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martedì 31 maggio 2016

SUMMER IS COMING

Come al solito la fine dell'anno scolastico mi coglie mentre sto facendo altre cose.
Non mi rendo conto che tra una settimana sarà tutto finito.

Gli impegni di Rugby volgono al termine, abbiamo ancora qualche allenamento ma i tornei sono finiti. La scuola di Circo ferve di prove e allenamenti supplementari e tra una decina di giorni vedremo i risultati di tanto sforzo. La Festa del Fuoco è in corso di svolgimento, e ieri ho perfezionato l'iscrizione del Nin all' Oratorio Feriale e quindi direi che siamo a buon punto.

Sono sempre molto felice quando la scuola termina, manco ci andassi io, perchè è un po' come essere io stessa in vacanza. La mattina più calma, il pomeriggio più tempo a disposizione prima di dover correre a prendere il Nin. Significa fare un po' di step, preparare una cena decente, spolverare. Dici poco. Quest'anno però non sono entusiasta come al solito perchè mi si prospettano vacanze pesanti. Con le defaillances scolastiche del Ric passerò l'estate a dirgli studia studia studia, non esci non esci non esci.

Perchè sono giunta alla conclusione che una punizione ci vuole, al di la di tutto, un bel castigo vecchio stile, toh, hai fatto il pirla mo' beccati questa. Lo detesto, è chiaro a tutti si? Detesto essere così. Il GG ed io stiamo preparando una "strategia" per l'estate, il Ric sa che deve attendere a breve nostre notizie. L'idea è che manterrà gli impegni oratoriali presi, ma una volta finita la giornata (attorno alle 17.30) a casa, e se ne riparla la mattina successiva. Niente cazzeggio serale salvo turni particolari di "servizio". Fa i compiti delle vacanze. Alla fine dell'oratorio andrà insieme a suo fratello da mia mamma, e studierà per gli esami di settembre.

Che anche li.. se lo bocciassero sarei quasi più contenta.

Un segnale bello deciso e meno sbattimento per tutti.
Gli recupero un lavoretto estivo (tipo pulire i pavimenti dell'officina di proprietà di un amico, qualcosa di fisico, faticoso e possibilmente assai poco "dignitoso") così impara cosa significa lavorare e cosa studiare, e tanti saluti. Eh. Ma non andrà così. Male, ma non abbastanza male da poter essere davvero incisiva.
Per me, potrei anche tenerlo chiuso in casa tre mesi per quanto sono incazzata.
Ma c'è da dire che devo ragionare in prospettiva. Ora che la morosa è partita (oh yes) sta finalmente recuperando, pare, un po' i rapporti con gli amici che aveva lasciato da parte per stare con lei, e onestamente privarlo totalmente di questo mi pare più controproducente che educativo. Inoltre dice giustamente il GG a esagerare si rischia di ottenere l'effetto contrario, che poi combina qualche cazzata per "liberarsi"
Quindi la cosa è delicata e soprattutto ancora in divenire.
Di sicuro verrà al mare con noi una settimana di giugno, senza libri, ma altrettanto sicuramente le due settimane in cui andremo di nuovo via a fine agosto le passa qui, con una delle nonne, a studiare.

Il Nin da parte sua non vede l'ora di poter chiudere quaderni e cartella nell'armadio.
Faniente che abbiamo già due libri delle vacanze... fare i compiti all'oratorio in compagnia dei suoi amici è più agevole e meno noioso. Senza contare che arriva a metà luglio già parecchio avanti, quindi che ben venga. Quest'anno farà il laboratorio di calcio, il pomeriggio, ed una mattina la settimana il laboratorio di Circo, è stata ingaggiata dall' Oratorio Feriale proprio la maestra che lo allena d'inverno quindi tutto grasso che cola.

Riuscissi a rilassarmi un attimino, non sarebbe male.

martedì 23 febbraio 2016

PRECISAZIONE

In merito e per concludere il post di ieri, vorrei precisare, qualora non fosse chiaro (e qualora qualche iena passasse casualmente di qui....) che il mio discorso non è relativo alla tutela dei minori.

Io sono assolutissimamente dell'opinione che i bambini e i ragazzi vadano tutelati al massimo e al meglio delle nostre possibilità, sempre e comunque, con qualunque mezzo lecito e se occorresse pure illecito. Metti una mano su mio figlio e se ti becco dovrai ritenerti fortunato di trovarti solo evirato con un coltello da cucina. E mi riservo pure il diritto di aprirti la pancia.

Tuttavia accanirsi col social network mi lascia una sgradevole impressione di fuorvianza (si dice, fuorvianza?)

Un po' come quella fetta di popolazione che inveisce contro gli immigrati/profughi ritenendoli responsabili del fatto che i nostri italianissimi pensionati non arrivano a fine mese, quando chiaramente la causa è tutt'altra; solo che la causa vera non è risolvibile (o non a breve) ed è molto più facile fare proseliti stimolando gli istinti più beceri che albergano nell'essere umano.

Significa spostare l'attenzione su (o creare ad arte una) parte di  problema che sia facilmente masticabile dal popolo bue per evitare di parlare di ciò che davvero conta - e che è difficile. Nel caso specifico mi riferisco al debellare davvero la pedofilia nella vita reale, condannare i pedofili, e possibilmente assegnare un girone speciale dell'inferno a tutti quelli che approfittano della propria posizione di riferimento nei confronti dei ragazzi per abusare della fiducia che essi ripongono in loro (preti, insegnanti, quella categoria li)

Non prendo sottogamba il problema della pedofilia ne scherzo sulla pedofilia online che so bene essere una piaga dilagante. Dico solo che dovremmo un po' svegliarci e fare quel che è giusto, piuttosto che quello che è facile.


lunedì 22 febbraio 2016

FACEBOOK, PEDOFILI ED ALTRE NEFANDEZZE

Ieri sono stata coinvolta in una discussione in facebook, cosa che cerco sempre di evitare come la peste per vari ed ovvi motivi.

In pratica un avvocato, di cui tacerò ovviamente il nome, ha postato uno status contro qusesto giochino che gira ultimamente, la sfida delle mamme a pubblicare tre foto che le rendono fiere della propria maternità, dicendo in poche parole che non bisognerebbe pubblicare foto dei figli perchè innanzitutto si viola la loro privacy e poi perchè i pedofili sempre in agguato ci sbavano sopra non appena pubblicate.

Questo l'ha fatto con un tono poco piacevole che mi ha spinta a rispondere, ed ecco prechè sono rimasta invischiata.

Ora, lasciando perdere che il post ha immediatamente creato due schieramenti, le pro e le contro la pubblicazione di fotografie dei figli, e tralasciando anche il fatto che hanno cominciato pure a volare insulti (la sottoscritta ha preso della madre indegna) io avrei i miei due centesimi da spendere su questo argomento, se permettete.

Io non sono ne a favore ne contro la pubblicazione di foto dei figli sui social. Le pubblico, se capita, ma potrei pure non farlo. Semplicemente penso che sia un falso problema, e vado a spiegarmi.

1) discorso privacy.
La privacy di un minore è sempre gestita dal genitore o dal tutore. Io decido sulla privacy dei miei figli ogni volta che li iscrivo, dall'asilo alle superiori, o alle varie attività sportive. Tutti questi "enti" mi chiedono se do il consenso che i miei figli vengano eventualmente fotografati o filmati durante lo svolgimento delle attività. Santo cielo i miei sono due saltimbanchi, che dire delle riprese durante gli spettacoli di circo? o dei genitori che magari fotografano il loro figlio durante una partita e beccano anche il mio? L'avvocato suggeriva di lasciare a loro la decisione sulla propria privacy ma questa proposta mi sembra un po' strana specie da parte di un avvocato, in quanto egli meglio di tutti noi sa che una tale decisione si può prendere solo con la maggiore età, e quindi cosa dovrei fare? attendere che siano maggiorenni per chiedergli se all'asilo possono fotografarli?

2) Sui pedofili.
Orbene, sono certa che i pedofili esistono e che magari si ingegnano anche per andare online a recuperare qualche foto di straforo, ma onestamente: è questo IL problema pedofilia? E' Facebook? Ci sono centinaia di migliaia di fotografie di minori che girano ovunque: cartelloni pubblicitari, spot televisivi, riviste di moda, dovunque ci sia un business rivolto ai bambini, i bambini ci mettono la faccia. Ci sono giovanissimi modelli e modelle, attori e attrici, perchè demonizzare Facebook?
Sarà perchè è un po' di moda prendersela con il brutto e cattivo social network? Sarà perchè non produce reddito? Perchè se il problema sono gli sbavoni, allora tutte le immagini di minorenni esistenti dovrebbero essere tolte di mezzo. Provate ad andare a dire, che so, a Giochi Preziosi che deve pubblicizzare i suoi giocattoli senza bambini. O ad Armani Junior che i vestiti li deve mettere sui manichini anzichè addosso ai mini-models.

Inoltre consideriamo anche un altro fatto. I figli, i bambini e i ragazzi, vanno in giro e vivono nella vita reale. Mi domando quante di quelle mamme così inclini a sputare veleno hanno figlioli di, diciamo, 10-12 anni che iniziano ad andare a scuola da soli, o scendere a comprare il pane, o entrare in un bar per una coca? Tutte loro argomentavano che un pedofilo può essere chiunque, un vicino, uno zio, un mostro travestito da persona per bene... ed io rispondo: appunto! cosa fate coi vostri figli, li tenete al guinzaglio? Li portate a scuola fino alla quarta superiore? Non li lasciate uscire di casa? Perchè sinceramente a me l'idea che un qualche bastardo pervertito si smanetti sulla foto del Nin che mostra orgoglioso la sua coppa di rugby mi fa uno schifo tale che mi viene da vomitare anche solo a scriverlo, ma la verità è che quand'anche fosse, questo non provocherebbe alcun danno a mio figlio.
Voglio spingermi ulteriormente in là, dicendo che una tale pratica, per quanto disgustosa oltre ogni limite, non credo violi nessuna legge.

Quanto più reali e tangibili invece sono i pericoli che corrono tutti i giorni anche solo andando a scuola?

Voi avete mai visto carabinieri o polizia davanti alle scuole, nei parchi, attorno ai palazzetti sportivi o dove vi siano grandi raduni di bambini/ragazzi? In borghese magari, così giusto per dare un'occhiata?
Avete mai sentito di maxi operazioni tese a smantellare i siti pedopornografici? Si? E quante volte? Una, se va bene, negli ultimi 15 anni?
Quanto carcere fanno i pedofili conclamati che molestano i nipotini, i figli dei vicini, gli allievi? E se sono preti poi... tanti saluti.

Però il problema è Facebook, certo.
Facebook. Perchè è il capro espiatorio ideale, ci fa sentire tutti bravi e tutelanti, genitori attenti, scrupolosi e amorevoli senza spendere un minimo di fatica o sacrificio. Senza mai impegnarci veramente, senza FARE davvero qualcosa di utile. Cari miei, son capaci tutti a essere bravi così.

Impegnamoci piuttosto perchè le leggi - che pure mi consta ci siano - vengano applicate, e se non ci sono facciamo voce perchè vengano scritte. Impegnamoci perchè le forze dell'ordine che noi tutti paghiamo per avere con le nostre esorbitanti tasse prendessero a cuore il problema e fornissero protezione vera e tangibile (e non solo contro i pedofili, ma parliamo delle ultime notizie daglle scuole materne?) Facciamo casino perchè la vita REALE dei nostri figli sia sicura, invece che prenderci a cornate tra noi come le brave caprone che siamo!

Io inviterei tutte quelle iene delle mamme del post di ieri ad accompagnare e andare a prendere i loro figli a scuola e ad ogni attività mattina pomeriggio e sera, a non lasciarli mai incustoditi, a non perderli mai di vista,  a dimostrare davvero la loro brama di tutela, prima di inveire contro noi povere mamme degeneri che esponiamo i nostri figli vestiti da sci alla lascivia del primo porco che passa.

lunedì 15 febbraio 2016

LA LEGGE DI MURPHY SULLE FERIE

Tutte le sante volte la stessa storia
Eppure dovrei avere imparato.....


Sono stata in ferie da giovedì 11, mi ero presa un paio di giorni in corrispondenza del carnevale (ambrosiano) per stare un po' coi figli e col marito (che aveva preso venerdì) e godermi un po' casa e famiglia in santa pace.


Invece... invece.

Da giovedì mattina ho girato come una trottola per tre giorni tra commissioni, cose da fare, regali da comprare (collaboravo col Ric per il compleanno della morosa). Sono arrivati in anticipo i mobili del bagno nuovo, quindi corri a sistemare la burocrazia relativa, inizia a svuotare armadietti. Sabato rugby. Il GG è arrivato a casa malato giovedì sera, quindi mentre io facevo tutto ciò lui giaceva sul suo letto di dolore, ci siamo praticamente visti solo domenica. Mi sono seduta sul divano la prima volta sabato alle 18 dopo la partita - da giovedì mattina!!!
Ieri pomeriggio tornando da casa dei suoceri dopo pranzo ero talmente depressa che mi veniva da piangere! Ma porca di quella............... vabbè.


IL GIOCO DELLA CONTENTEZZA, ovvero: note positive


1) Giovedì eravamo a casa solo il Ric ed io.
Dopo averlo costretto a studiare un paio di ore (!) siamo usciti a pranzo, la giornata era bella e soleggiata, abbiamo fatto anche due passi in centro. Era di ottimo umore (probabilmente per via del sushi) e mi ha persino raccontato qualche cosetta sulla sua complicata storia d'amore. Piacevole, davvero.


2) Sabato il Nin ha fatto la partita della sua vita.
Per mancanza di atleti (era carnevale....) hanno fatto delle squadre miste e lui è capitato con bambini che non conosceva e poco pratici, probabilmente rugbisti da poco.
Era piuttosto arrabbiato (competitivo chi?) ma sentendosi evidentemente il pilastro della situazione ha giocato BENISSIMO, ha placcato tutto il possibile, ha corso come un indemoniato, ha salvato l'onore facendo due mete. Quando è tornato, per l'ultima partita, a giocare con la sua squadra abituale (non per dire ma siamo i più forti del circondario) ha giocato bene, si, ma non COSI' bene!
Il GG stava meglio ed è venuto alla partita anche lui, ma io ero di servizio in campo quindi siamo stati uno qui e uno là in fondo. L'ho detto: ci siamo visto praticamente solo domenica (ed eravamo a casa dei suoceri)


3) Abbiamo iniziato il Nin ai piaceri di Ritorno al Futuro.


4) Quest'anno a causa del torneo abbiamo saltato a piedi pari la sfilata dei carri di carnevale. Il che significa che non ho i consueti 4 chili di coriandoli abusivi in casa, che di solito li trovo incastrati chissadove fino a Pasqua.


Ciò nonostante sono in un mood decisamente negativo ultimamente, sono di malumore e vorrei poter dire che non so perché ma in realtà lo so. Solo che è un motivo del cazzo.


Stay tuned per il prossimo pesissimo post.





martedì 2 febbraio 2016

IL SABATO DEL RIC, O DI TOLLERANZA ZERO

Devo dire che dopo la cazzata del GG dettagliatamente spiegata in questo post, la mia pazienza si è definitivamente esaurita.

Sono entrata in modalità "tolleranza zero" con tutto e con tutti.
Eccheppalle, e mo' basta, che diamine (come direbbe il Nin)

Insomma, per farvela breve.
Sabato pomeriggio siamo usciti alle 14 per il pomeriggio di rugby.
Il Ric era a casa, come ogni weekend gli chiedo "esci?" e come ogni weekend mi risponde "non lo so".

Come tutti i santissimi weekend che Dio o chi ne fa le veci manda sulla terra da almeno due anni a questa parte gli dico: "ok, se esci mandami un messaggio e dimmi dove sei" ricevendo in risposta un laconico "si"

Secondo voi, in due anni abbondanti, quanti messaggi ho ricevuto?

Bene sabato scorso non ha fatto eccezione.
Verso le 16 il GG inizia a chiamarlo per sapere dove fosse e cosa facesse (noi eravamo ancora al campo), senza alcun successo ne' sul cellulare, ne sul fisso di casa.

Ovviamente, avrà avuto come sempre il telefono silenziato.

La solfa va avanti per un'ora buona, sempre senza risposta
Arriviamo a casa, lui ovviamente non c'è.
Continuiamo a chiamarlo senza esito ma quando sotto casa iniziano a passare ambulanze a iosa, devo ammettere che l'incazzatura ha lasciato un po' il posto all'ansia.

Così mi sono decisa a fare qualcosa che normalmente non farei: ho mandato un messaggio in FB alla sua morosa, chiedendole di dirgli di chiamare "me o suo padre".

30 secondi e lei mi risponde "si si glie lo dico subito", 31 secondi e il cellulare del GG squilla.
(paura, eh, di chiamare me!!!!)

Fortunatamente il GG era incazzatello anche lui e il figliolo è stato immediatamente richiamato all'ordine.
Primo, vieni a casa immediatamente.
E' partita la protesta, ma non l'ha avuta vinta.
E' arrivato a casa dopo 5 minuti.

Secondo, bello mio.
numero A, Ti ho chiesto un messaggio e non me l'hai mandato.
Me ne frego se ti sei dimenticato, non ti devi dimenticare
numero B, Ti abbiamo chiamato n volte, e non hai mai risposto
Me ne frego se hai scordato il cellulare in modalità silenzioso, non ti devi scordare.
numero C, il tuo letto è ancora sfatto, la scrivania è un delirio e tutto il guardaroba è malamente impilato sulla sedia. 
Ergo, stasera non esci ma vieni con noi alla festa di compleanno a cui è invitato tuo fratello e passi la serata in mezzo a un mucchio di bamini di terza elementare.

Li ho veramente visto la sanità mentale vacillare dietro i suoi occhi.

Ha provato ad accettare di non uscire ma a dire che stava a casa
Ha provato con la resistenza attiva ("non ci penso nemmeno ti ho detto che non ci vengo")
Ha provato con la resistenza passiva, evitando di prepararsi e mettere le scarpe all'ora di uscire.

Ma alla fine si è seduto al tavolo di una pizzeria chiamata Jungle Park ad ascoltare Il Coccodrillo Come Fa e La Danza del Pesciolino.

Imparato la lezione?
Io dico di no.
Ma ne ho in serbo taaaaante altre, se occorresse.







lunedì 7 dicembre 2015

DI BATTERIE.

Venerdì 4 dicembre
esterno, ore 19.30
un freddo porco.


Arrivo col Nin davanti alla palestra dove il Ric si allena nei suoi salti acrobatici, parcheggio, ci disponiamo ad attendere l'uscita dei saltimbanchi.


Tempo una decina di minuti, massimo quindici, il circense si palesa, insolitamente puntuale peraltro.


Sale in auto, saluta, si allaccia la cintura.


Tutti pronti? Andiamo al giappo? Si dai!
Giro la chiave nell'accensione.


Il nulla.
Il nulla totale, un roboante, profondo, nero, sconfinato nulla.


Ma come! Sono arrivata qui bella tranquilla dieci minuti fa porcacciadiquellamiserialadraeputrida! (in realtà non è stata proprio la miseria ad essere tirata in ballo, ma avete capito.)


Il Nin subito si preoccupa: oddio e adesso come facciamo a tornare a casa???
Tranquillo Nin, mo' ci organizziamo
Guardo il Ric: e dunque?
Sorride, si leva la giacca a vento, scende a spingere.


Niente. Un niente proprio totale e definitivo. Manco un brum brum di rappresentanza.


Dopo aver spinto per alcuni metri (col prezioso ausilio del fratello che aveva assolutamente bisogno di distrarsi dalla sua disperazione di non poter tornare a casa), ci risolviamo a parcheggiarla nuovamente. Il Ric fa per spingermi in retro nel parcheggio quando una macchina si palesa dietro di noi.

Scendo, spiego la situazione
Il tipo in auto comprende, gentile, arretra e ci lascia passare.


Mentre entriamo nel parcheggio, un'altra auto manifesta l'intenzione di uscirne.
Senza nemmeno bisogno di spiegare, il tipo in auto comprende (sagace!), gentile, arretra e ci lascia passare pure lui.


Parcheggiamo, tiriamo su i cappucci, ci dirigiamo al giappo a piedi (bisogna pur mangiare no?) e dopo una lauta consolazione a base di sushi, torniamo a casa in autobus.


MA UN CRISTIANO CHE FOSSE UNO CHE SI SIA OFFERTO DI DARE LA MANO A UN RAGAZZINO CHE SPINGE UN'AUTO (ANCORCHE' PICCOLA) PRATICAMENTE DA SOLO, NON CE L'ABBIAMO???


Eh, no. A quanto pare, non ce l'abbiamo.


giovedì 26 novembre 2015

IL TETRIS INFINITO DELLA VITA QUOTIDIANA

... che poi, a uno sembra di dire... e vabbé che sarà mai........ però per tenere tutto sotto controllo (anche se sempre e solo a livello apparente...) ci vuole una certa abilità circense, come quei pazzerelli che giocolano clavette e palline in numero variabile riuscendo chissà come a non prenderle mai in testa.

Consideriamo la mia settimana tipo - orario post lavorativo dalle 15:00 in avanti

Lunedì: ne parliamo dopo

Martedì: arrivo sotto casa verso le 15:50., salgo per assicurarmi che il Ric non stia dormendo... scendo, prendo il Nin a scuola, vado a comprare pane, latte e merenda, risalgo. Accompagno il Nin a Rugby per le 17:50. Torno a casa x "far presenza" ed assicurarmi che il Ric studi. Bucato, lavastoviglie, aspirapolvere. Riprendo il Nin al Rugby. Preparo la cena. Ceniamo verso le 20.00, il Ric è agli allenamenti e fa il secondo turno verso le 21:20.

Mercoledì: arrivo sotto casa verso le 15:50., salgo per assicurarmi che il Ric non stia dormendo... scendo, prendo il Nin a scuola, vado a comprare pane, latte e merenda, risalgo. Accompagno il Nin e un amichetto alla scuola di circo per le 17:40. li mollo., faccio la spesa, vado a casa, mollo la spesa, torno a prenderli. preparo e cena verso le 20.00 Varie ed eventuali. (il mercole è il giorno delle riunioni scolastiche ieri infatti invece della spesa sono andata al liceo)

Giovedì: come il martedì pari pari, + spesa se il mercoledì c'è stata riunione a scuola.

Venerdì: arrivo sotto casa verso le 15:50., salgo per assicurarmi che il Ric non stia dormendo... scendo, prendo il Nin a scuola, vado a comprare pane, latte e merenda, risalgo, accompagno il Ric alla scuola di circo verso le 17:30. Approfitto per qualche commissione (comprare quaderno, ritirare in tintoria, cazzo mi son dimenticata i pan di stelle nella spesa di mercoledì... cose del genere) Attendiamo Ric per cena - normalmente lo prende il GG dopo il Circo - verso le 20.00 Se non c'è il GG, mi carico il Nin in macchina e vado a prendere il Ric.

Sabato: mattina pulizie e compiti del Nin. Ric è ascuola. Pomeriggio normalmente torneo di rugby

Domenica: è domenica.

In questo bel casino, lunedì - unico giorno completaente senza sport -  un compagno del Nin lo ha invitato a giocare a casa sua nel pomeriggio. Così quando sono andata a prenderlo ho detto "ehi lunedì prossimo vieni tu da noi eh?" e lui ha naturalmente accettato con entusiasmo. Ieri la cosa è saltata fuori con un altro compagno (che supplica sempre per poter venire a casa nostra....) e così ho invitato anche lui. Quanto ci scommettete che diventa una abitudine? Quindi:

Lunedì: Il Nin + 2 compagni scatenati dentro casa a giocare con la play (se mi dice bene) mentre io girello per casa riordinando modello casalinga disperata e, come sempre, comparendo a spot (e a piedi nudi per l'effetto sorpresa)  in camera del Ric per assicurarmi il suo impegno scolastico.

In tutto ciò ho le deleghe per prendere due compagni del Nin a scuola, sono rappresentante di classe sia alle elementari che al liceo e assistente della squadra di rugby.

Ricordarmi di tutto è un'utopia.

Mi sa che mi sono presa un po' troppi impegni quest'anno.





giovedì 12 novembre 2015

DI RETICENZA E CALCI NEL DIDIETRO


Come dicevo nel precedente post, il Ric è brillante, ma pigro.
Pigro è un termine veloce e generico, in realtà lui ha una sorta di reticenza inizale a fare le cose. E' un "conservatore" nel senso che preferisce mantenere lo status quo piuttosto che cambiare.

Ad esempio... quest'anno in vacanza la prima mattina c'era la presentazione dello Yung Club, l'animazione specifica per la sua età. Abbiamo scelto quel villaggio apposta. La sua reazione è stata "si beh magari ci vado domani, oggi vengo con voi in spiaggia".  Ce l'ho spedito a solenni pedate, e naturalmente dopo 10 minuti era talmente soddisfatto che le sue vacanze sono andate molto più che bene

Orbene, sono ormai.. dunque.... 10 anni che Ric pratica con successo il Judo. E' cintura marrone, mi dicono essere piuttosto dotato (io nonostante gli anni ancora non ci capisco granchè). Purtroppo la sua palestra non partecipa alle gare. Il Ric ne è sempre stato seccato, abbiamo provato a chiedere, a capire, ma niente. Se vuol fare le gare, l'unica è cambiare palestra. Così lo scorso giugno mi sono data un'occhiata in giro e ho trovato una palestra non troppo lontana da casa (quella attuale è a 3 minuti a piedi....) che sembrerebbe fare al caso, ho contattato il responsabile il quale ha invitato il Ric per una prova. Prova che a giugno non ha fatto, con la fine della scuola un po' tirata e l'inizio dell'attività di animatore non ce n'è stato il tempo. A luglio ormai era luglio, cosa vuoi, vacanze inoltrate, il Judo era archiviato fino a settemnre. A settembre nemmeno, no dai, ma poi vediamo, insomma....

Memore di tutto ciò e dei concetti espressi nel post precedente  - a riguardo dei sogni e della pigrizia  -  ieri sera ho dato il via alla seguente conversazione:

- Ric allora, ma la palestra nuova che volevamo andare a vedere?
- ehhh.... mamma... insomma..........
- dai, domani scrivo al tipo, e gli dico che martedì ti porto a provare
- (ridacchia) no vabbè dai, aspetta un attimo.... ci penso.....
- ci pensi? e a cosa devi pensare??? è una lezione di prova Ric, non è che ti legano. Gli scrivo.
- no dai, ci penso un attimo
- ma quale problema c'è Ric?? buttati no?? E' solo una lezione di prova, si chiama di prova apposta, non è che te li sposi!! Non succede niente non sei costretto a niente, dai buttati, buttati insomma!!
- eh... ma... veramente....
- Sentimi bene un po', ragazzino. Ti ricordi quest'estate che non volevi andare allo Yung e ti ci ho dovuto mandare a pedate, e poi alla fine non volevi più venire via?
- (ridacchia di nuovo) si si ....
- ecco ma me lo spieghi che problema c'è? Cos'è, sei timido?
- ehmm no non direi, no
- e allora?
- mah... non saprei.......
- Io non capisco Ric, questa resistenza passiva inutile. Facciamo così. Io propongo. Poi se mi accorgo che per qualche motivo non vuoi buttarti, decido io e ti ci butto a calci in culo. OK? Domani gli scrivo.
- ehmm.... ok.........

E mo' vediamo!





mercoledì 11 novembre 2015

LA VIA LUNGA - o di conversazioni col Ric

Beh... alla fine ho scelto la via lunga.


Purtroppo- o per fortuna - il Ric è un ragazzo molto difficile da punire. Sempre stato.
Esce solo nel we, durante la settimana sta a casa sia i pomeriggi che le sere. Ieri era martedì e togliergli la prossima uscita avrebbe significato rimandare la punizione fino a sabato, e  mi pare stupido.  Fa sport, tre allenamenti a settimana, ma quello non l'ho mai usato come punizione perché al di la di tutto, è salute e non mi pare adeguato toglierlo. Della PS gli frega il giusto. Potrei sequestrare chitarra e telefono, ma a che pro? Sono sempre stata convinta che la punizione debba avere una attinenza con il "reato".


Quanto alle pittoresche idee di Vedetta...... :-)
Interessanti, amico mio, ma quanto ai capelli ahimè li ha tagliati due giorni fa e ora che gli ricrescono passano almeno 3 settimane. Un po' in là. Come faccio a Natale a dirgli "no non ti do i soldi per il barbiere, perché a novembre hai preso 4 in storia"?? E comunque la maggior parte delle volte glie li taglia il GG. Quanto ai vestiti... stai davvero suggerendo che io spenda uno stipendio per comprargli un guardaroba da sfigato??? :-D Punisco anche me stessa!!! Peraltro i suoi vestiti sono molto adeguati, jeans, maglietta, felpa. Nulla di particolare.


Così mi ero preparata un bel discorsone sulla responsabilità ed il senso del dovere, tutto preciso e puntuale. Mi sono seduta sul suo letto (lui studiava alacremente) con tutta la calma possibile e l'ho approcciato dicendo semplicemente "parliamo del problema?"


Beh, mi ha spiazzato.
Prima di tutto ammettendo di non aver studiato.
Ero preparata a ribattere colpo su colpo prima di cominciare a fare il mio pezzo, e invece niente, candido come la "dolce Candy" ha ammesso la sua colpa. Onesto o furbo?? Comunque sia, questo ha svoltato parecchio il discorso. Gli ho chiesto come mai non avesse studiato, ovvero, se sa che deve studiare e sa che non lo ha fatto, perché ha aspettato la conferma di un voto molto brutto prima di rimettersi in riga. E li è cominciato tutto un altro discorso diverso che non mi aspettavo di dover fare.


In sostanza mi ha detto che fa fatica a studiare - specialmente alcune materie che non gli piacciono come storia, geografia, arte - perché gli sembra di studiare per nulla. Il liceo, mi dice, è troppo teorico, non ti insegna niente di vero, niente di pratico. E' una scuola inutile. Bene, gli ho chiesto, vuoi cambiare? Dice di no, ormai no, ma se scegliesse oggi farebbe una scelta diversa. Sceglierebbe un istituto tecnico. Benissimo, allora dimmi quale istituto tecnico sceglieresti.


E li è cascato l'asino.


Perché la verità è che Riccardo purtroppo non ha una "passione" vera.
Ci sono amici suoi che adorano smanettare con viti bulloni e chiavi a brugola da quando avevano 7 anni, per loro la scelta di un istituto tecnico meccanico è stata facile. Altri che a 9 anni erano già dei provetti hacker, e per questi l'informatico è stata scelta obbligata. Ma lui? Lui non sa cosa vuole fare, non sa cosa gli piace non ha una direzione. Non ha un obiettivo vero, uno scopo, un fine. E per questo motivo ritiene inutile quello che sta facendo.


Certo, gli piace il judo, gli piace fare l'acrobata.
Ma farne un mestiere?


Così è diventato un discorso motivazionale.
Gli ho parlato dell'apertura mentale e dell'elasticità che il liceo dona, dicendogli che anche se non ti insegna a fare nulla di pratico, la cultura non è mai inutile, e che ti consente di capire meglio il mondo che ti circonda. Gli ho detto che le equazioni di secondo grado magari nella vita reale non le userà mai più , ma che capirle e risolvere lo aiuta ad avere una certa attitudine mentale, a ragionare, e che se non si rende conto di questo è perché gli viene già naturale farlo, gli appartiene già.


E ha dovuto ammettere che la differenza tra se stesso e alcuni individui-caprone del quartiere, la percepisce già molto distintamente.


L'ho esortato a pensare davvero attentamente a quello che gli piacerebbe fare, a cercare un obiettivo, qualcosa che lo appassioni. Gli ho detto che mi dispiace vederlo spesso stravaccato sul letto ed interessato solo ai video di youtube (è l'età , va bene, ma....) e che alla sua età bisognerebbe avere un sogno, bisognerebbe "aggredire" la vita come un leone e non lasciarsela passare addosso.


Mi ha risposto che gli piacerebbe molto essere quel tipo di persona, ma che non lo è.
Allora gli ho detto che ci vuole un po' di impegno nelle cose, che le cose non "succedono" semplicemente da sole. Così come con le ragazze, se te ne piace una non è che puoi star li a aspettare che lei arrivi a dirti "piacere, mi chiamo....". Devi creare le occasioni, le passi davanti una volta o due, le raccogli un fazzoletto che cade, ti presenti, poi magari le offri un caffè.........  allo stesso modo difficilmente la passione della tua vita ti salterà in braccio dal nulla. Bisogna cercarla.


Mi ha detto che avere un sogno "non usa", che nessuno dei suoi amici ce l'ha.
Al massimo c'è qualcuno che sa quale tipo di lavoro vorrebbe fare in futuro, ma sognare??
Sognare in grande?
Anche no.
Mi si è accapponata la pelle.


Abbiamo parlato della pigrizia - Riccardo è curioso ma pigro - abbiamo parlato della sperimentazione, gli ho detto che se non ha ancora trovato qualcosa che lo appassioni davvero, che continui a cercare, a provare, a sperimentare. E come mi aiuterebbe questo a studiare storia? mi ha chiesto. Ti aiuterebbe, gli ho risposto, perché a quel punto storia sarebbe un passo verso l'obiettivo, e non più solo una pagina sterile di roba inutile che ti costringono a mandare a memoria.


E siccome mi pareva un bel po' scoraggiato, gli ho suggerito, se proprio non riesce ancora ad avere un obiettivo a lungo termine (onestamente, io non l'avevo alla sua età... ed infatti faccio un lavoro che non mi piace) di darsi un obiettivo a breve. Giugno. La promozione a giugno. Questo è un primo obiettivo. Piccoli passi. La promozione a giugno si costruisce a partire da ora, fin dal primo giorno di scuola. Se sei d'accordo che questo sia un obiettivo, allora lavora per questo. Lavora per passare della vacanze serene.


Abbiamo convenuto almeno su questo.
Ha promesso che si metterà a studiare con maggiore impegno, e naturalmente sembrava il più sincero dei giovanotti.


Io sinceramente sono un po' preoccupata, perché alla sua età essere già scoraggiati mi sembra davvero brutto. Riccardo ha un cervello di prim'ordine, sarebbe proprio un gran peccato che lo sprecasse. Ha tanti talenti, sa fare tante cose (e se ne rende conto anche lui), tante cose gli vengono facili ma nessuna di esse lo avvince davvero.


Peraltro noi non siamo di quei genitori che i figli "devono" diventare avvocati o dottori o ingegneri. Per me, se anche venisse a dirmi che vuol fare l'artista di strada, andrebbe benissimo. Basta che sia felice lui.


Forse è proprio questo il punto, forse è il fatto di dover decidere per sé che lo spiazza. Forse è ancora presto. Forse pretendo troppo. Forse se gli imponessi determinate cose, sbufferebbe ma alla fine le farebbe.


Invece la mia via, la via lunga che ho scelto,  passa per l'autodeterminazione, per la consapevolezza e spero di non sbagliare, di non volere l'impossibile.







martedì 10 novembre 2015

DI MESSAGGI




WAP di stamattina del Ric

Ehi
Ti voglio Bene
Ho preso 4 in storia
Ricordati la merenda quando torni

Primo pensiero: lo ammazzo.
Secondo pensiero: lo ammazzo e lo brucio
Terzo pensiero: lo ammazzo lo brucio e lo butto nell'umido.

Mia risposta: sono lieta che la cosa non ti faccia perdere l'appetito.

Ho ancora 4 ore e 20 minuti per capire cosa dirgli quando lo vedo.





giovedì 5 novembre 2015

TIENIMI VICINO MAMMA



Questo post partecipa all' #tienimivicinomamma delle #Stormoms


Quando nacque il mio primo figlio io ero giovane.
Oddio, non giovanissima, ma giovane diciamo per la media attuale.
Anche se non ero completamente priva di esperienza, comunque  sentivo che l'esperienza che stavo per/ stavo vivendo era qualcosa di completamente diverso ed "altro" da qualsiasi altra cosa io avessi sperimentato fino a quel momento.


Non vedevo l'ora di tenere in braccio il mio bimbo, ero un po' intimorita dall'enormità del compito ma confidavo che il mio istinto mi sarebbe venuto in aiuto.


In ospedale io come tutte non vedevamo l'ora che ci portassero i bambini per coccolarli, abbracciarli, riscaldarli, nutrirli, annusarli, solleticarli.. arli... arli... arli.... ma c'era un'infermiera della nursery che mirava a impedircelo.


"Non dovete prenderli in braccio" - ci diceva perentoria - "dovete lasciarli dormire nella loro culla perché poi si abituano e vogliono stare in braccio anche di notte"


Noi ci guardavamo stranite, ma in camera eravamo tutte primipare e dopo tutto il terrorismo psicologico che nei 9 precedenti mesi avevamo subito circa le notti brave dei neonati che scambiano il giorno per la notte, capite....... ci adeguavamo alle istruzioni.


Per fortuna la permanenza in ospedale dura solo pochi giorni.


Non ci ho messo molto, una volta tornata a casa, a capire l'assurdità della pretesa di quell'infermiera.
Un bambino ha estremo bisogno di contatto di pelle-a-pelle, di calore, di sentire un cuore che batte.
Un bambino non ha bisogno di imparare a stare buono nel suo letto.... o quantomeno non nelle prime 48 ore della sua vita! Un bambino ha bisogno di imparare che è amato. E' questa la cosa più importante che insegnamo loro in quelle meravigliose prime settimane con noi.


Li stringiamo (delicatamente...) li guardiamo negli occhi e ci lasciamo guardare, conoscere, annusare. Li accarezziamo e ci godiamo beatamente tutte le loro smorfiette, bausciatine, ciucciatine di guancia e collo, e così costruiamo insieme a loro un castello meraviglioso fatto di tutte le nostre emozioni, che saranno la base, il pilastro, le fondamenta di tutto il nostro futuro.


Così al diavolo l'infermiera Rottermehier, ho adottato il metodo opposto - e col secondo figlio probabilmente l'ho adottato in maniera anche più massiccia!  Il mio bel topino era sempre con me, andavamo a spasso col marsupio anche per ore e ore, fino a quando la mia schiena ha retto.... ci siamo fatti delle fantastiche dormite sul divano, con lui spalmato completamente addosso a me, bocca aperta e bolla al naso tipo cartoni giapponesi che non ci avrebbero svegliati nemmeno le  bombe (e questa abitudine il furbetto l'ha mantenuta in età più avanzata col papà... pisolini pomeridiani della durata di un sonno notturno... #tienimivicinopapà!!!)... ho sempre accolto i figlioli nel lettone di buon grado secondo necessità dopo un brutto sogno, durante un temporale o semplicemente quando nel lettino comparivano delle spine tremende che proprio no no no non si riusciva ad addormentarsi con quel fastidio improvviso che spuntava dal materasso.. dai mamma... lettone, posso??? Ma certo che puoi,  al diavolo tutto. I cartoni non si guardavano se non abbracciati sul divano, la nanna non si faceva se non dopo una sana sessione di coccole e lettura, il sole non si prendeva se non di schiena abbandonati sulla mamma (che infatti aveva sempre la pancia bianca...)


Ho cominciato a fregarmene di chi diceva che "li viziavo troppo", perché i vizi secondo me, quelli davvero dannosi,  sono altri. Sono il dire di si a tutto, il comprare tutto quello che chiedono, il non porre regole.  Non sono certo gli abbracci le carezze le coccole. Tenerli il più possibile con se non è un vizio è una meravigliosa esperienza che aiuta a crescere, e non solo i figlioli....


Il mio motto da allora è stato "io intanto lo vizio, poi casomai quando cresce i vizi li toglieremo"
E così è stato davvero e non posso spiegarvi quanto sono stata felice di aver capito questa cosa nonostante i tanti pareri contrari.


A quella infermiera, se la incontrassi oggi, vorrei dire....... mia cara, cambia lavoro. sono sicura che sei una persona bravissima e degnissima, ma cambia lavoro perché tu derubi le mamme dei primi momenti di magia insieme ai loro bambini. Tu purtroppo credi di fare il bene, ma non lo fai, tu privi dei neonati del contatto di cui hanno bisogno e le mamme della gioia infinita di tenere vicino il proprio bimbo non solo nei momenti di necessità (tipo allattamento) ma anche quando non serve, quando lo si fa solo perché è bello.


I miei figli ad oggi sono/sono stati entrambi dei coccoloni.
Oddio il Ric ormai ha 15 anni, quindi il termine "coccolone" va preso con le pinze....  ma lo è stato di sicuro a lungo. Il Nin non vi sto a dire, un idillio continuo di baci abbracci e carezze e paroline dolci.


E io penso che arriverà un giorno in cui dovremo lanciare l' #tienimivicinofigliomio e in quel momento, magari i ricordi felici che abbiamo costruito con loro tenendoli vicini riaffioreranno e renderanno la vita più bella e piacevole e gioiosa e serena.









lunedì 26 ottobre 2015

SABATO POMERIGGIO

Verso le 16
il Ric ballonzola per casa sfaccendato.

- Ric, che fai esci?
- Mmmh no, esco stasera, oggi pomeriggio studio.
- Come! ma è sabato, c'è il sole, possibile che non trovi di meglio che lombricare in casa? su esci, vai! trovati qualcosa da fare, chiama qualche amico e vai fuori che si sta benissimo!
- Ma... ma... ma....
- Ma che ma e ma! Non si può ciondolare per casa a questo modo alla tua età!
- Io dico studio e tu dici esci??? Che mamma!!!


Ghign ghign ghign
Mi piace destabilizzarlo ogni tanto



giovedì 22 ottobre 2015

DISCORSO CON L'ADOLESCENTE

Mio caro figliolo adolescente,
ci sono alcune cose sulle quali dobbiamo capirci.
Innanzitutto io non posso concederti permessi se non sono al 100% certa senza ombra di dubbio che nemmeno una giuria americana dei telefilm che tu non ne abuserai. Ho bisogno di sapere che sei maturo e che sei responsabile. Se a casa fa il cazzone, non ti fai il letto nemmeno quando te lo chiedo, i tuoi vestiti sono tutti sparsi in giro, il tuo armadio è la guerra atomica, la tua scrivania quella nucleare, studi una volta si e una no, dimentichi le cose e non onori gli impegni scolastici, come posso io essere certa che il tuo grado di maturità sia sufficiente a consesntirti di fare cose PERICOLOSE senza metterti inutilmente a rischio?  

Quali cosa pericolose!

Andare a ballare dove gira alcol fumo droga e pasticche è PERICOLOSO amor mio, esistono rischi per la tua stessa vita.

Ma cosa c'entra con il letto fatto e l'armadio! E' tutto un'altro livello. 

Concordo. Concordo perchè è la stessa obiezione che facevo io ai miei quando mi facevano questo tipo di discorso. Ma, Ric mio adorato, una persona o è responsabile o non lo è, in ogni ambito. Se fai una cazzata da irresponsabile a scuola, la cosa peggiore che ti può capitare è che prendi un votaccio, e vabbè. Lo rimedi. Se fai una cazzata da immaturo a judo, la cosa peggiore che ti può capitare è che passi di cintura 6 mesi più tardi. Se fai una cazzata con una pasticca, Ric, rischi di morire. Morire, capisci?? No per finta, sul serio.

Mamma ma lo so, le so queste cose, credimi! 

Sono certa che le sai. Anche il ragazzino che c'è restato secco quest'estate al Cocoricò sono certa che le sapesse. E anche la sua mamma, sono sicura che fosse certa che lui sapesse tutto. Però ora lo piange su una tomba. Io non posso rischiare Ric di ritrovarmi a piangere sulla tua tomba. Non esiste, non posso minimamente correre un simile rischio perchè è troppo grande. So che non lo faresti mai coscientemente. Ma ci sono mille modi. Magari arriva qualcuno che conosci, ti dice che la pasticca non è niente, che è solo caffeina, per stare svegli, ma magari non è vero e nemmeno chi te la propone sa veramente cosa sia. Magari hai bevuto uno (o due...)  gin lemon (grrr) e la tua capacità di giudizio è leggermente offuscata, quel tanto che basta da credere che sia solo caffeina. E sei fottuto. Fottuto Ric. Capisci?

Si, capisco il tuo punto di vista. 

Grazie. E visto che siamo qui, ti dico che mi aspetto un comportamento più responsabile e più maturo in ogni ambito, se vuoi essere trattato da adulto devi  comportarti come tale.

Si vabbè ma non mi devi stare così addosso!

Ti sto addosso? Ok su cosa ti sto troppo addosso??

L'armadio. La scrivania. La roba è mia e me la gestisco come mi pare.

Mi sembra un'ottima cosa. Ma se vuoi gestirti come pare a te, allora devi gestire tutto. Non è che io compro, lavo e stiro e questo va bene, e poi tu ti gestisci come ti pare il disordine estremo in cui molli la roba. Se vuoi che tenga il naso definitivamente fuori dai tuoi armadi, allora ti compri ti lavi e ti stiri i vestiti. Altrimenti non funziona, troppo comodo.

mgrffprpffrrgrmmmmh

Quanto alla scuola......... oggi hai preso 4 in itlaliano!!!!

Si ma tanto non fa media

Questa risposta mi dimostra che non sei ancora maturo e consapevole. Chissenefrega se non fa media. Qui non stiamo parlando della tua media scolastica, qui parliamo del tuo livello di responsabilità. Il punto è che avevi un compito da svolgere e lo hai fatto male. E' il tuo lavoro Ric, il tuo mestiere ancora per qualche anno. Devi rassegnarti che la vita dello studente è questa. Arrivi a casa, mangi, cazzeggi un'ora e dalle 3 alle 7 stai sui libri. Punto. Io pensavo che avessi imparato la lezione. Ti ricordi gli esami di terza media??? Eri sicuro che non potevi prendere più di sette, ma ti sei messo sotto e alla fine hai meritato un gran bel 9. L'anno scorso hai cazzeggiato da gennaio a marzo, e ad aprile avevi 4 materie insufficienti. Ti sei messo sotto e alla fine sei passato senza debiti. La lezione è semplice: cazzeggi, vai male. Ti impegni, i risultati arrivano. Come mai nonostante tu abbia avuto abbondanti prove di questo semplicissimo fatto, ancora non ti comporti di conseguenza?

Eh... fare il cazzone è più facile....

Oh si, infinitamente, lo capisco benissimo. Ciò nonostante, esiste una cosa chiamata "senso del dovere" che le persone mature hanno. Sono sicura che stare 3-4 ore sui libri sia una rottura per te, ma devi farlo perchè è il tuo dovere. E considera anche che se comincerai a comportarti meglio, la tua vita sarà infinitamente più semplice in moltissimi modi. Avrai meno problemi a scuola, sarai più tranquillo, io sarò infinitamente più di buonumore e i tuoi problemi ad uscire, andare, fare, brigare si ridurranno drasticamente. Mettimi alla prova quanto a questo. Tutto ciò detto Ric, spero che tu capisca perchè tuo padre ed io abbiamo deciso che NON andrai alla festa di Halloween.

Ma... ma..... ma....

Niente ma. Mi spiace. E' questione di maturità. E' questione di capire che come ti comporti è scelta tua, ma ogni comportamento ha delle conseguenze. Non è che la cosa mi piaccia, non sono contenta di tenerti a casa. Non sono il tipo. Hai mai avuto l'impressione che fossi una mamma cui piace avere i figli attaccati alla gonnella?

No... quello no...

Infatti, non lo sono. Sono più che felice di vederti crescere. Ma l'anno scorso ho lasciato correre, quest'anno  non lo farò più. Non puoi pensare di fare il lavativo e passarla liscia.

Posso farti cambiare idea in qualche modo?

Puoi provarci. Io apprezzerò moltissimo il tentativo, ma non posso prometterti che ci riuscirai.



lunedì 19 ottobre 2015

DI TRAVESTIMENTI





- Ric, poi ci sarebbe un'altra cosa che mi perplime per questa festa di Halloween


- (sguardo esasperato) E quaaaaale sarebbe?


- Sei conscio e consapevole che si tratta di una festa in costume?


- (sguardo depresso) Si, me l'hanno detto :-(


- Quindi?


- Beh avevo pensato a quei denti da Dracula... ma poi sono scomodi.... metti che ci sia da limonare.....




Eccerto.

venerdì 16 ottobre 2015

HALLOWEEN FESTIVAL





Ecco, l'evento è questo:


http://www.milanotoday.it/eventi/eastathe-market-sound-halloween-milano-31-ottobre.html


Ne parlano siti e testate giornalistiche.
Non è un "simil-rave" come io avevo pensato all'inizio, e non si svolge al Parco Lambro (per i non-milanesi, è un parco piuttosto famoso per lo spaccio) come mi era sembrato di capire.


E' una festa aperta a tutti, ma pare che ci saranno in maggior parte ragazzini (a giudicare dalla pagina FB)


Questo non significa che non girerà roba chimica.

Minchia che stress.

mercoledì 14 ottobre 2015

HALLOWEEN IS COMING



Lunedì pomeriggio:


- Ah, mamma... ti ho poi detto cosa faccio ad Halloween?
- (sguardo saettante) Prego?
- Ti ho poi detto cosa mi piacerebbe fare ad Halloween?
- Molto meglio. No, non me l'hai detto.
- Ahh c'è questa megafesta.. mi ha invitato C. All'aperto, ci sono 6 palchi con dj famosi, le giostre, una cosa fighissima. Ne parliamo da settimane!
(già mi piglia male)
- Uhm... e dove sarebbe questa megafesta?
- Boh, in un parco. dalle parti di Piola....


Rotelle in movimento. Una megafesta. All'aperto. Con 6 palchi con DJ famosi che suonano technohousecazziemazzi music. Al Parco Lambro. Praticamente un rave party. A 15 anni. MA NON CREDO PROPRIO


- Ric ma porcapaletta, ma questa festa è praticamente un rave!
- ehnm... ecco.... non è che io sappia molto bene cosa è un rave, ma in effetti.. ehm....
- Ma secondo te?? Una megafesta in mezzo al Parco Lambro, a sballarti bere e fumare?????
- No dai.. fumare no..... E poi scusa che differenza c'è tra questa festa e le altre feste a cui sono andato? (si riferisce a 2 feste in discoteca organizzate appositamente solo per studenti delle superiori)
- La quantità di fumo e alcol che gira, Ric!
- Ah be, ma guarda che roba ne girava anche alle altre.....
(.......)
- Guarda sono molto perplessa. Ne parlo con tuo padre e vediamo.
- Ma io gli ho detto di si 2 settimane fa...
- A tuo rischio e pericolo caro.


Ieri mattina


- Ah mamma, mi ha scritto C, mi ha preso il biglietto, per te non è un problema vero?
- Mi hai per caso sentito dire che puoi andare? Mi hai per caso sentito mentre ti davo il permesso? Certo che è un problema! Pagagli il biglietto, poi vediamo. Sappi che sono più che disposta a smenarci 25 euro!
- Eh ma.. no, dico.. però.. insomma.......
- Taci!


Il GG naturalmente è tutto meno che disponibile ad accordare questo permesso.
Ora bisogna dirglielo.
So già che si scatenerà la III guerra mondiale.


Anche perché l'alternativa è fare animazione in oratorio alla festa che organizzano per i ragazzini delle medie (caccia al tesoro, i santi hanno perso le chiavi del paradiso e vanno all'inferno a cercarle...)


Mi incazzerei anche io.

mercoledì 7 ottobre 2015

DI PARLANTINA, SCUOLA E LA BENEDETTA ADOLESCENZA



- Mamma lo sai cosa? I miei compagni mi hanno detto che starebbero ore a sentirmi parlare!
- Ehm, Ric, che cosa carina, ma in che senso?
- Perché dicono che trovo le parole anche quando non ci sono parole da trovare
(per i meno esperti di linguaggio adolescenziale, questo significa: riesci a tirar fuori due robe con un minimo di senso anche quando non hai studiato un cazzo)
-  Si beh, capisco. Ero un po' così anche io. Ti salva quando non sei proprio tanto preparato. Qualche volta funziona, non sempre ma qualche volta.
- Eh si. Lo dice anche la prof F. "Ric, tu hai un modo di parlare che confonde, ma io non mi faccio confondere. Quattro e mezzo".


Fortunatamente questa citazione della prof F. (di italiano e storia) risale allo scorso anno.
L'anno scolastico di Ric è cominciato confermando l'unica cosa che veramente abbiamo imparato dall'anno scorso: quando torna a casa dicendo che una verifica è andata bene, è un 4 sicuro. E viceversa.


E infatti...
Inglese, mamma, come vuoi che sia andato! (aveva 8 in pagella). Risultato, 4
Matematica, mamma... era difficile, sono andato un po' a istinto mi sa che.... Risultato, 6 e mezzo
Fisica, mamma... booohhhh???? Risultato, altro 6 e mezzo.
E per miracolosissimo miracolo, meraviglia delle meraviglie, un bel 7 da quella prof F. che non si lascia confondere e quindi suppongo che fosse davvero preparato.


Devo ammettere che quel 4 di inglese mi ruga parecchio.
Perché era una verifica basata sui compiti delle vacanze (un romanzo breve di Sherlock Holmes) sui quali il Ric e io ci siamo scornati varie volte, lui sostenendo che "era inutile" che facesse tutto quanto richiesto dall'insegnante, ed io legandomi mani e piedi per impedirmi di lanciarlo giù dal quinto piano. Chi aveva ragione? Eh? Eh? Vabbè.


Comunque mi pare - mi pare! - di vederlo abbastanza impegnato quest'anno, di sicuro ha cominciato studiando di più dell'anno scorso. Anche se non ha abbandonato i suoi pisolini pomeridiani, l'ho visto persino sedersi nuovamente alla scrivania dopo cena già  in almeno un paio di occasioni. Considerando che la scuola è cominciata da 3 settimane, non è male.


Spero che resti sul pezzo perché ormai è grande, ma grande davvero, e la mia presa su di lui comincia a vacillare.


Devo ammettere che quando lo sgrido sul serio, e capita o per la scuola o quando il suo armadio sembra lo sgabuzzino delle scope dell'Apprendista Stregone dopo l'inondazione, lui si arrabbia e (prova a) fare la voce grossa, ma è solo un pro forma perché poi alla fine ubbidisce.
Sono l'unica a cui ubbidisce, a dire il vero, fin da quando era piccolo.
Ma bisogna comunque considerare che far presa su un quindicenne che ti sorpassa di 20 centimetri buoni non è esattamente la cosa più agevole del mondo.


Speriamo di non averne (troppo) bisogno...........





mercoledì 30 settembre 2015

PIANI PER IL FUTURO.

Conversazione stamattina col Ric.


- Mamma ho deciso che mi do alla carriera sportiva 
- Oh, ma sul serio. E come mai?
- Perché sono bravo in tutti gli sport e studiare mi fa schifo.
- Capisco....
- Si si, mi sa che faccio così. Oppure scappo col circo.




Conversazione ieri pomeriggio col Nin


- Mamma, ho deciso che io non lascerò mai il rugby!
- Bene, sono contenta, ti piace proprio eh?
- Si, è fighissimo. E poi mamma, io prima o poi devo prenderli a calci nel sedere, quegli All Blacks!






Perché bisogna averlo un obiettivo nella vita! Tu ce l'hai un obiettivo? (cit, chi indovina?)






Glom.

venerdì 18 settembre 2015

DI GATTI NUOVI

Allora,
visto che la buona Vedetta Lombarda ha suggerito un paio di post fa che potrei essere lievemente stressata ho deciso di darmi alla pet terapy.

E così ieri mi son presa un (altra) micia!

Eccola qui, 50 giorni e non sentirli, una signorinella grintosa che abbiamo chiamato Arwen


Finalmente una femmina, dopo 3 maschi!

Come forse alcuni ricorderanno, dopo aver perso il nostro Quark a giugno, la nostra famigliola pelosa si era ridotta a 1 solo miciotto, Bro, che oggi ha poco più di due anni.

Bro e Quark

 
Una sorellina gli ci voleva, no?
Al momento a dire il vero il neo-fratello maggiore non sembra molto convinto... le gira abbastanza al largo.

Però non è aggressivo, soffia un po' "pro forma" ma senza tanta convinzione, difatti non rizza il pelo ne gonfia la coda. Per le gattare in ascolto dirò che hanno anche già usato con successo e soddisfazione (mia) la medesima lettiera, che mi pare un gran bel successo dopo solo poche ore di convivenza.

Insomma la abbiamo portata a casa ieri. Bro non si è avvicinato al trasportino nemmeno dietro lusinga dei croccantini, allora l'ho lasciata libera di girare con lui che stava rintanato nell'altra stanza.
Arwen, una grande.
Paura di niente e di nessuno.
Ha cominciato allegramente ad esplorare la casa senza troppi complimenti, ha cercato anche di esplorare Bro a dire il vero ma senza gran successo. Cosa spinga un gatto maschio di 2 anni e 4 kg a scappare davanti a una cucciolina di 50 giorni e 600 gr di peso mi resta oscuro.

Insomma la sua vita in casa nostra è cominciata, come è giusto che sia, con un sano giro esplorativo di tutti gli anfratti e gli angoletti possibili ed immaginabili



Poi, dopo aver preso un po' di coccoline...
 


...ha giocato sul letto come tutti i bimbi...
  


...ed è infine crollata per un pisolino in braccio al Ric



Il tutto sotto il mio occhio vigile, mentre il Nin - coinvolto ma con altre priorità nella vita - giocava alla Play con un suo compagno di scuola e la sorellina del suddetto compagno (3 anni) cercava di acchiapparla per la coda. Insomma un pomeriggio intenso.

Il GG.... quello duro che non voleva altri gatti, che insomma basta peli in giro, e non ne voglio sapere niente ecc ecc ecc...... beh, eccolo qui:





E non vi dico che la signora da cui l'ho presa ne ha anche un'altra che mi piace moltissimo.
No no, non ve lo sto dicendo.
Ma proprio per niente.


mercoledì 2 settembre 2015

DI FRATELLI MAGGIORI, MATTINATE CASALINGHE E DITA INCROCIATE

Orbene.
L'estate volge agli sgoccioli e una s'ha da organizzà come meglio può.
L'oratorio estivo è aperto per queste due settimane prima della ripresa scolastica ma Il Ric ha deciso di frequentarlo solo al pomeriggio e per ottimizzazione organizzativa, anche il Nin la mattina sta a casa.


Non so se avete inteso.

Il Nin la mattina sta a casa.
Col Ric
Da soli.
Loro due.
Senza supervisione.

Sono pervenuta a questa storica svolta considerando che ormai hanno un'età tutti e due, e che comunque per quello che mi è dato sapere, sono molto più "bravi" quando sono soli che in mia presenza. Non litigano, vanno d'amore e d'accordo, se la sciallano - come direbbero i gggiovani.


Dunque è stato con animo relativamente tranquillo che ieri mi sono recata al lavoro.

Verso l'una hanno cominciato a pervenirmi delle fotografie....

La prima, questa:




Lasciate perdere la faccia del Ric, che i ggggiovani quando si fanno i selfie fanno sempre quell'espressione da mezzi deficienti (ma non ditelo a loro....)
Io me li immaginavo a casa e invece sono al parco... eh vabbè. Che sarà mai. 200 mt da casa.
Sono scesi dal panettiere a farsi una sana fetta di pizza e sono andati a mangiarsela sotto le fresche frasche.
Che bravi. Sono contenta dopotutto che facciano qualcosa insieme, loro due, da bravi fratelli, invece che farmi  venire l'ulcera litigando ed insultandosi in modi sempre nuovi e fantasiosi.

Passano due minuti, arriva questa:


Ancora niente di che, il "piccolo" Nin è seduto sul ramo di un albero, gli piace molto arrampicarsi, lo fa sempre, anche con me. Conosco quell'albero, e anche lui, ci è salito migliaia di volte. Sorrido deliziata, orgogliosa dei miei due figli che diventano grandi, ognuno a modo suo.

Poi, dopo circa 5 minuti, con la didascalia "sempre più in alto", compare la terza ed ultima:







E qui devo ammettere che ho un po' sputazzato il cous cous che stavo mangiando.

Guardo bene, eh si, stavolta è proprio in cima. 
Scenari apocalittici cominciano ad affollarsi caotici nella mia mente... Il Nin che cade scompostamente sul prato sottostante, il Ric che grida e chiama l'ambulanza........30 secondi di delirio poi riprendo il controllo.

Sorrido comprensiva, penso "che bravo il mio acrobata circense" (complimento che vale per entrambi), riprendo il mio cous cous e finisco il mio pranzo tranquilla e serena.

Le dita fanaticamente incrociate in tasca e le chiappe strette non contano.