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venerdì 3 novembre 2017
A VOLTE RITORNANO... E RITORNANO... E RITORNANO
Lo so lo so: periodicamente arrivo con un post intitolato così, le cose girano per un po' e poi di nuovo il buio. Che ci devo fare. Sto impicciatissima!!
Allora, vediamo... non ci si sente da maggio eh? Gesù!
Bene vediamo... aggiornamento rapido.
IL RIC: da maggio ad oggi, ha recuperato il disagio scolastico passando bene i due esami che alla fine ha beccato a settembre, ed ha ricominciato l'anno scolastico decisamente con un'altra marcia. Non che sia la perfezione, ma sta studiando fin dal primo giorno ed è un bel miglioramento. Anche il suo umore adolescenzial-ormonale devo dire che si sta dando una regolata. Ha ancora i suoi momenti bui, ma il trend è positivo. La storia con la morosa molto più grande è giunta al capolinea verso l'inizio di giugno, senza troppi patemi. Al momento è libero e bello. Per l'evoluzione fisica, vi rimando alle foto che metterò tra breve sulla banda laterale sinistra e che sia chiaro: inserisco solo ed esclusivamente per Vedettone nostro, nel caso passi ancora di qua ogni tanto, che così si rilassa sull'abbigliamento degli adolescenti debosciati del giorno d'oggi. Ciao Vedetta, come stai?
IL LO: com'è che lo chiamavo? Lo? Lollo? Scheggia? E' passato talmente tanto tempo che non mi ricordo più quale soprannome avevo scelto dopo la data di scadenza di "Nin". Che madre degenere. Comunque, ha cominciato con discreto successo la quinta elementare e io sto qui che penso a come renderlo adatto alle medie nel breve volgere di qualche mese. Non so che dire. Continuo a vederlo talmente patatone tenerone piccirillo che non riesco a capacitarmi. La sua carriera rugbistica continua, quest'anno ha cambiato categoria e si trova di nuovo ad essere uno dei "piccoli" della squadra di Under 12 che comprende bambini di 10 e 11 anni. E non solo come età: abbiamo dei piloni undicenni dalla corporatura decisamente fuori scala, tipo 165 cm x 65 kg... considerando che il Lo è 142 x 37 kg... placcali, tu, quei giganti li... infatti all'inizio della stagione era un po' intimorito. Ora va meglio: abbiamo comprato la maglia con le protezioni (del tutto inutile se non per questioni psicologiche) e inizia a buttarsi un po' di più. Per chi se ne intende, l'allenatore aveva pensato di farlo giocare con il numero 13, per chi non se ne intende, spiegazione qui
IL GG: il marito sta bene. Giusto ieri mi diceva che inizia a sentirsi vecchio perché ha messo su un po' di pancia e ha perso qualche capello (giusto due o tre...) ma per quanto mi riguarda lui sarà sempre giovane. Lo so lo so, vi vengono le carie ai denti a sentire queste sviolinate, ma che ci posso fare. Non sono il tipo che da peso ai cambiamenti fisici. Vorrei poter dire lo stesso di lui.. ma quella li è un'altra storia. E comunque è una storia abbastanza a lieto fine.
BRO E ARWEN: e chi è che sta meglio di loro?
IL MIO NUOVO PROGETTO: ed eccoci. Ricordate che mesi e mesi fa, avevo pubblicato due o tre post con degli scritti riguardanti una storia ambientata ai tempi dei vichinghi? Si chiamava Gente del Nord e c'è la pagina li su in alto, con qualche info a riguardo (che verrà presto riaggiornata). Bene. Sono lieta di informarvi che quelle poche pagine a furia di dai e dai, sono diventate un romanzo vero e proprio. Già. Anzi, due a dire il vero, perché alla fine era troppo lungo per pubblicarlo tutto insieme e ho deciso di dividerlo. Al momento sono in fase di editing, e spero entro Natale di potervi dire che è presente su Amazon, pronto per essere acquistato e letto. Così sapete cosa mettere sotto l'albero (ahahah). Si intitola Viking Chronicles. Beh, che dire. E' stata ed è un'esperienza straordinaria. Ho conosciuto persone simpaticissime. Ho scoperto cose pazzesche sull'auto-publishing e sul delirio promozionale che ci sta dietro se vuoi che qualcuno legga il tuo libro. Praticamente ad oggi non faccio altro in qualunque momento libero io mi ritrovi. Lo considero un hobby, e se i lettori si divertiranno a leggerlo 1/4 di quello che mi sono divertita io a scriverlo, avrò avuto un successo straordinario.
E con questo passo e chiudo.
Spero di risentirvi, spero che qualcuno passi ancora di qua ogni tanto giusto per dare un occhiata anche dopo tanto tempo, e spero di ritrovare da ora in avanti la possibilità di tornare ad abitare questa casa con un po' di costanza
Baci.
mercoledì 17 maggio 2017
DI SVEGLIE
La sveglia del Ric suona alle 6:30.
Per una serie di ragioni legate all'incoraggiare l'autonomia (decisione presa due anni fa all'inizio del liceo) la mia suona alle 6:40, in modo che lui si alzi e vada in bagno per suo conto senza sprone. Aveva senso due anni fa, ora meno, ma l'abitudine è rimasta. Io comunque sento sempre la sua sveglia, pur restando a letto un'altra decina di minuti. Mediamente dopo qualche minuto devo comunque dargli una voce: "Ehiiiii sei in piediiiiii?"
Stamattina sento la sveglia, apro gli occhi, attendo di sentire gli scricchiolii del letto segnale della sua levata mattutina, mi accorgo che va in bagno. Dopodiché mi aspettavo che rientrasse in camera a vestirsi ma invece sento che si dirige con passo felpato verso la cucina, apre la porta piano piano.
Perplessa decido di restare sul vago.
"Ehiiiii, ti sei alzato?"
"Si si"
Va in cucina e chiude la porta. Che diamine sta facendo invece di prepararsi??
Due minuti e lo seguo. Lo trovo seduto al tavolo di cucina, chino sulle sudate carte, ovvero sul libro di storia. Sto per dirgli "...zzo fai, è ora di vestirsi e andare a scuola!" quando vengo colta da improvvisa ispirazione e guardo l'ora.
Le 4:30
Guardo meglio.
Sempre le 4:30
"Ma... ti sei alzato a studiare?"
" Si mi sono alzato prima"
Sgrano gli occhi, pacca sulla spalla
"Ok a dopo".
La vita è veramente strana.
Per una serie di ragioni legate all'incoraggiare l'autonomia (decisione presa due anni fa all'inizio del liceo) la mia suona alle 6:40, in modo che lui si alzi e vada in bagno per suo conto senza sprone. Aveva senso due anni fa, ora meno, ma l'abitudine è rimasta. Io comunque sento sempre la sua sveglia, pur restando a letto un'altra decina di minuti. Mediamente dopo qualche minuto devo comunque dargli una voce: "Ehiiiii sei in piediiiiii?"
Stamattina sento la sveglia, apro gli occhi, attendo di sentire gli scricchiolii del letto segnale della sua levata mattutina, mi accorgo che va in bagno. Dopodiché mi aspettavo che rientrasse in camera a vestirsi ma invece sento che si dirige con passo felpato verso la cucina, apre la porta piano piano.
Perplessa decido di restare sul vago.
"Ehiiiii, ti sei alzato?"
"Si si"
Va in cucina e chiude la porta. Che diamine sta facendo invece di prepararsi??
Due minuti e lo seguo. Lo trovo seduto al tavolo di cucina, chino sulle sudate carte, ovvero sul libro di storia. Sto per dirgli "...zzo fai, è ora di vestirsi e andare a scuola!" quando vengo colta da improvvisa ispirazione e guardo l'ora.
Le 4:30
Guardo meglio.
Sempre le 4:30
"Ma... ti sei alzato a studiare?"
" Si mi sono alzato prima"
Sgrano gli occhi, pacca sulla spalla
"Ok a dopo".
La vita è veramente strana.
mercoledì 5 aprile 2017
DI GITE
Oggi i bambini di quarta elementare vanno in gita, col CAI.
Il delirio-da-gita è cominciato già con diversi giorni d'anticipo.
Punto primo, l'abbigliamento.
Vanno in "montagna", come vuoi vestirli, in costume da bagno?? No, ma pare che nessuna mamma sia mai andata a fare una scampagnata a più di 25 metri slm. Scambi furiosi di messaggi sull'opportunità di mettere una tuta felpata oppure di cotone e su che tipo di scarpe siano più adatte. Poi, per massimo di sfiga, il CAI ci ha fatto pervenire un foglietto prestampato con le istruzioni del caso. Alla parola "scarponcini" si è scatenato l'infermo. Eh ma io non li ho. E ma che faccio? E ma le scarpe da ginnastica andranno bene?. Eh ma.... Eh ma svegliatevi, mamme cazzo: fanno un ora di passeggiata su un sentiero pianeggiante, pure in infradito potrebbero andare. Morale: un buon 70% di bambini stamattina sfoggiava scarponcini da trekking nuovi di Decatlhon, peraltro tutti uguali.
Punto secondo: attrezzatura varia e cibo.
Appena pronunciata la parola "gita" la domanda più pressante è: cosa bisogna portare? Ma benedette donne, cosa cazzo bisognerà portare a una gita? Due panini, una bottiglia d'acqua, se fa brutto un k-way e se proprio vi sentite magnanime una bella brioche per la merenda del mattino. Sempre uguale come da 4 anni a questa parte. Eh ma... un panino o due? Bella lo sai tu quanto mangia tuo figlio Eh ma... un pezzetto di focaccia andrà bene? Non saprei, a tuo figlio la focaccia piace? Se si, va bene, se no va male. Salvo poi veder arrivare bambini con 4 litri d'acqua (o coca cola, si, abbiamo visto anche quello) nello zaino che manco riescono a trasportarlo.
Punto terzo: le foto
Pare che non si possa partire in gita senza un reportage completo che manco a una sfilata congiunta di Armani, Valentino, Versace e Dolce&Gabbana. Schiere di genitori che filmano il momento imperdibile e topico in cui i bambini mettono lo zaino nella pancia del pullman. Tutti insieme e tutti accalcati, perciò si sentono costanti A. girati... P voltati... R guarda la mamma.... tempo totale delle operazioni di imbarco: 20 minuti.
Punto quarto: l'ansia.
Ancora non erano saliti sul bus che già qualche mamma mi diceva: ma poi ci fai sapere tu? Ma sapere cosa, di preciso?? Cos'è che vuoi sapere, se tua figlia respira?? Appena partito il bus, un'altra mamma: allora poi senti la maestra, eh, che misembraproprioilcaso. Ma ti sembra proprio il caso di che?? Ma noi non siamo sempre andati in gita senza smartphone, senza wap, senza foto in tempo reale che così vedo se la mia piccina mangia il suo pranzuccio e beve la sua acquetta??? Andavamo, tornavamo, stop. Senza tante menate.
Punto quinto: la chioccia.
Pochi minuti fa mi è arrivato un messaggio dalla rappresentante dell'altra quarta. Diceva: "Per favore puoi avvisare le maestre che K. ha dimenticato l'acqua? Forse se qualcuno ne ha due bottigliette possono condividerla"
Ora. La mamma di K avrà chiamato la sua rappresentante la quale ha chiamato me perché io dica alla maestra della mia classe che avvisi la maestra dell'altra classe che la povera K rischia la disidratazione. Ma la suddetta K la bocca non l'avrà?? Non mi risultano casi di mutismo nell'altra quarta. Se le vien sete, non sarà capace di rivolgersi autonomamente a un'amichetta e dire qualcosa di straordinario tipo "ehi ho scordato l'acqua me ne dai un sorso?"
Poi dice che i figli vengon su rincoglioniti!
E vorrei vedere!!
PS: non si escludono aggiornamenti di questo post durante la giornata.
Il delirio-da-gita è cominciato già con diversi giorni d'anticipo.
Punto primo, l'abbigliamento.
Vanno in "montagna", come vuoi vestirli, in costume da bagno?? No, ma pare che nessuna mamma sia mai andata a fare una scampagnata a più di 25 metri slm. Scambi furiosi di messaggi sull'opportunità di mettere una tuta felpata oppure di cotone e su che tipo di scarpe siano più adatte. Poi, per massimo di sfiga, il CAI ci ha fatto pervenire un foglietto prestampato con le istruzioni del caso. Alla parola "scarponcini" si è scatenato l'infermo. Eh ma io non li ho. E ma che faccio? E ma le scarpe da ginnastica andranno bene?. Eh ma.... Eh ma svegliatevi, mamme cazzo: fanno un ora di passeggiata su un sentiero pianeggiante, pure in infradito potrebbero andare. Morale: un buon 70% di bambini stamattina sfoggiava scarponcini da trekking nuovi di Decatlhon, peraltro tutti uguali.
Punto secondo: attrezzatura varia e cibo.
Appena pronunciata la parola "gita" la domanda più pressante è: cosa bisogna portare? Ma benedette donne, cosa cazzo bisognerà portare a una gita? Due panini, una bottiglia d'acqua, se fa brutto un k-way e se proprio vi sentite magnanime una bella brioche per la merenda del mattino. Sempre uguale come da 4 anni a questa parte. Eh ma... un panino o due? Bella lo sai tu quanto mangia tuo figlio Eh ma... un pezzetto di focaccia andrà bene? Non saprei, a tuo figlio la focaccia piace? Se si, va bene, se no va male. Salvo poi veder arrivare bambini con 4 litri d'acqua (o coca cola, si, abbiamo visto anche quello) nello zaino che manco riescono a trasportarlo.
Punto terzo: le foto
Pare che non si possa partire in gita senza un reportage completo che manco a una sfilata congiunta di Armani, Valentino, Versace e Dolce&Gabbana. Schiere di genitori che filmano il momento imperdibile e topico in cui i bambini mettono lo zaino nella pancia del pullman. Tutti insieme e tutti accalcati, perciò si sentono costanti A. girati... P voltati... R guarda la mamma.... tempo totale delle operazioni di imbarco: 20 minuti.
Punto quarto: l'ansia.
Ancora non erano saliti sul bus che già qualche mamma mi diceva: ma poi ci fai sapere tu? Ma sapere cosa, di preciso?? Cos'è che vuoi sapere, se tua figlia respira?? Appena partito il bus, un'altra mamma: allora poi senti la maestra, eh, che misembraproprioilcaso. Ma ti sembra proprio il caso di che?? Ma noi non siamo sempre andati in gita senza smartphone, senza wap, senza foto in tempo reale che così vedo se la mia piccina mangia il suo pranzuccio e beve la sua acquetta??? Andavamo, tornavamo, stop. Senza tante menate.
Punto quinto: la chioccia.
Pochi minuti fa mi è arrivato un messaggio dalla rappresentante dell'altra quarta. Diceva: "Per favore puoi avvisare le maestre che K. ha dimenticato l'acqua? Forse se qualcuno ne ha due bottigliette possono condividerla"
Ora. La mamma di K avrà chiamato la sua rappresentante la quale ha chiamato me perché io dica alla maestra della mia classe che avvisi la maestra dell'altra classe che la povera K rischia la disidratazione. Ma la suddetta K la bocca non l'avrà?? Non mi risultano casi di mutismo nell'altra quarta. Se le vien sete, non sarà capace di rivolgersi autonomamente a un'amichetta e dire qualcosa di straordinario tipo "ehi ho scordato l'acqua me ne dai un sorso?"
Poi dice che i figli vengon su rincoglioniti!
E vorrei vedere!!
PS: non si escludono aggiornamenti di questo post durante la giornata.
martedì 3 gennaio 2017
ANNO NUOVO VITA VECCHIA.
Benritrovati tutti e buon anno!!!
Devo dire che a parte un singolo giorno - di cui ci sarà presto ampio e dettagliato resoconto anche fotografico :-) - queste sono state probabilmente le vacanze più pallose di sempre!
Il 22 è finita la scuola, il 23 mattina il Nin aveva la febbre, il 24 era sotto antibiotico pronti via. Ma cazzo, saranno due anni che non si piglia manco un raffreddore... ma proprio a Natale?? Vabbè, lui non è uno che accusa gran che, ma comunque ho dovuto tenerlo in casa.
Il marito, poverino, ha avuto il raffreddore, capite... va bene, un forte raffreddore... senza nemmeno una linea di febbre ma diamine, era moribondo. Dopo mezza giornata si aggirava per casa come un fantasma sbuffando e imprecando, dopo una giornata intera pronunciava frasi sconnesse del calibro di "non guarirò mai" e "sono preoccupato per la mia salute". Anche lui chiuso in casa per giorni, umore pessimo e - se posso aggiungere - niente sesso.
il Ric meriterebbe un post a parte, il primo trimestre scolastico si è concluso veramente male e il 22 dicembre gli ho detto che lo avrei ritirato da scuola, che si trovasse un lavoro, perché perde tempo non impara niente e io mi son rotta di farmi prendere per il culo. Lui ha sostenuto che vuole continuare a studiare, e io gli ho risposto che se vuole veramente lo deve dimostrare: gli studi se li paga, quindi che si trovasse comunque un lavoro. Se vuole fare il mantenuto, allora i risultati devono essere eccellenti. Se ha intenzione di restare a scuola e penzolare continuamente tra il 5 e il 6- allora che si arrangiasse. Le vacanze sono state all'insegna di ciò: studi si, studi no, cerchi lavoretti, discuti, litiga, ri-discuti. Una rottura di cazzo che non vi posso spiegare ma qui o si fa la storia o si muore. Consegnato in casa per castigo, ha saltato pure la sera di capodanno. E' andato a letto alle 22 e si è rifiutato di brindare con noi. Beh. Pace.
Da parte mia, sono stata acciaccaticcia - un po' di raffreddore e tosse - ma per il momento ho schivato il peggio. Sono stata abbastanza di cattivo umore tutto il tempo, stravaccata sul divano in pigiama senza niente da fare a parte i mestieri, oh che gran divertimento. Si, ci siam visti gran film, si abbiamo anche mangiato bene (e questo per il mio umore è una aggravante), ma tra una malattia e una discussione col figlio non posso proprio dire di essermele godute, queste ferie. Senza parlare poi di un epico litigio con mia madre la mattina del 31 che me li ha veramente fatti girare forte ma forte forte forte. Ah, e abbiamo pure perso l'apparecchio dei denti del Nin. Ma vaffanculo. #mainagioia.
Eh, che devo dirvi, mi spiace, il primo post del 2017 è una lagna.
Vedrò di rifarmi col secondo :-)
Ancora auguri a tutti.
mercoledì 14 dicembre 2016
DI CADUTE VERTICALI
Quando l'anno scolastico è cominciato, con Ric abbiamo parlato chiaramente.
O porti i risultati, o ci saranno serie conseguenze.
La cosa non stava andando benissimo, ma nemmeno malissimo. Era scarsamente sufficiente in qualche materia, ma questione di 5 1/2, niente di particolarmente grave. Il time limit per tirare le somme era la fine del trimestre, ossia l'ultimo giorno prima delle vacanze di Natale. Se fosse arrivato a quel giorno con delle materie insufficienti, avrebbe sospeso gli allenamenti e non avrebbe avuto il permesso di uscire MAI fino a quando non avesse rimediato i debiti del trimestre.
la sua reazione a questa prospettiva normalmente nelle ultime settimane è stata del tipo "ma figurati, io esco lo stesso, non mi cambia niente" a cui segue la mia risposta standard certo disubbidisci pure: uscire puoi, bisogna vedere se rientri.
Ieri è arrivato a casa con un 3 in italiano e un 3 in matematica, i peggiori risultati mai ottenuti in tutta la sua carriera scolastica.
Ok Puffola, respira e stai calma.
Vado a casa e gli chiedo come sia stato possibile, non lo sa.
Gli dico che lo so io: non ha studiato. Non nega.
Gli chiedo perchè non ha studiato, non lo sa
Gli ho chiesto cosa ti aspetti che succeda ora? Risposta: eh, sono un po' nei cazzi.
Gli faccio notare che si sta auto-sabotando: è come se ti fossi piantato un coltello in una coscia da solo, gli dico.
Perchè lo fai, gli chiedo. Non lo sa.
Cosa ti interessa nella vita, gli chiedo. La morosa e gli allenamenti.
Non è vero, rispondo, perchè sapevi che avresti dovuto rinunciare ad entrambi e non hai fatto quanto richiesto per evitarlo. Significa che non ci tieni veramente.
Ha una faccia sparuta che gli ho visto raramente.
Forse non se lo aspettava nemmeno lui. Forse è stata una "botta". Speriamo.
Gli dico che visti questi voti decisamente inaspettati, i nostri accordi decadono e che la sua punizione inizia subito. Mi aspetto fuoco e fiamme, ma lui non fa una piega. Gli dico che deve prendere ripetizioni. Mi aspetto fuoco e fiamme anche qui, ma ancora non fa una piega.
Sono certa al 100% che ieri ha capito le mie ragioni. Non ho dubbi a riguardo. Mi ha persino anticipato: mi ha mandato un messaggio alle 16.00 dicendomi che non stava tanto bene di stomaco e che quindi non si sarebbe allenato. Faniente che ha mangiato bisteccone a pranzo, abbondante merenda e pizza a cena. Ha chiaramente voluto saltare l'allenamento di sua spontanea iniziativa per non doverlo fare su mio ordine. la vera domanda è: questa comprensione quanto durerà? per quanto tempo si ricorderà?
Quello che ho capito in tutta questa situazione è che il discorso non è lo studio. E' qualcosa di diverso di cui questo è solo un sintomo. Il problema è che non ho idea di cosa sia, e a quanto pare nemmeno lui.
Al momento la mia risoluzione è prettamente punitiva: hai sbagliato, paghi.
Ti sto dando del tempo, gli ho detto. Vedi di farne buon uso. Se rimedi entro la fine del trimestre, passerai le vacanze come meglio vorrai. Se no, resterai a casa a studiare. Se rimedi a gennaio, la punizione finirà. Altrimenti continuerà finchè non sarai abbondantemente sufficiente in tutte le materie. Diciamo che lo scopo a lungo termine è portarlo sul fondo del baratro e farlo risalire se reagisce, piuttosto che tenerlo a galla e farlo scendere se sbaglia.
In parte siamo responsabili anche noi di questo: la verità è che non è mai stato veramente punito, non ha mai subito vere e proprie gravi conseguenze per i suoi errori. Il nostro stile pedagogico non è punitivo, in linea generale, tendiamo a dare fiducia e vedere cosa succede. Purtroppo questo ora deve finire, perchè al di la della scuola a 16 anni è ora che impari che se fai una cazzata, ne pagi il fio. E' già quasi tardi. Non dobbiamo vacillare.
O porti i risultati, o ci saranno serie conseguenze.
La cosa non stava andando benissimo, ma nemmeno malissimo. Era scarsamente sufficiente in qualche materia, ma questione di 5 1/2, niente di particolarmente grave. Il time limit per tirare le somme era la fine del trimestre, ossia l'ultimo giorno prima delle vacanze di Natale. Se fosse arrivato a quel giorno con delle materie insufficienti, avrebbe sospeso gli allenamenti e non avrebbe avuto il permesso di uscire MAI fino a quando non avesse rimediato i debiti del trimestre.
la sua reazione a questa prospettiva normalmente nelle ultime settimane è stata del tipo "ma figurati, io esco lo stesso, non mi cambia niente" a cui segue la mia risposta standard certo disubbidisci pure: uscire puoi, bisogna vedere se rientri.
Ieri è arrivato a casa con un 3 in italiano e un 3 in matematica, i peggiori risultati mai ottenuti in tutta la sua carriera scolastica.
Ok Puffola, respira e stai calma.
Vado a casa e gli chiedo come sia stato possibile, non lo sa.
Gli dico che lo so io: non ha studiato. Non nega.
Gli chiedo perchè non ha studiato, non lo sa
Gli ho chiesto cosa ti aspetti che succeda ora? Risposta: eh, sono un po' nei cazzi.
Gli faccio notare che si sta auto-sabotando: è come se ti fossi piantato un coltello in una coscia da solo, gli dico.
Perchè lo fai, gli chiedo. Non lo sa.
Cosa ti interessa nella vita, gli chiedo. La morosa e gli allenamenti.
Non è vero, rispondo, perchè sapevi che avresti dovuto rinunciare ad entrambi e non hai fatto quanto richiesto per evitarlo. Significa che non ci tieni veramente.
Ha una faccia sparuta che gli ho visto raramente.
Forse non se lo aspettava nemmeno lui. Forse è stata una "botta". Speriamo.
Gli dico che visti questi voti decisamente inaspettati, i nostri accordi decadono e che la sua punizione inizia subito. Mi aspetto fuoco e fiamme, ma lui non fa una piega. Gli dico che deve prendere ripetizioni. Mi aspetto fuoco e fiamme anche qui, ma ancora non fa una piega.
Sono certa al 100% che ieri ha capito le mie ragioni. Non ho dubbi a riguardo. Mi ha persino anticipato: mi ha mandato un messaggio alle 16.00 dicendomi che non stava tanto bene di stomaco e che quindi non si sarebbe allenato. Faniente che ha mangiato bisteccone a pranzo, abbondante merenda e pizza a cena. Ha chiaramente voluto saltare l'allenamento di sua spontanea iniziativa per non doverlo fare su mio ordine. la vera domanda è: questa comprensione quanto durerà? per quanto tempo si ricorderà?
Quello che ho capito in tutta questa situazione è che il discorso non è lo studio. E' qualcosa di diverso di cui questo è solo un sintomo. Il problema è che non ho idea di cosa sia, e a quanto pare nemmeno lui.
Al momento la mia risoluzione è prettamente punitiva: hai sbagliato, paghi.
Ti sto dando del tempo, gli ho detto. Vedi di farne buon uso. Se rimedi entro la fine del trimestre, passerai le vacanze come meglio vorrai. Se no, resterai a casa a studiare. Se rimedi a gennaio, la punizione finirà. Altrimenti continuerà finchè non sarai abbondantemente sufficiente in tutte le materie. Diciamo che lo scopo a lungo termine è portarlo sul fondo del baratro e farlo risalire se reagisce, piuttosto che tenerlo a galla e farlo scendere se sbaglia.
In parte siamo responsabili anche noi di questo: la verità è che non è mai stato veramente punito, non ha mai subito vere e proprie gravi conseguenze per i suoi errori. Il nostro stile pedagogico non è punitivo, in linea generale, tendiamo a dare fiducia e vedere cosa succede. Purtroppo questo ora deve finire, perchè al di la della scuola a 16 anni è ora che impari che se fai una cazzata, ne pagi il fio. E' già quasi tardi. Non dobbiamo vacillare.
giovedì 1 dicembre 2016
DI STUDIO
Il secondo figlio, è noto, beneficia degli errori che i genitori hanno fatto con il primo.
il Ric come tutti sanno è sempre stato un ragazzino maturo e intelligente, a scuola non ha mai avuto problemi, fino alla seconda liceo. Alle elementari, sentiva la maestra in classe e sapeva la lezione senza quasi leggerla a casa. Alle medie è richiesto un po' più di impegno ma la solfa era più o meno quella. Avendo piccole difficoltà di lettura (non diagnosticate), ha sviluppato una gran memoria per quello che vedeva e che sentiva. Io non ho mai "fatto i compiti con" lui, fin dalla prima elementare, lo lasciavo fare da solo e casomai correggevo o davo qualche consiglio ma ci tenevo che si arrangiasse da solo. Perché sapevo che poteva.
Figo finora, no?
Il rovescio della medaglia è stato che, non avendone bisogno, non ha mai imparato a studiare. Non intendo imparato un metodo, che quello insomma viene più avanti, ma proprio non ha preso l'abitudine allo studio, non lo ha reso parte della sua giornata. Ai tempi, non avendo alcuna esperienza in materia, non sono riuscita a ragionare in prospettiva e non ho pensato che questo avrebbe potuto metterlo in difficoltà in futuro: perché lo studio come tutto va allenato.
Col Nin sto cercando di fare diversamente.
A parte il fatto che temo che non avrebbe potuto gestire la stessa autonomia che richiedevo a suo fratello, sto cercando di farlo abituare a studiare un poco ogni giorno. La struttura della settimana scolastica mi aiuta in questo: loro hanno le materie di studio una volta la settimana, mercoledì storia, giovedì scienze e venerdì geografia.
Quindi lo sprono a dare una bella lettura a tutte e tre la domenica mattina (il sabato fa i compiti per il lunedì) e poi nei pomeriggi precedenti alle lezioni si ripassa. Purtroppo questo significa sedersi alla scrivania appena saliti da scuola (cosa che proprio non mi piace) perché alle 18 si allena tutti e tre i pomeriggi, ma sto cercando di vedere i lati positivi della cosa, sperando che piano piano riesca ad abituarsi al fatto che la vita da studente implica lo studio pomeridiano tutti i giorni.
Lo scopo è un futuro adolescente un po' più school-oriented, se possibile
Sapete cosa? io sono molto d'accordo con tutte le meravigliose teorie didattico pedagogiche che implicano uno studio fatto in maniera diversa, che i bambini imparino giocando, e quanto è fico il sistema scolastico svedese, e che dopo 8 ore a scuola hanno bisogno di giocare e tutte queste belle cose qui. In teoria. In pratica, la verità è che il NOSTRO sistema scolastico è fatto in un certo modo, che la nostra società è fatta in un certo modo e che purtroppo (e dico purtroppo sul serio) il successo scolastico sembra essere l'unico metro di valutazione di un bambino e di un giovane almeno fin quando non comincia a lavorare. Un ragazzo può essere sciagurato finchè vuoi ma se va bene a scuola gli si perdona tutto. O al contrario, può essere un santo ma se va male a scuola si porta dietro il marchio per sempre.
Ieri il Ric durante una discussione mi ha detto una cosa che mi ha gelato il sangue.
Non ricordo le parole esatte ma il succo era che lui deve andare a scuola perché io possa "vantarmi" dei suoi voti, qualcosa del genere. E quello che mi sconvolge è che lo pensa davvero!
No mio caro, gli ho detto, io sono fiera di te a prescindere dai tuoi voti.
E lui, incredulo: sei orgogliosa anche se prendo 3???
Ecco davanti a un discorso del genere, mi domando non tanto dove sbagliamo con questi giovani, quanto e adesso come rimediamo?
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| Immagine di repertorio |
giovedì 17 novembre 2016
DI COLLOQUI
E quando tocca tocca.
E' iniziato il giro di danze dei colloqui coi professori del Ric.
Settimana scorsa Informatica, oggi Inglese, Matematica, Fisica.
La prof di inglese stamattina, solfa simile. lei è molto affezionata a Riccardo, lo descrive - come tutti devo dire- come un bravo ragazzo simpatico ed educato,solo che... signora... cosa le devo dire... dorme! Delle volte lo prenderei a sberle. Ma prof, si accomodi pure!! Le do la delega! E li la brillante idea della prof: lo chiamiamo. Così il Ric è arrivato, pimpante come non mi sarei immaginata, e ha assistito a tutti tre i colloqui. Il prof di fisica, nuovo anche lui, è un personaggio. Non giovanissimo, sembra uno che ama molto il suo lavoro. Gli piacciono i ragazzi attivi, gli piace essere messo in discussione e sfidato dai suoi studenti e il Ric gli era stato descritto come uno bravissimo e superintelligente che si diverte a porre domande impossibili atte a mettere i prof in difficoltà (cosa che ha spiazzato tantissimo il giovinotto, che non se l'aspettava). Ha cominciato quindi con aspettative elevatisisme che per il momento non paiono essersi concretizzate troppo. Ha buoni voti, ma come dice lui, ad andare bene si comincia dall' 8 in su. C'è ancora un po' di strada da fare. Entrambi, sia inglese che fisica, sono stati comunque molto incoraggianti, ci hanno tenuto a sottolineare che hanno molta fiducia in Riccardo e a spronarlo a dare il meglio di se.
Discorso a parte per quello di matematica, che è un buon professore, preparato, ma non un bravo insegnante secondo me. Non si fa troppo coinvolgere dalla classe, non sembra particolarmente interessato agli studenti in quanto tali. Arriva, fa il suo mestiere e va, stop. Mi da l'impressione di essere uno che ti appiccica un'etichetta e poi te la tieni, e su quella di Riccardo c'è scritto superficiale a lettere cubitali. Non ha detto nulla di sostanzialmente diverso dagli altri, nei concetti, ma nei modi a me è parso evidente che non abbia alcuna fiducia che Ric possa esprimere risultati migliori di quelli che ha espresso finora. Me lo aspettavo, lo conosco da 3 anni e sebbene non mi dispiaccia, capisco la differenza che passa tra l'essere un prof e l'essere un mentore.
Tutto sommato era quello che sapevo avrei sentito.
Il tutto è durato meno di un'ora.
Il Ric durante le brevi pause tra un colloquio e l'altro ha frequentato il bar della scuola che è li accanto all'aula ricevimento. Alle 11.15 un panino al prosciutto. Alle 11.45 cappuccio e brioche prima di rientrare in classe (e un caffè per mammà). Ha confessato che mangia così praticamente a tutti i cambi dell'ora.
Poi arriva a casa e mi schifa la mia cucina super-sana
Embé!
E' iniziato il giro di danze dei colloqui coi professori del Ric.
Settimana scorsa Informatica, oggi Inglese, Matematica, Fisica.
Che dire. Già la location mette un filo d'ansia..... peggio della corsia di un ospedale.... non capirò mai cosa spinga le scuole e le strutture pubbliche in generale a pitturare i muri di color cacchina di neonato diarroico. Va dipinto, e va bene, ma santiddiobenedetto, è una scuola non un istituto carcerario. Rosse quelle pareti, verdi, blu, arancio.... no. Beigiolino vomito. Vabbè le scale sono blu e le tubature (a vista) rosse... ma insomma la maggior parte è di quel colorino li schifoso.
Comunque.
Da quando Ric ha l'età per essere valutato da qualche tipo di insegnante, quello che mi viene sempre detto è un mantra che mi porto dietro fin dalla mia stessa vita da studente: è intelligente, ma non si applica abbastanza, potrebbe fare molto di più.
Anche questo giro (non ancora terminato) non ha fatto eccezione.
La prof di informatica è nuova, quindi speravo che almeno lei potesse aver sviluppato una idea un po' diversa di Riccardo ma invece.... è capitato che durante il compito in classe scorso il Ric abbia svolto un esercizio non con il metodo spiegato da lei, ma con un suo metodo personale mutuato dal programma di matematica in corso. L'esercizio era talmente ben svolto e talmente creativo che inizialmente lei non si era nemmeno resa conto che fosse giusto. Cosa infinitamente positiva, mi dice la prof, che nessuno ha fatto, solo lui, e questo dimostra una grande intelligenza e prontezza. Peccato che insomma... l'impegno... l'attenzione in classe... l'interesse e la partecipazione alle lezioni... insomma signora, è intelligente ma non si applica. Uf.
La prof di inglese stamattina, solfa simile. lei è molto affezionata a Riccardo, lo descrive - come tutti devo dire- come un bravo ragazzo simpatico ed educato,solo che... signora... cosa le devo dire... dorme! Delle volte lo prenderei a sberle. Ma prof, si accomodi pure!! Le do la delega! E li la brillante idea della prof: lo chiamiamo. Così il Ric è arrivato, pimpante come non mi sarei immaginata, e ha assistito a tutti tre i colloqui. Il prof di fisica, nuovo anche lui, è un personaggio. Non giovanissimo, sembra uno che ama molto il suo lavoro. Gli piacciono i ragazzi attivi, gli piace essere messo in discussione e sfidato dai suoi studenti e il Ric gli era stato descritto come uno bravissimo e superintelligente che si diverte a porre domande impossibili atte a mettere i prof in difficoltà (cosa che ha spiazzato tantissimo il giovinotto, che non se l'aspettava). Ha cominciato quindi con aspettative elevatisisme che per il momento non paiono essersi concretizzate troppo. Ha buoni voti, ma come dice lui, ad andare bene si comincia dall' 8 in su. C'è ancora un po' di strada da fare. Entrambi, sia inglese che fisica, sono stati comunque molto incoraggianti, ci hanno tenuto a sottolineare che hanno molta fiducia in Riccardo e a spronarlo a dare il meglio di se.
Discorso a parte per quello di matematica, che è un buon professore, preparato, ma non un bravo insegnante secondo me. Non si fa troppo coinvolgere dalla classe, non sembra particolarmente interessato agli studenti in quanto tali. Arriva, fa il suo mestiere e va, stop. Mi da l'impressione di essere uno che ti appiccica un'etichetta e poi te la tieni, e su quella di Riccardo c'è scritto superficiale a lettere cubitali. Non ha detto nulla di sostanzialmente diverso dagli altri, nei concetti, ma nei modi a me è parso evidente che non abbia alcuna fiducia che Ric possa esprimere risultati migliori di quelli che ha espresso finora. Me lo aspettavo, lo conosco da 3 anni e sebbene non mi dispiaccia, capisco la differenza che passa tra l'essere un prof e l'essere un mentore.
Tutto sommato era quello che sapevo avrei sentito.
Il tutto è durato meno di un'ora.
Il Ric durante le brevi pause tra un colloquio e l'altro ha frequentato il bar della scuola che è li accanto all'aula ricevimento. Alle 11.15 un panino al prosciutto. Alle 11.45 cappuccio e brioche prima di rientrare in classe (e un caffè per mammà). Ha confessato che mangia così praticamente a tutti i cambi dell'ora.
Poi arriva a casa e mi schifa la mia cucina super-sana
Embé!
giovedì 27 ottobre 2016
BACK TO '50s (?)
Ieri c'è stata la riunione di classe della 4 elementare.
Le maestre ci hanno relazionato su un sacco di progetti carinissimi che verranno (speriamo tutti) svolti quest'anno: il teatro in lingua inglese, la gita in montagna col C.A.I., una giornata in un teatro "attivo" in cui i bambini parteciperanno alla rappresentazione muovendosi sul palco. La maestra che si occupa di educazione fisica poi ha aderito a un sacco di proposte comunali (gratuite, lo dico) per avviare e far conoscere ai bambini degli sport alternativi al calcio.
Cominceranno con la pallavolo, ed in previsione ci sono pallacanestro, pre-acrobatica/ginnastica artistica, hip-hop e free style (quest'ultimo con spettacolo finale).
Unico piccolo neo, il progetto chiamato rugby/ginnastica ritmica.
E perché direte voi?
Perché è previsto che i bambini vengano divisi: i maschi rugby, le femmine ginnastica ritmica.
Oibò!!
Ma come! Noi che siamo sempre così attenti a concetti come il rispetto, la parità, ecc... cadiamo in questa becera trappola?? Non è un bel concetto da veicolare, e sinceramente anche se io non sono una talebana e sono convinta che una singola leggerezza non possa scardinare anni di educazione, comunque non mi piace. Credo che quantomeno, se proprio i due corsi si devono tenere lo stesso giorno, andrebbe data la possibilità ai bambini di scegliere a quale partecipare.
Poi, per carità: le bambine scelgono ritmica e i bambini rugby, sono certa al 99.99%
Ma ho in mente, per esempio, almeno una compagna del Nin che manderebbe a stendere la danza molto volentieri per placcare un amichetto e rubargli palla.
Ad ogni buon conto, è il concetto di fondo che non mi piace, mi sembra anacronistico e mi stupisce anche. Anche se il nostro comune non ha una giunta esattamente progressista (sic), tornare agli anni '50 è un attimo e questo potrebbe anche essere visto, da persone meno tolleranti di me, come un primo passo in quella direzione.
Poi i bambini di quell'età sono già di natura "divisi", nel senso che si dividono da soli in maschi e femmine, si schifano vicendevolmente, si prendono in giro. Direi che non è il caso di rinforzare questa tendenza con una separazione di genere che c'entra come i cavoli a merenda - condiserando che per la ritmica non so dire, ma sicuro nel rugby ci sono un sacco di bambine agguerritissime.
Devo assolutamente tenere la situazione sotto controllo.
Le maestre ci hanno relazionato su un sacco di progetti carinissimi che verranno (speriamo tutti) svolti quest'anno: il teatro in lingua inglese, la gita in montagna col C.A.I., una giornata in un teatro "attivo" in cui i bambini parteciperanno alla rappresentazione muovendosi sul palco. La maestra che si occupa di educazione fisica poi ha aderito a un sacco di proposte comunali (gratuite, lo dico) per avviare e far conoscere ai bambini degli sport alternativi al calcio.
Cominceranno con la pallavolo, ed in previsione ci sono pallacanestro, pre-acrobatica/ginnastica artistica, hip-hop e free style (quest'ultimo con spettacolo finale).
Unico piccolo neo, il progetto chiamato rugby/ginnastica ritmica.
E perché direte voi?
Perché è previsto che i bambini vengano divisi: i maschi rugby, le femmine ginnastica ritmica.
Oibò!!
Ma come! Noi che siamo sempre così attenti a concetti come il rispetto, la parità, ecc... cadiamo in questa becera trappola?? Non è un bel concetto da veicolare, e sinceramente anche se io non sono una talebana e sono convinta che una singola leggerezza non possa scardinare anni di educazione, comunque non mi piace. Credo che quantomeno, se proprio i due corsi si devono tenere lo stesso giorno, andrebbe data la possibilità ai bambini di scegliere a quale partecipare.
Poi, per carità: le bambine scelgono ritmica e i bambini rugby, sono certa al 99.99%
Ma ho in mente, per esempio, almeno una compagna del Nin che manderebbe a stendere la danza molto volentieri per placcare un amichetto e rubargli palla.
Ad ogni buon conto, è il concetto di fondo che non mi piace, mi sembra anacronistico e mi stupisce anche. Anche se il nostro comune non ha una giunta esattamente progressista (sic), tornare agli anni '50 è un attimo e questo potrebbe anche essere visto, da persone meno tolleranti di me, come un primo passo in quella direzione.
Poi i bambini di quell'età sono già di natura "divisi", nel senso che si dividono da soli in maschi e femmine, si schifano vicendevolmente, si prendono in giro. Direi che non è il caso di rinforzare questa tendenza con una separazione di genere che c'entra come i cavoli a merenda - condiserando che per la ritmica non so dire, ma sicuro nel rugby ci sono un sacco di bambine agguerritissime.
Devo assolutamente tenere la situazione sotto controllo.
martedì 18 ottobre 2016
CAZZARO
Oggi volevo fare un post leggero dopo il pippone di ieri, ma ho un po' le balle in giostra.
(dichiaro apertamente di esser in SPM).
L'inconsapevolezza di mio figlio Ric mi stupisce sempre.
Inconsapevolezza di tutto: del mondo, delle persone che lo circondano, di se stesso.
A volte mi domando cosa gli passi per quella testolina brillante che tiene in naftalina col solo scopo di separar le orecchie.
Dunque. Esempi dalla vita quotidiana recente.
Lui, lo sapete, ha frequentato un dojo per 10 anni (cintura marrone di judo) e per quasi altrettanti la scuola di arti circensi, ora entrambe abbandonate a favore di MMA. Eh vabbè son scelte.
La palestra di judo, oltre che arti marziali e fitness vari, ha anche una sezione di danza, gestita dalla figlia del Maestro, una ragazza giovane ma molto brava, ballerina classica di professione. Un paio di settimane fa lei gli ha chiesto, al Ric, di passare in ufficio perché ha una proposta da fargli: le serve un qualcuno che insegni un pochino di acrobatica alle ragazze del corso di hip-hop. Dietro compenso.
Secondo voi, è andato a sentire di cosa si tratta?
Ieri sono passata in palestra per parlare col maestro di questioni relative al certificato medico di cui qualche post fa, e lui mi ha chiesto di dire a Ric che è INVITATO al corso di danze caraibiche del mercoledì alle 20:30 (specifico l'orario per dire che non impatterebbe lo studio), aggratisse, perché ha tante ragazze iscritte ma pochi maschi e non riesce a far le coppie per farli ballare. Gli offrirebbe il corso in cambio del favore di aiutarlo a risolvere il problema. Ma figurati, non ho voglia.
Senza contare che se n'è andato dalla scuola di Circo senza praticamente nemmeno salutare l'insegnante, che lo conosce da quando aveva 7 anni.
Prima considerazione: le persone non si trattano così. Dove sei cresciuto, in un porcile che non sai essere nemmeno gentile il minimo sindacale per non fare una figura di merda? Un pochino di cortesia, un filo di gratitudine magari? Troppa roba?
Seconda considerazione: le opportunità, caro mio, non ti verranno a bussare alla spalla per sempre. Se non cogli quelle che ti si presentano, ben presto non te ne si presenteranno più.
Terza considerazione: dal momento che non sai cosa fare della tua vita e che per il momento le uniche cose che conosci sono le arti marziali e l'acrobatica, non pensi che "restare un minimo nel giro" possa essere, oltre che bello, giusto, piacevole, gratificante, cortese, anche in certo qual modo utile, un domani dovessi desiderare, che so, un lavoretto di qualche ora mentre finisci gli studi?
Troppo difficile?
Pretendo troppo quando penso che dovrebbe arrivarci, a 16 anni? O quantomeno comprendere quando qualcuno glie lo spiega?
O è "solo" la "normale" apatia dell'età? Che speriamo non diventi permanente?
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martedì 6 settembre 2016
lunedì 5 settembre 2016
RIENTRO!
... ed eccoci.
Ben ritrovati a tutti.
Passate bene le ferie? Divertiti? Rilassati? ... Ingrassati?
Noi bene, dai!
Nonostante le perplessità della vigilia, non è andata male.
Come i più sanno siamo rimasti a casina causa grave caso di esami di riparazione occorso al Ric (fatti venerdì, scrutini oggi, esiti domani) ma devo dire che ci siamo divertiti.
Una coppia di amici, con figli amici del Nin, erano anche loro a casa quindi abbiamo fatto parecchia comunella. Sono due ragazzi un po' più giovani di noi, molto easy, del tipo:
Ehi Puff, ma tu hai voglia di cucinare stasera?
No, io no, tu?
Nemmeno. Aperitivo?
Andata!
La quantità di birra e spriz che mi sono calata in corpo negli ultimi 15 gg è francamente imbarazzante, infatti sono già a dieta detox da oggi... una bella mela rossa mi sta guardando accusatoria dalla scrivania... mangiami, ubriacona! mi sta dicendo.
La giornata tipo comprendeva sveglia con comodo, passeggiata col GG la mattina mentre i ragazzi facevano i compiti, pranzo, film post prandiale (o puntate di serie TV da Netflix, abbiamo iniziato Vikings... fiiiigo), cortile verso le 17 e a seguire serata-aperitivo o pizza o concerto, o simili. Oh insomma dopotutto ero in ferie no? Se fossi stata in villaggio avrei fatto pure meno di così per cui che nessuno provi a farmi sentire in colpa per l'accumulo di polvere o l'esplosività della cesta dei panni da lavare!
Ric ha gestito ultimamente le cose abbastanza bene.
Ha studiato direi con più impegno (la proporzione diretta tra l'approssimarsi della data e lo stringersi del cu...), ha avuto più cura in casa, ha persino passato l'aspirapolvere in cameretta senza farselo dire, ha tenuto relativamente in ordine. Ha accettato senza colpo ferire la mia proposta di una tabella di compiti settimanali condivisi da svolgere (per lui e per il Nin anche, la tabella ve la posto prossimamente). Ha fatto quel che gli veniva chiesto senza protestare troppo e non ha battuto ciglio quando gli ho detto che andavamo al mare lo scorso we... il primo we dopo gli esami nonchè unico prima dell'inizio della scuola... pensavo che per portarlo via avrei dovuto legarlo sul tetto dell'auto.. invece non ha fatto una piega.
Purtroppo ha ancora delle difficoltà a gestire il rapporto con suo fratello... perchè lo considera un perfetto idiota :-( Il Nin, ormai lo sapete, non è il più maturo dei bambini, e il Ric, forte del fatto che invece lui lo è stato, lo tormenta di continuo... e non riesco a passargli il concetto che urlargli in testa "pirla svegliati" non è il modo di aiutarlo a venir fuori.... Ma insomma, ci stiamo lavorando. Una cosa per volta.
Il we di mare è andato bene, c'è stato tempo bello e ce lo siamo goduto, anche se solo per due giorni. Meglio di niente. Naturalmente ho un sacchetto di conchiglie nuovo di zecca che aspetta di essere sterilizzato... e una stitica abbronzatura acchiappata a rischio ustione perché diamine, il poco tempo a disposizione andava sfruttato a più non posso.....
Questa settimana ricominceremo una vita normale... il Ric inizia la scuola l'8 e lo stesso giorno riprendono gli allenamenti di Rugby. Le elementari cominciano lunedì prossimo. Stiamo valutando, col Ric, un cambio di attività (previa promozione): vuole smettere Judo di cui si è stufato, e darsi all' MMA. Madonna che ansia. Comunque la pratica di sport a livello agonistico da crediti scolastici per la maturità quindi speriamo di trovare una palestra comoda dove facciano qualche gara. Il Nin invece sempre fedele alla tradizione, rugby e circo.
Io sono bella in carne, florida per il buon cibo, il buon bere ed il tanto dormire, e ora iniziano davvero le dolentissime note.
Che ve lo dico a fare.
Ben ritrovati a tutti.
Passate bene le ferie? Divertiti? Rilassati? ... Ingrassati?
Noi bene, dai!
Nonostante le perplessità della vigilia, non è andata male.
Come i più sanno siamo rimasti a casina causa grave caso di esami di riparazione occorso al Ric (fatti venerdì, scrutini oggi, esiti domani) ma devo dire che ci siamo divertiti.
Una coppia di amici, con figli amici del Nin, erano anche loro a casa quindi abbiamo fatto parecchia comunella. Sono due ragazzi un po' più giovani di noi, molto easy, del tipo:
Ehi Puff, ma tu hai voglia di cucinare stasera?
No, io no, tu?
Nemmeno. Aperitivo?
Andata!
La quantità di birra e spriz che mi sono calata in corpo negli ultimi 15 gg è francamente imbarazzante, infatti sono già a dieta detox da oggi... una bella mela rossa mi sta guardando accusatoria dalla scrivania... mangiami, ubriacona! mi sta dicendo.
La giornata tipo comprendeva sveglia con comodo, passeggiata col GG la mattina mentre i ragazzi facevano i compiti, pranzo, film post prandiale (o puntate di serie TV da Netflix, abbiamo iniziato Vikings... fiiiigo), cortile verso le 17 e a seguire serata-aperitivo o pizza o concerto, o simili. Oh insomma dopotutto ero in ferie no? Se fossi stata in villaggio avrei fatto pure meno di così per cui che nessuno provi a farmi sentire in colpa per l'accumulo di polvere o l'esplosività della cesta dei panni da lavare!
Ric ha gestito ultimamente le cose abbastanza bene.
Ha studiato direi con più impegno (la proporzione diretta tra l'approssimarsi della data e lo stringersi del cu...), ha avuto più cura in casa, ha persino passato l'aspirapolvere in cameretta senza farselo dire, ha tenuto relativamente in ordine. Ha accettato senza colpo ferire la mia proposta di una tabella di compiti settimanali condivisi da svolgere (per lui e per il Nin anche, la tabella ve la posto prossimamente). Ha fatto quel che gli veniva chiesto senza protestare troppo e non ha battuto ciglio quando gli ho detto che andavamo al mare lo scorso we... il primo we dopo gli esami nonchè unico prima dell'inizio della scuola... pensavo che per portarlo via avrei dovuto legarlo sul tetto dell'auto.. invece non ha fatto una piega.
Purtroppo ha ancora delle difficoltà a gestire il rapporto con suo fratello... perchè lo considera un perfetto idiota :-( Il Nin, ormai lo sapete, non è il più maturo dei bambini, e il Ric, forte del fatto che invece lui lo è stato, lo tormenta di continuo... e non riesco a passargli il concetto che urlargli in testa "pirla svegliati" non è il modo di aiutarlo a venir fuori.... Ma insomma, ci stiamo lavorando. Una cosa per volta.
Il we di mare è andato bene, c'è stato tempo bello e ce lo siamo goduto, anche se solo per due giorni. Meglio di niente. Naturalmente ho un sacchetto di conchiglie nuovo di zecca che aspetta di essere sterilizzato... e una stitica abbronzatura acchiappata a rischio ustione perché diamine, il poco tempo a disposizione andava sfruttato a più non posso.....
Questa settimana ricominceremo una vita normale... il Ric inizia la scuola l'8 e lo stesso giorno riprendono gli allenamenti di Rugby. Le elementari cominciano lunedì prossimo. Stiamo valutando, col Ric, un cambio di attività (previa promozione): vuole smettere Judo di cui si è stufato, e darsi all' MMA. Madonna che ansia. Comunque la pratica di sport a livello agonistico da crediti scolastici per la maturità quindi speriamo di trovare una palestra comoda dove facciano qualche gara. Il Nin invece sempre fedele alla tradizione, rugby e circo.
Io sono bella in carne, florida per il buon cibo, il buon bere ed il tanto dormire, e ora iniziano davvero le dolentissime note.
Che ve lo dico a fare.
martedì 9 agosto 2016
DI COLPE
Non so se sono io o se è cosa comune a tutte le madri, ma ho sempre avuto la sensazione di essere colpevolizzata per tutto.
Fin da quando i bambini sono piccoli, se non mangiano è colpa della mamma (come minimo il suo latte non è abbastanza nutriente), se non cacano è colpa della mamma che non li fa mangiare
bene, se si ammalano è colpa della mamma che non li copre abbastanza (o troppo), o che li manda all'asilo a contagiarsi perchè lavora, 'sta sciagurata invece che stare a casa a badare alla prole.
Quando poi entrano in comunità... addio. O il bambino è un angelo caduto giù dal cielo con tutte le ali, o ti saluto. Se hai la (s)fortuna di avere figlioli di carattere... e io ne ho due... sei fregata.
E' tutto un "eh, certo che tuo figlio......." e lo dicono come una roba brutta, come un insulto. "Tuo figlio", è sempre "tuo figlio" non Riccardo, non Lorenzo. E' la tua appendice, la tua creatura, quello che tu hai forgiato. Lo specchio delle tue colpe e carenze come genitore.
Il Ric, all'asilo, a un certo punto ha iniziato a menare tutti.
Considerando la grandissima cura con la quale è stato cresciuto (che il Nin se la sogna, poveretto) e il fatto che la prima sberla deve averla presa attorno ai 12 anni, direi che la violenza non l'aveva decisamente imparata a casa. Ciò nonostante era etichettato, e noi con lui. Hai voglia a spiegarglielo, alle maestre. Poi vieni a sapere che in realtà lui sta facendo quello che ritiene giusto: non mena indiscriminatamente, ma prende di mira i più grandi che danno fastidio ai più piccoli. Devo proteggere i più deboli, mamma. Certo che non si picchiano i bambini, ma delle motivazioni chissenefotte, colpa mia, la violenza l'aveva sicuramente appresa dalla tv, giacchè gli lasciavo guardare film altamente inopportuni, tipo Superman (per non parlare di giocare alla lotta col papà, tragedia, suo marito deve smettere signora! ma puoi?)
Questo, il secondo anno. Il primo invece le prendeva di santa ragione al punto che non voleva più andarci, all'asilo, ma nessuno mi ha mai detto nulla di questo, dovevo saperlo da lui direttametne, salvo qualche allusione al fatto che insomma, bisogna insegnare ai bambini a difendersi, se sono deboli di carattere evidentemente è perchè a casa...
A scuola uguale: era vivace, colpa mia che non gli insegnavo la disciplina. Era distratto, colpa mia che non gli insegnavo a concentrarsi. Era svogliato, colpa mia che non gli trasmettevo il senso del dovere. Come mai non sia mai stata "colpa" mia anche che fosse intelligente, brillante, sveglio, simpatico, spiritoso e arguto, questo non saprei dirlo. Solo un insegnante, su decine che ne ha avuti, mi ha parlato di lui in questi termini, senza soffermarsi solo sui suoi difetti ma evidenziando anche i pregi. Contando la materna, ho dovuto attendere 10 anni prima che avvenisse. Quasi svengo.
Se poi quando arrivi alle scuole di grado maggiore non studia...... allora li si che si apre il cielo. I figli vanno seguiti. Ah si? Pensa non avrei detto. Il ragazzo è indisciplinato. Cioè? Tipo insulta, picchia, rovina la proprietà scolastica, è maleducato, è arrogante.... no sa... chiacchiera un po' troppo... e poi interrompe la lezione facendo battute spiritose!!! Ah niente, li allora non c'entro io, è colpa
di suo padre, è lui lo spiritosone in famiglia. Meno male, almeno questa l'ho sfangata.
Faniente che aveva una media alta e che alla fine è uscito con 9.
Era sempre in difetto per qualcosa, e io con lui.
E sapete una cosa: su questo, a un certo punto, ho ceduto.
Ho sbagliato. Tutto, ho sbagliato. Stavolta è davvero colpa mia!
Non saprei dire esatamente quando sia successo ma direi in epoca di scuole medie. Mi sono lasciata convincere. Mi sono lasciata convincere che ci fosse qualcosa che non andava in MIO FIGLIO, la mia creatura, quello che io ho forgiato. Sono venuta meno ai miei doveri perchè non ho saputo difenderlo da chi lo considerava solo la somma dei suoi voti scolastici - cioè tutti.
E ho agito di conseguenza, HO AGITO DI CONSEGUENZA, sgridandolo, punendolo, facendo ruotare tutto attorno alla scuola. Perchè la scuola è la cosa più importante. E' vero, lo è: istruirsi è fondamentale. Ma si può essere incoraggiati a farlo, oppure incontare persone che te lo fanno odiare. E se Riccardo sprecherà il suo cervello di primissimo ordine, sarà colpa anche di queste persone, me inclusa.
E ora che la strada è tracciata, ci troviamo in questa situazione, una situazione dove lo abbiamo portato con le aspettative e le pretese che abbiamo sempre avuto su di lui, e che incrociando ora il risveglio ormonale e l'idiozia dell'età ha fatto il danno. Che forse è irreparabile.
Non gli frega niente questa è la verità. Non gli importa della scuola, non gli importa di essere promosso o bocciato. Me lo ha detto lui. Ma non lo ha fatto durante un litigio, come sfida. Lo ha detto chiaramente, candidamente, una mera presa di coscienza della situazione. Almeno è stato onesto. Quanto di questo menefreghismo è dovuto alla sua pigrizia, e quanto a tutto il resto?
Ormai non possiamo fare niente altro che provare a indicargli la via giusta.
Questo, a dire il vero, è quanto è concesso a qualunque genitore di adolescente, indipendentemente dalla strada da cui proviene. Ne parlavamo giusto l'altra sera, col papà di una amica del Ric, diciassettenne oggi. Lei, uguale a lui: poca voglia, tanto divertimento, distratta, disordinata...due materie a settembre. Un filo meno arrogantina di come si dimostra il Ric ultimamente, ma mettici anche che tra maschi e femmine un po' di differenza in questa fase c'è. Lui diceva questo: posso solo farle vedere quale è il modo giusto, poi sta a lei intraprenderlo. Noi non possiamo fare altro.
Spiegre, spiegare, spiegare sperando che qualcosa passi.
Insistere, non scoraggiarsi.
Non perdere la calma... anche se a volte è molto difficile.
E sperare in bene.
Fin da quando i bambini sono piccoli, se non mangiano è colpa della mamma (come minimo il suo latte non è abbastanza nutriente), se non cacano è colpa della mamma che non li fa mangiare
bene, se si ammalano è colpa della mamma che non li copre abbastanza (o troppo), o che li manda all'asilo a contagiarsi perchè lavora, 'sta sciagurata invece che stare a casa a badare alla prole.
Quando poi entrano in comunità... addio. O il bambino è un angelo caduto giù dal cielo con tutte le ali, o ti saluto. Se hai la (s)fortuna di avere figlioli di carattere... e io ne ho due... sei fregata.
E' tutto un "eh, certo che tuo figlio......." e lo dicono come una roba brutta, come un insulto. "Tuo figlio", è sempre "tuo figlio" non Riccardo, non Lorenzo. E' la tua appendice, la tua creatura, quello che tu hai forgiato. Lo specchio delle tue colpe e carenze come genitore.
Il Ric, all'asilo, a un certo punto ha iniziato a menare tutti.
Considerando la grandissima cura con la quale è stato cresciuto (che il Nin se la sogna, poveretto) e il fatto che la prima sberla deve averla presa attorno ai 12 anni, direi che la violenza non l'aveva decisamente imparata a casa. Ciò nonostante era etichettato, e noi con lui. Hai voglia a spiegarglielo, alle maestre. Poi vieni a sapere che in realtà lui sta facendo quello che ritiene giusto: non mena indiscriminatamente, ma prende di mira i più grandi che danno fastidio ai più piccoli. Devo proteggere i più deboli, mamma. Certo che non si picchiano i bambini, ma delle motivazioni chissenefotte, colpa mia, la violenza l'aveva sicuramente appresa dalla tv, giacchè gli lasciavo guardare film altamente inopportuni, tipo Superman (per non parlare di giocare alla lotta col papà, tragedia, suo marito deve smettere signora! ma puoi?)
Questo, il secondo anno. Il primo invece le prendeva di santa ragione al punto che non voleva più andarci, all'asilo, ma nessuno mi ha mai detto nulla di questo, dovevo saperlo da lui direttametne, salvo qualche allusione al fatto che insomma, bisogna insegnare ai bambini a difendersi, se sono deboli di carattere evidentemente è perchè a casa...
A scuola uguale: era vivace, colpa mia che non gli insegnavo la disciplina. Era distratto, colpa mia che non gli insegnavo a concentrarsi. Era svogliato, colpa mia che non gli trasmettevo il senso del dovere. Come mai non sia mai stata "colpa" mia anche che fosse intelligente, brillante, sveglio, simpatico, spiritoso e arguto, questo non saprei dirlo. Solo un insegnante, su decine che ne ha avuti, mi ha parlato di lui in questi termini, senza soffermarsi solo sui suoi difetti ma evidenziando anche i pregi. Contando la materna, ho dovuto attendere 10 anni prima che avvenisse. Quasi svengo.
Se poi quando arrivi alle scuole di grado maggiore non studia...... allora li si che si apre il cielo. I figli vanno seguiti. Ah si? Pensa non avrei detto. Il ragazzo è indisciplinato. Cioè? Tipo insulta, picchia, rovina la proprietà scolastica, è maleducato, è arrogante.... no sa... chiacchiera un po' troppo... e poi interrompe la lezione facendo battute spiritose!!! Ah niente, li allora non c'entro io, è colpa
di suo padre, è lui lo spiritosone in famiglia. Meno male, almeno questa l'ho sfangata.
Faniente che aveva una media alta e che alla fine è uscito con 9.
Era sempre in difetto per qualcosa, e io con lui.
E sapete una cosa: su questo, a un certo punto, ho ceduto.
Ho sbagliato. Tutto, ho sbagliato. Stavolta è davvero colpa mia!
Non saprei dire esatamente quando sia successo ma direi in epoca di scuole medie. Mi sono lasciata convincere. Mi sono lasciata convincere che ci fosse qualcosa che non andava in MIO FIGLIO, la mia creatura, quello che io ho forgiato. Sono venuta meno ai miei doveri perchè non ho saputo difenderlo da chi lo considerava solo la somma dei suoi voti scolastici - cioè tutti.
E ho agito di conseguenza, HO AGITO DI CONSEGUENZA, sgridandolo, punendolo, facendo ruotare tutto attorno alla scuola. Perchè la scuola è la cosa più importante. E' vero, lo è: istruirsi è fondamentale. Ma si può essere incoraggiati a farlo, oppure incontare persone che te lo fanno odiare. E se Riccardo sprecherà il suo cervello di primissimo ordine, sarà colpa anche di queste persone, me inclusa.
E ora che la strada è tracciata, ci troviamo in questa situazione, una situazione dove lo abbiamo portato con le aspettative e le pretese che abbiamo sempre avuto su di lui, e che incrociando ora il risveglio ormonale e l'idiozia dell'età ha fatto il danno. Che forse è irreparabile.
Non gli frega niente questa è la verità. Non gli importa della scuola, non gli importa di essere promosso o bocciato. Me lo ha detto lui. Ma non lo ha fatto durante un litigio, come sfida. Lo ha detto chiaramente, candidamente, una mera presa di coscienza della situazione. Almeno è stato onesto. Quanto di questo menefreghismo è dovuto alla sua pigrizia, e quanto a tutto il resto?
Ormai non possiamo fare niente altro che provare a indicargli la via giusta.
Questo, a dire il vero, è quanto è concesso a qualunque genitore di adolescente, indipendentemente dalla strada da cui proviene. Ne parlavamo giusto l'altra sera, col papà di una amica del Ric, diciassettenne oggi. Lei, uguale a lui: poca voglia, tanto divertimento, distratta, disordinata...due materie a settembre. Un filo meno arrogantina di come si dimostra il Ric ultimamente, ma mettici anche che tra maschi e femmine un po' di differenza in questa fase c'è. Lui diceva questo: posso solo farle vedere quale è il modo giusto, poi sta a lei intraprenderlo. Noi non possiamo fare altro.
Spiegre, spiegare, spiegare sperando che qualcosa passi.
Insistere, non scoraggiarsi.
Non perdere la calma... anche se a volte è molto difficile.
E sperare in bene.
mercoledì 27 luglio 2016
DI DOMANDE ED OFFERTE
Ieri pomeriggio il Ric mi ha chiesto, con buona dose di facciadibronzo peraltro, di poter uscire la sera, perchè un suo caro amico parte oggi per tutto il mese e desiderava salutarlo.
Comprensibile.
A. è uno dei suoi migliori amici, ha i genitori separati e la mamma vive in Spagna.
Ogni estate sparisce per 4-5 settimane.
In seguito al delirante discorso in chat di cui ho dato ampio conto due giorni fa, avevamo stabilito che lui proprio proprio proprio la mattina non può studiare, perchè proprio proprio proprio non ce la fa. E che se lo avessi costretto lo avrebbero bocciato per colpa mia (muahahahah) e pertanto gli avevo dato libera scelta se dormire la mattina e studiare la sera o vedere lui cosa diavolo preferiva fare. Sempre fermo restando che lo scopo ultimo di questo cambiamento è l'ottimizzazione dello studio, e non il fatto che lui potesse uscire la sera. Il permesso di uscire la sera in settimana NON ce l'ha (salvo eventuali eccezioni). Ieri mattina ha dormito e cominciato a studiare verso le 10.30, invece che alle 9.00. Quindi doveva recuperare circa 1 ora e mezza.
Arriviamo a casa verso le 17 e gli dico: dunque? vuoi uscire? Bene, puoi uscire se studi da ora fino alle 20. Mi guarda stranito. Ma come fino alle 20? E' troppo, devo recuperare solo un ora e mezza.
- Amore mio - lo richiamo suadente - hai familiarità col concetto di legge della domanda e dell'offerta?
- Si certo (ride). C'è la domanda, io creo l'offerta.
- Ehhhhmmmm no, quello li è un ottimo principio commerciale ma mi riferivo ad altro.
- (perplesso e un filo preoccupato) Cioè?
- Bene, in sostanza quando un prodotto è molto desiderato, cioè c'è molta domanda, il suo prezzo sale perchè tutti lo vogliono e sono disposti a pagare molto per averlo. Ora io ho qualcosa che tu vuoi parecchio, cioè il permesso di uscire stasera, e siccome in qusto caso sei tu la domanda, il prezzo lo faccio io. Il prezzo è che studi fino alle 20. Altrimenti ciccia.
- No, fino alle 20 è troppo.
- Benissimo non c'è problema, non paghi il prezzo, non compri il prodotto. Recuperi la tua ora e mezza e non esci....
- No vabbè ma....
- ... e sta poi a te chiamare A. e dirgli che la sua amicizia non vale un'ora in più di studio. Fai tu.
- Si, no, ma... er... argghh... maporc....
Questo è quello che intendo per "guadagnarselo".
E che cazzo.
Ora io lo so che non tutti vedranno di buon occhio questa negoziazione sui tempi di studio e il compimento del proprio dovere, che dovrebbe capire da solo quello che deve fare, che è grande e dovrebbe essere più responsabile ecc ecc ecc... però ragazzi, si lavora con la creta che si ha.
Se al momento la mia creta richiede questo, che sia. Alla fine ha studiato di più, che male non fa.
...
...
...
Però che vita difficile.
Comprensibile.
A. è uno dei suoi migliori amici, ha i genitori separati e la mamma vive in Spagna.
Ogni estate sparisce per 4-5 settimane.
In seguito al delirante discorso in chat di cui ho dato ampio conto due giorni fa, avevamo stabilito che lui proprio proprio proprio la mattina non può studiare, perchè proprio proprio proprio non ce la fa. E che se lo avessi costretto lo avrebbero bocciato per colpa mia (muahahahah) e pertanto gli avevo dato libera scelta se dormire la mattina e studiare la sera o vedere lui cosa diavolo preferiva fare. Sempre fermo restando che lo scopo ultimo di questo cambiamento è l'ottimizzazione dello studio, e non il fatto che lui potesse uscire la sera. Il permesso di uscire la sera in settimana NON ce l'ha (salvo eventuali eccezioni). Ieri mattina ha dormito e cominciato a studiare verso le 10.30, invece che alle 9.00. Quindi doveva recuperare circa 1 ora e mezza.
Arriviamo a casa verso le 17 e gli dico: dunque? vuoi uscire? Bene, puoi uscire se studi da ora fino alle 20. Mi guarda stranito. Ma come fino alle 20? E' troppo, devo recuperare solo un ora e mezza.
- Amore mio - lo richiamo suadente - hai familiarità col concetto di legge della domanda e dell'offerta?
- Si certo (ride). C'è la domanda, io creo l'offerta.
- Ehhhhmmmm no, quello li è un ottimo principio commerciale ma mi riferivo ad altro.
- (perplesso e un filo preoccupato) Cioè?
- Bene, in sostanza quando un prodotto è molto desiderato, cioè c'è molta domanda, il suo prezzo sale perchè tutti lo vogliono e sono disposti a pagare molto per averlo. Ora io ho qualcosa che tu vuoi parecchio, cioè il permesso di uscire stasera, e siccome in qusto caso sei tu la domanda, il prezzo lo faccio io. Il prezzo è che studi fino alle 20. Altrimenti ciccia.
- No, fino alle 20 è troppo.
- Benissimo non c'è problema, non paghi il prezzo, non compri il prodotto. Recuperi la tua ora e mezza e non esci....
- No vabbè ma....
- ... e sta poi a te chiamare A. e dirgli che la sua amicizia non vale un'ora in più di studio. Fai tu.
- Si, no, ma... er... argghh... maporc....
Questo è quello che intendo per "guadagnarselo".
E che cazzo.
Ora io lo so che non tutti vedranno di buon occhio questa negoziazione sui tempi di studio e il compimento del proprio dovere, che dovrebbe capire da solo quello che deve fare, che è grande e dovrebbe essere più responsabile ecc ecc ecc... però ragazzi, si lavora con la creta che si ha.
Se al momento la mia creta richiede questo, che sia. Alla fine ha studiato di più, che male non fa.
...
...
...
Però che vita difficile.
martedì 26 luglio 2016
STA FOTTUTO
Ora per l'amor del cielo, uno becca tre materie e son tutti cazzi suoi, mica no.
Ma ho dato un occhio ai calendari d'esame.
Questo quanto ho appurato:
Italiano: 2 settembre ore 8-10
Matematica: 2 settembre ore 10-11.30
Storia: 2 settembre ore 14.00
Altri orali: 2 settembre ore 15.30
La terza la vediamo col binocolo.
Ma ho dato un occhio ai calendari d'esame.
Questo quanto ho appurato:
Italiano: 2 settembre ore 8-10
Matematica: 2 settembre ore 10-11.30
Storia: 2 settembre ore 14.00
Altri orali: 2 settembre ore 15.30
La terza la vediamo col binocolo.
lunedì 18 luglio 2016
NERVI TESI
Devo ammettere che la situazione complessa col Ric un po' logora.
Anche se adesso si sta comportando abbastanza bene, tranne qualche alzata di testa perché gli stiamo addosso (posso anche capire che si inalberi a sentirsi sempre sotto controllo, ma se l'è cercata e ora se la becca tutta), credo che si respiri un'aria di generico nervosismo che non fa bene a nessuno.
Peraltro oggi è il primo giorno dell'Estate Finita del Ric. Inizia lo studio a tempo pieno per gli esami.
Significa andare da mia mamma, studiare 9-12 e 14-16 con cellulare sequestrato nelle ore di studio, non uscire nemmeno la sera tranne venerdì e sabato (come se ci fosse scuola), andare a letto presto, alzarsi alle 7 e poi ricominciare daccapo.
Il GG ed io non siamo sempre d'accordo sul modo di approcciare il problema, io spingo verso un maggior controllo, su tutte le cose dallo studio all'ordine nell'armadio lui - probabilmente memore anche della sua adolescenza turbolenta - in realtà è meno propenso a marcarlo così stretto come io vorrei. Lui non è stato marcato a vista da ragazzo (i miei suoceri non sono persone severe tranne su argomenti di stampo morale/religioso), ma si è saputo dare una regolata, nonostante sia passato per una rimandatura a settembre e qualche serata finita a botte in discoteca. Probabilmente pensa che Riccardo finirà per sistemarsi da solo, come ha fatto lui, ma io per il momento non sono molto ottimista su questo aspetto e credo che abbia bisogno di paletti molto solidi e molto restrittivi, almeno per un po'.
Ne scaturiscono purtroppo delle brutte litigate perché da una parte io voglio le cose fatte come dico io, perché sono anni che gestisco la situazione tutti i santi giorni, ma ormai non ce la faccio sempre da sola ad ottenere obbedienza; dall'altra lui (il marito intendo) si scoccia a sentirsi "dare istruzioni" da me.
Ma del resto, l'autorità paterna è fondamentale in questa fase, così penso io e anche diversi esperti, e se manca, io la sollecito. E mi spiace, ma non chiederò scusa per questo.
Però è dura.
Da una parte Il Ric, dall'altra il GG e io in mezzo, passando per il povero Nin che alla fine fa le spese di tutto questo nervosismo ed è più irritabile anche lui, passa dalla frignata perenne all'appiccicamento perenne alle mie gonne senza darmi un momento di respiro.
Che devo fare maledizione????
Anche se adesso si sta comportando abbastanza bene, tranne qualche alzata di testa perché gli stiamo addosso (posso anche capire che si inalberi a sentirsi sempre sotto controllo, ma se l'è cercata e ora se la becca tutta), credo che si respiri un'aria di generico nervosismo che non fa bene a nessuno.
Peraltro oggi è il primo giorno dell'Estate Finita del Ric. Inizia lo studio a tempo pieno per gli esami.
Significa andare da mia mamma, studiare 9-12 e 14-16 con cellulare sequestrato nelle ore di studio, non uscire nemmeno la sera tranne venerdì e sabato (come se ci fosse scuola), andare a letto presto, alzarsi alle 7 e poi ricominciare daccapo.
Il GG ed io non siamo sempre d'accordo sul modo di approcciare il problema, io spingo verso un maggior controllo, su tutte le cose dallo studio all'ordine nell'armadio lui - probabilmente memore anche della sua adolescenza turbolenta - in realtà è meno propenso a marcarlo così stretto come io vorrei. Lui non è stato marcato a vista da ragazzo (i miei suoceri non sono persone severe tranne su argomenti di stampo morale/religioso), ma si è saputo dare una regolata, nonostante sia passato per una rimandatura a settembre e qualche serata finita a botte in discoteca. Probabilmente pensa che Riccardo finirà per sistemarsi da solo, come ha fatto lui, ma io per il momento non sono molto ottimista su questo aspetto e credo che abbia bisogno di paletti molto solidi e molto restrittivi, almeno per un po'.
Ne scaturiscono purtroppo delle brutte litigate perché da una parte io voglio le cose fatte come dico io, perché sono anni che gestisco la situazione tutti i santi giorni, ma ormai non ce la faccio sempre da sola ad ottenere obbedienza; dall'altra lui (il marito intendo) si scoccia a sentirsi "dare istruzioni" da me.
Ma del resto, l'autorità paterna è fondamentale in questa fase, così penso io e anche diversi esperti, e se manca, io la sollecito. E mi spiace, ma non chiederò scusa per questo.
Però è dura.
Da una parte Il Ric, dall'altra il GG e io in mezzo, passando per il povero Nin che alla fine fa le spese di tutto questo nervosismo ed è più irritabile anche lui, passa dalla frignata perenne all'appiccicamento perenne alle mie gonne senza darmi un momento di respiro.
Che devo fare maledizione????
venerdì 17 giugno 2016
DI ESPERIENZE NUOVE.
Ahimè la scuola del Ric è andata peggio del previsto
Non 2 ma ben 3 esami a settembre. Pagelle uscite ieri.
Primo pensiero: sei fottuto.
Secondo pensiero: cazzi tuoi.
Brutto da dire ma è così.
L'estate non è finita, ma di sicuro si è molto ridimensionata anche perchè penso che parte dell'azione educativa che mi spetta nei prossimi mesi sia quella di rovinargliela un bel po'.
IERI.
- Allora Ric è andata proprio male
- Si mamma
- Devi provvedere a fare tutti i compiti "ordinari" entro il 15/7 in modo da avere poi un mese e mezzo libero per preparare gli esami
- Si mamma
- Significa che subito dopo l'oratorio sali e studi/leggi almeno 2 ore
- Si mamma. Mamma, ma devo proprio leggerli tutti i libri della prof di Italiano?
- Ric, hai preso Italiano a settembre proprio perchè non fai i compiti, vuoi iniziare la terza (forse) senza i compiti fatti?
- No mamma. Però insomma... che mi sono fatto interrogare a fare se poi mi ha rimandato lo stesso..
- Ti ha punito, ha messo in media i 2 che ti ha dato x non aver fatto i compiti. Non è mica colpa della prof!
- No no, certo che no.
- Poi per Italiano vediamo, magari in qualcosa riesco a darti una mano io.
- Si mamma.
STAMATTINA
- Ragazzi in piedi è ora di colazione!! Ric ti aspetto a casa dopo l'oratorio
- Lo sai che c'è il breefing.
- Beh quanto dura?
- Dipende perchè non sempre comincia subito
- Bene, massimo alle 18 ti aspetto a casa, finito o non finito sali a fare i compiti fino almeno alle 20 (e senza cellulare ndP)
- Si mamma.
Tutta questa remissività finirà con l'uccidermi.
Se sia presa di coscienza o rassegnazione o strategia non saprei dire, ma per ora va bene così.
Comunque, ecco qui, inizia l'avventura delle vacanze-con-esami.
Domenica partiremo per 6 giorni di mare, gli unici che Ric farà quest'anno, poi continueremo la trafila oratorio/compiti fino a metà luglio, poi studio intensivo fino a fine agosto.
Con questo post quindi vi saluto cari amici, ci risentiamo verso il 27 giugno.
Baci a tutti fate i bravi.
Non 2 ma ben 3 esami a settembre. Pagelle uscite ieri.
Primo pensiero: sei fottuto.
Secondo pensiero: cazzi tuoi.
Brutto da dire ma è così.
L'estate non è finita, ma di sicuro si è molto ridimensionata anche perchè penso che parte dell'azione educativa che mi spetta nei prossimi mesi sia quella di rovinargliela un bel po'.
IERI.
- Allora Ric è andata proprio male
- Si mamma
- Devi provvedere a fare tutti i compiti "ordinari" entro il 15/7 in modo da avere poi un mese e mezzo libero per preparare gli esami
- Si mamma
- Significa che subito dopo l'oratorio sali e studi/leggi almeno 2 ore
- Si mamma. Mamma, ma devo proprio leggerli tutti i libri della prof di Italiano?
- Ric, hai preso Italiano a settembre proprio perchè non fai i compiti, vuoi iniziare la terza (forse) senza i compiti fatti?
- No mamma. Però insomma... che mi sono fatto interrogare a fare se poi mi ha rimandato lo stesso..
- Ti ha punito, ha messo in media i 2 che ti ha dato x non aver fatto i compiti. Non è mica colpa della prof!
- No no, certo che no.
- Poi per Italiano vediamo, magari in qualcosa riesco a darti una mano io.
- Si mamma.
STAMATTINA
- Ragazzi in piedi è ora di colazione!! Ric ti aspetto a casa dopo l'oratorio
- Lo sai che c'è il breefing.
- Beh quanto dura?
- Dipende perchè non sempre comincia subito
- Bene, massimo alle 18 ti aspetto a casa, finito o non finito sali a fare i compiti fino almeno alle 20 (e senza cellulare ndP)
- Si mamma.
Tutta questa remissività finirà con l'uccidermi.
Se sia presa di coscienza o rassegnazione o strategia non saprei dire, ma per ora va bene così.
Comunque, ecco qui, inizia l'avventura delle vacanze-con-esami.
Domenica partiremo per 6 giorni di mare, gli unici che Ric farà quest'anno, poi continueremo la trafila oratorio/compiti fino a metà luglio, poi studio intensivo fino a fine agosto.
Con questo post quindi vi saluto cari amici, ci risentiamo verso il 27 giugno.
Baci a tutti fate i bravi.
mercoledì 18 maggio 2016
INTERCLASSE ALLO SBARAGLIO
Stamattina siamo nel pieno delirio.
Domani la 3A e la 3B dovrebbero andare in gita all' l'Archeopark di Boario Terme, gita compatibile con il loro programma di storia di quest'anno.
Tutti quanti sono super eccitati e sono tipo tre settimane che fanno la staecca. E oggi che giorno è, e quanto manca, e quando andiamo, e via di questo passo.
Però... c'è un però.
Le previsioni meteo della zona per domani sono davvero brutte, proprio una vera schifezza, temporali e acqua a catinelle. E così è cominciato il can can dell'annullamento della gita.
E chiediamo di annullare
e la rimandiamo
e non è mica possibile
e ma piove
e ma si bagnano
e ma sono all'aperto
e ma
e ma
e ma.....
Ora devo dire, le mie mamme sono piuttosto brave. Hanno detto beh, se si può rimandare bene, altrimenti gli daremo l'ombrello e pace.
Le mamme dell'altra terza invece................ indiavolate.
Assolutamente i bambini non possono partire con la pioggia, ma che siamo matti? La pioggia come è noto uccide i bambini al primo contatto, i pochi che miracolosamente sono sopravvissuti hanno sviluppato deformazioni impossibili anche solo da guardare, si sa di uno cui è cresciuta una seconda testa e di una coppia di gemelli che improvvisamente sono diventati siamesi e ora girano uniti per la schiena.
L'altra rappresentante sta cercando in tutti i modi di contattare la preside per convincerla a spostare la gita, Archeopark sarbbe disponibile a rimandarla a settembre (il che vorrebbe dire quest'anno niente gita), ma non si sa nulla dei soldi già pagati per il noleggio del pullman (oltre 500 euro a classe mica bruscoli) che secondo me andrebbero persi.
Le mamme dell'altra classe, molte di loro almeno, dicono che se la gita non si sposta, loro i figli comunque li tengono a casa se piove. Sono quasi tutte di questa opinione (delle mie per ora nessuna la pensa così...). Quindi resta da vedere se la preside si convincerà a spostare, e se non lo farà, cosa succederà domani mattina quando i bambini saranno la metà del previsto.
Io mi chiedo chi sia matto, qui, se io o loro.
Prechè ragazzi, siamo seri... stiamo parlando di pioggia.
Mai sentito nominare oggetti misteriosi denominati stivaletti? K-way? Ombrello? Dai, almeno l'ombrello non potete non conoscerlo!!! Quale è il punto, di che avete paura, santo cielo???
Da che mondo è mondo le gite si sono sempre fatte col tempo che capitava, mica lo puoi sapere in anticipo!
Quei poveri sfortunelli della classe elementare del Ric, ai suoi bei tempi, faceva le gite in montagna col CAI, in 5 anni non hanno mai dico mai evitato la pioggia. Sono sempre tornati stanchi, felici e divertiti. Nessuno è mai morto, lo so per certo perchè li vedo tutti ancora in giro per il paese.
Questo secondo me, magari esagero, è un buon modo per tirar su una generazione di principi e principesse smidollati ansiosi ed incapaci di gestire il minimo disagio o contrattempo. E' un modo per riversare su di loro frustrazioni che non gli appartengono, deludendoli inutilmente per motivi che non possono capire. Perchè a un bambino di 9 anni , se gli dici "piove" lui risponde "prendo l'ombrello". E problema risolto. Come dovrebbe essere.
E nell'ipotesi in cui la gita non venga rimandata, e la nostra terza si presenti all'appello puntuale, non vorrei mai essere nei panni di quei 13 o 14 dell'altra classe che venerdì mattina scopriranno che i loro compagni sono andati in gita, e loro sono stati a casa. Ma propio non vorrei.
**** AGGIORNAMENTO DELLE 12:26 ****
Allora la gita si fa. E' ufficiale.
Ora il problema che tiene banco è: "ma gli stivaletti glie li mettiamo subito la mattina o glie li diamo nello zaino?"
Taci Puffola, taci.
Domani la 3A e la 3B dovrebbero andare in gita all' l'Archeopark di Boario Terme, gita compatibile con il loro programma di storia di quest'anno.
Tutti quanti sono super eccitati e sono tipo tre settimane che fanno la staecca. E oggi che giorno è, e quanto manca, e quando andiamo, e via di questo passo.
Però... c'è un però.
Le previsioni meteo della zona per domani sono davvero brutte, proprio una vera schifezza, temporali e acqua a catinelle. E così è cominciato il can can dell'annullamento della gita.
E chiediamo di annullare
e la rimandiamo
e non è mica possibile
e ma piove
e ma si bagnano
e ma sono all'aperto
e ma
e ma
e ma.....
Ora devo dire, le mie mamme sono piuttosto brave. Hanno detto beh, se si può rimandare bene, altrimenti gli daremo l'ombrello e pace.
Le mamme dell'altra terza invece................ indiavolate.
Assolutamente i bambini non possono partire con la pioggia, ma che siamo matti? La pioggia come è noto uccide i bambini al primo contatto, i pochi che miracolosamente sono sopravvissuti hanno sviluppato deformazioni impossibili anche solo da guardare, si sa di uno cui è cresciuta una seconda testa e di una coppia di gemelli che improvvisamente sono diventati siamesi e ora girano uniti per la schiena.
L'altra rappresentante sta cercando in tutti i modi di contattare la preside per convincerla a spostare la gita, Archeopark sarbbe disponibile a rimandarla a settembre (il che vorrebbe dire quest'anno niente gita), ma non si sa nulla dei soldi già pagati per il noleggio del pullman (oltre 500 euro a classe mica bruscoli) che secondo me andrebbero persi.
Le mamme dell'altra classe, molte di loro almeno, dicono che se la gita non si sposta, loro i figli comunque li tengono a casa se piove. Sono quasi tutte di questa opinione (delle mie per ora nessuna la pensa così...). Quindi resta da vedere se la preside si convincerà a spostare, e se non lo farà, cosa succederà domani mattina quando i bambini saranno la metà del previsto.
Io mi chiedo chi sia matto, qui, se io o loro.
Prechè ragazzi, siamo seri... stiamo parlando di pioggia.
Mai sentito nominare oggetti misteriosi denominati stivaletti? K-way? Ombrello? Dai, almeno l'ombrello non potete non conoscerlo!!! Quale è il punto, di che avete paura, santo cielo???
Da che mondo è mondo le gite si sono sempre fatte col tempo che capitava, mica lo puoi sapere in anticipo!
Quei poveri sfortunelli della classe elementare del Ric, ai suoi bei tempi, faceva le gite in montagna col CAI, in 5 anni non hanno mai dico mai evitato la pioggia. Sono sempre tornati stanchi, felici e divertiti. Nessuno è mai morto, lo so per certo perchè li vedo tutti ancora in giro per il paese.
Questo secondo me, magari esagero, è un buon modo per tirar su una generazione di principi e principesse smidollati ansiosi ed incapaci di gestire il minimo disagio o contrattempo. E' un modo per riversare su di loro frustrazioni che non gli appartengono, deludendoli inutilmente per motivi che non possono capire. Perchè a un bambino di 9 anni , se gli dici "piove" lui risponde "prendo l'ombrello". E problema risolto. Come dovrebbe essere.
E nell'ipotesi in cui la gita non venga rimandata, e la nostra terza si presenti all'appello puntuale, non vorrei mai essere nei panni di quei 13 o 14 dell'altra classe che venerdì mattina scopriranno che i loro compagni sono andati in gita, e loro sono stati a casa. Ma propio non vorrei.
**** AGGIORNAMENTO DELLE 12:26 ****
Allora la gita si fa. E' ufficiale.
Ora il problema che tiene banco è: "ma gli stivaletti glie li mettiamo subito la mattina o glie li diamo nello zaino?"
Taci Puffola, taci.
venerdì 29 aprile 2016
#LESEGHEMENTALIDELLAPUFF
A seguito delle precedenti esternazioni.... la riflessione giunge spontanea.
Questo post non fa più parte del tema del mese delle StorMoms, ma del personale programmino di seghe mentali della Puffola.
Un giorno mi inventerò un logo e un # e lo farò diventare virale :-D
Stay tuned.
Orbene, eravamo arrivati ad "arrangiati".
Arrangiati mi piace, arrangiati è bello, arrangiati è nostro amico.
Arrangiati vuol dire "ehi! non sono mica sempre qui a pulirti il culo (francesismo caro al Leopardi) ad un bel momento bisogna che tu impari a pulirtelo da te"
Questo può avere vari significati alle diverse età e se vogliamo con un bambino è più facile, perchè le richieste a cui puoi rispondere arrangiati sono di natura squisitamente pratica: dal mangiare da solo (1-2 anni) al "maaaaaaamma non trovo i calzini" (dai 3 ai 99 anni). Se mio figlio ha un cassetto pieno di calzini e non li trova, non mi sento per niente in colpa nel rispondergli "sono lì, se non li trovi ARRANGIATI vai a piedi nudi"
Vi pare?
Altro discorso è quando le richieste - e intendo le richieste educative, i bisogni educativi - si fanno meno pratici e più emotivi. Questo ovviamente con l'avanzare dell'età (quando i calzini non li trovano lo stesso ma almeno hanno il buon gusto di non strillartelo da una stanza all'altra).
Partiamo dall'esempio: Il Ric.
Il Ric sta facendo il coglione con la scuola, e questo oramai lo sanno anche i muri.
E' in grossi guai, un giorno sembra volerne uscire il giorno dopo sembra sbattersene altamente i sacrosanti. Ha studiato forte (espressione cara a Christian Gray) per un'interrogazione negli scorsi giorni e ha avuto un buon risultato, ma domani ha un compito in classe e pare che improvvisamente abbia "smesso di capire" che se non studia prende 4 e rovina anche il buon risultato di ieri.
Ora per come sono fatta io, il mio primo istinto sarebbe il famoso "arrangiati"
No, il primo è ammazzarlo, arrangiati è il secondo.
Arrangiati che vuol dire: ti ho spiegato, ti ho parlato, abbiamo discusso, ti ho incoraggiato, ti ho punito e non è servito, ti sei messo ugualmente nei casini, mo' ti gestisci e se ti costa l'estate o l'anno affari tuoi.
Benissimo, no?
Corerente.
Ma.
Ma come la mettiamo col fatto che gli adolescenti vanno guidati?
Col fatto che hanno bisogno di un riferimento, di paletti saldi e di qualcuno che gli dia una direzione?
Guidati come, guidati dove?
Guidati esattamente cosa vuol dire?
Arrangiati e guidati non vanno mica daccordo.
Quand'è che smetto di guidare e inizio ad arrangiarlo?
Se io lo chiudo in casa, gli levo il cellulare e lo guardo a vista mentre studia, lo sto guidando o sto levando io le sue castagne dal fuoco obbligandolo per forza di cose a fare quello che in autonomia non farebbe? E se anche fosse il secondo caso, avendo lui solo 15 anni, non sarebbe comunque in certo qual modo giusto farlo?
E se al contrario gli dico che mi sono rotta di corrergli dietro, lo sto educando ad assumersi la responsabilità delle sue azioni o lo sto abbandonando a se stesso nel momento in cui ha più bisogno di me?
Dove sta il confine?
Idee?
Questo post non fa più parte del tema del mese delle StorMoms, ma del personale programmino di seghe mentali della Puffola.
Un giorno mi inventerò un logo e un # e lo farò diventare virale :-D
Stay tuned.
Orbene, eravamo arrivati ad "arrangiati".
Arrangiati mi piace, arrangiati è bello, arrangiati è nostro amico.
Arrangiati vuol dire "ehi! non sono mica sempre qui a pulirti il culo (francesismo caro al Leopardi) ad un bel momento bisogna che tu impari a pulirtelo da te"
Questo può avere vari significati alle diverse età e se vogliamo con un bambino è più facile, perchè le richieste a cui puoi rispondere arrangiati sono di natura squisitamente pratica: dal mangiare da solo (1-2 anni) al "maaaaaaamma non trovo i calzini" (dai 3 ai 99 anni). Se mio figlio ha un cassetto pieno di calzini e non li trova, non mi sento per niente in colpa nel rispondergli "sono lì, se non li trovi ARRANGIATI vai a piedi nudi"
Vi pare?
Altro discorso è quando le richieste - e intendo le richieste educative, i bisogni educativi - si fanno meno pratici e più emotivi. Questo ovviamente con l'avanzare dell'età (quando i calzini non li trovano lo stesso ma almeno hanno il buon gusto di non strillartelo da una stanza all'altra).
Partiamo dall'esempio: Il Ric.
Il Ric sta facendo il coglione con la scuola, e questo oramai lo sanno anche i muri.
E' in grossi guai, un giorno sembra volerne uscire il giorno dopo sembra sbattersene altamente i sacrosanti. Ha studiato forte (espressione cara a Christian Gray) per un'interrogazione negli scorsi giorni e ha avuto un buon risultato, ma domani ha un compito in classe e pare che improvvisamente abbia "smesso di capire" che se non studia prende 4 e rovina anche il buon risultato di ieri.
Ora per come sono fatta io, il mio primo istinto sarebbe il famoso "arrangiati"
No, il primo è ammazzarlo, arrangiati è il secondo.
Arrangiati che vuol dire: ti ho spiegato, ti ho parlato, abbiamo discusso, ti ho incoraggiato, ti ho punito e non è servito, ti sei messo ugualmente nei casini, mo' ti gestisci e se ti costa l'estate o l'anno affari tuoi.
Benissimo, no?
Corerente.
Ma.
Ma come la mettiamo col fatto che gli adolescenti vanno guidati?
Col fatto che hanno bisogno di un riferimento, di paletti saldi e di qualcuno che gli dia una direzione?
Guidati come, guidati dove?
Guidati esattamente cosa vuol dire?
Arrangiati e guidati non vanno mica daccordo.
Quand'è che smetto di guidare e inizio ad arrangiarlo?
Se io lo chiudo in casa, gli levo il cellulare e lo guardo a vista mentre studia, lo sto guidando o sto levando io le sue castagne dal fuoco obbligandolo per forza di cose a fare quello che in autonomia non farebbe? E se anche fosse il secondo caso, avendo lui solo 15 anni, non sarebbe comunque in certo qual modo giusto farlo?
E se al contrario gli dico che mi sono rotta di corrergli dietro, lo sto educando ad assumersi la responsabilità delle sue azioni o lo sto abbandonando a se stesso nel momento in cui ha più bisogno di me?
Dove sta il confine?
Idee?
giovedì 14 aprile 2016
SCUOLA, MA DOPO BASTA!
...e spero che questo sia l'ultimo post in assoluto su tale argomento.
Sto parlando della scuola del Ric
Stavolta sono davvero decisa e bella carica. Io in generale non sono una persona puntiva, non mi piace esercitare l'autorità col pugno di ferro. Preferisco il premio alla punizione che, voglio dire, anche da un punto divista pedagogico pare sia la via giusta.
Solo che col Ric sembra non funzionare niente.
Questa mia strategia si è risolta nell'arrabbiarmi molto, minacciare tanto, discutere, comprendere, accettare rassicurazioni e promesse che poi puntualmente non si traducono in realtà.
E che, niente niente mi stai pigliando p'o' culo?
Il Ric è ragazzo sveglio, inutile negarlo.
Secondo me la sua strategia è stata: ci provo finchè ci riesco, poi si vedrà. Sa di essere in torto, ma apporofitta delle pieghe della mia comprensione.
Settimana scorsa si è fatto beccare - come forse già dicevo - coi compiti di italiano non fatti, e siccome non era la prima volta, ha rimediato un bel 2 sul registro. Solito discorso, solito cazziatone, solite rassicurazioni. Ieri, sul registro elettronico c'era una nota del prof di matematica, che dice di nuovo che non ha fatto i compiti.
Mi è partita una carogna che non vi posso spiegare.
Ero furibonda, ero pronta a prender su la borsa, uscire dall'ufficio e andare al liceo a tirargli via la pelle dalle ossa. Ho sentito il GG prima di tornare a casa, lui è sempre molto empatico col primogenito essendo stato lui stesso uno studente poco attento (cosa che peraltro non ha comprpomesso il suo successo generale nella vita, bisogna ammetterlo). Ma non mi sono fatta piegare nemmeno da lui.
Riccardo ci sta menando per il naso, bisogna accettare la cosa e agire di conseguenza.
Morale.
Sono arrivata a casa e gli ho fatto un bel discorsetto. Gli ho detto che vista la situazione vedevo solo due vie: la prima, che giro la levetta on/off del mio cervello e inizio a fregarmene. E' grande, sono cazzi suoi come vuole buttar via il tempo. Quindi tutto resterebbe nelle sue mani nel bene e nel male, e che si arrangiasse.
La seconda: che continuiamo - suo padre ed io - a rivestire il nostro ruolo di genitori intervenendo ogniqualvolta ci pare necessario.
Gli ho lasciato la scelta: quale delle due soluzoni preferisci? Ha scelto la seconda, perchè se ce ne freghiamo, dice, comunque non è bello.
Concordo.
Quindi, ho proseguito, dal momento che hai scelto di avere ancora due genitori, sappi che tuo padre ed io abbiamo discusso e abbiamo deciso che ti occorre una lezione. Perciò ecco quello che succederà da questo minuto in avanti:
1) il festival delle arti circensi previsto 24-26 aprile a Sarzana salta, non ci vai. Hai sempre saputo che la tua partecipazione era legata ai risultati scolastici e vista la situazione mi pare opportuno sia darti un castigo, sia liberare questi tre giorni per lo studio.
2) quando arrivo a casa alle 16.00 ogni giorno il tuo cellulare sarà sequestrato. lo potrai riavere dopo che avrò verificato che hai finito i compiti e che sei preparato sulle lezioni del giorno. E non protestare perchè ti ricordo che il tuo abbonamento lo gestisco io e se dici una parola di troppo mi basta una telefonata per disdirlo.
3) ne discende chiaramente che controllerò ed interverrò sui tuoi compiti ogni giorno di qui alla fine della scuola (questa cosa lui la considera molto umiliante, peggio per lui)
4) dal momento che il tuo impegno nel tuo dovere è gravemente carente, trovo corretto che anche le altre parti della tua vita siano parimenti carenti. A cominicare dal tuo armadio, che verrà svuotato dalla gran parte dei vestiti, lasciandoti con il minimo indispensabile per campare. Sperando che tu capisca cosa significa avere a che fare con persone che non fanno quanto potrebbero.
5) visto che ti credi un uomo ma ti comporti da bambino, riceverai il trattamento di un bambino e non di un uomo. In particolare questo significa che dovrai nuovamente cominciare a chiedere il permesso ogni volta che devi uscire di casa, anche di pomeriggio, e che tale permesso potrà esserti concesso come negato a seconda di come ti sei comportato.
In realtà ha accettato la cosa piuttosto compostamente. C'è da dire che lo ha sempre fatto fin da piccolo: quando fa la cazzata, se viene beccato accetta la punizione di buon grado. Anche ieri, sollecitato, ha detto che trova giusti questi provvedimenti.
Per parte mia io mi sento di merda.
Anche considerando che non è solo lui in castigo, ma anche noi.
A Sarzana saremmo dovuti andare tutti, per un we di mare e svago mentre il Ric faceva i suoi saltelli, ed era prevista sulla strada la fermata ad un parco di dinosauri cui il Nin, incolpevole, dovrà rinunciare.
Inoltre tutto questo significa tenerlo sotto stretta sorveglianza, passare molto tempo dentro casa con lui per controllare che stia alla scrivania invece che ballonzolare in giro con le cuffie, per esempio.
Significa anche una dose in aumento di stress e scontri, perchè se ieri a botta calda si è dimostrato piuttosto ragionevole, sono pronta a scommettere che la cosa non durerà per sempre.
Non sono per niente contenta di essere dovuta arrivare a questo, se condiserate che non gli ho mai controllato compiti e lezioni nemmeno alle elementari.
Quindi ogni giorno mi connetterò al registro elettronico, verificherò i compiti, e gli organizzerò il pomeriggio di studio, per poi verificarne i risultati prima - o dopo a seconda - di cena.
Un mese e mezzo di questa solfa, ce la posso fare.
Sto parlando della scuola del Ric
Stavolta sono davvero decisa e bella carica. Io in generale non sono una persona puntiva, non mi piace esercitare l'autorità col pugno di ferro. Preferisco il premio alla punizione che, voglio dire, anche da un punto divista pedagogico pare sia la via giusta.
Solo che col Ric sembra non funzionare niente.
Questa mia strategia si è risolta nell'arrabbiarmi molto, minacciare tanto, discutere, comprendere, accettare rassicurazioni e promesse che poi puntualmente non si traducono in realtà.
E che, niente niente mi stai pigliando p'o' culo?
Il Ric è ragazzo sveglio, inutile negarlo.
Secondo me la sua strategia è stata: ci provo finchè ci riesco, poi si vedrà. Sa di essere in torto, ma apporofitta delle pieghe della mia comprensione.
Settimana scorsa si è fatto beccare - come forse già dicevo - coi compiti di italiano non fatti, e siccome non era la prima volta, ha rimediato un bel 2 sul registro. Solito discorso, solito cazziatone, solite rassicurazioni. Ieri, sul registro elettronico c'era una nota del prof di matematica, che dice di nuovo che non ha fatto i compiti.
Mi è partita una carogna che non vi posso spiegare.
Ero furibonda, ero pronta a prender su la borsa, uscire dall'ufficio e andare al liceo a tirargli via la pelle dalle ossa. Ho sentito il GG prima di tornare a casa, lui è sempre molto empatico col primogenito essendo stato lui stesso uno studente poco attento (cosa che peraltro non ha comprpomesso il suo successo generale nella vita, bisogna ammetterlo). Ma non mi sono fatta piegare nemmeno da lui.
Riccardo ci sta menando per il naso, bisogna accettare la cosa e agire di conseguenza.
Morale.
Sono arrivata a casa e gli ho fatto un bel discorsetto. Gli ho detto che vista la situazione vedevo solo due vie: la prima, che giro la levetta on/off del mio cervello e inizio a fregarmene. E' grande, sono cazzi suoi come vuole buttar via il tempo. Quindi tutto resterebbe nelle sue mani nel bene e nel male, e che si arrangiasse.
La seconda: che continuiamo - suo padre ed io - a rivestire il nostro ruolo di genitori intervenendo ogniqualvolta ci pare necessario.
Gli ho lasciato la scelta: quale delle due soluzoni preferisci? Ha scelto la seconda, perchè se ce ne freghiamo, dice, comunque non è bello.
Concordo.
Quindi, ho proseguito, dal momento che hai scelto di avere ancora due genitori, sappi che tuo padre ed io abbiamo discusso e abbiamo deciso che ti occorre una lezione. Perciò ecco quello che succederà da questo minuto in avanti:
1) il festival delle arti circensi previsto 24-26 aprile a Sarzana salta, non ci vai. Hai sempre saputo che la tua partecipazione era legata ai risultati scolastici e vista la situazione mi pare opportuno sia darti un castigo, sia liberare questi tre giorni per lo studio.
2) quando arrivo a casa alle 16.00 ogni giorno il tuo cellulare sarà sequestrato. lo potrai riavere dopo che avrò verificato che hai finito i compiti e che sei preparato sulle lezioni del giorno. E non protestare perchè ti ricordo che il tuo abbonamento lo gestisco io e se dici una parola di troppo mi basta una telefonata per disdirlo.
3) ne discende chiaramente che controllerò ed interverrò sui tuoi compiti ogni giorno di qui alla fine della scuola (questa cosa lui la considera molto umiliante, peggio per lui)
4) dal momento che il tuo impegno nel tuo dovere è gravemente carente, trovo corretto che anche le altre parti della tua vita siano parimenti carenti. A cominicare dal tuo armadio, che verrà svuotato dalla gran parte dei vestiti, lasciandoti con il minimo indispensabile per campare. Sperando che tu capisca cosa significa avere a che fare con persone che non fanno quanto potrebbero.
5) visto che ti credi un uomo ma ti comporti da bambino, riceverai il trattamento di un bambino e non di un uomo. In particolare questo significa che dovrai nuovamente cominciare a chiedere il permesso ogni volta che devi uscire di casa, anche di pomeriggio, e che tale permesso potrà esserti concesso come negato a seconda di come ti sei comportato.
In realtà ha accettato la cosa piuttosto compostamente. C'è da dire che lo ha sempre fatto fin da piccolo: quando fa la cazzata, se viene beccato accetta la punizione di buon grado. Anche ieri, sollecitato, ha detto che trova giusti questi provvedimenti.
Per parte mia io mi sento di merda.
Anche considerando che non è solo lui in castigo, ma anche noi.
A Sarzana saremmo dovuti andare tutti, per un we di mare e svago mentre il Ric faceva i suoi saltelli, ed era prevista sulla strada la fermata ad un parco di dinosauri cui il Nin, incolpevole, dovrà rinunciare.
Inoltre tutto questo significa tenerlo sotto stretta sorveglianza, passare molto tempo dentro casa con lui per controllare che stia alla scrivania invece che ballonzolare in giro con le cuffie, per esempio.
Significa anche una dose in aumento di stress e scontri, perchè se ieri a botta calda si è dimostrato piuttosto ragionevole, sono pronta a scommettere che la cosa non durerà per sempre.
Non sono per niente contenta di essere dovuta arrivare a questo, se condiserate che non gli ho mai controllato compiti e lezioni nemmeno alle elementari.
Quindi ogni giorno mi connetterò al registro elettronico, verificherò i compiti, e gli organizzerò il pomeriggio di studio, per poi verificarne i risultati prima - o dopo a seconda - di cena.
Un mese e mezzo di questa solfa, ce la posso fare.
lunedì 11 aprile 2016
PASSATO REMOTO
Io scrissi
Tu scrissi
Egli scr... scriva.. scro... vabbè.
Noi scrimmo
Voi scriste
Essi scrivebbero.
- Amore, forse andrebbe ripassato ancora un po' questo passato remoto...
- Perchè mamma, non hai sentito come lo so bene?
Sono sopravvissuta alle tabelline, ma i verbi mi uccideranno.
Qualcuno mi salvi.
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