Oggi vi ammorbo coi miei soliti vecchi problemi.
Vedo già il buon Vedetta che alza gli occhi al cielo :-)
Sappi caro mio che mi occorri in modalità Ex tredicenne oggi :-D
Dunque qualcuno di voi sa già che alcuni anni fa il GG ed io abbiamo avuto qualche problemuccio a causa di una sua (ora ex) collega.
Ovvio che non vi rispiego la rava e la fava, non preoccupatevi. Solo i fatti salienti:
1. un qualcosa c'è stato - innegabilmente
2. cosa esattamente fosse questo qualcosa non è mai stato chiarito ma io ho accettato di credere che fosse un qualcosa platonico (benchè fossero coinvolti chiaramente dei sentimenti che onestamente non andrebbero indirizzati ad una "amica")
3. abbiamo ricostruito il nostro rapporto (in anni) e ora stiamo - oserei dire - invidiabilmente bene. Quasi sempre.
4. il problema di questo qualcosa è stato certamente il qulacosa in se, ma anche la gestione "post-qualcosa" da parte sua, che ha continuato a difendere le sue posizioni sostenendo che non aveva fatto niente di male, che questa persona era una amica importante a cui non poteva rinunciare e non vedeva peraltro perchè avrebbe dovuto farlo, dal momento che non aveva fatto niente di male ecc.... sorvolando nei fatti (benchè dicesse il contrario con le parole) sulla mia sofferenza estrema ed evidente. Le mie richieste di interrompere i rapporti con lei sono stati coronati da una serie infinita di "non posso" di vario genere. Ad oggi che non sono più colleghi non so nulla di ufficiale ma sono pronta a scommettere che non abbiano smesso di sentirsi.
Il post di oggi non riguarda le mie scelte passate, che sono state fatte e pertanto immutabili.
Ora tenendo presente queste premesse, il GG ha cambiato lavoro un annetto fa e ora è a capo della filiale italiana di una azienda danese. Come tale ha effettuato e dovrà effettuare alcune assunzioni. Quando ha cominciato a fare colloqui io senza pudore ne peli sulla lingua gli ho chiaramente chiesto di non assumere una donna, perchè non ero certa che sarei riuscita a gestire la situazione - visto il pregresso.
Ora, io lo so che è una pretesa del cazzo. Una mia amica mi ha detto che è stata una richiesta da ragazzina, e posso anche concordare che sia non proprio illuminato da parte mia cheidere una cosa del genere.
Però... però io avevo bisogno di questo, per stupido o infantile che possa sembrare. Non ho il diritto, io, di essere illogica qualche volta? Quando sono coinvolti eventi e sentimenti che a volte ancora mi aprono una voragine sotto i piedi solo a ripensarci? Non ho diritto di pestarli, quei piedi e di pretendere quello che mi serve? Devo essere sempre quella calma pacata e ragionevole? Avevo bisogno di vedere che benchè irragionevole (e non lo sono mai cazzo, non lo sono mai!!!) lui per una volta mi avrebbe assecondata, non avrebbe opposto la sua serie infinita di "non posso" e avrebbe fatto il MIO bene, che poi è il bene della famiglia. Avevo bisogno di vedere che avrebbe messo ME davanti a tutto il resto per una cazzo di volta nella vita, magari anche davanti a se stesso, davanti alla sua "integrità professionale" o alla sua etica, e che se ne sarebbe sbattuto di tutto il resto. PER ME. Avevo necessità estrema di sentire parole come "ascolta, questa è una stronzata enorme, ma se per te è così importante, va bene" Sono tua moglie, sono quella che dici che amerai per sempre. Non puoi fare questo per me? Non puoi farlo anche se non capisci e non condividi? Per me, perché sono tua moglie? Beh, ha assunto una donna, quindi, a quanto pare, NO.
Invece io ho bisogno di sentirmi al primo posto non solo quando va tutto bene ed è facile, ma anche quando è difficile, quando costa. Se mi guardo indietro, io ho fatto la mia parte, ho rinunciato alla mia carriera a un certo punto per stare di più in famiglia, ho accettato e cercato di superare determinate cose per amore suo (e dei figli naturalmente, ma principalmente suo) ho "pagato" le mie scelte con la paura, l'insicurezza, l'insonnia anche. Coi compromessi, che ho fatto con me stessa. Non è che io voglia la medaglia, sia ben chiaro: sono state scelte mie, completamente mie e non le rinnego ne le rimpiango. Però insomma mi piacerebbe che la cosa fosse reciproca. Ripeto, non nella quotidianità - in cui è veramente splendido - ma anche quando è difficile.
Tutto qui.
Non so se sia una cosa troppo difficile da fare, ma sicuramente non mi sembra difficile da capire, se uno lo vuole.
Sono veramente avvilita.
Cosa ne pensate?
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mercoledì 23 novembre 2016
giovedì 22 settembre 2016
BRANGELINA
No, ma seriamente, il mio primo pensiero è stato: "basta, è finita: se non ce l'hanno fatta loro, non c'è speranza per nessuno"
Davvero, ma come? I perfetti innamorati, i genitori da Oscar, la coppia più bella del mondo... ma com'è possibile?
Ora partirà tutta la campagna mediatica sul perché e il percome, su chi baderà a tutta quella figliolanza, ci faranno sapere con dovizia di dettagli esattamente quando Brad potrà passare a prendere i suoi figli per il week end, su quale cifra passerà all'ex moglie per il mantenimento, ed esattamente dopo quanti mesi, giorni, minuti e secondi ognuno dei due si consolerà tra le braccia di qualche altro attore o attrice, possibilmente molto figo (anche se trovarlo meglio Angelina farà un po' fatica) distruggendo pezzo per pezzo questa coppia che magari definire iconica è troppo, ma che è stata comunque una bella coppia fatta di persone vere, non solo di attori famosi, che si sono amati, hanno costruito qualcosa che poi è inesorabilmente crollato.
Persone che, nonostante tutti i loro soldi e le loro ville e il lavoro più bello del mondo, soffriranno il distacco, il fallimento, saranno preoccupati per il benesseri dei figli, passeranno tutte le fasi della separazione, inclusa quella in cui desidereranno passarsi reciprocamente sopra con uno schiacciasassi, ma non lo faranno per il bene dei bambini. Piangeranno in tribunale, saranno in ansia quando dovranno rivedersi per ragioni ufficiali, cercheranno di mostrarsi sereni davanti all'altro, persino brillanti, anche se magari dentro hanno un buco nero che li inghiotte.
Si pentiranno mille volte e mille altre penseranno che il divorzio era l'unica soluzione. Saranno incerti e tristi e depressi e insicuri. Come tutti.
Speriamo che la macchina mediatica - o l'entourage stesso dei due - non cerchi di sfruttare questa occasione biecamente per pubblicità o visibilità, e che li lascino in pace a superare questa crisi.
Davvero, ma come? I perfetti innamorati, i genitori da Oscar, la coppia più bella del mondo... ma com'è possibile?
Chiaro: le coppie ricche e famose raramente sono come appaiono e naturalmente nessuno si
sognerebbe di prenderle ad esempio. Ci sono tuttavia alcune eccezioni nell'immaginario collettivo... che so, Grace Kelly e il Principe Ranieri? Dai, chi a suo tempo non ha sognato con questa bella favola? Paul Newman e Joanne Woodward... Sposati dal 1958, mai un gossip. Paul Newman, che voglio dire, Paul Newman... uno degli uomini più belli e corteggiati di tutti i tempi..... in una intervista dichiarò: perché dovrei andare fuori a mangiare un hamburger quando ho una bistecca al sangue a casa? E non è che non ci saranno stati hamburger che gli giravano attorno invitanti....
sognerebbe di prenderle ad esempio. Ci sono tuttavia alcune eccezioni nell'immaginario collettivo... che so, Grace Kelly e il Principe Ranieri? Dai, chi a suo tempo non ha sognato con questa bella favola? Paul Newman e Joanne Woodward... Sposati dal 1958, mai un gossip. Paul Newman, che voglio dire, Paul Newman... uno degli uomini più belli e corteggiati di tutti i tempi..... in una intervista dichiarò: perché dovrei andare fuori a mangiare un hamburger quando ho una bistecca al sangue a casa? E non è che non ci saranno stati hamburger che gli giravano attorno invitanti....
Sarà per via che erano "altri tempi"? O solo perché Paul era un gentiluomo come si deve?
Ecco, Brad e Angelina facevano parte di questa categoria, o almeno così ci hanno lasciato credere.
E invece no! Ciccia.
E invece no! Ciccia.
Ora partirà tutta la campagna mediatica sul perché e il percome, su chi baderà a tutta quella figliolanza, ci faranno sapere con dovizia di dettagli esattamente quando Brad potrà passare a prendere i suoi figli per il week end, su quale cifra passerà all'ex moglie per il mantenimento, ed esattamente dopo quanti mesi, giorni, minuti e secondi ognuno dei due si consolerà tra le braccia di qualche altro attore o attrice, possibilmente molto figo (anche se trovarlo meglio Angelina farà un po' fatica) distruggendo pezzo per pezzo questa coppia che magari definire iconica è troppo, ma che è stata comunque una bella coppia fatta di persone vere, non solo di attori famosi, che si sono amati, hanno costruito qualcosa che poi è inesorabilmente crollato.
Persone che, nonostante tutti i loro soldi e le loro ville e il lavoro più bello del mondo, soffriranno il distacco, il fallimento, saranno preoccupati per il benesseri dei figli, passeranno tutte le fasi della separazione, inclusa quella in cui desidereranno passarsi reciprocamente sopra con uno schiacciasassi, ma non lo faranno per il bene dei bambini. Piangeranno in tribunale, saranno in ansia quando dovranno rivedersi per ragioni ufficiali, cercheranno di mostrarsi sereni davanti all'altro, persino brillanti, anche se magari dentro hanno un buco nero che li inghiotte.
Si pentiranno mille volte e mille altre penseranno che il divorzio era l'unica soluzione. Saranno incerti e tristi e depressi e insicuri. Come tutti.
Speriamo che la macchina mediatica - o l'entourage stesso dei due - non cerchi di sfruttare questa occasione biecamente per pubblicità o visibilità, e che li lascino in pace a superare questa crisi.
giovedì 7 gennaio 2016
DI COMPLETI IMBECILLI.
Ho trovato ieri questa vignetta su FB.
La trovo uno dei peggiori esempi di idiozia maschilista, di beceritudine, di cretina superficialità su cui io abbia mai dovuto posare gli occhi. E' a dire poco insultante.
Io mi sento profondamente offesa, come donna ma anche in prima persona, proprio come Andretta, dal fatto che esistano al mondo ancora persone che si beano di pensare e diffondere una tale dose di consapevole imbecillità.
Innanzitutto, mio caro deficiente, sappi che esistono al mondo matrimoni che funzionano.
Secondo, mio bel coglioncello, ci sono persone che divorziano a costo di grandi sofferenze emotive e sintetizzare quello che magari è un percorso di anni di dolore in quattro disegnini del cazzo infarciti di inutili e anacronistici luoghi comuni meriterebbe la galera.
Terzo, o mio carissimo essere umano dotato chiaramente di organi genitali esterni, la medesima illuminata ironia si potrebbe tranquillamente utilizzare al contrario, raccontando di tutti quei tuoi degnissimi pari che si trombano tutti i buchi che gli si parano davanti accusando poi la moglie che si prende cura della casa e della famiglia in tuta da ginnastica e non in negligé alla Jenna Jameson... uccidendo così l'interesse carnale dei poveri mariti trascurati
Quarto, e forse più importante, o sommo imbecille, ci sono persone, uomini e donne, che combattono e lottano con le unghie e coi denti per far funzionare le cose a dovere, ci sono persone che profondono impegno e cura nella relazione di coppia anche a costo di fatica e compromessi, ci sono persone per le quali concetti come devozione, fedeltà, amore hanno ancora non "un" ma "il" significato più importante della vita.
Colpevolizzare sempre e solo una parte della coppia non solo è sbagliato ma è stupido, e presuppone un intelletto da mitile, una consapevolezza da proteo e una dose di presunzione da leone alfa, sono certa del tutto immotivata data la chiara pochezza di attributi.
Che la parte colpevolizzata poi sia il solito trito cliché della moglie acida che si fa bellamente gli affari propri mentre il povero marito vessato si occupa di tutto aggiunge solo il sale del maschilismo a questa minestra già rancida e marcia. Per non parlare dell'altrettanto rozzo e beota clichè altrettanto abusato della stronza divorziata che si arricchisce con gli alimenti del povero cornuto innocente. Ho varie amiche divorziate con figli e nessuna di esse naviga nell'oro. E vi rendo noto, cari maschi minorati, che i soldi non li date alla vostra ex moglie, ma ai vostri figli. O forse vorreste liberarvi anche di loro?
In poche parole, mi fai abbastanza schifo, o indegno vignettaro, e chiudo con la medesima esortazione che ho usato commentando la foto in Facebook: vergognati, imbecille.
*questo post si trova identico anche sull'Arcobeleno
martedì 31 marzo 2015
INFEDELTA' VIRTUALI????
Beh, che dire.
Certe volte ti trovi in situazioni nelle quali mai avresti pensato.
Come quando da studente diventi insegnante e guardi la classe dall'altro lato della cattedra.
La moglie di uno dei compagni della IIIB (uno di questi) si è convinta che io vada a letto con suo marito, e sta facendo un putiferio.
Ora, è scontato ma lo dico chiaro e tondo: io NON vado a letto con lui.
E' simpatico, è carino, è una sagomaccia che ci fa scompisciare tutti dalle risate.... ma da qui a trombarci, voglio dire................... ne corre.
La materia del contendere sono - e qui l'ironia non ha veramente confini- una serie di messaggi scambiati in whattsapp che la moglie ha letto di nascosto. Ora, bisogna essere onesti ed ammettere che si, qualche doppio senso c'era. Pure triplo, diciamo. Ma erano tutti messaggi scambiati nel gruppo che abbiamo creato con gli ex compagni, quindi "in pubblico" non in privato tra me e lui. E non eravamo certamente io e lui gli unici a scambiare battutacce a sfondo equivoco.
Siamo tutti adulti e vaccinati, sani 44enni goliardici, e che? Non si può scherzare sul sesso? Ma ci mancherebbe!
Ma si è sempre e solo trattato appunto di questo, battute, e secondo me la cosa era talmente evidente da essere persino superfluo sottolinearlo.
C'è da aggiungere che il nostro amico, per sua stessa ammissione, non è quel che si definirebbe uno stinco di santo dal punto di vista della fedeltà coniugale. Suppongo perciò che questa sia un'aggravante dal punto di vista di lei , e che sua moglie sia - ragionevolmente e giustamente - li con le orecchie dritte e i sensi all'erta.
E qui, mentre suppongo, mi fotto da sola.
Perché la verità è che mi spiace moltissimo per lui, ma mi sento piuttosto solidale con lei.
E l'esserlo mi provoca anche qualche grattacapo di natura etica, a essere onesta.
Quanto al mio amico, il suo modo di vedere tutta la questione è abbastanza tipico.
Si sente tranquillo perché lui "non ha fatto niente di male" - intendendo con ciò che non mi ha portata a letto. E non accetta le attenuanti x la moglie che io stessa ho proposto, ricordandogli che ci sono ferite che difficilmente guariscono, rispondendo che "si, ho sbagliato in passato, ma non posso mica pagare per tutta la vita".
Vi devo spiegare che queste due frasi mi hanno fatto diventare ancora più solidale con questa donna di cui non conosco nemmeno il nome? Ditemi., queste parole non pare anche a voi di averle già sentite?
Mi viene il sospetto che siano marchiate a fuoco nella mente maschile, che si sviluppino come naturale conseguenza del cromosoma Y. E che noi signore con due X e un cervello funzionante non possiamo farci proprio niente.
Mi consolo (?)
Per quanto mi riguarda, stare "dall'altra parte" del messaggio di whattsapp non mi piace molto. Certo è stato tutto molto divertente, e se non ci fosse stato questo brutto inconveniente probabilmente continuerebbe ad esserlo. Un dubbio sul fatto che non fosse opportuno scherzare tra noi in maniera esplicita onestamente non ha sfiorato nessuno di noi. L'ha detta giusta la Sa., ieri, quando abbiamo saputo del problema: siamo andati un po' sopra le righe, non ci abbiamo pensato, ma senza l'intenzione di offendere nessuno. Ne tantomeno di mettere in pratica alcunché.
Ad ogni modo, mentre ieri era arrabbiatissimo per essere stato spiato, oggi il nostro buon amico sembra abbastanza tranquillo, e piuttosto deciso a riconquistarsi la moglie.
Speriamo davvero!
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mercoledì 14 maggio 2014
IL PUNTO
Io mi sono messa in discussione tanto per mio marito, ai tempi in cui valutai che questo fosse necessario. Ho lavorato su me stessa, per me stessa e per noi e per la nostra famiglia, per tanto tempo e ora credo di aver esaurito il mio compito. Ora è il momento di raccogliere i frutti, voglio vivere serena, con un uomo che mi ami e che sia sincero.
Un uomo di cui potermi fidare.
Io non lo mando via, non VOGLIO mandarlo via
Lo amo, davvero lo amo, moltissimo.
NON LA VOGLIO una vita senza di lui, ma non è che non POTREI farcela. Ce la farei.
Lo amo ma sono anche stanca, stanca non nel senso di stufa, ma proprio nel senso di stanca, affaticata. Affaticata per i chilometri fatti andandogli dietro. Correndogli dietro a volte.
Come ebbi già modo di dire una volta su questo blog - anche se in maniera un po' criptica - non si può sempre essere il giaguaro che insegue. A volte bisogna essere la gazzella che viene inseguita.
A volte se ne ha bisogno.
A volte se ne ha bisogno.
E io ho bisogno a questo punto di sicurezza e di onestà.
Se non può darmele... mi spiace ma stavolta non me ne faccio carico.
Quasi 25 anni di vita.
Quasi 25 anni di vita insieme, due figli, due case, due gatti... tante cose fatte.
Tante tante cose condivise.
Come si fa?
Come si fa, mi domando!
STO MESSA ALLA ROVESCIA
Di solito quando capita qualcosa, noi donne soprattutto abbiamo minimo due pareri contrastanti che ci provengono "da dentro", quello della pancia e quello della testa.
Concordate?
E di solito abbiamo la pancia che dice vai, fai, briga, disfa, agisci, colpisci, devasta, vendicati, sfracella, stramazza.... mentre la testa risponde stai calma, pensa, pondera, razionalizza...
Ecco io sto messa alla rovescia.
La mia pancia mi dice "massì... sta' calma... chessaramai, dopotutto...."
Mentre la testa mi dice "eh no. devi fare qualcosa, devi agire, non puoi far finta di niente"
Il punto è che secondo me ci si abitua a tutto, prima o poi.
Per questo la mia pancia è così zen. E' abituata.
Ma io su questa cosa non voglio e non posso cedere all'abitudine.
Non è giusto. Non è proprio giusto.
Il GG per parte sua, beh.
Appare estremamente contrito. Molto.
Dice che è molto triste perché non vuole che io soffra. Anzi, no, non vuole farmi soffrire.
Io a questo ho risposto in due modi.
Primo: troppo tardi.
Secondo: bene, era ora che tu fossi triste, magari significa che inizi a capire qualcosa in più rispetto al passato.
Non credo che siano le risposte che si aspettava da me, ma sono quelle che mi sono venute.
Mi appartengono poco, in effetti, come tipo di atteggiamento. Ma mi sono sembrate adeguate.
Mi ha anche detto che non vuole più litigare, ma io direi che no, che non siamo in lite. In effetti non lo siamo. Dire che stiamo litigando è scorretto, questa non è una azzuffatina tra innamorati. Siamo una coppia matura e collaudata che deve risolvere un problema, e non lo fa certo litigando. Infatti la quotidianità non è certo fatta di musi, silenzi e rabbia. E' normale, è come sempre. Con qualche discorso serio in più.
Dice che ha intenzione di combattere contro il suo ego (qualunque cosa ciò significhi, dovrò approfondire direi), ma che non si sente in colpa perché comunque, di base, non ha fatto niente di male (= non ha scopato in giro).
Gira tutto attorno li.
Ma io non ti sono infedele.
Comprendo anche sua la frustrazione, da una parte: se davvero non è infedele in senso "classico" certo trovarsi trattato come il peggior trombatore della storia probabilmente non deve essere piacevole. E senza la possibilità di essere creduto, perché ora finalmente sa che avendo perso la mia fiducia, le cose che dice non vengono mica troppo credute.
Ma se mi incammino sulla strada del "lo capisco", perdo tutta la mia determinazione.
E stavolta vorrei proprio evitare di perderla.
Concordate?
E di solito abbiamo la pancia che dice vai, fai, briga, disfa, agisci, colpisci, devasta, vendicati, sfracella, stramazza.... mentre la testa risponde stai calma, pensa, pondera, razionalizza...
Ecco io sto messa alla rovescia.
La mia pancia mi dice "massì... sta' calma... chessaramai, dopotutto...."
Mentre la testa mi dice "eh no. devi fare qualcosa, devi agire, non puoi far finta di niente"
Il punto è che secondo me ci si abitua a tutto, prima o poi.
Per questo la mia pancia è così zen. E' abituata.
Ma io su questa cosa non voglio e non posso cedere all'abitudine.
Non è giusto. Non è proprio giusto.
Il GG per parte sua, beh.
Appare estremamente contrito. Molto.
Dice che è molto triste perché non vuole che io soffra. Anzi, no, non vuole farmi soffrire.
Io a questo ho risposto in due modi.
Primo: troppo tardi.
Secondo: bene, era ora che tu fossi triste, magari significa che inizi a capire qualcosa in più rispetto al passato.
Non credo che siano le risposte che si aspettava da me, ma sono quelle che mi sono venute.
Mi appartengono poco, in effetti, come tipo di atteggiamento. Ma mi sono sembrate adeguate.
Mi ha anche detto che non vuole più litigare, ma io direi che no, che non siamo in lite. In effetti non lo siamo. Dire che stiamo litigando è scorretto, questa non è una azzuffatina tra innamorati. Siamo una coppia matura e collaudata che deve risolvere un problema, e non lo fa certo litigando. Infatti la quotidianità non è certo fatta di musi, silenzi e rabbia. E' normale, è come sempre. Con qualche discorso serio in più.
Dice che ha intenzione di combattere contro il suo ego (qualunque cosa ciò significhi, dovrò approfondire direi), ma che non si sente in colpa perché comunque, di base, non ha fatto niente di male (= non ha scopato in giro).
Gira tutto attorno li.
Ma io non ti sono infedele.
Comprendo anche sua la frustrazione, da una parte: se davvero non è infedele in senso "classico" certo trovarsi trattato come il peggior trombatore della storia probabilmente non deve essere piacevole. E senza la possibilità di essere creduto, perché ora finalmente sa che avendo perso la mia fiducia, le cose che dice non vengono mica troppo credute.
Ma se mi incammino sulla strada del "lo capisco", perdo tutta la mia determinazione.
E stavolta vorrei proprio evitare di perderla.
mercoledì 6 novembre 2013
EMBOLOOOOOOOOOOO
Lo sapete che quando mi parte un embolo, dopo non c'è modo di fermarlo.
Tenetelo presente prima di decidere se leggere o meno questo post.
Ora, dovete sapre che il GG potrebbe cambiare lavoro.
Non vi tedio coi come e coi perchè, ma diciamo che una decisione è ormai imminente.
Ieri, metà per ispirazione e metà per scherzo, sapendo quante amicizie lui abbia in ufficio, prima di uscire dall'ufficio gli mando un messaggio che dice più o meno "mi raccomando non dir niente a nessuno neh?" nella convinzione che mi avrebbe risposto una cosa come "sei fuori per chi mi prendi certo che non dico niente".
La sua risposta invece è stata "perchè mi dici questo??"
Chiaro segnale - per me che lo conosco - che o lo aveva già fatto, o stava pensando di farlo.
Quindi glie lo chiedo proprio esplicitamente "l'hai già fatto vero?" e la risposta di ancor più chiaro ed evidente significato "non ancora".
Bene.
Sono bastati due altri minuti di conversazione perchè confermasse quello che io ovviamente sapevo fin dall'inizio, e cioè che avrebbe voluto parlarne con la nostra amica, la collega S. "perchè per me non è naturale non confidarmi con persone con le quali la confidenza l'ho sempre avuta".
Ma santissimo cazzo, ma porco il mondo cane, ma siamo ancora qui a parlare di confidenza e amicizia con questa donna? Ma vi pare possibile? No, perchè a me veramente sembra di stare ai confini della realtà! Ma non doveva esser fuori dalla mia vita questa... tizia??? Il pensiero che mio marito sia andato in ufficio con la voglia di parlarle veramente mi fa andare fuori di testa in tutti i sensi possibili.
Che poi... parliamone un secondo. Ho detto e ribadito che non ce l'ho con lei in quanto non ritengo che "lei" mi abbia fatto nulla di male, non essendo mia amica e non avendo con me nessun debito di lealtà o altro. Ma dopo le cose che mi ha raccontato la mia amica T. ho fatto qualche piccola indagine. Su quel F. che era il miglior amico di mio marito, a dire il vero, (vedi post del 31 ottobre) non su di lei specificatamente.
Dubitavate?
Due domandine ad amici di amici, sapete. Giusto per tenere il naso ben ficcato al centro della questione. E ho saputo da più di una fonte che la storia tra la collega S. e F. in realtà non deve essere stata proprio una "relazione".
Era più una cosa come lei se lo voleva trombrare, ma lui l'ha respinta perchè lei era in una relazione ufficiale da oltre 10 anni (ci sta tutto: F. ha un suo rigore molto stretto su queste cose, è risaputo).
Prima F, poi mio marito (o contemporaneamente), entrambi suoi colleghi e amici tra loro, nel giro di un paio d'anni.
Se tanto mi da tanto, deve esserci traffico come alla Stazione Centrale, là dentro.
Un'infedele, quindi.
Di più, peggio: un'infedele seriale.
E tutto mentre era fidanzata con un povero cornuto, che ha sposato poi un anno e mezzo fa (e vi ricordo che per il suo viaggio di nozze in Messico, la sposina ha tenuto a far avere a mio marito il numero di telefono della scheda cellulare acquistata apposta per l'estero. E non ditemi che è normale!)
Devo dirvi come mi sento orgogliosa e fiera che il GG abbia perso la testa per cotanta donna?
Prenditi una cotta per una migliore di me, lo posso anche capire. Più intelligente, più bella, più gentile. Va bene.
Ma una p..... ersona così?
Ma dai! Ma che tristezza.
Tenetelo presente prima di decidere se leggere o meno questo post.
Ora, dovete sapre che il GG potrebbe cambiare lavoro.
Non vi tedio coi come e coi perchè, ma diciamo che una decisione è ormai imminente.
Ieri, metà per ispirazione e metà per scherzo, sapendo quante amicizie lui abbia in ufficio, prima di uscire dall'ufficio gli mando un messaggio che dice più o meno "mi raccomando non dir niente a nessuno neh?" nella convinzione che mi avrebbe risposto una cosa come "sei fuori per chi mi prendi certo che non dico niente".
La sua risposta invece è stata "perchè mi dici questo??"
Chiaro segnale - per me che lo conosco - che o lo aveva già fatto, o stava pensando di farlo.
Quindi glie lo chiedo proprio esplicitamente "l'hai già fatto vero?" e la risposta di ancor più chiaro ed evidente significato "non ancora".
Bene.
Sono bastati due altri minuti di conversazione perchè confermasse quello che io ovviamente sapevo fin dall'inizio, e cioè che avrebbe voluto parlarne con la nostra amica, la collega S. "perchè per me non è naturale non confidarmi con persone con le quali la confidenza l'ho sempre avuta".
Ma santissimo cazzo, ma porco il mondo cane, ma siamo ancora qui a parlare di confidenza e amicizia con questa donna? Ma vi pare possibile? No, perchè a me veramente sembra di stare ai confini della realtà! Ma non doveva esser fuori dalla mia vita questa... tizia??? Il pensiero che mio marito sia andato in ufficio con la voglia di parlarle veramente mi fa andare fuori di testa in tutti i sensi possibili.
Che poi... parliamone un secondo. Ho detto e ribadito che non ce l'ho con lei in quanto non ritengo che "lei" mi abbia fatto nulla di male, non essendo mia amica e non avendo con me nessun debito di lealtà o altro. Ma dopo le cose che mi ha raccontato la mia amica T. ho fatto qualche piccola indagine. Su quel F. che era il miglior amico di mio marito, a dire il vero, (vedi post del 31 ottobre) non su di lei specificatamente.
Dubitavate?
Due domandine ad amici di amici, sapete. Giusto per tenere il naso ben ficcato al centro della questione. E ho saputo da più di una fonte che la storia tra la collega S. e F. in realtà non deve essere stata proprio una "relazione".
Era più una cosa come lei se lo voleva trombrare, ma lui l'ha respinta perchè lei era in una relazione ufficiale da oltre 10 anni (ci sta tutto: F. ha un suo rigore molto stretto su queste cose, è risaputo).
Prima F, poi mio marito (o contemporaneamente), entrambi suoi colleghi e amici tra loro, nel giro di un paio d'anni.
Se tanto mi da tanto, deve esserci traffico come alla Stazione Centrale, là dentro.
Un'infedele, quindi.
Di più, peggio: un'infedele seriale.
E tutto mentre era fidanzata con un povero cornuto, che ha sposato poi un anno e mezzo fa (e vi ricordo che per il suo viaggio di nozze in Messico, la sposina ha tenuto a far avere a mio marito il numero di telefono della scheda cellulare acquistata apposta per l'estero. E non ditemi che è normale!)
Devo dirvi come mi sento orgogliosa e fiera che il GG abbia perso la testa per cotanta donna?
Prenditi una cotta per una migliore di me, lo posso anche capire. Più intelligente, più bella, più gentile. Va bene.
Ma una p..... ersona così?
Ma dai! Ma che tristezza.
giovedì 31 ottobre 2013
DATEMI UNA RONCOLA.
Non vi posso spiegare quanto sono inbelvita oggi!
Devo raccontarvi una lunga storia, che riguarda me, mio marito, alcuni comuni amici e la ormai famosa collega S, che il signore le conceda la salute... anche se direi quasi "di striscio" (quasi).
PERSONAGGI E INTERPRETI:
- La Puffola, nella parte dell'Orlanda Furiosa
- Il GG, nella parte di.. del... insomma. il GG.
- Un ex amico fraterno del GG, al quale sarebbe opportuno d'ora in avanti riferisri come "il coglione pezzo di merda", ma che per brevità chiameremo semplicemente F.
- Una coppia di amici ora separati, T.. e Z., entrambi amici nostri e del cogl.... scusate, di F.
- La collega S. nella parte del prezzemolo che come ti giri ti volti salta sempre fuori.
Obene.
Un tre anni fa per motivi non completamente specificati, il GG e l'amico F. hanno interrotto i loro rapporti, poco dopo che il GG aveva iniziato a lavorare per l'azienda dove lavora anche F. (sono tuttora colleghi). La coincidenza dei tempi tra questa rottura e la mia crisi coniugale, iniziata nel 2010, unita alla singolare reticenza del GG a parlarne o a rispondere alle mie domande, mi aveva fatto all'epoca sospettare che in qualche modo io fossi coinvolta in questa rottura, ma avendo io ben altri problemi per la testa, non ci ho badato più di tanto.
Le cose come sono andate lo sapete tutti, il GG e io siamo ancora qui a poter raccontare quello che ci è successo, per cui tutto bene (marzo 2013 a parte).
L'anno scorso l'amica T e l'amico Z, marito e moglie, si sono separati.
F. è amico di entrambi ma in questo momento difficile aveva un po' abbandonato lui e continuato invece a sentire con regolarità lei (che è una delle mie amiche più care).
Ora io immaginavo che, visto l'astio di F. nei confronti del GG lui avrebbe approfittato della sua amicizia con T. per parlarne male con lei, ma la realtà supera la fantasia.
F. è andato avanti anni a raccontare a T. le peggiori nefandezze (non so i dettagli ma me li immagino) su una relazione tra GG e la collega S. nella speranza (vana) che lei mi riferisse tutto e contando in questo modo di colpire il GG.
La povera T. che aveva già i suoi problemi (si stava separando) si è trovata così a dover sopportare il peso di questi "pettegolezzi", e ha deciso di portarlo senza riferirmi nulla, andando anche personalmente in crisi e sentendosi in colpa nei miei confronti. ("Puffola", mi dice T. "se vedo il GG uscire da un motel con una tipa, lo ammazzo io con le mie mani senza nemmeno avvisarti. Ma così, solo vaghe cattiverie riferite, non mi è sembrato giusto dirtelo, soprattutto sapendo che la fonte è uno che odia tuo marito")
Sapevo già che uno dei motivi (il motivo? a sto punto...) della rottura dell'amicizia tra il GG e F. era il fatto che lui non sopportasse la.. vicinanza... tra GG e la collega. Che già è singolare. Ma perchè così tanto astio? Questo non l'avevo mai capito veramente, fino all'altra sera.
L'altra sera sono uscita con la mia amica T. e ho scoperto che F. ha avuto una relazione con la collega S.
E se devo dirvi la verità, questo mi ha fatto partire un embolo di quelli storici.
Prima cosa.
Ma chi cazzo è questa S. che è costata al GG il suo migliore amico e quasi la sua famiglia???? Che minchia di angelo caduto dal cielo sarà mai?
Seconda cosa.
Tu, brutto pezzo di merda di F, metti in crisi una amica che già attraversa il peggior periodo della sua vita, usandola a tuo piacimento, al solo ed unico scopo di colpire mio marito, agendo nella piena coscienza e consapevolezza dei tuoi 46 anni, rischiando - e anzi desiderando - di mandare all'aria il nostro matrimonio... ma non solo..... rischiando la vita e la serenità dei MIEI FIGLI brutto figlio di una grandissima troia... e vengo a scoprire che lo fai per gelosia???? Per la tua meschina gelosia della minchia??? Tu, schifoso essere senza dignità e senza decenza, non meriti di respirare la mia stessa aria. Tu che non hai mai saputo costruire uno straccio di rapporto con una donna, lasciamo perdere una famiglia, e che infatti ti trovi a 46 anni solo come il cane rognoso che sei?????? COME OSI parlare della MIA famiglia, tenuta insieme tenacemente e con desiderio e lavoro e fatica e dolore? Ma io ti ammazzo, brutto rifiuto umano, maleodorante rigurgito di fogna, con tutti i tuoi due metri per 150 chili, io apro da parte a parte con una roncola e ti lascio in pasto alle iene come lo scarto biologico che sei!
Terza cosa.
E' stato assodato tempo fa che non considero S. responsabile dei miei problemi coniugali.
Se una terza persona entra in una coppia, è perchè trova la porta aperta. S. (per quanto io la sparerei volentieri su Marte legata all'esterno di un razzo spaziale, intendiamoci bene!) è stata un sintomo, non la causa. Ciò premesso... secondo la ricostruzione ufficiale del GG il suo.. diciamo interesse... per S. è molto vecchio, e termina tra la fine del 2009 e l'inizio del 2010 (quando ancora, per inciso, non lavoravano insieme........ lasciamo perdere, ho fatto le mie scelte....)
La rottura tra F. e GG è posteriore.
Non di tanto, ma di qualche mese si.
Non mi tornano i tempi.
Devo raccontarvi una lunga storia, che riguarda me, mio marito, alcuni comuni amici e la ormai famosa collega S, che il signore le conceda la salute... anche se direi quasi "di striscio" (quasi).
PERSONAGGI E INTERPRETI:
- La Puffola, nella parte dell'Orlanda Furiosa
- Il GG, nella parte di.. del... insomma. il GG.
- Un ex amico fraterno del GG, al quale sarebbe opportuno d'ora in avanti riferisri come "il coglione pezzo di merda", ma che per brevità chiameremo semplicemente F.
- Una coppia di amici ora separati, T.. e Z., entrambi amici nostri e del cogl.... scusate, di F.
- La collega S. nella parte del prezzemolo che come ti giri ti volti salta sempre fuori.
Obene.
Un tre anni fa per motivi non completamente specificati, il GG e l'amico F. hanno interrotto i loro rapporti, poco dopo che il GG aveva iniziato a lavorare per l'azienda dove lavora anche F. (sono tuttora colleghi). La coincidenza dei tempi tra questa rottura e la mia crisi coniugale, iniziata nel 2010, unita alla singolare reticenza del GG a parlarne o a rispondere alle mie domande, mi aveva fatto all'epoca sospettare che in qualche modo io fossi coinvolta in questa rottura, ma avendo io ben altri problemi per la testa, non ci ho badato più di tanto.
Le cose come sono andate lo sapete tutti, il GG e io siamo ancora qui a poter raccontare quello che ci è successo, per cui tutto bene (marzo 2013 a parte).
L'anno scorso l'amica T e l'amico Z, marito e moglie, si sono separati.
F. è amico di entrambi ma in questo momento difficile aveva un po' abbandonato lui e continuato invece a sentire con regolarità lei (che è una delle mie amiche più care).
Ora io immaginavo che, visto l'astio di F. nei confronti del GG lui avrebbe approfittato della sua amicizia con T. per parlarne male con lei, ma la realtà supera la fantasia.
F. è andato avanti anni a raccontare a T. le peggiori nefandezze (non so i dettagli ma me li immagino) su una relazione tra GG e la collega S. nella speranza (vana) che lei mi riferisse tutto e contando in questo modo di colpire il GG.
La povera T. che aveva già i suoi problemi (si stava separando) si è trovata così a dover sopportare il peso di questi "pettegolezzi", e ha deciso di portarlo senza riferirmi nulla, andando anche personalmente in crisi e sentendosi in colpa nei miei confronti. ("Puffola", mi dice T. "se vedo il GG uscire da un motel con una tipa, lo ammazzo io con le mie mani senza nemmeno avvisarti. Ma così, solo vaghe cattiverie riferite, non mi è sembrato giusto dirtelo, soprattutto sapendo che la fonte è uno che odia tuo marito")
Sapevo già che uno dei motivi (il motivo? a sto punto...) della rottura dell'amicizia tra il GG e F. era il fatto che lui non sopportasse la.. vicinanza... tra GG e la collega. Che già è singolare. Ma perchè così tanto astio? Questo non l'avevo mai capito veramente, fino all'altra sera.
L'altra sera sono uscita con la mia amica T. e ho scoperto che F. ha avuto una relazione con la collega S.
E se devo dirvi la verità, questo mi ha fatto partire un embolo di quelli storici.
Prima cosa.
Ma chi cazzo è questa S. che è costata al GG il suo migliore amico e quasi la sua famiglia???? Che minchia di angelo caduto dal cielo sarà mai?
Seconda cosa.
Tu, brutto pezzo di merda di F, metti in crisi una amica che già attraversa il peggior periodo della sua vita, usandola a tuo piacimento, al solo ed unico scopo di colpire mio marito, agendo nella piena coscienza e consapevolezza dei tuoi 46 anni, rischiando - e anzi desiderando - di mandare all'aria il nostro matrimonio... ma non solo..... rischiando la vita e la serenità dei MIEI FIGLI brutto figlio di una grandissima troia... e vengo a scoprire che lo fai per gelosia???? Per la tua meschina gelosia della minchia??? Tu, schifoso essere senza dignità e senza decenza, non meriti di respirare la mia stessa aria. Tu che non hai mai saputo costruire uno straccio di rapporto con una donna, lasciamo perdere una famiglia, e che infatti ti trovi a 46 anni solo come il cane rognoso che sei?????? COME OSI parlare della MIA famiglia, tenuta insieme tenacemente e con desiderio e lavoro e fatica e dolore? Ma io ti ammazzo, brutto rifiuto umano, maleodorante rigurgito di fogna, con tutti i tuoi due metri per 150 chili, io apro da parte a parte con una roncola e ti lascio in pasto alle iene come lo scarto biologico che sei!
Terza cosa.
E' stato assodato tempo fa che non considero S. responsabile dei miei problemi coniugali.
Se una terza persona entra in una coppia, è perchè trova la porta aperta. S. (per quanto io la sparerei volentieri su Marte legata all'esterno di un razzo spaziale, intendiamoci bene!) è stata un sintomo, non la causa. Ciò premesso... secondo la ricostruzione ufficiale del GG il suo.. diciamo interesse... per S. è molto vecchio, e termina tra la fine del 2009 e l'inizio del 2010 (quando ancora, per inciso, non lavoravano insieme........ lasciamo perdere, ho fatto le mie scelte....)
La rottura tra F. e GG è posteriore.
Non di tanto, ma di qualche mese si.
Non mi tornano i tempi.
mercoledì 26 giugno 2013
ANCORA E ANCORA E ANCORA. E DOPO BASTA PERO'!
Allora.
Il punto non è la gelosia.
Mio marito ha avuto una sbandata per questa persona tempo fa, e siccome non sono una deficiente totale, sono disposta ad ammettere che qualche ragione l'aveva.
Su questo, credetemi sulla parola.
Ha detto di non aver dato seguito alla cosa, e io sono propensa a credergli.
A questo punto, comunque, è storia vecchia e là resta.
Quello che non riesco a gestire oggi è che siano rimasti amici.
E che nonostante sappia che mi fa del male costantemente, non rinunci a questa amicizia, che anzi difende.
Questo è un problema SUO, a mio modo di vedere.
E' lui che deve risolverlo, nell'unico e solo modo possibile.
Però diventa MIO nel momento in cui sono IO che devo mettere in discussione me stessa per vedere in qualche modo di accettare questa cosa secondo me inaccettabile, mentre lui si sente completamente nel giusto perchè non fa niente di male, e non prova nemmeno a cominciare a capire perchè la sua posizione - sempre a mio modo di vedere - è biasimevole oltre ogni limite, oltre che umiliante e degradante nei miei confronti, per non parlare della mia dignità accartocciata.
Perchè dire "ti amo" e contemporaneamente perseverare in piena coscienza e consapevolezza in un comportamento che fa soffrire la persona che si dice di amare, secondo me è una contraddizione in termini.
Costa fatica fare il bene dell'altro?
Ebbene, quella fatica, per una volta, va fatta.
Va preso il proprio ego, e va messo in secondo piano. Per una volta.
Questa sarebbe una dimostrazione d'amore pari a nessun'altra.
E' questo che gli rimprovero - mica solo qui sul blog, anche a lui personalmente - di non fare.
Ieri sera parlavamo - in via generale - di compromessi, dei compromessi che necessariamente vanno fatti quado si vive in coppia. Gli ho chiesto quali sono i compromessi ha fatto lui per stare con me. Mi ha risposto che non gli vengono in mente, e se non gli vengono in mente significa che non ne ha avuto bisogno, o che sono irrilevanti.
Bene, quindi questa è la prima cosa che gli chiedo veramente solo per me.
La prima in 20 e passa anni.
E lui non fa la fatica di spettinarsi un minmo.
E se solo pensa di accontentarmi - a volte me l'ha detto, "va bene lo faccio" - ragazzi mi tremano le gambe a vedere che faccia ha mentre lo dice. Come se gli tagliassero via un braccio. Come se la fatica fosse insormontabile.
Come se fossi l'arpia che lo snatura, contro la sua volontà.
Ecco.
Più chiaro di così non so dirlo.
Spero di essermi spiegata.
Concorderete, spero, che non è un problema di corna.
Quanto al resto, non mi sento una persona debole, anzi, mi sento molto molto forte.
Se accetto (temporaneamente) alcune cose che non mi stanno bene, è solo perchè continuo a lavorarci in vista di un bene superiore. For the greater good, come direbbe il prof. Albus Dumbledore
Non certo perchè sono un povero pulcino sparuto che pur di tenersi suo marito farebbe qualunque cosa. Proprio no.
Ed è per questo che non vorrei mai umiliarmi ulteriormente andando da S a dirle "ehi giù le mani da mio marito". Questo darebbe a tutti, me per prima, la sensazione di non essere in grado gestire la mia vita "dal di dentro". Come se fosse colpa sua, di lei. Come se il mio matrimonio fosse nelle sue mani. Invece non lo è. E' nelle mie, capite?
E la colpa... beh la colpa è stata mia e del GG.
Solo nostra.
Io ho fatto la mia parte, e penso di averla fatta bene.
Se così non fosse, il GG non ha che da chiedere.
Il GG ha fatto la sua parte. Al 100%... almeno fino a quando la sciagurata scoperta del famoso sms non ha messo la cosa sottoun altra luce.
Ora come giustamente dice lui, si tratta del 1% contro il 99%
E' vero, concordo completamente.
Ma purtroppo è un 1% che per me, pesa parecchio.
Che lasciasse da parte la razionalità, una volta ogni tanto e facesse quello che è giusto, pur se illogico.
Il punto non è la gelosia.
Mio marito ha avuto una sbandata per questa persona tempo fa, e siccome non sono una deficiente totale, sono disposta ad ammettere che qualche ragione l'aveva.
Su questo, credetemi sulla parola.
Ha detto di non aver dato seguito alla cosa, e io sono propensa a credergli.
A questo punto, comunque, è storia vecchia e là resta.
Quello che non riesco a gestire oggi è che siano rimasti amici.
E che nonostante sappia che mi fa del male costantemente, non rinunci a questa amicizia, che anzi difende.
Questo è un problema SUO, a mio modo di vedere.
E' lui che deve risolverlo, nell'unico e solo modo possibile.
Però diventa MIO nel momento in cui sono IO che devo mettere in discussione me stessa per vedere in qualche modo di accettare questa cosa secondo me inaccettabile, mentre lui si sente completamente nel giusto perchè non fa niente di male, e non prova nemmeno a cominciare a capire perchè la sua posizione - sempre a mio modo di vedere - è biasimevole oltre ogni limite, oltre che umiliante e degradante nei miei confronti, per non parlare della mia dignità accartocciata.
Perchè dire "ti amo" e contemporaneamente perseverare in piena coscienza e consapevolezza in un comportamento che fa soffrire la persona che si dice di amare, secondo me è una contraddizione in termini.
Costa fatica fare il bene dell'altro?
Ebbene, quella fatica, per una volta, va fatta.
Va preso il proprio ego, e va messo in secondo piano. Per una volta.
Questa sarebbe una dimostrazione d'amore pari a nessun'altra.
E' questo che gli rimprovero - mica solo qui sul blog, anche a lui personalmente - di non fare.
Ieri sera parlavamo - in via generale - di compromessi, dei compromessi che necessariamente vanno fatti quado si vive in coppia. Gli ho chiesto quali sono i compromessi ha fatto lui per stare con me. Mi ha risposto che non gli vengono in mente, e se non gli vengono in mente significa che non ne ha avuto bisogno, o che sono irrilevanti.
Bene, quindi questa è la prima cosa che gli chiedo veramente solo per me.
La prima in 20 e passa anni.
E lui non fa la fatica di spettinarsi un minmo.
E se solo pensa di accontentarmi - a volte me l'ha detto, "va bene lo faccio" - ragazzi mi tremano le gambe a vedere che faccia ha mentre lo dice. Come se gli tagliassero via un braccio. Come se la fatica fosse insormontabile.
Come se fossi l'arpia che lo snatura, contro la sua volontà.
Ecco.
Più chiaro di così non so dirlo.
Spero di essermi spiegata.
Concorderete, spero, che non è un problema di corna.
Quanto al resto, non mi sento una persona debole, anzi, mi sento molto molto forte.
Se accetto (temporaneamente) alcune cose che non mi stanno bene, è solo perchè continuo a lavorarci in vista di un bene superiore. For the greater good, come direbbe il prof. Albus Dumbledore
Non certo perchè sono un povero pulcino sparuto che pur di tenersi suo marito farebbe qualunque cosa. Proprio no.
Ed è per questo che non vorrei mai umiliarmi ulteriormente andando da S a dirle "ehi giù le mani da mio marito". Questo darebbe a tutti, me per prima, la sensazione di non essere in grado gestire la mia vita "dal di dentro". Come se fosse colpa sua, di lei. Come se il mio matrimonio fosse nelle sue mani. Invece non lo è. E' nelle mie, capite?
E la colpa... beh la colpa è stata mia e del GG.
Solo nostra.
Io ho fatto la mia parte, e penso di averla fatta bene.
Se così non fosse, il GG non ha che da chiedere.
Il GG ha fatto la sua parte. Al 100%... almeno fino a quando la sciagurata scoperta del famoso sms non ha messo la cosa sottoun altra luce.
Ora come giustamente dice lui, si tratta del 1% contro il 99%
E' vero, concordo completamente.
Ma purtroppo è un 1% che per me, pesa parecchio.
Che lasciasse da parte la razionalità, una volta ogni tanto e facesse quello che è giusto, pur se illogico.
venerdì 21 giugno 2013
TOM PONZI DE NOARTRI
Un po' di tempo fa, ho parlato con qualcuno, un uomo - lo specifico - della questione della collega del GG (l'amicizia continua, sapevatelo).
Pensavo francamente, trattandosi di un uomo, di prender mazzate.
Che voglio dire, mi sarebbero state pure bene, come sapete ogni punto di vista è ben accetto e non si sa mai da dove può arrivare un valido spunto di riflessione.
Invece questo "ragazzo" ha dato ragione in tutto e per tutto a me.
Però le mazzate sono arrivate lo stesso.
In pratica il consiglio è stato più o meno questo: se decidi di accettarlo, lo accetti e non rompi più i maroni. Se invece la cosa ti fa incazzare, la tua incazzatura deve avere un fine, uno sbocco. Deve portare a qualcosa. E fin qui, diciamo, posso pure essere daccordo.
Dal lato pratico, la cosa è che io dovrei incazzarmi e massacrare il GG su questa cosa, fino al raggiungimento del mio scopo (cioè la fine dei rapporti tra loro di qualunque natura), dopodichè, siccome ovviamente è un argomento su cui è molto facile mentire, dovrei metterlo sotto controllo per verificare che se lui dice che l'amicizia è finita, l'amicizia sia davvero finita (oppure: che se lui dice che vanno a pranzo, vadano davvero a pranzo e non in un motel).
E come dovrei fare, di grazia? ho chiesto.
La risposta è stata che i metodi ci sono.
Lo metti a budget e vaffanculo, spendi tanti soldi in cazzate......
Avete capito?
Mi ha suggerito di mettergli un detective alle calcagna e farlo pedinare.
Sono rimasta basita.
Ma basita tanto, parecchio.
No, dico.
Mike Hammer alle prese con una infedeltà coniugale?
Magnum PI baffi, calzoncini e macchina fotografica al collo?
Ma..... ma!
Pensavo francamente, trattandosi di un uomo, di prender mazzate.
Che voglio dire, mi sarebbero state pure bene, come sapete ogni punto di vista è ben accetto e non si sa mai da dove può arrivare un valido spunto di riflessione.
Invece questo "ragazzo" ha dato ragione in tutto e per tutto a me.
Però le mazzate sono arrivate lo stesso.
In pratica il consiglio è stato più o meno questo: se decidi di accettarlo, lo accetti e non rompi più i maroni. Se invece la cosa ti fa incazzare, la tua incazzatura deve avere un fine, uno sbocco. Deve portare a qualcosa. E fin qui, diciamo, posso pure essere daccordo.
Dal lato pratico, la cosa è che io dovrei incazzarmi e massacrare il GG su questa cosa, fino al raggiungimento del mio scopo (cioè la fine dei rapporti tra loro di qualunque natura), dopodichè, siccome ovviamente è un argomento su cui è molto facile mentire, dovrei metterlo sotto controllo per verificare che se lui dice che l'amicizia è finita, l'amicizia sia davvero finita (oppure: che se lui dice che vanno a pranzo, vadano davvero a pranzo e non in un motel).
E come dovrei fare, di grazia? ho chiesto.
La risposta è stata che i metodi ci sono.
Lo metti a budget e vaffanculo, spendi tanti soldi in cazzate......
Avete capito?
Mi ha suggerito di mettergli un detective alle calcagna e farlo pedinare.
Sono rimasta basita.
Ma basita tanto, parecchio.
No, dico.
Mike Hammer alle prese con una infedeltà coniugale?
Magnum PI baffi, calzoncini e macchina fotografica al collo?
Ma..... ma!
lunedì 15 ottobre 2012
QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO, MA SANNO
Parlando di infedeltà coniugale, si dice che la moglie è sempre l'ultima a sapere.
Mica vero.
Anzi, semmai il contrario.
Lo sa sempre, lo sa subito.
Noi donne siamo nate, per sapere.
Sappiamo.... leggere gli sguardi
Sappiamo.... leggere il linguaggio del corpo
Sappiamo.... ascoltare il tono più che le parole, e le parole non dette più di quelle dette.
Sappiamo.... sentire il silenzio
Sappiamo. Punto.
Anche senza tirare in ballo istinti, sesti sensi e simili... alle volte bastano veramente gli occhi e le orecchie.
E il naso.
Importantissimo, quello.
E' inutile cancellare i messaggi, polverizzare le ricevute, usare tutte le cautele.
Le "prove materiali" sono solo una conferma ulteriore di quello che le donne sanno già.
A prescindere. Per il solo fatto di vederci e sentirci.
E qui, di solito, un uomo ridacchia.
Ed è proprio questa la sua debolezza, e la forza di sua moglie.
Il non credere che sia possibile.
Certo... avere un amico/a che ha con te un debito di lealtà, e che magari arriva là dove tu non puoi, è un comodo aiuto. Ma anche li non è altro che una scorciatoia.... perchè nel momento in cui una donna chiede quel tipo di aiuto... non sospetta più. SA.
Resta poi da stabilire se sia più conveniente incaponirsi a volere la "prova provata", o non sia invece meglio gestire la faccenda in altro modo, in maniera più discreta.
C'è il rischio, è vero, di fare la figura della classica "cornuta e contenta"... ma tutto sommato i benefici potrebbero essere superiori.
La Fenice che muore e coraggiosamente risorge dalle ceneri della sua vita precedente è una grande metafora di tutto questo. Ma non è l'unica.
Esiste anche Hydra... un enorme, terrificante mostro a cui un uomo può staccare la testa tutte le volte che vuole, ma essa ricresce sempre... anzi, ne ricrescono due al posto di quella recisa.
Ed entrambe più fameliche della precedente.
Mica vero.
Anzi, semmai il contrario.
Lo sa sempre, lo sa subito.
Noi donne siamo nate, per sapere.
Sappiamo.... leggere gli sguardi
Sappiamo.... leggere il linguaggio del corpo
Sappiamo.... ascoltare il tono più che le parole, e le parole non dette più di quelle dette.
Sappiamo.... sentire il silenzio
Sappiamo. Punto.
Anche senza tirare in ballo istinti, sesti sensi e simili... alle volte bastano veramente gli occhi e le orecchie.
E il naso.
Importantissimo, quello.
E' inutile cancellare i messaggi, polverizzare le ricevute, usare tutte le cautele.
Le "prove materiali" sono solo una conferma ulteriore di quello che le donne sanno già.
A prescindere. Per il solo fatto di vederci e sentirci.
E qui, di solito, un uomo ridacchia.
Ed è proprio questa la sua debolezza, e la forza di sua moglie.
Il non credere che sia possibile.
Certo... avere un amico/a che ha con te un debito di lealtà, e che magari arriva là dove tu non puoi, è un comodo aiuto. Ma anche li non è altro che una scorciatoia.... perchè nel momento in cui una donna chiede quel tipo di aiuto... non sospetta più. SA.
Resta poi da stabilire se sia più conveniente incaponirsi a volere la "prova provata", o non sia invece meglio gestire la faccenda in altro modo, in maniera più discreta.
C'è il rischio, è vero, di fare la figura della classica "cornuta e contenta"... ma tutto sommato i benefici potrebbero essere superiori.
La Fenice che muore e coraggiosamente risorge dalle ceneri della sua vita precedente è una grande metafora di tutto questo. Ma non è l'unica.
Esiste anche Hydra... un enorme, terrificante mostro a cui un uomo può staccare la testa tutte le volte che vuole, ma essa ricresce sempre... anzi, ne ricrescono due al posto di quella recisa.
Ed entrambe più fameliche della precedente.
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