giovedì 8 settembre 2016

FILOSOFIA SEMISERIA DELL'UOMO PERFETTO


Un paio di giorni fa ho letto su Facebook una vignetta che recitava più o meno:


Donne! Smettetela di leggere che poi noi
 non riusciamo a reggere il confronto
coi vostri personaggi preferiti"


Si trattava chiaramente di uno scherzo, una sana risata e niente di più, ma com'è come non è è da due giorni che ci penso. Beh, ovviamente io sono tra quelle non solo che legge un sacco (Madonna, Kobo santo subito!) ma anche che si è sempre fatta prendere un sacco dai personaggi fino ad avere delle vere e proprie infatuazioni temporanee.


Heathcliff
Voglio dire.
Certi veramente non puoi amarli... per esempio, Renzo? Romeo? Ma quanto bisogna essere scemi?
Ma come non legarsi alla tragica disperazione di Jacopo Ortis, o dello stesso Leopardi? Come non amare la lieve decadenza di Mr Darcy o la lucida follia di Heathcliff? E la allegra spensieratezza di Lorenzo il Magnifico? Chi vuol esser lieto, sia, signore mie. Suvvia, siamo lieti insieme. Par quasi di vederlo!
In tempi più recenti, chi non è rimasta colpita dall'abnegazione di Severus Snape o dalla dedizione totale e dalla passione di James Fraser?


Senza contare che noi ragazze di una certa età (ma non dirò quale) ci hanno cresciute a Principi della Disney. Perchè ora si comincia un po' a ragionare, con personaggi un po' più articolati e complessi,

il Principe Filippo
(la Bella Addormentata)
anche donne forti, ma 20-30 anni fa cari miei la musica era tutta diversa! Arrivavano lancia in resta su magnifici destrieri bianchi e ti salvavano, mica cozze. Ed erano pure belli gentili e ricchi.
Quindi ognuna di noi, pure le femministe, pure quelle che io ballo da sola, ci siamo fatte giocoforza un'idea di quello che volevamo in un uomo sulla base di un campionario di carta e cellulosa totalmente distorto in un momento della nostra vita - e qui sta il punto - in cui l'unico esempio vero di maschio che conoscevamo davvero era il nostro papà, tutto bello infiorettato dal Complesso di Edipo. Non c'erano confronti, non c'era nella nostra vita un esempio che potesse farci dire eh no! qui mi stanno coglionando! riportandoci sulla giusta via. Capite, non avevamo scampo! Cioè noi non lo sapevamo che gli uomini non sono davvero così! Ci hanno fregate con tutte le scarpe!

Poi è ovvio, arriva qualcuno che scrive uno o due buoni romanzi, ti mette li un personaggio che è la summa di tutto quello che fin da bambina hai sempre pensato di desiderare in un uomo, e poi tutto insieme nello stesso uomo (non faccio nomi ma Emily e Marie Claire hanno capito) e qualche pseudointellettuale tutto Umberto Eco e Fedor Dostoevskij (ma con DYD sul comodino, ci scommetterei!) ha pure il coraggio di criticare se resti li con la bocca spalancata e le mosche che entrano!


Ma figuriamoci!


Però a quel punto... arrivano le dolenti note.
Perchè in fondo siamo spostate/fidanzate/accompagnate/trombate/friendzonate con uomini veri, mica di carta. E gli uomini veri non sono mica perfetti. Adesso lo sappiamo anche noi, grazie tante.
Quindi tu sei li che cerchi di trovare la quadra, e magari ti ci vuol del tempo, mica è una roba immediata, quando ad un bel momento vieni seppellita da tutta una serie di psicologi, terapisti, amici volenterosi, esperti di vario genere, che ti dicono no, ehhh bella mia, no no no no. Te non hai mica capito un accidente. Ma zero proprio.
Lo sai perché ci si separa? eh? eh?
Lo sai?
Perché non si riesce a conciliare la fantasia con la realtà. (Ma pensa!)
Perché non si sa superare la fase dell'idillio, quella in cui il tuo uomo vero e quello di carta coincidono, e nel momento in cui si vede la realtà bum! Disastro.
Oh cazzo, ma guarda tu, mio marito non è mica appassionato come Heathcliff! E non gli lava nemmeno gli stivali a Tom Lefroy. Diamine, persino quello stronzo bigotto di Settimo Cielo trombava la moglie una sera si e una no pure con 7 figli! E quindi??? Quindi, signor giudice, prego, quale considera una cifra adeguata per il mantenimento? 


Eh già.

E qui mi sale la parte seria del post.
A quel punto li, cosa devi fare?
Ne parlavo giusto ieri sera con una amica.
Lei molto pratica, donna diciamo "pane al pane", io più nelle nuvole, più sogni e voli pindarici.
E lei sosteneva che devi dare un taglio alle fantasie, perché tanto sono irraggiungibili, e gestire quello che hai per le mani.
Giusto, no? E' quello che dicono anche gli psicologi, esperti ecc... di prima.
Questo implica abbassare il livello delle proprie aspettative.
Che da un punto di vista pratico è giustissimo: come si diceva tempo fa, tiri giù l'asticella e vivi meglio. Ma io ancora mi domando: si tratta di saggezza? o di rinuncia?


Perché dovrebbe essere più saggio modificare i propri obiettivi, piuttosto che lavorare per raggiungerli, anche con fatica? Beh, perché magari non ha senso sbattersi per l'impossibile? Ma è davvero impossibile? E chi lo dice? Chi stabilisce cosa esiste e cosa no, cosa è possibile e cosa no, cosa puoi ottenere e cosa no? In ultima analisi, chi è che ti dice cosa devi volere?
E' un po' come se tu volessi andare in America. Risparmi, ma alla fine hai fondi solo per arrivare fino a Barcellona. Che fai? Abbassi l'asticella e vai a Barcellona oppure stai a casa e continui a risparmiare fino a quando potrai sbarcare a NY? E se qualcuno ti dice che non ce la farai mai, che è troppo costosa, e tu povero operaio cosa pensi di ottenere, che fai? Perseveri, o rinunci?
Lei, la mia amica,  da buon commerciale, dice: un obiettivo deve essere ragionevole e raggiungibile 
Si, ma sfidante, dico io. Sfidante. Altrimenti è solo piattume, e non vedrai mai l'Empire State Building.


Insomma, abbiamo discusso per una bella mezz'ora nella quale io ho preso della Pollon che vive tra le
La Puff
nuvole :-D perchè ho dichiarato senza mezzi termini che, ragionevole o no, la perfezione* E' il mio obiettivo, e che non sono propensa ad accettare niente di meno. Almeno, non passivamente, non di default. Non perché "così è la vita".

A quel punto i nostri figli hanno cominciato ad accapigliarsi e abbiamo dovuto interrompere l'incontro di wrestling, nonché le nostre filosofie.


E il dubbio, comunque, mi resta. E' più saggio Barcellona o New York?






* precisazione del giorno dopo. Quando dico PERFEZIONE intendo la perfezione nella relazione, non l'Uomo Perfetto. Questo significa essenzialmente che sono consapevole che ho il mio ruolo da giocare. Il concetto di perfezione non è univoco: ognuno ha il suo. A me piace il concetto di Olivia Pope (di Scandal, abbiate pazienza sono drogata di serie televisive):


«I don’t want normal, and easy, and simple. I want painful, difficult,
devastating, life-changing, extraordinary love.»

Anche se magari soprassiederei sul "devasting".

14 commenti:

  1. Innanzitutto "persino quello stronzo bigotto di Settimo Cielo trombava la moglie una sera si e una no pure con 7 figli!" ahahahahahahahahahahahahahahahah!!!!!! Pensavo di morire!!!!!

    Parlando invece seriamente, io per non essermi accontentata sono arrivata al Navigante, ad avere tre figli, a vivere in Francia, a farmi dei signori viaggi, a sentirmi piena e soddisfatta come non mai. Insomma sono a New York.
    Però poi New York ha sempre lati positivi e lati negativi, il traffico, lo smog, è dispersiva e caotica, quindi devi cominciare a scendere a compromessi, magari non riesci a vederla tutta nel tempo che hai, quind comunque e in ogni caso non sarà mai perfetta. Però se sei arrivata dove volevi è più facile ed è anche logico scendere a compromessi. Se ti sei fermata prima farai più difficilmente compromessi e rinunce perché hai già rinunciato a tanto.
    Io ho il mio principe azzurro che fino all'anno scorso è rimasto pure senza macchia, poi si è un po' sporcato, come io mi sono sporcata un po' prima di lui e insieme ci stiamo ripulendo, ci stiamo riscoprendo sotto queste macchie, come due persone nuove. E guarda caso ci piacciamo ancora di più, se possibile...

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    1. Oh si, è possibile! Altroché se è possibile!!!!
      E' proprio quello il punto no? Direi che è proprio quello!
      Bacio.

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  2. Se abbassiamo l'asticella e ci accontentiamo di quello che abbiamo forse, e dico forse, rischiamo di doverla abbassare ulteriormente, mentre io sono convinta che, se noi per prime chiediamo, stimoliamo e mettiamo passione anche l'uomo meno romantico ci darà soddisfazioni. Forse non come i nostri ideali (io adoro mr. Darcy e la dialettica di quei tempi,le schermaglie verbali..) ma sicuramente un risultato ci sarà.
    ciao, buon rientro
    Pepia

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    1. Ciao Pepia, la penso allo stesso identico modo!
      Buon rientro anche a te!

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  3. Ah beh, ora ho capito tutto... Vabbè, bastava dirlo prima :D

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  4. Quello che ci frega a noi sognatrici è la fantasia.
    E’ lei la causa dei nostri guai.
    Se poi la alimentiamo con la lettura è la fine!

    Da buona Impe però io non ambisco alla perfezione: pensa che palle!!!
    Sono più per una passione vissuta e combattuta.
    Con l’intramontabile ‘happy hand’ ci mancherebbe!

    E poi sta *azzo di asticella: SBULLONIAMOLA!!!!!
    Cogliamo quello che la vita ci offre con serenità!
    Al massimo usiamola per ballarci il limbo!!!

    Comunque, tra NewYork e Barcellona io direi.......Maldive!

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    1. hai proprio ragione!
      usiamola per il limbo alle Maldive! :-D

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  5. «I don’t want normal, and easy, and simple. I want painful, difficult,
    devastating, life-changing, extraordinary love.»


    Puffola,

    Ascolta il Vedettone tuo che ti vuol bene..
    .
    TU NON STAI BENE !!!

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    1. muah muah muah
      mi fai morire Vedetta.
      Dai era solo una citazione di un programma televisivo, non prendermi così alla lettera. E poi anche la Impe lo pensa, vedi: vuole una "passione vissuta e combattuta"

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  6. Io soprassederei anche sul painful che se soffri secondo me allora non è amore. Comunque, io sono antiromantica e molto pratica, ma... MA. A sedici anni sapevo (un po' a cazzo, diciamocelo) che volevo l'uomo straniero, colto ed intelligente, che viaggiasse e mi lasciasse il mio spazio, possibilmente anglofono. Daje e ridaje alla fine ce l'ho fatta ed è diventato mio marito. Non ho abbassato l'asticella (ma spesso le persone sono fregata dalla "paura di stare sole") e avevo un "obbiettivo" ben chiaro in testa ma soprattutto pazienza e perseveranza :D
    Vale

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    1. ahahahah Vale no, io idee così chiare direi proprio mai avute.
      Se proprio avessi dovuto scegliere, avrei detto che mi sarebbe piaciuto che avesse l'accento spagnolo... ma alla fine ho sposato un uomo che tutti scambiano per scozzese, e a dire il vero va-benissimo-cosìììììì :-)

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  7. Va che Barcellona è bella!!!!!....a parte tutto sai che a me succede il contrario ed ogni personaggio maschile di cui leggo, ci vedo un pò del Principe...anche su quelli stronzi!

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    1. no dai quelli stronzi no............. :-D

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