano per imitazione.

    P.S. I miei figli fanno così: il grande le dice, soprattutto quando è con gli amici, il piccolo non le dice (per ora!) e si fa censore di chi le dice!...Se mi avessero sentito a tre anni!!!! ;D

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  11. Argomento assai spinoso!
    I miei hanno iniziato relativamente da poco. Io ne dico assai spesso ma solo con mio marito e davanti a loro solo se sono sclerata di brutto. Mio marito ne dice come se piovesse e lo cazzio sempre proprio perchè non si regola davanti ai bambini..ora lo rimproverano loro.
    Ora che il piccolo è in prima elem. qualcosa la dice ma lui stesso mi ha chiesto il significato dei vari coloriti vocaboli (cazz...minch...cogl...) Ti dirò che non ne dice praticamente più...La grande, fatta a femminuccia, non ne dice. Vedremo, con la loro crescita, come si sviluppano gli eventi!

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  12. Ah bhè... Dalla mia lunga esperienza di baby sitter con bambini di tutte le età... ti posso dire che ho visto situazioni brutte. Uno dei bambini che guardavo bestemmiava a soli 8 anni appena compiuti. Un altro di 3, invece, inseriva le parolacce a caso nelle frasi per far arrabbiare gli adulti, e c'era da ridere un sacco. Alla fine le imparano a scuola e all'asilo, non ci si può fare nulla. Al massimo se si insultano di peso la minaccia di lavare la bocca col sapone fa effetto, soprattutto se gli mostri una saponetta per mostrarti agguerrita. Io li spaventavo così, ma magari per una mamma è diverso.

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  13. Piccolo OT: Puff avevi proprio ragione... L'asciugatrice sta cambiando la mia vita!!!! :D

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  14. Uso le parolacce di rado, in casi estremi. Oppure solo con la mia migliore amica e parliamo tra noi di qualcuno che magari ci ha fatto uscire dai gangheri e allora ci spalleggiamo a vicenda su quanto stronzo sia questa o quella persona... Nello scrivere su internet le uso molto più che quando parlo, forse perché questo tipo di scrittura è un proseguimento dei miei pensieri. Perché io le parolacce le penso tanto, intensamente e sempre a proposito.
    Come mamma fin'ora ho avuto culo (ecco la parolacciaaaaaaa), ma un culo pazzesco. Quando il bambozzo torna a casa ripetendo una parolaccia sentita qui e là, lo informo che quella che ha detto è una parolaccia, o una parola volgare o una parola sgradevole (dai, cesso non è proprio una parolaccia... :-) ), gli spiego il significato e finisce lì. Lui registra come un piccolo computer, quando sente una parolaccia ride da farsi venire il mal di pancia (io lo chiamo umorismo da scuola elementare) e fa la faccia furba. Ha quasi sei anni, mi racconta le prodezze verbali dei suoi compagni e nel riferirle non approfitta per dire "tizio ha detto cesso!", ma dice "tizio ha detto la parola che significa gabinetto!" oppure "caio ha detto la parola che significa pisellino!" e giù risate da matti. Poi se sente suo padre che dice una parolaccia (le partite di calcio... -.-) fa un verso esagerato di stupore e indignazione, copiato alla perfezione da quello che faccio io quando, guardando la tv, viene appunto pronunciata una parolaccia, verso che faccio seguire da: "non si dice quella parolaaaaaaa!" Lui per ora fa lo stesso e io tiro un sospiro di sollievo. Poi cosa accadrà tra una settimana non te lo so dire.

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