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mercoledì 4 gennaio 2017

DI CAMPER E MATTONCINI LEGO

Metti che un giorno decidi di scrivere un blog e dopo un po' inizi a fare amicizie via web.
Metti che incontri virtualmente diverse persone molto carine ed interessanti che scrivono a loro volta dei blog e che, com'è come non è, ti par di conoscerle da una vita pur non avendole mai viste.
Metti che una di queste persone sia una giovane expat con una marea di figlioli, un bel marito e un camper.
Metti che questa giovane expat si trovi, un bel giorno, a passare dalle tue parti (più o meno...) durante uno dei suoi chilometrici spostamenti tra casa, genitori, amici.
Ecco, vuoi mica che non ci si faccia una visitina a una bella mostra e una pizza?? Che gli expat, si sa, a tutto possono rinunciare ma alla pizza fatta come si deve, mai!
E si, è ufficiale, la nostra Angolo il 30 dicembre scorso è venuta a trovarmi con tutta la sua tribù!
Che, non ci credete??
E invece è vero, guardate qui!!!




Una ragazza stupenda, molto più giovane di me e alta due volte che dio la benedica (mica vero che sembri più vecchia, scemetta!) con un sorriso contagioso e un piglio pratico che mi fa morire di invidia! Siamo andati tutti, lei io due mariti e 4 figli, a vedere la mostra The Art of the Briks, un'esposizione di sculture fatte coi mattoncini Lego. Pensate che abbiamo avuto mezzo problema? Con tutti quei bambini? Macchè! Ce li siamo pure mischiati per scopi economici ahahah!

I suoi figlioli meriterebbero un post a parte. Bellissimi, meravigliosi, biondi con gli occhioni spalancati, simpaticissimi ed educatissimi, persino il Francese che ha solo 1 anno non ha fatto una piega tutto il giorno, un turista nato, praticamente un santo!
Devo dirlo però: il soprannome di Belva non si adatta affatto alla bambolina bionda che mi ha portata in giro (lei a me) per mano tutto il santo giorno. E' una specie di Barbie in miniatura, magrina piccina che parla come una quindicenne e con dei lineamente così delicati e sottili che hai quasi paura a toccarla... Vitellino invece è perfetto, essendo più grande di sua sorella che ha un anno in più! Riccioli d'oro e occhioni azzurri, guancette paffute ancora da infante e tanta di quella energia che vorrei averne io la metà. Anche un quarto.

Abbiamo passato una giornata splendida, la mostra era bellissima ed è piaciuta molto anche ai bambini che hanno corso avanti e indietro facendosi fotografare con le sculture più belle (lo scheletro di t-rex ha vinto su tutto, penso). Poi due passi a piedi e sosta in pizzeria, i bambini (e non solo loro) erano affamati!!!! Il Francese è rimasto molto affascinato dal fuoco del forno a legna, a tal punto che mi ha allegramente sbausciato tutta la guancia per l'emozione, e il Nin penso non abbia mai mangiato così tanto e così in fretta in tutta la sua vita! Un piatto di pasta che avrebbe messo in difficoltà il GG!!
 
Dopo i bagordi altri due passi giusto per far finta di smaltire, un buon caffè, e poi purtroppo via, al camper per la partenza. I saluti sono stati piuttosto lunghi perchè non paghi della giornata il Vitellino e il Nin hanno preso a rotolarsi nella ghiaia del parcheggio e la Bambolina (no, NON la chiamerò Belva!) continuava a fare fuori e dentro il camper per farci vedere cose che stavano all'interno ma che non potevano assolutamente passare inosservate.
Alla fine ci siamo salutati verso metà pomeriggio, non senza rammarico e con la promessa di rifarlo presto, se ci fosse l'occasione.


Angolo, ci conto, neh?





lunedì 17 ottobre 2016

FUCK THE DIET


Stavolta devo proprio rimettermi a dieta, oh che due maroni.
Eh, diciamo che la quantità di carboidrati ed alcol dalla fine di agosto in avanti è stata decisamente eccessiva: prima le ferie, poi la stagione che si è mantenuta calda e soleggiata praticamente fino a una settimana fa ha invogliato parecchissimo allo sgarro. C'è un ottimo bar da aperitivi a 10 mt dal cancello di casa, ed una buona pizzeria ha appena aperto a 10 mt nella direzione opposta.  Mettici una amica sciacquetta come me che meglio uno spriz che andare a casa a cucinare, e metti pure che i suoi figli sono amici del mio e che la temperatura era mite... e il danno è fatto. Pizzetta? Birrino? Pronti via.


Porca di quella puttanissima miseria ladra urfida e schifida.


Non ho gran che voglia di fare sacrifici, ammettiamolo, ma comunque sono abbastanza motivata.
Solo che il momento di mettersi ufficialmetne a stecchetto di solito mi fa partire certe menate mentali da Guinnes che preferirei parecchio evitare.


E' qualcosa a cui non riesco ad abituarmi che l'apprezzamento altrui, a volte addirittura l'amore, e pertanto l'autostima, debbano passare per il peso corporeo. mi manda in bestia, non tanto il fatto che sia così in se e per se (e lo è, basta guardarsi attorno) quanto il fatto che pur odiandola... cedo alla medesima logica.
E lo faccio di nascosto da me stessa, perchè spono VERAMENTE furba... mi dico che è per la salute, per non sentirmi gonfia, per essere più attiva. Ed è vero, per l'amor di dio. Ma  quando mi specchio, mi frega assai di essere più attiva. Mi faccio schifo e voglio essere più bella, punto.

Porca vacca come mi girano.


Poi sono io che sono così con me stessa, ma non con gli altri.
Il GG, per esempio, pur restando un uomo in buona forma (per la sua età, ma questo non diteglielo), è una bella fetta più pesante di quando l'ho conosciuto, forse anche una quindicina di chili. Beh era un po' scheletrico a 20 anni, bisogna dire. Ma quando guarda la sua pancetta incipiente con aria depressa mi da persino fastidio: cosa crede, che ti ami per come appare? Sempre dando per scontato che si preoccupi del mio giudizio, e non di quello di altrui.
Ma dai, gli dico, finiscila di crucciarti, sei bello lo stesso. E lo penso, mica no. Non mi frega veramente niente se ha qualche chilo in più.
Mi piace lo stesso, forse perchè sono una donna?
Ora mi parte l'altro pippone, quello sessista, occhio.......
Perchè noi donne guardiamo col cuore, se una persona la ami non importa l'aspetto.
Invece gli uomini guardano con gli occhi e basta.
Come dice il GG, loro hanno bisogno di "stimoli visivi".
Che ovviamente fanno a cazzotti con la cellulite, #mainagioia.


Vabbè la smetto perchè quando mi piglia così male, qualcuno di voi lo ricorderà, so da dove inizio ma non so mai dove vado a finire, quindi bon.
Penso di essere l'unica scema sulla faccia della terra che applica il "doppio standard" a proprio sfavore. Pace.
Resta il fatto che sono a regime no carb, no alcol, no dolci, no carne (quello a prescindere).... e che onestamente con tutti sti "no" mi resta il dubbio se posso sgranocchiare almeno un gambo di sedzano ogni tanto.

Speriamo di scopare tanto, almeno, altrimenti mi butto da un ponte.







giovedì 8 settembre 2016

FILOSOFIA SEMISERIA DELL'UOMO PERFETTO


Un paio di giorni fa ho letto su Facebook una vignetta che recitava più o meno:


Donne! Smettetela di leggere che poi noi
 non riusciamo a reggere il confronto
coi vostri personaggi preferiti"


Si trattava chiaramente di uno scherzo, una sana risata e niente di più, ma com'è come non è è da due giorni che ci penso. Beh, ovviamente io sono tra quelle non solo che legge un sacco (Madonna, Kobo santo subito!) ma anche che si è sempre fatta prendere un sacco dai personaggi fino ad avere delle vere e proprie infatuazioni temporanee.


Heathcliff
Voglio dire.
Certi veramente non puoi amarli... per esempio, Renzo? Romeo? Ma quanto bisogna essere scemi?
Ma come non legarsi alla tragica disperazione di Jacopo Ortis, o dello stesso Leopardi? Come non amare la lieve decadenza di Mr Darcy o la lucida follia di Heathcliff? E la allegra spensieratezza di Lorenzo il Magnifico? Chi vuol esser lieto, sia, signore mie. Suvvia, siamo lieti insieme. Par quasi di vederlo!
In tempi più recenti, chi non è rimasta colpita dall'abnegazione di Severus Snape o dalla dedizione totale e dalla passione di James Fraser?


Senza contare che noi ragazze di una certa età (ma non dirò quale) ci hanno cresciute a Principi della Disney. Perchè ora si comincia un po' a ragionare, con personaggi un po' più articolati e complessi,

il Principe Filippo
(la Bella Addormentata)
anche donne forti, ma 20-30 anni fa cari miei la musica era tutta diversa! Arrivavano lancia in resta su magnifici destrieri bianchi e ti salvavano, mica cozze. Ed erano pure belli gentili e ricchi.
Quindi ognuna di noi, pure le femministe, pure quelle che io ballo da sola, ci siamo fatte giocoforza un'idea di quello che volevamo in un uomo sulla base di un campionario di carta e cellulosa totalmente distorto in un momento della nostra vita - e qui sta il punto - in cui l'unico esempio vero di maschio che conoscevamo davvero era il nostro papà, tutto bello infiorettato dal Complesso di Edipo. Non c'erano confronti, non c'era nella nostra vita un esempio che potesse farci dire eh no! qui mi stanno coglionando! riportandoci sulla giusta via. Capite, non avevamo scampo! Cioè noi non lo sapevamo che gli uomini non sono davvero così! Ci hanno fregate con tutte le scarpe!

Poi è ovvio, arriva qualcuno che scrive uno o due buoni romanzi, ti mette li un personaggio che è la summa di tutto quello che fin da bambina hai sempre pensato di desiderare in un uomo, e poi tutto insieme nello stesso uomo (non faccio nomi ma Emily e Marie Claire hanno capito) e qualche pseudointellettuale tutto Umberto Eco e Fedor Dostoevskij (ma con DYD sul comodino, ci scommetterei!) ha pure il coraggio di criticare se resti li con la bocca spalancata e le mosche che entrano!


Ma figuriamoci!


Però a quel punto... arrivano le dolenti note.
Perchè in fondo siamo spostate/fidanzate/accompagnate/trombate/friendzonate con uomini veri, mica di carta. E gli uomini veri non sono mica perfetti. Adesso lo sappiamo anche noi, grazie tante.
Quindi tu sei li che cerchi di trovare la quadra, e magari ti ci vuol del tempo, mica è una roba immediata, quando ad un bel momento vieni seppellita da tutta una serie di psicologi, terapisti, amici volenterosi, esperti di vario genere, che ti dicono no, ehhh bella mia, no no no no. Te non hai mica capito un accidente. Ma zero proprio.
Lo sai perché ci si separa? eh? eh?
Lo sai?
Perché non si riesce a conciliare la fantasia con la realtà. (Ma pensa!)
Perché non si sa superare la fase dell'idillio, quella in cui il tuo uomo vero e quello di carta coincidono, e nel momento in cui si vede la realtà bum! Disastro.
Oh cazzo, ma guarda tu, mio marito non è mica appassionato come Heathcliff! E non gli lava nemmeno gli stivali a Tom Lefroy. Diamine, persino quello stronzo bigotto di Settimo Cielo trombava la moglie una sera si e una no pure con 7 figli! E quindi??? Quindi, signor giudice, prego, quale considera una cifra adeguata per il mantenimento? 


Eh già.

E qui mi sale la parte seria del post.
A quel punto li, cosa devi fare?
Ne parlavo giusto ieri sera con una amica.
Lei molto pratica, donna diciamo "pane al pane", io più nelle nuvole, più sogni e voli pindarici.
E lei sosteneva che devi dare un taglio alle fantasie, perché tanto sono irraggiungibili, e gestire quello che hai per le mani.
Giusto, no? E' quello che dicono anche gli psicologi, esperti ecc... di prima.
Questo implica abbassare il livello delle proprie aspettative.
Che da un punto di vista pratico è giustissimo: come si diceva tempo fa, tiri giù l'asticella e vivi meglio. Ma io ancora mi domando: si tratta di saggezza? o di rinuncia?


Perché dovrebbe essere più saggio modificare i propri obiettivi, piuttosto che lavorare per raggiungerli, anche con fatica? Beh, perché magari non ha senso sbattersi per l'impossibile? Ma è davvero impossibile? E chi lo dice? Chi stabilisce cosa esiste e cosa no, cosa è possibile e cosa no, cosa puoi ottenere e cosa no? In ultima analisi, chi è che ti dice cosa devi volere?
E' un po' come se tu volessi andare in America. Risparmi, ma alla fine hai fondi solo per arrivare fino a Barcellona. Che fai? Abbassi l'asticella e vai a Barcellona oppure stai a casa e continui a risparmiare fino a quando potrai sbarcare a NY? E se qualcuno ti dice che non ce la farai mai, che è troppo costosa, e tu povero operaio cosa pensi di ottenere, che fai? Perseveri, o rinunci?
Lei, la mia amica,  da buon commerciale, dice: un obiettivo deve essere ragionevole e raggiungibile 
Si, ma sfidante, dico io. Sfidante. Altrimenti è solo piattume, e non vedrai mai l'Empire State Building.


Insomma, abbiamo discusso per una bella mezz'ora nella quale io ho preso della Pollon che vive tra le
La Puff
nuvole :-D perchè ho dichiarato senza mezzi termini che, ragionevole o no, la perfezione* E' il mio obiettivo, e che non sono propensa ad accettare niente di meno. Almeno, non passivamente, non di default. Non perché "così è la vita".

A quel punto i nostri figli hanno cominciato ad accapigliarsi e abbiamo dovuto interrompere l'incontro di wrestling, nonché le nostre filosofie.


E il dubbio, comunque, mi resta. E' più saggio Barcellona o New York?






* precisazione del giorno dopo. Quando dico PERFEZIONE intendo la perfezione nella relazione, non l'Uomo Perfetto. Questo significa essenzialmente che sono consapevole che ho il mio ruolo da giocare. Il concetto di perfezione non è univoco: ognuno ha il suo. A me piace il concetto di Olivia Pope (di Scandal, abbiate pazienza sono drogata di serie televisive):


«I don’t want normal, and easy, and simple. I want painful, difficult,
devastating, life-changing, extraordinary love.»

Anche se magari soprassiederei sul "devasting".

mercoledì 20 luglio 2016

UN AMORE STRAORDINARIO

Sono sempre stata affascinata dall'amore in ogni sua forma, fin da bambina.
Nel periodo delle elementari, per me "amore" sigificava qualcosa che vedevo in tv e al cinema.
Ero vagamente consapevole che in tutte le storie che si rappresentavano sullo schermo prima o poi i due protagonisti sperimentavano "un qualchecosa" che inevitabilmente sfociava in un bacio appassionato o in una (casta, ai tempi) scena di sesso. 

L'amore per me era qualcosa che succedeva intanto che i due erano impegnati in altro, vuoi a inseguire una pietra verde, vuoi a combattere un Impero Galattico, vuoi a impedire che i nazisti entrassero in possesso di qualche sacra reliquia dai poteri esoterici.

Ad un certo punto, ma non saprei dire a che età di preciso, mi resi conto (credo in parte anche guardando i miei genitori che si sono sempre voluti bene) che l'amore non era semplicemente un aspetto della vita come mangire o dormire,  separato da tutto il resto, come mi era sembrato fin li, 
ma ne impregnava ogni aspetto. Ricordo come fosse oggi che pensai: "Ma se ti innamori e ti sposi, poi vivi con quella persona sempre, e quindi l'amore rimane sempre li, mentre fai tutto il resto"
Lasciando perdere l'ingenuità di quel "sempre", potevo avere 12-13 anni, questa fu una vera rivelazione per me, un colpo veramente grosso.
Credo che in quel momento gettai le basi di quella che sono oggi, emotivamente parlando, perchè in quel preciso fatidico momento diventai una romantica, e cominciai a fare sogni per il futuro.

E quello che ho sempre sognato da allora è un amore straordinario.
Niente altro: un amore straordinario.

Certo, ho sempre saputo di volere dei figli, un bel lavoro, qualche disponibilità economica per poter viaggiare, come penso più o meno tutti.
Per un certo periodo, affascinata dal femminismo, sperai in una carriera brillante e luminosa e mi dissi che potevo farcela da sola, che ero una donna forte, che non avevo bisogno di nessuno. Me la raccontavo, specie se considerate che ho conosciuto mio marito poco dopo aver compiuto 19 anni
Il centro, il fulcro, non è mai stata la carriera, ne la ricchezza.
Era un amore straordinario.

«Non voglio una cosa normale, facile e semplice. Voglio un amore doloroso, difficile, devastante, straordinario, che ti cambia la vita.» -cit

Non un amore ad ogni costo, no.
Non un amore malato o sbagliato.
Ma un amore pazzesco, inarrivabile, ineluttabile, inesorabile e fatale, strepitoso e indescrivibile.
Naturalmente nei miei sogni di tredicenne, il "lui" della situazione era esattamente questo: non un principe azzurro bellissimo, non un cavaliere coraggioso, non un intrepido agente segreto. Era uno qualunque, ma che mi amava esattamente così. Con urgenza, follemente. Passionale ai limiti della violenza. Uno che avrebbe rischiato la vita per avermi, che avrebbe pianto nel perdermi e che avrebbe fatto qualunque cosa per tenermi. Già. Proprio così. Utopico piuttosto e anzichenò!

Ora, beh, non ho più tredici anni, e nemmeno diciannove, ma non sono tanto cambiata, nell'essenza della questione. Solo mi domando cosa significhi "amore straordinario" nella vita vera.
Ah si, perchè viviamo nella vita vera, sapete? Eh, già. Che fregatura.
Uomini come quelli che sognavo, ne esistono?
C'è un angioletto sulla mia spalla destra che mi dice "ma dai, sono solo fantasie, riprenditi!" (riprenditi sassenach, dice, a dire il vero, lo stronzo, il che mi fa pensare che sia un dannato amico del giaguaro, ndP)
E un diavoletto sulla spalla sinistra che dice "se può essere sognato, può essere fatto"

E indovinate un po'? Sono d'accordo col diavolo.
Che sorpresa, eh?
Se può essere sognato, può essere fatto.
E questo significa che non si fa da se, ma bisogna farlo.
Bisogna dargli una manina, al destino... lui magari ci fa incontrare ma dopo sta a noi far diventare straordinario il resto della vita.


Naturalmente, in due.


Ma guarda! E io che pensavo di scrivere un post originale.



giovedì 7 luglio 2016

DI STRONZE

No ma la gente è cattiva, mica cozze.
Stronza proprio!
Ne ho prove continue, ma cavoli non riesco mai ad abituarmi alla cosa.
Poi, come nel proverbio, son sempre le acque chete...

Vi racconto.

In azienda da me ci sono alcuni part time. Essenzialmente sono (siamo) tutte lavoratrici madri, a cui è stato concesso anni fa, messo a contratto, formalizzato con l'ispettorato provinciale del lavoro, insomma cose fatte per benino, tutto in regola, con orari e giorni stabiliti, non una cosa lasciata al caso.
Ora io non conosco esattamente i numeri, ma le aziende sono tenute se non mi sbaglio a concedere un certo numero di part time se vengono richiesti, poi una volta raggiunta la quota, è discrezione dell'azienda se concederne altri oppure no. Qui ovviamente è stato no, e sono anni che non ne vengono più concordati. Sapevo che alcune colleghe lo hanno richiesto, e che si sono un po' incattivite a non averlo ottenuto, e guardano noi che l'abbiamo con un misto di invidia e rabbia, ma dopotutto così è, se io i figli li ho fatti prima mica è una colpa.

In questo periodo avrebbe dovuto rientrare dalla maternità una certa A.V., una che abita lontano e che ha sempre avuto difficoltà anche solo a raggiungere l'ufficio per la lunghezza del viaggio. Ora che è madre anche lei, naturalmente, ha chiesto il part time. E anche di lavorare da casa. Considerate che è una che quando si è trattato di turnare sui weekend ha scomodato l'avvocato perchè non voleva lavorare di sabato - peccato che il suo contratto parlasse chiaro, come quello di tutti gli altri. Quindi diciamo che non è una che possa dire "non chiedo mai niente, non rompo le balle, per una volta che domando..."
Una ragazza che a vederla sembra la persona più gentile del creato, mite, silenziosa, poco appariscente, mai un'alzata di voce, mai una parola fuori posto. In pubblico.
Le sue richieste non sono state accolte dalla dirigenza, e lei si è dimessa.

Bene, quello che ho saputo recentemente è che ha chiesto una revisione ufficiale di tutti i contratti part time esistenti, al fine di trovare una magagna che potesse invalidarne qualcuno in modo che ci fosse spazio per il suo. Perché i nostri figli, di noi col part time, ormai hanno più di tre anni e quindi lei non ritiene che abbiamo diritto al rispetto del contratto. Perché dovremmo farci da parte, per far spazio alle nuove mamme. Perché certe persone sono disposte a calpestare chiunque per ottenere quello che vogliono, e non sono in grado di ragionare per astratti: se una cosa è giusta o sbagliata
lo è indipendentemente dal fatto che vada incontro o meno alle tue esigenze personali. Io ho un contratto, stronza,  e non l'ho estorto con le minacce o con gli avvocati, è un contratto valido e inoppugnabile, e non vedo una sola ragione al mondo per la quale non dovrebbe essere rispettato alla lettera.

Certo, il discorso dei tre anni è validissimo: perchè i figli a una certa età vengono soppressi. Ormai il mio piccolo ha quasi 9 anni, è adulto, che bisogno ha di essere preso a scuola o di essere accompagnato agli allenamenti? Piglia la macchina e ci va da solo, no? E sulla strada già che c'è
si ferma all'Esselunga a fare la spesa. Ma porc....

Già ero avvelenata... ma poi ieri è arrivata la sua mail di commiato, un coacervo di autocelebrazione e presunzione che mi ha fatto venire la nausea. Le risposte che le sono giunte, in copia tutta l'azienda naturalmente, talmente infarcite di retorica da farmi lacrimare gli occhi.

Bene, ecco la mia.

Carissima A.,
ho appreso con gioia le notizie riguardanti le tue dimissioni.
Sono davvero spiacente di possedere qualcosa che tu vuoi così strenuamente da cercare di passare sopra le tue colleghe pur di ottenerlo, indipendentemente da chi calpesti. Questo atteggiamento denota non solo stupidità ma anche una bella dose di cattiveria, con buona pace di chi ti elogia per la tua meravigliosa capacità di creare rapporti umani. Umanamente, cara A, sei di una pochezza imbarazzante, e nel salutarti ci tenevo a dirtelo chiaramente. Ma dopotutto non me ne preoccupo perché grazie al cielo, non dovrò vederti di nuovo.
Buona fortuna per tutto, stronza.



mercoledì 25 maggio 2016

SAY COULD THAT LASS BE I? (spoiler alert)

Beh, non è che sto copiando, avevo in mente di fare definitivamente outing in questi giorni ma la mia cara Emily mi ha preceduto.

Qualcuno avrà intuito dal titolo che stiamo parlando di Outlander, saga letteraria e recente serie televisiva di strepitoso successo, non senza qalche buona ragione.

Orbene.

Si tratta di una storia ovviamente di fantasia, ambientata in epoca storica e tra personaggi (alcuni) realmente esistiti. Per prima cosa dirò che almeno fino al punto in cui sono arrivata (9 libri) si capisce perfettamente che c'è dietro una accurata ricerca storica. Il periodo presentato è affascinante, specialmente quando si parla di Highlands: un viaggio tra le tradizioni, le usanze, i costumi, la lingua degli antichi Clan che sbucano qui e la nella narrazione con precisione di dettagli e diciamo esuberanza folkloristica senza pari. I libri, va detto, sono molto ben scritti (e io sono una nota cagacazzi su questo punto quando leggo!), dettagliati ma non noiosi, ricchi di particolari e descrizioni ma non al punto di essere pedanti. Un buon equilibrio, direi. Lo sfondo storico è preciso e le vicende umane abbastanza plausibili (se escludiamo la premessa :-D ) benchè naturalmente romanzate. I personaggi sono ben costruiti, ognuno ha un suo carattere e una sua plausibilità, finanche i protagonisti che potrebbero essere Mr e Miss perfezione ma che in realtà non lo sono, palesando difetti e manchevolezze comuni a tutti noi oggi come, immagino, nel XVIII secolo.

Le vicende si svolge a cavallo di vari continenti ed eccezion fatta per un singolo momento (la parte riguardante Gillis in America, per chi conosce) sono molto reali, dalla descrizione delle lunghe traversate per mare alle prime avvisaglie rivoluzionarie nelle colonie. Storie nella storia vengono raccontate, come la vicenda di Lord John Gray (personaggio meraviglioso!) che compare qua e là a spot, ma che se si mettesse insieme sarebbe sufficiente a farne un romanzo di per se. Lo stesso dicasi per Roger McKenzie Wakefield.

Inizialmente devo dirlo: mi ha colpito tantissimo il personaggio di Claire.
Questo tipo di narrazioni (cioè quando un personaggio viene messo di colpo in una situazione normalmente impossibile e deve uscirne) di solito sono il regno del "vorrei ma non posso" come lo chiamo io, ovvero di situazioni in cui uno o più personaggi sono indecisi, non sanno che fare, non si parlano, non si capiscono, si fraintendono... capitoli interi di rimuginamenti e seghe mentali che, diciamolo, non è che diano snellezza e dinamismo al racconto. Claire no. Lei parte a cavallo dei suoi calzoni (per modo di dire, essendo stretta in gonne sottogonne e corsetti) fin da pagina 1 e FA quello che c'è da fare per sopravvivere. Magari non le piace, magari non ne è felice, ma non ci mette 350 pagine a decidere se deve sposarsi per salvarsi la pelle oppure no. Decide, e punto.
+10 per Mrs Claire Elisabeth Beauchamp Randall Fraser.

Ma naturalmente la maggior parte di noi pur magari valutando anche altri aspetti, apprezza la saga
per lui, per il personaggio principale, il protagonista indiscusso, ovvero Mr James Malcom Alexander McKenzie Fraser, Red Jamie per gli amici e per gli inglesi.
Gingerino per le fan della serie televisiva :-D

Per lui, e per la sua relazione con Claire.

Ora. Anche qui spezzerei una lancia in favore della zia Diana, che ha fatto secondo me un ottimo lavoro. Perchè è pur vero che nei primi romanzi tutto è abbastanza incentrato sulla storia d'amore straordinaria tra i due protagonisti, ma bisogna sottolineare che non stiamo scadendo nell' "effetto Harmony" come potrebbe sembrare dicendolo. Si tratta di una relazione che conosce un andamento preciso, che all'inizio semplicemente "non è", ma che poi si costruisce un po' per volta, un passo avanti e due indietro come accade normalmente anche nella vita reale. I due condividono una invidiabilissima relazione fisica, di cui ci viene dato ampiamente conto sia nel romanzo che nella serie tv, ma commettono anche molti errori, litigano, soffrono, a un certo punto persino si separano come una qualunque normalissima coppia. Certo si amano in modo forse un po' stucchevole ed eccessivo, ma è un romanzo, se fosse tutto davvero e solo come nella vita allora sarebbe il telegiornale.

E' inoltre piacevole nel proseguimento della vicenda vedere come la relazione cambia, passando i due da avere meno di 30 anni ad essere cinquantenni e nonni. La storia tra loro resta presente ma si sposta, lentamente, sullo sfondo, dando spazio ad altre vicende meno romantiche e più pratiche, diciamo.

Così come Claire mi aveva colpito per la sua decisione e tenacia, anche il personaggio di Jamie è degno di nota. Non è, come dicevamo, descritto come un uomo perfetto, ma di fatto è il personaggio perfetto. Perfetto nella sua disperata imperfezione, lui che per ira ha infranto una promessa fatta,  combattendo un duello dalle tragiche conseguenze;  lui che per un fatale errore ha consegnato il fidanzato della figlia nelle mani di indiani sanguinari; lui che alle volte davvero non sembra combinarne una giusta... ma ha la grazia di ammetterlo, e di chiedere scusa.

Perciò, ecco qui:
Ciao, sono Andretta, e son una fan di Outlander.
Ero sobria da 2 mesi, ma ieri ci sono ricaduta.
E amen!

lunedì 23 maggio 2016

DI SCHIZZOFRENIE ESTETICHE

Allora vediamo... oggi sono in modalità filosofica.

Mi domandavo... ha senso per una donna "farsi bella"??
Mi spiego (o ci provo come al solito).
Io ho per esempio diverse amiche che si dichiarano femministe.
Soprattutto schierate contro la violenza contro le donne - e li non bisogna essere femministe per capire che le persone non si pestano ne si uccidono ne si minacciano, uomini o donne che siano - e contro il body shaming.

Ora io questo termine non lo conoscevo, perciò lo spiego per gli ignari come me: si tratterebbe della aberrante pratica di giudicare e/o discriminare e/o fare oggetto di scherno e dileggio una persona sulla base della sua stazza fisica. Dal chiamarlo "ciccione" al negargli per esempio un impiego o altro.

Io sono contro il body shaming.
E' ovvio, sia per una questione di generica giustizia, sia per una questione meramente egoistica essendo io sempre stata diciamo rotondetta (quando non proprio palesemente grassa). Io - e anche le mie amiche femministe, e anche tutte le donne che conosco o quasi se vogliamo essere precisi - siamo contro il body shaming e crediamo che una donna (anche un uomo ovviamente) vada apprezzato e considerato per ciò che è e non per ciò che appare.

Ottimo.
Quindi, ricordatemi: perchè stiamo sempre tutte a dieta?

Prendete me, giusto per dire.
Io sto con lo stesso uomo da 25 anni.
Mi ha vista più magra e più grassa di come sono ora, mi ha vista incinta, mi ha vista malata e vomitante, mi ha vista bionda, rossa, ramata, castana, liscia e riccia e tutte le possibili vie di mezzo, mi ha vista messa giù da gara per una serata in discoteca e in jeans stracciati e superga masticate per una scampagnata, mi ha vista truccata e struccata, vestita e nuda, mi ha vista in tutte le guise salse e maniere possibili ed immaginabili. Non dovrebbero essere queste le basi sulle quali si poggia il nostro amore coniugale, così come per parte mia me  ne frego se lui pesa 10 kg di più o ha qualche capello in meno. Giusto?

Quindi perchè, di grazia, perchè diavolo devo (dobbiamo) star li a farmi (farci) le seghe mentali davanti allo specchio? Io sono come sono, perchè mi devo preoccupare se ingrasso? Perchè devo mettere l'olio per far più belli i riccioli, la maglia che evidenzia di qua e nasconde di la, il mascara, che con gli occhi verdi scurire le ciglia fa tutta la differenza del mondo?

Dopotutto grasso è bello (abbasso il body shaming!!) e l'amore lo meritiamo per quello che siamo e non per come ci agghindiamo, no? Giusto?? GIUSTO?? E se non dovrei preoccuparmi di questa questione a riguardo del compagno della mia vita, meno che mai dovrei farlo in relazione ad estranei tipo la gente che incontro per strada, o i colleghi, no?

No.

Quindi qualcuno questa cosa me la spiega?
Perchè pressochè nessuna donna, nemmeno tra le femministe più radicali ed estreme, nemmeno quelle che ancora oggi brucerebbero il reggiseno in piazza (o magari gli attributi di qualche maschietto) accetterebbero di uscire brufolose e impataccate, ognuna cerca sempre di presentarsi al meglio, secondo i propri gusti. Teoricamente, non si dovrebbe no? Al rogo l'apparire! Ma invece qualunque cosa ci diciamo nella nostra testa, la verità è che l'apparire conta, eccome.

Dio che giramento di coglioni!


(per apprezzare meglio il mio livello di schizzofrenia, vi rendo noto che sono la stessa persona che ha scritto quel manifesto della gnocca che comapre alla sezione Marte Vs Venere  di questo blog)

mercoledì 6 aprile 2016

AMICHE SEPARATE - riflessioni sparse sul divorzio

Sapete cosa è scioccante per me?
Il casino che c'è dietro ad una separazione coniugale
Il casino pratico, intendo, non emotivo, che quello è evidente a chiunque ci spenda anche solo mezzo pensiero.

Ieri sono uscita per una mangiata jappo con due amiche, entrambe separate, una delle due sta dando inizio alla risoluzione definitiva del matrimonio, anche conosciuto come divorzio.

Come sempre, la materia del "contendere" è economica: esiste un accordo relativo al mantenimento dei figli sancito dall'atto di separazione, che ora una delle due parti vuole modificare. Inoltre c'è di mezzo la questione della vendita della casa coiniugale, al cui acquisto i due ex non hanno contribuito in maniera paritaria, e quindi ora non si trova l'accordo sulla suddivisione.

I conti sono allucinanti.
Stante che mediamente i figli stanno con la madre la maggior parte del tempo, il padre deve passare una congrua somma di danaro alla ex moglie atta a coprire metà delle spese sostenute per il sostentamento della prole. Fin qui ci siamo, e siamo tutti daccordo.
Solo che per poter definire tale "congrua somma di danaro" bisogna fare dei conteggi infiniti.
Alcune cose sono facili, che so: le utenze domestiche. prendi le bollette, fai un conticino e ci siamo. Il cibo idem, sai quanto spendi di supermercato la settimana, fai un conticino e via.
I vestiti sono già meno facili perchè devi sapere più o meno quanto hai speso negli anni precedenti, e fare una previsione onesta per quelli a seguire, che non è così agevole. Poi metti: ti separi con un figlio di 8 anni. Ma prima o poi quello ne avrà 15 e le scarpe da tennis superbasic del mercato magari non gli andranno più tanto bene bene, vorrà le Nike. O il cellulare, per dire. Quidni cosa devi fare, devi fare la spesa, tenere tutti gli scontrini, segnare tutto meticolosamente, e poi chiedere un onesto aumento dell'assegno mensile visto che le tue spese sono aumentate. E questo quando ti va bene, cioè quando sei tu che vuoi di più per giuste ragioni.

Ma che dire di quando il tuo ex vuole darti di meno?
Perchè dire: ehi, spendo 29 euro al mese di cellulare per nostro figlio, quindi  14.50 sono a carico tuo, è tutto sommato facile.

Ma ci sono spese che magari ti sfuggono, che non vedi. Che so, allunghi 5 euro oggi e 5 domani perchè il ragazzo sta fuori a mangiare un panino con gli amici dopo la scuola. Gli compri due penne. Lo foraggi per un cinema del sabato pomeriggio. Il regalino di compleanno per un amico. Queste sono tutte cose normali che ti passano sotto il naso senza che tu te ne accorga, ma se il tuo ex decide che vuole darti meno soldi, devi tenerne conto.

Quindi che fai, ti prendi un quaderno e inizi a scrivere ogni 50 centesimi che ti escono dalle tasche, perchè tu lo SAI che le spese aumentano con il crescere dei figli, ma saperlo è una cosa DIMOSTRARLO davanti a un giudice una cosa tutta diversa. Senza considerare che il giudice potrebbe decidere comunque in tuo sfavore.

Altro discorso ancora per la casa.
Questa mia amica, come del resto io ed il GG, abbiamo avuto l'aiuto dei genitori per l'acquisto della casa. Ogni famiglia in ragione delle sue possibilità e va da se che una mette di più e una di meno.
Poi la casa va intestata al 50% a ciascun coniuge, quindi "teoricamente" quello che ha messo di meno ci guadagna.
Prendete me.
I miei sono quelli che ci hanno aiutato maggiormente a livello economico. Abbiamo fatto il mutuo. Ma poi abbiamo mantenuto conti separati per ragioni pratiche e le spese maggiori le ha sempre sostenute lui, tipo che so: le ferie, le quote di iscrizione sportive dei figli, tutte le bollette ecc.... quindi come si fa a dire tu hai messo tot, io ho messo tot altro?
Non sarei mai in grado di stabilirlo!
Ad esempio: mia suocera quando il Ric era piccolo passava le settimane a casa mia a badargli quando era malato, risparmiandomi centinaia di euro di babysitter. Questo non dovrebbe essere preso in considerazione?

E poi come fai a ridurre tutto a dei numeri?

Certo lo dico ora, che non sto divorziando.
Se fossi in quella condizione, probabilmente - no, sicuramente - sarei incattivita abbestia. Le mie amiche dicono: se sei abbastanza incazzata, fai tutto, ed io penso che sia proprio vero
Oltretutto l'unico motivo che vedo per il quale potrei divorziare sarebbe che il GG mi facesse tanto ma tanto ma proprio tanto tanto incazzare, quindi...... probabilmente mi accanirei su quell'aspetto, essendo l'unico che mi resterebbe, se non altro per vendetta.

Oh si, non fate quella faccia, ho detto proprio vendetta. Altrochè se l'ho detto. Eccome.

Tuttavia credo che per portare avanti una situazione del genere ci voglia una disciplina e un rigore che non mi appartengono proprio. Ci vuole la consapevolezza che stai sacrificando qualcosa di te stessa sull'altare della giusta causa di separazione. Ci vuole rabbia, alle volte ci vuole odio.

E lo dico perchè altrimenti ci sono persone che si approfittano, che ti raggirano, che ti intortano.
Ci vuole un pelo sullo stomaco lungo un chilometro.
Ci vuole un desiderio di annientare l'altra persona che alle volte è da considerare persino "sano", perchè senza di esso non ne esci. Devi tagliare legame che esiste da 10-20, nel mio caso 25 anni. E devi tagliarlo di netto perchè la separazione è questo: oggi qui, domani da un'altra parte. E non puoi farlo, non puoi staccarti se ci sono ancora dei sentimenti, se hai dei rimpianti o dei desideri.
Devi odiare per farlo. Purtroppo devi odiare tanto.

Quello che mi spaventa non è tanto l'idea che potrei non essere in grado di sostenere una tale situazione.
Al contrario.
E' l'idea che potrei.
Se ce ne fosse motivo - e francamente ne vedo solo uno plausibile - alla fine potrei.
Questa cosa mi atterrisce.


mercoledì 24 febbraio 2016

AL MIO SEGNALE.......

Questo post partecipa alla rassegna "Seghe mentali, come farsele al meglio" iniziata qualche giorno fa col post sull'acqua.

Sentitevi liberi di scatenare l'inferno (Vedetta... eheheh)

Dunque vi racconto una breve conversazione avuta un paio di sere fa col GG, in macchina, mentre andavamo a una cena con amici. Parlavamo della giornata trascorsa come facciamo di solito, ci raccontiamo anche piccoli eventi privi di grandi significati cosmologici, così giusto per chiacchierare.

Ad un certo punto mi dice:
GG: ah sai, oggi mi ha chiamato quella mia amica che mi organizza le fiere
Puff: mmmmhhh si?
GG: si, mi ha detto "prima che mi chiami per dirmi che vuoi fare la prossima fiera ti avviso che non lavoro più per XXX" E allora ho chiesto "e cosa vai a fare?" e lei: "risorse umane, poi ti spiego".
Puff: Ah.

Ora li per li, ovviamente, è una qualsiasi conversazione tra persone che collaborano a livello professionale, niente da eccepire no?
Però io ho una certa memoria, un cervello funzionante ai limiti della paranoia (diciamolo) e una pancia che ogni tanto si mette a parlare. Altre volte urla.

Quindi le mie considerazioni sono le seguenti:

1) perchè me ne parli? questa persona non la conosco, non l'ho mai vista, l'ho sentita nominare tipo tre volte nella vita, perchè mi stai raccontando questa cosa? Va bene "piccoli eventi senza significati cosmologici" ma questo non rientra nemmeno nella categoria. Quale è il vero motivo per cui mi stai nominando così, di sfuggita, questa "amica"??

2) soffermiamoci appunto su questo termine, amica. Dunque questa persona organizza fiere. Quante fiere può fare un'azienda in un anno? Beh, dove il GG lavorava prima, ne ha fatta tipo 1 in due anni. Prima ancora, forse 2-3 l'anno, esagerando. Quindi diciamo che è qualcuno con cui parli circa questo numero di volte, diciamo 3 volte all'anno. Amica? Amica una persona con cui lavori e parli 3 volte l'anno? Qui i casi sono due, o non ci intendiamo sui termini (ma fidatevi, non è così, il GG non è uno che parla a vanvera) oppure i contatti sono maggiori di quelli dovuti alle fiere.

3) Questo nominare una persona "come per caso" quando apparentemente non c'entra niente è un filmino già visto. Era quel che capitava anni fa, con la famosa collega. Piazzata una volta qui e una li nel discorso, così senza dar troppo peso. Poi non so come dire, ma il modo, il tono, l'atteggiamento del viso, non si tratta di nulla che potrei razionalmente spiegare, ma ho avuto la netta impressione che fosse in imbarazzo. Certo, potrei sbagliarmi. Però...

4) 'sto giro la mia pancia si è messa a strillare come un'ossessa.

Ora.
Ho già probabilmente detto in altre occasioni che attualmente mio marito ed io stiamo davvero bene. Tolto un solo argomento di cui discutiamo ogni tanto, la situazione potrei definirla quasi idilliaca.
Ma proprio per questo mi trovo spiazzata e perplessa.
Davvero sto per cascarci dentro un'altra volta, a questo casino? Oppure sono solo io che sono troppo paranoica? Me le cerco? O mi trovano?

Ne ho parlato con lui, subito, ovviamente, e beh... nulla, praticamente non ha detto niente tranne "ma Puff, dai....". E' rimasto zitto e pensoso.

Boh. Se dicessi che non so cosa pensare mentirei, diciamo che sto cercando di non sapere cosa pensare per non pensare male.

Però sono incredibilmente rilassata.
Oserei dire che mi vien quasi da ridacchiare.

mercoledì 20 gennaio 2016

BEL BA-DA-BUM

Dunque ieri mattina il GG stava radendosi nello splendore del suo petto nudo (!) davanti allo specchio del bagno (solo io trovo sexy un uomo che si fa la barba?) e io gli stavo dicendo non-so-piu-cosa.
Lui mi rispondeva e mi guardava, ma senza occhiali.
- Puff - mi dice - io ti guardo ma mica ti sto vedendo tanto bene........
- Oh, non ti preoccupare - rispondo - tanto son poi sempre uguale...

BUM.
BA-DA-BUM-BUM-BUM
Proprio un bel BA-DA-BUM

Ocio che arriva l'elucubrazione del martedì mattina alle 7:30 (vi avevo ben avvisati) 

Come sarebbe a dire "io sono sempre uguale"??
Che diamine dell'accidentaccio boia vorrebbe significare?
No no, non ci siamo.
Non voglio essere sempre uguale! Ma ci mancherebbe altro!
Ma che scherziamo?
Rinnovamento ci vuole nei rapporti, novità, ci vogliono le bollicine (nel senso del frizzante)!!!

Propio io, poi, che giusto un paio di giorni prima mi ero lasciata andare ad un pippone allucinante (e anche un po' scortese) proprio sull'argomento "rinnovarsi, annessi e connessi, in ogni ambito" davanti ad un GG un filo perplesso ed alquanto attonito... proprio io me ne esco con una cosa di questo genere?

Eh no Puffola hai toppato.
Stavolta devi proprio ammetterlo, hai toppato alla grande.

Che poi si dice... il matrimonio uccide la spontaneità, la passione... quante volte si sentono queste trite e ritrite baggianate?  No, io dico che è la pigrizia la tomba dell'amore, non il matrimonio.
La pigrizia (che diventa routine) è il principio di ogni male!

Quindi, ok.
Mi voglio rinnovare.
Essere nuova, diversa.
Essere interessante e non scontata

Essere sempre in divenire
Benissimo, perfetto.
Si accettano consigli.
Anche fuori di testa (anzi specialmente quelli)

A voi.




giovedì 7 gennaio 2016

DI COMPLETI IMBECILLI.





Ho trovato ieri questa vignetta su FB.

La trovo uno dei peggiori esempi di idiozia maschilista, di beceritudine, di cretina superficialità su cui io abbia mai dovuto posare gli occhi. E' a dire poco insultante.

Io mi sento profondamente offesa, come donna ma anche in prima persona, proprio come Andretta, dal fatto che esistano al mondo ancora persone che si beano di pensare e diffondere una tale dose di consapevole imbecillità.

Innanzitutto, mio caro deficiente, sappi che esistono al mondo matrimoni che funzionano.

Secondo, mio bel coglioncello, ci sono persone che divorziano a costo di grandi sofferenze emotive e sintetizzare quello che magari è un percorso di anni di dolore in quattro disegnini del cazzo infarciti di inutili e anacronistici luoghi comuni meriterebbe la galera.

Terzo, o mio carissimo essere umano dotato chiaramente di organi genitali esterni, la medesima illuminata ironia si potrebbe tranquillamente utilizzare al contrario, raccontando di tutti quei tuoi degnissimi pari che si trombano tutti i buchi che gli si parano davanti  accusando poi la moglie che si prende cura della casa e della famiglia in tuta da ginnastica e non in negligé alla Jenna Jameson... uccidendo così l'interesse carnale dei poveri mariti trascurati

Quarto, e forse più importante, o sommo imbecille, ci sono persone, uomini e donne, che combattono e lottano con le unghie e coi denti per far funzionare le cose a dovere, ci sono persone che profondono impegno e cura nella relazione di coppia anche a costo di fatica e compromessi, ci sono persone per le quali concetti come devozione, fedeltà, amore hanno ancora non "un" ma "il" significato più importante della vita.

Colpevolizzare sempre e solo una parte della coppia non solo è sbagliato ma è stupido, e presuppone un intelletto da mitile, una consapevolezza da proteo e una dose di presunzione da leone alfa, sono certa del tutto immotivata data la chiara pochezza di attributi.

Che la parte colpevolizzata poi sia il solito trito cliché della moglie acida che si fa bellamente gli affari propri mentre il povero marito vessato si occupa di tutto aggiunge solo il sale del maschilismo a questa minestra già rancida e marcia. Per non parlare dell'altrettanto rozzo e beota clichè altrettanto abusato della stronza divorziata che si arricchisce con gli alimenti del povero cornuto innocente. Ho varie amiche divorziate con figli e nessuna di esse naviga nell'oro. E vi rendo noto, cari maschi minorati, che i soldi non li date alla vostra ex moglie, ma ai vostri figli. O forse vorreste liberarvi anche di loro?

In poche parole, mi fai abbastanza schifo, o indegno vignettaro, e chiudo con la medesima esortazione che ho usato commentando la foto in Facebook: vergognati, imbecille.




*questo post si trova identico anche sull'Arcobeleno




martedì 1 dicembre 2015

ANCORA E ANCORA!

La mia sedicenne interiore s'è innamorata di nuovo.
E' ingestibile, ultimamente, davvero non so più come fare!


Parte in quarta come una giumenta selvaggia e chi la ferma più! IO vivo nel mondo reale, sapete, ma lei no, macchè!  Figuriamoci se può fermarsi per una cosetta banale chiamata "realtà".
Ma quando mai! Lei vive in cielo ed in terra, in questo tempo ed in altri, in America ed in Inghilterra, ovunque la porti il cuore.  E' indifferentemente una studentessa timida, una crocerossina, o l'amamte del presidente degli Stati Uniti.

E' una scapestrata, disobbediente ragazzina che non si ferma davanti a niente.

Vive di carta stampata e cellulosa, vive di melodie e profumi, di canzoni e occhi e spalle. Vive di speranza e dolcezza, vive di amore. Vive di pericolo e salvezza, di paura e di coraggio. E passione. Vive di passione, indomita incontrollabile, insopprimibile passione.

Perciò vi chiedo di considerare tutto questo e di perdonarmi se al momento mi sta costringendo a dire che no, non a tutti piace necessariamente caldo.









martedì 3 novembre 2015

LEZIONI DI SESSO

In ufficio da me sono una tra le più vecchie.
Sia come età, sia come anzianità di servizio, essendo arrivata nel 2001 quando l'azienda esisteva da solo sei mesi.


Al momento svolgo la mia preziosa opera professionale (!) in un reparto composto da ragazzi e ragazze che hanno tutti almeno una decina d'anni meno di me, nessuno sposato, nessuno con figli.


Appena la responsabile esce, vi lascio immaginare il tenore della conversazione tra i 5 maschioni alfa dell'ufficio.


La cosa buffa è che alcuni dei miei attuali colleghi li ho assunti io nel mio periodo "responsabile del personale" (in 15 anni ho fatto di tutto qui dentro tranne la contabilità e le pulizie!) e un po' questo un po' che sono più vecchietta, ogni tanto quando proprio sforano di brutto coi concetti e il linguaggio, saettano occhiate nella mia direzione con aria colpevole, come se fossi la maestra che sta per bacchettarli sulle dita. "oh, ragazzi, occhio che la Puffola ci ascolta!"


Scherzano, ovviamente, ma solo al 98%.....


Insomma com'è come non è ieri l'argomento era il solito, parlavano di non so più quale collega che secondo loro "è una che si fa legare" e robe del genere quando non mi ricordo per qual ragione sono intervenuta nella conversazione e ho inopinatamente dichiarato di essere monogama da quasi 25 anni.


E qui ho scatenato nell'ordine:
- ohhh e aaahhh di sorpresa
- occhi buttati all'indietro
- bava alla bocca
- convulsioni e crisi epilettiche
- un brutto caso di alluce valgo
- due rush cutanei pruriginosi
- alopecia e piorrea fulminanti.


Dopo vari sguardi allucinati della serie "ma come cazzo fai" e una domanda molto precisa del tipo "ma tu proprio... mai mai mai??" ho ancor più inopinatamente fatto presente agli sbarbati presenti che quando si sta con la stessa persona per tanto tempo, un po' di fantasia è d'obbligo, per mantenere vivace il rapporto che altrimenti dopo tanti anni... diventa du' palle!


Bum. E' stata la fine.
Sono comparsi fogli e matite per appunti e sguardi intenti ed interessati pronti a cogliere l'illuminato insegnamento della MILF. Sono stata salvata dalla campanella (responsabile rientrato) dal rivelare tutti i miei segreti di natura erotica, ma uno dei colleghi ci ha tenuto a specificare che mi avrebbero aspettato al varco oggi... che preparassi la lezione.



lunedì 12 ottobre 2015

ILLUMINAZIONE INGEGNERISTICA



Ieri sera ho avuto un'illuminazione ingegneristica.
Non si può caricare sulle spalle delle persone più peso di quanto non ne possano portare

Banale ma vero.
Immaginate di essere capo cantiere di qualche tipo di installazione, e avete un camion di pietre da scaricare. Il vostro bocia ha una gerla sulla schiena. Voi la riempite di pietre, ma dovete stare attenti a non metterne ne troppe, ne troppo poche.


Se saranno poche, il lavoro prenderà più tempo di quello che avete a disposizione
Se saranno troppe, il vostro povero ragazzo stramazzerà schiacciato dal peso e le pietre non verranno spostate. Ed inoltre vi troverete con un assistente ingessato ed agonizzante, che non sposterà più manco un sassolino.


Non importa il fatto che voi pensiate che dovrebbe essere in grado di sostenere il peso, o che voi sareste in grado di sostenerlo. E' quello che può sostenere lui, che conta.


Similmente avviene nei rapporti.
Amici, madri, padri, fratelli, mogli, mariti.
Spesso e volentieri, siccome se qualcosa non ci piace o non ci va (le pietre), abbiamo imparato a dirlo a chiare lettere, ci sentiamo in dovere o in diritto di riversare addosso alla persona in questione una serie di rimostranze infinita, caricando le loro schiene di pesi emotivi.


A volte ci diciamo: eh, la cosa è così, ora lo faccio presente, che si attrezzi per gestirla. Ma non perdiamo tempo ad accertarci che la persona davanti a noi possa gestirla davvero. E se non può, magari anche con la buona volontà ma non può per i più svariati motivi, ci arrabbiamo e ci sentiamo delusi e abbandonati. E invece magari è colpa nostra che abbiamo esagerato il carico.


E non c'è vantaggio in questo, perché se schiacciamo una persona sotto il peso di macigni emotivi che la sua schiena non regge, non avremo raggiunto nessun risultato: le pietre non saranno spostate (= la cosa che non ci piace non cambierà) e la persona sarà annichilita sotto un peso insopportabile.


Non avrà le ossa rotte come il bocia di cantiere, ma sarà magari frustrata, arrabbiata, delusa essa stessa, oltre che magari preda del senso di inadeguatezza e di colpa.


Quindi far valere le nostre ragioni resta un sacrosanto diritto e - per mia personalissima opinione - parlare chiaro l'unico modo di far funzionare davvero qualsivoglia tipo di rapporto umano. Ma è un'operazione difficile ed assai più delicata di quanto normalmente ci piaccia pensare.


Fin qui tutto bene.
Resta solo la questione che se abbiamo da trasportare 100 kg e il nostro bocia ne riesce a portare solo una parte, la parte restante se la deve caricare il capo cantiere, se vuole che i lavori vadano avanti. Ed il capo cantiere potrebbe pensare che insomma, la gavetta l'ha già fatta, ha già scaricato la sua parte di camion, ed ora che è capo cantiere non ne avrebbe proprio voglia.


In altre parole potrebbe essere tentato di pensare "ma perché sempre io?"

mercoledì 7 ottobre 2015

DI TOM PONZI.



Perché stare in allarme non significa sempre e solo fare la TomPonzi De Noartri con più o meno Geniali mariti e più o meno allettanti colleghe :-)


Oggi sono in pensiero per una mia carissima amica che chiameremo R. per comodità.


E' a due anni da una separazione burrascosa e io temo che il suo ex marito abbia qualcosa in mente.


Dopo mesi e mesi di cattiverie sottintese, di mail piene di insulti velati, di almeno 1 mail contenente chiare minacce di morte, di messaggi continui, di tentativi di ingerenze nella vita di R e del suo compagno,  che sono sfociati in un poco edificante episodio in cui lei gli ha tirato una centra in faccia qualche mese fa, lui sembra ora aver completamente cambiato direzione.


Dopo l'episodio del cazzotto le ha mandato una mail con un riepilogo della loro situazione che la dipingeva come una pazza sclerata instabile e fuori di testa e lui come il santo di Assisi che sopporta tutto per amore dei figli (mail ricca quantomeno di omissioni, per essere gentili, se non vogliamo chiamarle balle vere e proprie)


In seguito le comunicazioni tra i due si sono diradate ma lui ha preso a scriverle con estrema pacatezza e formalità sottolineando ogni minimo "errore" da lei commesso, o piccola manchevolezza, come per esempio dimenticare di far eseguire un compito o di firmare un avviso ecc...


Mail in cui lui vien fuori come il salvatore della patria e lei come una madre distratta e disattenta.


Ecco, siccome io sono paranoica, a me da tanto l'impressione che lui stia "mettendo insieme un dossier" (sto leggendo di spionaggio abbiate pazienza). Cioè si sta come intascando dei gettoni, mettendo tutto nero su bianco, come se avesse un qualche tipo di piano di più ampio respiro che non romperle i coglioni qui-e-ora.


La cosa mi preoccupa molto.
Anche perché lui non  è certo un tipo tranquillo e ponderato, e se scrivesse cose come "brutta cretina non hai firmato l'avviso, deficiente devo sempre pensarci io" non mi sarei preoccupata tanto. Sarebbe stato più nel personaggio. Ma così.. mi fa pensare che ci sia qualcuno che lo sta consigliando, che gli sta dando una mano. A fare cosa, non saprei. Ma di sicuro questo nuovo personaggio così pacato e formale non mi fa presagire nulla di buono.


Spero di sbagliarmi.

lunedì 5 ottobre 2015

PERSEGUITATA - tra il serio e il faceto

Sarà il cambio di stagione.
Si dice così in questo periodo no? Hai il mal di testa, sarà il cambio di stagione. Ti senti stanca, sarà il cambio di stagione. Hai freddo, è il cambio di stagione. Hai caldo, uguale. Ti viene un callo, certo il cambio di stagione, le scarpe invernali......

Insomma in questi giorni sono perseguitata. Dal cambio di stagione? No no... anche se sicuramente è colpa sua. Il passato mi perseguita. Il presente. Ed anche il futuro.

Un casino, credetemi, quando non hai uno straccio di finestra temporale dove ripararti.

Il passato è una di quelle cose del tipo quando ti scotti con l'acqua calda dopo stai alla larga anche da quella fredda. Massima che piaceva tanto alla mia nonna. Non che ci siano gran rubinetti aperti attorno a me attualmente, anzi, si potrebbe dire che per quanto ne so l'acquedotto sia quasi prosciugato... epperò. Epperò epperò epperò. Epperò chi me lo dice che davvero i rubinetti sono tutti chiusi? Io penso che lo siano, ma le prove dove sono? E se mi sbagliassi? E se mi sbagliassi di nuovo?

Il cervello funziona come vuole lui non come vuoi tu, la maggior parte del tempo. Il massimo che puoi fare spesso e volentieri e prendere atto di quello che i tuoi neuroni ti stanno combinando ed eventualmente, se ti dice molto ma molto bene, capirne i motivi.
E dopo che li hai capiti? Bon, niente, te li ciucci lo stesso, che i neuroni non è che si possano spegnere.
Ora non vorrei scadere nell'ulteriormente banale (dopo la massima della nonna....) parlando di ferite che lacerano l'anima, di cicatrici che non si rimarginano e  tragedie del genere che non mi pare il caso, però è vero che alcune cose difficilmente se ne scivolano via quiete e silenzionse anche dopo che le hai elaborate, rimasticate, ribaltate, rivoltate e "dimenticate". Non si dimentica mai veramente, per quanto uno faccia o lo desideri (e io ho fatto, credetemi sulla parola se non volete andare a rileggere i deliranti post di qualche anno fa), perchè il corpo ha memoria, non solo il cervello. E ci sono sensazioni che uno prova a livello fisico e quelle ti fregano perchè di quelle il corpo si ricorda, oh se si ricorda. E non ci si può fare proprio niente.

Una di queste per esempio è l'allarme. Sentirsi in allarme. Sentirsi sempre costantemente all'erta, tipo cane da punta. E' una fatica immensa, ma di peggio: è una fatica inutile, che ti fa sprecare un sacco di energie. E ovviamente questo ha un impatto anche sul presente perchè insomma se hai metà delle tue energie impegnate, far fronte a tutto il resto con solo l'altra metà della scorta non è mica agevole. Finisce che combini qualche cazzata, che dimentichi magari delle cose importanti, che non sei come dovresti o meglio, come vorresti essere. Madre poco paziente, moglie spaccacoglioni, professionista svogliata e disattenta.

Ed ecco il dannato senso di inadeguatezza, strisciante, altra di quelle bestie che ti pigliano anche a livello fisico. A me, personalmente, allo stomaco. Lo strizza, non so come dire, lo comprime.
Non che questo mi dia una mano con la linea, per carità, vuoi mica!
Ma quando ci sei passato una volta, sei fottuto perchè quello riemerge, con ogni scusa, riemerge.
Dimentichi i biscotti preferiti di to figlio? Cucu, son qui.
Lasci i panni da piegare sul letto? Cucu

I compiti di tuo figlio non sono piaciuti alle maestre? Cucu
Hai preparato una zuppa di verdura insipida? Ciao, rieccomi.
Alla fine ne ho le palle talmente piene che mi corazzo, divento aggressiva e smetto di fare le cose.
Almeno non sbaglio.
Strategia vecchia - e stupida, diciamocelo - ma bisogna pur sopravvivere.
O almeno è quello che vado ripetendomi.

Quanto al futuro beh, io ho quasi 44 anni e come ho detto, gli acciacchi mi hanno raggiunta.
Attorno a me ho persone della mia età, o più giovani, che cominciano a sperimentare problemi di salute più o meno gravi e la cosa mi spaventa. Ma mi spaventa parecchio. E' definitivamente chiuso (e direi che mi è
andata anche bene, considerata l'età) il periodo della mia vita in cui tutto era possibile ed io potevo essere o diventare qualunque cosa. In cui ero immortale. Ora considero il fatto che la metà della mia vita (se mi dice bene) è alle mie spalle e che il passato è passato, è immutabile, e non torna. E il futuro si accorcia. Non ho più 16 anni inside a livello profondo, ma solo a livello superficiale, quello che mi consente ancora di divertirmi col colore dei capelli e con le magliette di Betty Boop, e che mi fa ancora apprezzare Harry Potter e gli Avengers. Ma nel profondo no, nel profondo sono cresciuta. Sono diventata grande. Bella fregatura.

Insomma, sono sotto assedio.
Ho bisogno di un progetto a cui dedicarmi.



martedì 21 luglio 2015

LA RICERCA DELLA FELICITA'

Oh, essere felici è un impegno, mica no!
La felicità non è una roba che capita, e ce la godiamo finchè dura (e ci lamentiamo quando finisce)
E' un'attitudine


Non parlo della felicità momentanea. Succede qualcosa di bello ci sentiamo felici, OK, quello dipende in gran parte dalle circostanze.


Parlo della felicità quotidiana, del sentirsi bene, contenti nella propria pelle e col sorriso che affiora sulle labbra come un'abitudine. Quella felicità li non "succede", bisogna "farla succedere". E me ne rendo conto inesorabilmente ogni qual volta sono di cattivo umore (il che capita di default almeno un 5-6 giorni al mese...).


Abbiamo diversi modi di reagire ai piccoli contrattempi di ogni giorno, che sia un litigio, qualcosa che non va per il verso giusto, un contrasto con il nostro compagno. Possiamo arrabbiarci, oppure possiamo ridere. Sembra stupido ma è vero. Possiamo lasciare che quella cosa lì che succede ci rovini la giornata mugugnando, recriminando, masticando amaro, meditando vendetta.... oppure possiamo dire "eh vabbè. Pace. Che sarà mai"


Perché la maggior parte delle volte, nel quotidiano, è davvero "che sarà mai".
Il difficile è rendersene conto, perché magari siamo stanchi, abbiamo avuto una brutta giornata, ci fa male un dente o non abbiamo dormito bene. E le cose più banali diventano catastrofi emotive.


La tendenza è quella di incarognirsi. Incarognirsi è facile ed immediato. E' la via breve.
E' naturale, è come rotolare in discesa: vien da se'. Siamo persino tentati di pensare che sia giusto, perché  insomma, mica posso gestire tutto io, mica posso sempre sorvolare, una volta avrò diritto di incazzarmi pure io no?


E infatti il diritto ce l'abbiamo.
Ma il punto è: val la pena esercitarlo, questo diritto?
Porta del buono, esercitare questo diritto?
Migliora in qualche modo la situazione?
Ci fa sentire meglio, dopo? Fa sentire meglio gli altri?


Ecco se la risposta è no... forse la strategia va ripensata.


Io sono per la risata.
Non sempre ci riesco, e non sempre tollero di buon grado chi attorno a me non ci prova nemmeno, siano amici o familiari. Mi infastidisce, mi indispettisce proprio. Mi dico: ma come! Io ci metto tanto impegno e tu rovini tutto? E li, mi diventa più difficile continuare a sorridere... il che mi indispettisce ancora di più.......... insomma va un po' tutto a catafascio, evidentemente non sono ancora abbastanza forte da questo punto di vista.


Però continuo a essere convinta che sia la via giusta.
E quando ci riesco, quando ci riesco davvero, il mio livello di felicità schizza immediatamente verso l'alto, ed il ritorno "a cascata" è positivo per tutto l'ambiente circostante che si rasserena, si tranquillizza.


Dipende tutto da me?
No, dipende da tutti, dipende da tutti noi.


Con un po' di buona volontà e di allenamento.














mercoledì 1 aprile 2015

RIVALUTAZIONE DI CHRISTIAN GRAY

Il film, premetto, non l'ho visto.
Mi riservo di farlo nel buio della mia alcova ad due piazze che, voglio dire......... capito no? ;-)
Naturalmente, quando sarà legalmente disponibile online.


Ma ho avuto una rivelazione, un'epifania, un bimbumbam esplosivo nel cervello riguardo al motivo del successo del signor Cinquantasfumatureditenebra.


Mica è per il sesso!
Io pensavo di si all'inizio, e magari è anche così in parte, ma non è mica li il punto della dibattuta questione. Che voglio dire, OK, le prime scene erotiche magari sono anche eccitanti, ma dopo le prime seicentoventidue, insomma... è poi sempre il solito avanti-e-indietro di cui conosciamo tutti i risvolti.


Va bene, Christian Gray è uno che scopa come si deve.
Ce ne saranno quanti al mondo? 500 milioni? E che sarà mai.
Certo magari non tutte abbiamo nel letto uno di quei 500 milioni, e certo i signori maschietti invece che storcere il naso avrebbero potuto come dire... cogliere qualche vago suggerimento (e torniamo qui) ma quella è poi un'altra questione rispetto alla trattazione odierna.


No, il successo mondiale del nostro Chris non è dovuto al sesso o almeno non solo a quello.

E' la devozione. 
Ed il bisogno.

Le 50 Sfumature non sono la storia di come questo superfigo supersexy superricco supertutto prende una donna innocente e se la tromba in tutti i modi leciti ed illeciti.
No no.


E' la storia di come un uomo con un sacco di problemi emotivi va contro la sua stessa natura per un amore che nemmeno voleva ma al quale non riesce a rinunciare.


Ecco qui.
E' questo il punto.
Che poi questo signore faccia sesso divinamente con una media di 4-5 botte al giorno, che dire....che sappia sempre esattamente cosa fare e quando farlo è fantascienza se non paranormale, ma ehi, è un romanzo, se crediamo ai vampiri e agli alieni......


Ma la devozione, oh, la devozione del povero Christian Sfumato per la sua innamorata, quella ha un che di mistico, di etereo, di assolutamente divino e paradisiaco. E' quello che ogni bambina sogna quando sogna il principe azzurro, è quello che ci immaginiamo debba succedere a Cenerentola dopo la prova della scarpetta. Un uomo talmente innamorato da pensare a noi prima di qualunque cosa, da fare di noi la prima priorità della sua vita, che piega alle nostre esigenze tutto il suo mondo, che non ha occhi (e mani, e bocca e ... altro...) che per noi.... ah! quello si che è mortalmente erotico.


Altro che bondage.


martedì 31 marzo 2015

INFEDELTA' VIRTUALI????



Beh, che dire.
Certe volte ti trovi in situazioni nelle quali mai avresti pensato.
Come quando da studente diventi insegnante e guardi la classe dall'altro lato della cattedra.


La moglie di uno dei compagni della IIIB (uno di questi) si è convinta che io vada a letto con suo marito, e sta facendo un putiferio.


Ora, è scontato ma lo dico chiaro e tondo: io NON vado a letto con lui.
E' simpatico, è carino, è una sagomaccia che ci fa scompisciare tutti dalle risate.... ma da qui a trombarci, voglio dire................... ne corre.


La materia del contendere sono - e qui l'ironia non ha veramente confini- una serie di messaggi scambiati in whattsapp che la moglie ha letto di nascosto. Ora, bisogna essere onesti ed ammettere che si, qualche doppio senso c'era. Pure triplo, diciamo. Ma erano tutti messaggi scambiati nel gruppo che abbiamo creato con gli ex compagni, quindi "in pubblico" non in privato tra me e lui. E non eravamo certamente io e lui gli unici a scambiare battutacce a sfondo equivoco.




Siamo tutti adulti e vaccinati, sani 44enni goliardici, e che? Non si può scherzare sul sesso? Ma ci mancherebbe!


Ma si è sempre e solo trattato appunto di questo, battute, e secondo me la cosa era talmente evidente da essere persino superfluo sottolinearlo.


C'è da aggiungere che il nostro amico, per sua stessa ammissione, non è quel che si definirebbe uno stinco di santo dal punto di vista della fedeltà coniugale. Suppongo perciò che questa sia un'aggravante dal punto di vista di lei , e che sua moglie sia - ragionevolmente e giustamente - li con le orecchie dritte e i sensi all'erta.


E qui, mentre suppongo, mi fotto da sola.
Perché la verità è che mi spiace moltissimo per lui, ma mi sento piuttosto solidale con lei.


E l'esserlo mi provoca anche qualche grattacapo di natura etica, a essere onesta.


Quanto al mio amico, il suo modo di vedere tutta la questione è abbastanza tipico.
Si sente tranquillo perché lui "non ha fatto niente di male" - intendendo con ciò che non mi ha portata a letto. E non accetta le attenuanti x la moglie che io stessa ho proposto, ricordandogli che ci sono ferite che difficilmente guariscono, rispondendo che "si, ho sbagliato in passato, ma non posso mica pagare per tutta la vita".


Vi devo spiegare che queste due frasi mi hanno fatto diventare ancora più solidale con questa donna di cui non conosco nemmeno il nome? Ditemi., queste parole non pare anche a voi di averle già sentite?


Mi viene il sospetto che siano marchiate a fuoco nella mente maschile, che si sviluppino come naturale conseguenza del cromosoma Y. E che noi signore con due X e un cervello funzionante non possiamo farci proprio niente.


Mi consolo (?)


Per quanto mi riguarda, stare "dall'altra parte" del messaggio di whattsapp non mi piace molto. Certo è stato tutto molto divertente, e se non ci fosse stato questo brutto inconveniente probabilmente continuerebbe ad esserlo.  Un dubbio sul fatto che non fosse opportuno scherzare tra noi in maniera esplicita onestamente non ha sfiorato nessuno di noi. L'ha detta giusta la Sa., ieri, quando abbiamo saputo del problema: siamo andati un po' sopra le righe, non ci abbiamo pensato, ma senza l'intenzione di offendere nessuno. Ne tantomeno di mettere in pratica alcunché.


Ad ogni modo, mentre ieri era arrabbiatissimo per essere stato spiato, oggi il nostro buon amico sembra abbastanza tranquillo, e piuttosto deciso a riconquistarsi la moglie.


Speriamo davvero!




venerdì 6 marzo 2015

IL QUAQUARAQUA' ITALIANO MEDIO

Prendo spunto da qualcosa che ho letto su FB.


A dire il vero, quel "qualcosa" era un po' più duro di quello di cui voglio ragionare oggi.
Si trattava di uno scritto di una donna che avendo fatto sesso consenziente con un tizio appena conosciuto nello stanzino di un pub, si ritrovava a essere chiamata puttana perché non solo le era piaciuto (anatema!) ma in più non le interessava nemmeno essere richiamata o avere una "storia" con questo tipo, ma solo farci sesso (doppio anatema carpiato).


Io non arrivo così in la... non oggi :-)


Io oggi voglio ragionare dell' homo sexualis italico medio, anche detto quaquaraquà.


Dunque nel nostro giro di amicizie non c'è una persona che sia una, e dico una, che sia soddisfatta della propria vita sessuale.
Il GG mi racconta il caso limite di un amico il quale sembra trombi tipo una volta al mese quando gli dice molto bene, e dichiara che tutti i suoi amici che abitano al suo paesello sono messi così o peggio.
Questo corrisponde allo stereotipo della donna col mal di testa perenne e del maschio ingrifato e deluso.


Ma appunto, questo è uno stereotipo.


Tutti i maschi che conoscono parlano bla bla bla di quanto sono forti e potenti e vogliosi  e di quanto le donne siano stronze e frigide, e che "te la fanno annusare" una volta ogni tanto come se fosse un favore. E si scambiano filmini e immagini che voi umani.... come dire... potete immaginare solo se siete maschi e li avete visti o se siete le donne ritratte seminude ed in improbabili posizioni in quelle medesime fotografie.


Siamo d'accordo fin qui che questo è ciò che accade?


Bene.


Da qui partono due generi di considerazioni.


La prima, in realtà è semplicemente una domanda.
Ma cari uomini. Ma se trombare genericamente porta godimento, ma le vostre donne non mostrano di interessarsi all'argomento... ma benedetti signori miei, ma una domandina non vogliamo farcela??
Cioè spieghiamolo con un esempio.
I bignè sono buoni, no? bene, se una persona non ha voglia di un bignè due sono i casi: o ha un forte mal di stomaco, il che può accadere una volta ogni tanto, oppure....... in fondo il pasticcere non è poi così bravo come gli piace credere (o far credere).
Capito la metafora?
Dai è facile.
Fatevi una cazzo di domanda.




La seconda considerazione è più complessa e mi torna difficile trattarne in modo delicato.
Ci provo.
Dunque nonostante la gran prosopopea dei maschi medi (bella parola, prosopopea, eh? la usava tanto la mia nonna...) i risultati delle mie ricerche in argomento dicono che quando mettete un homo sexualis italico medio accanto a una donna a cui, vivaddio, il sesso piace davvero, il nostro quaquaraquà  non sa più che fare.


Cioè, dovrebbe sfregarsi le mani, no?
Che culo, tutti i miei amici frustrati e io con una valchiria nel letto.....
E invece, no.


Schiere di uomini con la bolla al naso che si ammazzano di Play col calzino bucato e la bava alla bocca che voglio dire, farebbero calare la libido alla povera Moana, nominandola da viva.
Schiere di maschi che si attaccano ad altro, dalle serie tv al tablet, che leggono giocano, chattano fanno brigano e disfano, che si mettono nel letto e dopo un'ora di farsi i cazzi propri gli cala la palpebra e tanti saluti.
Schiere che dicono "tu chiedi e ti sarà dato" ma che mai una volta danno quando gli viene chiesto.


(però il giorno dopo magari si tirano un raspone sotto la doccia mattutina e disquisiscono con gli amici di cameriere senza mutande chinate a pulire il parquet con lo spazzolino da denti)


Uomini cui, tristemente e semplicemente, cala il desiderio reale.
E perché gli cala il desiderio?
Mah vuoi la routine, vuoi l'abitudine, vuoi che magari hanno la stessa faccia nel letto da 20 anni...


Comprensibile, mica no.


Ma anche li, ci sono donne che si adoperano.
Ne conosco, anche personalmente e non una sola, che si sono messe in gioco parecchio per ovviare all'inconveniente routine, anche con fatica perché magari intimorite o timorose.
Donne che acquistano lingerie che ai loro maschi non interessa (salvo poi sbavare sulle foto di cui sopra) o giochini che restano muffiti in un cassetto, per esempio.


E guai a parlarne, perché il maschio italicus medio si trasforma immediatamente in un galletto incazzato sentendosi punto sul vivo della propria indiscutibile virilità.... Cosa? Mi stai dicendo che non sei soddisfatta? che non ti faccio sentire desiderata? con un piglio da pugile incazzato manco fosse colpa tua.


Cari uomini.
Non si può stare senza di voi, ma anche stare con voi non è una passeggiata.
Siamo donne vere, reali, carne e sangue, non foto bidimensionali.
Abbiamo il mal di testa ogni tanto, come voi, ma se i mal di testa diventano troppi, o ci portate a fare una tac, o vi date una bella regolata.


Il sesso è una priorità.
L'ho detto tante volte e lo dico anche oggi.
Lo è, deve esserlo.
E' in fondo l'unica cosa che davvero contraddistingue il rapporto tra compagni di vita da qualunque altro tipo di rapporto (questa perla è del GG).
Quindi perché trattarlo come l'ultimo dei pensieri, dopo la Play, dopo Lost, dopo la chat con gli amici e due capitoli del vostro libro serale, sempre che non venga sonno?


Il desiderio va accudito, coccolato accresciuto.
Ancora pensate che debba "accadere da se"?
Non ci sono ancora abbastanza coppie divorziate perché si capisca che da se, nn accade bel cazzo di niente?
Mangi troppo o bevi troppo e quindi non hai voglia di trombare?
No! Hai da trombare, quindi a tavola ti contieni al fine di essere in forma quando è ora.
E' questione di ribaltare le cose.


Certo in lingerie provocante non facciamo lo stesso effetto delle modelle chinate di cui vi beate.
Ma ehi! magari vi abbiamo partorito un figlio, o magari più di uno. Magari abbiamo avuto una giornata pesante perché abbiamo un lavoro vero, non stiamo in posa tutto il giorno con la crestina da cameriera in testa e niente altro addosso.  Magari prima del vostro rientro abbiamo fatto la lavatrice e i piatti, abbiamo corretto compiti, somministrato medicine, ascoltato lezioni di storia e recuperato un paio di figli in palestra.


Ma guarda un po'... alla sera siamo li per voi, a metterci la nostra bella lingerie di cui non frega a nessuno e a proporre "esperimenti" che non verranno mai messi in pratica.


E' triste, e non solo.
E' umiliante.


E poi vi stupite se ci piacciono le 50 sfumature!