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martedì 11 aprile 2017

DIAGNOSI DIFFERENZIALE

Allora.
Fino a sabato a mezzogiorno, tutto ok.
Sabato pomeriggio organizziamo con degli amici di andare a vedere una rievocazione storica che fanno proprio vicino a casa, a tema Longobardi. La mia amica ed io ci incamminiamo a piedi, quei 3 km che ti fanno sentire meno in colpa per il litro di birra della sera prima, i papà coi figli ci raggiungono in macchina.

Appena arrivato il GG col Nin mi rendo conto che quest'ultimo ha qualcosa che non quadra. E' un po' statico. Non corre, non si agita. Cammina con la testa ciondoloni e mi sta ammignattato come una cozza. Resistiamo il tempo di una dimostrazione di combattimento con le spade, poi lo porto a casa.

Mal di gola, mal d'orecchio... Febbre. Ovvio.
Una rapida suppostina e il mal di gola, puff. Magia. Sparito. Buon segno.

Peccato che...
Verso sera ci aggiungiamo anche una bella dose di nausea con tanto di Alien seduto per terra che tiene il catino davanti al naso del piccolo vomitoso. Ah ma che meraviglia.
Domenica, lunedì... stessa solfa. Mogio come una pelle di fico, avrà mangiato si e no 4 biscotti da sabato, dorme metà della mattina e metà del pomeriggio, ma da oggi verso le tre pare stare meglio. Non vomita, almeno. Mangiucchia qualcosa. Sembra che si riprenda un po', ride e scherza coi nonni. Buon segno.

Peccato che...
Mi accorgo che ha piedi e gambe coperti di orticaria.
Oibò. Ma come? Orticaria dopo tre giorni che non mangia praticamente niente, come può essere? Ci spremiamo le meningi, il GG ed io, ma nada, nix, un fico secco. Non ci viene in mente un accidente che possa aver provocato la reazione. Mangiato le solite cose, fino a venerdì. Quindi?

E quindi boh? Domani andrò dalla pediatra sperando che il Dr. House sia di turno, perchè qui ci salva solo una bella diagnosi differenziale.






lunedì 13 febbraio 2017

MI DIMETTO DA MADRE.

Oggi faccio coming out.


Il mio istinto materno è fottuto. Andato, seppellito. Mi restano solo i coglioni roteanti.
Ssono arrivata ad un punto in cui veramente dei miei figli non ne posso più. Ma mica per modo di dire.
Vorrei essere come quelle brave donnine tenere e arrendevoli che qualunque cosa capiti rispondono con un bel sorriso e una torta al cioccolato, ma non lo sono. Non lo sono, punto e basta.
Non riesco a digerire tutto semplicemente perché sono i miei figli e li amo.


Li amo, e allora?
Questo da loro dei diritti sulla mia persona?
Ma direi proprio di no.


Riccardo non ha preso nemmeno una sufficienza a scuola da dopo le vacanze natalizie, ed è passato un mese. Sembrava che ultimamente le cose fossero un po' cambiate perché mi pareva più sereno e sorridente, ci si poteva parlare un po' di più, ma la litigata impiccata di stamattina e gli ultimi due 5 che sono di oggi mi hanno aperto gli occhi: è ancora la solita merda.


Quell'altro da parte sua ha dei momenti di rabbia durante i quali perde il lume della ragione e mi augura alternativamente di cascare da un ponte, o di sdraiarmi sulle rotaie del treno ed attendere che passi. Oppure si augura di morire perché la vita con noi è un inferno, e lui è il nostro schiavo. E' un bambino? Si, e quindi? Resta uno stronzo. Piccolo, ma stronzo. E se fa brutto dirlo del proprio figlio, pazienza.


Io ne ho i coglioni pieni, basta, sono arrivata veramente al punto di rottura.
Qui le cose sono due, o me ne vado o li ammazzo. Non vedo alternative. Non li sopporto più, non ne posso più, ne uno ne l'altro. Me ne fotto che poi il piccolo viene a chiedere scusa e il grande con un abbraccio mi fa su come una cretina. Me-ne-fotto, mi avete sentito?


Ho una gran voglia di prenderli tutti e due a male parole, perché ragazzi miei, siete due piccoli coglioncelli senza arte ne parte, e bisogna che ve ne facciate una ragione, sappiatelo. Rendetevi conto. Non faccio certo il vostro bene a tenervi nascosta questa amara verità, perciò ecco qui: ve la dico chiara e tonda. Sono vostra madre ed è mio dovere dirvi anche le cose scomode. E' per il vostro bene: dovete avere chiaro chi e cosa siete. I miei mal di pancia, le mie notti insonni, tutti i pensieri che macino a cercare delle soluzioni per voi due, non ve li meritate perché non sapete che farvene. Siete contenti solo di giocare alla Play, quello piccolo, e farsi i cazzi suoi, quello grande, e il resto può andare in fumo senza che voi ve ne accorgiate.


Basta chiedere, basta ottenere: il resto non conta. Riccardo non fa niente, e dico niente, di quel che gli si richiede: non è capace nemmeno di tenere in ordine il suo cassetto delle mutande. E dire che ho smesso di fargli la servetta quando aveva 5 anni. Mi immagino come stanno messi quelli con la mammina servizievole. Lorenzo è la più adorabile delle creature finchè non lo si contraria. Ma basta una parola storta e addio, gli parte l'embolo. E dove cazzo sta scritto che devo misurare le parole in casa mia? Con un pistola di 9 anni? Impara a gestirti bellodemamma, che è ora.


Senso del dovere? Ma cos'è?
Rispetto? Ma quando?
Un minimo di decenza? Nemmeno.


E' uno schifo, fa tutto davvero molto schifo.
Io, sono al capolinea e adesso scendo.
Mi dimetto.
Che si arrangiassero.



giovedì 9 febbraio 2017

DI NINNOLI RABBIOSI

Dunque, il Nin (cui prima o poi cambierò soprannome che ormai è passatello) è un bambino allegro e solare la maggior parte del tempo, ma ha un piccolo - ma piccolo neh? - problemino caratteriale. E' estremamente collerico. Ma tanto, parecchio. E' incazzoso di default.

Lo direste mai di questa faccia??   -->
Eppure.


Ora lasciamo perdere i discorsi sulla genetica e sull'educazione, perché è chiaro che i genitori sono gli stessi rispetto al Ric e la pedagogia, insomma, molto simile... sta di fatto che lui così infiammabile ci è proprio nato. Quando era piccolo, tipo 6-8 mesi, se lo contrariavo partiva di capoccia e mi tirava una testata sul naso. Bon, fine. Hai capito o no che non sono d'accordo?


Crescendo ha affinato la tecnica: dalla capoccia alle mani. I primi anni di cortile sono stati un po' difficili, perché non appena qualcuno lo spingeva o lo sgambettava giocando, o vinceva una gara, o per qualunque motivo anche banale entrava in rotta di collisione con lui... basta, gli vedevi proprio calare il buio negli occhi, ed erano botte da orbi. Perché era sempre convinto che lo facessero apposta. E quindi si vendicava.


Di li è cominciato il lungo lavoro di sedazione di questo istinto omicida, passando per i classicissimi conta fino a 10 e fai un bel respiro profondo per arrivare ad un più originale (e autobiografico) tu fai finta che la rabbia sia il tuo avversario che scappa con la palla: placcala.


Insomma risultati alterni, ci sono stati grossi miglioramenti ma la perfezione come si sa non è di questo mondo. Quando gli scappa una incazzatura di troppo viene da me contrito "Mamma lo sai che ho problemi con la gestione della rabbia"... Sic.


Lunedì pomeriggio era in cortile con due compagni di classe. Giocavano proprio sotto le mie finestre, io ero in doccia quando il Ric, la cui scrivania è proprio davanti alla finestra suddetta, mi avvisa che lo sente piangere. Apro, mi spenzolo.
- Nin, tutto bene?
- No mi sono fatto male!
- Ok vuoi salire?
- No.
- Bene allora non è grave, ti aspetto alle sei.


Baci abbracci e fine del problema.


Ieri la mamma di uno degli altri due bambini mi ha fatto il resoconto dei fatti (così come riportato da suo figlio, il piccolo G.)
Dunque pare che G abbia involontariamente fatto uno sgambetto al Nin giocando a palla e che il Nin appunto sia caduto sbucciandosi un ginocchio. Il povero G, che conosce il Nin da anni (e si è pure preso le sue più di una volta) era tutto dispiaciuto e continuava a scusarsi dicendo di non averlo fatto apposta.


Il Nin, una roccia.
Si è alzato, si è messo dritto come un fuso con le mani lungo i fianchi, i pugni e gli occhi chiusi, sciorinando una sorta di mantra.
- Giaco.... voglio menarti ma non ti meno... voglio menarti ma  non ti meno... voglio menarti ma non ti meno...
- No ma davvero scusa, non l'ho...
- Allontanati. Voglio menarti ma non ti meno... non mi venire vicino altrimenti ti pesto. Allontanati. Voglio menarti ma non ti meno.....


Due minuti così.
Poi hanno ricominciato a giocare come se nulla fosse (per fortuna al Nin come gli monta, gli si smonta in un lampo)


Il piccolo G era molto ammirato dal suo nuovo autocontrollo (e secondo me anche parecchio sollevato)




DI HIGHLANDS (FORSE) MANCATE.

Il viaggio della mia vita è il tour della Scozia.
E' qualcosa che desidero fare fin da bambina.
Natura selvaggia ed antichi castelli mi attirano come se fosse la mia "vera casa", sensazione che sperimentavo anche rispetto all'Inghilterra quando la frequentavo assiduamente, da giovane.


La mia - amichevolmente sfottuta - passione per gli uomini dai capelli rossi e possibilmente in gonna non può essere  casuale: devo avere del sangue celta nelle vene, per forza. Avrò passato la mia precedente vita nelle Highalnds come moglie di un laird? O magari come sguattera di cucina in una fattoria nei pressi di Inverness?? (oddio moglie di laird suona meglio!)


Comunque... com'è come non è questo era l'anno del viaggio. Ne parlo da non so più quanto. Il marito è d'accordo. Ho chiesto le ferie per dopo Pasqua. Ho elaborato il tour e praticamente so già quasi dove andare a dormire.


E quindi quale è il problema?
Beh ce ne sono almeno due.
Primo, le ferie non sono ancora state autorizzate.
Secondo, questo è un viaggio che vorrei fare senza figli. Non solo perché sono posti molto "romantici" ma anche perché come dicevo è il viaggio della mia vita, e sarò stronza ma tirarmi dietro uno col muso e l'altro che si lamenta che è stanco... anche no.  Ma dubito che troverò da sistemare il Nin per il tempo necessario... si perché il mio giro prevede sia la zona di Edimburgo (Doune, Midhope, Blackness, oltre naturalmente alla città) sia la zona di Inverness (Loch Ness e Uquart, Fort William, Glenfinnan, Culloden) passando per il parco nazionale ed una distilleria di whisky o due, e non si può fare in meno di una settimana. 


Quindi. Le soluzioni che posso vedere sono soltanto due.
1) riduco il giro alla sola Edimburgo e dintorni, 4 giorni e 3 notti, ad aprile e magari così il Nin lo sistemo. Ma non si può più parlare di Highlands.
2) Lo faccio tutto, ma quest'estate. Coi figli.


Altre soluzioni non me ne vengono in mente.
Sempre che riesca a partire del tutto.
Ieri ho portato a casa il mio itinerario tutto fatto per bene, giorno per giorno e visita per visita, coi chilometri da percorrere e tutto quanto. Mio marito, che dice di aver voglia quanto me di fare questo viaggio, non l'ha nemmeno guardato.


Che devo dirvi. Al momento non mi sento tanto ottimista.





giovedì 2 febbraio 2017

SONDAGGIO


Se ci fosse qualcosa che desiderate, ma tanto, un sacco, parecchissimo..... una cosa (non necessariamente un oggetto) che considerate magari non fondamentale ma sicuramente molto importante per la vostra vita.....
...... ma vi vergognaste a chiedere, come fareste?

giovedì 22 dicembre 2016

ARRIVA PUNTUALE IL NATALE......

... e con pari puntualità giungono gli indovinelli del GG sul regalo per me.


Allora la sciarada di quest'anno dice così:


E' per me, ma lo deve usare lui, perché io non posso
è un accessorio di un attrezzo che abbiamo in casa
si può usare in tutte le stanze
e glie l'ho già visto usare molto tempo fa,
ma quello era un fake, questo invece è figo.
Giura e spergiura che non mi sta fuorviando, che le indicazioni sono vaghe ma veritiere.


Ok.
Io sono al buio totale.
A voi.






 

martedì 13 dicembre 2016

QUELLO CHE VORREI PER NATALE....


... non si può comprare.


Prima di tutto, caro Babbo Natale, vorrei la capacità di non soffermarmi sempre ai difetti ma di vedere pregi che nessun altro percepisce. Lo dico soprattutto in relazione a mio figlio maggiore. Sono stufa di pensare che è svogliato, che è pigro, che è arrogante, che non si impegna ecc ecc.... vorrei pensare cose belle su di lui. Vorrei percepire il buono che c'è dietro a questi difetti. Per esempio: è arrogante? Bene, significa che è sicuro di se. Questo è un pregio. E' svogliato, pigro? Forse non è svogliatezza ma desiderio di altro, forse sono sogni (se non fosse che purtroppo non è un sognatore). E' disordinato che di più non si potrebbe? Significa che è creativo. Pensa solo alla morosa? Sarà un uomo sincero e fedele.
Non ne posso più di sgridarlo, di urlare, di riprenderlo, di predicare. Non ne posso più. Sono alla frutta, davvero. Anzi, dopo la frutta. Al caffè. Al grappino dopo il caffè!! Stiamo sempre col coltello tra i denti, stiamo sempre a questionare e a discutere. Mi dico: è giusto. L'adolescenza è l'età in cui ci si DEVE scontrare contro i propri genitori, per trovare la propria via. Da un punto di vista pedagogico, lo scontro frontale è un bene. Ed è un bene che se non fa il proprio dovere fino in fondo,  trovi limiti e paletti e muri che non può superare, come accadrà presumibilmente di qui a un paio di settimane. Anche questo è educativo, va promesso e una volta promesso va mantenuto. Che si tratti di premi o punizioni, va mantenuto con calma e fermezza e autorevolezza.
See. Ciaone proprio.


Caro Babbo Natale, vorrei smettere di sentirmi sempre in colpa ed inadeguata. Vorrei guardarmi allo specchio e piacermi, dentro soprattutto, e darmi una bella pacca sulla spalla e dirmi Oh brava, ottimo lavoro. Vorrei essere sicura dei miei affetti.


Caro Babbo Natale, vorrei vivere in un mondo appassionato. Un mondo dove la passione conta. E se non c'è un mondo così, vorrei crearlo. O almeno vorrei non essere derisa se ci provo. Basterebbe. Un mondo in cui le persone fanno l'amore e non la guerra. Un mondo dove l'amore conta più dei soldi, dove la passione vale più della professione. Vorrei fare di più l'amore, e con maggior trasporto. Vorrei esser sicura di me. Vorrei chiudere tutto fuori dalla porta e tenere in casa solo la gioia, l'affetto, l'amore, la serenità. E la passione, appunto. Vorrei un mondo dove la passione è tutto.


Caro Babbo Natale, vorrei che i miei figli avessero dei sogni. Dei sogni grandi, enormi, assurdi e assolutamente non ponderati. E vorrei che ci credessero. E che ci provassero nonostante tutto. E che si scornassero con la dura realtà, cascassero a chiappe per terra e si rialzassero più caparbi e determinati di prima. Perché è solo così che si costruiscono grandi vite e si fanno grandi cose. Vorrei saperglielo insegnare.


Caro Babbo Natale, vorrei essere serena e certa delle mie scelte. Vorrei essere una di quelle mamme sempre con una torta nel forno e una di quelle mogli che accolgono i mariti in casa la sera con un sorriso, un aperitivo e la casa pulita e in ordine. Vorrei avere sempre la parola giusta per ogni occasione e vorrei non doverla dire gridando, vorrei non arrabbiarmi più, non urlare più, non sgridare più, non punire più.


Alla fine, caro Babbo Natale, cosa sto chiedendo mai?





martedì 22 novembre 2016

APPARECCHIATO


E' fatta, il Ric da ieri ha l'apparecchio ai denti.


Si tratta di un apparecchio di "nuova concezione", completamente invisibile (non scherzo) che dovrà tenere per un paio di anni circa, qualcosa meno. Con l'adolescenza, evidentemente si sono modificati i lineamenti del viso e i denti si sono incasinati di brutto. Era inevitabile e anche un po' urgente.


Il problema principale al momento è il seguente: come dicevo qualche post fa, lui a scuola mangia parecchio. Ora non potrà più perché non può mettersi in bocca altro che acqua, e se mangia deve togliere l'ambaradan e dopo lavarsi accuratamente i denti. A scuola non ne ha il tempo. Perciò ieri mi ha comunicato la sua idea di procedere da stamattina in avanti con una "colazione salata".


Per colazione salata, lui intende un pasto vero e proprio, per evitare che gli venga fame a metà mattina. Stamattina non eravamo organizzati, e si è fatto pane e formaggio. Ma lui mi parlava anche di uova, salmone, pastasciutta...... insomma un pasto. Salvo poi mandarmi un messaggio al cambio dell'ora delle 10 per dirmi "porca put...... ho fame!"


Ma si, via, complichiamocela ancora un po' la vita!
Faccio fatica a star dietro alle cene nel delirio culinario di casa mia, figuriamoci ora che devo pensare pure alla colazione del Ric.


Eh vabbè....


PS: si accettano suggerimenti per il menu!





venerdì 11 novembre 2016

DI CONGELAMENTO

Certo certo.
Pensiamo sempre solo ai bambini, si si.


I bambini devono stare all'aperto anche durante la stagione fredda, mica si ammalano.
I bambini devono fare sport, muoversi, scaricare, Non stare chiusi tra 4 mura a respirare bacilli.


Metti insieme queste due cose e avrai:
i bambini devono fare sport all'aria aperta anche durante la stagione fredda.


Eccerto.
Tanto corrono, mica sentono che si gela. Si scaldano. Sudano, pesino.


MA VOGLIAMO PARLARE UN SECONDO DEI GENITORI SUGLI SPALTI?


No, perché l'Under 10 di rugby domenica mattina all'alba mica ci va da sola, alla partita.
Qualcuno li accompagnerà, no, sti figlioli?
Eccerto.
Qualcuno che si gelerà le chiappe seduto su blocchi di pietra ghiacciata, qualcuno che si farà pediluvi di vin brulé bollente per sopravvivere, fin dalle prime ore del mattino, qualcuno che non potrà fare il tifo perché se solo si azzarda a battere le mani gli saltan via le dita.


Ecco, a noi poveri genitori del rugby non ci pensa mai nessuno???















lunedì 7 novembre 2016

MISTERO!

La mia carriera scolastica include un mistero.
Si tratta dei dettati di lingua francese.
Ora bisogna doverosamente premettere che noi eravamo un'ottima classe di francese, la nostra prof era una signora anziana e molto vecchio stampo che ci martellava come un fabbro e che ci aveva portati tutti ad altissimi livelli.
Facevamo tre tipi di compito in classe: traduzione, verbi e dettato.
Le traduzioni erano difficili ma gestibili, i dettati erano fatti per tirare un po' su le sorti di quelli che eventualmente zoppicavano un tantino. I compiti di verbi erano roba che voi umani... impossibili. Deliranti. Sconvolgenti. Forme che nessuno ha mai usato da quando è nata la lingua francese ma che comunque esistono quindi silenzio e sciorinare, grazie.


Io prendevo voti alti in traduzione e verbi, diciamo sopra il 7, e inesorabilmente, sempre e comunque, qualsiasi livello di impegno io profondessi, 4 1/2 in dettato. Dal primo all'ultimo giorno.
Ora va detto che il dettato era FACILE. La prof ci dettava dei brani tratti dal nostro libro di testo, brani che tutti noi preparavamo per le interrogazioni orali. Era roba che sapevamo tutti, me compresa, par coeur, ovvero a memoria. A MEMORIA. E comunque erano gli stessi vocaboli che scrivevo con successo in qualunque altra occasione. Nei dettati, niente da fare. Un camposanto di segni rossi.
Il primo anno la prof si arrabbiava.
Poi ha cominciato a ridere.
- Andretta, dai, stavolta sei andata meglio!
- Ah si, prof, e quanto ho preso?
- 5 meno (e giù che si sganasciava)


Madame Faustà, etes vous dré a ciapam per el cu?


E' finita che dal secondo anno  in avanti ha smesso di mettermi questi voti in media, perché avevamo raggiunto la conclusione io, lei e mia mamma con la quale lei parlava regolarmente, che avessi una specie di blocco, vai a capire, che non mi consentiva di riuscire in questi compiti. Lei diceva che ero rimasta allucinata all'inizio, perché il dettato è stato il primo compito di prima superiore e io che arrivavo con il mio bel 10 scintillante dalle medie, pensando di spaccare il mondo, mi sono trovata con un quattro e mezzo, appunto, e non mi sono mai ripresa dallo shock!


Comunque fosse.....


Ora sono davanti a un caso simile.
Io scrivo al pc senza guardare la tastiera.
Questo post è stato scritto in questo modo, e vi dirò di più: sono anche in grado di intrattenere conversazioni educate guardando l'interlocutore in faccia,  mentre scrivo. Non sono correttissima, nel senso che devo correggere spesso, ma anche la correzione la faccio senza guardare la tastiera.


C'è una parola che però proprio non mi viene.
E' la parola (ora guardo la tastiera) VOUCHER.
Che col mestiere che faccio, è probabilmente la parola che scrivo più spesso in assoluto (a parte cordiali saluti)


vocher
vyucyhe
vpucher


Niente da fare, visto?
Come i dettati di francese.


Ecco in queste circostanze pagherei il mio peso in oro per capire come funziona la mente umana!





venerdì 28 ottobre 2016

GESTIONE DELLA RABBIA

Ieri pomeriggio bello soleggiato, all'uscita della scuola ci siamo fermati in cortile dove alcune mamme con figli al seguito avevano avuto la medesima idea.
Sedute sul muretto chiacchieranti, guardiamo - distrattamente, diciamolo - i figlioli giocare a ce l'hai. Durante un inseguimento, il Nin spinge o sgambetta (non saprei dire) per errore un amichetto caloroso che girava in maniche corte, il quale casca rovinosamente sul cemento. Apriti o cielo. Urla e strepiti e pianti e lacrime tipo cartone giapponese, zampilli d'acqua fuori dagli occhi come se fosse stato operato a cuore aperto senza anestesia. Il piccolo G è un attore nato, e si offende subito!


Mi avvicino, il bimbo era in cortile senza la mamma, e verifico che nemmeno una minima sbucciatura si era prodotta sul gomito che il piccolo G (piccolo per modo di dire, è il doppio del Nin) si teneva ostinatamente stretto al petto. Il Nin si scusa dichiarando di non averlo fatto apposta, io sedo un momemtino gli animi - sottolineando che a correre capita pure di inciampare e a giocare a ce l'hai capita pure di spintonarsi e non facciamone una tragedia, grazie - e i giochi ricominciano.

Due minuti dopo, G e il Nin giocavano con dei giornalini pubblicitari arrotolati presi dalla portineria. Ad un certo punto, per errore, il G fa un movimento strano e il giornaletto arrotolato gli sfugge di mano, colpendo il Nin nella zona dello stomaco. Apriti o cielo, parte seconda. Il Nin piegato in due dal dolore (cioè, un giornaletto di carta lanciato da un bambino di 9 anni e atterrato su un Nin equipaggiato con maglia, felpa e smanicato..... capite quanto male potrà avergli fatto....) urla e piange e strepita e, soprattutto, si arrabbia. Dopodichè parte il delirio. Se il G è uno che si offende, il Nin è la sua ennesima potenza. Grida furibonde, l'onta reclamava di essere lavata nel sangue. Perchè anche lui non lo aveva fatto apposta prima, e il G ha fatto tante scene, e quindi ora era il suo turno di vendicarsi. A nulla sono valse le mie blandizie. Alla fine il G si è beccato una debole pacchetta sulla spalla col giornalino arrotolato medesimo e l'abbiamo dichiarata pari e patta.

Recupero il mio rabbioso figliolo che intanto berciava "noooo io oggi non ci vado a rugbyyyyyyyyyyy sono troppo arrabbiatoooooooo" (ma che c'azzecca?) e salgo in casa. Siccome ho deciso per un approccio diverso dal solito per gestire queste situazioni di eccessi di rabbia, mi siedo e lo prendo sulle ginocchia parlandogli con calma. Lo induco a smettere di piangere, è già qualcosa, poi cerco di fargli capire l'assurdità della situazione. Quando scema la parte esplosiva dell'arrabbiatura, diventa piuttosto ragionevole. Lui sa, si rende conto, di avere un "problema con la gestione della rabbia" come dice lui. la verità è che nei primi minuti davvero gli si annebbia il cervello. Non riesco a farlo ragionare. Così dopo avergli spiegato con calma (chiaramente per la milionesima volta) il concetto di "piccolo incidente che può capitare giocando" sono passata al dirgli che la rabbia è un sentimento lecito, che arrabbiarsi è normale, che lui ha assolutamente tutti i diritti di farlo, ma che non deve farsi dominare dalla rabbia. Che è lui che deve dominare lei, e non il contrario. Metafora rugbistica: fai finta che la rabbia sia il tuo avversario che scappa con la palla, tu cosa fai? Lo placco. Bravo, quindi fai lo stesso: placca la rabbia, mettila a terra e siediti sopra la sua schiena. Non lasciarla vincere. Mamma, non ce la posso fare. Oh figurati se non ce la puoi fare, hai placcato il L. in allenamento, no?? Beh, si (compiaciuto). E quindi se puoi placcare lui, non c'è niente che tu non possa fare. Placca la rabbia.


Mah. Li per li mi pare di aver fatto breccia, tanto che si è vestito per il rugby e si è regolarmente allenato nonostante giurasse e spergiurasse di non volerne sapere niente.
Il punto è come ricordargli questo bel ragionamento durante i prossimi 5 minuti esplosivi che capiteranno.

Per dovere di cronaca, L. è un nuovo compagno di squadra, 9 anni, 152 cm x 60 kg (almeno)
Il Nin 137 cm x 32 kg
E lo placca.

martedì 18 ottobre 2016

CAZZARO


Oggi volevo fare un post leggero dopo il pippone di ieri, ma ho un po' le balle in giostra.
(dichiaro apertamente di esser in SPM).


L'inconsapevolezza di mio figlio Ric mi stupisce sempre.
Inconsapevolezza di tutto: del mondo, delle persone che lo circondano, di se stesso.
A volte mi domando cosa gli passi per quella testolina brillante che tiene in naftalina col solo scopo di separar le orecchie.


Dunque. Esempi dalla vita quotidiana recente.
Lui, lo sapete, ha frequentato un dojo per 10 anni (cintura marrone di judo) e per quasi altrettanti la scuola di arti circensi, ora entrambe abbandonate a favore di MMA. Eh vabbè son scelte.


La palestra di judo, oltre che arti marziali e fitness vari, ha anche una sezione di danza, gestita dalla figlia del Maestro, una ragazza giovane ma molto brava, ballerina classica di professione. Un paio di settimane fa lei gli ha chiesto, al Ric, di passare in ufficio perché ha una proposta da fargli: le serve un qualcuno che insegni un pochino di acrobatica alle ragazze del corso di hip-hop. Dietro compenso.
Secondo voi, è andato a sentire di cosa si tratta?


Ieri sono passata in palestra per parlare col maestro di questioni relative al certificato medico di cui qualche post fa, e lui mi ha chiesto di dire a Ric che è INVITATO al corso di danze caraibiche del mercoledì alle 20:30 (specifico l'orario per dire che non impatterebbe lo studio), aggratisse, perché ha tante ragazze iscritte ma pochi maschi e non riesce a far le coppie per farli ballare. Gli offrirebbe il corso in cambio del favore di aiutarlo a risolvere il problema. Ma figurati, non ho voglia.


Senza contare che se n'è andato dalla scuola di Circo senza praticamente nemmeno salutare l'insegnante, che lo conosce da quando aveva 7 anni.


Prima considerazione: le persone non si trattano così. Dove sei cresciuto, in un porcile che non sai essere nemmeno gentile il minimo sindacale per non fare una figura di merda? Un pochino di cortesia, un filo di gratitudine magari? Troppa roba?


Seconda considerazione: le opportunità, caro mio, non ti verranno a bussare alla spalla per sempre. Se non cogli quelle che ti si presentano, ben presto non te ne si presenteranno più.


Terza considerazione: dal momento che non sai cosa fare della tua vita e che per il momento le uniche cose che conosci sono le arti marziali e l'acrobatica, non pensi che "restare un minimo nel giro" possa essere, oltre che bello, giusto, piacevole, gratificante, cortese, anche in certo qual modo utile, un domani dovessi desiderare, che so, un lavoretto di qualche ora mentre finisci gli studi?


Troppo difficile?
Pretendo troppo quando penso che dovrebbe arrivarci, a 16 anni? O quantomeno comprendere quando qualcuno glie lo spiega?


O è "solo" la "normale" apatia dell'età? Che speriamo non diventi permanente?

lunedì 17 ottobre 2016

FUCK THE DIET


Stavolta devo proprio rimettermi a dieta, oh che due maroni.
Eh, diciamo che la quantità di carboidrati ed alcol dalla fine di agosto in avanti è stata decisamente eccessiva: prima le ferie, poi la stagione che si è mantenuta calda e soleggiata praticamente fino a una settimana fa ha invogliato parecchissimo allo sgarro. C'è un ottimo bar da aperitivi a 10 mt dal cancello di casa, ed una buona pizzeria ha appena aperto a 10 mt nella direzione opposta.  Mettici una amica sciacquetta come me che meglio uno spriz che andare a casa a cucinare, e metti pure che i suoi figli sono amici del mio e che la temperatura era mite... e il danno è fatto. Pizzetta? Birrino? Pronti via.


Porca di quella puttanissima miseria ladra urfida e schifida.


Non ho gran che voglia di fare sacrifici, ammettiamolo, ma comunque sono abbastanza motivata.
Solo che il momento di mettersi ufficialmetne a stecchetto di solito mi fa partire certe menate mentali da Guinnes che preferirei parecchio evitare.


E' qualcosa a cui non riesco ad abituarmi che l'apprezzamento altrui, a volte addirittura l'amore, e pertanto l'autostima, debbano passare per il peso corporeo. mi manda in bestia, non tanto il fatto che sia così in se e per se (e lo è, basta guardarsi attorno) quanto il fatto che pur odiandola... cedo alla medesima logica.
E lo faccio di nascosto da me stessa, perchè spono VERAMENTE furba... mi dico che è per la salute, per non sentirmi gonfia, per essere più attiva. Ed è vero, per l'amor di dio. Ma  quando mi specchio, mi frega assai di essere più attiva. Mi faccio schifo e voglio essere più bella, punto.

Porca vacca come mi girano.


Poi sono io che sono così con me stessa, ma non con gli altri.
Il GG, per esempio, pur restando un uomo in buona forma (per la sua età, ma questo non diteglielo), è una bella fetta più pesante di quando l'ho conosciuto, forse anche una quindicina di chili. Beh era un po' scheletrico a 20 anni, bisogna dire. Ma quando guarda la sua pancetta incipiente con aria depressa mi da persino fastidio: cosa crede, che ti ami per come appare? Sempre dando per scontato che si preoccupi del mio giudizio, e non di quello di altrui.
Ma dai, gli dico, finiscila di crucciarti, sei bello lo stesso. E lo penso, mica no. Non mi frega veramente niente se ha qualche chilo in più.
Mi piace lo stesso, forse perchè sono una donna?
Ora mi parte l'altro pippone, quello sessista, occhio.......
Perchè noi donne guardiamo col cuore, se una persona la ami non importa l'aspetto.
Invece gli uomini guardano con gli occhi e basta.
Come dice il GG, loro hanno bisogno di "stimoli visivi".
Che ovviamente fanno a cazzotti con la cellulite, #mainagioia.


Vabbè la smetto perchè quando mi piglia così male, qualcuno di voi lo ricorderà, so da dove inizio ma non so mai dove vado a finire, quindi bon.
Penso di essere l'unica scema sulla faccia della terra che applica il "doppio standard" a proprio sfavore. Pace.
Resta il fatto che sono a regime no carb, no alcol, no dolci, no carne (quello a prescindere).... e che onestamente con tutti sti "no" mi resta il dubbio se posso sgranocchiare almeno un gambo di sedzano ogni tanto.

Speriamo di scopare tanto, almeno, altrimenti mi butto da un ponte.







venerdì 14 ottobre 2016

CENTRO MEDICO I MIEI COGL.....

Oggi il Ric è andato a fare la visita per il certificato medico sportivo da consegnare alla palestra di MMA.


Appuntamento alle 11.20 che già è come dire saltare tutta la giornata scolastica.
Ci va con mia mamma, perché io ho già chiesto un permesso per il ponte del 1 novembre e sia mai che sto a casa due giorni nello stesso mese (tre, perché mercoledì ci va pure il Nin a fare la visita)


Alle 11 mi chiama mia mamma che ci vuol la delega.
Altrimenti, la visita la fanno, però non le consegnano il referto.
Cioè parliamone. E perché invece a me lo avrebbero consegnato se fossi andata io? Mica gli porto lo stato di famiglia!
Ho mandato la delega, al volo via fax. dichiarando di essere la  madre del minore, ma per quello che ne sanno loro potrei essere la portinaia. E quindi,  che senso ha chiedere una delega?


Una volta sistemato, mi richiama mia mamma.
Delega arrivata, visita fatta. Il certificato non glie lo danno lo stesso finchè non gli porto copia del precedente. Che è stato fatto tre anni fa. Ma scusa, ma che ve ne dovete fare???? Ma secondo voi io quel certificato ce l'ho ancora? Dove pensate che viva, a Versailles, per avere lo spazio di conservare tutti i fogli di carta per anni e anni? Il certificato l'ho usato, e una volta scaduto l'originale l'ho preso e buttato via! Ma vi sembra? Uno se lo deve sognare che i certificati scaduti si conservano?? Così devo andare a farmi fare una fotocopia di quello che a suo tempo avevo consegnato al dojo  - che tanto loro sono costretti a tenerlo 5 anni - per scambiarlo con un certificato nuovo di zecca come se fossero le figurine dei calciatori.


Gli dice bene che è gratis, perché se dopo 'sta fiera avessi anche dovuto pagare, non so se avrei potuto rispondere di me stessa!

martedì 14 giugno 2016

DI SPERANZE ULTIME A MORIRE.

Insomma, sabato abbiamo ufficialmente detto al Ric che no, sorry, ma in vacanza coi suoceri a trovare la morosa non ci va.

Primo per i dissesti scolastici,e secondo perchè insomma.... ha 16 anni e io preferirei che si vivesse la sua età senza tutte queste menate. Non è un concetto semplice da spiegare razionalmente, mi rendo conto, e nemmeno da recepire. Però penso davvero che 16 anni siano un'età per avere una morosa (o magari più di una), per andare a spasso con gli amici, per studiare, per divertirsi.... ma non per una relazione esclusiva come quella che ha avuto lui in inverno con Mela, non per passare i sabati sera sul divano a casa dei suoceri a guardare la tv, e sicuramente non per stare una settimana in casa lui-e-loro in un villaggio turistico sperando di trombargli la figlia tra la baby dance e i balli di gruppo.

C'è stato qualche momento di reale tensione.

Alla fine quello che ha recepito è che gli è stato detto di no perchè è ancora "troppo piccolo" e io so bene come si sta ad esser trattati da piccoli quando non ci si sente più tali, perciò lo capisco. Però insomma, gli ho detto che si, è vero, pensiamo che sia anora troppo presto per una cosa del genere al di la di tutto, ma che l'età non è una colpa ne un merito, uno è nato quando è nato e bisogna vivere l'età che si ha.

Non so.

Due minuti dopo questo discorsetto si è offerto di accompagnare suo fratello in cortile a giocare con un amichetto, cosa mai successa in vita sua. Non ho ancora capito se era un modo per levarsi da torno ed evitare di commettere matricidio, o un atto di buona volontà porto come un ramoscello d'ulivo. Sta di fatto che CAUTAMENTE SEMBRA che l'emergenza sia FORSE PARZIALMENTE rientrata.

Nelle ore e giorni successivi è stato molto..... come posso dire? Piacevole?
Ragionevole, anche quando abbiamo parlato di scuola e di compiti delle vacanze, e di studio per settembre.

Io penso che sia anche merito del fatto che ha ritrovato tutte le amicizie che aveva perso da tempo, stando sempre e solo con la morosa.
Da qualche giorno ho sempre la casa invasa di ragazzi che vanno e che vengono, regolarmente muniti di birra, ma data la situazione mi sentirei di soprassedere.
Escono, vanno, fanno, brigano, forcano... sempre insieme, sempre in gruppo, con le sue amiche ed amici storici e, ora non vorrei dire, ma mi pare che ci sia pure una ex che ha ricominciato a girargli attorno. Mah!

Sono timorosa io stessa nel dirlo, ma lo vedo sereno, molto più sereno di quando lei era qui. Glie lo vedi proprio in faccia, non so, ha l'aria più rilassata. Penso che dopotutto, la storia con Mela sia piuttosto impegnativa.

Comunque.

Nel frattempo ci sono stati gli spettacoli di circo, abbiamo applaudito in piedi, esultato, chiesto bis e tutto il cucuzzaro. Ric è venuto, controvoglia, a vedere quello di suo fratello - sabato pom - ed essendo seduti in prima fila è stato "beccato" dal presentatore della manifestazione il quale lo ha riconosciuto e chiamato varie volte sul palco. E' stato molto bello e molto emozionante, come sempre.

Ora abbiamo davanti un mese di oratorio estivo, durante il quale mi ha detto magari butterà un occhio a suo fratello (l'anno scorso la risposta era stata una variante solo un filo più educata di "impiccati") e  dovrà comunque, diversamente dagli scorsi anni,  trovare il tempo per fare i compiti delle vacanze "ordinari" e leggere, perchè poi dal 15 luglio dovrà dedicarsi a preparare gli esami.. cosa che sembra aver accettato senza colpo ferire. Com'è che era? Ra...gio..nev......... dai non fatemelo dire che porta male.

Tutto sommato, se il mood sarà quello degli ultimi giorni, forse non sarà un'estate così difficile.

venerdì 10 giugno 2016

MONSONE

Il pomeriggio di ieri si preannunciava ideale.
Col Nin da mia mamma e il Ric agli allenamenti, il programma prevedeva uscita dall'ufficio alle 15, parrucchiere, qualche piccola commisisone con annesso giretto di vetrine al centro commerciale. DA SOLA che voglio dire.... ecco.

Tutto bene fino al parrucchiere.
Mentre sono li con la maschera sui capelli, un messaggio vocale di Ric mi avvisa che, purtroppo c'è un problemone..... all'allenamento gli serve la chitarra, ma siccome non ha la custodia non si è fidato a portarla in autobus... quando arrivo a casa non posso gentilmente portargliela??? Ecchecc..... e va beh se ti occorre va bene, finisco qui e arrivo. Ecco grazie, mi porti anche del cibo per favore??? Seee e poi??? Una fettina di culo nel panino??

Faccio quel che devo fare, poi mi appresto al panettiere sotto casa. Mentre esco dal centro commerciale inizia a piovigginare. Il tempo di salire in macchina, diluvio universale. Arrivo sotto casa in 3 minuti, mi addentro nel parcheggio che ci sono già 4 dita d'acqua sull'asfalto. Le mie povere scarpe da running..... Parcheggio davanti al panettiere. Sono senza ombrello, ma devo percorrere 4 metri e poi sarò sotto il portico. Scendo chiudo corro... dopo quei 4 metri sono lavata come se avessi fatto la doccia.
I miei 40 euro di parrucchiere... ciaaaaoooooo.....
Però almeno sono all'asciutto.

Mi giro e...ohcazzo ho lasciato le luci della macchina accese... devo tornare a spegnerle... noooooo!!
Altra lavata.

Come Dio volle finalmente sono dentro il negozio del panettiere. Compro due panini per il Ric (che tre ore di allenamento, insomma, gli vien fame) il latte due pacchi di biscotti, insomma riempio due borse di plastica. Poi mi avvicino con fare avvilito alla proprietaria del negozio di vestiti accanto (mamma di una amica del Ric) e mendico un ombrello in prestito giusto per arrivare a casa, che tanto poi devo uscire di nuovo e te lo riporto. Ma che devi uscire a fare con quest'acqua?? Eh! Devo portare la chitarra a Ric... La chitarra??? e come fai con questa pioggia?? Eh boh non ci ho pensato, un problema alla volta, disse la donna che grondava acqua. Lei, che sia benedetta in secula seculorum,  tira fuori dal suo baule magico un GITGANTORME sacchetto di plastica da grossista che francamente, mi salva la vita e la chitarra.

Quindi con borsa, sacchettone ripiegato sotto il braccio, due sacchetti di spesa e uno sparuto 
ombrellino piegevole in prestito grande quanto una moneta da due euro, mi appresto ad attraversare il cortile ed andare a casa. Sul cancello trovo un tizio che con aria perplessa valuta la distanza tra il portico dove ci troviamo e quello al di la del cortile. 10 metri, abbastanza per annegare. Gli offro un passaggio sotto i miei due euro, e tra me il mio bagaglio, lui e una enorme borsa da lavoro che ha in braccio, praticamente ci siamo totalmente infradiciati lo stesso. Vabbè, tanto ormai...

Salgo in casa, non mi cambio le scarpe che tanto è inutile. Mollo il bagaglio superfluo, infilo i panini nella borsa e la chitarra nel sacchettone, prendo il mio ombrello grande e riscendo velocemente con l'ombrellino in prestito ripegato e grondante sui miei pantaloni che tanto sembrano usciti dalla lavatrice, quindi pace.

Rendo l'ombrellino, faccio un numero da circo per aprire la portiera dell'auto tenendo l'ombrello in bilico e la chitarra che non si bagni e finalmente sono in auto. Riscaldamento a paletta.
La strada fino al teatro dove si sta svolgendo l'ultima prova prima dello spettacolo (di stasera) del Ric è allagata, acqua fino a metà ruota. Tra tutto, starà piovendo da 20 minuti, allucinante. Arrivo, parcheggio, altro numero per scendere dalla macchina, e finalmente sono sana e salva e all'asciutto.
Dentro il teatro un caldo allucinante, io tutta bagnata... che ve lo dico a fare? Inizio ad emanare foschia come una mattina d'inverno. Un'aura di nebbia tutto attorno a me.
Mi fermo il tempo necessario per vedere la prova di uno dei numeri, poi riprendo la via di casa.

Finalmente, spiove.
Sipario.

giovedì 9 giugno 2016

DI INGLESE (PURTROPPO NON) MACCHERONICO

Perché io sono una purista, mica no.

Con la mia ex collega che parlava inglese con l'accento californiano (aveva un marito di quelle parti) erano lotte continue... Ehh ma come sei British... Nooo se tu che sei troppo american non ti si può sentire....  io dicevo "that's correct" con una tale perfezione stilistica che mi appariva il fantasma di una tazza di Breakfast Tea al latte in mano ogni volta,  lei diceva "allright" strascicando la r che diventava una parola di 10 sillabe. Io dicevo "brilliant" lei diceva "cool".  Io avevo passato anni a studiare la perfetta fonetica, lei aveva imparato sulla spiaggia di Santa Cruz di California.

Che detto così.... come dire, meglio lei....

Comunque il mio fanatismo per la bella pronuncia londinese mi deriva dall' aver avuto una prof di inglese molto speciale, che purtroppo non è più tra noi da molti anni (qui) e dall'aver passato molto tempo in Inghilterra, a studiare e...altro...

Avevo sempre considerato gli insegnamenti della prof come sacri e inviolabili.

Poi trovo questo:

 
E ricordo che sui libri di scuola media del Ric, tutti i verbi avevano magicamente perso il loro sacrosantissimo "to".  La prima volta che mio figlio mi ha chiesto una mano con il paradigma del "verbo see" volevo volarlo giù dal quinto piano. Dell'ignorante, gli ho dato, poveretto. Invece ho dovuto arrendermi all'evidenza. Chissà se in Inghilterra hanno una accademia della crusca.
 
 
E niente, la mia povera Corinna l'abbiamo ammazzata una seconda volta.
 


mercoledì 8 giugno 2016

PORCAPUTTANA!

Il mio post di ieri era molto dal mio punto di vista di figlia.
Ed il mio punto di vista di figlia è qualcosa che ho tenuto in conto quando sono diventata mamma, ovvero mi sono sempre riproposta di ricordarmi come mi facevano sentire certe cose - quelle che non mi piacevano, ma anche quelle che mi facevano sentire umiliata o inadeguata - e di non comportarmi in quel modo coi miei figli.

Fatto bene, fatto male... chi lo sa.

Ora non vorrei far passare i miei genitori per due aguzzini dispotici.
Certo avevano le loro idee. Poi non era un me-contro-di-loro tutto il tempo, ovviametne, ma vero è pure che ci sono stati periodi di tensione. Ecco anche quelli avrei voluto poterli evitare nella mia azione educativa ma ho fallito miseramente.

Inoltre considerate che io sono cresciuta di fatto con mia nonna, in tempi in cui non si trovava posto all'asilo e i part time erano una pia illusione, oltre al fatto che alle 12.30 le elementari chiudevano e se ne riparlava il giorno dopo.
Mia nonna mi ha dato la sua casa, il suo cibo, il suo abbraccio e nn le sarò mai abbastanza grata per questo, ma se il mio severo papà è del 1936, lei era del '16.
Parliamone.
Mi ha trasmesso quello che lei aveva imparato, e purtroppo tra tante cose buone come l'onestà, la generosità, la gentilezza, il servizio, la disponibilità c'erano anche concetti di digestione un filo più difficile tipo che le donne sono un po' tutte puttane, o la mancanza di fiducia (nei miei confronti) per partito preso o il fatto che il sesso è sporco e vergognoso. Frutto dell'esser rimasta precocemente orfana, immagino, e dell'aver condotto una vita difficile almeno fino agli anni '50.

Comunque.
Quel che volevo dire è che forse in tutto ciò sono rimasta un po' troppo "figlia".
Penso ancora da figlia. Vi suona possibile?
Tutta la mia tendenza a ragionare a considerare, a valutare... la mia scarsa per non dire nulla propensione a punire... il mio essere possiblista verso i cambi di opinione, a dire si quando avevo già detto no "in considerazione del fatto che...." forse non sono il frutto di una mente elastica ed illuminata, forse non è che ho costruito il mio modo di essere madre o che ho sufficiente buon senso da sapere che non sono perfetta.

Forse è solo che sto ragionando da figlia.
Porcaputtana.







martedì 31 maggio 2016

SUMMER IS COMING

Come al solito la fine dell'anno scolastico mi coglie mentre sto facendo altre cose.
Non mi rendo conto che tra una settimana sarà tutto finito.

Gli impegni di Rugby volgono al termine, abbiamo ancora qualche allenamento ma i tornei sono finiti. La scuola di Circo ferve di prove e allenamenti supplementari e tra una decina di giorni vedremo i risultati di tanto sforzo. La Festa del Fuoco è in corso di svolgimento, e ieri ho perfezionato l'iscrizione del Nin all' Oratorio Feriale e quindi direi che siamo a buon punto.

Sono sempre molto felice quando la scuola termina, manco ci andassi io, perchè è un po' come essere io stessa in vacanza. La mattina più calma, il pomeriggio più tempo a disposizione prima di dover correre a prendere il Nin. Significa fare un po' di step, preparare una cena decente, spolverare. Dici poco. Quest'anno però non sono entusiasta come al solito perchè mi si prospettano vacanze pesanti. Con le defaillances scolastiche del Ric passerò l'estate a dirgli studia studia studia, non esci non esci non esci.

Perchè sono giunta alla conclusione che una punizione ci vuole, al di la di tutto, un bel castigo vecchio stile, toh, hai fatto il pirla mo' beccati questa. Lo detesto, è chiaro a tutti si? Detesto essere così. Il GG ed io stiamo preparando una "strategia" per l'estate, il Ric sa che deve attendere a breve nostre notizie. L'idea è che manterrà gli impegni oratoriali presi, ma una volta finita la giornata (attorno alle 17.30) a casa, e se ne riparla la mattina successiva. Niente cazzeggio serale salvo turni particolari di "servizio". Fa i compiti delle vacanze. Alla fine dell'oratorio andrà insieme a suo fratello da mia mamma, e studierà per gli esami di settembre.

Che anche li.. se lo bocciassero sarei quasi più contenta.

Un segnale bello deciso e meno sbattimento per tutti.
Gli recupero un lavoretto estivo (tipo pulire i pavimenti dell'officina di proprietà di un amico, qualcosa di fisico, faticoso e possibilmente assai poco "dignitoso") così impara cosa significa lavorare e cosa studiare, e tanti saluti. Eh. Ma non andrà così. Male, ma non abbastanza male da poter essere davvero incisiva.
Per me, potrei anche tenerlo chiuso in casa tre mesi per quanto sono incazzata.
Ma c'è da dire che devo ragionare in prospettiva. Ora che la morosa è partita (oh yes) sta finalmente recuperando, pare, un po' i rapporti con gli amici che aveva lasciato da parte per stare con lei, e onestamente privarlo totalmente di questo mi pare più controproducente che educativo. Inoltre dice giustamente il GG a esagerare si rischia di ottenere l'effetto contrario, che poi combina qualche cazzata per "liberarsi"
Quindi la cosa è delicata e soprattutto ancora in divenire.
Di sicuro verrà al mare con noi una settimana di giugno, senza libri, ma altrettanto sicuramente le due settimane in cui andremo di nuovo via a fine agosto le passa qui, con una delle nonne, a studiare.

Il Nin da parte sua non vede l'ora di poter chiudere quaderni e cartella nell'armadio.
Faniente che abbiamo già due libri delle vacanze... fare i compiti all'oratorio in compagnia dei suoi amici è più agevole e meno noioso. Senza contare che arriva a metà luglio già parecchio avanti, quindi che ben venga. Quest'anno farà il laboratorio di calcio, il pomeriggio, ed una mattina la settimana il laboratorio di Circo, è stata ingaggiata dall' Oratorio Feriale proprio la maestra che lo allena d'inverno quindi tutto grasso che cola.

Riuscissi a rilassarmi un attimino, non sarebbe male.

venerdì 20 maggio 2016

I BUONI CONSIGLI DI HARVEY

Come direbbe Harvey Specter, è ora che io mi dia una cazzo di regolata. Due punti, uno pratico uno emotivo

Quello pratico è relativo alla svogliatezza cosmica che mi ha preso ormai alcuni mesi fa e che non mi abbandona. Io faccio una vita piuttosto normale, incasinata come tutte le mamme, ma non più di tante altre. Non sono mai stata una brava massaia, sebbene mi piacerebbe avere sempre la casa linda e pinta, la cena pronta, una torta in forno e il chiarore diffuso delle candele in sala. Detesto le faccende domestiche, odio andar a fare la spesa, mi sta sul culo pure farla online, per dire. Fino a un po' di tempo fa, gestivo. Mi dava noia, ma tiravo avanti. Da qualche tempo a questa parte sono diventata un bradipo col dna di un'ameba paramecia. Arrivo a casa dopo aver recuperato il Nin alle elementari che non ho una briciola, un'oncia di energia residua. Piatta come una pelle d'orso. Riesco ancora a tenere un minimo d'ordine (minimo nel senso di minimo sindacale intendiamoci) ma la polvere aleggia e la cesta della roba da lavare scoppia. L'apice l'ho raggiunto qualche giorno fa, ho tirato fuori un bucato e invece di piegarlo l'ho infilato in una borsa e l'ho lasciato li, per giorni, forse sperando inconsciamente che si piegasse da solo. Ieri finalmente mi sono data all'opera, ho sistemato quello e un bucato successivo, lavoro di 15 minuti in tutto, solo che mi pareva un' insormontabile montagna. Il frigorifero piange, metto insieme la cena per miracolo già da qualche giorno.
NON VA BENE!

Dal punto di vista emotivo invece ho questa tendenza ad abbozzare che mi sta creando problemi. Non so, magari non si direbbe, ma io sono una che abbozza. Sono il classico can che abbaia.
Attualmente ho un problemino.
Non sto a raccontarvi tutti i dettagli, che non è importante, ma diciamo che c'è una cosa della mia vita che non mi sta bene, un punto che non mi soddisfa. Ho provato a parlare, poi a discutere, poi ad incazzarmi, poi a essere comprensiva con chi di dovere - cioè con l'altra parte coinvolta - ma senza successo. Questo da circa un paio di anni. Intendiamoci non è una roba da morire, non è che esploderà casa mia da un giorno all'altro, ne qualche mio famigliare resterà fulminato, ne divorzierò o ammazzerò qualcuno. Ultimamente ho notato che quel problema, che non si è risolto minimamente anzi possibilmente è un po' peggiorato (ovviamente, lasciato libero di progredire....) mi sta meno a cuore. E tenete presente che si tratta di un argomento che per me è fondamentale, quindi a cuore mi stava parecchissimo. Invece vedo che negli ultimi mesi mi colpisce meno, mi infastidisce meno. Sto lasciando correre.
Perchè purtroppo io faccio così: alzo l'asticella. Mi adatto.
E qusesto se da una parte è positivo per il clima, è assolutamente negativo per tutto il resto perchè alla fine è una strategia che sicuramente rende più facile vivere, ma a lungo andare logora.
Logora sia perchè comunque non risolve, sia perchè mi domando: e un domani cosa succederà? Quando lo lascerò ingigantire al punto che diventerà grave davvero? Perchè quel giorno arriverà, sicuro come il demonio che arriverà.
Cosa farò allora?

DEVO DARMI UNA CAZZO DI REGOLATA.