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giovedì 5 gennaio 2017

POST SEMISERIO SULLA FOLLIA DI CERTO FANDOM

Il 2017 non prevedo che mi porterà ad aumentare la mia età interiore.
Sixteen-inside sono e sixteen-inside conto di restare.
In qualità di adolescente interiore, frequento alcuni gruppi di fan della mia saga/serie televisiva preferita (al momento) ovvero, come tutti sanno, Outlander. Gruppi che riguardano questo argomento credo che ce ne siano qualche migliaio. Ne ho identificati due o tre che mi parevano simpatici, e uno molto serio, molto ufficiale... ma in realtà avevo cominciato a seguirli essenzialmente per tenere d'occhio i link delle puntate in streaming e le novità sulla produzione. Un mese fa una ragazza appartenente a uno di questi è "fuoriuscita" e ha creato un gruppo nuovo, invitando solo alcune (selezionatissime ahahahahah) persone. Perchè ve lo devo dire: c'è in giro della gente che sta VERAMENTE MALE, ma MOLTO MOLTO PEGGIO di me!!!!!


Noi, in questo gruppo nuovo, siamo molto (ed esclusivamente!) goliardiche, ci deliziamo nel commentare sagacemente (per non dire trucidamente) le foto dei belloni della serie, con particolare interesse alle immagini in cui compaiono in kilt, o seminudi, o magari con quel paio di pantaloncini da corsa che, diamine, tra le pieghe lasciano intuire la presenza di un Sacro Bastone di entità rilevante. Si fa per ridere, solo ed esclusivamente per ridere.


Negli altri gruppi, o almeno in alcuni di questi, invece, regna una cattiveria che non avrei mai potuto immaginare, se non l'avessi vista coi miei occhi. L'attore innanzitutto sembra venir accomunato, quando non proprio confuso, con il personaggio che interpreta e gli vengono appiccicati gli attributi televisivi. Ad esempio, Se Jamie ama Claire, allora Sam DEVE amare Cait, non c'è proprio storia. E' così e basta. Spuntano due foto dove loro ridacchiano insieme o si tengono abbracciati e bum! parte il delirio. Ho visto toto-data per il giorno del loro (immaginario, ovviamente) matrimonio e qualcuna ha addirittura combinato le foto dei due per vedere il possibile aspetto dei futuri figlioli. E fin qui, oddio, è un po' inquietante, ma siamo ancora nel tranquillo.


Peccato che però il nostro Sam abbia, a quanto pare, una morosa che non è affatto quella che le fan
più scatenate vorrebbero. E' una ragazza bionda, semi-sconosciuta, che fa l'attrice, molto molto carina, bionda, occhioni, gambe lunghe, beata lei.


Io non vi posso spiegare gli insulti che questa povera Crista (si fa per dire, ovviamente, dato il gran
manzo scozzese
bel manzo scozzese che si è trovata!) deve leggere sui social quotidianamente. Una cosa pazzesca. Qualunque cosa pubblichi (sui SUOI account di Istagram e Twitter, beninteso, non su quelli di qualcun altro) sono palate di merda sulla testa. Cose pesanti, che arrivano anche a mettere in dubbio la sua integrità di persona che, voglio dire, io non la conosco e magari è la peggio stronza del mondo, ma mica lo puoi stabilire guardando una foto di lei in casa sua che decora l'albero di natale!

Certo poi uno dice: se pubblichi, ti esponi. E' vero. Però lo facciamo tutti. Io pubblico foto che mi sbaciuzzo mio marito e tutti a farmi gli occhietti a forma di cuore. Questa pubblica foto di spalle, in lontananza, in mezzo ai fumi dei fuochi d'artificio di fine anno, di qualcuno che potrebbe, forse, con un po' di fantasia, esser il suo moroso-famoso-manzo-scozzese e prende della puttana arrivista.


C'è qualcosa che non va. Ma decisamente!


L'ultima è di ieri: compare una foto di lei sulle piste da sci.
Ci credete che qualcuno si è preso la briga di ingrandire la foto per vedere chi c'era nel riflesso degli occhiali da sole?


No ma davvero, fatevi una vita.
Fatevi una vita vostra invece di provare a vivere quella di qualcun altro, e ricordatevi che stiamo parlando di una persona, non di un personaggio televisivo, una persona che magari vi sembra di conoscere perchè lo stalkerate virtualmente dalla mattina alla sera alla ricerca di foto, notizie, gossip, ma che comunque NON è il vostro vicino di casa, è un tale - che per sua fortuna è molto figo - che non vedrete mai e non conoscerete mai di persona se non, a dir proprio che vi va di lusso, per il tempo di un autografo.


Io non so nemmeno come definirle, queste cose.
Davvero ci sono persone convinte di poter... non so, in qualche modo condizionare la vita dei propri beniamini televisivi? Pensano che la vita di un personaggio famoso appartenga ai fan e non a lui, solo perchè è famoso? Si dimenticano che è fatto di carne ed ossa e non solo di carta e cellulosa?  A questo siamo arrivati, che la vita virtuale di un divo televisivo è più importante della nostra vita reale e quotidiana? Qualcosa è andato storto, ultimamente, mi sa.


Che poi per carità, i fan pazzi ci sono sempre stati.
Vedi John Lennon, per dire.
Però ormai tutto è alla portata di tutti, tutti sanno tutto di tutti, io non mi sono mossa da Milano, ma se volessi potrei dirvi dove trascorrono le vacanze praticamente tutti gli attori che mi piacciono, ma anche musicisti, giornalisti, politici (no di questi non me ne piace nessuno!).


Quanti Mark David Chapman ci saranno in giro che attendono solo il momento giusto?

venerdì 25 novembre 2016

CARTA VS CELLULOSA

Oggi dovevo scegliere tra scrivere un post serio e un post cazzaro e ho scelto quello cazzaro.
Diciamocelo, di serietà ne abbiamo già avuta abbastanza con l'ultimo, no ragazzi? :-)


Bene. Modalità "zero utilità sociale": ON


Mi sono sempre chiesta come e secondo quali criteri i romanzi vengono trasposti per il cinema o la tv (e qui, come minimo Marie Claire e Emily hanno già capito dove vado a parare).


Si dice sempre: il libro è meglio, nel film mancano spesso tante cose. Verissimo, e lo posso capire e concepire senza grosse difficoltà quando devi concentrare 800 pagine in due orette scarse di film. In parte. Voglio dire, alla fine basterebbe fare un film più lungo. Tipo, che so, Peter Jackson non è che si sia fatto fermare dalla complessità, ha cacciato fuori 6 film, due saghe da tre ciascuno, in cui si sfiorano le 3 ore a film. E che film, voglio dire!!! (per i non addetti, parlo delle trilogie del Signore degli Anelli e Lo Hobbit).






Il primo esempio contrario che mi viene in mente è Harry Potter.
Si, lo so, sto svelando la mia anima nerd, abbiate pazienza. Sixteen inside, ricordate?
Ad esempio nel terzo film della saga, Il Prigioniero di Azkaban, diciamocelo: se non hai letto il libro non ci capisci un H della storia del patronus a forma di cervo. Non dico di piazzarci una spiegazione di un'ora e tre quarti... ma due paroline per gli analfabeti? Faceva brutto? O anche nel sesto film, Il Principe Mezzosangue... sono state inserite scene che nel libro mancano totalmente, che non sono mai state scritte, poi.... zac, tagliata totalmente la battaglia di Hogwarts - preludio di quella finale - in cui peraltro alcuni personaggi vengono anche gravemente feriti. E perché??? Cioè io personalmente non vedevo l'ora di vederla, quella battaglia. La professoressa McGonagall (toh! un cognome scozzese!) se la vede brutta, e persino il mezzo gigante prende un sacco di saccagnate.  Invece niente nemmeno un accenno.






Altro esempio, un filo più hot, è le 50 Sfumature. Premetto che ho letto i libri un estate al mare e che ho visto il film lo scorso anno e mi ha fatto schifo. Ad ogni modo, il tormentone della saga è la frase che il nostro buon Christian dice alla povera verginella quando lei gli chiede qualcosa come "vuoi fare l'amore?". Lui risponde "io non faccio l'amore, io fotto senza pietà".  Questo è quello che tutte le fan invasate di Christian Gray attendevano di sentire. Invece nel film lui dice "io scopo forte". Ora lasciamo stare che le frasi esprimono il medesimo concetto... ma visto che la scena la inserisci, perché cambi la battuta?






Io non ho idea di come funzioni la sceneggiatura di un romanzo, ma sono piuttosto portata a pensare che chi si mette a un lavoro del genere, specialmente se parliamo di libri di grande successo (meritato o meno....) abbiano come minimo letto il romanzo originario. Inoltre hanno sicuramente i loro gruppi di controllo, faranno l'equivalente cinematografico di una ricerca di marketing immagino... e comunque basta fare un giro sui social per capire cosa i fan si aspettano di vedere e di sentire. E quindi perché non accontentarli? Voglio dire anche solo da un punto di vista utilitaristico, se i fan sono contenti tu guadagni, altrimenti the show must not go on!


Non sto parlando di fare una trasposizione precisa alla virgola e tirar fuori da ogni libricino una Corazzata Potiomkin di 7 ore, ma  insomma.... dove si può.....


Altro esempio (e ci siamo): Outlander. E' arcinoto che il nostro idolo delle folle aka figoatomico Jamie Fraser si rivolge alla sua amata viaggiatrice del tempo chiamandola Sassenach. Questo soprannome è diventato un mantra, nei gruppi su Facebook, con le fan si chiamano così tra loro, reciprocamente. Nella prima stagione, il doppiaggio italiano gli fa dire Sassone. Ora, Sassenach significa straniera, e trattandosi di scozia, dire straniero e dire sassone sono disposta a capire che sia praticamente la stessa cosa... però insomma, è sassenach! Se nella traduzione dei libri è lasciato invariato, perché il doppiaggio deve scombinare le carte?


Ieri sera ho visto l'ultima puntata della seconda stagione. Puntata che tutte noi povere fan attendevamo con ansia, sia per la carica emotiva che porta con se sia per le aspettative che avevamo avendo letto il libro da cui è tratta.
La puntata, va detto è stupenda. Veramente. Bellissima.
Ma quasi del tutto stravolta rispetto al libro.
Per quale ragione? Perché ambientarla in un luogo invece che in un altro? Cosa sarebbe cambiato? E c'è questa scena descritta nel romanzo, la scena del marchio, che è allucinante, pazzesca, incredibile, magistrale, una cosa da cominciare a piangere adesso e finire a Natale. Del 2018. Tutte noi ce l'aspettavamo. Ma  non c'è. Tolta. Tagliata. E perché mai di grazia? Per quale insita ragione, per quale nascosto motivo quella scena, che sarebbe durata un minuto e mezzo, non è stata girata?




Gli sceneggiatori sono stati oggetto di critiche per questa scelta, e hanno risposto che siccome la scena implicava del sangue (oh, ma due gocce!), la cosa non era fattibile perché si rischiava di sporcare i vestiti di scena e di ritardare quindi la produzione. Ma che minchia dici? A parte il fatto che pure se Claire avesse attraversato le pietre con l'abito macchiato non sarebbe stato un grave danno (e Jamie stava scendendo in battaglia, quindi....), ma te lo ricordi, si, che state filmando in ambientazione giacobita e che solo due puntate prima la battaglia di Prestonpans ha visto teste spiccate e spade infilzate? Che cazzo significa? E la zia Diana? Coma ha potuto avallare questo stravolgimento?


Ecco io non voglio criticare eccessivamente cose che non conosco, ma se qualcuno mi spiegasse l'arcano sarei grata.





venerdì 18 novembre 2016

SEASON TWO


...... e meno male che in mezzo al delirio quotidiano ieri sono arrivati i DVD della seconda stagione di Outlander...  stagione che ho già visto in streaming ed in lingua originale (belli miei sarete fighi ma nun ve se po' sentì parlà!) ma della quale non ho avuto cuore di guardare il finale.


Si, esatto.
Non ho guardato il finale di stagione.
Tanto come va a finire lo so... e francamente mi son bastati i primi 5 minuti della prima puntata!!


E quindi bentornati Higlanders che rimangono tali anche nel cuore della sofisticata Versailles


Benvenuto vestito  più bello di tutti i tempi, forse persino meglio dell'abito verde di Rossella O'Hara fatto con le tende di Miz Elena




Bentornati miei cari guerrieri in gonnella e spadone (...)



Benvenuto Monsieur le Compte (fils d'un cochon!) a cui il parrucchino non rende ahimè la minima giustizia

 E un benvenuto speciale (e ben ritrovato per chi ha letto i libri) a Mastro Raymond, personaggio enigmatico e misterioso a cui la serie televisiva non da abbastanza spazio


MALtornato al redivivo BJR che forse, chissà, nel corso di questa o della prossima stagione avrà una sorta di redenzione... ma resta comunque un bastardo senza gloria...


...e benvenuti agli scheletri nell'armadio del ramo genealogico Randall, grazie ai quali renderemo un filo di giustizia al povero Frank... cornuto e mazziato...  ma almeno non figlio di.....


Ed infine bentornata bentornata bentornata Scozia, meravigliosa stupenda incantevole Scozia, magica incantata Scozia

E nell'attesa di conoscere la prossima generazione....



Un caldo, caloroso, vorrei quasi quasi dire HOT bentornato naturalmente a loro 


E si, sto messa male, sono una eterna sedicenne che ancora sogna ad occhi aperti davanti a un libro o a una bella storia. Si, mi piacciono gli uomini con la gonna, si piango davanti alla tv, si sogno la Scozia tutti i giorni (ma non per causa di Outlander) e si, vorrei danzare tra le pietre al solstizio.

No, non mi vergogno affatto
Ma proprio nemmeno un po'.

mercoledì 20 luglio 2016

UN AMORE STRAORDINARIO

Sono sempre stata affascinata dall'amore in ogni sua forma, fin da bambina.
Nel periodo delle elementari, per me "amore" sigificava qualcosa che vedevo in tv e al cinema.
Ero vagamente consapevole che in tutte le storie che si rappresentavano sullo schermo prima o poi i due protagonisti sperimentavano "un qualchecosa" che inevitabilmente sfociava in un bacio appassionato o in una (casta, ai tempi) scena di sesso. 

L'amore per me era qualcosa che succedeva intanto che i due erano impegnati in altro, vuoi a inseguire una pietra verde, vuoi a combattere un Impero Galattico, vuoi a impedire che i nazisti entrassero in possesso di qualche sacra reliquia dai poteri esoterici.

Ad un certo punto, ma non saprei dire a che età di preciso, mi resi conto (credo in parte anche guardando i miei genitori che si sono sempre voluti bene) che l'amore non era semplicemente un aspetto della vita come mangire o dormire,  separato da tutto il resto, come mi era sembrato fin li, 
ma ne impregnava ogni aspetto. Ricordo come fosse oggi che pensai: "Ma se ti innamori e ti sposi, poi vivi con quella persona sempre, e quindi l'amore rimane sempre li, mentre fai tutto il resto"
Lasciando perdere l'ingenuità di quel "sempre", potevo avere 12-13 anni, questa fu una vera rivelazione per me, un colpo veramente grosso.
Credo che in quel momento gettai le basi di quella che sono oggi, emotivamente parlando, perchè in quel preciso fatidico momento diventai una romantica, e cominciai a fare sogni per il futuro.

E quello che ho sempre sognato da allora è un amore straordinario.
Niente altro: un amore straordinario.

Certo, ho sempre saputo di volere dei figli, un bel lavoro, qualche disponibilità economica per poter viaggiare, come penso più o meno tutti.
Per un certo periodo, affascinata dal femminismo, sperai in una carriera brillante e luminosa e mi dissi che potevo farcela da sola, che ero una donna forte, che non avevo bisogno di nessuno. Me la raccontavo, specie se considerate che ho conosciuto mio marito poco dopo aver compiuto 19 anni
Il centro, il fulcro, non è mai stata la carriera, ne la ricchezza.
Era un amore straordinario.

«Non voglio una cosa normale, facile e semplice. Voglio un amore doloroso, difficile, devastante, straordinario, che ti cambia la vita.» -cit

Non un amore ad ogni costo, no.
Non un amore malato o sbagliato.
Ma un amore pazzesco, inarrivabile, ineluttabile, inesorabile e fatale, strepitoso e indescrivibile.
Naturalmente nei miei sogni di tredicenne, il "lui" della situazione era esattamente questo: non un principe azzurro bellissimo, non un cavaliere coraggioso, non un intrepido agente segreto. Era uno qualunque, ma che mi amava esattamente così. Con urgenza, follemente. Passionale ai limiti della violenza. Uno che avrebbe rischiato la vita per avermi, che avrebbe pianto nel perdermi e che avrebbe fatto qualunque cosa per tenermi. Già. Proprio così. Utopico piuttosto e anzichenò!

Ora, beh, non ho più tredici anni, e nemmeno diciannove, ma non sono tanto cambiata, nell'essenza della questione. Solo mi domando cosa significhi "amore straordinario" nella vita vera.
Ah si, perchè viviamo nella vita vera, sapete? Eh, già. Che fregatura.
Uomini come quelli che sognavo, ne esistono?
C'è un angioletto sulla mia spalla destra che mi dice "ma dai, sono solo fantasie, riprenditi!" (riprenditi sassenach, dice, a dire il vero, lo stronzo, il che mi fa pensare che sia un dannato amico del giaguaro, ndP)
E un diavoletto sulla spalla sinistra che dice "se può essere sognato, può essere fatto"

E indovinate un po'? Sono d'accordo col diavolo.
Che sorpresa, eh?
Se può essere sognato, può essere fatto.
E questo significa che non si fa da se, ma bisogna farlo.
Bisogna dargli una manina, al destino... lui magari ci fa incontrare ma dopo sta a noi far diventare straordinario il resto della vita.


Naturalmente, in due.


Ma guarda! E io che pensavo di scrivere un post originale.



giovedì 14 luglio 2016

DIALOGHI IMMAGINARI. STAGIONE 5, EPISODIO 1 #esticazzi

Lo vidi venire verso la mia scrivania lungo il corridoio a passo di marcia.
Impeccabile come sempre nel suo completo grigio, senza un capello fuori di posto.
Abbassai il viso come se fossi concentrata sul foglio che avevo davanti, ma lo sbirciai con la coda dell'occhio. Cristo, detesto non riuscire a imperdirmi di guardarlo. Fino a pochi giorni fa non lo avrei considerato possibile.

C'era qualcosa di stonato, nel suo portamento, qualcosa di insolito che faticai a mettere a fuoco. Cosa peraltro incredibile visto il mio livello di conoscenza del soggetto. Eppure...
Percepii, più che vedere, Louis che alzava la testa dietro il vetro del suo ufficio, e lo guardava con fare circospetto. Di per se, questo non significherebbe niente: Louis guarda tutti con fare circospetto. Ma stavolta capii che anche lui aveva notato una stonatura.
In preda alla curiosità assunsi la mia più tipica espressione "sei un'inutile piccolo ed insiginficante mitile, e non meriti nemmeno che io riconosca la tua mera presenza" e quando fui sicura che tutti i muscoli della mia faccia avrebbero fatto il proprio dovere, lo guardai apertamntne.
Del resto ormai lo stavano guardando tutti, decisamente aveva qualcosa di strano.
Lo capii un istante dopo averlo fissato: era l'espressione del viso. Aveva una strana aria di urgenza, ma non era esattamente preoccupato... c'era come una nota di esaltazione, nel suo sguardo, una sorta di prefigurazione. Come se si stesse precipitando da Jessica a gongolare per uno dei suoi straordinari
successi, solo per il piacere di farsi dire quanto era stato in gamba. Maledetto presuntuoso.  Tranne che non aveva cause importanti in corso, e comunque nessuna che dovesse concludersi quella mattina. Come lo so? Oh andiamo, lo sapete. Sono la migliore. Io so tutto, cambiare scrivania non modifica questo semplice dato di fatto.

Come volevasi dimostrare, non stava affatto andando da Jessica. Si fermò alla mia scrivania, indirizzò un breve cenno di saluto a Louis che lo guardava ora con aperto sospetto, poi si degnò di rivolgermi la sua attenzione.
- Vieni con me - mi disse autoritario, senza perder tempo coi saluti.
- Buongiorno, Harvey. Mi spiace ma ora non posso, devo finire di..
- Vieni con me, ho detto - insisté.
Sospirai e lo guardai, sfortunatamente dal basso essendo seduta e lui in piedi, come si guarda un bambino capriccioso, e mi disposi pazientemente a spiegargli che no, non sarei scattata sull'attenti ad ogni suo cenno, non più.
- Come ti stavo dicendo - sorrisi cordiale resistendo all'impulso di alzarmi per fronteggiarlo faccia a faccia - al momento sono piuttosto impegnata.
Lui mi fulminò con il suo sguardo assassino,  quello che normalmente riserva al procuratore distrettuale e a qualche selezionato giudice, poi girò dietro la mia scrivania e mi prese per un braccio, non troppo gentilmente. Inconcepibile.
- Alza immediatamente il dannato culo che ti ho salvato solo la scorsa settimana e vieni subito con me. Devo farti vedere una cosa.
Il... dannato... culo? Stiamo scherzando! Cosa diavolo gli era preso stamattina?

Nel frattempo, Louis si era alzato dalla scrivania e ci guardava torvo. Sapevo che aveva il timore - beh trattandosi di Louis era più una sorta di panico cieco -  che prima o poi Harvey sarebbe venuto a reclamarmi, ma gli avevo assicurato che non glie lo avrei lasciato fare. Ero sincera mentre lo dicevo
ma ora, con la sua mano addosso, le mie certezze sembravano un po' meno certe. Maledizione. Quando avevo smesso di essere me ed ero diventata una donnicciola in balia degli ormoni?
Ad ogni modo guardai Louis con fare significativo e gli feci cenno con la mano di stare calmo. Sarei andata con Harvey, perchè ormai ero tremendamente curiosa, ma qualsiasi pensasse di dovermi  mostrare con tanta urgenza,  non avrebbe cambiato nessuna delle mie recenti risoluzioni.
Di sicuro, non quella di non lavorare più con lui.
Era stata una decisione d'impulso, ma era stata comunque buona.
Naturalmente, avevo detto a me stessa che, date le circostanze, non potevo più stare tutto il giorno seduta davanti a lui fingendo che quella sera non fosse mai esistita e quelle parole non fossero mai state scambiate... qualunque cosa lui intendesse pronunciandole, il che naturalmente non era affatto chiaro. Ma la verità era che, date le circostanze, il mio primo e più irrazionale pensiero era stato: se non lavoreremo più insieme....
E anche questo era motivo di rabbia verso me stessa. Mi maledissi per la terza volta in 3 minuti scarsi. Decisamente Harvey Specter tira fuori il meglio, dalle persone.


Mi alzai e strattonai il braccio sibilando un "levami le mani di dosso" tra in denti in modo che mi sentisse solo lui, ma chiaramente.
Mollò la presa e si fece di lato, invitandomi a uscire dalla mia postazione. Si mise al mio fianco, e mi poggiò delicato una mano sulla schiena, per dirigermi verso la sua misteriosa meta, dicendo soltanto "andiamo".
Camminamno così, in silenzio, fino in fondo al corridoio, ed io rimasi per tutto il tempo estremamente consapevole della sua mano in fondo alla mia schiena, leggermente premuta in una zona che i miei vertiginosi tacchi facevano oscillare elegantemente ad ogni passo. Non avevo ancora
deciso se esserne imbarazzata, infuriata o compiaciuta, quando mi fece svoltare verso la biblioteca.


Ci fermammo sulla porta. L'ambiente era ovviametne molto silenzionso e sembrava deserto. Mi spinse leggermente avanti perchè guardassi dentro, con un cenno della mano come a dire: Ta-dààààà. Rassegnata ad avere una mattinata insolita, sbirciai cauta all'interno della sala.
Gli scaffali erano ancora in piedi, tutti i tomi erano al proprio posto. Le luci erano accese, i vetri delle finestre non erano infranti e le tende non erano strappate. Non vidi invasioni di formiche, scarafaggi o topi zampettare sul pavimento, che era pulito e lucido come sempre. Le scrivanie erano tutte regolarmente al loro posto e non c'erano cadaveri o altre misteriose stranezze in vista.. Lo guardai, molto più che perplessa.
Lui mi incoraggiò con un sorriso. "Guarda" mi disse, indicandomi il punto su cui si aspettava che puntassi la mia attenzione.

Mike e Rachel stavano lavorando a uno dei casi di Harvey, seduti uno di fronte all'altro. Mike aveva l'aria stanca, la camicia spiegazzata e la cravatta allentata, dal che dedussi che probabilmente non era andato a casa la sera prima. Rachel sembrava più fresca, probabilmente aveva dormito qualche ora, ma anche lei indossava gli stessi abiti del giorno prima. Avevano fatto nottata. Li guardai un istante poi mi rivolsi nuovamente ad Harvey
- Mike e Rachel? - chiesi - Che cosa significa, li vedo tutti i giorni da almeno un anno. Cosa ci facciamo qui Harvey?
Lui mi guardò esasperato.
- Guarda meglio, Donna. Guardali.
Li guardai meglio. Lavoravano, come sempre, non capivo proprio dove voleva arrivare. Mentre li fissavo, sperando che non ci vedessero perchè non avrei davvero saputo come spiegarlo, Mike si alzò per andare a prendere una tazza di caffè. Passando accanto a Rachel si chinò e le posò un piccolo bacio delicato sulle.... OH!
Spalancai gli occhi, comprendendo in quel momento cosa aveva voluto farmi vedere.
- Visto? - mi chiese - E' possibile.
Avevo visto. Lo guardai scioccata, senza proferire parola
E a quel punto, successe l'impensabile.

Si avvicinò a me, si avvicinò molto, mi prese entrambe le mani e mi spinse contro lo stipite della porta, quasi appoggiandomisi addosso. Sentivo i contorni del suo corpo sfiorare il mio, e mi feci più indietro possibile perchè quello sfioramento non diventasse osceno. Era talmente vicino che potevo sentire il profumo del suo dopobarba nelle pieghe del collo. Mi guardava fisso negli occhi, impassibile, senza batter ciglio, e mi parlò sottovoce continuando a tenermi ferma con il suo corpo e con il suo sguardo. Nel complesso, probabilmente sembravo un topolino ipnotizzato dagli occhi di un cobra un attimo prima di essere mangiato vivo ed intero. Intendeva forse mangiarmi? Considerai per un momento la possibilità e non la trovai del tutto ripugnante.
- Ora ti spiego esattamente quello che succederà nei prossimi minuti - disse. - Questa ridicola situazione finirà. Immediatamente. Andrai alla tua scrivania provvisoria e prenderai tutte le tue cose
Il tono beffardo con cui pronunciò la parola "provvisoria" non mi sfuggì minimamente, ne lui pensava mi sarebbe sfuggito. - Dopodiché, tornerai al tuo posto.
Recuperai un minimo di lucidità, a fatica.
- Ma davvero. E tu credi di sapere quale è il mio posto? Sei piuttosto presuntuoso - rimarcai ostinata. Se pensava che glie l'avrei resa facile, si sbagliava di grosso.
- Certo che lo so. Il tuo posto, Donna, è accanto a me - rispose con calma - Perchè noi siamo una grande squadra, siamo una squadra vincente. Dentro.. - esitò per un momento - ... e fuori da questo ufficio.
Coprì la distanza dei pochi centimetri che ci separavano, e mi baciò con una sorta di violenza trattenuta, stritolandomi dolorosamente le mani che ancora teneva, come per rendermi chiaro cosa intendesse con quel "fuori". I miei occhi erano ancora spalancati, in preda ad uno stupore incredulo, e grazie a questo potei vederne chiaramente l'espressione del volto. Ostinazione. Convinzione. Desiderio. Passione. Una briciola di incredulità, forse, come se nemmeno lui potesse capacitarsi delle proprie azioni. Io senz'altro non mi capacitavo. O almeno non mi sarei capacitata se fossi stata in grado di pensare razionalmente, ed in quel momento decisamente non lo ero.
Ma la cosa più sconvolgente fu rendermi conto della totale mancanza di privacy che stavamo sperimentando. Tutto questo stava succedendo alla piena luce del giorno, nel bel mezzo dell'ufficio, davanti a persone che andavano e venivano continuamente. Nessun sotterfugio, nessun segreto. Apertamente. Forse fu questo, più di tutto,  a convincermi.
Si staccò da me, mi lasciò le mani e fece un passo indietro, guardandomi in attesa di una risposta. Non sembrava particolarmente ansioso di riceverla, comunque.  Come sempre. Harvey Specter non pone domande di cui non conosce già le risposte. E la mia la conosceva probabilmente da circa 6 anni.
Mi ricomposi, lisciai con sussiego le pieghe del vestito ed inarcai un sopracciglio
- Louis? - chiesi
- Sistemato.
- Voglio un aumento.
- Concesso
- E un bonus.
- Nessun problema.
- E ci saranno fiori freschi sulla mia scrivania, ogni lunedì e giovedì
- Fatto.
- E sushi a pranzo ogni venerdì
- Quello che vuoi.
Avevo esaurito le richieste, e a quanto pare non restava altro da dire.
Il suo smagliante sorriso non si era minimamente scomposto.
- Molto bene, allora - dissi dignitosamente, col sopracciglio sempre inarcato - Mettiamoci al lavoro.
Mi guardò trionfante.
- Molto bene - ribadì - dopo di te.
E mi cedette il passo.

Mi incamminai verso la mia futura ex scrivania, girando solo leggermente lo sguardo indietro, giusto quel tanto da vedere Mike e Rachel pietrificati al loro tavolo, che ci guardavano con la bocca spalancata.

mercoledì 13 luglio 2016

LA RAGAZZA DANESE

Lunedì sera,  con molto ritardo, sono finalmente riuscita a vedere The Danish Girl.



Una di quelle opere che "vanno viste", al pari di certi quadri e taluni libri dai quali non si può prescindere. Le critiche erano state entusiastiche su tutti i fronti e sapevo quindi che stavo per vedere qualcosa di davvero bello, ma non ero assolutamente preparata alla dolcezza e alla delicatezza di questo film praticamente senza colonna sonora, che è totalmente meraviglioso. Una bomboniera, mi verrebbe da dire, da guardare con giudizio, per non sciuparlo.


La storia è nota, ed è quella della presa di coscienza del giovane pittore Einar Wegener riguardo la propria sessualità e della sua battaglia per diventare Lili Elbe. Battaglia che vincerà, ma che le costerà la vita.


Il tema è chiaramente quantomai attuale e significativo il modo in cui è stato girato il film, senza fronzoli senza storpiature romantiche, in maniera molto vivida. La scena in cui Einar si spechia, nudo, nascondendo il suo organo genitale in mezzo alle gambe per sembrare donna secondo me è davvero forte, come un pugno nello stomaco, perchè più di tante altre ti porta dentro il centro del dolore di una persona che ritiene di essere nata in un corpo che non le appartiene. E l'espressione del viso che Redmayne riesce a conferire al protagonista, ancora di più implica la trasformazione in atto: preoccupata, ansiosa prima e via via più tranquilla, gioiosa, estatica mano a mano che lo specchio rimanda una figura sempre più simile ad una donna. Il lento riconoscimento di se stessi: si, io sono questa.  E' Dio che mi ha fatto donna - dirà Lili dopo la prima operazione - il dottore sta solo curando la mia patologia, rappresentata dal mio aspetto maschile.


Due cose mi hanno colpito di questo film.
La prima è la straordinaria bravura di Eddy Redmayne, che passa con assoluta noncuranza e facilità dall'essere una donna intrappolata in un corpo maschile, un uomo immobile e storpiato dalla malattia sulla sua sedia a rotelle, un giovane mago alle prese con creature che nessun babbano vorrebbe mai vedere. Persone e personaggi che nulla hanno a che fare l'uno con l'altro, e tutti ugualmente credibili.



La seconda invece sono i piccoli dettagli, che accompagnano il fim sottolineando il passaggio da Einar a Lili. La narrazione ne è letteralmente disseminata. Una movenza della mano di Einar, un po' più femminile di quanto ci si aspetterebbe, anche prima della comparsa di Lili. Uno sfioro distratto di un suo dito su un abito di seta. Uno sguardo lievemente più obliquo: non sta guardando la moglie ma le scarpe che indossa. Lili è già dentro Einar, Lili c'è da sempre. Solo il caso, le circostanze, l'hanno fatta (ri)emergere ed una volta in superficie Einar soccombe, non può più mandarla via. Lili prende il sopravvento poco per volta, ma inesorabilmente. E' insopprimibile.

Poi è vero: probabilmente la vera battaglia interiore di Einar/Lili non c'è proprio tutta. Immagino che ci siano stati anche molti momenti bui, ma bui parecchio, che nel film non vengono particolarmente sottolineati, preferendo evidentemente la via di un più fruibile "politically correct". Il che potrebbe essere considerato un difetto, ma che secondo me ha il vantaggio di lasciare il film ad un pubblico più vasto che (al di la delle ovvie considerazioni economiche) - è un bel vantaggio considerando il tema così delicato. Far trasparire l'umanità della persona, più che i suoi inevitabili mostri interiori, è stata secondo me una scelta saggia. Il film è delicato, come dicevo, quasi sommesso, come ingentilito da una sorta di velo di tulle che sfuma i suoi momenti più tragici, e per questo è vedibilissimo anche da persone non ancora adulte, le quali anzi potranno trarne supunto di riflessione molto più di chi una propria idea sull'argometno ce l'ha già.  

Ma questa è anche la storia di Gerda, la moglie di Einer, che rimane sempre accaanto alla persona che ha sposato, anche durante la difficile transizione. E' forse, ancora più di Lili, il personaggio chiave della vicenda. Che ne sarebbe stato di Einar, senza il supporto della moglie? Sarebbe rimasto
in balia dei vari medici che all'epoca lo diagnosticarono deviante e schizofrenico, sottoponendolo a varie terapie per estirpare Lili dalla sua mente? Gerda aiuta Lili ad emergere riconoscendo semplicemnte la sua esistenza. Non la considera una malattia o una devianza. La accetta, per quella che è. Serenamente? Beh forse no. Immagino di no. Però lo fa, e che sia per amore di Einar, per amicizia verso Lili o per pietà verso entrambi, non ha tutta questa importanza. La cosa straordinaria è che Gerda si rivolge allo stesso essere umano chiamandolo di volta in volta Einer o Lili, a seconda di chi si rende conto di avere davanti. All'inizio come gioco, ma poi anche nella vita vera, nella quotidianità.  E' una cosa per la quale, secondo me,  ci vuole una forza inumana.



E mi sono domandata, ce l'avrei, io, quella forza?

mercoledì 23 dicembre 2015

TAN TAN TAN TAN TA-TAN TAN TA-TAN - allerta spoiler.


Per una come me, cresciuta a pane e Han Solo, era inevitabile.
La prima trilogia si Star Wars fa parte della storia della cinematografia - considerando che il primo film è del 1977 - con buonapace dei colti cineasti che solo film francesi d'essai. E' stato il primo nel suo genere, e con i mezzi di allora bisogna dire che gli effetti speciali erano speciali per davvero! Trame curate, bei dialoghi brillanti, qualche colpo di scena ben piazzato... un successo del tutto meritato.

La seconda trilogia, episodi I II e III non mi è piaciuta.
L'ho trovata scontata, piena di buchi narrativi, inutilmente melensa e con dei dialoghi francamente imbarazzanti. Episodio I un po' meglio, ma i seguenti, tutti in discesa. Il personaggio centrale, il giovane Anakin (futuro Darth Vader) ritratto nei suoi anni formativi, avrebbe dovuto essere il fulcro, il centro di tutta la vicenda ed invece risulta superficiale, banale, privo di spessore. Stupidello, alle volte, addirittura.

E' stato quindi con un certo qual dubbio nel cuore che l'altra sera mi sono lasciata portare al cinema dai figli e dal marito.

E invece...

E invece devo dire che mi sono ricreduta.


Il primo capitolo della nuova trilogia è BELLO.



Il Risveglio della Forza, va detto, è un po' una summa della prima trilogia.
Chiamiamoli "omaggi"... ma nei fatti la trama ripercorre un po' tutti e tre i primi film insieme. C'è una nuova cattivissima organizzazione che vuole dominare l'universo, chiamata il Primo Ordine e nata dalle ceneri dell'Impero. C'è la resistenza, comandata dalla principessa Leia, ora conosciuta come Generale Organa (dal nome del senatore che fu suo padre adottivo). Ci sono fughe rocambolesche dalle navi nemiche, ci sono battaglie aeree, c'è una nuova super-arma da distruggere, c'è un simpatico robottino che contiene una mappa, c'è persino un locale di intrattenimento dove si beve e si suona, ripreso pari pari (oserei dire!) dal "bar" in cui un anziano Maestro Kenobi ed un giovanissimo Luke Skywalker conobbero Han Solo e Chewbacca nell' Episodio IV.

E poi c'è lui, il nuovo cattivo della situazione, secondo in comando del Primo Ordine, un tizio con maschera e mantello nero, versato nell'uso del Lato Oscuro.

Vi ricorda qualcuno?
E a buon diritto, perchè Kylo Ren (nome di battaglia, in realtà si chiama Ben) si rivolge direttamente alla maschera semidistrutta di Darth Vader chiamandola "nonno"...
E qui lo spoiler si fa pesante, perchè vi dirò che costui altro non è che il figlio di Han Solo e Leia, che aveva iniziato l'addestramento jedi con Luke ma che era poi stato sedotto dal Lato Oscuro.

I nuovi personaggi sono piuttosto ben assortiti.
Abbiamo Rey, in cui la forza scorre potente anche se a sua insaputa, giovane pilota intraprendente di sesso
femminile che aiuterà Finn (uno stormtrooper dissertore) a co
ndurre il robottino di cui sopra al quartier generale della resistenza. E lo farà rubando e pilotando niente di meno che il Millennium Falcon, ed attirando quindi l'attenzione dei suoi più antichi proprietari, Han e Chewba (tornati ad essere semplici contrabbandieri alle prese coi creditori), che per questo saranno nuovamente coinvolti nella vicenda.

Ultima scena dedicata al Maestro Skywalker, in esilio volontario dopo il fallimento dell'addestramento di Ben, ma ritrovato da Rey che gli riporta la sua antica spada laser (dopo averla abbondantemente usata per dare quattro begli sberloni a Kylo Ren)

E vi risparmio lo spoiler più importante... ma vi dico che piangerete. Voi ragazzi degli anni 70 ed 80 piangerete ed uscirete dal cinema come me, convinti che una cosa del genere non possa assolutamente essere successa.

Che la Forza sia con voi.



giovedì 1 ottobre 2015

IO E IL CINEMA

Oggi, copiando spudoratamente da Tiziana, vi racconto qualcosa di me rispondendo a ben 25 domande sul cinema - che mi appassiona moltissimo, pur non essendo una superesperta ne di certo una con gusti particolarmente raffinati.


Poi voglio sapere di voi, neh?


Pronti, via


1. IL PERSONAGGIO CINEMATOGRAFICO CHE VORRESTI ESSRE
Oh, parecchi.
Rossella O'Hara, per la sua determinazione
Lady Arwen, per la magia e l'immortalità
Elise Clifton-Ward (il personaggio di Angelina Jolie in The Tourist) per la sua inneffabile seduzione.
I primi tre che mi son venuti in mente.


2. GENERE CHE AMI E GENERE CHE ODI
Adoro il fantasy in tutte le sue declinazioni dai grandi classici all'urbanfantasy. Non mi sono mai piaciuti in generale i film di guerra (con debite eccezioni ovviamente)


3. PREFERISCI I FILM IN ORIGINALE O DOPPIATI?
Dipende. Abbiamo bravissimi doppiatori e certe voci italiane si adattano al personaggio meglio della voce dell'attore in originale. Però trovo che alle volte il doppiaggio faccia perdere le sfumature (come le traduzioni dei libri, anche le più riuscite)


4. L'ULTIMO FILM CHE HAI COMPRATO
50 Sfumature di Grigio che non avevo visto al cinema ma mi incuriosiva, visto il gran parlare che se ne è fatto. Purtroppo mi ha deluso, l'ho trovato un po' noioso.


5.SEI MAI ANDATA AL CINEMA DA SOLA?
No mai.


6. COSA NE PENSI DEI BLUE RAY
Li trovo inutili. Sulla a maggior parte delle TV attualmente in uso (la mia sicuramente) non si vede la differenza. Non tutti possiamo avere un megaschermo privato in casa!!!!


7. CHE RAPPORTO HAI CON IL 3D
Di amore-odio. Spesso e volentieri mi ha deluso però poi quando son li alle casse del cinema non riesco a resistere..... Alcune scene però sono molto adatte e riuscite, una per tutte la caduta di Alice nella tana del Bianconiglio in Alice di Tim Burton.


8. COSA RENDE UN FILM UNO DEI TUOI PERFERITI
Come in tutte le cose, non ho uno standard. Un film (un libro, una canzone, un quadro...) deve emozionarmi. Se lo fa, diventa mio per sempre. Anche se spesso non so bene cosa mi abbia tanto emozionato.


9. PREFERISCI VEDERE UN FILM DA SOLO O IN COMPAGNIA?
In generale, in compagnia


10. ULTIMO FILM VISTO
Temo di nuovo 50 Sfumature. Se valgono anche le serie però, ieri sera mi sono sparata la quarta stagione di How I met your Mother con mio figlio maggiore.


11. UN FILM CHE FA RIFLETTERE
I Segreti di Brokeback Mountain, in tempi non sospetti ha trattato il tema dell'amore omosessuale con delicatezza ma senza falsi pudori o moralismi.


12. UN FILM CHE FA RIDERE
Frankenstein Jr, naturalmente! Lupo ululà e castello ululì!


13.UN FILM CHE FA PIANGERE
Credo di non aver mai pianto tanto come davanti ad A.I. - Intelligenza Artificiale, di Spielberg.
Anche l'Olio di Lorenzo (regia di George Miller)  se l'è cavata piuttosto bene comunque.


14.UN FILM ORRIBILE
Di solito trovo sempre qualcosa di buono in un film. Un  "non mi è piaciuto tanto, però....."
Ma se devo scegliere, mi ha fatto abbastanza schifo Ted, e anche la serie di Transformers (che ho guardato per dovere familiare, con due figli...)


15. UN  FILM CHE NON HAI VISTO PERCHE' TI SEI ADDORMENTATO
Purtroppo dormo spesso davanti ai film, ma non significa che siano noiosi. L'ultima volta che ho dormito al cinema causa grande stanchezza è stato davanti al Gatto con gli Stivali, spin off di Shreck.


16. UN FILM CHE NON HAI VISTO PERCHE' STAVI FACENDO LE COSACCE
Ecco, era quello che mi aspettavo da 50 Sfumature. Ma come ho detto... pollice verso.


17. IL FILM PIU' LUNGO CHE HAI VISTO
Credo Via col Vento.
Anche Ben Hur ora che ci penso ha il suo bel perché orario.


18. UN FILM CHE TI HA DELUSO
Humandroid, l'ho trovato banale e prevedibile


19. UN FILM CHE SAI A MEMORIA
Parecchi.
Il mio primo amore ed il primo che ho imparato a memoria è stato sicuramente Via col Vento.
Attualmente, posso tranquillamente recitare senza il gobbo anche la trilogia del Signore degli Anelli e tutta la serie di Harry Potter.


20. UN FILM CHE SEI ANDATO A VEDERE PERCHE' TI CI HANNO TRASCINATO
Non bisogna mai trascinarmi troppo per andare al cinema!!


21. IL FILM PIU' BELLO TRATTO DA UN LIBRO
Beh qui dipende da cosa si intende per "bello"
Bello in se, o bello rispetto al libro?
Trovo bellissimi i film di Harry Potter, ma non sono aderenti ai romanzi e non reggono certamente il paragone. Adoro indiscutibilmente Via col Vento ma anche qui, l'attinenza col romanzo spesso è quella che è. Invece mi è piaciuto, credo unico caso al mondo, Pet Cemetary tratto da uno dei pochi romanzi di Stephen King che non mi è piaciuto, ma che il cinema ha reso secondo me migliore.


22. IL FILM PIU' DATATO CHE HAI VISTO
Avevo una collezione di vecchi film in bianco e nero da ragazza, tutti su VHS.
Purtroppo è andata perduta. Il più vecchio, non ricordo purtroppo il titolo, credo che risalisse al 1919.


23. MIGLIOR COLONNA SONORA
L' Ultimo dei Mohiani, decisamente.

24. MIGLIOR SAGA
Oh io adoro le saghe. Anche in letteratura, leggo praticamente solo trilogie..... sto malata, ditelo.
La miglior saga cinematografica, beh a parte Harry Potter, Il Signore degli Anelli, Divergent e Hunger Games intendete dire? Non saprei....


25. MIGLIOR REMAKE
Ecco , qui non saprei davvero.


A voi.

mercoledì 1 aprile 2015

RIVALUTAZIONE DI CHRISTIAN GRAY

Il film, premetto, non l'ho visto.
Mi riservo di farlo nel buio della mia alcova ad due piazze che, voglio dire......... capito no? ;-)
Naturalmente, quando sarà legalmente disponibile online.


Ma ho avuto una rivelazione, un'epifania, un bimbumbam esplosivo nel cervello riguardo al motivo del successo del signor Cinquantasfumatureditenebra.


Mica è per il sesso!
Io pensavo di si all'inizio, e magari è anche così in parte, ma non è mica li il punto della dibattuta questione. Che voglio dire, OK, le prime scene erotiche magari sono anche eccitanti, ma dopo le prime seicentoventidue, insomma... è poi sempre il solito avanti-e-indietro di cui conosciamo tutti i risvolti.


Va bene, Christian Gray è uno che scopa come si deve.
Ce ne saranno quanti al mondo? 500 milioni? E che sarà mai.
Certo magari non tutte abbiamo nel letto uno di quei 500 milioni, e certo i signori maschietti invece che storcere il naso avrebbero potuto come dire... cogliere qualche vago suggerimento (e torniamo qui) ma quella è poi un'altra questione rispetto alla trattazione odierna.


No, il successo mondiale del nostro Chris non è dovuto al sesso o almeno non solo a quello.

E' la devozione. 
Ed il bisogno.

Le 50 Sfumature non sono la storia di come questo superfigo supersexy superricco supertutto prende una donna innocente e se la tromba in tutti i modi leciti ed illeciti.
No no.


E' la storia di come un uomo con un sacco di problemi emotivi va contro la sua stessa natura per un amore che nemmeno voleva ma al quale non riesce a rinunciare.


Ecco qui.
E' questo il punto.
Che poi questo signore faccia sesso divinamente con una media di 4-5 botte al giorno, che dire....che sappia sempre esattamente cosa fare e quando farlo è fantascienza se non paranormale, ma ehi, è un romanzo, se crediamo ai vampiri e agli alieni......


Ma la devozione, oh, la devozione del povero Christian Sfumato per la sua innamorata, quella ha un che di mistico, di etereo, di assolutamente divino e paradisiaco. E' quello che ogni bambina sogna quando sogna il principe azzurro, è quello che ci immaginiamo debba succedere a Cenerentola dopo la prova della scarpetta. Un uomo talmente innamorato da pensare a noi prima di qualunque cosa, da fare di noi la prima priorità della sua vita, che piega alle nostre esigenze tutto il suo mondo, che non ha occhi (e mani, e bocca e ... altro...) che per noi.... ah! quello si che è mortalmente erotico.


Altro che bondage.


mercoledì 13 novembre 2013

IL FILM.



Va bene, parliamone.
Il film che aspettavo di vedere da 8 lunghi anni (e nel frattempo l'attore che avrei visto nella parte principale è diventato maggiorenne) è finalmente nelle sale, e io l'ho naturalmente visto tipo il terzo giorno di programmazione.

ENDER'S GAME.

Diciamo subito che mi è piaciuto.
In generale, mi è piaciuto, è un bel film e soprattutto è piaciuto al GG che non aveva letto il libro ma che ne ha colto comunque l'essenza anche senza il ricordo delle pagine di Orson Scott Card.
Quindi, di base, un film riuscito.

Mi rendo conto perfettamente del fatto che essendo un libro complesso dal punto di vista della

descrizione emotiva dei personaggi, Ender soprattutto, molte cose non possono essere trasposte sullo schermo. Due pagine di emozioni vengono esplicitate semplicemente con una inquadratura, o uno sguardo..... e questo è il limite dell'immagine rispetto alla scrittura. E non ci si può fare proprio niente.
Ender

Nonostante questo, Ender c'è abbastanza.
Il tormento del personaggio, il suo carattere, la sua empatia vengono abbastanza fuori, a partire dalla frase che compare sullo schermo prima dell'inizio del film, che è un po' il punto di tutta quanta la questione e che quindi, se lo vedete, vi consiglio di leggere e ricordare bene.

Puretroppo molte cose mancano.
Manca quasi tutta la parte sulla Dragon Army, l'Orda dei Draghi, che viene risolta in 3 minuti 3, mentre avrei auspicato una spiegazione un po' più dettagliata di questa parte, che è la mia preferita del libro e che dovrebbe rappresentare direi il coronamento di tutto quello che avviene nella prima metà del romanzo (e del film). Invece, nisba.
Ender e Petra

Manca Alai, ma soprattutto manca Bean (anche se ora sto iniziando a sperare nella trasposizione cinematografica di Ender's Shadow, che parla appunto di lui). Mentre c'è un po' più di Petra, che sebbene sia importante nel romanzo, nel film assume una  connotazione vagamente.. come dire... romantica. Poco poco, neh? Ma si percepisce.

Mancano quasi completamente Peter e Valentine, i due fratelli maggiori di Ender. Valentine pazienza, ma Peter ha un ruolo fondamentale nel romanzo  e nella formazoine del carattere di Ender, pur essendo raramente "in scena". E' la sua nemesi, si potrebbe dire, la sua paura più grande è quella di essere come lui (Peter è praticamente un piccolo, geniale serial killer in erba).

Manca, nella maniera purtroppo più totale, la frase chiave, il mantra che permea tutto il romanzo e che ha significati che vanno ben al di là delle singole parole: "the enemy gate is down", la porta del nemico è giù.

Stupende sono invece le scene nella sala di battaglia alla Battle School, le scene a gravità zero sono davvero ben concepite e rendono perfettamente l'idea. E assolutamenbte bellissima la seconda metà del film, le scene al simulatore di battaglia alla Command School sono assolutamente geniali e mi sono piaciute tantissimo, tanto che ho trovato migliore la seconda parte del film, mentre ho apprezzato di più la prima parte del romanzo.

Ender al simulatore
Il bilancio come dicevo è  comunque positivo e sono lieta di aver finalmente "visto" il mio adorato Andrew Wiggin, detto Ender. Non mi resta che attndere l'uscita del DVD e vedere se tra i Director's Cut ci sono quelle scene che avrei tanto voluto vedere nel montaggio definitivo.


mercoledì 3 luglio 2013

LUGLIO COL BENE CHE TI VOGLIO

Eeeee va bene,
inizia luglio ed iniziano le mie "vere ferie" come le chiama il GG.

Come tutti gli anni ho grandi aspettative per questo mese, e devo dire che in passato non sono rimasta delusa.

Il programma prevede, dal lato fitness & beauty:
- 10 sedute di cavitazione (pare che sia miracolosa....)
- 4 sedute di SAT (avanzate dall'inverno e religiosamente conservate x questo mese)
- taglio e trattamento ristrutturante ai capelli, e non escludo qualche colpo di luce
- varie ed eventuali. (Groupon Santo Subito)

Dal lato entertainment invece abbiamo:
- ristorante giapponese superfigo, fatto (ieri sera!)
- cinema vari (The Lone Ranger, Superman, Wolverine, World War Z sono il minimo indispensabile oltre al già visto Star Trek)
- festa della birra con concerto
- spettacolo teatrale in centro
- planetario, hannio un ricchissimo programma estivo
- aperitivi con passeggiate sui Navigli o in Brera (e assalto alle bancarelle!)
- varie ed eventuali

Dal lato Private Practice:
- conclusioni di serate col botto
- varie ed eventuali (molto varie e poco poco eventuali)

Bene bene bene.
Dopo che il GG mi ha detto che quando siamo soli io e lui (nel senso senza figli) anche se il nostro è un rapporto datato, a lui sembra sempre come se ci fossimo appena conosciuti, credo che ci vorrà minimo minimo uno tsunami per mettermi di cattivo umore dal punto di vista sentimentale nelle prossime settimane!

Buon luglio a tutti!


venerdì 16 novembre 2012

E L'ALBA FU...

Ragazze che dirvi... sono andata a vedere Breaking Down ieri sera.

Se dovete ancora vederlo, occhio perchè ci sarà dello spoiler.....

Il film è bello. Piuttosto bello. Veramente bello? Bè avendo io letto i libri i film non mi piacciono mai fino in fondo, ma devo dire che il senso del racconto c'è tutto.
Purtroppo come al solito molte cose si perdono... il risveglio di Bella ad esempio, scena bellissima nel libro, è decisamente tagliato anche se la scena della seguente caccia si sarà fatta sicuramente apprezzare dagli uomini presenti in sala (Kristen Stewart inguainata in un abitino blu con spacco che si avvicina muovendosi felina ad un leone di montagna e lo attacca come una pantera........ qualche cerniera di jeans secondo me è saltata...)

Anche la parte iniziale di Bella da vampira, quando sperimenta con allegra noncuranza le sue nuove facoltà, è un po' raccorciata, ma fortunatamente la sfida a braccio di ferro con Emmet non manca :-)

E' molto tagliata la parte dei lupi. Jacob è quasi sempre in scena, ma gli altri ululanti maschioni addominali al vento purtroppo non sono altrettanto presenti. Peccato perchè pur essendo pro-vampiro a dire il vero il six pack del branco proprio schifo schifo non mi fa..... ma pazienza.

La seconda parte è molto più movimentata.
Ed è proprio qui che a momenti lascio la sala di proiezione correndo......
Chi ha letto il libro sa che lo scontro Cullen-Volturi trova, per così dire, una soluzione diplomatica, ma i più avranno notato che invece una scena di combattimento nel film c'è. Ovviamente: sarebbe stato impossibile rendere ad esempio i diaoghi muti di Edward e Aro. E poi che diamine, un po' di azione non ci sta mica male. Quindi ero piuttosto curiosa di vedere come e perchè e in che modo e maniera la storia avrebbe incorporato una epica battaglia tra vampiri.

Solo che... hanno cominciato a volar via teste che nemmeno Robespierre. La prima, quella di Carlile... e li mi stavo già alzando. Mi sono momentaneamente consolata vedendo le sorelle di Denali far fuori Caius, e poi spiccare il volo anche le graziose capoccette di Jane e Alec, ma quando sono volati via  i riccioli di Jasper mi sono sentita male. E quando Leah e Seth ci sono rimasti non ci potevo credere. Il fatto che - prevedibilmente - Bella ed Edward insieme abbiano fatto fuori Aro in persona non ha migliorato le cose.

Ma bisogna dire che gli sceneggiatori di questa saga sanno il loro mestiere. Sono usciti da questa spinosa (orde di fan incazzati li avrebbero aspettati sotto casa, secondo me....) situazione con un trucco... che normalmente non apprezzo in una narrazione, ma che in questa situazione è risultato avere il suo senso.

Aggiunta anche una scena inesistente nel libro se non ricordo male ma tutto sommato carina... Alice ha una visione di Jake e Nessie adulta, insieme e innamorati, che incontrano "mamma e papà" sulla riva del mare e si salutano abbracciandosi tutti e quattro. Alice sorride, Edward complice vede quel che vede lei... e vissero tutti felici e contenti.

Finale quindi, come previsto,  a "tarallucci e vino" con Edward che finalmente riesce a leggere la mente di Bella (e conseguenti immagini salienti dei film precedenti che scorrono sullo schermo a mo' di addio) e con una carrellata di immagini di tutti gli attori che hanno partecipato a tutti 4 i film.

Taylor Lautner è stato l'unico a provocare un applauso a scena aperta come a teatro :-)



martedì 17 luglio 2012

QUI, TRA MELE E VAMPIRI....

... non ci si capisce più niente.

Ieri sera sono andata a vedere Biancaneve e il Cacciatore.

Punto primo: merita. Il film, se piace il genere, è una favola molto ma molto dark.
E il cacciatore, vabbè, parliamone.
Testosterone allo stato puro, come vado a dimostrare qui sotto:


La trama non è ovviamente originale: ci sono una regina cattiva, una bimba imprigionata in una torre, un cacciatore che deve riportarne il cuore, dei nani, un incantesimo un Principe (duca, in realtà)  e ovviamente lo specchio magico... ma bisogna riconoscere le atmosfere sono davvero belle e suggestive e qualche pennellata di originalità qui e la si nota.

La Regina Cattiva poi è stupefacentemente bella e brava (Charlize Theron) e i nani , diciamocelo... non sono i nanetti da giardino cui siamo abituati ma ci hanno comunque strappato qualche sorriso.

Ciò detto... veniamo a Biancaneve.
O forse dovrei chiamala Bella Swan?

No, perchè è la stessa identica parte.
Uguale.
Ragazza pura e delicata, inconsapevole dei problemi della vita ma dotata di rara bellezza ed indomito spirito,  viene a contatto con una realtà inimmaginabile che rischia di ucciderla ad ogni passo. Che si tratti di vampiri assetati o di una regina malvagia..... fa lo stesso.

Per tutto il film, la nostra protagonista ha mantenuto sempre la stessa espressione tra il preoccupato ed il sofferente che son 4 film di vampiri che le vediamo sempre stampata in viso.  Essenzialmente, questa:


che infatti è tratta da Twilight e non da Biancaneve e il Cacciatore, anche se non se n'è accorto nessuno.

Dopodichè abbiamo, anche se molto sullo sfondo, la diatriba amorosa. ù
Lupo o Vampiro?
Ah, no, pardon, sbagliato.

Volevo dire: Cacciatore o Principe??? Eccheppalle. L'eterna indecisa.

Ma quando l'ho vista distesa come morta in attesa del bacio che la risvegliasse (bacio che infine le da il Cacciatore, per inciso, quello del Principe non sortisce alcun effetto), ho pensato "ecco, mo' si sveglia con gli occhi rossi e fa una strage".

Nota al merito per la battuta migliore del film, ad opera dei nani.
Al fine di aiutare Biancaneve a penetrare nel castello di suo padre ed uccidere la Regina Cattiva, i 6 nani (il settimo c'era rimasto secco qualche scena prima) si intrufolano in un canale sotterraneo di scolo per andare ad aprire il ponte levatoio dall'interno. Appena scesi sottoterra, uno dei nani parlando - non cantando- dice: "Ehi-oh! andiamo a lavorar!" E un'altro risponde "Se adesso si mette a fischiettare lo ammazzo".
Esilarante!

Insomma.
10+ per il film nel complesso, ma la nostra Kristen mi sa che deve ancora dimostrare quanto (e se) vale.



martedì 26 giugno 2012

CARTONI E ALTRE AMENITA'

Sabato, nel carrello della spesa, sono finiti anche 3 bei DVD.
Lo so, lo so.
Son tempi di crisi e al superfluo bisognerebbe saper rinunciare.
Ma il PG era a casa a leggere, il GG era in giro a correre ed io e il Nin ci siam  levati qualche soddisfazione.

La scelta è ricaduta sui seguenti titoli:




E va bene... non sono propriamente dei classici, dei capolavori immortali della letteratura e della cinematografia. Ma la vita vera è dura e quando mi prendo un momento di svago, deve essere svago. E non è detto che non ci sia comunque qualche spunto di riflessione comunque...


Vado a spiegare:


Ga'hoole: è una storia eroica di giovani che combattono per la propria e l'altrui libertà dalla tirannia. Poco importa che i protagonisti abbiano artigli al posto delle gambe e ali al posto delle braccia. Amicizia, onore, coraggio, libertà, abnegazione sono valori trans-specie che non verranno mai ribaditi abbastanza.
Riflessione per: i ragazzi che vivono nel mondo dell'arraffare senza pensare alle conseguenze e che sono li li per considerare "figo" quelli che rubano per il proprio tornaconto senza badare al prossimo.



John Carter: un giovane soldato della guerra di secessione si trova magicamente catapultato su Marte dove suo malgrado viene coinvolto in una guerra tra i popoli liberi ed il tiranno del posto. E dove contestualmente trova l'amore, per il quale combatterà strenuamente, contro tutto e contro tutti, al fine di conquistarlo, proteggerlo, difenderlo e viverlo. Stesso discorso del precedente, con l'aggiunta di questa bellissima storia d'amore che, diciamocelo... ci fa sdilinquire tutte quante: chi è che non vorrebbe un uomo disposto a rinunciare finanche al suo pianeta natale pur di stare con lei??? 
Riflessione per: nessuno, a dire il vero, ma volete mettere che bello sognare ad occhi aperti (per non parlare del toc de sgnaus del John!)

Shrek 4
No vabbè ma parliamone. Qui non c'è più religione, se anche un orco incorre nella crisi di mezza età quando si trova sposato e con prole.... e non può più andare in giro a spaventare tutti i malcapitati del circondario con i suoi tremendi ruggiti, come quando era giovane e scapolo!!!!  Così attraverso un contratto magico, si trova a vivere un ultimo giorno "da orco"... salvo poi scoprire che era tutto un imbroglio e che alla fine di quella giornata lui non sarà mai nato. E avrà perso tutte quelle cose che gli sembravano tanto noiose prima.... si, prima di andare così vicino a non averle più. Il film fa spaccare dalle risate come tutti gli altri della serie, ma a dire il vero io ci vedo anche un po' di verità, in questo orco che deve poco per volta rendersi conto della fortuna che aveva ed ha gettato via, e che la felicità risiede nella sua vita "noiosa" accompagnata dall'amore di sua moglie e dei suoi figli e non altrove.
E alla fine si rende conto, il nostro buon verdolone, ed infatti dice a Fiona: "la cosa più bella di questo giorno, è che ho avuto l'occasione di innamorarmi di te tutto daccapo". 
Naturalmente tutto condito dall'immancabile lieto fine, col nostro Shrek rinsavito e tornato padre e marito felice.
Riflessione per: tutti gli uomini che ad un certo punto della vita sclerano... e dimenticano il valore di ciò che hanno.







OT: io non lo so cosa gli piglia ogni tanto a Blogger, sta di fatto che mi inserisce lo sfondo del testo e non c'è modo di levarlo. Sorry, tutto quel che riesco a fare è cambiare il colore del testo per renderlo leggibile.




venerdì 22 giugno 2012

ENDER'S GAME, THE MOVIE!

No ragazzi, io so che non potrete condividere il mio entusiasmo, ma oggi, per caso, girellando su Internet ho scoperto che il progetto, che sembrava bloccato, di fare un film del mio libro preferito in assoluto in tutto l'universo è andato in porto, e sarà sugli schermi il 1 novembre 2013

Si tratta di Ender's Game (di cui parlai qui), Il Gioco di Ender in italiano, una storia solo apparentemente di fantascienza ma che in realtà descrive un personaggio, Ender appunto, con una poesia e una dolcezza che hanno del meraviglioso.

Non vedo l'ora di assaporarlo tutto, fino all'ultima scena... sperando che sceneggiatori, regista e attori rendano giustizia a questo piccolo capolavoro.

Qui  ulteriori informazioni sul libro.