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lunedì 9 gennaio 2017
DI REGALI MOLTO APPREZZATI!
Ebbene, ieri sera ho ricevuto il mio sospirato regalo, come vi raccontavo qui
E' improprio chiamarlo regalo: diciamo piuttosto una sorpresa.
Ebbene, non posso per motivi di decenza scendere troppo nei dettagli, sappiate solo che il mio favoloso marito ieri ha realizzato una delle mie fantasie e sogni ricorrenti.
Mi attendeva in camera da letto indossando un kilt di tartan.
E non aggiungo altro!
**Nota: mi rendo conto che la maggior parte dei miei lettori non capiranno il perché del mio entusiasmo (tolte quelle due o tre....), ma per me la Scozia è una passione totale, da sempre, da quando ero piccola, non sono ancora riuscita ad andarci ma con un po' di fortuna, forse a primavera... quindi ... uaoooooooooooo!
venerdì 23 dicembre 2016
ED IN TREPIDANTE ATTESA...
... di svelare l'arcano del post di ieri, la qui presente Puffola fortunella ieri sera ha ricevuto una sorpresina di compleanno extra.....
Il GG, che quando si mette ci sa davvero fare, mi ha portato a fare un tour di Milano in Limousine (bollicine incluse). Molto bello, molto romantico... molto truzzo :-) ma io sono kitch inside quindi va benissimo!!!
Il GG, che quando si mette ci sa davvero fare, mi ha portato a fare un tour di Milano in Limousine (bollicine incluse). Molto bello, molto romantico... molto truzzo :-) ma io sono kitch inside quindi va benissimo!!!
| il potente mezzo |
| interno al buio con lucine cangianti. Truzzo che nemmeno la villa californiana di 50cents :-) |
| interno illuminato con GG |
E niente ragazze, mi spiace, l'ho sposato io. Ciaone.
venerdì 16 dicembre 2016
DI DELIRI GRANGENIESCHI
Le conversazioni dell'ultimo minuto.
Puff all GG:
- Amore quando il Nin va a letto facciamo un po' di shopping in Amazon?
- Dobbiamo proprio? Non possiamo farlo domani?
- Ehmmmm... no, vorrei che arrivassero per natale è già tardi
- Vabbè ma perchè dobbiamo farlo assieme
- Perchìè tu hai l'account Prime
- E fattelo anche tu, no?
- Si beh, ce l'hai già tu, è vero che costa una cazzata però perchè pagare due volte?
- Eh insomma... è anche questione di autonomia................
Vabbè.
Mi faccio il mio account prime, e procedo con i miei acquisti.
Alle 21.30 il Nin va a dormire.
GG alla Puff:
- Allora, adesso facciamo shopping?
- No, ho fatto.
- Come hai fatto?
- Ho seguito il tuo consiglio mi sono fatta l'account e ho risolto.
- Ma come! IO VOLEVO CHE LO FACESSIMO INSIEME!! TI AVEVO GIA' DETTO DI SI!!!!
- .......................................
Per la cronaca alla fine non mi ha detto mica tanto bene, comunque.
Ho preso il Cacciavite Sonico dell' undicesimo Dottor Who per il Nin, ma arriva dopo Natale.
Ho preso una maglia di Conor McGregor per il Ric, ma arriva dopo Natale
L'unica cosa che arriva prima di Natale è una maglia da nerd (Agents of Shield) presa estemporaneamente per il GG chenemmenoselameriterebbe.
Puff all GG:
- Amore quando il Nin va a letto facciamo un po' di shopping in Amazon?
- Dobbiamo proprio? Non possiamo farlo domani?
- Ehmmmm... no, vorrei che arrivassero per natale è già tardi
- Vabbè ma perchè dobbiamo farlo assieme
- Perchìè tu hai l'account Prime
- E fattelo anche tu, no?
- Si beh, ce l'hai già tu, è vero che costa una cazzata però perchè pagare due volte?
- Eh insomma... è anche questione di autonomia................
Vabbè.
Mi faccio il mio account prime, e procedo con i miei acquisti.
Alle 21.30 il Nin va a dormire.
GG alla Puff:
- Allora, adesso facciamo shopping?
- No, ho fatto.
- Come hai fatto?
- Ho seguito il tuo consiglio mi sono fatta l'account e ho risolto.
- Ma come! IO VOLEVO CHE LO FACESSIMO INSIEME!! TI AVEVO GIA' DETTO DI SI!!!!
- .......................................
Per la cronaca alla fine non mi ha detto mica tanto bene, comunque.
Ho preso il Cacciavite Sonico dell' undicesimo Dottor Who per il Nin, ma arriva dopo Natale.
Ho preso una maglia di Conor McGregor per il Ric, ma arriva dopo Natale
L'unica cosa che arriva prima di Natale è una maglia da nerd (Agents of Shield) presa estemporaneamente per il GG chenemmenoselameriterebbe.
mercoledì 23 novembre 2016
DI GG
Oggi vi ammorbo coi miei soliti vecchi problemi.
Vedo già il buon Vedetta che alza gli occhi al cielo :-)
Sappi caro mio che mi occorri in modalità Ex tredicenne oggi :-D
Dunque qualcuno di voi sa già che alcuni anni fa il GG ed io abbiamo avuto qualche problemuccio a causa di una sua (ora ex) collega.
Ovvio che non vi rispiego la rava e la fava, non preoccupatevi. Solo i fatti salienti:
1. un qualcosa c'è stato - innegabilmente
2. cosa esattamente fosse questo qualcosa non è mai stato chiarito ma io ho accettato di credere che fosse un qualcosa platonico (benchè fossero coinvolti chiaramente dei sentimenti che onestamente non andrebbero indirizzati ad una "amica")
3. abbiamo ricostruito il nostro rapporto (in anni) e ora stiamo - oserei dire - invidiabilmente bene. Quasi sempre.
4. il problema di questo qualcosa è stato certamente il qulacosa in se, ma anche la gestione "post-qualcosa" da parte sua, che ha continuato a difendere le sue posizioni sostenendo che non aveva fatto niente di male, che questa persona era una amica importante a cui non poteva rinunciare e non vedeva peraltro perchè avrebbe dovuto farlo, dal momento che non aveva fatto niente di male ecc.... sorvolando nei fatti (benchè dicesse il contrario con le parole) sulla mia sofferenza estrema ed evidente. Le mie richieste di interrompere i rapporti con lei sono stati coronati da una serie infinita di "non posso" di vario genere. Ad oggi che non sono più colleghi non so nulla di ufficiale ma sono pronta a scommettere che non abbiano smesso di sentirsi.
Il post di oggi non riguarda le mie scelte passate, che sono state fatte e pertanto immutabili.
Ora tenendo presente queste premesse, il GG ha cambiato lavoro un annetto fa e ora è a capo della filiale italiana di una azienda danese. Come tale ha effettuato e dovrà effettuare alcune assunzioni. Quando ha cominciato a fare colloqui io senza pudore ne peli sulla lingua gli ho chiaramente chiesto di non assumere una donna, perchè non ero certa che sarei riuscita a gestire la situazione - visto il pregresso.
Ora, io lo so che è una pretesa del cazzo. Una mia amica mi ha detto che è stata una richiesta da ragazzina, e posso anche concordare che sia non proprio illuminato da parte mia cheidere una cosa del genere.
Però... però io avevo bisogno di questo, per stupido o infantile che possa sembrare. Non ho il diritto, io, di essere illogica qualche volta? Quando sono coinvolti eventi e sentimenti che a volte ancora mi aprono una voragine sotto i piedi solo a ripensarci? Non ho diritto di pestarli, quei piedi e di pretendere quello che mi serve? Devo essere sempre quella calma pacata e ragionevole? Avevo bisogno di vedere che benchè irragionevole (e non lo sono mai cazzo, non lo sono mai!!!) lui per una volta mi avrebbe assecondata, non avrebbe opposto la sua serie infinita di "non posso" e avrebbe fatto il MIO bene, che poi è il bene della famiglia. Avevo bisogno di vedere che avrebbe messo ME davanti a tutto il resto per una cazzo di volta nella vita, magari anche davanti a se stesso, davanti alla sua "integrità professionale" o alla sua etica, e che se ne sarebbe sbattuto di tutto il resto. PER ME. Avevo necessità estrema di sentire parole come "ascolta, questa è una stronzata enorme, ma se per te è così importante, va bene" Sono tua moglie, sono quella che dici che amerai per sempre. Non puoi fare questo per me? Non puoi farlo anche se non capisci e non condividi? Per me, perché sono tua moglie? Beh, ha assunto una donna, quindi, a quanto pare, NO.
Invece io ho bisogno di sentirmi al primo posto non solo quando va tutto bene ed è facile, ma anche quando è difficile, quando costa. Se mi guardo indietro, io ho fatto la mia parte, ho rinunciato alla mia carriera a un certo punto per stare di più in famiglia, ho accettato e cercato di superare determinate cose per amore suo (e dei figli naturalmente, ma principalmente suo) ho "pagato" le mie scelte con la paura, l'insicurezza, l'insonnia anche. Coi compromessi, che ho fatto con me stessa. Non è che io voglia la medaglia, sia ben chiaro: sono state scelte mie, completamente mie e non le rinnego ne le rimpiango. Però insomma mi piacerebbe che la cosa fosse reciproca. Ripeto, non nella quotidianità - in cui è veramente splendido - ma anche quando è difficile.
Tutto qui.
Non so se sia una cosa troppo difficile da fare, ma sicuramente non mi sembra difficile da capire, se uno lo vuole.
Sono veramente avvilita.
Cosa ne pensate?
Vedo già il buon Vedetta che alza gli occhi al cielo :-)
Sappi caro mio che mi occorri in modalità Ex tredicenne oggi :-D
Dunque qualcuno di voi sa già che alcuni anni fa il GG ed io abbiamo avuto qualche problemuccio a causa di una sua (ora ex) collega.
Ovvio che non vi rispiego la rava e la fava, non preoccupatevi. Solo i fatti salienti:
1. un qualcosa c'è stato - innegabilmente
2. cosa esattamente fosse questo qualcosa non è mai stato chiarito ma io ho accettato di credere che fosse un qualcosa platonico (benchè fossero coinvolti chiaramente dei sentimenti che onestamente non andrebbero indirizzati ad una "amica")
3. abbiamo ricostruito il nostro rapporto (in anni) e ora stiamo - oserei dire - invidiabilmente bene. Quasi sempre.
4. il problema di questo qualcosa è stato certamente il qulacosa in se, ma anche la gestione "post-qualcosa" da parte sua, che ha continuato a difendere le sue posizioni sostenendo che non aveva fatto niente di male, che questa persona era una amica importante a cui non poteva rinunciare e non vedeva peraltro perchè avrebbe dovuto farlo, dal momento che non aveva fatto niente di male ecc.... sorvolando nei fatti (benchè dicesse il contrario con le parole) sulla mia sofferenza estrema ed evidente. Le mie richieste di interrompere i rapporti con lei sono stati coronati da una serie infinita di "non posso" di vario genere. Ad oggi che non sono più colleghi non so nulla di ufficiale ma sono pronta a scommettere che non abbiano smesso di sentirsi.
Il post di oggi non riguarda le mie scelte passate, che sono state fatte e pertanto immutabili.
Ora tenendo presente queste premesse, il GG ha cambiato lavoro un annetto fa e ora è a capo della filiale italiana di una azienda danese. Come tale ha effettuato e dovrà effettuare alcune assunzioni. Quando ha cominciato a fare colloqui io senza pudore ne peli sulla lingua gli ho chiaramente chiesto di non assumere una donna, perchè non ero certa che sarei riuscita a gestire la situazione - visto il pregresso.
Ora, io lo so che è una pretesa del cazzo. Una mia amica mi ha detto che è stata una richiesta da ragazzina, e posso anche concordare che sia non proprio illuminato da parte mia cheidere una cosa del genere.
Però... però io avevo bisogno di questo, per stupido o infantile che possa sembrare. Non ho il diritto, io, di essere illogica qualche volta? Quando sono coinvolti eventi e sentimenti che a volte ancora mi aprono una voragine sotto i piedi solo a ripensarci? Non ho diritto di pestarli, quei piedi e di pretendere quello che mi serve? Devo essere sempre quella calma pacata e ragionevole? Avevo bisogno di vedere che benchè irragionevole (e non lo sono mai cazzo, non lo sono mai!!!) lui per una volta mi avrebbe assecondata, non avrebbe opposto la sua serie infinita di "non posso" e avrebbe fatto il MIO bene, che poi è il bene della famiglia. Avevo bisogno di vedere che avrebbe messo ME davanti a tutto il resto per una cazzo di volta nella vita, magari anche davanti a se stesso, davanti alla sua "integrità professionale" o alla sua etica, e che se ne sarebbe sbattuto di tutto il resto. PER ME. Avevo necessità estrema di sentire parole come "ascolta, questa è una stronzata enorme, ma se per te è così importante, va bene" Sono tua moglie, sono quella che dici che amerai per sempre. Non puoi fare questo per me? Non puoi farlo anche se non capisci e non condividi? Per me, perché sono tua moglie? Beh, ha assunto una donna, quindi, a quanto pare, NO.
Invece io ho bisogno di sentirmi al primo posto non solo quando va tutto bene ed è facile, ma anche quando è difficile, quando costa. Se mi guardo indietro, io ho fatto la mia parte, ho rinunciato alla mia carriera a un certo punto per stare di più in famiglia, ho accettato e cercato di superare determinate cose per amore suo (e dei figli naturalmente, ma principalmente suo) ho "pagato" le mie scelte con la paura, l'insicurezza, l'insonnia anche. Coi compromessi, che ho fatto con me stessa. Non è che io voglia la medaglia, sia ben chiaro: sono state scelte mie, completamente mie e non le rinnego ne le rimpiango. Però insomma mi piacerebbe che la cosa fosse reciproca. Ripeto, non nella quotidianità - in cui è veramente splendido - ma anche quando è difficile.
Tutto qui.
Non so se sia una cosa troppo difficile da fare, ma sicuramente non mi sembra difficile da capire, se uno lo vuole.
Sono veramente avvilita.
Cosa ne pensate?
lunedì 17 ottobre 2016
FUCK THE DIET
Stavolta devo proprio rimettermi a dieta, oh che due maroni.
Eh, diciamo che la quantità di carboidrati ed alcol dalla fine di agosto in avanti è stata decisamente eccessiva: prima le ferie, poi la stagione che si è mantenuta calda e soleggiata praticamente fino a una settimana fa ha invogliato parecchissimo allo sgarro. C'è un ottimo bar da aperitivi a 10 mt dal cancello di casa, ed una buona pizzeria ha appena aperto a 10 mt nella direzione opposta. Mettici una amica sciacquetta come me che meglio uno spriz che andare a casa a cucinare, e metti pure che i suoi figli sono amici del mio e che la temperatura era mite... e il danno è fatto. Pizzetta? Birrino? Pronti via.
Porca di quella puttanissima miseria ladra urfida e schifida.
Non ho gran che voglia di fare sacrifici, ammettiamolo, ma comunque sono abbastanza motivata.
Solo che il momento di mettersi ufficialmetne a stecchetto di solito mi fa partire certe menate mentali da Guinnes che preferirei parecchio evitare.
E' qualcosa a cui non riesco ad abituarmi che l'apprezzamento altrui, a volte addirittura l'amore, e pertanto l'autostima, debbano passare per il peso corporeo. mi manda in bestia, non tanto il fatto che sia così in se e per se (e lo è, basta guardarsi attorno) quanto il fatto che pur odiandola... cedo alla medesima logica.
E lo faccio di nascosto da me stessa, perchè spono VERAMENTE furba... mi dico che è per la salute, per non sentirmi gonfia, per essere più attiva. Ed è vero, per l'amor di dio. Ma quando mi specchio, mi frega assai di essere più attiva. Mi faccio schifo e voglio essere più bella, punto.
Porca vacca come mi girano.
Poi sono io che sono così con me stessa, ma non con gli altri.
Il GG, per esempio, pur restando un uomo in buona forma (per la sua età, ma questo non diteglielo), è una bella fetta più pesante di quando l'ho conosciuto, forse anche una quindicina di chili. Beh era un po' scheletrico a 20 anni, bisogna dire. Ma quando guarda la sua pancetta incipiente con aria depressa mi da persino fastidio: cosa crede, che ti ami per come appare? Sempre dando per scontato che si preoccupi del mio giudizio, e non di quello di altrui.
Ma dai, gli dico, finiscila di crucciarti, sei bello lo stesso. E lo penso, mica no. Non mi frega veramente niente se ha qualche chilo in più.
Mi piace lo stesso, forse perchè sono una donna?
Ora mi parte l'altro pippone, quello sessista, occhio.......
Perchè noi donne guardiamo col cuore, se una persona la ami non importa l'aspetto.
Invece gli uomini guardano con gli occhi e basta.
Come dice il GG, loro hanno bisogno di "stimoli visivi".
Che ovviamente fanno a cazzotti con la cellulite, #mainagioia.
Vabbè la smetto perchè quando mi piglia così male, qualcuno di voi lo ricorderà, so da dove inizio ma non so mai dove vado a finire, quindi bon.
Penso di essere l'unica scema sulla faccia della terra che applica il "doppio standard" a proprio sfavore. Pace.
Resta il fatto che sono a regime no carb, no alcol, no dolci, no carne (quello a prescindere).... e che onestamente con tutti sti "no" mi resta il dubbio se posso sgranocchiare almeno un gambo di sedzano ogni tanto.
Speriamo di scopare tanto, almeno, altrimenti mi butto da un ponte.
lunedì 26 settembre 2016
SE IL NOSTRO MATRIMONIO FOSSE UNA PERSONA....
Potrebbe votare, guidare, acquistare alcolici.
Potrebbe affittare un appartamento, lavorare senza il consenso di un tutore, sposarsi (!) e compiere il servizio militare.
Eh, si, crescono così in fretta.... oggi il nostro matrimonio diventa maggiorenne.
Buon Diciottesimo!
giovedì 22 settembre 2016
BRANGELINA
No, ma seriamente, il mio primo pensiero è stato: "basta, è finita: se non ce l'hanno fatta loro, non c'è speranza per nessuno"
Davvero, ma come? I perfetti innamorati, i genitori da Oscar, la coppia più bella del mondo... ma com'è possibile?
Ora partirà tutta la campagna mediatica sul perché e il percome, su chi baderà a tutta quella figliolanza, ci faranno sapere con dovizia di dettagli esattamente quando Brad potrà passare a prendere i suoi figli per il week end, su quale cifra passerà all'ex moglie per il mantenimento, ed esattamente dopo quanti mesi, giorni, minuti e secondi ognuno dei due si consolerà tra le braccia di qualche altro attore o attrice, possibilmente molto figo (anche se trovarlo meglio Angelina farà un po' fatica) distruggendo pezzo per pezzo questa coppia che magari definire iconica è troppo, ma che è stata comunque una bella coppia fatta di persone vere, non solo di attori famosi, che si sono amati, hanno costruito qualcosa che poi è inesorabilmente crollato.
Persone che, nonostante tutti i loro soldi e le loro ville e il lavoro più bello del mondo, soffriranno il distacco, il fallimento, saranno preoccupati per il benesseri dei figli, passeranno tutte le fasi della separazione, inclusa quella in cui desidereranno passarsi reciprocamente sopra con uno schiacciasassi, ma non lo faranno per il bene dei bambini. Piangeranno in tribunale, saranno in ansia quando dovranno rivedersi per ragioni ufficiali, cercheranno di mostrarsi sereni davanti all'altro, persino brillanti, anche se magari dentro hanno un buco nero che li inghiotte.
Si pentiranno mille volte e mille altre penseranno che il divorzio era l'unica soluzione. Saranno incerti e tristi e depressi e insicuri. Come tutti.
Speriamo che la macchina mediatica - o l'entourage stesso dei due - non cerchi di sfruttare questa occasione biecamente per pubblicità o visibilità, e che li lascino in pace a superare questa crisi.
Davvero, ma come? I perfetti innamorati, i genitori da Oscar, la coppia più bella del mondo... ma com'è possibile?
Chiaro: le coppie ricche e famose raramente sono come appaiono e naturalmente nessuno si
sognerebbe di prenderle ad esempio. Ci sono tuttavia alcune eccezioni nell'immaginario collettivo... che so, Grace Kelly e il Principe Ranieri? Dai, chi a suo tempo non ha sognato con questa bella favola? Paul Newman e Joanne Woodward... Sposati dal 1958, mai un gossip. Paul Newman, che voglio dire, Paul Newman... uno degli uomini più belli e corteggiati di tutti i tempi..... in una intervista dichiarò: perché dovrei andare fuori a mangiare un hamburger quando ho una bistecca al sangue a casa? E non è che non ci saranno stati hamburger che gli giravano attorno invitanti....
sognerebbe di prenderle ad esempio. Ci sono tuttavia alcune eccezioni nell'immaginario collettivo... che so, Grace Kelly e il Principe Ranieri? Dai, chi a suo tempo non ha sognato con questa bella favola? Paul Newman e Joanne Woodward... Sposati dal 1958, mai un gossip. Paul Newman, che voglio dire, Paul Newman... uno degli uomini più belli e corteggiati di tutti i tempi..... in una intervista dichiarò: perché dovrei andare fuori a mangiare un hamburger quando ho una bistecca al sangue a casa? E non è che non ci saranno stati hamburger che gli giravano attorno invitanti....
Sarà per via che erano "altri tempi"? O solo perché Paul era un gentiluomo come si deve?
Ecco, Brad e Angelina facevano parte di questa categoria, o almeno così ci hanno lasciato credere.
E invece no! Ciccia.
E invece no! Ciccia.
Ora partirà tutta la campagna mediatica sul perché e il percome, su chi baderà a tutta quella figliolanza, ci faranno sapere con dovizia di dettagli esattamente quando Brad potrà passare a prendere i suoi figli per il week end, su quale cifra passerà all'ex moglie per il mantenimento, ed esattamente dopo quanti mesi, giorni, minuti e secondi ognuno dei due si consolerà tra le braccia di qualche altro attore o attrice, possibilmente molto figo (anche se trovarlo meglio Angelina farà un po' fatica) distruggendo pezzo per pezzo questa coppia che magari definire iconica è troppo, ma che è stata comunque una bella coppia fatta di persone vere, non solo di attori famosi, che si sono amati, hanno costruito qualcosa che poi è inesorabilmente crollato.
Persone che, nonostante tutti i loro soldi e le loro ville e il lavoro più bello del mondo, soffriranno il distacco, il fallimento, saranno preoccupati per il benesseri dei figli, passeranno tutte le fasi della separazione, inclusa quella in cui desidereranno passarsi reciprocamente sopra con uno schiacciasassi, ma non lo faranno per il bene dei bambini. Piangeranno in tribunale, saranno in ansia quando dovranno rivedersi per ragioni ufficiali, cercheranno di mostrarsi sereni davanti all'altro, persino brillanti, anche se magari dentro hanno un buco nero che li inghiotte.
Si pentiranno mille volte e mille altre penseranno che il divorzio era l'unica soluzione. Saranno incerti e tristi e depressi e insicuri. Come tutti.
Speriamo che la macchina mediatica - o l'entourage stesso dei due - non cerchi di sfruttare questa occasione biecamente per pubblicità o visibilità, e che li lascino in pace a superare questa crisi.
giovedì 8 settembre 2016
FILOSOFIA SEMISERIA DELL'UOMO PERFETTO
Un paio di giorni fa ho letto su Facebook una vignetta che recitava più o meno:
Donne! Smettetela di leggere che poi noi
non riusciamo a reggere il confronto
coi vostri personaggi preferiti"
Si trattava chiaramente di uno scherzo, una sana risata e niente di più, ma com'è come non è è da due giorni che ci penso. Beh, ovviamente io sono tra quelle non solo che legge un sacco (Madonna, Kobo santo subito!) ma anche che si è sempre fatta prendere un sacco dai personaggi fino ad avere delle vere e proprie infatuazioni temporanee.
![]() |
| Heathcliff |
Certi veramente non puoi amarli... per esempio, Renzo? Romeo? Ma quanto bisogna essere scemi?
Ma come non legarsi alla tragica disperazione di Jacopo Ortis, o dello stesso Leopardi? Come non amare la lieve decadenza di Mr Darcy o la lucida follia di Heathcliff? E la allegra spensieratezza di Lorenzo il Magnifico? Chi vuol esser lieto, sia, signore mie. Suvvia, siamo lieti insieme. Par quasi di vederlo!
In tempi più recenti, chi non è rimasta colpita dall'abnegazione di Severus Snape o dalla dedizione totale e dalla passione di James Fraser?
Senza contare che noi ragazze di una certa età (ma non dirò quale) ci hanno cresciute a Principi della Disney. Perchè ora si comincia un po' a ragionare, con personaggi un po' più articolati e complessi,
![]() |
| il Principe Filippo (la Bella Addormentata) |
Quindi ognuna di noi, pure le femministe, pure quelle che io ballo da sola, ci siamo fatte giocoforza un'idea di quello che volevamo in un uomo sulla base di un campionario di carta e cellulosa totalmente distorto in un momento della nostra vita - e qui sta il punto - in cui l'unico esempio vero di maschio che conoscevamo davvero era il nostro papà, tutto bello infiorettato dal Complesso di Edipo. Non c'erano confronti, non c'era nella nostra vita un esempio che potesse farci dire eh no! qui mi stanno coglionando! riportandoci sulla giusta via. Capite, non avevamo scampo! Cioè noi non lo sapevamo che gli uomini non sono davvero così! Ci hanno fregate con tutte le scarpe!
Poi è ovvio, arriva qualcuno che scrive uno o due buoni romanzi, ti mette li un personaggio che è la summa di tutto quello che fin da bambina hai sempre pensato di desiderare in un uomo, e poi tutto insieme nello stesso uomo (non faccio nomi ma Emily e Marie Claire hanno capito) e qualche pseudointellettuale tutto Umberto Eco e Fedor Dostoevskij (ma con DYD sul comodino, ci scommetterei!) ha pure il coraggio di criticare se resti li con la bocca spalancata e le mosche che entrano!
Ma figuriamoci!
Però a quel punto... arrivano le dolenti note.
Perchè in fondo siamo spostate/fidanzate/accompagnate/trombate/friendzonate con uomini veri, mica di carta. E gli uomini veri non sono mica perfetti. Adesso lo sappiamo anche noi, grazie tante.
Quindi tu sei li che cerchi di trovare la quadra, e magari ti ci vuol del tempo, mica è una roba immediata, quando ad un bel momento vieni seppellita da tutta una serie di psicologi, terapisti, amici volenterosi, esperti di vario genere, che ti dicono no, ehhh bella mia, no no no no. Te non hai mica capito un accidente. Ma zero proprio.
Lo sai perché ci si separa? eh? eh?
Lo sai?
Perché non si riesce a conciliare la fantasia con la realtà. (Ma pensa!)
Perché non si sa superare la fase dell'idillio, quella in cui il tuo uomo vero e quello di carta coincidono, e nel momento in cui si vede la realtà bum! Disastro.
Oh cazzo, ma guarda tu, mio marito non è mica appassionato come Heathcliff! E non gli lava nemmeno gli stivali a Tom Lefroy. Diamine, persino quello stronzo bigotto di Settimo Cielo trombava la moglie una sera si e una no pure con 7 figli! E quindi??? Quindi, signor giudice, prego, quale considera una cifra adeguata per il mantenimento?
Eh già.
E qui mi sale la parte seria del post.
A quel punto li, cosa devi fare?
Ne parlavo giusto ieri sera con una amica.
Lei molto pratica, donna diciamo "pane al pane", io più nelle nuvole, più sogni e voli pindarici.
E lei sosteneva che devi dare un taglio alle fantasie, perché tanto sono irraggiungibili, e gestire quello che hai per le mani.
Giusto, no? E' quello che dicono anche gli psicologi, esperti ecc... di prima.
Questo implica abbassare il livello delle proprie aspettative.
Che da un punto di vista pratico è giustissimo: come si diceva tempo fa, tiri giù l'asticella e vivi meglio. Ma io ancora mi domando: si tratta di saggezza? o di rinuncia?
Perché dovrebbe essere più saggio modificare i propri obiettivi, piuttosto che lavorare per raggiungerli, anche con fatica? Beh, perché magari non ha senso sbattersi per l'impossibile? Ma è davvero impossibile? E chi lo dice? Chi stabilisce cosa esiste e cosa no, cosa è possibile e cosa no, cosa puoi ottenere e cosa no? In ultima analisi, chi è che ti dice cosa devi volere?
E' un po' come se tu volessi andare in America. Risparmi, ma alla fine hai fondi solo per arrivare fino a Barcellona. Che fai? Abbassi l'asticella e vai a Barcellona oppure stai a casa e continui a risparmiare fino a quando potrai sbarcare a NY? E se qualcuno ti dice che non ce la farai mai, che è troppo costosa, e tu povero operaio cosa pensi di ottenere, che fai? Perseveri, o rinunci?
Lei, la mia amica, da buon commerciale, dice: un obiettivo deve essere ragionevole e raggiungibile
Si, ma sfidante, dico io. Sfidante. Altrimenti è solo piattume, e non vedrai mai l'Empire State Building.
Insomma, abbiamo discusso per una bella mezz'ora nella quale io ho preso della Pollon che vive tra le
![]() |
| La Puff |
A quel punto i nostri figli hanno cominciato ad accapigliarsi e abbiamo dovuto interrompere l'incontro di wrestling, nonché le nostre filosofie.
E il dubbio, comunque, mi resta. E' più saggio Barcellona o New York?
* precisazione del giorno dopo. Quando dico PERFEZIONE intendo la perfezione nella relazione, non l'Uomo Perfetto. Questo significa essenzialmente che sono consapevole che ho il mio ruolo da giocare. Il concetto di perfezione non è univoco: ognuno ha il suo. A me piace il concetto di Olivia Pope (di Scandal, abbiate pazienza sono drogata di serie televisive):
«I don’t want normal, and easy, and simple. I want painful, difficult,
devastating, life-changing, extraordinary love.»
Anche se magari soprassiederei sul "devasting".
martedì 2 agosto 2016
TRIC TRAC TRIC TRAC
Giornate complicate in ufficio.
Uno dei nostri fornitori è fallito e siamo in pieno marasma.
Perchè ovviamente se un fornitore alberghiero va gambe per aria, quando vuoi che lo faccia? A fine ottobre? Sia mai! il 15 luglio, giusto per gradire, perchè altrimenti non ci divertiamo abbastanza. Quindi via, saltare i fossi per il lungo.
Oh!! Io-non-c'ho-più-l'età-cazzarola!!
Sul fronte casalingo abbiamo gestito (...) una piccola emergenza dovuta al fatto che il GG ha sbagliato a prendere le ferie e si trovava una settimana sfasato rispetto alle mie. Non che sia grave ma questa roba mi ha precipitata in un fottutisismo circolo vizioso di tristezza, rabbia, brutti ricordi nonchè una fastidiosa infestazione di fantasmi di vario genere.
Cazzi miei, va bene, mica dico di no.
Però insomma... la cosa era già successa, diversi anni fa, e lui aveva inizialmente sostenuto di essersi sbagliato. Poi messo alle strette aveva ammesso di averlo fatto apposta per "mettersi alla prova" passando del tempo solo coi figli (che potevano avere 3 e 10 anni, o 4 e 11). Ai tempi, la mia netta impressione fu (ed è ancora ripensandoci) che fosse una gran bella balla fatta e finita, e che lui avesse programmato le ferie diciamo concordandosi con qualcuno che non ero io. O magari, non volendo proprio scadere nel complottismo più bieco, anche solo che non avesse voglia di stare due settimane
con me tra i piedi.
Ora per carità è passato tanto tempo e la situazione non è la stessa di allora, però purtroppo il mio cervello è ancora lo stesso, che volete farci.
Tric trac tric trac, gira rotola rimugina e saltella, non ti scordar che la vita è bella
Tric trac tric trac, ragiona sobbalza ballonzola e zampetta, avrà mai fine questa scenetta?
Comunque ha parzialmente risolto e ora ci troviamo solo con un paio di giorni di sfasamento il che tutto sommato va bene. Dai, va bene. Ora ho da gestire gli strascichi emotivi che, ve lo sto dicendo, sono una gran rottura di palle.
venerdì 22 luglio 2016
ARIA DEPRESSA
Ieri sera mio marito mi ha detto qualcosa che mi ha lasciata di stucco.
Mi ha detto che ho sempre l'aria depressa.
Ma chi, io?
Ma davvero?
Impossibile! Io sono conosciuta per spargere gioia a piene mani attorno, sono sempre sorridente, in ufficio mi dicono che metto allegria.
Sono raramente di cattivo umore senza motivo (SPM a parte!) ma anche quando lo sono di solito cerco di sorridere lo stesso. Poi come mi basta poco per essere contenta, a volte mi basta anche poco per intristirmi, e questo è vero.
Ma insomma, ma sul serio ho l'aria depressa?
Mi sono messa a ragionarci su.
La verità è che in questo periodo non riesco a star serena.
Sono sempre preoccupata per qualcosa, arrabbiata per qualcosa, o triste per qualcosa.
In parte è dovuto al Ric, come dicevo giorni fa, e anche se devo dire che il suo comportamento sta lentamente migliorando, continua a essere fonte di tensione. Immagino che ci voglia tempo ma non sono più pessimista come due settimane fa. Cioè... non voglio dare la COLPA a Riccardo. Non lo voglio colpevolizzare per essere come è o per avere l'età che ha. Però è innegabile che abbia un impatto.
Altra parte è dovuta a un... come posso dire.
Una preoccupazione che ho circa la relazione con mio marito.
C'è un punto, una cosa, che non mi torna, che non mi fa stare serena.
Glie ne ho parlato, varie e varie volte, nel corso direi degli ultimi due anni circa - uno e mezzo via - ma purtroppo finora non sembra che io sia riuscita a fare breccia. Che sia questo? Ammetto che potrebbe, il non riuscire a trasmettere quello che penso solitamente mi mette in una disposizione
d'animo piuttosto funerea.
Poi chiaro: la sera, nel letto, accanto al marito ronfante, quando è tutto silenzio e posso sentire le mie rotelle che girano, la cosa appare più grossa di come mi sembri ora, alla luce del giorno, con un sacco di cose da fare e a cui pensare. Tuttavia la domanda è sempre quella: cosa devo fare?
Sposto di nuovo l'asticella?
Mi ha detto che ho sempre l'aria depressa.
Ma chi, io?
Ma davvero?
Impossibile! Io sono conosciuta per spargere gioia a piene mani attorno, sono sempre sorridente, in ufficio mi dicono che metto allegria.
Sono raramente di cattivo umore senza motivo (SPM a parte!) ma anche quando lo sono di solito cerco di sorridere lo stesso. Poi come mi basta poco per essere contenta, a volte mi basta anche poco per intristirmi, e questo è vero.
Ma insomma, ma sul serio ho l'aria depressa?
Mi sono messa a ragionarci su.
La verità è che in questo periodo non riesco a star serena.
Sono sempre preoccupata per qualcosa, arrabbiata per qualcosa, o triste per qualcosa.
In parte è dovuto al Ric, come dicevo giorni fa, e anche se devo dire che il suo comportamento sta lentamente migliorando, continua a essere fonte di tensione. Immagino che ci voglia tempo ma non sono più pessimista come due settimane fa. Cioè... non voglio dare la COLPA a Riccardo. Non lo voglio colpevolizzare per essere come è o per avere l'età che ha. Però è innegabile che abbia un impatto.
Altra parte è dovuta a un... come posso dire.
Una preoccupazione che ho circa la relazione con mio marito.
C'è un punto, una cosa, che non mi torna, che non mi fa stare serena.
Glie ne ho parlato, varie e varie volte, nel corso direi degli ultimi due anni circa - uno e mezzo via - ma purtroppo finora non sembra che io sia riuscita a fare breccia. Che sia questo? Ammetto che potrebbe, il non riuscire a trasmettere quello che penso solitamente mi mette in una disposizione
d'animo piuttosto funerea.
Poi chiaro: la sera, nel letto, accanto al marito ronfante, quando è tutto silenzio e posso sentire le mie rotelle che girano, la cosa appare più grossa di come mi sembri ora, alla luce del giorno, con un sacco di cose da fare e a cui pensare. Tuttavia la domanda è sempre quella: cosa devo fare?
Sposto di nuovo l'asticella?
mercoledì 20 luglio 2016
UN AMORE STRAORDINARIO
Sono sempre stata affascinata dall'amore in ogni sua forma, fin da bambina.
Nel periodo delle elementari, per me "amore" sigificava qualcosa che vedevo in tv e al cinema.
Ero vagamente consapevole che in tutte le storie che si rappresentavano sullo schermo prima o poi i due protagonisti sperimentavano "un qualchecosa" che inevitabilmente sfociava in un bacio appassionato o in una (casta, ai tempi) scena di sesso.
Nel periodo delle elementari, per me "amore" sigificava qualcosa che vedevo in tv e al cinema.
Ero vagamente consapevole che in tutte le storie che si rappresentavano sullo schermo prima o poi i due protagonisti sperimentavano "un qualchecosa" che inevitabilmente sfociava in un bacio appassionato o in una (casta, ai tempi) scena di sesso.

L'amore per me era qualcosa che succedeva intanto che i due erano impegnati in altro, vuoi a inseguire una pietra verde, vuoi a combattere un Impero Galattico, vuoi a impedire che i nazisti entrassero in possesso di qualche sacra reliquia dai poteri esoterici.
Ad un certo punto, ma non saprei dire a che età di preciso, mi resi conto (credo in parte anche guardando i miei genitori che si sono sempre voluti bene) che l'amore non era semplicemente un aspetto della vita come mangire o dormire, separato da tutto il resto, come mi era sembrato fin li,
ma ne impregnava ogni aspetto. Ricordo come fosse oggi che pensai: "Ma se ti innamori e ti sposi, poi vivi con quella persona sempre, e quindi l'amore rimane sempre li, mentre fai tutto il resto"
Lasciando perdere l'ingenuità di quel "sempre", potevo avere 12-13 anni, questa fu una vera rivelazione per me, un colpo veramente grosso.
Credo che in quel momento gettai le basi di quella che sono oggi, emotivamente parlando, perchè in quel preciso fatidico momento diventai una romantica, e cominciai a fare sogni per il futuro.
Niente altro: un amore straordinario.
Certo, ho sempre saputo di volere dei figli, un bel lavoro, qualche disponibilità economica per poter viaggiare, come penso più o meno tutti.
Per un certo periodo, affascinata dal femminismo, sperai in una carriera brillante e luminosa e mi dissi che potevo farcela da sola, che ero una donna forte, che non avevo bisogno di nessuno. Me la raccontavo, specie se considerate che ho conosciuto mio marito poco dopo aver compiuto 19 anni
Il centro, il fulcro, non è mai stata la carriera, ne la ricchezza.
Era un amore straordinario.
«Non voglio una cosa normale, facile e semplice. Voglio un amore doloroso, difficile, devastante, straordinario, che ti cambia la vita.» -cit
Non un amore ad ogni costo, no.
Non un amore malato o sbagliato.
Ma un amore pazzesco, inarrivabile, ineluttabile, inesorabile e fatale, strepitoso e indescrivibile.
Naturalmente nei miei sogni di tredicenne, il "lui" della situazione era esattamente questo: non un principe azzurro bellissimo, non un cavaliere coraggioso, non un intrepido agente segreto. Era uno qualunque, ma che mi amava esattamente così. Con urgenza, follemente. Passionale ai limiti della violenza. Uno che avrebbe rischiato la vita per avermi, che avrebbe pianto nel perdermi e che avrebbe fatto qualunque cosa per tenermi. Già. Proprio così. Utopico piuttosto e anzichenò!
Ora, beh, non ho più tredici anni, e nemmeno diciannove, ma non sono tanto cambiata, nell'essenza della questione. Solo mi domando cosa significhi "amore straordinario" nella vita vera.Ah si, perchè viviamo nella vita vera, sapete? Eh, già. Che fregatura.
Uomini come quelli che sognavo, ne esistono?
C'è un angioletto sulla mia spalla destra che mi dice "ma dai, sono solo fantasie, riprenditi!" (riprenditi sassenach, dice, a dire il vero, lo stronzo, il che mi fa pensare che sia un dannato amico del giaguaro, ndP)
E un diavoletto sulla spalla sinistra che dice "se può essere sognato, può essere fatto"
E indovinate un po'? Sono d'accordo col diavolo.
Che sorpresa, eh?
Se può essere sognato, può essere fatto.
E questo significa che non si fa da se, ma bisogna farlo.
Bisogna dargli una manina, al destino... lui magari ci fa incontrare ma dopo sta a noi far diventare straordinario il resto della vita.
Naturalmente, in due.
Che sorpresa, eh?
Se può essere sognato, può essere fatto.
E questo significa che non si fa da se, ma bisogna farlo.
Bisogna dargli una manina, al destino... lui magari ci fa incontrare ma dopo sta a noi far diventare straordinario il resto della vita.
Naturalmente, in due.
lunedì 18 luglio 2016
NERVI TESI
Devo ammettere che la situazione complessa col Ric un po' logora.
Anche se adesso si sta comportando abbastanza bene, tranne qualche alzata di testa perché gli stiamo addosso (posso anche capire che si inalberi a sentirsi sempre sotto controllo, ma se l'è cercata e ora se la becca tutta), credo che si respiri un'aria di generico nervosismo che non fa bene a nessuno.
Peraltro oggi è il primo giorno dell'Estate Finita del Ric. Inizia lo studio a tempo pieno per gli esami.
Significa andare da mia mamma, studiare 9-12 e 14-16 con cellulare sequestrato nelle ore di studio, non uscire nemmeno la sera tranne venerdì e sabato (come se ci fosse scuola), andare a letto presto, alzarsi alle 7 e poi ricominciare daccapo.
Il GG ed io non siamo sempre d'accordo sul modo di approcciare il problema, io spingo verso un maggior controllo, su tutte le cose dallo studio all'ordine nell'armadio lui - probabilmente memore anche della sua adolescenza turbolenta - in realtà è meno propenso a marcarlo così stretto come io vorrei. Lui non è stato marcato a vista da ragazzo (i miei suoceri non sono persone severe tranne su argomenti di stampo morale/religioso), ma si è saputo dare una regolata, nonostante sia passato per una rimandatura a settembre e qualche serata finita a botte in discoteca. Probabilmente pensa che Riccardo finirà per sistemarsi da solo, come ha fatto lui, ma io per il momento non sono molto ottimista su questo aspetto e credo che abbia bisogno di paletti molto solidi e molto restrittivi, almeno per un po'.
Ne scaturiscono purtroppo delle brutte litigate perché da una parte io voglio le cose fatte come dico io, perché sono anni che gestisco la situazione tutti i santi giorni, ma ormai non ce la faccio sempre da sola ad ottenere obbedienza; dall'altra lui (il marito intendo) si scoccia a sentirsi "dare istruzioni" da me.
Ma del resto, l'autorità paterna è fondamentale in questa fase, così penso io e anche diversi esperti, e se manca, io la sollecito. E mi spiace, ma non chiederò scusa per questo.
Però è dura.
Da una parte Il Ric, dall'altra il GG e io in mezzo, passando per il povero Nin che alla fine fa le spese di tutto questo nervosismo ed è più irritabile anche lui, passa dalla frignata perenne all'appiccicamento perenne alle mie gonne senza darmi un momento di respiro.
Che devo fare maledizione????
Anche se adesso si sta comportando abbastanza bene, tranne qualche alzata di testa perché gli stiamo addosso (posso anche capire che si inalberi a sentirsi sempre sotto controllo, ma se l'è cercata e ora se la becca tutta), credo che si respiri un'aria di generico nervosismo che non fa bene a nessuno.
Peraltro oggi è il primo giorno dell'Estate Finita del Ric. Inizia lo studio a tempo pieno per gli esami.
Significa andare da mia mamma, studiare 9-12 e 14-16 con cellulare sequestrato nelle ore di studio, non uscire nemmeno la sera tranne venerdì e sabato (come se ci fosse scuola), andare a letto presto, alzarsi alle 7 e poi ricominciare daccapo.
Il GG ed io non siamo sempre d'accordo sul modo di approcciare il problema, io spingo verso un maggior controllo, su tutte le cose dallo studio all'ordine nell'armadio lui - probabilmente memore anche della sua adolescenza turbolenta - in realtà è meno propenso a marcarlo così stretto come io vorrei. Lui non è stato marcato a vista da ragazzo (i miei suoceri non sono persone severe tranne su argomenti di stampo morale/religioso), ma si è saputo dare una regolata, nonostante sia passato per una rimandatura a settembre e qualche serata finita a botte in discoteca. Probabilmente pensa che Riccardo finirà per sistemarsi da solo, come ha fatto lui, ma io per il momento non sono molto ottimista su questo aspetto e credo che abbia bisogno di paletti molto solidi e molto restrittivi, almeno per un po'.
Ne scaturiscono purtroppo delle brutte litigate perché da una parte io voglio le cose fatte come dico io, perché sono anni che gestisco la situazione tutti i santi giorni, ma ormai non ce la faccio sempre da sola ad ottenere obbedienza; dall'altra lui (il marito intendo) si scoccia a sentirsi "dare istruzioni" da me.
Ma del resto, l'autorità paterna è fondamentale in questa fase, così penso io e anche diversi esperti, e se manca, io la sollecito. E mi spiace, ma non chiederò scusa per questo.
Però è dura.
Da una parte Il Ric, dall'altra il GG e io in mezzo, passando per il povero Nin che alla fine fa le spese di tutto questo nervosismo ed è più irritabile anche lui, passa dalla frignata perenne all'appiccicamento perenne alle mie gonne senza darmi un momento di respiro.
Che devo fare maledizione????
mercoledì 6 aprile 2016
AMICHE SEPARATE - riflessioni sparse sul divorzio
Sapete cosa è scioccante per me?
Il casino che c'è dietro ad una separazione coniugale
Il casino pratico, intendo, non emotivo, che quello è evidente a chiunque ci spenda anche solo mezzo pensiero.
Ieri sono uscita per una mangiata jappo con due amiche, entrambe separate, una delle due sta dando inizio alla risoluzione definitiva del matrimonio, anche conosciuto come divorzio.
Come sempre, la materia del "contendere" è economica: esiste un accordo relativo al mantenimento dei figli sancito dall'atto di separazione, che ora una delle due parti vuole modificare. Inoltre c'è di mezzo la questione della vendita della casa coiniugale, al cui acquisto i due ex non hanno contribuito in maniera paritaria, e quindi ora non si trova l'accordo sulla suddivisione.
I conti sono allucinanti.
Stante che mediamente i figli stanno con la madre la maggior parte del tempo, il padre deve passare una congrua somma di danaro alla ex moglie atta a coprire metà delle spese sostenute per il sostentamento della prole. Fin qui ci siamo, e siamo tutti daccordo.
Solo che per poter definire tale "congrua somma di danaro" bisogna fare dei conteggi infiniti.
Alcune cose sono facili, che so: le utenze domestiche. prendi le bollette, fai un conticino e ci siamo. Il cibo idem, sai quanto spendi di supermercato la settimana, fai un conticino e via.
I vestiti sono già meno facili perchè devi sapere più o meno quanto hai speso negli anni precedenti, e fare una previsione onesta per quelli a seguire, che non è così agevole. Poi metti: ti separi con un figlio di 8 anni. Ma prima o poi quello ne avrà 15 e le scarpe da tennis superbasic del mercato magari non gli andranno più tanto bene bene, vorrà le Nike. O il cellulare, per dire. Quidni cosa devi fare, devi fare la spesa, tenere tutti gli scontrini, segnare tutto meticolosamente, e poi chiedere un onesto aumento dell'assegno mensile visto che le tue spese sono aumentate. E questo quando ti va bene, cioè quando sei tu che vuoi di più per giuste ragioni.
Ma che dire di quando il tuo ex vuole darti di meno?
Perchè dire: ehi, spendo 29 euro al mese di cellulare per nostro figlio, quindi 14.50 sono a carico tuo, è tutto sommato facile.
Ma ci sono spese che magari ti sfuggono, che non vedi. Che so, allunghi 5 euro oggi e 5 domani perchè il ragazzo sta fuori a mangiare un panino con gli amici dopo la scuola. Gli compri due penne. Lo foraggi per un cinema del sabato pomeriggio. Il regalino di compleanno per un amico. Queste sono tutte cose normali che ti passano sotto il naso senza che tu te ne accorga, ma se il tuo ex decide che vuole darti meno soldi, devi tenerne conto.
Quindi che fai, ti prendi un quaderno e inizi a scrivere ogni 50 centesimi che ti escono dalle tasche, perchè tu lo SAI che le spese aumentano con il crescere dei figli, ma saperlo è una cosa DIMOSTRARLO davanti a un giudice una cosa tutta diversa. Senza considerare che il giudice potrebbe decidere comunque in tuo sfavore.
Altro discorso ancora per la casa.
Questa mia amica, come del resto io ed il GG, abbiamo avuto l'aiuto dei genitori per l'acquisto della casa. Ogni famiglia in ragione delle sue possibilità e va da se che una mette di più e una di meno.
Poi la casa va intestata al 50% a ciascun coniuge, quindi "teoricamente" quello che ha messo di meno ci guadagna.
Prendete me.
I miei sono quelli che ci hanno aiutato maggiormente a livello economico. Abbiamo fatto il mutuo. Ma poi abbiamo mantenuto conti separati per ragioni pratiche e le spese maggiori le ha sempre sostenute lui, tipo che so: le ferie, le quote di iscrizione sportive dei figli, tutte le bollette ecc.... quindi come si fa a dire tu hai messo tot, io ho messo tot altro?
Non sarei mai in grado di stabilirlo!
Ad esempio: mia suocera quando il Ric era piccolo passava le settimane a casa mia a badargli quando era malato, risparmiandomi centinaia di euro di babysitter. Questo non dovrebbe essere preso in considerazione?
E poi come fai a ridurre tutto a dei numeri?
Certo lo dico ora, che non sto divorziando.
Se fossi in quella condizione, probabilmente - no, sicuramente - sarei incattivita abbestia. Le mie amiche dicono: se sei abbastanza incazzata, fai tutto, ed io penso che sia proprio vero
Oltretutto l'unico motivo che vedo per il quale potrei divorziare sarebbe che il GG mi facesse tanto ma tanto ma proprio tanto tanto incazzare, quindi...... probabilmente mi accanirei su quell'aspetto, essendo l'unico che mi resterebbe, se non altro per vendetta.
Oh si, non fate quella faccia, ho detto proprio vendetta. Altrochè se l'ho detto. Eccome.
Tuttavia credo che per portare avanti una situazione del genere ci voglia una disciplina e un rigore che non mi appartengono proprio. Ci vuole la consapevolezza che stai sacrificando qualcosa di te stessa sull'altare della giusta causa di separazione. Ci vuole rabbia, alle volte ci vuole odio.
E lo dico perchè altrimenti ci sono persone che si approfittano, che ti raggirano, che ti intortano.
Ci vuole un pelo sullo stomaco lungo un chilometro.
Ci vuole un desiderio di annientare l'altra persona che alle volte è da considerare persino "sano", perchè senza di esso non ne esci. Devi tagliare legame che esiste da 10-20, nel mio caso 25 anni. E devi tagliarlo di netto perchè la separazione è questo: oggi qui, domani da un'altra parte. E non puoi farlo, non puoi staccarti se ci sono ancora dei sentimenti, se hai dei rimpianti o dei desideri.
Devi odiare per farlo. Purtroppo devi odiare tanto.
Quello che mi spaventa non è tanto l'idea che potrei non essere in grado di sostenere una tale situazione.
Al contrario.
E' l'idea che potrei.
Se ce ne fosse motivo - e francamente ne vedo solo uno plausibile - alla fine potrei.
Questa cosa mi atterrisce.
Il casino che c'è dietro ad una separazione coniugale
Il casino pratico, intendo, non emotivo, che quello è evidente a chiunque ci spenda anche solo mezzo pensiero.
Ieri sono uscita per una mangiata jappo con due amiche, entrambe separate, una delle due sta dando inizio alla risoluzione definitiva del matrimonio, anche conosciuto come divorzio.
Come sempre, la materia del "contendere" è economica: esiste un accordo relativo al mantenimento dei figli sancito dall'atto di separazione, che ora una delle due parti vuole modificare. Inoltre c'è di mezzo la questione della vendita della casa coiniugale, al cui acquisto i due ex non hanno contribuito in maniera paritaria, e quindi ora non si trova l'accordo sulla suddivisione.
I conti sono allucinanti.
Stante che mediamente i figli stanno con la madre la maggior parte del tempo, il padre deve passare una congrua somma di danaro alla ex moglie atta a coprire metà delle spese sostenute per il sostentamento della prole. Fin qui ci siamo, e siamo tutti daccordo.
Solo che per poter definire tale "congrua somma di danaro" bisogna fare dei conteggi infiniti.
Alcune cose sono facili, che so: le utenze domestiche. prendi le bollette, fai un conticino e ci siamo. Il cibo idem, sai quanto spendi di supermercato la settimana, fai un conticino e via.
I vestiti sono già meno facili perchè devi sapere più o meno quanto hai speso negli anni precedenti, e fare una previsione onesta per quelli a seguire, che non è così agevole. Poi metti: ti separi con un figlio di 8 anni. Ma prima o poi quello ne avrà 15 e le scarpe da tennis superbasic del mercato magari non gli andranno più tanto bene bene, vorrà le Nike. O il cellulare, per dire. Quidni cosa devi fare, devi fare la spesa, tenere tutti gli scontrini, segnare tutto meticolosamente, e poi chiedere un onesto aumento dell'assegno mensile visto che le tue spese sono aumentate. E questo quando ti va bene, cioè quando sei tu che vuoi di più per giuste ragioni.
Ma che dire di quando il tuo ex vuole darti di meno?
Perchè dire: ehi, spendo 29 euro al mese di cellulare per nostro figlio, quindi 14.50 sono a carico tuo, è tutto sommato facile.
Ma ci sono spese che magari ti sfuggono, che non vedi. Che so, allunghi 5 euro oggi e 5 domani perchè il ragazzo sta fuori a mangiare un panino con gli amici dopo la scuola. Gli compri due penne. Lo foraggi per un cinema del sabato pomeriggio. Il regalino di compleanno per un amico. Queste sono tutte cose normali che ti passano sotto il naso senza che tu te ne accorga, ma se il tuo ex decide che vuole darti meno soldi, devi tenerne conto.
Quindi che fai, ti prendi un quaderno e inizi a scrivere ogni 50 centesimi che ti escono dalle tasche, perchè tu lo SAI che le spese aumentano con il crescere dei figli, ma saperlo è una cosa DIMOSTRARLO davanti a un giudice una cosa tutta diversa. Senza considerare che il giudice potrebbe decidere comunque in tuo sfavore.
Altro discorso ancora per la casa.
Questa mia amica, come del resto io ed il GG, abbiamo avuto l'aiuto dei genitori per l'acquisto della casa. Ogni famiglia in ragione delle sue possibilità e va da se che una mette di più e una di meno.
Poi la casa va intestata al 50% a ciascun coniuge, quindi "teoricamente" quello che ha messo di meno ci guadagna.
Prendete me.
I miei sono quelli che ci hanno aiutato maggiormente a livello economico. Abbiamo fatto il mutuo. Ma poi abbiamo mantenuto conti separati per ragioni pratiche e le spese maggiori le ha sempre sostenute lui, tipo che so: le ferie, le quote di iscrizione sportive dei figli, tutte le bollette ecc.... quindi come si fa a dire tu hai messo tot, io ho messo tot altro?
Non sarei mai in grado di stabilirlo!
Ad esempio: mia suocera quando il Ric era piccolo passava le settimane a casa mia a badargli quando era malato, risparmiandomi centinaia di euro di babysitter. Questo non dovrebbe essere preso in considerazione?
E poi come fai a ridurre tutto a dei numeri?
Certo lo dico ora, che non sto divorziando.
Se fossi in quella condizione, probabilmente - no, sicuramente - sarei incattivita abbestia. Le mie amiche dicono: se sei abbastanza incazzata, fai tutto, ed io penso che sia proprio vero
Oltretutto l'unico motivo che vedo per il quale potrei divorziare sarebbe che il GG mi facesse tanto ma tanto ma proprio tanto tanto incazzare, quindi...... probabilmente mi accanirei su quell'aspetto, essendo l'unico che mi resterebbe, se non altro per vendetta.
Oh si, non fate quella faccia, ho detto proprio vendetta. Altrochè se l'ho detto. Eccome.
Tuttavia credo che per portare avanti una situazione del genere ci voglia una disciplina e un rigore che non mi appartengono proprio. Ci vuole la consapevolezza che stai sacrificando qualcosa di te stessa sull'altare della giusta causa di separazione. Ci vuole rabbia, alle volte ci vuole odio.
E lo dico perchè altrimenti ci sono persone che si approfittano, che ti raggirano, che ti intortano.
Ci vuole un pelo sullo stomaco lungo un chilometro.
Ci vuole un desiderio di annientare l'altra persona che alle volte è da considerare persino "sano", perchè senza di esso non ne esci. Devi tagliare legame che esiste da 10-20, nel mio caso 25 anni. E devi tagliarlo di netto perchè la separazione è questo: oggi qui, domani da un'altra parte. E non puoi farlo, non puoi staccarti se ci sono ancora dei sentimenti, se hai dei rimpianti o dei desideri.
Devi odiare per farlo. Purtroppo devi odiare tanto.
Quello che mi spaventa non è tanto l'idea che potrei non essere in grado di sostenere una tale situazione.
Al contrario.
E' l'idea che potrei.
Se ce ne fosse motivo - e francamente ne vedo solo uno plausibile - alla fine potrei.
Questa cosa mi atterrisce.
giovedì 31 marzo 2016
30 MARZO
Qualche notte fa ho fatto un sogno.
Il GG ed io dovevamo uscire per una serata tipo aperitivo, festa, ricchi premi e cotillons con i suoi vecchi colleghi. Ad un certo punto il programma, e così M. una simpatica ex collega, mi propone di uscire io e lei per un sano pomeriggio di shopping. Accetto volentierissimo, e..... telefono alla collega S. per invitare anche lei. Così allegre e gaudenti, siamo andate tutte e tre insieme in giro per negozi come grandi amiche
Quando mi sono svegliata ho sperato per un attimo che fosse un sogno catartico tipo quelli del tornado della Spetti, ma niente.
Mi duole informarvi che la S. mi sta ancora sui coglioni uguale come prima.
Pace.
Il GG ed io dovevamo uscire per una serata tipo aperitivo, festa, ricchi premi e cotillons con i suoi vecchi colleghi. Ad un certo punto il programma, e così M. una simpatica ex collega, mi propone di uscire io e lei per un sano pomeriggio di shopping. Accetto volentierissimo, e..... telefono alla collega S. per invitare anche lei. Così allegre e gaudenti, siamo andate tutte e tre insieme in giro per negozi come grandi amiche
Quando mi sono svegliata ho sperato per un attimo che fosse un sogno catartico tipo quelli del tornado della Spetti, ma niente.
Mi duole informarvi che la S. mi sta ancora sui coglioni uguale come prima.
Pace.
martedì 29 marzo 2016
LE VACANZE PASQUALI - con una conclusione V.M.18
Benritrovati a tutti, sopravvissuti alla settimana pasquale? Io si... a stento :-)
Le ferie sono andate bene, non abbiamo fatto gran che ma visto il tempo buono e caldo ci siamo concessi qualche bella passeggiata e qualche pomeriggio di cortile che finalmente ricomincia a popolarsi dopo la tristitudine infinita dell'inverno.
La love story del Ric continua ad essere - a quanto pare - bella avviata. La donzella avrebbe dovuto partire per la montagna ed essere quindi indisponibile per tutte le vacanze ma ehi! il diavolo deve averci messo lo zampino perchè dopo che suo papà ha improvvisamente invitato il Ric ad andare con loro (giovedì sera, partenza prevista venerdì mattina... permesso negato da noi al Ric che era incazzato come una pantera) un improvvido litigio tra il suddetto papà e la donzella ha fatto si che la famiglia partisse senza di lei.
Tradotto: la morosa è rimasta a casa, da sola, per diversi giorni. Argh.
La cosa più... strana? è accaduta ieri sera.
Il Nin era a dormire dalla nonna, il GG ed io abbiamo approfittato per andare al cinema, e il Ric per invitare la morosa a cena a casa. Durante la proiezione del film il GG ha mandato un messaggio al Ric, per sapere se fossero a casa e se Ric fosse "passato in farmacia".
Capite, no?
Il Ric, senza troppi giri di parole, ha risposto indicando che la signorina si trova in quei giorni del mese che rendono se non impossibile quanto meno disagevole per prodursi in capriole spregiudicate sul (mio) divano, cosa che ha provocato a mio marito una crisi respiratoria, uno pneumotorace, un ischemia coronarica e un ictus, tutto allo stesso tempo. ("Non sono pronto non sono pronto non sono pronto non sono pronto...").
Al rientro dal cinema li abbiamo quindi trovati amorevolmente puccipucciosi sul divano che guardavano Lie To Me. Non saprei dire in che stato fossero perchè nonostante la temperatura più che primaverile stavano affondati sotto una bella trapuntona pesante......
Abbiamo salutato, ci siamo cortesemente informati sulla loro serata e ci siamo ritirati nelle nostre stanze, a farci beatamente gli affaracci nostri. E che, loro si e noi no? Dico, chi è l'adulto, qui?
- Chi lo avrebbe detto... - dico io, alla fine della fiera - ...20 anni fa trombavamo di nascosto da mio papà che stava nell'altra stanza... ora lo facciamo col figlio.....
- Beh, l'importante è che trombiamo, chi c'è nell'altra stanza non ha nessuna importanza.
VANGELO, non trovate?
Le ferie sono andate bene, non abbiamo fatto gran che ma visto il tempo buono e caldo ci siamo concessi qualche bella passeggiata e qualche pomeriggio di cortile che finalmente ricomincia a popolarsi dopo la tristitudine infinita dell'inverno.
La love story del Ric continua ad essere - a quanto pare - bella avviata. La donzella avrebbe dovuto partire per la montagna ed essere quindi indisponibile per tutte le vacanze ma ehi! il diavolo deve averci messo lo zampino perchè dopo che suo papà ha improvvisamente invitato il Ric ad andare con loro (giovedì sera, partenza prevista venerdì mattina... permesso negato da noi al Ric che era incazzato come una pantera) un improvvido litigio tra il suddetto papà e la donzella ha fatto si che la famiglia partisse senza di lei.
Tradotto: la morosa è rimasta a casa, da sola, per diversi giorni. Argh.
La cosa più... strana? è accaduta ieri sera.
Il Nin era a dormire dalla nonna, il GG ed io abbiamo approfittato per andare al cinema, e il Ric per invitare la morosa a cena a casa. Durante la proiezione del film il GG ha mandato un messaggio al Ric, per sapere se fossero a casa e se Ric fosse "passato in farmacia".
Capite, no?
Il Ric, senza troppi giri di parole, ha risposto indicando che la signorina si trova in quei giorni del mese che rendono se non impossibile quanto meno disagevole per prodursi in capriole spregiudicate sul (mio) divano, cosa che ha provocato a mio marito una crisi respiratoria, uno pneumotorace, un ischemia coronarica e un ictus, tutto allo stesso tempo. ("Non sono pronto non sono pronto non sono pronto non sono pronto...").
Al rientro dal cinema li abbiamo quindi trovati amorevolmente puccipucciosi sul divano che guardavano Lie To Me. Non saprei dire in che stato fossero perchè nonostante la temperatura più che primaverile stavano affondati sotto una bella trapuntona pesante......
Abbiamo salutato, ci siamo cortesemente informati sulla loro serata e ci siamo ritirati nelle nostre stanze, a farci beatamente gli affaracci nostri. E che, loro si e noi no? Dico, chi è l'adulto, qui?
- Chi lo avrebbe detto... - dico io, alla fine della fiera - ...20 anni fa trombavamo di nascosto da mio papà che stava nell'altra stanza... ora lo facciamo col figlio.....
- Beh, l'importante è che trombiamo, chi c'è nell'altra stanza non ha nessuna importanza.
VANGELO, non trovate?
venerdì 11 marzo 2016
MEMORIE A LUNGO TERMINE
Bella bazza.
Ieri c'è stata un'occasione da nulla, chiacchierando con una mia amica si parlava di mariti, lei si lamentava del suo che è poco collaborativo, e a mo' di giustificazione aggiungeva "si però preferisco comunque così di quelli coi segretucci che occultano il cellulare".
Ecco basta una cosa da poco come questa per riattivare i miei neuroni mnemonici i quali non sanno mai dove cazzo sta il mio dannato cellulare, ma quanto ad avvenimenti di 3-4-5-6 anni fa sono sul pezzo come il capitano Flint abbarbicato al cannone prima dell'abbordaggio della Urca. Sti stronzi.
E così mi sovvengono episodi e conversazioni che per quanto innegabilmetne appartenenti al passato, ancora allungano le loro ossute scheletriche maledettissime ombre verso il presente. E parlo di un presente connesso soprattutto con la mia testa, con quello che succede dentro (e non fuori) di me ogni qualvolta uno sprazzo di ricordo si fa strada fino all'avanguardia, superando la masnada di blocchi psichici che mi sono imposta al fine di trattenerli nelle retovie.
Tutte metafore guerrafondaie, oggi.
Interessante.
La prima cosa che sento montare è la rabbia, immagino perchè è la prima che ho soppresso a suo tempo, per fini pratici e strategici. Una rabbia che sento radicata e profonda, per aver permesso ad una persona esterna, a qualcun "altro" di mentirmi e umiliarmi, di farmi sentire inadeguata, piccola ed inutile. Per aver abdicato a me stessa ed aver messo il mio benessere in mano ad altri.
Rabbia verso me stessa, oggi, per aver accettato giustificazioni, per aver creduto ad una buona fede molto dubbia, per non aver avuto i "coglioni" di fare allora quello che onestamente andava fatto.
Intendiamoci: non sono pentita. Assolutissimamente no.
Sono tuttora convinta che le mie scelte siano state quelle giuste e non le rinnego, anzi le abbraccio ogni giorno.
Ma quando il mio sguardo volge all'interno, quando sono sola con me stessa, quando bado solamente a quel che provo davvero nel nocciolo più profondo di me, beh, in quei momenti penso che avrei dovuto avere più coraggio. Che se lo avessi avuto probabilmente avrei sofferto meno, in un modo o nell'altro. Mi viene il pensiero di essere stata guidata dalla paura più che dal buon senso, dal dolore più che dalla coerenza. Mi sento spinta a dubitare, non delle scelte compiute (come ho detto, le riconfermo quotidianamente), ma delle motivazioni dietro di esse.
L'idea di avere (forse) agito per paura mi atterrisce, anche se il risultato è stato comunque positivo.
Ripenso alle cose che sono state dette e fatte e mi domando: ma come cazzo hai potuto sopportarlo? Ma cosa sei, una patetica donnetta lacrimosa?
Poi però penso che no, non sono una donnetta lacrimosa, e che se non lo sono oggi forse parte del merito è anche del lavoro su me stessa che quegli avvenimenti mi hanno spinta a fare. Sono cambiata in modi che in parte sono completamente nascosti, ho dovuto scendere a tremendi compromessi che non mi saerei mai immaginata di poter gestire, ho cambiato il mio approccio alla vita, ai sentimenti, alla famiglia, al matrimonio e all'amore. Sono diventata meno egocentrica, più consciamente comprensiva, ovvero: ho imparato a comprendere il mio prossimo in maniera attiva, in maniera consapevole - che è molto diverso sia dal giustificare e via, sia dal condannare e via.
Di questo sono lieta.
Tuttavia spesso mi sento ancora ferita e umiliata come allora.
Non ho percezione di quanto e come l'altra parte dell'equazione sia realmente cambiata rispetto agli atteggiamenti che ci hanno portato a suo tempo sull'orlo del baratro. Non so, nei fatti, se lo sia davvero. Sospetto però che ancora manchi una comprensione profonda di quanto avvenuto, dei sentimenti ad esso correlati, anche se devo ammettere che potrebbe essere soltanto una mia paranoia. Vero è che una ammissione di responsabilità non c'è mai veramente stata: quello che ho avuto sono state generiche giustificazioni e allusioni a quanto io fossi esagerata.
E poichè, così si dice, chi non comprende i propri errori è generalmente destinato a ripeterli, devo ammettere che non riesco più ad essere completamente tranquilla. E bisogna che io me ne faccia una ragione.
Alla faccia di "non posso mica pagare per tutta la vita".
mercoledì 24 febbraio 2016
AL MIO SEGNALE.......
Questo post partecipa alla rassegna "Seghe mentali, come farsele al meglio" iniziata qualche giorno fa col post sull'acqua.
Sentitevi liberi di scatenare l'inferno (Vedetta... eheheh)
Dunque vi racconto una breve conversazione avuta un paio di sere fa col GG, in macchina, mentre andavamo a una cena con amici. Parlavamo della giornata trascorsa come facciamo di solito, ci raccontiamo anche piccoli eventi privi di grandi significati cosmologici, così giusto per chiacchierare.
Ad un certo punto mi dice:
GG: ah sai, oggi mi ha chiamato quella mia amica che mi organizza le fiere
Puff: mmmmhhh si?
GG: si, mi ha detto "prima che mi chiami per dirmi che vuoi fare la prossima fiera ti avviso che non lavoro più per XXX" E allora ho chiesto "e cosa vai a fare?" e lei: "risorse umane, poi ti spiego".
Puff: Ah.
Ora li per li, ovviamente, è una qualsiasi conversazione tra persone che collaborano a livello professionale, niente da eccepire no?
Però io ho una certa memoria, un cervello funzionante ai limiti della paranoia (diciamolo) e una pancia che ogni tanto si mette a parlare. Altre volte urla.
Quindi le mie considerazioni sono le seguenti:
1) perchè me ne parli? questa persona non la conosco, non l'ho mai vista, l'ho sentita nominare tipo tre volte nella vita, perchè mi stai raccontando questa cosa? Va bene "piccoli eventi senza significati cosmologici" ma questo non rientra nemmeno nella categoria. Quale è il vero motivo per cui mi stai nominando così, di sfuggita, questa "amica"??
2) soffermiamoci appunto su questo termine, amica. Dunque questa persona organizza fiere. Quante fiere può fare un'azienda in un anno? Beh, dove il GG lavorava prima, ne ha fatta tipo 1 in due anni. Prima ancora, forse 2-3 l'anno, esagerando. Quindi diciamo che è qualcuno con cui parli circa questo numero di volte, diciamo 3 volte all'anno. Amica? Amica una persona con cui lavori e parli 3 volte l'anno? Qui i casi sono due, o non ci intendiamo sui termini (ma fidatevi, non è così, il GG non è uno che parla a vanvera) oppure i contatti sono maggiori di quelli dovuti alle fiere.
3) Questo nominare una persona "come per caso" quando apparentemente non c'entra niente è un filmino già visto. Era quel che capitava anni fa, con la famosa collega. Piazzata una volta qui e una li nel discorso, così senza dar troppo peso. Poi non so come dire, ma il modo, il tono, l'atteggiamento del viso, non si tratta di nulla che potrei razionalmente spiegare, ma ho avuto la netta impressione che fosse in imbarazzo. Certo, potrei sbagliarmi. Però...
4) 'sto giro la mia pancia si è messa a strillare come un'ossessa.
Ora.
Ho già probabilmente detto in altre occasioni che attualmente mio marito ed io stiamo davvero bene. Tolto un solo argomento di cui discutiamo ogni tanto, la situazione potrei definirla quasi idilliaca.
Ma proprio per questo mi trovo spiazzata e perplessa.
Davvero sto per cascarci dentro un'altra volta, a questo casino? Oppure sono solo io che sono troppo paranoica? Me le cerco? O mi trovano?
Ne ho parlato con lui, subito, ovviamente, e beh... nulla, praticamente non ha detto niente tranne "ma Puff, dai....". E' rimasto zitto e pensoso.
Boh. Se dicessi che non so cosa pensare mentirei, diciamo che sto cercando di non sapere cosa pensare per non pensare male.
Però sono incredibilmente rilassata.
Oserei dire che mi vien quasi da ridacchiare.
Sentitevi liberi di scatenare l'inferno (Vedetta... eheheh)
Dunque vi racconto una breve conversazione avuta un paio di sere fa col GG, in macchina, mentre andavamo a una cena con amici. Parlavamo della giornata trascorsa come facciamo di solito, ci raccontiamo anche piccoli eventi privi di grandi significati cosmologici, così giusto per chiacchierare.
Ad un certo punto mi dice:
GG: ah sai, oggi mi ha chiamato quella mia amica che mi organizza le fiere
Puff: mmmmhhh si?
GG: si, mi ha detto "prima che mi chiami per dirmi che vuoi fare la prossima fiera ti avviso che non lavoro più per XXX" E allora ho chiesto "e cosa vai a fare?" e lei: "risorse umane, poi ti spiego".
Puff: Ah.
Ora li per li, ovviamente, è una qualsiasi conversazione tra persone che collaborano a livello professionale, niente da eccepire no?
Però io ho una certa memoria, un cervello funzionante ai limiti della paranoia (diciamolo) e una pancia che ogni tanto si mette a parlare. Altre volte urla.
Quindi le mie considerazioni sono le seguenti:
1) perchè me ne parli? questa persona non la conosco, non l'ho mai vista, l'ho sentita nominare tipo tre volte nella vita, perchè mi stai raccontando questa cosa? Va bene "piccoli eventi senza significati cosmologici" ma questo non rientra nemmeno nella categoria. Quale è il vero motivo per cui mi stai nominando così, di sfuggita, questa "amica"??
2) soffermiamoci appunto su questo termine, amica. Dunque questa persona organizza fiere. Quante fiere può fare un'azienda in un anno? Beh, dove il GG lavorava prima, ne ha fatta tipo 1 in due anni. Prima ancora, forse 2-3 l'anno, esagerando. Quindi diciamo che è qualcuno con cui parli circa questo numero di volte, diciamo 3 volte all'anno. Amica? Amica una persona con cui lavori e parli 3 volte l'anno? Qui i casi sono due, o non ci intendiamo sui termini (ma fidatevi, non è così, il GG non è uno che parla a vanvera) oppure i contatti sono maggiori di quelli dovuti alle fiere.
3) Questo nominare una persona "come per caso" quando apparentemente non c'entra niente è un filmino già visto. Era quel che capitava anni fa, con la famosa collega. Piazzata una volta qui e una li nel discorso, così senza dar troppo peso. Poi non so come dire, ma il modo, il tono, l'atteggiamento del viso, non si tratta di nulla che potrei razionalmente spiegare, ma ho avuto la netta impressione che fosse in imbarazzo. Certo, potrei sbagliarmi. Però...
4) 'sto giro la mia pancia si è messa a strillare come un'ossessa.
Ora.
Ho già probabilmente detto in altre occasioni che attualmente mio marito ed io stiamo davvero bene. Tolto un solo argomento di cui discutiamo ogni tanto, la situazione potrei definirla quasi idilliaca.
Ma proprio per questo mi trovo spiazzata e perplessa.
Davvero sto per cascarci dentro un'altra volta, a questo casino? Oppure sono solo io che sono troppo paranoica? Me le cerco? O mi trovano?
Ne ho parlato con lui, subito, ovviamente, e beh... nulla, praticamente non ha detto niente tranne "ma Puff, dai....". E' rimasto zitto e pensoso.
Boh. Se dicessi che non so cosa pensare mentirei, diciamo che sto cercando di non sapere cosa pensare per non pensare male.
Però sono incredibilmente rilassata.
Oserei dire che mi vien quasi da ridacchiare.
giovedì 18 febbraio 2016
LA COSA DELL'ACQUA
Si va bene, però questa storia dell'acqua calda e di quella fredda è una solenne fregatura no?
Adesso, a uno gli può capitare pure di mettere il ditino per errore sotto il rubinetto sbagliato, ci sta, diamine, che sarà mai! Ti curi la scottatura, un po' di olio d'oliva come diceva la nonna, al limite una spalmatina di Foille e in qualche giorno sei a posto.
'sta cosa che poi ti devi portare appresso la paura dell'acqua, e non solo di quella calda ma pure di quella fredda, è una clausola vessatoria intollerabile! Come dire cornuti e mazziati.
Questo per dire che il passato non ci abbandona mai completamente.
Certe cose possono essere metabolizzate, superate, masticate tritate e vivisezionate, puoi fartene una ragione, puoi accettarle ed andare avanti... ma dimenticare è altra cosa.
Dimenticare, o ti viene l'alzheimer, o ciccia.
Se hai vissuto in passato situazioni dolorose il rischio che non ti abbandonino mai è concreto e reale, per quanto tu faccia. Anche se ne sei uscita (o quanto meno ne sei convinta), anche se ne sei uscita a testa alta, anche se sei fiera del lavoro compiuto e del fatto che non ti sei lasciata sopraffarre, come si dice? A volte ritornano.
Ed è davvero seccante perchè quando lo fanno, non riesci più a goderti come dovresti la tua conquistata meritata stupenda acqua fresca per paura che possa farti di nuovo male.
Dopotutto è già successo no?
Ti sei già lasciata cogliere impreparata e magari non una sola volta, ingenuotta che non sei altro. Quindi chi ti dice che non possa accadere ancora? Specialmente se - diciamo così - i rubinetti sono sotto il tuo controllo soltanto parzialmente?
Questo non va decisamente bene.
Decisamente.
Come se ne esce? Idee?
mercoledì 27 gennaio 2016
I MASCHI DELLA PUFF FAMIGLIA STANNO RISCHIANDO LO STERMINIO
Nuuuuuuuuuuuu stavolta il GG l'ha fatta davvero davvero grossa.
Premessa: il Nin e il suo amichetto G. frequentano gli allenamenti di rugby e di arti circensi insieme.
Siccome siamo moooooooooooooooooolto furbe, la mamma di G ed io ci siamo accordate che, mediamente, una li porta e l'altra li riprende.
Così è da settembre che i bambini vanno e vengono insieme, il martedì, il mercoledì ed il giovedì.
Spesso me ne occupo io, a volte - specie il martedì - li va a riprendere il GG.
Ieri era appunto uno di questi martedì, ma alle 19.30 circa, con me ignara e contenta in casa a preparar la cena, il cellulare squilla, un numero sconosciuto. Stavo per non rispondere, ma fortunatamente l'ho fatto.... era una dirigente della squadra di rugby. "Ciao Puff, guarda che tuo marito ha dimenticato qui G, che sta piangendo come una fontanta"
Ahem..... COOOOOOOOOOSAAAAAAAAAAA???
Panico. In 12 secondi ho pensato a milleduecento cose tutte insieme, ma al tredicesimo secondo sento la chiave girare nella toppa.
Salto su come un jumping jack e aggredisco il malcapitatissimo marito, gridando come una ossessa e rispedendolo al volo al campo a recuperare il povero bimbo sperduto; dopodichè mi volto verso il Nin con sguardo di brace e gli dico "TU! Tu hai dimenticato il tuo amico in spogliatoio, ti rendi conto??? Come hai fatto a dimenticarlo, venite via insieme tutte le volte!!!!!!"
Va bene ha solo 8 anni ma che diamine!
Il Nin pensa bene di tacere e dirigersi in cameretta a mollare borsa e mettere il pigiama (la doccia la fanno al campo grazie a tutti gli Dei) e accompagnandolo di là mi accorgo del Ric, spaparanzato sul letto con le cuffie in testa. Ehi, gli dico, ma non vai agli allenamenti? No, stasera non ho voglia.
Cosa cosa?? Tu prendi su e vai agli allenamenti altro che non ho voglia, che non butto mica i soldi per vederti sdraiato ad ascoltare musica!!! No ti-ho-detto che non-ho-voglia.
Sbuffando fuoco e fiamme dalle narici decido di lasciar perdere per non ammazzarlo e vado in cucina a finire di preparare. Di li a poco rientra il GG una volta riaccompagnato finalmente il figliol prodigo tra le braccia di sua mamma, e appena entra in cucina ha la malauguratissima ed infelicissima idea di approcciarmi con un "Eh ma comunque non è colpa mia, tu non me lo hai detto che dovevo prendere anche G. Mi dici un sacco di minchiate e poi le cose importanti non me le dici"
Madonnina santa.
Madonnina santissima
Madonnina supermegaipersantaevergine.
Li mi è partito un embolo che la metà avrebbe avanzato.
Prima di tutto, sono almeno 6 mesi che i bambini vanno e vengono insieme e tu li hai presi già varie volte
Eh ma G è due mesi che non va a rugby
Veramente è mancato solo giovedì scorso
Eh ma G va sempre via prima perchè fa la doccia a casa e non in spoglatoio
Veramente è da settembre che fa la doccia con la squadra
Eh ma ho parlato con suo papà mentre ero al campo e lui non mi ha detto niente
Evidentemente è stato così ingenuo da confidare nel tuo buon senso
Eh ma no, qui c'è un concorso di cause, se tu non me lo dici...non è colpa mia. Tu non me lo hai detto.
Li ha veramente rischiato la vita.
In tutto questo stavo scambiando wap con la mamma di G del tenore di "oh ma tuo marito? " Eh.
"E' chiaro che non può andare più a prenderli lui" Si è chiaro. "O ci sei tu o niente" Si certo.
E via di questo passo.
Una situazione che definire imbarazzante è davvero riduttivo.
Nel frattempo la pasta cuoce e ci sediamo a tavola
A tavola il discorso torna sul fatto che il Ric non è andato agli allenamenti
Il ragazzo ha un'alzata di cresta di troppo, mi risponde veramente male e io già bella incazzata, gli levo il piatto da davanti e lo spedisco in camera sua. Non ti ci voglio alla mia tavola, finchè non impari la buona educazione, ti saluto.
Dopo cena il GG riordina la cucina come di solito.
Io aiuto il Nin a dare una ripassata veloce alla lezione di geografia per oggi (come orientarsi con la stella polare e con la bussola) e poi lo invito ad andare a dormire. "Ma come, sono solo le otto e mezza!" Nin, bello di mamma, tu stasera hai diemticato il tuo amico in spogliatoio, ti consiglio di filare di la zitto e muto se non vuoi rischiare di peggio.
In tutto ciò il Nin mi è parso quello che ha capito meglio la situazione, ha accettato di buon grado la punizione ed è andato a dormire. Alle 20.31 ronfava, come prevedevo, dopotutto si era allenato un'ora e mezza
Se il GG fosse tornato e avesse detto "Che pirla sono stato, veramente, mi spiace, colpa mia, l'ho proprio scordato" o qualcosa di simile, sarebbe finita li. Voglio dire, fare una cazzata ci sta, chi sono io per pretendere la perfezione dagli altri quando io stessa non arrivo certo a tutto? Ma ci mancherebbe!
Ma questo primordiale istinto a scaricarsi le spalle dalla responsabilità delle sue azioni per caricarla sulle mie no, non posso veramente più accettarlo ne tollerarlo. Troppe volte in passato ho portato pesi non miei, mi spiace dirlo, so che non c'entra niente con quello che è successo ieri sera, ma non posso fare finta che non mi venga in mente un pensiero del genere. Troppe volte in passato. Ora non riesco più a farmelo andare bene.
mercoledì 20 gennaio 2016
BEL BA-DA-BUM
Dunque ieri mattina il GG stava radendosi nello splendore del suo petto nudo (!) davanti allo specchio del bagno (solo io trovo sexy un uomo che si fa la barba?) e io gli stavo dicendo non-so-piu-cosa.
Lui mi rispondeva e mi guardava, ma senza occhiali.
- Puff - mi dice - io ti guardo ma mica ti sto vedendo tanto bene........
- Oh, non ti preoccupare - rispondo - tanto son poi sempre uguale...
BUM.
BA-DA-BUM-BUM-BUM
Proprio un bel BA-DA-BUM
Ocio che arriva l'elucubrazione del martedì mattina alle 7:30 (vi avevo ben avvisati)
Come sarebbe a dire "io sono sempre uguale"??
Che diamine dell'accidentaccio boia vorrebbe significare?
No no, non ci siamo.
Non voglio essere sempre uguale! Ma ci mancherebbe altro!
Ma che scherziamo?
Rinnovamento ci vuole nei rapporti, novità, ci vogliono le bollicine (nel senso del frizzante)!!!
Propio io, poi, che giusto un paio di giorni prima mi ero lasciata andare ad un pippone allucinante (e anche un po' scortese) proprio sull'argomento "rinnovarsi, annessi e connessi, in ogni ambito" davanti ad un GG un filo perplesso ed alquanto attonito... proprio io me ne esco con una cosa di questo genere?
Eh no Puffola hai toppato.
Stavolta devi proprio ammetterlo, hai toppato alla grande.
Che poi si dice... il matrimonio uccide la spontaneità, la passione... quante volte si sentono queste trite e ritrite baggianate? No, io dico che è la pigrizia la tomba dell'amore, non il matrimonio.
La pigrizia (che diventa routine) è il principio di ogni male!
Quindi, ok.
Mi voglio rinnovare.
Essere nuova, diversa.
Essere interessante e non scontata
Essere sempre in divenire
Benissimo, perfetto.
Si accettano consigli.
Anche fuori di testa (anzi specialmente quelli)
A voi.
Lui mi rispondeva e mi guardava, ma senza occhiali.
- Puff - mi dice - io ti guardo ma mica ti sto vedendo tanto bene........
- Oh, non ti preoccupare - rispondo - tanto son poi sempre uguale...
BUM.
BA-DA-BUM-BUM-BUM
Proprio un bel BA-DA-BUM
Ocio che arriva l'elucubrazione del martedì mattina alle 7:30 (vi avevo ben avvisati)
Come sarebbe a dire "io sono sempre uguale"??
Che diamine dell'accidentaccio boia vorrebbe significare?
No no, non ci siamo.
Non voglio essere sempre uguale! Ma ci mancherebbe altro!
Ma che scherziamo?
Rinnovamento ci vuole nei rapporti, novità, ci vogliono le bollicine (nel senso del frizzante)!!!
Propio io, poi, che giusto un paio di giorni prima mi ero lasciata andare ad un pippone allucinante (e anche un po' scortese) proprio sull'argomento "rinnovarsi, annessi e connessi, in ogni ambito" davanti ad un GG un filo perplesso ed alquanto attonito... proprio io me ne esco con una cosa di questo genere?
Eh no Puffola hai toppato.
Stavolta devi proprio ammetterlo, hai toppato alla grande.
Che poi si dice... il matrimonio uccide la spontaneità, la passione... quante volte si sentono queste trite e ritrite baggianate? No, io dico che è la pigrizia la tomba dell'amore, non il matrimonio.
La pigrizia (che diventa routine) è il principio di ogni male!
Quindi, ok.Mi voglio rinnovare.
Essere nuova, diversa.
Essere interessante e non scontata
Essere sempre in divenire
Benissimo, perfetto.
Si accettano consigli.
Anche fuori di testa (anzi specialmente quelli)
A voi.
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