Dritta al seguito della mia infatuazione per la saga di Outlander, viene la mia rinnovata passione per le Highlands. Rinnovata perchè la Scozia è il mio sogno da sempre, anche se era stato incassettato.
Ora ho deciso di programmare un viaggio per la prossima (tarda) primavera, un tour di quelli con tutti i sacrissimi crismi, che mi porti in almeno una decina di giorni a visitare la Scozia in lungo e in largo. Angolo di te stessa :-) amica viaggiatrice, non dubitare che ti chiederò qualche dritta...
La Scozia è, in parte, incontaminata e selvaggia.
Vanta alcune delle più belle città d'Europa, Edimburgo e Glasgow, e molti straordinari castelli
In rappresentanza ecco Castel Fraser :-)
E per una nerd senza speranza come me ha anche attrattive legate ad altre mie passioni, come per esempio il "vero" treno per Hogwarts, come vedete qui sotto, nei dintorni della cittadina di Glenfinnan - dove pare peraltro che l'antico cimitero abbia ospiti dai nomi sospettosamente simili a quelli che la zia JK ha utilizzato per i suoi romanzi.
La Scozia, non chiedetemi perchè, è per me sempre stato sinonimo di libertà, aria, spazio infinito, bellezza selvaggia e - vi sembrerà strano - punto di contatto con la Natura e col Divino.
Finanche la musica celtica, anche se l'ascolto nel salotto di casa, mi trasporta immediatamente in una sorta di dimensione altra dove ghirlande di fiori si posano sui miei capelli e campanelli tintinnano alle mie caviglie, mentre danzo dentro un cerchio di pietre per onorare la Vergine, la Madre e l'Anziana.
E non è che io ne conosca la storia, anzi.
Ne so poco e nulla. E peraltro dubito che i Clan fossero quel meraviglioso luogo di lealtà e coraggio e che la ribellione Giacobita quel disinteressato anelito di libertà che le mie recenti letture vorrebbero in qualche modo presentare Tuttavia una sosta al campo di battaglia di Culloden non potrà mancare, perchè comunque chi combatte per il diritto all'autodeterminazione va onorato.
E' più, non so, una cosa di pelle.
Come se sentissi che in qualche modo quella terra mi appartiene... o meglio, io a lei.
Chissà forse in un'altra vita ero la moglie di un laird.
Spiegherebbe perchè ho sposato un uomo che il 100% delle persone che incontriamo fuori dall'Italia scambia per scozzese :-)
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venerdì 1 luglio 2016
venerdì 13 maggio 2016
DI RELIGIONE - part II
Bene, dire quello in cui non credo è facile.
Più difficile raccontare quello in cui credo.
Innanzitto mi associo alla differenza che è emersa nei i commenti di ieri, tra religione e spiritualità. Io no penso di essere una persona religiosa, perchè la religione prevede una struttura organizzata, con dei vertici, degli itermediari, delle regole ecc.... Penso però di avere una certa spiritualità, solo che me ne occupo, diciamo, privatamente.
Io penso che "qualcosa" al di sopra della vita terrena, esista.
Come Vedetta, mi dico... non può essere tutto qui, fine a se stesso.
Alcuni momenti mi pare ovvio e lampante.
Altri momenti mi dico invece che la ricerca di senso e significato è insita nella natura umana, fa parte di come il nostro cervello funziona, e pertanto è ovvio che siamo portati a credere in qualcosa, anche solo per tranquillizzarci. E che se è così, allora ci raccontiamo solo delle gran favole, con lo scopo di non morire di paura.
Che, voglio dire, sarebbe già uno scopo più che accettabile.
Poi però mi dico anche: ma se siamo fatti così, un motivo ci sarà, anche solo a livello puramente evolutivo. E questo motivo magari è proprio darci la possibilità di percepirlo, questo qualcosa di più grande di noi (e qui il GG direbbe: certo, l'Universo in continua espansione). E che se siamo fatti per percepirlo, magari quel qualcosa c'è davvero. Dopotutto, si perpetuano le caratteristiche che hanno una qualche utilità.
L'idea generale è quella di un cane che gira in tondo senza costrutto cercando di acchiapparsi la coda....
Credo di essere più vicina alle spiritualità antiche che a quelle moderne.
Senza andare a scomodare fate e folletti, credo nel potere insito nella natura, credo che essa sia impregnata di sacralità, di forze che possono essere percepite e incanalate per mezzo della volontà. Credo nell'istinto, che considero la manifestazione del divino dentro di noi. Credo che ognuno di noi possa raggiungere il sacro (gli Dei, il mistero, la magia... date il nome che preferite) e che ognuno lo faccia con i suoi tempi, modi e maniere.
Credo che ci sia una sorta di giustizia superiore che ci riguarda tutti... non un dio buono (o malevolo) che ci premia (o punisce) a seconda delle nostre azioni, ma credo che le nostre azioni plasmino e indirizzino il mondo circostante - anche a livello "supernaturale" - e che prima o poi, quello che hai fatto, ritorni. Non necessariamente dopo che saremo morti, ma qui, nella nostra vita. I nostri nonni lo sapevano, no? Si raccoglie quel che si semina, dice la saggezza popolare.
E credo anche che ci siano cose che non potremo mai spiegare, o che non possiamo spiegare oggi, infarciti come siamo di indifferenza, egoismo, tecnologie varie. Credo che a un certo punto della vita dell'Uomo, ci siamo allontanati dalla natura e abbiamo scelto un cammino diverso fatto di altri valori (benessere, denaro, proprietà) che ci ha allontanati da quelle forze e da quel potere che la natura possiede e che ci ha plasmati nella gioventù della nostra razza.
Non siamo più legati ai cicli naturali, al naturale muoversi delle stagioni, dei raccolti, non siamo più "legati" alla natura come un tempo. E così non la "sentiamo" più. Certo questo è anche un bene: dopotutto mediamente almeno qui in occidente, mangiamo tutti, tutti i giorni. Mangiamo carni anabolizzate, verdure geneticamnete modificate e beviamo latte liofilizzato e bibite chimiche, ma siamo sazi e floridi. Diecimila anni fa, beh. Parliamone.
Ma sono piuttosto persuasa che diecimila anni fa nessun uomo si domandasse quale è il senso della vita, perchè diecimila anni fa lo respiravano, questo senso. Lo conoscevano per istinto. Gli Dei - qualunque significato vogliate attribuire a questa parola - camminavano accanto agli Uomini.
Ora, quando dico queste cose, succede che io stessa mi prenda per pazza da sola.
Perchè io sono una donna del XXI secolo, non credo alle favole come specificato nel post di ieri, e questa cosa di antichi sciamani al centro di cerchi megalitici che evocano la forza della natura a beneficio della tribù nel giorno del solstizio beh, può andar bene per qualche bel film in costume, ma noi viviamo nel mondo vero, mica nella cellulosa.
Eppure.
Eppure ho avuto qualche singolare esperienza nella mia vita che mi porta a pensare che magari sono un po' matta, ma non proprio fuori di testa del tutto.
Ho sentito, davvero sentito fisicamente, nelle gambe nelle braccia, una presenza attorno a me in uno straordinario luogo di culto cattolico, costruito però su un antico sito druidico. Ho sentito una voce, non in senso letterale (altrimenti sarei sotto prozac!) ma una sorta di consapevolezza, come quando si forma un'idea nel cervello e tu sai che è giusta, pur non sapendo da che parte proviene.
Anni fa mi avvicinai - con scopi diciamo culturali - alla lettura dei tarocchi.
Ne posseggo un mazzo, molto bello e straordinariamente evocativo nelle immagini.
Non ho mai "studiato" la lettura dei tarocchi (ogni arcano ha un suo significato preciso, ci sono centinaia di libri che si propongono di insegnarteli) considerando più che altro queste immagini come un mezzo, un tramite attraverso cui dare voce a cose non tanto che ci vengono "rivelate" ma che sappiamo già di nostro pure senza sapere di saperle... grazie a quella scintilla che dicevo, grazie all'istinto.
Le ho usate poche volte, alcune anche un po' per scherzo, non sono certo Madame Babette col turbabnte e il tavolino che trema :-)
Ma ogni volta che sono riuscita a rilassarmi adeguatamente, fare adeguato silenzio dentro di me, e aprire la mia mente (è uno stato che per me ha un significato preciso, facilissimo da riconoscere quando mi ci trovo) ho "letto" informazioni sulla vita di chi mi stava davanti alle quali oggettivamente, per quanto io abbia cercato in ogni modo di venirne a capo in modo razionale, non avrei mai potuto avere accesso prima di quel momento. Lo dico, perchè si trattava nello specifico di persone mai viste prima, incontrate ad una festa.
State chiamando la Neuro Deliri?
Forse al vostro posto io lo farei :-)
Non sono comunque pazza al punto di credere che le carte ti dicano il futuro.
Però... non so. Sono uno strumento come un altro, che a certe condizioni possono darti la possibilità di accedere ad una conoscenza... diciamo inconscia. Questo si, lo credo. E se esiste questa "conoscensa inconscia" significa che c'è del sacro dentro di noi.
Fila il ragionamento?
Inoltre penso al fatto che tutte le religioni, in tutti i paesi, con modi diversi, hanno sempre onorato la stessa cosa: la Vita, ed i suoi principi generatori femminile e maschile.
No, non sono omofoba, tranquilli, però è chiaro che la vita si crea da maschio e femmina. Ogni tipo di religione e ogni spiritualità ha sempre onorato una Grande Madre ed il suo consorte. La Dea ed io Dio ancestrali (vedi per esempio le mitologie celtiche), Iside e Osiride, Zeus e Era ecc... persino il cristianesimo rende culto a Maria - pur avendola spogliata purtroppo di qualunque significato. E il dio dell'antico testamento aveva una moglie, incredibile ma vero, chiamata Asherah. Addirittura è proprio scritto, nei primi passi, che Dio non era solo. Nella versione originale in aramaico, il termine poi tradotto con "Dio" è Elohim. Elohim è plurale. Il singolare è El.
Credo che questo sia stato soltanto il modo che la mente umana ha usato per classificare, per rendere comprensibile le altrimenti misteriose vie della Natura, quella forze e quel potere di cui parlavo all'inizio, che sono stati "personalizzati" per una più semplice fruizione, diciamo. Per renderle simili a noi e capirle (e non noi simili a loro)
Quanto al dove andremo dopo la morte.... chi può saperlo.
Io credo che qualcosa di noi permanga.
La nostra essenza, il nostro nocciolo, quello che "siamo" davvero e profondamente, non si perde. Anima, spirito.. fantasma.... chiamatelo col nome che vi fa meno ridere :-D
Non so se ce ne andremo in giro mantenendo una consapevolezza simile a quella che abbiamo in vita (ma ne dubito!), probabilmente avremo una "forma" del tutto inaspettata e impensabile prima di provarla... però si. Qualcosa resta. Non posso pensare al nulla assoluto, all'assenza totale, è un concetto che la mia mente rifiuta completamente, non concepisce proprio.
A volte mi dico: è facile. Ovunque andremo, sarà lo stesso che prima di nascere. Prima di nascere "non eravamo" ma la cosa non ci sconvolge più di tanto, perchè dovrebbe sconvolgerci il "non essere" dopo la morte? Dopotutto ci siamo già passati.
Ma il mio cervello si rifiuta di elaborare.
Più in la di così per il momento non sono andata.
Più difficile raccontare quello in cui credo.
Innanzitto mi associo alla differenza che è emersa nei i commenti di ieri, tra religione e spiritualità. Io no penso di essere una persona religiosa, perchè la religione prevede una struttura organizzata, con dei vertici, degli itermediari, delle regole ecc.... Penso però di avere una certa spiritualità, solo che me ne occupo, diciamo, privatamente.
Io penso che "qualcosa" al di sopra della vita terrena, esista.
Come Vedetta, mi dico... non può essere tutto qui, fine a se stesso.
Alcuni momenti mi pare ovvio e lampante.
Altri momenti mi dico invece che la ricerca di senso e significato è insita nella natura umana, fa parte di come il nostro cervello funziona, e pertanto è ovvio che siamo portati a credere in qualcosa, anche solo per tranquillizzarci. E che se è così, allora ci raccontiamo solo delle gran favole, con lo scopo di non morire di paura.
Che, voglio dire, sarebbe già uno scopo più che accettabile.
Poi però mi dico anche: ma se siamo fatti così, un motivo ci sarà, anche solo a livello puramente evolutivo. E questo motivo magari è proprio darci la possibilità di percepirlo, questo qualcosa di più grande di noi (e qui il GG direbbe: certo, l'Universo in continua espansione). E che se siamo fatti per percepirlo, magari quel qualcosa c'è davvero. Dopotutto, si perpetuano le caratteristiche che hanno una qualche utilità.
L'idea generale è quella di un cane che gira in tondo senza costrutto cercando di acchiapparsi la coda....
Credo di essere più vicina alle spiritualità antiche che a quelle moderne.
Senza andare a scomodare fate e folletti, credo nel potere insito nella natura, credo che essa sia impregnata di sacralità, di forze che possono essere percepite e incanalate per mezzo della volontà. Credo nell'istinto, che considero la manifestazione del divino dentro di noi. Credo che ognuno di noi possa raggiungere il sacro (gli Dei, il mistero, la magia... date il nome che preferite) e che ognuno lo faccia con i suoi tempi, modi e maniere.
Credo che ci sia una sorta di giustizia superiore che ci riguarda tutti... non un dio buono (o malevolo) che ci premia (o punisce) a seconda delle nostre azioni, ma credo che le nostre azioni plasmino e indirizzino il mondo circostante - anche a livello "supernaturale" - e che prima o poi, quello che hai fatto, ritorni. Non necessariamente dopo che saremo morti, ma qui, nella nostra vita. I nostri nonni lo sapevano, no? Si raccoglie quel che si semina, dice la saggezza popolare.
E credo anche che ci siano cose che non potremo mai spiegare, o che non possiamo spiegare oggi, infarciti come siamo di indifferenza, egoismo, tecnologie varie. Credo che a un certo punto della vita dell'Uomo, ci siamo allontanati dalla natura e abbiamo scelto un cammino diverso fatto di altri valori (benessere, denaro, proprietà) che ci ha allontanati da quelle forze e da quel potere che la natura possiede e che ci ha plasmati nella gioventù della nostra razza.
Non siamo più legati ai cicli naturali, al naturale muoversi delle stagioni, dei raccolti, non siamo più "legati" alla natura come un tempo. E così non la "sentiamo" più. Certo questo è anche un bene: dopotutto mediamente almeno qui in occidente, mangiamo tutti, tutti i giorni. Mangiamo carni anabolizzate, verdure geneticamnete modificate e beviamo latte liofilizzato e bibite chimiche, ma siamo sazi e floridi. Diecimila anni fa, beh. Parliamone.
Ma sono piuttosto persuasa che diecimila anni fa nessun uomo si domandasse quale è il senso della vita, perchè diecimila anni fa lo respiravano, questo senso. Lo conoscevano per istinto. Gli Dei - qualunque significato vogliate attribuire a questa parola - camminavano accanto agli Uomini.
Ora, quando dico queste cose, succede che io stessa mi prenda per pazza da sola.
Perchè io sono una donna del XXI secolo, non credo alle favole come specificato nel post di ieri, e questa cosa di antichi sciamani al centro di cerchi megalitici che evocano la forza della natura a beneficio della tribù nel giorno del solstizio beh, può andar bene per qualche bel film in costume, ma noi viviamo nel mondo vero, mica nella cellulosa.
Eppure.
Eppure ho avuto qualche singolare esperienza nella mia vita che mi porta a pensare che magari sono un po' matta, ma non proprio fuori di testa del tutto.
Ho sentito, davvero sentito fisicamente, nelle gambe nelle braccia, una presenza attorno a me in uno straordinario luogo di culto cattolico, costruito però su un antico sito druidico. Ho sentito una voce, non in senso letterale (altrimenti sarei sotto prozac!) ma una sorta di consapevolezza, come quando si forma un'idea nel cervello e tu sai che è giusta, pur non sapendo da che parte proviene.
Anni fa mi avvicinai - con scopi diciamo culturali - alla lettura dei tarocchi.
Ne posseggo un mazzo, molto bello e straordinariamente evocativo nelle immagini.
Non ho mai "studiato" la lettura dei tarocchi (ogni arcano ha un suo significato preciso, ci sono centinaia di libri che si propongono di insegnarteli) considerando più che altro queste immagini come un mezzo, un tramite attraverso cui dare voce a cose non tanto che ci vengono "rivelate" ma che sappiamo già di nostro pure senza sapere di saperle... grazie a quella scintilla che dicevo, grazie all'istinto.
Le ho usate poche volte, alcune anche un po' per scherzo, non sono certo Madame Babette col turbabnte e il tavolino che trema :-)
Ma ogni volta che sono riuscita a rilassarmi adeguatamente, fare adeguato silenzio dentro di me, e aprire la mia mente (è uno stato che per me ha un significato preciso, facilissimo da riconoscere quando mi ci trovo) ho "letto" informazioni sulla vita di chi mi stava davanti alle quali oggettivamente, per quanto io abbia cercato in ogni modo di venirne a capo in modo razionale, non avrei mai potuto avere accesso prima di quel momento. Lo dico, perchè si trattava nello specifico di persone mai viste prima, incontrate ad una festa.
State chiamando la Neuro Deliri?
Forse al vostro posto io lo farei :-)
Non sono comunque pazza al punto di credere che le carte ti dicano il futuro.
Però... non so. Sono uno strumento come un altro, che a certe condizioni possono darti la possibilità di accedere ad una conoscenza... diciamo inconscia. Questo si, lo credo. E se esiste questa "conoscensa inconscia" significa che c'è del sacro dentro di noi.
Fila il ragionamento?
Inoltre penso al fatto che tutte le religioni, in tutti i paesi, con modi diversi, hanno sempre onorato la stessa cosa: la Vita, ed i suoi principi generatori femminile e maschile.
No, non sono omofoba, tranquilli, però è chiaro che la vita si crea da maschio e femmina. Ogni tipo di religione e ogni spiritualità ha sempre onorato una Grande Madre ed il suo consorte. La Dea ed io Dio ancestrali (vedi per esempio le mitologie celtiche), Iside e Osiride, Zeus e Era ecc... persino il cristianesimo rende culto a Maria - pur avendola spogliata purtroppo di qualunque significato. E il dio dell'antico testamento aveva una moglie, incredibile ma vero, chiamata Asherah. Addirittura è proprio scritto, nei primi passi, che Dio non era solo. Nella versione originale in aramaico, il termine poi tradotto con "Dio" è Elohim. Elohim è plurale. Il singolare è El.
Credo che questo sia stato soltanto il modo che la mente umana ha usato per classificare, per rendere comprensibile le altrimenti misteriose vie della Natura, quella forze e quel potere di cui parlavo all'inizio, che sono stati "personalizzati" per una più semplice fruizione, diciamo. Per renderle simili a noi e capirle (e non noi simili a loro)
Quanto al dove andremo dopo la morte.... chi può saperlo.
Io credo che qualcosa di noi permanga.
La nostra essenza, il nostro nocciolo, quello che "siamo" davvero e profondamente, non si perde. Anima, spirito.. fantasma.... chiamatelo col nome che vi fa meno ridere :-D
Non so se ce ne andremo in giro mantenendo una consapevolezza simile a quella che abbiamo in vita (ma ne dubito!), probabilmente avremo una "forma" del tutto inaspettata e impensabile prima di provarla... però si. Qualcosa resta. Non posso pensare al nulla assoluto, all'assenza totale, è un concetto che la mia mente rifiuta completamente, non concepisce proprio.
A volte mi dico: è facile. Ovunque andremo, sarà lo stesso che prima di nascere. Prima di nascere "non eravamo" ma la cosa non ci sconvolge più di tanto, perchè dovrebbe sconvolgerci il "non essere" dopo la morte? Dopotutto ci siamo già passati.
Ma il mio cervello si rifiuta di elaborare.
Più in la di così per il momento non sono andata.
giovedì 12 maggio 2016
DI RELIGIONE - part 1
Orbene, Vedetta e Marina hanno sollevato questioni importanti.
Vedo di rispondere per quanto mi riguarda.
Prima di tutto, io non sono atea.
Mio marito lo è, e il Ric lo segue a ruota, o così dice, ma io no.
In Italia, essere religiosi equivale a essere cattolici, non così vale per me.
Non credo infatti in Babbo Natale e alla Befana, e difficilmente potrò essere indotta oggi o domani a credere che una vergine inseminata tramite la parola di un angelo possa avere dato alla luce il Dio sulla terra, con tutto quello che ne consegue.
Ciò premesso, e anche se potrà sembrare strano, io sono una grandissima fan di Gesù.
Non del Gesù deificato, asessuato, miracolato e risorgente uscito dal consiglio di Nicea (313dC), ma dell'uomo Gesù, del rivoluzionario, dello stratega che ha cercato - almeno per come la vedo io - di ripristinare la libertà della sua terra dai conquistatori Romani, e lo ha fatto, dicono alcuni, tramite un matrimonio dinastico e fertile (tesi controversa e piuttosto dubbia) e anche come si direbbe oggi, sfruttando strategicamente a proprio vantaggio le sacre scritture ebraiche, facendole (o tendando di farle) avverare ad arte al fine di essere riconosciuto come il Messia, ovvero il liberatore, l'unto del Signore che avrebbe riportato "il regno di Dio sulla terra" ovvero avrebbe ridato la Palestina in mano agli ebrei (perchè la Palestina era uno stato confessionale come potrebbe essere l'Iran oggi, diciamo, e aveva una organizzazione politica, sociale, commerciale, che rimandava sempre e solo a Dio. Era appunto il suo regno tra gli uomini, dove si faceva sempre e solo la sua volontà anche in ambiti che oggi chiameremmo laici). Mi riferisco per esempio al passo dei Vangeli in cui prima di entrare in Gerusalemme e fare tutto quel casino coi tavoli dei cambiavalute al tempio, manda uno dei suoi apostoli a prendergli un asino per cavalcarlo, indicando esattamente dove questo asino potesse essere trovato.
Al Catechismo te la raccontano come una conoscenza miracolosa: pensate!! sapeva che ci sarebbe stato un asino!!!
Ossantocielo, miracolo, quanto può essere stato difficile imbattersi in qualche somarello nella Gerusalemme del 30 dC ??
Volendo, io dico che potrebbe avere più senso credere che l'asino fosse lasciato li apposta per Gesù (da Giuseppe d'Arimatea?),che ci fosse un accordo e che lui volesse entrare in Gerusalemme su di esso per avverare un passo dell'Antico Testamento: è scritto infatti "Ecco, Sion, viene il tuo sposo, e mite cavalca un asino".
Questo semplice atto, entrare in città a dorso di somaro, lo avrebbe fatto riconoscere come un personaggio quantomeno un po' speciale, gli avrebbe procurato del seguito.
Seguito POLITICO. Non dimentichiamo che Gesù è detto il Re degli Ebrei - e non solo dagli ebrei ma anche dai Romani - e se dimentichiamo per un attimo la sovrapposizione di significato religioso che è molto posteriore a Gesù stesso, questo avrà ben voluto dire qualcosa.
Sicuramente non penso che avesse in animo di fondare una nuova religione, ne tantomeno di farla fondare a un cittadino romano (un romano! impuro secondo tutte le leggi ebraiche, facente parte del popolo che aveva saccheggiato Gerusalemme!!) presumibilmente epilettico che, colto da un colpo di sole davanti le mura di Damasco, ha cominciato a blaterare di visioni mistiche e di apostolato. Mi riferisco a Saul di Tarso, oggi meglio noto come San Paolo.
E'mia opinione che Gesù sia stato usato, sfruttato e ucciso varie volte dopo la crocifissione da personaggi interessati non tanto al "bene delle anime" ma soltanto al potere. Questo è stato evidente fino dai primi giorni della storia della chiesa, lo è stato ancora di più durante il Medioevo quando con l'ignoranza e il terrore la chiesa ha tenuto in scacco popolazioni intere. Per non parlare delle centinaia di anni di ritardo nella conoscenza scientifica imposte dal dogmatismo e dall'oscurantismo ecclesiastico che poco hanno a che fare con la carità e molto col potere (avete presente Ipazia, no?)
Oggi, naturalmente, le cose sono un po' cambiate anche se una patina se non di oscurantismo quanto meno di non-avanzamento si mantene ovunque in ambiti ecclesiastici. Non sto dicendo che la Chiesa sia il male, ci mancherebbe. Essa è fatta di persone e tra queste ce ne sono di meravigliose (madre Teresa) e ce ne sono di terribili (Bertone?? i pedofili??)
Non mi fido della chiesa come istituzione, come entità. Troppe magagne, troppe bugie, troppo insabbiamento, troppa poca trasparenza. Sembra una congrega massonica.
Questo, e spero di non aver offeso nessuno, in breve il mio rapporto con la religione Cattolica.
(segue)
Vedo di rispondere per quanto mi riguarda.
Prima di tutto, io non sono atea.
Mio marito lo è, e il Ric lo segue a ruota, o così dice, ma io no.
In Italia, essere religiosi equivale a essere cattolici, non così vale per me.
Non credo infatti in Babbo Natale e alla Befana, e difficilmente potrò essere indotta oggi o domani a credere che una vergine inseminata tramite la parola di un angelo possa avere dato alla luce il Dio sulla terra, con tutto quello che ne consegue.
Ciò premesso, e anche se potrà sembrare strano, io sono una grandissima fan di Gesù.
Non del Gesù deificato, asessuato, miracolato e risorgente uscito dal consiglio di Nicea (313dC), ma dell'uomo Gesù, del rivoluzionario, dello stratega che ha cercato - almeno per come la vedo io - di ripristinare la libertà della sua terra dai conquistatori Romani, e lo ha fatto, dicono alcuni, tramite un matrimonio dinastico e fertile (tesi controversa e piuttosto dubbia) e anche come si direbbe oggi, sfruttando strategicamente a proprio vantaggio le sacre scritture ebraiche, facendole (o tendando di farle) avverare ad arte al fine di essere riconosciuto come il Messia, ovvero il liberatore, l'unto del Signore che avrebbe riportato "il regno di Dio sulla terra" ovvero avrebbe ridato la Palestina in mano agli ebrei (perchè la Palestina era uno stato confessionale come potrebbe essere l'Iran oggi, diciamo, e aveva una organizzazione politica, sociale, commerciale, che rimandava sempre e solo a Dio. Era appunto il suo regno tra gli uomini, dove si faceva sempre e solo la sua volontà anche in ambiti che oggi chiameremmo laici). Mi riferisco per esempio al passo dei Vangeli in cui prima di entrare in Gerusalemme e fare tutto quel casino coi tavoli dei cambiavalute al tempio, manda uno dei suoi apostoli a prendergli un asino per cavalcarlo, indicando esattamente dove questo asino potesse essere trovato.
Al Catechismo te la raccontano come una conoscenza miracolosa: pensate!! sapeva che ci sarebbe stato un asino!!!
Ossantocielo, miracolo, quanto può essere stato difficile imbattersi in qualche somarello nella Gerusalemme del 30 dC ??
Volendo, io dico che potrebbe avere più senso credere che l'asino fosse lasciato li apposta per Gesù (da Giuseppe d'Arimatea?),che ci fosse un accordo e che lui volesse entrare in Gerusalemme su di esso per avverare un passo dell'Antico Testamento: è scritto infatti "Ecco, Sion, viene il tuo sposo, e mite cavalca un asino".
Questo semplice atto, entrare in città a dorso di somaro, lo avrebbe fatto riconoscere come un personaggio quantomeno un po' speciale, gli avrebbe procurato del seguito.
Seguito POLITICO. Non dimentichiamo che Gesù è detto il Re degli Ebrei - e non solo dagli ebrei ma anche dai Romani - e se dimentichiamo per un attimo la sovrapposizione di significato religioso che è molto posteriore a Gesù stesso, questo avrà ben voluto dire qualcosa.
Sicuramente non penso che avesse in animo di fondare una nuova religione, ne tantomeno di farla fondare a un cittadino romano (un romano! impuro secondo tutte le leggi ebraiche, facente parte del popolo che aveva saccheggiato Gerusalemme!!) presumibilmente epilettico che, colto da un colpo di sole davanti le mura di Damasco, ha cominciato a blaterare di visioni mistiche e di apostolato. Mi riferisco a Saul di Tarso, oggi meglio noto come San Paolo.
E'mia opinione che Gesù sia stato usato, sfruttato e ucciso varie volte dopo la crocifissione da personaggi interessati non tanto al "bene delle anime" ma soltanto al potere. Questo è stato evidente fino dai primi giorni della storia della chiesa, lo è stato ancora di più durante il Medioevo quando con l'ignoranza e il terrore la chiesa ha tenuto in scacco popolazioni intere. Per non parlare delle centinaia di anni di ritardo nella conoscenza scientifica imposte dal dogmatismo e dall'oscurantismo ecclesiastico che poco hanno a che fare con la carità e molto col potere (avete presente Ipazia, no?)
Oggi, naturalmente, le cose sono un po' cambiate anche se una patina se non di oscurantismo quanto meno di non-avanzamento si mantene ovunque in ambiti ecclesiastici. Non sto dicendo che la Chiesa sia il male, ci mancherebbe. Essa è fatta di persone e tra queste ce ne sono di meravigliose (madre Teresa) e ce ne sono di terribili (Bertone?? i pedofili??)
Non mi fido della chiesa come istituzione, come entità. Troppe magagne, troppe bugie, troppo insabbiamento, troppa poca trasparenza. Sembra una congrega massonica.
Questo, e spero di non aver offeso nessuno, in breve il mio rapporto con la religione Cattolica.
(segue)
mercoledì 11 maggio 2016
MI RITIRERO' IN TEXAS, AD INSEGNARE L'EVOLUZIONE AI CREAZIONISTI (cit)
Oggi su FB ho letto un articolo che riguarda l'Islanda.
A quanto pare a seguito di una ricerca condotta viene considerato il primo Paese praticamente ateo al mondo. Sono state fatte varie domande a tema religioso, e a quanto pare nella categoria sotto i 40 anni una percentuale vicina al 90% ha dichiarato di non credere in alcuna divinità - nonostante gli straordinari fenomeni naturali di quella terra, non ultima l'aurora boreale, che teoricamente dovrebbero avvicinare l'animo umano al mistero e all'insondabile.
Un altro dato importante: sempre nella medesima fascia di età, il 90% circa dichiara di credere al Big Bang e solo un 10% si dichiara creazionista.
Ora io non vorrei offendere nessuno, ma:
1) Credere al Big Bang? il Big Bang non è una cosa a cui si possa credere o no. Il Big Bang è una realtà scientifica. Sarebbe come non credere agli atomi, perchè non si vedono, o alla Rivoluzione Francese perchè non l'abbiamo vissuta. Ci sono le PROVE e davanti alle prove, signore e signori della giuria, non esiste spazio per il dubbio e confido che vi esprimerete come verità richiede (scusate, queste sere sto guardando Suits)
2) Creazionismo? Dico, seriamente? Davvero ci sono ancora persone (fuori dal Texas, come direbbe Sheldon Cooper) che ritengono di discendere da Adamo ed Eva? Questo è VERAMENTE scioccante!!! Persone che credono che un'entità barbuta e benevola dall'alto abbia generato il primo uomo e donna già così come siamo oggi? E che il mondo e l'universo siano stati creati in 6 giorni, perchè erano cosa buona? Vogliamo prendere davvero l'Antico Testamento per buono e la Genesi per realtà, quando ormai persino la Chiesa ammette che si tratta di racconti allegorici?
Tutti sanno che ho le mie idee in fatto di religione, ma troverei più credibile, per dire, che una popolazione aliena fosse arrivata sulla terra e avesse contribuito alla nascita della specie umana, che so... tramite l'uso di avveneristiche tecnologie genetiche. Il dott Zecharia Sitchin la pensava così, per esempio. E non era mica un pirla, nominandolo da vivo. Era uno profondo conoscitore delle culture mesopotamiche, uno dei pochissimi al mondo che sapesse leggere la scrittura cuneiforme così, come noi leggiamo l'ABC. Oddio, le sue teorie al principio affascinanti, dopo un momentino iniziano a sembrare un po' roba da matti, ma dopotutto perchè no? Non è più incredibile di un essere supremo autogeneratosi dal nulla che soffia la vita in un tocco di fango. E poi, non penserete di essere gli unici esseri viventi esistenti in qualche fantastigliardo di trilioni di glassie vero? Il che comunque non risolverebbe l'annoso problema di come sia nata la vita, lo sposterebbe solo di qualche miliardino di anni luce. Roba da poco.
3) Esiste una roba chiamata Specola Vaticana che sarebbe l'osservatorio astronomico della Chiesa di Roma. Un posto in cui lavorano degli SCIENZIATI. Dopo un inizio un po' dogmaticamente controllato, oggi (dal 1993 per la precisone) la Specola si è dotata di un telescopio con i controattributi, e segue vari progetti in campo Cosmologico. Mi sono informata: parliamo di Teoria del Multiverso, e di Cosmologia Quantistica, che sarebbe lo studio "dell'effetto della meccanica quantistica sulla formazione dell'universo, o sulla sua evoluzione precoce, soprattutto subito dopo il Big Bang o anche durante o prima di esso"
Cioè signori rassegnatevi, non ci credono più nemmeno i preti alla creazione biblicamente detta. Sbarcate nel XXI secolo vi prego!!
Oppure rimbarcatevi sulla vostra nave madre, e tornate donde siete venuti qualche milione di anni fa, cari alieni. Grazie per quello che avete fatto per noi (cosa avete a che fare con l'estinzione dei dinosauri, eh? confessate!) ma ora preferiremmo continuare a camminare nella luce della conoscenza per conto nostro.
A quanto pare a seguito di una ricerca condotta viene considerato il primo Paese praticamente ateo al mondo. Sono state fatte varie domande a tema religioso, e a quanto pare nella categoria sotto i 40 anni una percentuale vicina al 90% ha dichiarato di non credere in alcuna divinità - nonostante gli straordinari fenomeni naturali di quella terra, non ultima l'aurora boreale, che teoricamente dovrebbero avvicinare l'animo umano al mistero e all'insondabile.
Un altro dato importante: sempre nella medesima fascia di età, il 90% circa dichiara di credere al Big Bang e solo un 10% si dichiara creazionista.
Ora io non vorrei offendere nessuno, ma:
1) Credere al Big Bang? il Big Bang non è una cosa a cui si possa credere o no. Il Big Bang è una realtà scientifica. Sarebbe come non credere agli atomi, perchè non si vedono, o alla Rivoluzione Francese perchè non l'abbiamo vissuta. Ci sono le PROVE e davanti alle prove, signore e signori della giuria, non esiste spazio per il dubbio e confido che vi esprimerete come verità richiede (scusate, queste sere sto guardando Suits)
2) Creazionismo? Dico, seriamente? Davvero ci sono ancora persone (fuori dal Texas, come direbbe Sheldon Cooper) che ritengono di discendere da Adamo ed Eva? Questo è VERAMENTE scioccante!!! Persone che credono che un'entità barbuta e benevola dall'alto abbia generato il primo uomo e donna già così come siamo oggi? E che il mondo e l'universo siano stati creati in 6 giorni, perchè erano cosa buona? Vogliamo prendere davvero l'Antico Testamento per buono e la Genesi per realtà, quando ormai persino la Chiesa ammette che si tratta di racconti allegorici?
Tutti sanno che ho le mie idee in fatto di religione, ma troverei più credibile, per dire, che una popolazione aliena fosse arrivata sulla terra e avesse contribuito alla nascita della specie umana, che so... tramite l'uso di avveneristiche tecnologie genetiche. Il dott Zecharia Sitchin la pensava così, per esempio. E non era mica un pirla, nominandolo da vivo. Era uno profondo conoscitore delle culture mesopotamiche, uno dei pochissimi al mondo che sapesse leggere la scrittura cuneiforme così, come noi leggiamo l'ABC. Oddio, le sue teorie al principio affascinanti, dopo un momentino iniziano a sembrare un po' roba da matti, ma dopotutto perchè no? Non è più incredibile di un essere supremo autogeneratosi dal nulla che soffia la vita in un tocco di fango. E poi, non penserete di essere gli unici esseri viventi esistenti in qualche fantastigliardo di trilioni di glassie vero? Il che comunque non risolverebbe l'annoso problema di come sia nata la vita, lo sposterebbe solo di qualche miliardino di anni luce. Roba da poco.
3) Esiste una roba chiamata Specola Vaticana che sarebbe l'osservatorio astronomico della Chiesa di Roma. Un posto in cui lavorano degli SCIENZIATI. Dopo un inizio un po' dogmaticamente controllato, oggi (dal 1993 per la precisone) la Specola si è dotata di un telescopio con i controattributi, e segue vari progetti in campo Cosmologico. Mi sono informata: parliamo di Teoria del Multiverso, e di Cosmologia Quantistica, che sarebbe lo studio "dell'effetto della meccanica quantistica sulla formazione dell'universo, o sulla sua evoluzione precoce, soprattutto subito dopo il Big Bang o anche durante o prima di esso"
Cioè signori rassegnatevi, non ci credono più nemmeno i preti alla creazione biblicamente detta. Sbarcate nel XXI secolo vi prego!!
Oppure rimbarcatevi sulla vostra nave madre, e tornate donde siete venuti qualche milione di anni fa, cari alieni. Grazie per quello che avete fatto per noi (cosa avete a che fare con l'estinzione dei dinosauri, eh? confessate!) ma ora preferiremmo continuare a camminare nella luce della conoscenza per conto nostro.
venerdì 27 novembre 2015
CATECHISMO.
Dunque, ho un po' di casino in testa vediamo se riesco a mettere ordine.
Chi legge questo blog sa che noi non siamo una famiglia religiosa. I ragazzi non sono battezzati, non andiamo a messa ecc... Ciò nonostante entrambi i miei figli frequentano l'oratorio, che è molto ben funzionante e organizza tante attività e feste molto carine.
Quest'estate la parrocchia ha cambiato parroco. E' andato in pensione il vecchio don, ed è arrivato Don Enrico, giovane, dinamico, simpatico, con vasta esperienza oratoriale e di contatto con i ragazzi. Da quanto mi si dice sta rivoluzionando un po' la gestione della parrocchia e dell'oratorio, che con il don precedente era condotta in maniera un po'... diciamo tradizionale.
Don Enrico invece è... come dire... uno normale... Durante una festa in oratorio a settembre si è sfilato il collarino e l'ha dato al Ric che lo ha indossato tutto il pomeriggio, così per ridere. Ha pagato la pizza a mezzo oratorio dopo aver perso una scommessa. Si è infilato in un sacco a pelo e ha partecipato coi ragazzi alla Vita in Comune (periodo di 5 giorni in cui un gruppo di adolescenti ha vissuto in oratorio) dormendo in aula magna su una brandina. (e gli hanno pure fregato l'asciugamano). Ai ragazzi dell'oratorio estivo riuniti - circa 200 tra i 5 e i 13 anni + gli animatori) non riuscendo ad ottenere l'attenzione..... si è messo a parlare senza usare il microfono. E non volava una mosca.
Insomma, un personaggio.
Qualche settimana fa è cominciato il catechismo per i bambini di terza elementare che faranno la comunione nella primavera della quarta. Il Nin non è iscritto, così come non lo era stato il Ric a suo tempo. Domenica il don ha incontrato le famiglie, tra cui una mamma che è una mia grande amica e che mi ha entusiasticamente raccontato il discorso del parroco.
Innanzittutto, don Enrico è un parroco "da corsa". Ha fatto un preambolo sulla differenza tra la religione che si deve insegnare a scuola - che deve essere storia della religione ed introdurre possibilimente anche religioni non-cattoliche - e il catechismo che invece è un insegnamento in vista del culto. Ma che deve essere fatto nell'ottica dei bambini, quindi deve essere divertente, non punitivo (il vecchio don prendeva le presenze a messa e se facevi più di 4 assenze, niente prima comunione!) e gioioso.
Le catechiste, che prima erano suore, ora sono ragazze - ma nel senso proprio di poco più grandi del Ric - molto carine, grintose, gentili, che hanno fatto un corso per imparare a stare coi bambini in maniera positiva e propositiva.
L'obiettivo di questo percorso di catechesi è quello di spingere i ragazzi (bambini) ad avere delle aspirazioni, dei sogni, dei progetti e delle ambizioni e ad imparare a stare insieme. Creare gruppo.
Ha fatto tutto un siparietto sulle difficoltà di essere genitori oggi, sia coi figli piccoli (Gesù e tutti i Santi datemi la pazienza).... sia con figli di età preadolescenziale (Gesù e tutti i Santi, datemi la forza di non ucciderlo) che poi con gli adolescenti che sono i più complessi da gestire (Gesù e tutti i Santi, l'ho ammazzato, accoglietelo nella vostra pace).
E' brillante, colto, piacevole, spiritoso interessato ed intelligente, per niente punitivo, per niente indottrinato, di mentalità aperta e - per quel che ho visto finora coi bambini dell' Oratorio Estivo - estremamente capace.
A tal punto che i bambini - che negli anni scorsi si sarebbero ammazzati pur di non andare al catechismo - quest'anno escono contenti e felici, si divertono, ridono e il figlio di quella mia amica mette addirittura il catechismo tra le Top Attività Della Settimana.
In considerazione di tutto questo, e in considerazione del fatto che se ho minimamente capito il tipo, Don Enrico organizzerà diverse attività per i bambini di catechismo..... mi sta venendo voglia di iscrivere il Nin. Mi starò rammollendo?
Mo' devo dirlo al GG.
Chi legge questo blog sa che noi non siamo una famiglia religiosa. I ragazzi non sono battezzati, non andiamo a messa ecc... Ciò nonostante entrambi i miei figli frequentano l'oratorio, che è molto ben funzionante e organizza tante attività e feste molto carine.
Quest'estate la parrocchia ha cambiato parroco. E' andato in pensione il vecchio don, ed è arrivato Don Enrico, giovane, dinamico, simpatico, con vasta esperienza oratoriale e di contatto con i ragazzi. Da quanto mi si dice sta rivoluzionando un po' la gestione della parrocchia e dell'oratorio, che con il don precedente era condotta in maniera un po'... diciamo tradizionale.
Don Enrico invece è... come dire... uno normale... Durante una festa in oratorio a settembre si è sfilato il collarino e l'ha dato al Ric che lo ha indossato tutto il pomeriggio, così per ridere. Ha pagato la pizza a mezzo oratorio dopo aver perso una scommessa. Si è infilato in un sacco a pelo e ha partecipato coi ragazzi alla Vita in Comune (periodo di 5 giorni in cui un gruppo di adolescenti ha vissuto in oratorio) dormendo in aula magna su una brandina. (e gli hanno pure fregato l'asciugamano). Ai ragazzi dell'oratorio estivo riuniti - circa 200 tra i 5 e i 13 anni + gli animatori) non riuscendo ad ottenere l'attenzione..... si è messo a parlare senza usare il microfono. E non volava una mosca.
Insomma, un personaggio.
Qualche settimana fa è cominciato il catechismo per i bambini di terza elementare che faranno la comunione nella primavera della quarta. Il Nin non è iscritto, così come non lo era stato il Ric a suo tempo. Domenica il don ha incontrato le famiglie, tra cui una mamma che è una mia grande amica e che mi ha entusiasticamente raccontato il discorso del parroco.
Innanzittutto, don Enrico è un parroco "da corsa". Ha fatto un preambolo sulla differenza tra la religione che si deve insegnare a scuola - che deve essere storia della religione ed introdurre possibilimente anche religioni non-cattoliche - e il catechismo che invece è un insegnamento in vista del culto. Ma che deve essere fatto nell'ottica dei bambini, quindi deve essere divertente, non punitivo (il vecchio don prendeva le presenze a messa e se facevi più di 4 assenze, niente prima comunione!) e gioioso.
Le catechiste, che prima erano suore, ora sono ragazze - ma nel senso proprio di poco più grandi del Ric - molto carine, grintose, gentili, che hanno fatto un corso per imparare a stare coi bambini in maniera positiva e propositiva.
L'obiettivo di questo percorso di catechesi è quello di spingere i ragazzi (bambini) ad avere delle aspirazioni, dei sogni, dei progetti e delle ambizioni e ad imparare a stare insieme. Creare gruppo.
Ha fatto tutto un siparietto sulle difficoltà di essere genitori oggi, sia coi figli piccoli (Gesù e tutti i Santi datemi la pazienza).... sia con figli di età preadolescenziale (Gesù e tutti i Santi, datemi la forza di non ucciderlo) che poi con gli adolescenti che sono i più complessi da gestire (Gesù e tutti i Santi, l'ho ammazzato, accoglietelo nella vostra pace).
E' brillante, colto, piacevole, spiritoso interessato ed intelligente, per niente punitivo, per niente indottrinato, di mentalità aperta e - per quel che ho visto finora coi bambini dell' Oratorio Estivo - estremamente capace.
A tal punto che i bambini - che negli anni scorsi si sarebbero ammazzati pur di non andare al catechismo - quest'anno escono contenti e felici, si divertono, ridono e il figlio di quella mia amica mette addirittura il catechismo tra le Top Attività Della Settimana.
In considerazione di tutto questo, e in considerazione del fatto che se ho minimamente capito il tipo, Don Enrico organizzerà diverse attività per i bambini di catechismo..... mi sta venendo voglia di iscrivere il Nin. Mi starò rammollendo?
Mo' devo dirlo al GG.
mercoledì 29 maggio 2013
RISPOSTE
Rispondo qui ai commenti dell'ultimo post per motivi... logistici....
@Skynny e altre: Sull'ora di religione ci ho pensato attentamente. Li ho entrambi esclusi alla materna, e non sono pentita di averlo fatto, perchè in un'età così precoce non volevo "non poter avere il controllo" sulle informazioni che ricevevano. Avevo l'impressione che potessero essere troppo "indottrinati". La verità è che dipende da chi trovi come insegnante. Quando ho iscritto il PG alla prima elementeare, intendevo escludere l'ora di religione, ma poi conoscendo la maestra ho cambiato idea. E' una persona fantastica, e il programma che svolgeva e svolge non è "il catechismo" ma una specie comparazione tra la vita ai tempi di Gesù bambino e la vita dei bambini di oggi, molto interessante. Lo stesso farò il prossimo anno per il Nin (che a settembre va in prima elementare, sapevatelo...). Alle medie invece, il prof di religione del PG è il Don della parrocchia e quello che fanno è catechismo puro e semplice. Questo non lo trovo giusto. Ma ormai il PG è grande e mi preoccupa meno che possa assimilare acriticamente tutto quel che sente.
@ Pera: si questa sarebbe anche la mia idea, cioè che nell'ora di religione si studiassero "le religioni", ovvero la loro storia. Ma niente da fare. Non c'è mezzo.
@Miss Marple: ciao carissima, che piacere mi fa sentirti da queste parti :-) Il tuo commento è davvero bellissimo. E mi fa davvero piacere che tu abbia vissuto il battesimo dei tuoi figli in un modo tanto profondo e anche ... poetico, direi. Ma sfortunatamente, la fede - o meglio la fede così come ci viene presentata - è un dono che non ho ancora ricevuto. Perciò non riesco a vedere le cose da quel punto di vista. Cioè, sono sicura che tu e le persone davvero credenti come te, battezzino i propri bambini come infinito atto d'amore. Ma rimango dell'opinione che non sia il battesimo dei figli, ma dei genitori. Sono i genitori che promettono di crescere i figli secondo determnati insegnamenti, e non i bambini che promettono di vivere cristianamente - il che non sarebbe possibile. Ma tu quella promessa l'hai già fatta, il giorno del tuo matrimonio. Quindi perchè dire che un bambino battezzato è "cristiano" quando non sa nemmeno cosa significhi esserlo? Ecco, lo trovo svilente nei confronti del rito stesso del Battesimo, per il quale - ripeto - ho moltissimo rispetto.
@Grimilde, il nostro percorso e il nostro pensiero sono molto simili. E non aggiungo altro. Zot! :-)
@Tiziana: infatti queste sono domande che mi sono posta anche io, e alla cui risposta non sono francamente ancora del tutto pervenuta....... cioè io impongo i miei criteri educativi ai miei figli, come tutti i genitori, perciò che differenza dovrebbe esserci con la parte religiosa? Bè la mi idea è che quello che insegno educando - il rispetto, la condivisione, la gentilezza, la sincerità ecc... - sono valori universali, unanimemente riconosciuti come positivi. Anche la Fede è un valore unanimemente riconosciuto... solo che non puoi imporre secondo me "quale" fede avere. Per questo cerco di essere sempre piuttosto "asettica" rispondendo alle domande in argomento, non dicendo "le cose sono così e cosà" ma piuttosto presentando diversi punti di vista, alcuni pensano così e altri cosà.
@Eu: ecco, questo è quello che ho cercato di non fare. Non mi piaceva l'idea di farlo solo perchè lo fanno tutti. Mi sono posta il problema quando i compagni del PG hanno iniziato il catechismo perchè temevo che lui non facendolo si sentisse (o lo facessero sentire) escluso. Ma così non è stato, e nemmeno le feste e i regali per la Comunione che tutti i suoi compagni hanno fatto e ricevuto e lui no lo hanno impensierito. Se le cose saranno diverse per il Nin, ci penserò. Probabilmente se mi accorgessi che soffre la separazione dal gruppo, deciderei di battezzarlo e di fargli fare catechismo e Comunione. Ma non sarebbe una scelta di fede.
Grazie a tutti per i vostri punti di vista, che sono come al solito una inestimabile ricchezza.
@Skynny e altre: Sull'ora di religione ci ho pensato attentamente. Li ho entrambi esclusi alla materna, e non sono pentita di averlo fatto, perchè in un'età così precoce non volevo "non poter avere il controllo" sulle informazioni che ricevevano. Avevo l'impressione che potessero essere troppo "indottrinati". La verità è che dipende da chi trovi come insegnante. Quando ho iscritto il PG alla prima elementeare, intendevo escludere l'ora di religione, ma poi conoscendo la maestra ho cambiato idea. E' una persona fantastica, e il programma che svolgeva e svolge non è "il catechismo" ma una specie comparazione tra la vita ai tempi di Gesù bambino e la vita dei bambini di oggi, molto interessante. Lo stesso farò il prossimo anno per il Nin (che a settembre va in prima elementare, sapevatelo...). Alle medie invece, il prof di religione del PG è il Don della parrocchia e quello che fanno è catechismo puro e semplice. Questo non lo trovo giusto. Ma ormai il PG è grande e mi preoccupa meno che possa assimilare acriticamente tutto quel che sente.
@ Pera: si questa sarebbe anche la mia idea, cioè che nell'ora di religione si studiassero "le religioni", ovvero la loro storia. Ma niente da fare. Non c'è mezzo.
@Miss Marple: ciao carissima, che piacere mi fa sentirti da queste parti :-) Il tuo commento è davvero bellissimo. E mi fa davvero piacere che tu abbia vissuto il battesimo dei tuoi figli in un modo tanto profondo e anche ... poetico, direi. Ma sfortunatamente, la fede - o meglio la fede così come ci viene presentata - è un dono che non ho ancora ricevuto. Perciò non riesco a vedere le cose da quel punto di vista. Cioè, sono sicura che tu e le persone davvero credenti come te, battezzino i propri bambini come infinito atto d'amore. Ma rimango dell'opinione che non sia il battesimo dei figli, ma dei genitori. Sono i genitori che promettono di crescere i figli secondo determnati insegnamenti, e non i bambini che promettono di vivere cristianamente - il che non sarebbe possibile. Ma tu quella promessa l'hai già fatta, il giorno del tuo matrimonio. Quindi perchè dire che un bambino battezzato è "cristiano" quando non sa nemmeno cosa significhi esserlo? Ecco, lo trovo svilente nei confronti del rito stesso del Battesimo, per il quale - ripeto - ho moltissimo rispetto.
@Grimilde, il nostro percorso e il nostro pensiero sono molto simili. E non aggiungo altro. Zot! :-)
@Tiziana: infatti queste sono domande che mi sono posta anche io, e alla cui risposta non sono francamente ancora del tutto pervenuta....... cioè io impongo i miei criteri educativi ai miei figli, come tutti i genitori, perciò che differenza dovrebbe esserci con la parte religiosa? Bè la mi idea è che quello che insegno educando - il rispetto, la condivisione, la gentilezza, la sincerità ecc... - sono valori universali, unanimemente riconosciuti come positivi. Anche la Fede è un valore unanimemente riconosciuto... solo che non puoi imporre secondo me "quale" fede avere. Per questo cerco di essere sempre piuttosto "asettica" rispondendo alle domande in argomento, non dicendo "le cose sono così e cosà" ma piuttosto presentando diversi punti di vista, alcuni pensano così e altri cosà.
@Eu: ecco, questo è quello che ho cercato di non fare. Non mi piaceva l'idea di farlo solo perchè lo fanno tutti. Mi sono posta il problema quando i compagni del PG hanno iniziato il catechismo perchè temevo che lui non facendolo si sentisse (o lo facessero sentire) escluso. Ma così non è stato, e nemmeno le feste e i regali per la Comunione che tutti i suoi compagni hanno fatto e ricevuto e lui no lo hanno impensierito. Se le cose saranno diverse per il Nin, ci penserò. Probabilmente se mi accorgessi che soffre la separazione dal gruppo, deciderei di battezzarlo e di fargli fare catechismo e Comunione. Ma non sarebbe una scelta di fede.
Grazie a tutti per i vostri punti di vista, che sono come al solito una inestimabile ricchezza.
lunedì 27 maggio 2013
POST A RISCHIO DI OFFENDERE LA SENSIBILITA' RELIGIOSA DI QUALCUNO....
Come ho già probabilmente avuto modo di dire, noi non siamo Cattolici.
Non nel senso che non siamo religiosi tout court.
O meglio... mio marito è completamente ateo.
Io invece ho una mia idea della divinità che non corrisponde però con quello che la Chiesa Cattolica insegna e diffonde.
Per questo motivo abbiamo deciso di non battezzare i figli.
Prima divagazione:
Spiego: secondo me il battesimo imposto a un neonato è quasi una bestemmia.
Io credo molto nel rito del battesimo, in generale, e lo considero quel momento in cui una persona si mette con consapevolezza davanti al suo Dio e gli dice Si, OK. Ho deciso di seguire la tua via.
In quest'ottica trovo il battesimo cristiano quasi blasfemo: come si può praticare un rito del genere sul capo di un neonato che non sa e non potrebbe mai sapere nulla di quello che accade intorno a lui? Ed infatti quello non è il battesimo del bambino, ma dei genitori e padrini i quali giurano al posto del battezzando. A me, scusate, pare poco onesto, come un volersi accaparrare i fedeli finchè son piccoli che poi da grandi, ormai che sono li, non è che se ne vanno....
Ad ogni modo...
Il fatto di non battezzarli non significa che non ci sia spazio per la discussione o la spiegazione della
parte - diciamo - spirituale e metafisica dell'esistenza. Per come la vedo io, uno per scegliere deve conoscere il più possibile, altrimenti che scelta è?? Io poi sono una persona "spirituale" diciamo, nel senso che il non credere a certe cose (passi la resurrezione, ma come si fa a partorire da vergini? e soprattutto, perchè mai dovrebbe essere così fondamentale??) non significa che io non abbia un mio concetto di divinità anche piuttosto radicato.
Seconda divagazione:
Che anche li... non è che il GG ed io siamo proprio daccordissimo su questa cosa.
Secondo lui, tutto quello che è metafisico e non scientificamente provabile dovrebbe essere completamente escluso dalla vita e dall'educazione dei bambni (per lui anche Babbo Natale è metafisica, per dire...). Infatti il suo approccio ed il mio alle inevitabili domande è molto diverso.
Io cerco sempre di dire cose come alcuni pensano questo, altri pensano quest'altro. E davanti alle domande più difficili (tipo su quel che accade dopo la morte) quando non posso cavarmela come in passato citando il Piccolo Principe, dico semplicemente che non lo so, che non lo sa nessuno, e che ognuno di noi crede quello che gli sembra più giusto.
Il GG invece è più drastico: sostiene proprio che Dio non esiste e che la religione è solo un insieme di assurde favolette create per controllare la mente delle persone (ecco magari non esattamente in questi termini, ma avete capito).
Il risultato è un Nin appassionato di Harry Potter (l'apoteosi della metafisica, ndr), fate, folletti, draghi a cui al momento ancora non interessa niente di questa discussione, e un PG instradato verso l'ateismo - e che in parte riprende gli atteggiamenti paterni come è ovvio, cercando di scovare domande insidiose da porre al Don nell'ora di religione - ... ma con qualche timido rigurgito di paganesimo :-)
Perchè ho scritto tutto ciò?? Per raccontarvi una breve conversazione avuta coi miei figli ieri durante una passeggiata nel parco....
Il punto del post:
Puff: ehiii Nin guarda: una lepre!
Nin: ahhh si, l'ho vista. (ci ripensa) ah no, non l'ho vista. Però ci credo!
Puff: ci credi topolo?
Nin: io credo sempre a tutto, anche se non vedo.
PG (guarda suo padre visibilmente abbattuto) Apposto stiamo. Diventerà Cattolico.
E voi come vi regolate?
Trasmettete le vostre convinzioni o lasciate maggior spazio decisionale ai figli?
Non nel senso che non siamo religiosi tout court.
O meglio... mio marito è completamente ateo.
Io invece ho una mia idea della divinità che non corrisponde però con quello che la Chiesa Cattolica insegna e diffonde.
Per questo motivo abbiamo deciso di non battezzare i figli.
Prima divagazione:
Spiego: secondo me il battesimo imposto a un neonato è quasi una bestemmia.
Io credo molto nel rito del battesimo, in generale, e lo considero quel momento in cui una persona si mette con consapevolezza davanti al suo Dio e gli dice Si, OK. Ho deciso di seguire la tua via.
In quest'ottica trovo il battesimo cristiano quasi blasfemo: come si può praticare un rito del genere sul capo di un neonato che non sa e non potrebbe mai sapere nulla di quello che accade intorno a lui? Ed infatti quello non è il battesimo del bambino, ma dei genitori e padrini i quali giurano al posto del battezzando. A me, scusate, pare poco onesto, come un volersi accaparrare i fedeli finchè son piccoli che poi da grandi, ormai che sono li, non è che se ne vanno....
Ad ogni modo...
Il fatto di non battezzarli non significa che non ci sia spazio per la discussione o la spiegazione della
parte - diciamo - spirituale e metafisica dell'esistenza. Per come la vedo io, uno per scegliere deve conoscere il più possibile, altrimenti che scelta è?? Io poi sono una persona "spirituale" diciamo, nel senso che il non credere a certe cose (passi la resurrezione, ma come si fa a partorire da vergini? e soprattutto, perchè mai dovrebbe essere così fondamentale??) non significa che io non abbia un mio concetto di divinità anche piuttosto radicato.
Seconda divagazione:
Che anche li... non è che il GG ed io siamo proprio daccordissimo su questa cosa.
Secondo lui, tutto quello che è metafisico e non scientificamente provabile dovrebbe essere completamente escluso dalla vita e dall'educazione dei bambni (per lui anche Babbo Natale è metafisica, per dire...). Infatti il suo approccio ed il mio alle inevitabili domande è molto diverso.
Io cerco sempre di dire cose come alcuni pensano questo, altri pensano quest'altro. E davanti alle domande più difficili (tipo su quel che accade dopo la morte) quando non posso cavarmela come in passato citando il Piccolo Principe, dico semplicemente che non lo so, che non lo sa nessuno, e che ognuno di noi crede quello che gli sembra più giusto.
Il GG invece è più drastico: sostiene proprio che Dio non esiste e che la religione è solo un insieme di assurde favolette create per controllare la mente delle persone (ecco magari non esattamente in questi termini, ma avete capito).
Il risultato è un Nin appassionato di Harry Potter (l'apoteosi della metafisica, ndr), fate, folletti, draghi a cui al momento ancora non interessa niente di questa discussione, e un PG instradato verso l'ateismo - e che in parte riprende gli atteggiamenti paterni come è ovvio, cercando di scovare domande insidiose da porre al Don nell'ora di religione - ... ma con qualche timido rigurgito di paganesimo :-)
Perchè ho scritto tutto ciò?? Per raccontarvi una breve conversazione avuta coi miei figli ieri durante una passeggiata nel parco....
Il punto del post:
Puff: ehiii Nin guarda: una lepre!
Nin: ahhh si, l'ho vista. (ci ripensa) ah no, non l'ho vista. Però ci credo!
Puff: ci credi topolo?
Nin: io credo sempre a tutto, anche se non vedo.
PG (guarda suo padre visibilmente abbattuto) Apposto stiamo. Diventerà Cattolico.
E voi come vi regolate?
Trasmettete le vostre convinzioni o lasciate maggior spazio decisionale ai figli?
lunedì 11 febbraio 2013
giovedì 12 luglio 2012
E' UN MOMENTO COSI'.
Grazie a un libro che sto leggendo, mi è tornata la voglia di parlare di argomenti che avevo tralasciato per tanto, troppo tempo. Ce la farò, non ce la farò, chi lo sa.
Intanto, il post di oggi è qui.
Intanto, il post di oggi è qui.
venerdì 22 giugno 2012
UN ALTRO LOOP
Ecco.
Ho appena parlato sottovoce, piano piano, di farmi un tatuaggio e già ho iniziato a far voli pindarici.
Ho trovato questa immagine che mi fa impazzire letteralmente:
L'Albero della Conoscenza col Serpente arrotolato e la Mela (che io farei rossa). Ma quanto mi piace! Ma quanto lo vorrei!!! Ma quanto mi fa impazzire!!! (motivi qui)
Ma quanto mi terrorizza, anche!!!!
Che male deve fare?? Quanto grande deve essere per essere comprensibile..... aiuto.
La macchina si è messa in moto... è partita, ma non so dove arriverà...........
:-)
Ho appena parlato sottovoce, piano piano, di farmi un tatuaggio e già ho iniziato a far voli pindarici.
Ho trovato questa immagine che mi fa impazzire letteralmente:
L'Albero della Conoscenza col Serpente arrotolato e la Mela (che io farei rossa). Ma quanto mi piace! Ma quanto lo vorrei!!! Ma quanto mi fa impazzire!!! (motivi qui)
Ma quanto mi terrorizza, anche!!!!
Che male deve fare?? Quanto grande deve essere per essere comprensibile..... aiuto.
La macchina si è messa in moto... è partita, ma non so dove arriverà...........
:-)
martedì 29 maggio 2012
COSA STA SUCCEDENDO?
Ora, io non voglio addentrarmi in discorsi che esulano da qualunque tipo di competenza io abbia.
Ma la terra continua a tremare e nei 40 anni della mia vita non lo ha mai fatto tanto di frequente e con tanta violenza, per lo meno qui nelle mie zone.
Certo ci sono stati terremoti violenti, li ricordo quando ero piccola. Friuli, Irpinia. Ma erano fenomeni isolati, gravissimi, ma in certo qual modo "irripetibili".
Si confidava quanto meno nel fatto che lo fossero.
Negli ultimi anni c'è stata un'escalation, almeno questa è la mia impressione.
Cosa si può fare contro la forza della Natura, quando essa si scatena?
Sembra di essere pulci sulla schiena di un cane che si scrolla.
E forse in certo qual modo è davvero così.
Va bene, non voglio fare della demagogia senza senso sulla pelle degli sfollati, o peggio, dei morti dell'Emilia.
Ma ho la stessa sensazione di quando ci fu il caso della "mucca pazza".
Ricordate? Bovini alimentati a proteine animali, svilupparono una malattia che colpiva e uccideva l'Uomo che ne mangiava le carni.
Ricordo che in quei tempi pensai: certo, facciamo diventare carnivori gli erbivori, e cosa ci aspettiamo? Di passarla liscia?
Ovvio che no.
L'arroganza raramente passa sotto silenzio.
Forse è una visione semplicistica, forse addirittura stupida.
Sono certa che ci sono mille mila spiegazioni perfettamente scientifiche, perfettamente razionali che possono dar ragione di queste scosse, così come di quelle in Giappone, così come di quelle in Indonesia con relativo Tsunami, così come di tutte le "stranezze" che accadono in giro per il mondo, e che passano più o meno in sordina (nuove e sempre peggiori malattie, improvvise morie di pesci o uccelli, alluvioni devastanti ecc...)
Ma non riesco a togliermi di dosso il pensiero che se continuiamo a violentare la nostra Terra, essa prima o poi da Madre amorevole non può che trasformarsi in una matrigna violenta ed impietosa. Stiamo uccidendo nostra madre (come dicevano gli Omaticaya).
E contro una Natura incazzata, davvero non siamo altro che pulci.
Tutti i miei pensieri e il mio amore alle persone che stanno vivendo questi difficili momenti sulla propria pelle.
mercoledì 21 marzo 2012
giovedì 23 febbraio 2012
spring is coming
Lo so, lo so.
E' ancora presto per intonare inni di gioia...
Ma cosa posso farci?
A me il cielo azzurro, l'arietta mite, il sole splendente... fanno sentire subito felice come un bambino in un negozio di caramelle grandi e colorate.
Mi fanno venire voglia di mettermi un abitino leggero, di correre a sdraiarmi in un prato e di indovinare le forme nelle nuvole stando sdraiata tra i fiori, con un filo d'erba tra le labbra.
A voi la Primavera non fa questo effetto?
Non sentite il vostro corpo e la vostra mente che rinascono e si rigenerano?
Non sentite il vostro spirito crescere ed espandersi fino a toccare il cielo?
Non vi sentite carichi di aspettative, di progetti, di entusiasmo e di esplosiva creatività?
E in quelle mattine perfette, quando uscite di casa presto per andare al lavoro... e il cielo è terso, e c'è un venticello frizzante, il sole è già alto e si sentono i passeri cinguettare... ecco, in quei momenti, non vi sentite in perfettissimo equilibrio ed armonia con tutto?
La Primavera è una promessa... la promessa della rinascita della vita.
Una promessa che si adempie e si mantiene ogni anno, ad ogni giro di ruota.
L'Estate è un tempo duro.
Il caldo asciuga, secca, inaridisce.
La Vita viene messa a dura prova, se ne saggia la resistenza, la capacità di sopravvivere in condizioni estreme.
Mi piace l'Estate perchè vivo con maggior tranquillità e minori impegni nella vita quotidiana.
Ma resta un tempo difficile.
La Primavera invece... Oh, la Primavera... la Primavera ti fa volare sulle ali della prefigurazione.
La Primavera è un Sabato del Villaggio che dura mesi e mesi.
La Primavera mi fa sentire in grado di fare tutto.
Mi fa sentire ottimista, positiva, mi fa nascere nuove idee in continuazione, ed è normalmente foriera di notizie, opportunità, occasioni.
E che gioia è vedere dalla sera alla mattina il prato sotto casa che era "solo" verde, coprirsi di splendide, perfette margheritine bianche? Che gioia è vedere i bambini che escono da scuola correndo nei loro abitini colorati, invece impacciati e imbacuccati nei loro ingombranti piumoni invernali? E che gioia si vede sul loro viso, sapendo che non li aspetta un lungo e noioso pomeriggio casalingo, ma due eccitanti ore di avventura in cortile o al parco?
E che gioia è guardare fuori dalla finestra alle sei di sera e vedere ancora il cielo tinto di chiaro, la luce che traspare da in fondo, e i passeri che ancora volteggiano sulle cime dei pini?
E il suo nome in inglese.... Spring.
Non sembra un trillo di mille campanelli?
Spriiiiiiiiiing!! E' primavera... svegliatevi bambine!
martedì 27 dicembre 2011
cronaca di un regalo complicato
Il giorno 23 dicembre sono stata fulminata sulla via di Damasco.
Premetto che, pur essendo persone d'oro e platino (ma veramente), ai miei suoceri è praticamente impossibile fare un regalo. Sono gente talmente semplice che tutto gli sembra "troppo", al punto che quando hanno qualcosa di bello a casa (che so, un servizio di tazzine da caffè particolare), invece che usarlo, lo regalano. Perciò la mattina dell'antivigilia ero ancora desolantemente senza uno straccio di pacchetto da mettere sotto l'albero per loro. Camminando per andare in ufficio, alzo lo sguardo e BANG! Una pubblicità affissa al muro che fa davvero davvero al caso mio.
C'è un negozio, a Milano, dove stampano e incorniciano intere opere d'arte letterarie da appendere alle pareti. Una di queste opere, la Divina Commedia, l'avevo vista in un ristorante dove andiamo spesso ma non ero mai riuscita a capire dove poterne trovare di simili. E improvvisamente, ecco... un banale cartello pubblicitario con nome del negozio e indirizzo..... My God, it's a sign!!!
La mattina del 24 con marito e figliolanza ci si catapulta al suddetto negozio.
Il GG durante il tragitto mi dice "ehm... io dovrei anche comprare qualcosina per te....." (dopo l'exploit della Limo, gli avevo detto di non preoccuparsi x Natale!) Arrivati al negozio... Eccolo li... nella sua totale perfezione.... un quadro delle considerevoli dimensioni di 100x140 con tutti e 4 i Vangeli (i miei suoceri sono molto ed autenticamente religiosi). Visto, comprato. Pronti via, cornice e tutto. Splendido.
E ancora più splendido, su tela ed incorniciato adeguatamente.... il Romeo e Giulietta............. è bastato uno sguardo languido da parte mia, il GG ha colto al volo e ha comprato anche quello, come regalo di Natale per me. Amoremiobello!!! Al momento fa degna mostra di se sulla parete difronte al letto.
Usciamo dal negozio coi nostri acquisti per accorgerci che... niente da fare. Non c'è verso di far entrare i Vangeli in macchina. No way. Ottimo, dico io, nessun problema. Prendo i figlioli e decidiamo di tornare a casa con tram e metropolitana, in modo che il GG possa ribaltare i sedili e farci stare tutto.
Il Ninnolo supereccitato x questo imprevisto viaggio in "treno" (che adora) ha tenuto banco per tutta la durata del viaggio, indicando ed elencando il colore di tutte le macchine, di tutte le decorazioni, di tutti i cappottini dei cani, di tutti gli altri tram... insomma di qualunque cosa si parasse sotto i suoi estasiati occhietti. Dopo circa mezz'ora di viaggio, una chiamata del GG. Niente da fare nemmeno coi sedili ribaltati. Il cosone non entra.
Fortunatamente un nostro volenteroso amico con station-wagon ci è venuto in soccorso, e pertanto siamo riusciti a portare a casa tutto quanto nel pomeriggio.
La mattina seguente, dopo lo scartamento dei pacchetti dei bambini, indico a mia suocera il suo regalo, che stava incartato ed appoggiato ad una parete. Ovviamente capisce subito che è un quadro e mi chiede "ma? e dove lo appendo, così grande?" e io "sopra il letto!!!" lei mi strizza l'occhio "ma sopra il letto c'è la madonna!!!" "tranquilla... aspetta di aprirlo........"
Devo dire che la scelta ha avuto molto successo. Mio suocero, che si stupisce di tutto come un bambino, non finiva mai di guardarlo e pronunciare le parole "opera d'arte". Sono molto contenta, perchè come ho detto, è molto difficile regalare qualcosa a loro due.
Naturalmente, al presente è ancora a casa mia, in attesa di capire come trasportarlo fino alla provincia di Bergamo. Prima o poi qualcosa mi verrà in mente!!!
Premetto che, pur essendo persone d'oro e platino (ma veramente), ai miei suoceri è praticamente impossibile fare un regalo. Sono gente talmente semplice che tutto gli sembra "troppo", al punto che quando hanno qualcosa di bello a casa (che so, un servizio di tazzine da caffè particolare), invece che usarlo, lo regalano. Perciò la mattina dell'antivigilia ero ancora desolantemente senza uno straccio di pacchetto da mettere sotto l'albero per loro. Camminando per andare in ufficio, alzo lo sguardo e BANG! Una pubblicità affissa al muro che fa davvero davvero al caso mio.
C'è un negozio, a Milano, dove stampano e incorniciano intere opere d'arte letterarie da appendere alle pareti. Una di queste opere, la Divina Commedia, l'avevo vista in un ristorante dove andiamo spesso ma non ero mai riuscita a capire dove poterne trovare di simili. E improvvisamente, ecco... un banale cartello pubblicitario con nome del negozio e indirizzo..... My God, it's a sign!!!
La mattina del 24 con marito e figliolanza ci si catapulta al suddetto negozio.
Il GG durante il tragitto mi dice "ehm... io dovrei anche comprare qualcosina per te....." (dopo l'exploit della Limo, gli avevo detto di non preoccuparsi x Natale!) Arrivati al negozio... Eccolo li... nella sua totale perfezione.... un quadro delle considerevoli dimensioni di 100x140 con tutti e 4 i Vangeli (i miei suoceri sono molto ed autenticamente religiosi). Visto, comprato. Pronti via, cornice e tutto. Splendido.
E ancora più splendido, su tela ed incorniciato adeguatamente.... il Romeo e Giulietta............. è bastato uno sguardo languido da parte mia, il GG ha colto al volo e ha comprato anche quello, come regalo di Natale per me. Amoremiobello!!! Al momento fa degna mostra di se sulla parete difronte al letto.
Usciamo dal negozio coi nostri acquisti per accorgerci che... niente da fare. Non c'è verso di far entrare i Vangeli in macchina. No way. Ottimo, dico io, nessun problema. Prendo i figlioli e decidiamo di tornare a casa con tram e metropolitana, in modo che il GG possa ribaltare i sedili e farci stare tutto.
Il Ninnolo supereccitato x questo imprevisto viaggio in "treno" (che adora) ha tenuto banco per tutta la durata del viaggio, indicando ed elencando il colore di tutte le macchine, di tutte le decorazioni, di tutti i cappottini dei cani, di tutti gli altri tram... insomma di qualunque cosa si parasse sotto i suoi estasiati occhietti. Dopo circa mezz'ora di viaggio, una chiamata del GG. Niente da fare nemmeno coi sedili ribaltati. Il cosone non entra.
Fortunatamente un nostro volenteroso amico con station-wagon ci è venuto in soccorso, e pertanto siamo riusciti a portare a casa tutto quanto nel pomeriggio.
La mattina seguente, dopo lo scartamento dei pacchetti dei bambini, indico a mia suocera il suo regalo, che stava incartato ed appoggiato ad una parete. Ovviamente capisce subito che è un quadro e mi chiede "ma? e dove lo appendo, così grande?" e io "sopra il letto!!!" lei mi strizza l'occhio "ma sopra il letto c'è la madonna!!!" "tranquilla... aspetta di aprirlo........"
Devo dire che la scelta ha avuto molto successo. Mio suocero, che si stupisce di tutto come un bambino, non finiva mai di guardarlo e pronunciare le parole "opera d'arte". Sono molto contenta, perchè come ho detto, è molto difficile regalare qualcosa a loro due.
Naturalmente, al presente è ancora a casa mia, in attesa di capire come trasportarlo fino alla provincia di Bergamo. Prima o poi qualcosa mi verrà in mente!!!
lunedì 11 luglio 2011
IL SEGNO DEI TEMPI?
I miei figli sono in vacanza dai nonni, in montagna. Nonni molto religiosi, ma talmente religiosi che posseggono le chiavi della chiesa del paese. E la aprono e la chiudono ad orari stabiliti.
L'altra sera, mio figlio grande (detto PG per chi è nuovo di questa casa) è andato col nonno ad espletare tale funzione. Mi telefona dopo pochi minuti con aria sconvolta. "Mamma, ma lo sai?? C'è un mega computer touch screen che gestisce le luci della chiesa!! Una roba fighissima. Touch screen, mamma, ti rendi conto??? In Chiesa!!!!" Non si riusciva a capacitare.
Ieri pomeriggio, che eravamo anche noi dai suoceri, dove passiamo i week end di luglio, la mia suocerona mi guarda smanettare con iPad. E mi dice "Ahhh si, anche il parroco ce l'ha. Ci ha messo su i Vangeli, così quando deve andare a celebrare in qualche altra parrocchia non si porta dietro il librone." La guardo stranita. E lei prosegue "si si, poi ne ha anche uno più piccolino, con su il breviario, lo usa per le preghiere quotidiane..."
I tempi cambiano, neh? Altro che Don Abbondio.
Chissà... forse cambieranno anche in altri sensi.
Io me lo auguro!!!
L'altra sera, mio figlio grande (detto PG per chi è nuovo di questa casa) è andato col nonno ad espletare tale funzione. Mi telefona dopo pochi minuti con aria sconvolta. "Mamma, ma lo sai?? C'è un mega computer touch screen che gestisce le luci della chiesa!! Una roba fighissima. Touch screen, mamma, ti rendi conto??? In Chiesa!!!!" Non si riusciva a capacitare.
Ieri pomeriggio, che eravamo anche noi dai suoceri, dove passiamo i week end di luglio, la mia suocerona mi guarda smanettare con iPad. E mi dice "Ahhh si, anche il parroco ce l'ha. Ci ha messo su i Vangeli, così quando deve andare a celebrare in qualche altra parrocchia non si porta dietro il librone." La guardo stranita. E lei prosegue "si si, poi ne ha anche uno più piccolino, con su il breviario, lo usa per le preghiere quotidiane..."
I tempi cambiano, neh? Altro che Don Abbondio.
Chissà... forse cambieranno anche in altri sensi.Io me lo auguro!!!
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