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giovedì 30 marzo 2017

COSE CHE UNA MAMMA FA ANCHE A MENO DI SAPERE

Ieri ho accompagnato il Ric a fare shopping per la gara di sabato.
In questi mesi, non aveva mai chiesto che gli acquistassi un abbigliamento idoneo agli allenamenti di MMA: ha sempre usato pantaloncini e magliette che aveva, col risultato che non in palestra, ma in gara faceva un po' l'effetto di un pugile che salisse sul ring con i bermuda hawaiiani da spiaggia.
Sabato, dovendo combattere al CAMPIONATO DEL MONDO (no scusate il maiuscolo, ma capite anche voi....) voleva giustamente avere un aspetto idoneo (= figo)


Siamo andati in un negozio specializzato, molto grande, dove in esposizione ci sono solo i modelli ma bisogna chiedere le taglie alla commessa al banco. Due magliette, un paio di pantaloncini e... mamma, una conchiglia. La mia è tutta rotta. Chiede alla commessa e lei glie ne da una da provare. Andiamo verso i camerini.
Due minuti dopo spunta fuori la capoccetta dalla tenda del camerino e mi dice: mamma, santocielo, mi escono i cogl**** ehm, è un po' piccola... puoi chiedere tu la misura più grande che mi vergogno?


Eh. Pensa io...


Vado al banco dove un tipo sta comprando delle katane, attendo il mio turno, consegno la tellina e domando.


- Scusami, dice che è un po' piccola...
- Ok - risponde quella - ti do una L


Il tipo delle katane, un trentenne piacente mai visto prima di quel momento, mi guarda ammiccando, mi da di gomito come se fossimo vecchi amici e mi dice "eeehhhhhh" come a voler significare che sono una donna fortunata se sto comprando una conchiglia per un uomo che calza una large.  Ho evitato di dirgli che l'uomo in questione non ha ancora 17 anni ed è mio figlio, ma credo di essere diventata rosso fragola e mi sono fiondata con la taglia giusta verso il camerino.


Ecco.
Sinceramente, la misura del pacco di mio figlio era una informazione senza la quale avrei agevolmente proseguito la mia vita senza traumi. 

martedì 28 marzo 2017

MINIRUGBY 6NATIONS

Hanno ragione quelli che dicono che ti entra sotto pelle e dopo non puoi più farne a meno. Il Rugby. E' uno sport fantastico. Sabato i nostri Lupi hanno partecipato ad un torneo internazionale bellissimo, con squadre provenienti dalla Francia, Irlanda, Svizzera, persino dalla Repubblica Ceca.


Favoriti da una insperata giornata estiva (tutti tornati a casa con la faccia bruciacchiata), abbiamo passato 12 stupende ore di sport e amicizia (e salamelle e birra!)


Il torneo si chiamava Minirugby 6Nations ed era organizzato proprio come il suo "fratello maggiore". All'arrivo, squadre schierate e inni nazionali suonati dal vivo, dalla banda che era presente in campo con tanto di bandiere e gagliardetti. Come all'Olimpico.






Poi tutti in campo per le partite dei gironi "eliminatori", due campi, tre partite per ogni campo che i nostri meravigliosi combattenti dell'U10 hanno vinto a mani basse. Pensando che eravamo andati "per prenderle", consci di come l'Italia si collochi nel panorama rugbistico internazionale, i piccoli guerrieri hanno tenuto alto l'onore del tricolore giocando delle partite eccezionali per dinamica, tecnica, sportività e, soprattutto, correttezza. Francesi e Cecoslovacchi si inchinano rispettosi al  mio meraviglioso capitano Scheggia, a Guerriero, Caprone, Lebron, Gigante, Marchisio, Puffo &Co.






Guadagnata la finale, il Baffo ha tenuto una breve riunione motivazionale, come se ce ne fosse bisogno!! I ragazzi erano carichi come mine!!


Purtroppo nell'ultima partita è toccato a  noi cedere il passo ai bravissimi atleti del CARF di Fréjus (Francia) che ci hanno fermati 4-2 senza comunque avere vita facile! Medaglia d'argento, Baffo entusiasta, genitori in estasi ed atleti.... incazzati come caimani. Perchè si sa... in queste circostanze ci rimane peggio chi arriva secondo di chi arriva ultimo, perché sei lì e giochi la finale, e ci credi, oh se ci credi, ci credi come non hai mai creduto a niente al mondo in quella medaglia d'oro. L'argento a quel punto ti sembra una cacchina spiaccicata.


Ma la competizione è anche questa, si vince e si perde e i bambini devono imparare a onorare e rispettare un avversario più forte. E comunque il rugby è così... dopo un'ora ragazzi di Fréjus hanno visto Scheggia sul prato del centro sportivo, sono andati a stringergli la mano e si sono abbracciati, prima di organizzare una veloce partitella di pallone. E come facevate a parlarvi? Eh, mamma, io gli ho detto tutto quello che sapevo in francese. E sarebbe?? Je suis italien. Ma cosa vuoi, farti fermare da un trascurabile dettaglio come parlare una lingua diversa? Siamo rugbisti! Ci vuol ben altro!!







venerdì 10 marzo 2017

DI INGRATI


Io sono una donna disordinata e distratta. Mi dimentico le cose.
Mi piacerebbe essere come quelle che hanno sempre tutto sotto controllo, sanno cosa succede, quello che devono fare e come con settimane di anticipo. Ma niente da fare.
Orde di scadenze mi sfilano davanti come i Pompieri di Viggiù sbeffeggiandomi come scimmie allo zoo. "Mi hai mancata, mi hai mancata" cantano. 'Ste stronze.


Nonostante questo, sono rappresentante di classe alle elementari e assistente dell'U10 di rugby.


Perché sono anche distratta, però sono disponibile.
Tutti gli anni a settembre la stessa storia: lo fai ancora tu, vero? Ma anche no, se qualcun altro vuole proporsi cedo il posto volentieri... Ma nooooooooooo tu sei cosìììììì brava.


E #sticazzi!


Ieri sera al campo dovevo consegnare le pettorine nuove. Le ho consegnate ai genitori che accompagnavano gli atleti all'allenamento ma non avevo carta e penna sotto mano quindi non ho segnato chi l'ha presa e chi no. Voglio dire, i bambini sono 14 in tutto incluso Lore, quanto casino mai si potrà fare? E niente, c'è stato chi ha detto che volevano darmi il premio di peggior assistente dell'anno. Scherzando, certo. Ridendo. Però intanto.......


Bene, signori miei, ora vi spiego il mio punto di vista.
Intanto, col lavoro che arriva gratis et amore dei bisognerebbe semplicemente dire grazie e non fare tanto gli schizzinosi. E poi, scusate, neh? ma io vi avevo avvertiti. Non è che abbia millantato chissà quali straordinarie capacità organizzative o precisione mentale o che altro.
Ragazzi questo lavoro non fa per me!
Queste precise parole ho detto, a settembre. Chiare e tonde.
Avete trovato comodo comunque? Embé lamentarsi ora è tardi e meriterebbe un bel calcio in culo!


E che cavolo!
Ma l'anno prossimo col fischio che mi ribeccano.
Finirò il mi quinquiennio come rappresentante di classe, perché nessun altro vuole farlo, ma al rugby no, proprio no. Mi sono rotta. Torno a sedere sugli spalti signore e signori, a godermi le partite con i tifosi, bere birra in compagnia ed incitare il mio bel capitano scatenandomi finchè mi pare, invece che stare in campo in piedi, a rovinare le scarpe nel fango, contenere il tifo e spaccarmi genericamente los cojones.


Così sia scritto, e così sia fatto.

domenica 26 febbraio 2017

E PER LA GIOIA DI VEDETTA....


Le mazzulate in gabbia. La prima persa per un pelo





La seconda vinta






Una soddisfazione l'ha comunque portata a casa...




anche se non è soddisfatto del risultato. Dice che avrebbe potuto vincere. Il tipo con cui ha perso è una sorta di campioncino della federazione che organizzava la gara, e il  Ric ieri sera ha dichiarato con molta convinzione che il campione dovrebbe essere lui. Del resto visto i dissesti scolastici si è allenato tipo 4 volte negli ultimi due mesi, non poteva certo pretendere di spaccare il mondo.  Ha anche cominciato a capire chela vita sportiva è fatta di disciplina e sacrificio. Non si esce al sabato sera, per esempio, quando la domenica mattina si gareggia. Inoltre è sua responsabilità stare attento al peso: la sua categoria è fino a 65 kg e lui ieri è arrivato che ne pesava 65,500. Se non fosse rientrato nei limiti entro una certa ora lo avrebbero squalificato. Il suo allenatore lo ha fatto correre e saltare la corda mezz'ora con addosso 4 giubbotti. Alla pesata ufficiale dopo 40 minuti era sceso a 64,800 kg. Ovviamente tutto reintegrato subito grazie a una bevanda miracolosa ultimo ritrovato della tecnologia: una bottiglietta d'acqua da mezzo litro.

Tutto sommato, è esperienza.

Credo che la prossima gara sarà a fine aprile (mamma, non ti preoccupare, tanto lo ribecco quello lì ad aprile, oh se lo ribecco!), vedremo come saprà gestirsi.







martedì 14 febbraio 2017

CRONACA DI UN WEEKEND ANNUNCIATO

Vabbè che vi devo dire.
Alla fine non mi sono mica dimessa.
Come dice mio marito, la carogna mi passa abbastanza in fretta, faccio fuoco e fiamme per un po' ma l'eruzione finisce sempre piuttosto velocemente. Fino alla prossima, ovviamente.


Sabato siamo stati a Roma per Italia-Irlanda del #6Nazioni di rugby.
Che dire, il rugby è sempre una gran festa. Siamo partiti in 16 dalla Stazione Centrale all'indecentissimo orario delle 7.15 del mattino per arrivare poco dopo le 10. Entrando in stazione, ci accoglie questo cartello:




e già li capisci che sarà un bel weekend. I ragazzi rigorosamente in divisa e i genitori - o la maggior parte -  con la felpa della società, abbiamo invaso la capitale insieme a altre decine di migliaia di tifosi,  chi in maglia verde e cappello da leprechaun, chi nei colori delle proprie squadre. Alcuni tifosi irlandesi erano travestiti da San Patrizio, coi cappelli da vescovo in testa e il mantello verde trifoglio, e facevano abbastanza ridere :-)


Ci siamo concessi un lauto pasto a base di arancini di riso, pizze, focacce e birra in un posticino vicino allo stadio Flaminio e poi siamo partiti a piedi alla volta dell'Olimpico. Come, che strada abbiamo fatto? E che ne so... abbiamo seguito la folla!!! I bambini (pardon, gli atleti) erano piuttosto sovreccitati, ma comunque sportivamente abbiamo comprato una sciarpa anche coi colori degli avversasri.





SUL VISO LA BANDIERA ITALIANA
E IL SIMBOLO DELL'IRLANDA
Allo stadio è stato un vero dramma. Gli irlandesi ci hanno rifilato una batosta di quelle storiche, la partita non è stata nemmeno malvagia fino a un certo punto, diciamo che segnavano praticamente solo loro ma almeno glie la facevamo sudare, la meta.... ma a una ventina di minuti dalla fine i nostri ragazzi in azzurro sono defunti. O per stanchezza o per depressione, hanno completamente perso qualunque tipo di mordente. E' finita 10-63. Una débâcle! Questo non ha impedito comunque ai nostri prodi Lupetti di ingaggiare battaglia a suon di passaggi con un gruppo di tifosi irlandesi che hanno scaturito un pallone da rugby da non so dove proprio all'uscita dello stadio,  dimostrando così se ce ne fosse bisogno che le tifoserie avversarie non sono il nemico e che il rugby è uno sport (bestiale) giocato da gentiluomini.
Il giorno successivo ci siamo concessi quattro passi in città in attesa dell'ora di ripartire per le nebbie della bassa padana, passando da Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, Fori, Colosseo. E un giro in via Condotti, in un orario in cui i negozi erano ancora tutti chiusi ma tanto anche se fossero stati aperti non sarebbe cambiato un bel niente.

Il discorso qui si complica, perché a un certo punto siamo entrati in un negozio di cianfrusaglieria varia, di quelli che vendono piccoli complementi per il bagno, la cucina ecc... tutti belli colorati e di design. C'erano in esposizione degli occhiali pre-graduati come quelli che si trovano in farmacia, e ne ho inforcati un paio per provarli soltanto perché erano carini. Avevo in mano una scatolina di un acquisto che avevo appena effettuato, e mi sono accorta che... ecco. Come posso dire. Le scritte sulla scatolina erano molto piccoline e.... con gli occhiali le leggevo perfettamente. Senza, un fico secco. E così... che devo dirvi. Li ho comprati. Perché esiste una gran differenza tra essere giovanili ed essere giovani.


lunedì 6 febbraio 2017

DI CAPITANI


Era matematico, non so di cosa mi stupisco.
Dopo circa 40 giorni di sole splendente e cielo terso senza manco una nuvola, sabato abbiamo giocato il primo torneo del 2017 sotto una dannatissima pioggia e su un campo che era praticamente una piscina. Come sempre, il problema non è degli atleti ma nostro: a loro che gli frega, anzi, si divertono pure di più! Noi li, immobili come pali (io in campo, peraltro) dritti come fusi, con una birra (ovviamente annacquata) in mano giusto per darci un tono. Peraltro un torneo numeroso come non se ne vedevano da mesi, 5 partite (brevi) e fortunatamente senza interruzioni tra l'una e l'altra.


I nostri Lupi dell'Iride hanno ben figurato, con 3 vittorie 1 sconfitta e 1 pareggio, ma se persino l'allenatore W. gli ha detto che hanno giocato bene (quello del "te le taglio le mani se non impari a usarle, ndP) significa che possiamo essere veramente soddisfatti.


Il Nin ha giocato da capitano (scelgono un capitano l'ultimo allenamento prima del torneo, e devo dire che il Nin viene scelto abbastanza spesso) e ho sentito alcuni dei suoi compagni parlare tra di loro fuoricampo con apprezzamento "ehh Lore è la nostra arma segreta... come corre...." il che mi ha fatto molto piacere anche se ovviamente a lui non ho detto niente.


Devo dire che ho notato  una cosa che, non posso dire mi abbia fatto arrabbiare perché sarebbe troppo, ma sicuro mi ha un po' infastidito. C'è un suo compagno di squadra cui piace evidentemente farsi notare. Nulla di male. Sabato ha cercato in più occasioni di "scippare" il ruolo di capitano, peraltro riuscendoci, essendo il Nin poco o nulla interessato alla "visibilità". Il capitano in una squadra di U10 ha essenzialmente un ruolo: far schierare correttamente i suoi compagni in campo all'inizio di ogni nuova azione. Oltre a questo, nella nostra squadra per evitare litigi, il capitano è quello che da il via al gioco calciando la palla. Chissà perché è una cosa che vogliono sempre fare tutti. Questo suo compagno invece si inseriva al posto del Nin urlando il classicissimo "schieratiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii" e impadronendosi del pallone stile damigella che cerca di intercettare il bouquet della sposa ogniqualvolta era necessario battere.

Il Nin che dire... non se n'è manco accorto.
Sono stata a lungo dibattuta se fargliene cenno oppure no, e alla fine ho deciso per il si.
Gli ho detto che ci sono persone a cui piace mettersi in mostra e che fa parte del carattere e non c'è di base nulla di male, ma che deve fare attenzione che queste persone non gli mettano i piedi in testa. Che il suo ruolo di capitano implica determinate cose e quelle cose deve farle lui, altrimenti rischia di perdere il rispetto della sua squadra. Che se qualcuno cerca di intromettersi lui con molta gentilezza deve semplicemente rispondere "Oggi il capitano sono io e me ne occupo io. Quando lo farai tu, te ne occuperai tu".

Da una parte non sono sicura di aver fatto bene, perché dopotutto se il Nin non ha quel tipo di competitività (anche se sul campo competitivo lo è, eccome!) forse non dovrei instillargliela, ma d'altra parte persone così, che sgomitano per prendere il suo posto, ne troverà per tutta la vita ed in ogni ambito, e forse non è male che cominci a capire come gestirle.

Cosa ne pensate?

lunedì 23 gennaio 2017

BUONA LA SECONDA

Lo so che sono successe tante cose in questi giorni che meriterebbero attenzione. Ma onestamente del terremoto non c'è nulla che si possa dire e di Trump ancora non me la sento di parlare: ogni volta che ci provo le mani volano sulla tastiera in una maniera che rischia di farmi trovare in men che non si dica dentro un bunker della CIA a mangiare pane e vermi e cacare in un angolo. Magari quando sarò un po' meno emotiva....


Quindi oggi parliamo del Ric, che ha ripreso ad allenarsi (ma non moltissimo) e ieri ha fatto la sua seconda gara. Che per fortuna è andata meglio della prima. Aveva un solo incontro che è durato abbastanza poco, ha vinto per sottomissione il che significa che il suo avversario si è arreso non potendo più far nulla per liberarsi dalla sua leva al braccio. La disciplina non era MMA ma una cosa di cui non conoscevo l'esistenza che si chiama grapling: solo lotta a terra, qualcosa a metà tra la lotta greco-romana ed il judo. Molto meno spettacolare da vedere, ma l'assenza di pugni in faccia come mamma non posso che vederla di buonissimo occhio.


Ric non era "carico" come la volta scorsa.
Secondo me si è mantenuto diciamo fuori dalle aspettative per via di come era andata l'altra volta: se fosse successo qualcosa almeno non ci sarebbe rimasto un po' meno male. E poi forse si è trattenuto un po'. Il suo allenatore infatti lo ha notato: gli ha detto che "gli si vedeva lo scazzo" lontano un miglio. Ric ha detto che ha combattuto male e che avrebbe potuto vincere in metà del tempo: non so cosa pretendesse di fare, visto e considerato che l'incontro è durato 45 secondi in tutto (ma a me sono sembrati molti di più, mentre guardavo)


Alla fine dell'incontro sono andata a congratularmi (il Nin gli è saltato al collo, era entusiasta e ha fatto un tifo scatenato)  e ho assistito al veloce breefing post-match tra lui e l'allenatore: una serie di mezze parole miste a gesti esplicativi di cui non sono riuscita ad afferrare nemmeno il senso generale. L'importante è che si capiscano loro.


Speriamo che sia l'inizio di una serie di belle vittorie (che per inciso danno crediti per la maturità) e che lui si metta finalmente tranquillo tra sport, studio e morosa. Le potenzialità ci sono, speriamo che cominci davvero ad usarle tutte.





venerdì 13 gennaio 2017

RITORNO ALLA NORMALITA'

Sono stata un po' assente ultimamente, ma sto seguendo un altro progettino di cui alcuni di voi sono già parzialmente al corrente, e che mi ha assorbito più tempo del previsto.
Soprattutto perché non pensavo di portarlo avanti, in realtà.
Ma, come direbbe mio figlio, mi sono presa bene.


La prima settimana di vita  normale dopo le vacanze è trascorsa senza particolari scossoni. Il GG in trasferta danese ha complicato un po' le cose con la sua assenza, ma chi sono io per lamentarmi?


A Riccardo è stato dato l'ultimatum definitivo: o rimedi tutte le materie che hai entro il tempo a disposizione per il recupero (mediamente entro fine mese) o il 1 di febbraio ti aspetta il tornio. E non voglio più occuparmi della cosa. Che facesse quello che preferisce. Dice che rimedia. Però è anche vero che lo dice sempre. Ha visto la morosa un paio di volte ma non ha ancora ripreso gli allenamenti.


Il Nin invece ha ripreso sia rugby che circo, e devo ammettere che con questo freddo vederlo uscire di casa in pantaloncini è un tantino strano. Ieri sera mi ha telefonato il suo allenatore di rugby, un omone gigantesco dal nome sconosciuto che tutti chiamano Baffo. "Senti, lo so che tuo figlio è un guerriero vikingo - mi ha detto - ma stasera fammi la cortesia mettigli un paio di pantaloni lunghi che col terreno gelato se placca si scortica le ginocchia". Mi pare ragionevole.
Mi sono anche un (bel) po arrabbiata con il resto della squadra perché nella prima settimana ci siamo allenati in 3. Tutti gli altri (pseudo?) malati. Ora è vero che c'è in giro l'influenza e tutti i soliti malanni di stagione, ma vi pare possibile che siano malati in 10 su 13? A me, francamente, no. Qualcuno va bene, ma così, no. Altrimenti sarebbero 5 su 15 anche a scuola o a circo, no? Il discorso è che li spaventa il freddo. E anche che tanti, e io penso soprattutto genitori, non hanno capito che se frequenti uno sport di squadra hai una responsabilità anche nei confronti dei compagni: se tu non vai, tutti i tuoi compagni ne risentono. Lo stesso vale per le partite: se la squadra si presenta in 5/6 atleti (si gioca in 8) ne risentono tutti. E invece c'é sempre qualcuno che aveva altri impegni cazzi e mazzi.


NON VA BENE!


E nello svolgimento delle mie ufficiali funzioni di accompagnatrice (!!) ho intenzione di metterlo bene bene in chiaro alla prima occasione. Certo, non appena li vedo... e se va così mi sa che andiamo ad aprile.


Vabbè.
Per il resto tutto bene, il ritorno alla routine è sempre in qualche modo piacevole, come un riscivolare nella normalità... tranne per il fatto che, naturalmente, sono a dieta stretta.

















lunedì 5 dicembre 2016

ANCORA E SEMPRE VIVA IL RUGBY


Il rugby è quello sport in cui
o hai la palla,
o devi fare di tutto per averla.
Di tutto. 


Sabato pomeriggio, sotto un cielo plumbeo (pessima luce per le foto, porcaccialapaletta) abbiamo ospitato in casa i fratelli di Cinisello e gli atleti di Legnano.


I bambini giocano con un tempo totale prestabilito per cui se ci sono molte partite, ognuna è più breve mentre con due sole partite in programma, sabato gli arbitri hanno stabilito 25 minuti ciascuna, suddivisi in due tempi da 12 e mezzo.


25 minuti di rugby non sono pizza e fichi per dei novenni.


L'Under 10 quest'anno può contare su due allenatori: uno ufficiale, B., e uno non ufficiale, W.
W. è l'allenatore dell' Under 12 ma suo figlio gioca in under 10 quindi durante i tornei non riesce a fare il papà sugli spalti, nn ce l'ha proprio nel DNA!


B. e W. sono entrambi giocatori loro stessi, ed hanno stili molto diversi. B. è un cristone di due metri ma molto zen. Bravissimo coi bambini, incoraggiante, per niente punitivo, si arrabbia ma in modo contenuto, li sgrida a volte ma insomma, tutto molto tranquillamente. W. è grosso la metà e scaldato il doppio. In parte per carattere e in parte perché probabilmente è abituato ad avere a che fare con ragazzini un po' più grandicelli, pare un facocero con l'ernia. Strepita da bordo campo che lo sentono a 2 km, ma dopotutto che dire, giochiamo a rugby mica a scacchi. Ci sta anche essere un po' più duri.


Io, che in quanto assistente sto a bordo campo per sopperire alle piccole necessità (rifornimento di acqua, un paradenti caduto da risciacquare, una scarpa che proprio proprio proprio non vuole stare allacciata ecc...) assisto a siparietti che da soli varrebbero la fatica e il freddo patiti.


Azione in corso, uno dei nostri lupetti perde la palla
B: dai prendi la... ecco... noooo... vabbè dai bravo lo stesso
W: Allora! Ma cosa fai!!! Te le taglio quelle mani se non impari a usarle!!!!!
Oppure:
B: corri corri, forza, corr... ecco..... nooooo.. .vabbè dai bravo lo stesso
W: Svegliatiiii!! a 200 all'ora devi partire, muovi quelle gambe, devi darti una mossaaaaaa!!!


Il "discorso motivazionale" a metà partita poi è tutto un programma.
Gli atleti fano cerchio attorno all'allenatore durante l'intervallo tra i due tempi, e l'allenatore spiega cosa è andato bene e cosa no nel primo tempo. Che stiano vincendo o che stiano perdendo, W. tira certi cazziatoni che definire memorabili è poco. E perché a nessuno venga il sospetto che fa preferenze, suo figlio di solito le sente il doppio di tutti gli altri!
Io ogni tanto, quando il tempo sta per scadere, mi avvicino cautamente al gruppo con la bottiglia dell'acqua, e mediamente la reazione è : via con quella bottiglia, non se la meritano. Se la devono guadagnare, l'acqua. E poi comunque oggi non fa mica caldo.


Devo ammettere che all'inizio ero un po' perplessa mi sembrava veramente duro e severo.
E' un ragazzo adorabile, in realtà, disponibilissimo in tutto e per tutto, ma il rugby si vede che gli fa salire la carogna!
Invece, guarda un po', i bambini non fanno una piega, pendono dalle sue labbra come tanti piccoli adepti che assorbono la sapienza del loro guru e non ne ho mai visto uno arrabbiato o offeso o rattristato nel momento in cui prende il suo santo cazziatone. Annuiscono saggiamente con aria seria, vanno in campo e mettono in pratica.


E bisogna ammettere che dopo il Trattamento W., giocano decisamente molto meglio.


Sul fronte personale che dire. Il Nin sta diventando proprio bravino.
Non che mi interessi particolarmente la prestazione in se (difficilmente sarà un rugbista da grande, non ha proprio la struttura fisica), anche se naturalmente potendo scegliere meglio bravo che scarpa, però sono felice perché è molto appassionato, attento, l'allenatore W dice che è molto serio in campo, ascolta, capisce, non si distrae (e se lo dice W.....). Effettivamente anche a me che ancora capisco poco, sembra di vedere un grosso miglioramento in termini di idea del gioco, di presenza sulla palla, di impegno rispetto all'anno scorso. Quello che è cambiato secondo me è che non ha più paura di farsi male. Si butta su tutti i palloni e su tutti gli avversari, pure quelli grossi il doppio, e non c'è storia che tenga: li tira giù. Poi recupera palla e corre come un pazzo. E se si fa male pazienza, magari gli scendono le lacrime,  ma intanto corre e va a riprendersi la palla. Sabato ha segnato 9 mete, vi devo dire a che altezza da terra camminava?


E' stato l'unico della squadra a non chiedere mai la sostituzione: avevamo 9 atleti, giocano in 8 quindi a turno ognuno riposa qualche minuto. Tranne lui. Non lo cacci fuori dal campo manco con una contrattura al collo dovuta a un placcaggio (storia vera). Verso la fine della seconda partita, quindi dopo 45 minuti di gioco circa, ho considerato tra me e me che "mi sembrava che cominciasse ad accusare la stanchezza", l'allenatore B. mi ha guardato dall'alto dei suoi 2 metri e mi ha risposto "stai scherzando, vero?" Ed è venuto fuori che aveva ragione lui.
Alla fine della seconda partita, giocata contro Legnano, Legnano stesso doveva giocare contro Cinisello. Noi avevamo finito. Solo che a Legnano mancavano degli uomini, così W. ha chiesto "ragazzi chi vuole giocare?" e con 50 minuti di gioco già nelle gambe, naturalmente la mano del Nin è scattata verso l'alto senza por tempo in mezzo. Sfila la maglia dei Lupi, infila la maglia di Legnano e via in campo, compagni di squadra di quelli che fino a 2 minuti prima erano avversari.


Il rugby è anche questo!




lunedì 21 novembre 2016

LA PRIMA GARA


La cronaca del weekend sportivo questo giro non è delle migliori.
Sabato i Lupetti del Rugby hanno vinto una partita su due, dormendo in piedi in quella in cui hanno perso e recuperando alla grande nell'altra... ma meritandosi un cazziatone da paura da parte dell'allenatore :-) Per fortuna almeno la Nazionale ha conquistato la prima storica vittoria contro il Sudafrica!

Ma i riflettori oggi sono sulla gara di MMA del Ric
Ci siamo alzati tutti per le 8, Ric era ancora abbastanza tranquillo.
E' andato in palestra per le 10, ci sono tutte le procedure di pesata e di formazione dei gironi.
Ric aveva due combattimenti, a partire dalle 14

Quando giunge il suo turno, lui si scalda, si prepara, cerca di scaricare la tensione (mamma m'è venuta la sbattella...)
Iniziano. 10 secondi di gara, Riccardo fa una proiezione pazzesca, pulitisisma, da manuale.  Una di quelle cose che fanno fare un "Ohhhh" a tutto il pubblico.
L'avversario va a terra, bum, piatto di schiena,  Riccardo lo tiene giù, l'arbitro gli assegna il punto
Pochi secondi dopo l'avversario perde il caschetto protettivo, e l'azione viene fermata
Ric si alza e va al suo angolo



L'altro ragazzo resta seduto per terra massaggiandosi le costole.
Durante la proiezione in pratica ha preso un colpo secco e gli si è "rotto il fiato".
Si è spaventato e deve aver detto qualcosa come "io non combatto più" o simili, mi è stato riferito. Quando diviene che non voleva più proseguire il match, l'arbitro chiama i due a centro del tatami per dichiarare il vincitore.
Il tavolo della giuria al microfono annuncia la vittoria di Riccardo, ma l'arbitro alza il braccio dell'altro.
Chiediamo spiegazioni e scopriamo che l'arbitro ha deciso di squalificare Ric nonostante il parere contrario del tavolo per le seguenti motivazioni:
1) la proiezione era troppo forte (ma non puoi controllare una proiezione se non in allenamento con un avversario molto più leggero)
2) Ric è troppo forte per combattere in quel circuito (ma non può combattere altrove, se non tra i minorenni). "Questo qui sarà almeno cintura nera di judo", ha detto. A parte il fatto che non lo è, "questo qui" lo dici al figlio tuo, e comunque quand'anche lo fosse il problema dove sta?
3) l'avversario andava incoraggiato perché si era spaventato e magari non fa più le gare. Su questo posso anche concordare, per principio. Però non hanno 6 anni. Inoltre incoraggiarlo va bene, ma non a costo di una squalifica ingiusta. Anche Ric va incoraggiato, è un ragazzino alla sua prima gara.

Non c'è stato modo di farlo recedere dalla sua posizione. Gli allenatori di Riccardo erano incazzati neri, lui non ve lo dico nemmeno. Aveva persino gli occhi lucidi dal nervoso. Inoltre era preoccupato per l'altro ragazzo, e devo dire con orgoglio che la prima cosa che ha fatto sceso dal tatami è stato andarlo a cercare per sincerarsi che stesse bene (stava bene). Gli altri arbitri sono venuti a dire che era una cazzata, e persino l'allenatore dell'avversario ha detto che la decisione era sbagliata, ma non c'è stato niente da fare. Per fortuna sono stati tutti molto carini con Riccardo, anche gente sconosciuta che assisteva alle gare, in diveersi sono scesi dagli spalti a dargli man forte a dirgli che era stato bravo e che aveva vinto lui, complimentandosi per la tecnica e la grinta. Del resto anche l'arbitro lo aveva considerato regolare all'inizio, infatti gli aveva dato il punto. Poi ha cambiato idea.

Peraltro il suo avversario successivo ha vinto a tavolino ed è andato a casa senza nemmeno mettere i guantoni. Non so chi fosse, ma chissà com'era contento.

Poi, aggiungiamo la beffa al danno. Visto che aveva combattuto poco (12 secondi....)  gli hanno detto che se voleva poteva fare un incontro amichevole con un altro ragazzo, che purtroppo era venuto ma non aveva potuto combattere perché non era stato possibile inserirlo in nessuna categoria di peso. Riccardo con adrenalina alle stelle, accetta l'incontro. L'avversario pesava 87 chili,. Ric ne pesa 63. Devo aggiungere altro? Ero terrorizzata che gli spaccasse qualche costola.

Alla fine, si è difeso bene, ma la verità è che sembrava di vedere Ric  combattere con Lorenzo tanta era la differenza di stazza.

Morale: 12 secondi di gara, match rubato, due botte in faccia, la mandibola dolorante, tibia e coscia livide e peste a seguito dell'amichevole.

Era la prima gara in assoluto per Riccardo, poteva anche andare diversamente :(


venerdì 11 novembre 2016

DI CONGELAMENTO

Certo certo.
Pensiamo sempre solo ai bambini, si si.


I bambini devono stare all'aperto anche durante la stagione fredda, mica si ammalano.
I bambini devono fare sport, muoversi, scaricare, Non stare chiusi tra 4 mura a respirare bacilli.


Metti insieme queste due cose e avrai:
i bambini devono fare sport all'aria aperta anche durante la stagione fredda.


Eccerto.
Tanto corrono, mica sentono che si gela. Si scaldano. Sudano, pesino.


MA VOGLIAMO PARLARE UN SECONDO DEI GENITORI SUGLI SPALTI?


No, perché l'Under 10 di rugby domenica mattina all'alba mica ci va da sola, alla partita.
Qualcuno li accompagnerà, no, sti figlioli?
Eccerto.
Qualcuno che si gelerà le chiappe seduto su blocchi di pietra ghiacciata, qualcuno che si farà pediluvi di vin brulé bollente per sopravvivere, fin dalle prime ore del mattino, qualcuno che non potrà fare il tifo perché se solo si azzarda a battere le mani gli saltan via le dita.


Ecco, a noi poveri genitori del rugby non ci pensa mai nessuno???















venerdì 28 ottobre 2016

GESTIONE DELLA RABBIA

Ieri pomeriggio bello soleggiato, all'uscita della scuola ci siamo fermati in cortile dove alcune mamme con figli al seguito avevano avuto la medesima idea.
Sedute sul muretto chiacchieranti, guardiamo - distrattamente, diciamolo - i figlioli giocare a ce l'hai. Durante un inseguimento, il Nin spinge o sgambetta (non saprei dire) per errore un amichetto caloroso che girava in maniche corte, il quale casca rovinosamente sul cemento. Apriti o cielo. Urla e strepiti e pianti e lacrime tipo cartone giapponese, zampilli d'acqua fuori dagli occhi come se fosse stato operato a cuore aperto senza anestesia. Il piccolo G è un attore nato, e si offende subito!


Mi avvicino, il bimbo era in cortile senza la mamma, e verifico che nemmeno una minima sbucciatura si era prodotta sul gomito che il piccolo G (piccolo per modo di dire, è il doppio del Nin) si teneva ostinatamente stretto al petto. Il Nin si scusa dichiarando di non averlo fatto apposta, io sedo un momemtino gli animi - sottolineando che a correre capita pure di inciampare e a giocare a ce l'hai capita pure di spintonarsi e non facciamone una tragedia, grazie - e i giochi ricominciano.

Due minuti dopo, G e il Nin giocavano con dei giornalini pubblicitari arrotolati presi dalla portineria. Ad un certo punto, per errore, il G fa un movimento strano e il giornaletto arrotolato gli sfugge di mano, colpendo il Nin nella zona dello stomaco. Apriti o cielo, parte seconda. Il Nin piegato in due dal dolore (cioè, un giornaletto di carta lanciato da un bambino di 9 anni e atterrato su un Nin equipaggiato con maglia, felpa e smanicato..... capite quanto male potrà avergli fatto....) urla e piange e strepita e, soprattutto, si arrabbia. Dopodichè parte il delirio. Se il G è uno che si offende, il Nin è la sua ennesima potenza. Grida furibonde, l'onta reclamava di essere lavata nel sangue. Perchè anche lui non lo aveva fatto apposta prima, e il G ha fatto tante scene, e quindi ora era il suo turno di vendicarsi. A nulla sono valse le mie blandizie. Alla fine il G si è beccato una debole pacchetta sulla spalla col giornalino arrotolato medesimo e l'abbiamo dichiarata pari e patta.

Recupero il mio rabbioso figliolo che intanto berciava "noooo io oggi non ci vado a rugbyyyyyyyyyyy sono troppo arrabbiatoooooooo" (ma che c'azzecca?) e salgo in casa. Siccome ho deciso per un approccio diverso dal solito per gestire queste situazioni di eccessi di rabbia, mi siedo e lo prendo sulle ginocchia parlandogli con calma. Lo induco a smettere di piangere, è già qualcosa, poi cerco di fargli capire l'assurdità della situazione. Quando scema la parte esplosiva dell'arrabbiatura, diventa piuttosto ragionevole. Lui sa, si rende conto, di avere un "problema con la gestione della rabbia" come dice lui. la verità è che nei primi minuti davvero gli si annebbia il cervello. Non riesco a farlo ragionare. Così dopo avergli spiegato con calma (chiaramente per la milionesima volta) il concetto di "piccolo incidente che può capitare giocando" sono passata al dirgli che la rabbia è un sentimento lecito, che arrabbiarsi è normale, che lui ha assolutamente tutti i diritti di farlo, ma che non deve farsi dominare dalla rabbia. Che è lui che deve dominare lei, e non il contrario. Metafora rugbistica: fai finta che la rabbia sia il tuo avversario che scappa con la palla, tu cosa fai? Lo placco. Bravo, quindi fai lo stesso: placca la rabbia, mettila a terra e siediti sopra la sua schiena. Non lasciarla vincere. Mamma, non ce la posso fare. Oh figurati se non ce la puoi fare, hai placcato il L. in allenamento, no?? Beh, si (compiaciuto). E quindi se puoi placcare lui, non c'è niente che tu non possa fare. Placca la rabbia.


Mah. Li per li mi pare di aver fatto breccia, tanto che si è vestito per il rugby e si è regolarmente allenato nonostante giurasse e spergiurasse di non volerne sapere niente.
Il punto è come ricordargli questo bel ragionamento durante i prossimi 5 minuti esplosivi che capiteranno.

Per dovere di cronaca, L. è un nuovo compagno di squadra, 9 anni, 152 cm x 60 kg (almeno)
Il Nin 137 cm x 32 kg
E lo placca.

giovedì 27 ottobre 2016

BACK TO '50s (?)

Ieri c'è stata la riunione di classe della 4 elementare.


Le maestre ci hanno relazionato su un sacco di progetti carinissimi che verranno (speriamo tutti) svolti quest'anno: il teatro in lingua inglese, la gita in montagna col C.A.I., una giornata in un teatro "attivo" in cui i bambini parteciperanno alla rappresentazione muovendosi sul palco. La maestra che si occupa di educazione fisica poi ha aderito a un sacco di proposte comunali (gratuite, lo dico) per avviare e far conoscere ai bambini degli sport alternativi al calcio.
Cominceranno con la pallavolo, ed in previsione ci sono pallacanestro, pre-acrobatica/ginnastica artistica, hip-hop e free style (quest'ultimo con spettacolo finale).


Unico piccolo neo, il progetto chiamato rugby/ginnastica ritmica.
E perché direte voi?
Perché è previsto che i bambini vengano divisi: i maschi rugby, le femmine ginnastica ritmica.


Oibò!!


Ma come! Noi che siamo sempre così attenti a concetti come il rispetto, la parità, ecc... cadiamo in questa becera trappola??  Non è un bel concetto da veicolare, e sinceramente anche se io non sono una talebana e sono convinta che una singola leggerezza non possa scardinare anni di educazione, comunque non mi piace. Credo che quantomeno, se proprio i due corsi si devono tenere lo stesso giorno, andrebbe data la possibilità ai bambini di scegliere a quale partecipare.


Poi, per carità: le bambine scelgono ritmica e i bambini rugby, sono certa al 99.99%
Ma ho in mente, per esempio, almeno una compagna del Nin che manderebbe a stendere la danza molto volentieri per placcare un amichetto e rubargli palla.


Ad ogni buon conto, è il concetto di fondo che non mi piace, mi sembra anacronistico e mi stupisce anche. Anche se il nostro comune non ha una giunta esattamente progressista (sic), tornare agli anni '50 è un attimo e questo potrebbe anche essere visto, da persone meno tolleranti di me, come un primo passo in quella direzione.


Poi i bambini di quell'età sono già di natura "divisi", nel senso che si dividono da soli in maschi e femmine, si schifano vicendevolmente, si prendono in giro. Direi che non è il caso di rinforzare questa tendenza con una separazione di genere che c'entra come i cavoli a merenda - condiserando che per la ritmica non so dire, ma sicuro nel rugby ci sono un sacco di bambine agguerritissime.


Devo assolutamente tenere la situazione sotto controllo.



martedì 18 ottobre 2016

CAZZARO


Oggi volevo fare un post leggero dopo il pippone di ieri, ma ho un po' le balle in giostra.
(dichiaro apertamente di esser in SPM).


L'inconsapevolezza di mio figlio Ric mi stupisce sempre.
Inconsapevolezza di tutto: del mondo, delle persone che lo circondano, di se stesso.
A volte mi domando cosa gli passi per quella testolina brillante che tiene in naftalina col solo scopo di separar le orecchie.


Dunque. Esempi dalla vita quotidiana recente.
Lui, lo sapete, ha frequentato un dojo per 10 anni (cintura marrone di judo) e per quasi altrettanti la scuola di arti circensi, ora entrambe abbandonate a favore di MMA. Eh vabbè son scelte.


La palestra di judo, oltre che arti marziali e fitness vari, ha anche una sezione di danza, gestita dalla figlia del Maestro, una ragazza giovane ma molto brava, ballerina classica di professione. Un paio di settimane fa lei gli ha chiesto, al Ric, di passare in ufficio perché ha una proposta da fargli: le serve un qualcuno che insegni un pochino di acrobatica alle ragazze del corso di hip-hop. Dietro compenso.
Secondo voi, è andato a sentire di cosa si tratta?


Ieri sono passata in palestra per parlare col maestro di questioni relative al certificato medico di cui qualche post fa, e lui mi ha chiesto di dire a Ric che è INVITATO al corso di danze caraibiche del mercoledì alle 20:30 (specifico l'orario per dire che non impatterebbe lo studio), aggratisse, perché ha tante ragazze iscritte ma pochi maschi e non riesce a far le coppie per farli ballare. Gli offrirebbe il corso in cambio del favore di aiutarlo a risolvere il problema. Ma figurati, non ho voglia.


Senza contare che se n'è andato dalla scuola di Circo senza praticamente nemmeno salutare l'insegnante, che lo conosce da quando aveva 7 anni.


Prima considerazione: le persone non si trattano così. Dove sei cresciuto, in un porcile che non sai essere nemmeno gentile il minimo sindacale per non fare una figura di merda? Un pochino di cortesia, un filo di gratitudine magari? Troppa roba?


Seconda considerazione: le opportunità, caro mio, non ti verranno a bussare alla spalla per sempre. Se non cogli quelle che ti si presentano, ben presto non te ne si presenteranno più.


Terza considerazione: dal momento che non sai cosa fare della tua vita e che per il momento le uniche cose che conosci sono le arti marziali e l'acrobatica, non pensi che "restare un minimo nel giro" possa essere, oltre che bello, giusto, piacevole, gratificante, cortese, anche in certo qual modo utile, un domani dovessi desiderare, che so, un lavoretto di qualche ora mentre finisci gli studi?


Troppo difficile?
Pretendo troppo quando penso che dovrebbe arrivarci, a 16 anni? O quantomeno comprendere quando qualcuno glie lo spiega?


O è "solo" la "normale" apatia dell'età? Che speriamo non diventi permanente?

venerdì 14 ottobre 2016

CENTRO MEDICO I MIEI COGL.....

Oggi il Ric è andato a fare la visita per il certificato medico sportivo da consegnare alla palestra di MMA.


Appuntamento alle 11.20 che già è come dire saltare tutta la giornata scolastica.
Ci va con mia mamma, perché io ho già chiesto un permesso per il ponte del 1 novembre e sia mai che sto a casa due giorni nello stesso mese (tre, perché mercoledì ci va pure il Nin a fare la visita)


Alle 11 mi chiama mia mamma che ci vuol la delega.
Altrimenti, la visita la fanno, però non le consegnano il referto.
Cioè parliamone. E perché invece a me lo avrebbero consegnato se fossi andata io? Mica gli porto lo stato di famiglia!
Ho mandato la delega, al volo via fax. dichiarando di essere la  madre del minore, ma per quello che ne sanno loro potrei essere la portinaia. E quindi,  che senso ha chiedere una delega?


Una volta sistemato, mi richiama mia mamma.
Delega arrivata, visita fatta. Il certificato non glie lo danno lo stesso finchè non gli porto copia del precedente. Che è stato fatto tre anni fa. Ma scusa, ma che ve ne dovete fare???? Ma secondo voi io quel certificato ce l'ho ancora? Dove pensate che viva, a Versailles, per avere lo spazio di conservare tutti i fogli di carta per anni e anni? Il certificato l'ho usato, e una volta scaduto l'originale l'ho preso e buttato via! Ma vi sembra? Uno se lo deve sognare che i certificati scaduti si conservano?? Così devo andare a farmi fare una fotocopia di quello che a suo tempo avevo consegnato al dojo  - che tanto loro sono costretti a tenerlo 5 anni - per scambiarlo con un certificato nuovo di zecca come se fossero le figurine dei calciatori.


Gli dice bene che è gratis, perché se dopo 'sta fiera avessi anche dovuto pagare, non so se avrei potuto rispondere di me stessa!

giovedì 13 ottobre 2016

CHE SI APRANO LE DANZE

Sono anni che desidero iscrivermi a un corso.
Siccome non sono tipo da palestra, zumba, GAG, superstepcyclospinkickfitness cazzi e mazzi, la mia idea è sempre stata un corso di ballo di qualche tipo, che ti diverti e nel frattempo fai anche un po' di fatica.


Anni fa mi iscrissi a danza del ventre, che diciamolo, mi viene pure bene essendo abbondantemente dotata di materia prima utilizzabile. Niente, qualche lezione, poi inziamo col GG che è via per lavoro, col Nin malato col freddobuiogeloneve... e ciao.
Quest'anno che i figli sono sufficientemente cresciuti per cavarsela da soli per un oretta e mezza, avevo convinto il GG ad iscriverci insieme a un corso di balli caraibici, che li prendi due piccioni con una fava: fai una fatica dell'ostia, e contemporaneamente fai qualcosa di bello col marito, in particolar modo una attività che prevede tra le altre cose un certo livello di strusciamenti, che voglio dire,  non fa mai male. E niente, tra una balla e l'altra non siamo riusciti manco a fare la lezione di prova, non parliamo di iscriversi al corso che sarebbe di martedì, giorno preferito per le trasferte professionali.


Bocciato.
Ma non demordo.


Sono lieta di informarvi che seguendo l'appassionato spirito di sperimentazione che mi contraddistingue e con un occhio alla mia Highlands Soul, mercoledì prossimo con una amica parteciperò alla lezione di prova di danze scozzesi. Tamburi, cornamuse e dimenare i piedi.


Per sdebitarmi la settimana successiva la accompagnerò a una lezione di prova di balli country.


Cioè, mica bau bau micio micio.







lunedì 10 ottobre 2016

ESORDIO RUGBYSTICO

Sabato pomeriggio, prima uscita per i nostri Lupi della U10 di rugby.
Le prime partite della stagione sono sempre un po' incasinate... siamo una società piccola, non abbiamo 150 giocatori per ogni categoria... qualcuno non è ancora in regola con le visite mediche e così la squadra che abbiamo messo in campo per l'esordio era composto di bambini di 3 diverse squadre, tutte con i nostri stessi problemi di tesseramento e certificati.


Questo di per se non è un problema: sta nello spirito del minirugby: quando a una squadra manca un giocatore ci si leva la maglietta e si va a giocare con quelli che fino a 30 secondi prima erano i tuoi avversari.


il Nin e i suoi 3 compagni dell' Iride erano carichissimi, sono andati in campo con voglia e buona volontà.... peccato che il povero Ninnolino ha preso tante botte che nemmeno in tutta la stagione scorsa messa insieme!


Prima azione, mischia sulla linea di meta avversaria, una capocciata sul naso. E' uscito in lacrime, perché col naso non puoi farci niente: piangi. 5 minuti per riprendersi torna in campo, due placcaggi (di cui uno, dice lui, dubbio) che lo hanno fatto finire faccia nel fango con 6 giocatori sopra di lui.
Partita successiva, ginocchiata nelle costole,  l'ho sentito urlare "ahia" dall'altra parte del campo. Li mi è proprio piaciuto: si massaggiava il petto ma ha resistito fino alla fine continuando a giocare.  In seguito durante una azione qualcuno gli ha camminato sulle dita della mano destra. Insomma una sfortuna nera poveretto. Era talmente incarognito dalle botte (e dal fatto che stavano perdendo, anche) che a un certo bel momento si è "preso male" con un ragazzino avversario.  Cosa che nel rugby non è assolutamente tollerata. Maglie strattonate, espulsi entrambi gli atleti. Esiste accurata sequenza fotografica, una decina di scatti, che vi risparmio facendovene vedere solo un paio. Il Nin è quello in maglia blu e rossa





#mainagioia, faccia post espulsione


Fortunatamente nel proseguimento della giornata le cose sono andate un po' meglio, e nonostante la miscellanea di atleti che non avevano mai giocato insieme abbiamo portato a casa almeno l'onore della bandiera. Anche l'onore del Nin si è salvato per il rotto della cuffia, con 4 mete segnate nell'unica partita vinta.




Lui è quello in fondo che mette
la palla in area di meta


Alla fine si sono divertiti tutti, hanno fatto nuove amicizie, non hanno vinto ma comunque hanno segnato e dopotutto.......... sabato prossimo è un altro giorno.

mercoledì 21 settembre 2016

DI KOMBAT (aiuto vi prego. aiuto)


Mah, se dovessi dire di averci capito qualcosa, mentirei.
Come al solito.


Dunque il Ric ha iniziato la terza liceo
Non mi pare che abbia iniziato di rincorsa, se devo essere sincera.
Lo tengo molto sotto, e attualmente siamo nella fase che si litiga praticamente tutti i giorni perché io lo controllo e lui vuol essere lasciato in pace. Vedremo.


A giugno si parlava della possibilità - piuttosto scomoda logisticamente - di abbandonare la pratica del judo e frequentare invece una palestra di acrobatica affiancandola al suo corso di Arti Circensi. Si tratta di una bellissima palestra, molto attrezzata, per l'acrobatica, il parkour e tutte quelle discipline lì. A me spiace che lasci il judo,  ma dopotutto sono 10 anni. E sarei molto lieta che approfondisse l'acrobatica.


Ad agosto ha iniziato a dire che forse si è stufato anche di Circo (anche li, sono 8 anni) e invece la sua nuova totalizzzzzzima passione è MMA. E sticazzi. Voi lo sapete cos'è, MMA?
Ecco vi metto una foto giusto per farvi capire




Lo vedete il sangue, si?

MMA è l'acronimo di Mixed Martial Arts, ma non fatevi ingannare: non è un'arte marziale. Si tratta di kombat puro e semplice, e se per la lotta a terra si avvale di praticamente tutte tecniche di judo, nella fase in piedi del combattimento c'è box, muay thai, kiarate ecc.... praticmente si prendono a calci e pugni. Dentro una gabbia.


Sono molto felice, lo vedete come ballo sul tavolo??
Lieta proprio.


Palestre di MMA vicino casa ce ne sono un paio, una in particolare frequentabile.
Gli ho fatto presente che non sono d'accordo ma gli ho detto che lo avrei portato alla lezione di prova.
Previa soddisfazione (mia) del suo impegno scolastico.
Che per il momento ancora non c'è, quindi stiamo procrastinando.


Il discorso è che in una conversazione sull'argomento avuta un paio di giorni fa il Ric ha dichiarato palesemente che al momento MMA "è praticamene l'unica cosa che gli interessa".
Uhm. Fino a 20 gg fa era la morosa.


Domande
1) vorrà dire che il rientro di lei dopotutto non è andato bene come si pensava inizialmente?
2) essendo questa la sua (attuale) unica passione, è giusto - o è proficuo - che io gli impedisca di svilupparla sulla base dei risultati scolastici?


Io sono piuttosto convinta che gli faccia solo bene "guadagnarsi" la possibilità di andare ad allenarsi, perché penso che la parte di "mi impegno - ottengo" gli manchi un po'. Un BEL po'.
E poi sono convinta che una cosa ti appassiona di più, se fai un minimo di fatica ad ottenerla.
D'altra parte, conoscendo il mio pollo, non vorrei nemmeno che non riuscendo a ottenere quel che vuole in fretta (io sto facendo abbastanza la cagacazzi, se mi passate il francese), sprofondasse in una sorta di allegra apatia e cominciasse a sbattersene anche di quello.


Idee?



venerdì 16 settembre 2016

DISTRATTA A CHI?


Secondo allenamento di rugby.
Alle 20.00 ieri sera il Nin rientra accompagnato dal GG e si pianta sulla porta della cucina con le mani sui fianchi, guardandomi.


- Ehi, amore, ciao, tutto bene?
Sguardo di disapprovazione
- Ehm... che c'è?
- Mamma! Guarda! -
Si indica i piedi dove indossa calze e ciabatte da doccia.
- Oddio che fu? - domando.
- Ti sei dimenticata di mettermi le scarpe nella borsa!
- Noooooooooooo impossibile, ma figurati, mi ricordo PERFETTAMENTE di averle messe, le avrai tirate fuori e te le sei perse in spogliatoio!!
- Non c'erano.
- Si che c'erano!
- No, non c'erano.


Mi dirigo in bagno con passo marziale, apro la porta e... ehm. Eccole li. Accanto alla scarpiera.


- Amore scusa hai ragione le ho dimenticate.


Dopo cena faccio per mettere in lavatrice la divisa usata. Apro la borsa e.....


- Si, mamma - il Nin sempre più disapprovante - mi hai ANCHE messo nella borsa il tuo accappatoio al posto del mio. Avevo lo strascico!
- Ma.. figurati......... - mi volto, l'accappatoio del Nin regolarmente appeso dietro la porta. - eeehhh si, guarda, mi spiace, la prossima volta facciamo meglio, eh?


Passo in sala mentre il GG riordina la cucina e mi accingo a piegare il bucato appena tolto dall'asciugatrice.
Il Nin va in bagno.
- Maaaaammmaaaaaaaaaaa c'è un paio di pantaloncini neri nel cessooooooo
- Ma va!
- Siiiiiiiiiiiii ci ho anche pisciato un po' sopra...
- (Surgle) Ahem, saranno caduti quando ho preso il bucato
- Mamma... tra le scarpe, l'accappatoio e questo... non è che sei un po' troppo distratta?


E niente. Vado a vergognarmi nello sgabuzzino.

lunedì 5 settembre 2016

RIENTRO!

... ed eccoci.
Ben ritrovati a tutti.
Passate bene le ferie? Divertiti? Rilassati? ... Ingrassati?


Noi bene, dai!
Nonostante le perplessità della vigilia, non è andata male.
Come i più sanno siamo rimasti a casina causa grave caso di esami di riparazione occorso al Ric (fatti venerdì, scrutini oggi, esiti domani) ma devo dire che ci siamo divertiti.
Una coppia di amici, con figli amici del Nin, erano anche loro a casa quindi abbiamo fatto parecchia comunella. Sono due ragazzi un po' più giovani di noi, molto easy, del tipo:


Ehi Puff, ma tu hai voglia di cucinare stasera?
No, io no, tu?
Nemmeno. Aperitivo?
Andata!



La quantità di birra e spriz che mi sono calata in corpo negli ultimi 15 gg è francamente imbarazzante, infatti sono già a dieta detox da oggi... una bella mela rossa mi sta guardando accusatoria dalla scrivania... mangiami, ubriacona! mi sta dicendo.
La giornata tipo comprendeva sveglia con comodo, passeggiata col GG la mattina mentre i ragazzi facevano i compiti, pranzo, film post prandiale (o puntate di serie TV da Netflix, abbiamo iniziato Vikings... fiiiigo), cortile verso le 17 e a seguire serata-aperitivo o pizza o concerto, o simili. Oh insomma dopotutto ero in ferie no? Se fossi stata in villaggio avrei fatto pure meno di così per cui che nessuno provi a farmi sentire in colpa per l'accumulo di polvere o l'esplosività della cesta dei panni da lavare!


Ric ha gestito ultimamente le cose abbastanza bene.
Ha studiato direi con più impegno (la proporzione diretta tra l'approssimarsi della data e lo stringersi del cu...), ha avuto più cura in casa, ha persino passato l'aspirapolvere in cameretta senza farselo dire, ha tenuto relativamente in ordine. Ha accettato senza colpo ferire la mia proposta di una tabella di compiti settimanali condivisi da svolgere (per lui e per il Nin anche, la tabella ve la posto prossimamente). Ha fatto quel che gli veniva chiesto senza protestare troppo e non ha battuto ciglio quando gli ho detto che andavamo al mare lo scorso we... il primo we dopo gli esami nonchè unico prima dell'inizio della scuola... pensavo che per portarlo via avrei dovuto legarlo sul tetto dell'auto.. invece non ha fatto una piega.
Purtroppo ha ancora delle difficoltà a gestire il rapporto con suo fratello... perchè lo considera un perfetto idiota :-( Il Nin, ormai lo sapete, non è il più maturo dei bambini, e il Ric, forte del fatto che invece lui lo è stato, lo tormenta di continuo... e non riesco a passargli il concetto che urlargli in testa "pirla svegliati" non è il modo di aiutarlo a venir fuori.... Ma insomma, ci stiamo lavorando. Una cosa per volta.


Il we di mare è andato bene, c'è stato tempo bello e ce lo siamo goduto, anche se solo per due giorni. Meglio di niente. Naturalmente ho un sacchetto di conchiglie nuovo di zecca che aspetta di essere sterilizzato... e una stitica abbronzatura acchiappata a rischio ustione perché diamine, il poco tempo a disposizione andava sfruttato a più non posso.....


Questa settimana ricominceremo una vita normale... il Ric inizia la scuola l'8 e lo stesso giorno riprendono gli allenamenti di Rugby. Le elementari cominciano lunedì prossimo. Stiamo valutando, col Ric, un cambio di attività (previa promozione): vuole smettere Judo di cui si è stufato, e darsi all' MMA. Madonna che ansia. Comunque la pratica di sport a livello agonistico da crediti scolastici per la maturità quindi speriamo di trovare una palestra comoda dove facciano qualche gara. Il Nin invece sempre fedele alla tradizione, rugby e circo.


Io sono bella in carne, florida per il buon cibo, il buon bere ed il tanto dormire, e ora iniziano davvero le dolentissime note.

Che ve lo dico a fare.