Visualizzazione post con etichetta vita col Ric. Mostra tutti i post
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martedì 21 novembre 2017
BYE BYE CICCIONE ROSSO
Conversazione alla puff-tavola un paio di giorni fa a cena
Puff: oh ragazzi, tra un mesetto è Natale, avete scritto la vostra letterina?
Il Ric si strozza con le trofie e le sputazza per tutta la tavola
Il GG non proferisce
Il Lore si gira verso di me con l'espressione che dice mamistaipigliandoperilculoocosa? e risponde solo: ma mamma!
Puff: Ok Ok. Chiariamo. Quindi non ci credi più a Babbo Natale?
Il Lore: Ovviamente no!
Il Ric: E meno male! Dai mamma ca##o è in quinta! Se ci credesse mi preoccuperei!
GG: tu ti preoccupi di qualunque cosa che riguardi tuo fratello e non fai testo.
Puff: va bene, ordine in aula. Allora Lore da quanto lo sai?
Il Lore: eh.. dallo scorso Natale!
Puff: ammappa! E non mi hai detto niente!
Il Lore (soddisfatto di sé stesso): No no.
GG: e come lo hai capito?
Il Lore: eh, mamma, ti ricordi, una volta l'anno scorso avevo perso un dente e tu ti eri dimenticata di mettere il soldino sul mio comodino. Sei venuta la mattina ma io ero sveglio e ti ho visto.
Puff: che c'entra, quello è il topino dei denti.
Il Lore: si vabbè, ma se non esiste quello, non esiste nemmeno Babbo Natale
- non fa una piega -
Puff: mi sembra giusto, e ci sei rimasto male?
Il Lore: (ridacchiando) eh si un po'...
A quel punto interviene il Ric che ci spiega che anche lui lo ha scoperto in quarta (e questo lo sapevo) perché "aveva già qualche sospetto" e allora la notte fatidica è rimasto sveglio e ci ha visti portare i regali sotto l'albero. Ha detto di essere stato "incaxxato nero" da questa scoperta, ma suppongo che tutta l'incazzatura si sia sciolta come la neve la mattina successiva una volta constatato che comunque i pacchetti sotto l'albero erano regolarmente presenti.
Mi resta la consolazione dell'unica cosa che il Lore non ha sgamato, ossia che il Babbo Natale che metteva i pacchi sotto l'albero che lui ha sbirciato dalla fessura della porta per 2-3 anni a fila fosse suo fratello vestito di rosso e con un cuscino sulla pancia.
La delirante dissertazione sui proposti regali di natale la lasciamo per un post futuro.
mercoledì 15 novembre 2017
PIGIAMA PARTY - sono sopravvissuta
No, vabbè, tutta un'altra storia!
Se avete letto il post di tanti anni fa sul pigiama party, scordatevelo.
Sarà che i bambini di allora erano in prima e questi invece sono in quinta?
Scema io a non pensarci prima.
Dunque la truppa è arrivata attorno alle 20.
Appello: Lore + E, C, M, R e S
Tutti regolarmente pervenuti.
M unica bambina.
Si sono scatenati un po' in cameretta, giocando con spade e attrezzi contundenti vari (ho sequestrato in extremis una mazza da baseball che al di la di tutto, pesa come un camion ed è uno strumento adatto ad aprire le capocce come meloni) ma verso le 20.30 era previsto l'arrivo della pizza.
Prima nota, sulla scelta delle pizze.
Lore e C i due "sfigonzi" scelgono la margherita. Ma il menù prevede anche due diavole (= salame piccante), una salsiccia e addirittura una 4 formaggi + salsiccia. Mica cotica. Le pizze arrivano debitamente tagliate nei loro bravi cartoni, li siedo a tavola e distribuisco il rancio. il giovane R (perché non posso dire piccolo a un undicenne alto 1.60) tira su la sua prima fetta, che cola inesorabilmente sui calzoni sfilacciando la mozzarella e mandando schizzetti di unto tutto in giro.
Mi guarda afflitto "ehm scusa, ma io non la so mangiare così... non hai forchetta e coltello?"
Ma che, perdavero?? :-O
Fornisco gli attrezzi e la cena continua.
M che ha portato iPad provvede al dj set durante il pasto, che comprende essenzialmente Rovazzi e un sacco di roba simile a quella. Tra un boccone e l'altro si fanno pure una cantatina.
Finita la cena continuano ad ascoltare musica guardando youtube in tv e poi si danno al peggio del peggio, il male assoluto, la tragedia dei nostri tempi... i video di Minecraft.
Mi piazzo davanti a loro con le mani sui fianchi e le gambe divaricate, stile lavandaia (o Peter Pan se preferite...) e li guardo severamente uno a uno. Poi sbotto:
"Ma dico, ma io non lo so... ma vi pare possibile stare li come tanti ebeti a guardare uno che gioca a un gioco elettronico per ore ed ore? E pure brutto peraltro! Ancora ancora se giocaste voi.. ma così.. io veramente non......"
Non termino la frase.
Improvvisamente nella mia testa parte Vamos A La Playa e io piombo di schianto nel 1983. Un minuscolo e francamente orrendo barettino vicino alla casa di villeggiatura. Nel retro c'è un videogioco che noi chiamiamo semplicemente il Serpentone. Io, la Sa, il Simo, il Roby e la Ste siamo tutti ammassati dietro al Cla che sta giocando. Supera schemi su schemi, ormai ha i suoi giri predeterminati che gli consentono di passare gli sbarramenti più duri senza che la faccia del suo serpente impatti contro la coda. Una partita costa tipo 200 lire e con 1000 lire tra tutti ci passiamo il pomeriggio a guardarci l'un l'altro.
Quindi parliamoci chiaro: di cosa mi sto lamentando, esattamente?
Incasso l'autogol e passiamo oltre.
Verso le 23.30 tra un "si però io ho ancora fame" (se avessi mangiato tutta la pizza, mannaggiattè!) e un "sono avanzati i Ferrero Rocher?" si fa l'ora di metterli a dormire. Tiro giù il divano letto metto le lenzuola e via. Sul mio divano ci hanno dormito 5 adolescenti nerboruti la scorsa estate, quindi 6 bambini di quinta elementare non prevedo costituiscano un problema. Consegno il telecomando nelle mani di Lore e consiglio la visione di un film.
Mezz'ora per decidere perché tutti volevano vedere un Horror ma non c'è stato verso di convincere mio figlio "che dopo ce lo sognamo". La scelta cade su Hotel Transilvania 2 che mi pare un buon compromesso. Tra una risatina e l'altra si sistemano e - quasi - tacciono. Luci spente in sala.
Vado a letto ma non dormo mica.
Ogni 5/6 minuti sento rumori sospetti provenire dalla sala.
Uno si alza e va a bere
Un altro si alza e cerca le patatine
Verso le due tutti vogliono i biscotti
M si sente a disagio perché non ha mai dormito a casa mia. "Vorrei tanto salutare mammina" dice con gli occhioni sgranati. Bella te lo scordi che mandiamo un messaggio a mammina a quest'ora che come minimo le piglia un infarto. Fattela passare e torna a letto.
Alla fine del cartone gli sgarzolini decidono di vederne un altro.
Perché sai, al pigiama party delle femmine, sono state sveglie fino alle 4! Mica possiamo dormire prima. Oh, Gesù.......
Verso le 2:30 mettono il secondo film
il GG russa
Io rassegnata ad una notte in bianco chatto con un amico beccato online per puro caso, appena tornato ubriaco da un Terzo Tempo piuttosto movimentato, e almeno passo mezz'ora.
Alle 3:30 il marito apre un occhio e decide di prendere in mano la situazione. Si dirige marzialmente verso la sala e spegne la TV d'imperio.
Tutti si zittiscono... quasi.
M continua a prendere in giro E (sono grandi amici) e a farlo ridere
C si lamenta e le dice di tacere
Lore sbotta che ha sonno e li minaccia tutti di mandarli a casa
Come Dio vuole alle 4 cala il silenzio.
La mattina resistiamo fino a ben le 9:30
I bambini sono belli operativi.
Mi alzo e propongo la colazione, accolta con salti e grida di giubilo.
Alle 10:30 tutti fuori dai maroni.
Note: tutti incredibilmente bravi, educati, cortesi, sempre per favore e grazie... insomma tanta di quella grazia che sant'Antonio se la sogna.
In tutto ciò, il Ric era alla sua prima esperienza da BabySitter, a casa di una vicina di casa i cui figli sarebbero stati invitati al pigiama party se uno dei due non avesse un braccio ingessato. Andato alle 19 tornato alle 3. Esperienza positiva, bambini bravi (sono due conosciuti terremoti), primi 40 euro guadagnati.
Sipario.
Se avete letto il post di tanti anni fa sul pigiama party, scordatevelo.
Sarà che i bambini di allora erano in prima e questi invece sono in quinta?
Scema io a non pensarci prima.
Dunque la truppa è arrivata attorno alle 20.
Appello: Lore + E, C, M, R e S
Tutti regolarmente pervenuti.
M unica bambina.
Si sono scatenati un po' in cameretta, giocando con spade e attrezzi contundenti vari (ho sequestrato in extremis una mazza da baseball che al di la di tutto, pesa come un camion ed è uno strumento adatto ad aprire le capocce come meloni) ma verso le 20.30 era previsto l'arrivo della pizza.
Prima nota, sulla scelta delle pizze.
Lore e C i due "sfigonzi" scelgono la margherita. Ma il menù prevede anche due diavole (= salame piccante), una salsiccia e addirittura una 4 formaggi + salsiccia. Mica cotica. Le pizze arrivano debitamente tagliate nei loro bravi cartoni, li siedo a tavola e distribuisco il rancio. il giovane R (perché non posso dire piccolo a un undicenne alto 1.60) tira su la sua prima fetta, che cola inesorabilmente sui calzoni sfilacciando la mozzarella e mandando schizzetti di unto tutto in giro.
Mi guarda afflitto "ehm scusa, ma io non la so mangiare così... non hai forchetta e coltello?"
Ma che, perdavero?? :-O
Fornisco gli attrezzi e la cena continua.
M che ha portato iPad provvede al dj set durante il pasto, che comprende essenzialmente Rovazzi e un sacco di roba simile a quella. Tra un boccone e l'altro si fanno pure una cantatina.
Finita la cena continuano ad ascoltare musica guardando youtube in tv e poi si danno al peggio del peggio, il male assoluto, la tragedia dei nostri tempi... i video di Minecraft.
Mi piazzo davanti a loro con le mani sui fianchi e le gambe divaricate, stile lavandaia (o Peter Pan se preferite...) e li guardo severamente uno a uno. Poi sbotto:
"Ma dico, ma io non lo so... ma vi pare possibile stare li come tanti ebeti a guardare uno che gioca a un gioco elettronico per ore ed ore? E pure brutto peraltro! Ancora ancora se giocaste voi.. ma così.. io veramente non......"
Non termino la frase.
Improvvisamente nella mia testa parte Vamos A La Playa e io piombo di schianto nel 1983. Un minuscolo e francamente orrendo barettino vicino alla casa di villeggiatura. Nel retro c'è un videogioco che noi chiamiamo semplicemente il Serpentone. Io, la Sa, il Simo, il Roby e la Ste siamo tutti ammassati dietro al Cla che sta giocando. Supera schemi su schemi, ormai ha i suoi giri predeterminati che gli consentono di passare gli sbarramenti più duri senza che la faccia del suo serpente impatti contro la coda. Una partita costa tipo 200 lire e con 1000 lire tra tutti ci passiamo il pomeriggio a guardarci l'un l'altro.
Quindi parliamoci chiaro: di cosa mi sto lamentando, esattamente?
Incasso l'autogol e passiamo oltre.
Verso le 23.30 tra un "si però io ho ancora fame" (se avessi mangiato tutta la pizza, mannaggiattè!) e un "sono avanzati i Ferrero Rocher?" si fa l'ora di metterli a dormire. Tiro giù il divano letto metto le lenzuola e via. Sul mio divano ci hanno dormito 5 adolescenti nerboruti la scorsa estate, quindi 6 bambini di quinta elementare non prevedo costituiscano un problema. Consegno il telecomando nelle mani di Lore e consiglio la visione di un film.
Mezz'ora per decidere perché tutti volevano vedere un Horror ma non c'è stato verso di convincere mio figlio "che dopo ce lo sognamo". La scelta cade su Hotel Transilvania 2 che mi pare un buon compromesso. Tra una risatina e l'altra si sistemano e - quasi - tacciono. Luci spente in sala.
Vado a letto ma non dormo mica.
Ogni 5/6 minuti sento rumori sospetti provenire dalla sala.
Uno si alza e va a bere
Un altro si alza e cerca le patatine
Verso le due tutti vogliono i biscotti
M si sente a disagio perché non ha mai dormito a casa mia. "Vorrei tanto salutare mammina" dice con gli occhioni sgranati. Bella te lo scordi che mandiamo un messaggio a mammina a quest'ora che come minimo le piglia un infarto. Fattela passare e torna a letto.
Alla fine del cartone gli sgarzolini decidono di vederne un altro.
Perché sai, al pigiama party delle femmine, sono state sveglie fino alle 4! Mica possiamo dormire prima. Oh, Gesù.......
Verso le 2:30 mettono il secondo film
il GG russa
Io rassegnata ad una notte in bianco chatto con un amico beccato online per puro caso, appena tornato ubriaco da un Terzo Tempo piuttosto movimentato, e almeno passo mezz'ora.
Alle 3:30 il marito apre un occhio e decide di prendere in mano la situazione. Si dirige marzialmente verso la sala e spegne la TV d'imperio.
Tutti si zittiscono... quasi.
M continua a prendere in giro E (sono grandi amici) e a farlo ridere
C si lamenta e le dice di tacere
Lore sbotta che ha sonno e li minaccia tutti di mandarli a casa
Come Dio vuole alle 4 cala il silenzio.
La mattina resistiamo fino a ben le 9:30
I bambini sono belli operativi.
Mi alzo e propongo la colazione, accolta con salti e grida di giubilo.
Alle 10:30 tutti fuori dai maroni.
Note: tutti incredibilmente bravi, educati, cortesi, sempre per favore e grazie... insomma tanta di quella grazia che sant'Antonio se la sogna.
In tutto ciò, il Ric era alla sua prima esperienza da BabySitter, a casa di una vicina di casa i cui figli sarebbero stati invitati al pigiama party se uno dei due non avesse un braccio ingessato. Andato alle 19 tornato alle 3. Esperienza positiva, bambini bravi (sono due conosciuti terremoti), primi 40 euro guadagnati.
Sipario.
venerdì 3 novembre 2017
A VOLTE RITORNANO... E RITORNANO... E RITORNANO
Lo so lo so: periodicamente arrivo con un post intitolato così, le cose girano per un po' e poi di nuovo il buio. Che ci devo fare. Sto impicciatissima!!
Allora, vediamo... non ci si sente da maggio eh? Gesù!
Bene vediamo... aggiornamento rapido.
IL RIC: da maggio ad oggi, ha recuperato il disagio scolastico passando bene i due esami che alla fine ha beccato a settembre, ed ha ricominciato l'anno scolastico decisamente con un'altra marcia. Non che sia la perfezione, ma sta studiando fin dal primo giorno ed è un bel miglioramento. Anche il suo umore adolescenzial-ormonale devo dire che si sta dando una regolata. Ha ancora i suoi momenti bui, ma il trend è positivo. La storia con la morosa molto più grande è giunta al capolinea verso l'inizio di giugno, senza troppi patemi. Al momento è libero e bello. Per l'evoluzione fisica, vi rimando alle foto che metterò tra breve sulla banda laterale sinistra e che sia chiaro: inserisco solo ed esclusivamente per Vedettone nostro, nel caso passi ancora di qua ogni tanto, che così si rilassa sull'abbigliamento degli adolescenti debosciati del giorno d'oggi. Ciao Vedetta, come stai?
IL LO: com'è che lo chiamavo? Lo? Lollo? Scheggia? E' passato talmente tanto tempo che non mi ricordo più quale soprannome avevo scelto dopo la data di scadenza di "Nin". Che madre degenere. Comunque, ha cominciato con discreto successo la quinta elementare e io sto qui che penso a come renderlo adatto alle medie nel breve volgere di qualche mese. Non so che dire. Continuo a vederlo talmente patatone tenerone piccirillo che non riesco a capacitarmi. La sua carriera rugbistica continua, quest'anno ha cambiato categoria e si trova di nuovo ad essere uno dei "piccoli" della squadra di Under 12 che comprende bambini di 10 e 11 anni. E non solo come età: abbiamo dei piloni undicenni dalla corporatura decisamente fuori scala, tipo 165 cm x 65 kg... considerando che il Lo è 142 x 37 kg... placcali, tu, quei giganti li... infatti all'inizio della stagione era un po' intimorito. Ora va meglio: abbiamo comprato la maglia con le protezioni (del tutto inutile se non per questioni psicologiche) e inizia a buttarsi un po' di più. Per chi se ne intende, l'allenatore aveva pensato di farlo giocare con il numero 13, per chi non se ne intende, spiegazione qui
IL GG: il marito sta bene. Giusto ieri mi diceva che inizia a sentirsi vecchio perché ha messo su un po' di pancia e ha perso qualche capello (giusto due o tre...) ma per quanto mi riguarda lui sarà sempre giovane. Lo so lo so, vi vengono le carie ai denti a sentire queste sviolinate, ma che ci posso fare. Non sono il tipo che da peso ai cambiamenti fisici. Vorrei poter dire lo stesso di lui.. ma quella li è un'altra storia. E comunque è una storia abbastanza a lieto fine.
BRO E ARWEN: e chi è che sta meglio di loro?
IL MIO NUOVO PROGETTO: ed eccoci. Ricordate che mesi e mesi fa, avevo pubblicato due o tre post con degli scritti riguardanti una storia ambientata ai tempi dei vichinghi? Si chiamava Gente del Nord e c'è la pagina li su in alto, con qualche info a riguardo (che verrà presto riaggiornata). Bene. Sono lieta di informarvi che quelle poche pagine a furia di dai e dai, sono diventate un romanzo vero e proprio. Già. Anzi, due a dire il vero, perché alla fine era troppo lungo per pubblicarlo tutto insieme e ho deciso di dividerlo. Al momento sono in fase di editing, e spero entro Natale di potervi dire che è presente su Amazon, pronto per essere acquistato e letto. Così sapete cosa mettere sotto l'albero (ahahah). Si intitola Viking Chronicles. Beh, che dire. E' stata ed è un'esperienza straordinaria. Ho conosciuto persone simpaticissime. Ho scoperto cose pazzesche sull'auto-publishing e sul delirio promozionale che ci sta dietro se vuoi che qualcuno legga il tuo libro. Praticamente ad oggi non faccio altro in qualunque momento libero io mi ritrovi. Lo considero un hobby, e se i lettori si divertiranno a leggerlo 1/4 di quello che mi sono divertita io a scriverlo, avrò avuto un successo straordinario.
E con questo passo e chiudo.
Spero di risentirvi, spero che qualcuno passi ancora di qua ogni tanto giusto per dare un occhiata anche dopo tanto tempo, e spero di ritrovare da ora in avanti la possibilità di tornare ad abitare questa casa con un po' di costanza
Baci.
mercoledì 17 maggio 2017
DI SVEGLIE
La sveglia del Ric suona alle 6:30.
Per una serie di ragioni legate all'incoraggiare l'autonomia (decisione presa due anni fa all'inizio del liceo) la mia suona alle 6:40, in modo che lui si alzi e vada in bagno per suo conto senza sprone. Aveva senso due anni fa, ora meno, ma l'abitudine è rimasta. Io comunque sento sempre la sua sveglia, pur restando a letto un'altra decina di minuti. Mediamente dopo qualche minuto devo comunque dargli una voce: "Ehiiiii sei in piediiiiii?"
Stamattina sento la sveglia, apro gli occhi, attendo di sentire gli scricchiolii del letto segnale della sua levata mattutina, mi accorgo che va in bagno. Dopodiché mi aspettavo che rientrasse in camera a vestirsi ma invece sento che si dirige con passo felpato verso la cucina, apre la porta piano piano.
Perplessa decido di restare sul vago.
"Ehiiiii, ti sei alzato?"
"Si si"
Va in cucina e chiude la porta. Che diamine sta facendo invece di prepararsi??
Due minuti e lo seguo. Lo trovo seduto al tavolo di cucina, chino sulle sudate carte, ovvero sul libro di storia. Sto per dirgli "...zzo fai, è ora di vestirsi e andare a scuola!" quando vengo colta da improvvisa ispirazione e guardo l'ora.
Le 4:30
Guardo meglio.
Sempre le 4:30
"Ma... ti sei alzato a studiare?"
" Si mi sono alzato prima"
Sgrano gli occhi, pacca sulla spalla
"Ok a dopo".
La vita è veramente strana.
Per una serie di ragioni legate all'incoraggiare l'autonomia (decisione presa due anni fa all'inizio del liceo) la mia suona alle 6:40, in modo che lui si alzi e vada in bagno per suo conto senza sprone. Aveva senso due anni fa, ora meno, ma l'abitudine è rimasta. Io comunque sento sempre la sua sveglia, pur restando a letto un'altra decina di minuti. Mediamente dopo qualche minuto devo comunque dargli una voce: "Ehiiiii sei in piediiiiii?"
Stamattina sento la sveglia, apro gli occhi, attendo di sentire gli scricchiolii del letto segnale della sua levata mattutina, mi accorgo che va in bagno. Dopodiché mi aspettavo che rientrasse in camera a vestirsi ma invece sento che si dirige con passo felpato verso la cucina, apre la porta piano piano.
Perplessa decido di restare sul vago.
"Ehiiiii, ti sei alzato?"
"Si si"
Va in cucina e chiude la porta. Che diamine sta facendo invece di prepararsi??
Due minuti e lo seguo. Lo trovo seduto al tavolo di cucina, chino sulle sudate carte, ovvero sul libro di storia. Sto per dirgli "...zzo fai, è ora di vestirsi e andare a scuola!" quando vengo colta da improvvisa ispirazione e guardo l'ora.
Le 4:30
Guardo meglio.
Sempre le 4:30
"Ma... ti sei alzato a studiare?"
" Si mi sono alzato prima"
Sgrano gli occhi, pacca sulla spalla
"Ok a dopo".
La vita è veramente strana.
giovedì 13 aprile 2017
PER NON FARCI MANCARE NIENTE...
... un paio di settimane fa il Ric ha avuto un calo di zuccheri durante una gara. E' stato portato al PS in via precauzionale, fatti tutti gli esami (cardiaci, tutti a posto) e sollevato con una flebo di glucosata.
Abbiamo appurato che NON aveva mangiato prima della gara, ed una volta stabilito questo fatto ha preso dei sonori vaffa da me, da suo padre, dall'allenatore, da tutte le infermiere, dall'internista e dalla cardiologa. Speriamo che abbia capito.
L'infermiera che gli ha infilato l'ago della flebo ha sbagliato: ha preso un'arteria. Li per li, niente di che, a parte che ha dovuto sopportare un secondo buco. Da allora ha avuto un lieve livido, ma nulla di eclatante.
Ieri è andato ad allenarsi, e stamattina è così:
Spedito immediatamente dalla dottoressa (da solo, prima volta, cristosanto!), gli ha prescritto un ecodopler urgente.
Altre menate, ne abbiamo?
giovedì 30 marzo 2017
COSE CHE UNA MAMMA FA ANCHE A MENO DI SAPERE
Ieri ho accompagnato il Ric a fare shopping per la gara di sabato.
In questi mesi, non aveva mai chiesto che gli acquistassi un abbigliamento idoneo agli allenamenti di MMA: ha sempre usato pantaloncini e magliette che aveva, col risultato che non in palestra, ma in gara faceva un po' l'effetto di un pugile che salisse sul ring con i bermuda hawaiiani da spiaggia.
Sabato, dovendo combattere al CAMPIONATO DEL MONDO (no scusate il maiuscolo, ma capite anche voi....) voleva giustamente avere un aspetto idoneo (= figo)
Siamo andati in un negozio specializzato, molto grande, dove in esposizione ci sono solo i modelli ma bisogna chiedere le taglie alla commessa al banco. Due magliette, un paio di pantaloncini e... mamma, una conchiglia. La mia è tutta rotta. Chiede alla commessa e lei glie ne da una da provare. Andiamo verso i camerini.
Due minuti dopo spunta fuori la capoccetta dalla tenda del camerino e mi dice: mamma, santocielo, mi escono i cogl**** ehm, è un po' piccola... puoi chiedere tu la misura più grande che mi vergogno?
Eh. Pensa io...
Vado al banco dove un tipo sta comprando delle katane, attendo il mio turno, consegno la tellina e domando.
- Scusami, dice che è un po' piccola...
- Ok - risponde quella - ti do una L
Il tipo delle katane, un trentenne piacente mai visto prima di quel momento, mi guarda ammiccando, mi da di gomito come se fossimo vecchi amici e mi dice "eeehhhhhh" come a voler significare che sono una donna fortunata se sto comprando una conchiglia per un uomo che calza una large. Ho evitato di dirgli che l'uomo in questione non ha ancora 17 anni ed è mio figlio, ma credo di essere diventata rosso fragola e mi sono fiondata con la taglia giusta verso il camerino.
Ecco.
Sinceramente, la misura del pacco di mio figlio era una informazione senza la quale avrei agevolmente proseguito la mia vita senza traumi.
In questi mesi, non aveva mai chiesto che gli acquistassi un abbigliamento idoneo agli allenamenti di MMA: ha sempre usato pantaloncini e magliette che aveva, col risultato che non in palestra, ma in gara faceva un po' l'effetto di un pugile che salisse sul ring con i bermuda hawaiiani da spiaggia.
Sabato, dovendo combattere al CAMPIONATO DEL MONDO (no scusate il maiuscolo, ma capite anche voi....) voleva giustamente avere un aspetto idoneo (= figo)
Siamo andati in un negozio specializzato, molto grande, dove in esposizione ci sono solo i modelli ma bisogna chiedere le taglie alla commessa al banco. Due magliette, un paio di pantaloncini e... mamma, una conchiglia. La mia è tutta rotta. Chiede alla commessa e lei glie ne da una da provare. Andiamo verso i camerini.
Due minuti dopo spunta fuori la capoccetta dalla tenda del camerino e mi dice: mamma, santocielo, mi escono i cogl**** ehm, è un po' piccola... puoi chiedere tu la misura più grande che mi vergogno?
Eh. Pensa io...
Vado al banco dove un tipo sta comprando delle katane, attendo il mio turno, consegno la tellina e domando.
- Scusami, dice che è un po' piccola...
- Ok - risponde quella - ti do una L
Il tipo delle katane, un trentenne piacente mai visto prima di quel momento, mi guarda ammiccando, mi da di gomito come se fossimo vecchi amici e mi dice "eeehhhhhh" come a voler significare che sono una donna fortunata se sto comprando una conchiglia per un uomo che calza una large. Ho evitato di dirgli che l'uomo in questione non ha ancora 17 anni ed è mio figlio, ma credo di essere diventata rosso fragola e mi sono fiondata con la taglia giusta verso il camerino.
Ecco.
Sinceramente, la misura del pacco di mio figlio era una informazione senza la quale avrei agevolmente proseguito la mia vita senza traumi.
lunedì 13 marzo 2017
DI CONTRATTAIZIONE
Ahhh si?
Vuoi che la tua morosa si fermi a dormire a casa nostra DI NUOVO?
Mmmm... bene, e dimmi: cosa sei disposto a fare in cambio??
Vuoi che la tua morosa si fermi a dormire a casa nostra DI NUOVO?
Mmmm... bene, e dimmi: cosa sei disposto a fare in cambio??
Vivere è un'arte piena di compromessi.
martedì 28 febbraio 2017
E VENNE IL GIORNO - #EQUIVOCI
E venne il giorno.
Il giorno in cui il ragazzo andò da sua madre e le fece la
richiesta che, probabilmente, tutte le madri temono in cuor loro anche se
assumono l'aria delle donne emancipate e delle mamme progressiste. Un #equivoco
comune: progressista e indifferente non sono sinonimi.
Era un bel giorno di primavera inoltrata, con un cielo terso
e un'aria frizzantina di quelle che scherzando si dice che
"conservano". Le finestre della camera erano spalancate, e
probabilmente fu un bene perché alla madre in questione fu molto utile poter
respirare a pieni polmoni quell'aria fresca e corroborante.
La domanda arrivò a bruciapelo, senza preavviso, come capita
sempre in quelle circostanze. Avrebbe dovuto esserci abituata ormai, perché da “mamma
ma le femmine hanno il pisello?” a “ma cos’è un vibratore?” aveva negli anni
sviscerato tutti i più scottanti temi psicofisici possibili e immaginabili, e
sempre in modalità fulmine a ciel sereno.
- Mamma, volevo chiederti, ho detto a Sabrina di fermarsi a
dormire qui stanotte, per te va bene vero?
Come avrebbe detto il Maestro Shifu: SCADUSC.
16 anni di vita scorsero in un istante davanti agli occhi di
quella povera mamma allibita.
Dal momento in cui aveva avvertito le prime avvisaglie di
quello che si sarebbe rivelato un lungo e doloroso travaglio, peraltro senza
buon esito, fino alla sera precedente quando aveva rimboccato come al solito le
coperte posando un bacio veloce e leggero sulla fronte del figlio addormentato,
tutto si snodò impietoso ed implacabile davanti a lei. Un topolino coi boccoli
biondi che piange per un'iniezione a tradimento. Un bambino con il kimono di
judo e la sua cintura gialla annodata fieramente. Un capriccio per un passato
di verdura che proprio non c'era verso di mangiare. I precoci ma fruttuosi
tentativi con i lacci delle scarpe. Il viaggio in metropolitana verso
l'iscrizione alla prima liceo. La partenza per la prima vacanza senza genitori.
Un giovanotto volenteroso col suo fratellino appena nato in braccio. La decisione per
un'improbabile acconciatura. Carnevale vestito da Assassin's Creed.
E ora questo. La morosa a dormire con lui. Insieme. Nel
medesimo letto. Contemporaneamente. Il cervello le si chiuse subitaneamente, la
madre ragionevole scomparve fagocitata dalla pantera che difende i suoi cuccioli.
- No che non mi va bene! Come ti salta in mente?? Hai 16
anni accidenti, non sono cose che si fanno a 16 anni!
- Mamma...
- Mamma un fico secco... ma ti pare? Ma figuriamoci!
- Mamma...
- No smettila, non c'è verso, scordatelo! Oggi questo, e
domani cosa mi chiederai? No e poi no, basta.
- Mamma...
- Finiscila ti ho detto di no!
- Mamma, mi avevi promesso che non sarebbe mai stato un
problema.
Ecco, chiedo perdono per il turpiloquio ma... oh, cazzo!
Era vero. La madre si rese conto immediatamente che il
ragazzo aveva ragione. Glie lo aveva promesso. Io non farò mai finta di non
sapere. Non ti costringerò a mentire per non dirmi qualcosa che so già
benissimo solo per salvaguardare le apparenze. Tu parlami. Spiegami. Dimmi. Non
fare le cose di nascosto. Ti prometto che non sarà mai un problema. Eh, quanta saggezza. E quanta differenza tra la bella teoria e la fredda pratica.
- No no figliolo mio, questo è un #equivoco!! Io non ho mai
detto che... cioè non intendevo... insomma....
- Si?
- Non è che.... insomma si, io ti avevo detto... però capisci.....
- Siii?
Odore di sconfitta. Si sedette sul letto del figlio
guardandolo spassionatamente. Un metro e 70 di fisico sportivo, grandiosi occhi
di un colore indefinibile tagliati chissà come leggermente a mandorla, mascella
quadrata con un vago accenno di barba bionda, bicipiti esplosivi e un'aria di
prefigurazione sul viso che le fece venire la tremarella. Uno dei più grandi
amori della sua vita.
- Niente. Hai ragione porca miseria. Te lo avevo promesso,
vero?
- Eh già!
- Daccordo allora. Ma ehi! Criterio, ci siamo capiti?
- Certo mamma, grazie.
Tutto qui. Uno dei momenti più catartici della sua intera
esistenza e si concludeva così, un sorriso e un bacetto veloce e poi via verso
nuove mirabolanti avventure in un turbinio di jeans, magliette con disegni di
strana foggia, riccioli biondi e profumo di ormoni.
Ci deve essere stato un grave #equivoco amore mio. Io non ti
ho mai dato il permesso di CRESCERE!
Questo post partecipa al progetto #aedidigitali per il tema #equivoci
domenica 26 febbraio 2017
E PER LA GIOIA DI VEDETTA....
Le mazzulate in gabbia. La prima persa per un pelo
La seconda vinta
Una soddisfazione l'ha comunque portata a casa...
anche se non è soddisfatto del risultato. Dice che avrebbe potuto vincere. Il tipo con cui ha perso è una sorta di campioncino della federazione che organizzava la gara, e il Ric ieri sera ha dichiarato con molta convinzione che il campione dovrebbe essere lui. Del resto visto i dissesti scolastici si è allenato tipo 4 volte negli ultimi due mesi, non poteva certo pretendere di spaccare il mondo. Ha anche cominciato a capire chela vita sportiva è fatta di disciplina e sacrificio. Non si esce al sabato sera, per esempio, quando la domenica mattina si gareggia. Inoltre è sua responsabilità stare attento al peso: la sua categoria è fino a 65 kg e lui ieri è arrivato che ne pesava 65,500. Se non fosse rientrato nei limiti entro una certa ora lo avrebbero squalificato. Il suo allenatore lo ha fatto correre e saltare la corda mezz'ora con addosso 4 giubbotti. Alla pesata ufficiale dopo 40 minuti era sceso a 64,800 kg. Ovviamente tutto reintegrato subito grazie a una bevanda miracolosa ultimo ritrovato della tecnologia: una bottiglietta d'acqua da mezzo litro.
Tutto sommato, è esperienza.
Credo che la prossima gara sarà a fine aprile (mamma, non ti preoccupare, tanto lo ribecco quello lì ad aprile, oh se lo ribecco!), vedremo come saprà gestirsi.
venerdì 24 febbraio 2017
DI GIOVANI PADRI
E' successo che un vecchio compagno di asilo del Ric è diventato papà la settimana scorsa.
Una storia di quelle che si leggono sui giornali e non ci si crede: nessuno sapeva della gravidanza, nemmeno la mammina incinta. Vi giuro che è vero, risparmio i dettagli per tutela dei due minorenni coinvolti ma credetemi: da un punto di vista medico, non è così incredibile che non si fosse accorta.
La notizia si è diffusa nel nostro paesello non vi posso spiegare le facce sconvolte, i commenti acidi, la cattiveria, i malauguri e non so più che altro. E come si fa (che, non lo sai?) e ma dai, ma non hanno testa (e no, è insito nell'età) e ma si rovinano la vita (raccontalo alla bimba sana e florida), e ma non è possibile (evidentemente ti sbagli) e via di questo passo. Uno che abbia detto "Oh toh, congratulazioni e auguri" ancora non l'ho trovato.
Allora mi sono messa a pensare alla più frequente delle reazioni, che è "si rovinano la vita".
Cosa vuol dire "rovinare la vita"? Rovinare rispetto a cosa? E' inutile: ci penso e ci ripenso ma non riesco a considerarla una tragedia, come sembrano fare praticamente tutti.
E' indubbio che un figlio a 16 anni mediamente non è quello che uno spera per se stesso o per i propri figli. Però, diceva una anziana signora che conoscevo, un fioeu l'é no una malatia.
Ora dirò qualcosa che scatenerà le ire dei più: tra tutto quello che potrebbe capitare a un adolescente e tra tutti i rischi che un adolescente può correre, quello li mi sembra ancora il meno grave ed il più gestibile.
Abbiamo l'abitudine di dire che una persona "si rovina" se prende dei binari che non sono quelli che noi abbiamo pensato o desideriamo per lui. Lo faccio anche io col Ric: se non studi ti rovini. Questo perché io ho - anche se giuro sempre di lasciarlo libero di scegliere - un progetto per lui, un programma. Ho un idea di come dovrebbe vivere e di quello che dovrebbe fare secondo me. Non sono mai stata una di quelle che i figli devono essere avvocati o dottoroni, anzi sarei stata contenta per lui anche se avesse espresso il desiderio di girare il mondo facendo l'artista di strada, ma devo ammettere che ultimamente me lo sono immaginato varie volte al Cern, con un bel camice bianco da ricercatore, possibilmente in fisica. In questo senso si: se non studia, rovina quella possibilità, che è però una mia idea, un mio desiderio, un mio progetto. Non suo. E nei miei progetti sicuramente non c'è l'idea di diventare nonna almeno per un'altra decina di anni.
Ma se capitasse? Certo un figlio ti cambia la vita, lo fa anche quando hai 30 anni, un lavoro, un compagno o una compagna stabili e lo hai cercato e desiderato. Quindi figuriamoci se capita per caso, e per di più in una fase della vita in cui già uno fa fatica a badare a sé stesso.
Però cambiare e rovinare sono concetti molto differenti. Un figlio non ti rovina la vita, un figlio - in qualunque circostanza e a qualunque età - ti fa prendere una strada magari diversa da quella che ti eri immaginato, ma se qualcuno o qualcosa può rovinarci la vita, quello siamo solo noi stessi, in prima persona.
Come recita il detto, life is10% what happens to you, and 90% how you react to it
Se Ric avesse un figlio oggi, io non mi dispererei. Lo giuro.
Innanzitutto vorrei che si prendesse le sue giuste responsabilità. Non gli permetterei di lavarsene le mani, anche se sono al cento per cento sicura che non ci penserebbe nemmeno, a farlo. Prenderei atto della cosa, mi impegnerei per dargli una mano e cercherei di fare tutto quello che posso per renderlo il più ed il prima possibile autonomo nei confronti della sua nuova vita. Si, gli consentirei di terminare gli studi. Si, lo aiuterei. E no: non accetto critiche del tipo che se è abbastanza grande per trombare lo è anche per arrangiarsi. Tutte noi abbiamo ricevuto aiuto dalle nostre madri ed avevamo ben più di 16 anni quando abbiamo avuto il primo figlio. Perché diventi improvvisamente sbagliato che un ragazzino lo riceva, mi resta oscuro.
Sarei persino lieta, ma segretamente, perché una persona sana di mente non può mostrare contentezza davanti ad una cosa del genere, specialmente se desidera continuare ad essere considerata sana di mente. Ora che ci penso... non sarei stata disperata nemmeno se fosse capitato a me a 16 anni. Anzi. Quasi quasi mi sarebbe piaciuto. Certo ho fatto di tutto per evitarlo ma essenzialmente perché avevo paura di tornare a casa incinta. Ma ammetto di averci pensato con tenerezza in più di una occasione. Forse sono davvero matta.... ma io preferisco pensare di essere alquanto resiliente. Continuo ad essere d'accordo con quella vecchina saggia e simpatica. Che si gioisca: dopotutto un figlio non è una malattia!
lunedì 20 febbraio 2017
E' UFFICIALE.
Ok è ufficiale.
Ieri abbiamo prenotato i voli per Edimburgo.
Oddio che emozione!
Sentendomi un pochino in colpa (ma poco eh?) nei confronti dei figli, mi sono assicurata che a loro andasse bene non partecipare al viaggio. Il Ric mi ha guardata come se fossi pazza :-D dichiarando che avrebbe preferito di gran lunga stare a casa 4 gg da solo (cosa che non farà: andrà a dormire regolarmente dalla nonna) e il Nin si è scandalizzato all'idea di avere 4 giorni di scuola da recuperare (ovvero da fare a casa quello che fanno a scuola durante la sua assenza + tenersi in pari con le lezioni del giorno) e ha dichiarato con convinzione che non ci pensa nemmeno, a perdere tutti quei giorni, che poi deve lavorare il doppio.
Perciò sapete che c'è??
BYE BYE BABIES, parto col marito e tanti saluti, 3 giorni pieni pieni (+ viaggio) di disintossicazione dalla vita quotidiana non possono che essere una manna dal cielo!! Specialmente perché saremo in ferie anche nei 2-3 giorni precedenti e nei 2-3 successivi al viaggio. La perfezione.
Ora non mi resta che mettere la mani sulla più figherrima guida di Edimburgo, perfezionare il piano d'azione (il che significa ottimizzare i tempi visto che voglio vedere anche qualche cosetta fuori dalla città...) e prenotare un albergo che soddisfi la mia follia, e che probabilmente sarà uno di questi tre:
... lo so lo so, sono una pazza nerd sedicenneinside senza speranza.
Pace :-)
Ieri abbiamo prenotato i voli per Edimburgo.
Oddio che emozione!
Sentendomi un pochino in colpa (ma poco eh?) nei confronti dei figli, mi sono assicurata che a loro andasse bene non partecipare al viaggio. Il Ric mi ha guardata come se fossi pazza :-D dichiarando che avrebbe preferito di gran lunga stare a casa 4 gg da solo (cosa che non farà: andrà a dormire regolarmente dalla nonna) e il Nin si è scandalizzato all'idea di avere 4 giorni di scuola da recuperare (ovvero da fare a casa quello che fanno a scuola durante la sua assenza + tenersi in pari con le lezioni del giorno) e ha dichiarato con convinzione che non ci pensa nemmeno, a perdere tutti quei giorni, che poi deve lavorare il doppio.
Perciò sapete che c'è??
BYE BYE BABIES, parto col marito e tanti saluti, 3 giorni pieni pieni (+ viaggio) di disintossicazione dalla vita quotidiana non possono che essere una manna dal cielo!! Specialmente perché saremo in ferie anche nei 2-3 giorni precedenti e nei 2-3 successivi al viaggio. La perfezione.
Ora non mi resta che mettere la mani sulla più figherrima guida di Edimburgo, perfezionare il piano d'azione (il che significa ottimizzare i tempi visto che voglio vedere anche qualche cosetta fuori dalla città...) e prenotare un albergo che soddisfi la mia follia, e che probabilmente sarà uno di questi tre:
... lo so lo so, sono una pazza nerd sedicenneinside senza speranza.
Pace :-)
lunedì 13 febbraio 2017
MI DIMETTO DA MADRE.
Oggi faccio coming out.
Il mio istinto materno è fottuto. Andato, seppellito. Mi restano solo i coglioni roteanti.
Ssono arrivata ad un punto in cui veramente dei miei figli non ne posso più. Ma mica per modo di dire.
Vorrei essere come quelle brave donnine tenere e arrendevoli che qualunque cosa capiti rispondono con un bel sorriso e una torta al cioccolato, ma non lo sono. Non lo sono, punto e basta.
Non riesco a digerire tutto semplicemente perché sono i miei figli e li amo.
Li amo, e allora?
Questo da loro dei diritti sulla mia persona?
Ma direi proprio di no.
Riccardo non ha preso nemmeno una sufficienza a scuola da dopo le vacanze natalizie, ed è passato un mese. Sembrava che ultimamente le cose fossero un po' cambiate perché mi pareva più sereno e sorridente, ci si poteva parlare un po' di più, ma la litigata impiccata di stamattina e gli ultimi due 5 che sono di oggi mi hanno aperto gli occhi: è ancora la solita merda.
Quell'altro da parte sua ha dei momenti di rabbia durante i quali perde il lume della ragione e mi augura alternativamente di cascare da un ponte, o di sdraiarmi sulle rotaie del treno ed attendere che passi. Oppure si augura di morire perché la vita con noi è un inferno, e lui è il nostro schiavo. E' un bambino? Si, e quindi? Resta uno stronzo. Piccolo, ma stronzo. E se fa brutto dirlo del proprio figlio, pazienza.
Io ne ho i coglioni pieni, basta, sono arrivata veramente al punto di rottura.
Qui le cose sono due, o me ne vado o li ammazzo. Non vedo alternative. Non li sopporto più, non ne posso più, ne uno ne l'altro. Me ne fotto che poi il piccolo viene a chiedere scusa e il grande con un abbraccio mi fa su come una cretina. Me-ne-fotto, mi avete sentito?
Ho una gran voglia di prenderli tutti e due a male parole, perché ragazzi miei, siete due piccoli coglioncelli senza arte ne parte, e bisogna che ve ne facciate una ragione, sappiatelo. Rendetevi conto. Non faccio certo il vostro bene a tenervi nascosta questa amara verità, perciò ecco qui: ve la dico chiara e tonda. Sono vostra madre ed è mio dovere dirvi anche le cose scomode. E' per il vostro bene: dovete avere chiaro chi e cosa siete. I miei mal di pancia, le mie notti insonni, tutti i pensieri che macino a cercare delle soluzioni per voi due, non ve li meritate perché non sapete che farvene. Siete contenti solo di giocare alla Play, quello piccolo, e farsi i cazzi suoi, quello grande, e il resto può andare in fumo senza che voi ve ne accorgiate.
Basta chiedere, basta ottenere: il resto non conta. Riccardo non fa niente, e dico niente, di quel che gli si richiede: non è capace nemmeno di tenere in ordine il suo cassetto delle mutande. E dire che ho smesso di fargli la servetta quando aveva 5 anni. Mi immagino come stanno messi quelli con la mammina servizievole. Lorenzo è la più adorabile delle creature finchè non lo si contraria. Ma basta una parola storta e addio, gli parte l'embolo. E dove cazzo sta scritto che devo misurare le parole in casa mia? Con un pistola di 9 anni? Impara a gestirti bellodemamma, che è ora.
Senso del dovere? Ma cos'è?
Rispetto? Ma quando?
Un minimo di decenza? Nemmeno.
E' uno schifo, fa tutto davvero molto schifo.
Io, sono al capolinea e adesso scendo.
Mi dimetto.
Che si arrangiassero.
Il mio istinto materno è fottuto. Andato, seppellito. Mi restano solo i coglioni roteanti.
Ssono arrivata ad un punto in cui veramente dei miei figli non ne posso più. Ma mica per modo di dire.
Vorrei essere come quelle brave donnine tenere e arrendevoli che qualunque cosa capiti rispondono con un bel sorriso e una torta al cioccolato, ma non lo sono. Non lo sono, punto e basta.
Non riesco a digerire tutto semplicemente perché sono i miei figli e li amo.
Li amo, e allora?
Questo da loro dei diritti sulla mia persona?
Ma direi proprio di no.
Riccardo non ha preso nemmeno una sufficienza a scuola da dopo le vacanze natalizie, ed è passato un mese. Sembrava che ultimamente le cose fossero un po' cambiate perché mi pareva più sereno e sorridente, ci si poteva parlare un po' di più, ma la litigata impiccata di stamattina e gli ultimi due 5 che sono di oggi mi hanno aperto gli occhi: è ancora la solita merda.
Quell'altro da parte sua ha dei momenti di rabbia durante i quali perde il lume della ragione e mi augura alternativamente di cascare da un ponte, o di sdraiarmi sulle rotaie del treno ed attendere che passi. Oppure si augura di morire perché la vita con noi è un inferno, e lui è il nostro schiavo. E' un bambino? Si, e quindi? Resta uno stronzo. Piccolo, ma stronzo. E se fa brutto dirlo del proprio figlio, pazienza.
Io ne ho i coglioni pieni, basta, sono arrivata veramente al punto di rottura.
Qui le cose sono due, o me ne vado o li ammazzo. Non vedo alternative. Non li sopporto più, non ne posso più, ne uno ne l'altro. Me ne fotto che poi il piccolo viene a chiedere scusa e il grande con un abbraccio mi fa su come una cretina. Me-ne-fotto, mi avete sentito?
Ho una gran voglia di prenderli tutti e due a male parole, perché ragazzi miei, siete due piccoli coglioncelli senza arte ne parte, e bisogna che ve ne facciate una ragione, sappiatelo. Rendetevi conto. Non faccio certo il vostro bene a tenervi nascosta questa amara verità, perciò ecco qui: ve la dico chiara e tonda. Sono vostra madre ed è mio dovere dirvi anche le cose scomode. E' per il vostro bene: dovete avere chiaro chi e cosa siete. I miei mal di pancia, le mie notti insonni, tutti i pensieri che macino a cercare delle soluzioni per voi due, non ve li meritate perché non sapete che farvene. Siete contenti solo di giocare alla Play, quello piccolo, e farsi i cazzi suoi, quello grande, e il resto può andare in fumo senza che voi ve ne accorgiate.
Basta chiedere, basta ottenere: il resto non conta. Riccardo non fa niente, e dico niente, di quel che gli si richiede: non è capace nemmeno di tenere in ordine il suo cassetto delle mutande. E dire che ho smesso di fargli la servetta quando aveva 5 anni. Mi immagino come stanno messi quelli con la mammina servizievole. Lorenzo è la più adorabile delle creature finchè non lo si contraria. Ma basta una parola storta e addio, gli parte l'embolo. E dove cazzo sta scritto che devo misurare le parole in casa mia? Con un pistola di 9 anni? Impara a gestirti bellodemamma, che è ora.
Senso del dovere? Ma cos'è?
Rispetto? Ma quando?
Un minimo di decenza? Nemmeno.
E' uno schifo, fa tutto davvero molto schifo.
Io, sono al capolinea e adesso scendo.
Mi dimetto.
Che si arrangiassero.
mercoledì 25 gennaio 2017
DI NATALE, BEFANE E TATTOO
Spiego un attimo, perché ci tengo, a seguito ultimo commento del nostro Vedettone su questo post.
Dunque il Ric al momento ha tre tatuaggi.
Gli ho consigliato ora di darsi una calmata (lui ne farebbe due all'anno, uno per il compleanno e uno per Natale) perché un tatuaggio è qualcosa che deve avere un significato per la vita, ci sono persone che tatuano nomi (come lui) o date significative ecc.... e quindi non è bello che entro i 20 anni abbia esaurito i posti tatuabili.... eventualmente volesse imprimere qualche avvenimento futuro importante.
Al momento ne ha tre:
il nome di suo fratello sul braccio
la parola "entanglement" sulla pancia
ed ora, un lupo sul tricipite destro.
No, non gli ho impedito di farlo a causa della débâcle scolastica perché sono sempre stata convinta che Natale deve restare Natale. Non ho mai approvato i genitori che dicono a un bambino che se fanno i cattivi Babbo Natale non arriva. Quanto può essere cattivo un bambino? magari non obbedisce volentieri? magari fa qualche capriccio? Eh sant'Iddio, sono bambini. Li punisci (e io lo faccio!) quando l'episodio avviene e per l'amor del cielo lasciagli tranquillo il Natale!!!! Lo aspettano tutto l'anno, voglio dire, quanto devono essere cattivi per rovinarglielo? Ora lo so che Ric non è più un bambino da un bel pezzo, ma mi sono mantenuta fedele a questa linea.
Conosco una persona che ha un bambino di 3 anni che è un santo. Ma un santo vero. Educato, carino, simpatico, non rogna, non brontola. Quest'estate siamo andati una sera a cena insieme, e il bimbo è stato educato e composto a tavola. Certo ogni tanto scendeva dalla sua sedia e veniva a interagire col Nin, ma non ha disturbato nessuno, non ha scorrazzato, non ha gridato, insomma... un modello. La sua mamma alla fine della cena non gli ha comprato il gelato perché si era comportato male (non avrebbe dovuto alzarsi per niente). Questa stessa mamma ha messo nella calza della befana alcune caramelle e del carbone, e poi lo ha sbandierato ai quattro venti con frasi tipo "ehhh si, è arrivato anche il carbone perché sei stato monello, vero?" Vi devo spiegare il visino avvilito?
Ecco a me queste cose agghiacciano davvero. Mi spiace dirlo perché questa mamma è una persona di famiglia, però sul serio... come fai? Con un figlio così, poi, nemmeno avessi dato alla luce Attila l'Unno (e ce ne sono, eh, mica no!). Diciamo che un pochino me lo aspettavo, fin da quando ha partorito, giacchè è stata giorni e giorni senza fare o ricevere telefonate (di congratulazioni, mica di lavoro) perché, sai, ha partorito, è stanca, non può parlare. E qui, vi devo spiegare il mio visino basito?
E quindi niente.
Il Ric ha subito la sua punizione (non uscire, non allenarsi, niente morosa, niente capodanno) ma non sono stati intaccati i regali di Natale. Quindi, si è tatuato.
lunedì 23 gennaio 2017
BUONA LA SECONDA
Lo so che sono successe tante cose in questi giorni che meriterebbero attenzione. Ma onestamente del terremoto non c'è nulla che si possa dire e di Trump ancora non me la sento di parlare: ogni volta che ci provo le mani volano sulla tastiera in una maniera che rischia di farmi trovare in men che non si dica dentro un bunker della CIA a mangiare pane e vermi e cacare in un angolo. Magari quando sarò un po' meno emotiva....
Quindi oggi parliamo del Ric, che ha ripreso ad allenarsi (ma non moltissimo) e ieri ha fatto la sua seconda gara. Che per fortuna è andata meglio della prima. Aveva un solo incontro che è durato abbastanza poco, ha vinto per sottomissione il che significa che il suo avversario si è arreso non potendo più far nulla per liberarsi dalla sua leva al braccio. La disciplina non era MMA ma una cosa di cui non conoscevo l'esistenza che si chiama grapling: solo lotta a terra, qualcosa a metà tra la lotta greco-romana ed il judo. Molto meno spettacolare da vedere, ma l'assenza di pugni in faccia come mamma non posso che vederla di buonissimo occhio.
Ric non era "carico" come la volta scorsa.
Alla fine dell'incontro sono andata a congratularmi (il Nin gli è saltato al collo, era entusiasta e ha fatto un tifo scatenato) e ho assistito al veloce breefing post-match tra lui e l'allenatore: una serie di mezze parole miste a gesti esplicativi di cui non sono riuscita ad afferrare nemmeno il senso generale. L'importante è che si capiscano loro.
Speriamo che sia l'inizio di una serie di belle vittorie (che per inciso danno crediti per la maturità) e che lui si metta finalmente tranquillo tra sport, studio e morosa. Le potenzialità ci sono, speriamo che cominci davvero ad usarle tutte.
venerdì 13 gennaio 2017
RITORNO ALLA NORMALITA'
Sono stata un po' assente ultimamente, ma sto seguendo un altro progettino di cui alcuni di voi sono già parzialmente al corrente, e che mi ha assorbito più tempo del previsto.
Soprattutto perché non pensavo di portarlo avanti, in realtà.
Ma, come direbbe mio figlio, mi sono presa bene.
La prima settimana di vita normale dopo le vacanze è trascorsa senza particolari scossoni. Il GG in trasferta danese ha complicato un po' le cose con la sua assenza, ma chi sono io per lamentarmi?
A Riccardo è stato dato l'ultimatum definitivo: o rimedi tutte le materie che hai entro il tempo a disposizione per il recupero (mediamente entro fine mese) o il 1 di febbraio ti aspetta il tornio. E non voglio più occuparmi della cosa. Che facesse quello che preferisce. Dice che rimedia. Però è anche vero che lo dice sempre. Ha visto la morosa un paio di volte ma non ha ancora ripreso gli allenamenti.
Il Nin invece ha ripreso sia rugby che circo, e devo ammettere che con questo freddo vederlo uscire di casa in pantaloncini è un tantino strano. Ieri sera mi ha telefonato il suo allenatore di rugby, un omone gigantesco dal nome sconosciuto che tutti chiamano Baffo. "Senti, lo so che tuo figlio è un guerriero vikingo - mi ha detto - ma stasera fammi la cortesia mettigli un paio di pantaloni lunghi che col terreno gelato se placca si scortica le ginocchia". Mi pare ragionevole.
Mi sono anche un (bel) po arrabbiata con il resto della squadra perché nella prima settimana ci siamo allenati in 3. Tutti gli altri (pseudo?) malati. Ora è vero che c'è in giro l'influenza e tutti i soliti malanni di stagione, ma vi pare possibile che siano malati in 10 su 13? A me, francamente, no. Qualcuno va bene, ma così, no. Altrimenti sarebbero 5 su 15 anche a scuola o a circo, no? Il discorso è che li spaventa il freddo. E anche che tanti, e io penso soprattutto genitori, non hanno capito che se frequenti uno sport di squadra hai una responsabilità anche nei confronti dei compagni: se tu non vai, tutti i tuoi compagni ne risentono. Lo stesso vale per le partite: se la squadra si presenta in 5/6 atleti (si gioca in 8) ne risentono tutti. E invece c'é sempre qualcuno che aveva altri impegni cazzi e mazzi.
NON VA BENE!
E nello svolgimento delle mie ufficiali funzioni di accompagnatrice (!!) ho intenzione di metterlo bene bene in chiaro alla prima occasione. Certo, non appena li vedo... e se va così mi sa che andiamo ad aprile.
Vabbè.
Per il resto tutto bene, il ritorno alla routine è sempre in qualche modo piacevole, come un riscivolare nella normalità... tranne per il fatto che, naturalmente, sono a dieta stretta.
Soprattutto perché non pensavo di portarlo avanti, in realtà.
Ma, come direbbe mio figlio, mi sono presa bene.
La prima settimana di vita normale dopo le vacanze è trascorsa senza particolari scossoni. Il GG in trasferta danese ha complicato un po' le cose con la sua assenza, ma chi sono io per lamentarmi?
A Riccardo è stato dato l'ultimatum definitivo: o rimedi tutte le materie che hai entro il tempo a disposizione per il recupero (mediamente entro fine mese) o il 1 di febbraio ti aspetta il tornio. E non voglio più occuparmi della cosa. Che facesse quello che preferisce. Dice che rimedia. Però è anche vero che lo dice sempre. Ha visto la morosa un paio di volte ma non ha ancora ripreso gli allenamenti.
Il Nin invece ha ripreso sia rugby che circo, e devo ammettere che con questo freddo vederlo uscire di casa in pantaloncini è un tantino strano. Ieri sera mi ha telefonato il suo allenatore di rugby, un omone gigantesco dal nome sconosciuto che tutti chiamano Baffo. "Senti, lo so che tuo figlio è un guerriero vikingo - mi ha detto - ma stasera fammi la cortesia mettigli un paio di pantaloni lunghi che col terreno gelato se placca si scortica le ginocchia". Mi pare ragionevole.
Mi sono anche un (bel) po arrabbiata con il resto della squadra perché nella prima settimana ci siamo allenati in 3. Tutti gli altri (pseudo?) malati. Ora è vero che c'è in giro l'influenza e tutti i soliti malanni di stagione, ma vi pare possibile che siano malati in 10 su 13? A me, francamente, no. Qualcuno va bene, ma così, no. Altrimenti sarebbero 5 su 15 anche a scuola o a circo, no? Il discorso è che li spaventa il freddo. E anche che tanti, e io penso soprattutto genitori, non hanno capito che se frequenti uno sport di squadra hai una responsabilità anche nei confronti dei compagni: se tu non vai, tutti i tuoi compagni ne risentono. Lo stesso vale per le partite: se la squadra si presenta in 5/6 atleti (si gioca in 8) ne risentono tutti. E invece c'é sempre qualcuno che aveva altri impegni cazzi e mazzi.
NON VA BENE!
E nello svolgimento delle mie ufficiali funzioni di accompagnatrice (!!) ho intenzione di metterlo bene bene in chiaro alla prima occasione. Certo, non appena li vedo... e se va così mi sa che andiamo ad aprile.
Vabbè.
Per il resto tutto bene, il ritorno alla routine è sempre in qualche modo piacevole, come un riscivolare nella normalità... tranne per il fatto che, naturalmente, sono a dieta stretta.
martedì 3 gennaio 2017
ANNO NUOVO VITA VECCHIA.
Benritrovati tutti e buon anno!!!
Devo dire che a parte un singolo giorno - di cui ci sarà presto ampio e dettagliato resoconto anche fotografico :-) - queste sono state probabilmente le vacanze più pallose di sempre!
Il 22 è finita la scuola, il 23 mattina il Nin aveva la febbre, il 24 era sotto antibiotico pronti via. Ma cazzo, saranno due anni che non si piglia manco un raffreddore... ma proprio a Natale?? Vabbè, lui non è uno che accusa gran che, ma comunque ho dovuto tenerlo in casa.
Il marito, poverino, ha avuto il raffreddore, capite... va bene, un forte raffreddore... senza nemmeno una linea di febbre ma diamine, era moribondo. Dopo mezza giornata si aggirava per casa come un fantasma sbuffando e imprecando, dopo una giornata intera pronunciava frasi sconnesse del calibro di "non guarirò mai" e "sono preoccupato per la mia salute". Anche lui chiuso in casa per giorni, umore pessimo e - se posso aggiungere - niente sesso.
il Ric meriterebbe un post a parte, il primo trimestre scolastico si è concluso veramente male e il 22 dicembre gli ho detto che lo avrei ritirato da scuola, che si trovasse un lavoro, perché perde tempo non impara niente e io mi son rotta di farmi prendere per il culo. Lui ha sostenuto che vuole continuare a studiare, e io gli ho risposto che se vuole veramente lo deve dimostrare: gli studi se li paga, quindi che si trovasse comunque un lavoro. Se vuole fare il mantenuto, allora i risultati devono essere eccellenti. Se ha intenzione di restare a scuola e penzolare continuamente tra il 5 e il 6- allora che si arrangiasse. Le vacanze sono state all'insegna di ciò: studi si, studi no, cerchi lavoretti, discuti, litiga, ri-discuti. Una rottura di cazzo che non vi posso spiegare ma qui o si fa la storia o si muore. Consegnato in casa per castigo, ha saltato pure la sera di capodanno. E' andato a letto alle 22 e si è rifiutato di brindare con noi. Beh. Pace.
Da parte mia, sono stata acciaccaticcia - un po' di raffreddore e tosse - ma per il momento ho schivato il peggio. Sono stata abbastanza di cattivo umore tutto il tempo, stravaccata sul divano in pigiama senza niente da fare a parte i mestieri, oh che gran divertimento. Si, ci siam visti gran film, si abbiamo anche mangiato bene (e questo per il mio umore è una aggravante), ma tra una malattia e una discussione col figlio non posso proprio dire di essermele godute, queste ferie. Senza parlare poi di un epico litigio con mia madre la mattina del 31 che me li ha veramente fatti girare forte ma forte forte forte. Ah, e abbiamo pure perso l'apparecchio dei denti del Nin. Ma vaffanculo. #mainagioia.
Eh, che devo dirvi, mi spiace, il primo post del 2017 è una lagna.
Vedrò di rifarmi col secondo :-)
Ancora auguri a tutti.
mercoledì 14 dicembre 2016
DI CADUTE VERTICALI
Quando l'anno scolastico è cominciato, con Ric abbiamo parlato chiaramente.
O porti i risultati, o ci saranno serie conseguenze.
La cosa non stava andando benissimo, ma nemmeno malissimo. Era scarsamente sufficiente in qualche materia, ma questione di 5 1/2, niente di particolarmente grave. Il time limit per tirare le somme era la fine del trimestre, ossia l'ultimo giorno prima delle vacanze di Natale. Se fosse arrivato a quel giorno con delle materie insufficienti, avrebbe sospeso gli allenamenti e non avrebbe avuto il permesso di uscire MAI fino a quando non avesse rimediato i debiti del trimestre.
la sua reazione a questa prospettiva normalmente nelle ultime settimane è stata del tipo "ma figurati, io esco lo stesso, non mi cambia niente" a cui segue la mia risposta standard certo disubbidisci pure: uscire puoi, bisogna vedere se rientri.
Ieri è arrivato a casa con un 3 in italiano e un 3 in matematica, i peggiori risultati mai ottenuti in tutta la sua carriera scolastica.
Ok Puffola, respira e stai calma.
Vado a casa e gli chiedo come sia stato possibile, non lo sa.
Gli dico che lo so io: non ha studiato. Non nega.
Gli chiedo perchè non ha studiato, non lo sa
Gli ho chiesto cosa ti aspetti che succeda ora? Risposta: eh, sono un po' nei cazzi.
Gli faccio notare che si sta auto-sabotando: è come se ti fossi piantato un coltello in una coscia da solo, gli dico.
Perchè lo fai, gli chiedo. Non lo sa.
Cosa ti interessa nella vita, gli chiedo. La morosa e gli allenamenti.
Non è vero, rispondo, perchè sapevi che avresti dovuto rinunciare ad entrambi e non hai fatto quanto richiesto per evitarlo. Significa che non ci tieni veramente.
Ha una faccia sparuta che gli ho visto raramente.
Forse non se lo aspettava nemmeno lui. Forse è stata una "botta". Speriamo.
Gli dico che visti questi voti decisamente inaspettati, i nostri accordi decadono e che la sua punizione inizia subito. Mi aspetto fuoco e fiamme, ma lui non fa una piega. Gli dico che deve prendere ripetizioni. Mi aspetto fuoco e fiamme anche qui, ma ancora non fa una piega.
Sono certa al 100% che ieri ha capito le mie ragioni. Non ho dubbi a riguardo. Mi ha persino anticipato: mi ha mandato un messaggio alle 16.00 dicendomi che non stava tanto bene di stomaco e che quindi non si sarebbe allenato. Faniente che ha mangiato bisteccone a pranzo, abbondante merenda e pizza a cena. Ha chiaramente voluto saltare l'allenamento di sua spontanea iniziativa per non doverlo fare su mio ordine. la vera domanda è: questa comprensione quanto durerà? per quanto tempo si ricorderà?
Quello che ho capito in tutta questa situazione è che il discorso non è lo studio. E' qualcosa di diverso di cui questo è solo un sintomo. Il problema è che non ho idea di cosa sia, e a quanto pare nemmeno lui.
Al momento la mia risoluzione è prettamente punitiva: hai sbagliato, paghi.
Ti sto dando del tempo, gli ho detto. Vedi di farne buon uso. Se rimedi entro la fine del trimestre, passerai le vacanze come meglio vorrai. Se no, resterai a casa a studiare. Se rimedi a gennaio, la punizione finirà. Altrimenti continuerà finchè non sarai abbondantemente sufficiente in tutte le materie. Diciamo che lo scopo a lungo termine è portarlo sul fondo del baratro e farlo risalire se reagisce, piuttosto che tenerlo a galla e farlo scendere se sbaglia.
In parte siamo responsabili anche noi di questo: la verità è che non è mai stato veramente punito, non ha mai subito vere e proprie gravi conseguenze per i suoi errori. Il nostro stile pedagogico non è punitivo, in linea generale, tendiamo a dare fiducia e vedere cosa succede. Purtroppo questo ora deve finire, perchè al di la della scuola a 16 anni è ora che impari che se fai una cazzata, ne pagi il fio. E' già quasi tardi. Non dobbiamo vacillare.
O porti i risultati, o ci saranno serie conseguenze.
La cosa non stava andando benissimo, ma nemmeno malissimo. Era scarsamente sufficiente in qualche materia, ma questione di 5 1/2, niente di particolarmente grave. Il time limit per tirare le somme era la fine del trimestre, ossia l'ultimo giorno prima delle vacanze di Natale. Se fosse arrivato a quel giorno con delle materie insufficienti, avrebbe sospeso gli allenamenti e non avrebbe avuto il permesso di uscire MAI fino a quando non avesse rimediato i debiti del trimestre.
la sua reazione a questa prospettiva normalmente nelle ultime settimane è stata del tipo "ma figurati, io esco lo stesso, non mi cambia niente" a cui segue la mia risposta standard certo disubbidisci pure: uscire puoi, bisogna vedere se rientri.
Ieri è arrivato a casa con un 3 in italiano e un 3 in matematica, i peggiori risultati mai ottenuti in tutta la sua carriera scolastica.
Ok Puffola, respira e stai calma.
Vado a casa e gli chiedo come sia stato possibile, non lo sa.
Gli dico che lo so io: non ha studiato. Non nega.
Gli chiedo perchè non ha studiato, non lo sa
Gli ho chiesto cosa ti aspetti che succeda ora? Risposta: eh, sono un po' nei cazzi.
Gli faccio notare che si sta auto-sabotando: è come se ti fossi piantato un coltello in una coscia da solo, gli dico.
Perchè lo fai, gli chiedo. Non lo sa.
Cosa ti interessa nella vita, gli chiedo. La morosa e gli allenamenti.
Non è vero, rispondo, perchè sapevi che avresti dovuto rinunciare ad entrambi e non hai fatto quanto richiesto per evitarlo. Significa che non ci tieni veramente.
Ha una faccia sparuta che gli ho visto raramente.
Forse non se lo aspettava nemmeno lui. Forse è stata una "botta". Speriamo.
Gli dico che visti questi voti decisamente inaspettati, i nostri accordi decadono e che la sua punizione inizia subito. Mi aspetto fuoco e fiamme, ma lui non fa una piega. Gli dico che deve prendere ripetizioni. Mi aspetto fuoco e fiamme anche qui, ma ancora non fa una piega.
Sono certa al 100% che ieri ha capito le mie ragioni. Non ho dubbi a riguardo. Mi ha persino anticipato: mi ha mandato un messaggio alle 16.00 dicendomi che non stava tanto bene di stomaco e che quindi non si sarebbe allenato. Faniente che ha mangiato bisteccone a pranzo, abbondante merenda e pizza a cena. Ha chiaramente voluto saltare l'allenamento di sua spontanea iniziativa per non doverlo fare su mio ordine. la vera domanda è: questa comprensione quanto durerà? per quanto tempo si ricorderà?
Quello che ho capito in tutta questa situazione è che il discorso non è lo studio. E' qualcosa di diverso di cui questo è solo un sintomo. Il problema è che non ho idea di cosa sia, e a quanto pare nemmeno lui.
Al momento la mia risoluzione è prettamente punitiva: hai sbagliato, paghi.
Ti sto dando del tempo, gli ho detto. Vedi di farne buon uso. Se rimedi entro la fine del trimestre, passerai le vacanze come meglio vorrai. Se no, resterai a casa a studiare. Se rimedi a gennaio, la punizione finirà. Altrimenti continuerà finchè non sarai abbondantemente sufficiente in tutte le materie. Diciamo che lo scopo a lungo termine è portarlo sul fondo del baratro e farlo risalire se reagisce, piuttosto che tenerlo a galla e farlo scendere se sbaglia.
In parte siamo responsabili anche noi di questo: la verità è che non è mai stato veramente punito, non ha mai subito vere e proprie gravi conseguenze per i suoi errori. Il nostro stile pedagogico non è punitivo, in linea generale, tendiamo a dare fiducia e vedere cosa succede. Purtroppo questo ora deve finire, perchè al di la della scuola a 16 anni è ora che impari che se fai una cazzata, ne pagi il fio. E' già quasi tardi. Non dobbiamo vacillare.
martedì 13 dicembre 2016
QUELLO CHE VORREI PER NATALE....
... non si può comprare.
Prima di tutto, caro Babbo Natale, vorrei la capacità di non soffermarmi sempre ai difetti ma di vedere pregi che nessun altro percepisce. Lo dico soprattutto in relazione a mio figlio maggiore. Sono stufa di pensare che è svogliato, che è pigro, che è arrogante, che non si impegna ecc ecc.... vorrei pensare cose belle su di lui. Vorrei percepire il buono che c'è dietro a questi difetti. Per esempio: è arrogante? Bene, significa che è sicuro di se. Questo è un pregio. E' svogliato, pigro? Forse non è svogliatezza ma desiderio di altro, forse sono sogni (se non fosse che purtroppo non è un sognatore). E' disordinato che di più non si potrebbe? Significa che è creativo. Pensa solo alla morosa? Sarà un uomo sincero e fedele.
Non ne posso più di sgridarlo, di urlare, di riprenderlo, di predicare. Non ne posso più. Sono alla frutta, davvero. Anzi, dopo la frutta. Al caffè. Al grappino dopo il caffè!! Stiamo sempre col coltello tra i denti, stiamo sempre a questionare e a discutere. Mi dico: è giusto. L'adolescenza è l'età in cui ci si DEVE scontrare contro i propri genitori, per trovare la propria via. Da un punto di vista pedagogico, lo scontro frontale è un bene. Ed è un bene che se non fa il proprio dovere fino in fondo, trovi limiti e paletti e muri che non può superare, come accadrà presumibilmente di qui a un paio di settimane. Anche questo è educativo, va promesso e una volta promesso va mantenuto. Che si tratti di premi o punizioni, va mantenuto con calma e fermezza e autorevolezza.
See. Ciaone proprio.
Caro Babbo Natale, vorrei smettere di sentirmi sempre in colpa ed inadeguata. Vorrei guardarmi allo specchio e piacermi, dentro soprattutto, e darmi una bella pacca sulla spalla e dirmi Oh brava, ottimo lavoro. Vorrei essere sicura dei miei affetti.
Caro Babbo Natale, vorrei vivere in un mondo appassionato. Un mondo dove la passione conta. E se non c'è un mondo così, vorrei crearlo. O almeno vorrei non essere derisa se ci provo. Basterebbe. Un mondo in cui le persone fanno l'amore e non la guerra. Un mondo dove l'amore conta più dei soldi, dove la passione vale più della professione. Vorrei fare di più l'amore, e con maggior trasporto. Vorrei esser sicura di me. Vorrei chiudere tutto fuori dalla porta e tenere in casa solo la gioia, l'affetto, l'amore, la serenità. E la passione, appunto. Vorrei un mondo dove la passione è tutto.
Caro Babbo Natale, vorrei che i miei figli avessero dei sogni. Dei sogni grandi, enormi, assurdi e assolutamente non ponderati. E vorrei che ci credessero. E che ci provassero nonostante tutto. E che si scornassero con la dura realtà, cascassero a chiappe per terra e si rialzassero più caparbi e determinati di prima. Perché è solo così che si costruiscono grandi vite e si fanno grandi cose. Vorrei saperglielo insegnare.
Caro Babbo Natale, vorrei essere serena e certa delle mie scelte. Vorrei essere una di quelle mamme sempre con una torta nel forno e una di quelle mogli che accolgono i mariti in casa la sera con un sorriso, un aperitivo e la casa pulita e in ordine. Vorrei avere sempre la parola giusta per ogni occasione e vorrei non doverla dire gridando, vorrei non arrabbiarmi più, non urlare più, non sgridare più, non punire più.
Alla fine, caro Babbo Natale, cosa sto chiedendo mai?
giovedì 1 dicembre 2016
DI STUDIO
Il secondo figlio, è noto, beneficia degli errori che i genitori hanno fatto con il primo.
il Ric come tutti sanno è sempre stato un ragazzino maturo e intelligente, a scuola non ha mai avuto problemi, fino alla seconda liceo. Alle elementari, sentiva la maestra in classe e sapeva la lezione senza quasi leggerla a casa. Alle medie è richiesto un po' più di impegno ma la solfa era più o meno quella. Avendo piccole difficoltà di lettura (non diagnosticate), ha sviluppato una gran memoria per quello che vedeva e che sentiva. Io non ho mai "fatto i compiti con" lui, fin dalla prima elementare, lo lasciavo fare da solo e casomai correggevo o davo qualche consiglio ma ci tenevo che si arrangiasse da solo. Perché sapevo che poteva.
Figo finora, no?
Il rovescio della medaglia è stato che, non avendone bisogno, non ha mai imparato a studiare. Non intendo imparato un metodo, che quello insomma viene più avanti, ma proprio non ha preso l'abitudine allo studio, non lo ha reso parte della sua giornata. Ai tempi, non avendo alcuna esperienza in materia, non sono riuscita a ragionare in prospettiva e non ho pensato che questo avrebbe potuto metterlo in difficoltà in futuro: perché lo studio come tutto va allenato.
Col Nin sto cercando di fare diversamente.
A parte il fatto che temo che non avrebbe potuto gestire la stessa autonomia che richiedevo a suo fratello, sto cercando di farlo abituare a studiare un poco ogni giorno. La struttura della settimana scolastica mi aiuta in questo: loro hanno le materie di studio una volta la settimana, mercoledì storia, giovedì scienze e venerdì geografia.
Quindi lo sprono a dare una bella lettura a tutte e tre la domenica mattina (il sabato fa i compiti per il lunedì) e poi nei pomeriggi precedenti alle lezioni si ripassa. Purtroppo questo significa sedersi alla scrivania appena saliti da scuola (cosa che proprio non mi piace) perché alle 18 si allena tutti e tre i pomeriggi, ma sto cercando di vedere i lati positivi della cosa, sperando che piano piano riesca ad abituarsi al fatto che la vita da studente implica lo studio pomeridiano tutti i giorni.
Lo scopo è un futuro adolescente un po' più school-oriented, se possibile
Sapete cosa? io sono molto d'accordo con tutte le meravigliose teorie didattico pedagogiche che implicano uno studio fatto in maniera diversa, che i bambini imparino giocando, e quanto è fico il sistema scolastico svedese, e che dopo 8 ore a scuola hanno bisogno di giocare e tutte queste belle cose qui. In teoria. In pratica, la verità è che il NOSTRO sistema scolastico è fatto in un certo modo, che la nostra società è fatta in un certo modo e che purtroppo (e dico purtroppo sul serio) il successo scolastico sembra essere l'unico metro di valutazione di un bambino e di un giovane almeno fin quando non comincia a lavorare. Un ragazzo può essere sciagurato finchè vuoi ma se va bene a scuola gli si perdona tutto. O al contrario, può essere un santo ma se va male a scuola si porta dietro il marchio per sempre.
Ieri il Ric durante una discussione mi ha detto una cosa che mi ha gelato il sangue.
Non ricordo le parole esatte ma il succo era che lui deve andare a scuola perché io possa "vantarmi" dei suoi voti, qualcosa del genere. E quello che mi sconvolge è che lo pensa davvero!
No mio caro, gli ho detto, io sono fiera di te a prescindere dai tuoi voti.
E lui, incredulo: sei orgogliosa anche se prendo 3???
Ecco davanti a un discorso del genere, mi domando non tanto dove sbagliamo con questi giovani, quanto e adesso come rimediamo?
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| Immagine di repertorio |
martedì 22 novembre 2016
APPARECCHIATO
E' fatta, il Ric da ieri ha l'apparecchio ai denti.
Si tratta di un apparecchio di "nuova concezione", completamente invisibile (non scherzo) che dovrà tenere per un paio di anni circa, qualcosa meno. Con l'adolescenza, evidentemente si sono modificati i lineamenti del viso e i denti si sono incasinati di brutto. Era inevitabile e anche un po' urgente.
Il problema principale al momento è il seguente: come dicevo qualche post fa, lui a scuola mangia parecchio. Ora non potrà più perché non può mettersi in bocca altro che acqua, e se mangia deve togliere l'ambaradan e dopo lavarsi accuratamente i denti. A scuola non ne ha il tempo. Perciò ieri mi ha comunicato la sua idea di procedere da stamattina in avanti con una "colazione salata".
Per colazione salata, lui intende un pasto vero e proprio, per evitare che gli venga fame a metà mattina. Stamattina non eravamo organizzati, e si è fatto pane e formaggio. Ma lui mi parlava anche di uova, salmone, pastasciutta...... insomma un pasto. Salvo poi mandarmi un messaggio al cambio dell'ora delle 10 per dirmi "porca put...... ho fame!"
Ma si, via, complichiamocela ancora un po' la vita!
Faccio fatica a star dietro alle cene nel delirio culinario di casa mia, figuriamoci ora che devo pensare pure alla colazione del Ric.
Eh vabbè....
PS: si accettano suggerimenti per il menu!
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