Squilli di trombe
Rulli di tamburi.
Udite, udite!
Stasera il PG, che presto sarà meglio conosciuto come DJ Lobo, farà la sua prima serata "lavorativa".
Capita che il comitato genitori di una scuola media vicino a casa abbia organizzato per i ragazzi che hanno fatto gli esami di terza una bella festa celebrativa.
Affittato locale superchick (http://www.ilmaglio.eu/), con ingresso esclusivamente ai partecipenti alla festa (genitori al cancello grazie, ma ci saranno degli chaperon!), assicurato servizio di un DJ per la serata.
E chi è questo DJ?
Nessun altro se non il maestro del PG (aehm... vi avevo detto che fa un corso da DJ che si paga coi suoi soldi e che è diventato taccagno come Scrooge per questo??).
Così il giovane DJ Simon gli ha proposto di fare la serata insieme.
Non vi posso spiegare la felicità del PG!
Bello biondo e abbronzato, in un locale pieno di ragazze della sua età, in una posizione di privilegio come quella dietro la console............ BUM! Quando me l'ha detto non stava nella pelle (cosa assai rara per il PG).
Mamma... sai cosa mi ha detto... mi ha detto: Dai Ric, la nostra prima serata insieme..... mamma... non puoi capire... quando mi ha detto così volevo baciarlo...
Ovviamente si è trattenuto... sapete, c'ha un'immagine da mantenere....... però mi piace vederlo così entusiasta. Lui che è uno che esterna poco!
giovedì 27 giugno 2013
mercoledì 26 giugno 2013
ANCORA E ANCORA E ANCORA. E DOPO BASTA PERO'!
Allora.
Il punto non è la gelosia.
Mio marito ha avuto una sbandata per questa persona tempo fa, e siccome non sono una deficiente totale, sono disposta ad ammettere che qualche ragione l'aveva.
Su questo, credetemi sulla parola.
Ha detto di non aver dato seguito alla cosa, e io sono propensa a credergli.
A questo punto, comunque, è storia vecchia e là resta.
Quello che non riesco a gestire oggi è che siano rimasti amici.
E che nonostante sappia che mi fa del male costantemente, non rinunci a questa amicizia, che anzi difende.
Questo è un problema SUO, a mio modo di vedere.
E' lui che deve risolverlo, nell'unico e solo modo possibile.
Però diventa MIO nel momento in cui sono IO che devo mettere in discussione me stessa per vedere in qualche modo di accettare questa cosa secondo me inaccettabile, mentre lui si sente completamente nel giusto perchè non fa niente di male, e non prova nemmeno a cominciare a capire perchè la sua posizione - sempre a mio modo di vedere - è biasimevole oltre ogni limite, oltre che umiliante e degradante nei miei confronti, per non parlare della mia dignità accartocciata.
Perchè dire "ti amo" e contemporaneamente perseverare in piena coscienza e consapevolezza in un comportamento che fa soffrire la persona che si dice di amare, secondo me è una contraddizione in termini.
Costa fatica fare il bene dell'altro?
Ebbene, quella fatica, per una volta, va fatta.
Va preso il proprio ego, e va messo in secondo piano. Per una volta.
Questa sarebbe una dimostrazione d'amore pari a nessun'altra.
E' questo che gli rimprovero - mica solo qui sul blog, anche a lui personalmente - di non fare.
Ieri sera parlavamo - in via generale - di compromessi, dei compromessi che necessariamente vanno fatti quado si vive in coppia. Gli ho chiesto quali sono i compromessi ha fatto lui per stare con me. Mi ha risposto che non gli vengono in mente, e se non gli vengono in mente significa che non ne ha avuto bisogno, o che sono irrilevanti.
Bene, quindi questa è la prima cosa che gli chiedo veramente solo per me.
La prima in 20 e passa anni.
E lui non fa la fatica di spettinarsi un minmo.
E se solo pensa di accontentarmi - a volte me l'ha detto, "va bene lo faccio" - ragazzi mi tremano le gambe a vedere che faccia ha mentre lo dice. Come se gli tagliassero via un braccio. Come se la fatica fosse insormontabile.
Come se fossi l'arpia che lo snatura, contro la sua volontà.
Ecco.
Più chiaro di così non so dirlo.
Spero di essermi spiegata.
Concorderete, spero, che non è un problema di corna.
Quanto al resto, non mi sento una persona debole, anzi, mi sento molto molto forte.
Se accetto (temporaneamente) alcune cose che non mi stanno bene, è solo perchè continuo a lavorarci in vista di un bene superiore. For the greater good, come direbbe il prof. Albus Dumbledore
Non certo perchè sono un povero pulcino sparuto che pur di tenersi suo marito farebbe qualunque cosa. Proprio no.
Ed è per questo che non vorrei mai umiliarmi ulteriormente andando da S a dirle "ehi giù le mani da mio marito". Questo darebbe a tutti, me per prima, la sensazione di non essere in grado gestire la mia vita "dal di dentro". Come se fosse colpa sua, di lei. Come se il mio matrimonio fosse nelle sue mani. Invece non lo è. E' nelle mie, capite?
E la colpa... beh la colpa è stata mia e del GG.
Solo nostra.
Io ho fatto la mia parte, e penso di averla fatta bene.
Se così non fosse, il GG non ha che da chiedere.
Il GG ha fatto la sua parte. Al 100%... almeno fino a quando la sciagurata scoperta del famoso sms non ha messo la cosa sottoun altra luce.
Ora come giustamente dice lui, si tratta del 1% contro il 99%
E' vero, concordo completamente.
Ma purtroppo è un 1% che per me, pesa parecchio.
Che lasciasse da parte la razionalità, una volta ogni tanto e facesse quello che è giusto, pur se illogico.
Il punto non è la gelosia.
Mio marito ha avuto una sbandata per questa persona tempo fa, e siccome non sono una deficiente totale, sono disposta ad ammettere che qualche ragione l'aveva.
Su questo, credetemi sulla parola.
Ha detto di non aver dato seguito alla cosa, e io sono propensa a credergli.
A questo punto, comunque, è storia vecchia e là resta.
Quello che non riesco a gestire oggi è che siano rimasti amici.
E che nonostante sappia che mi fa del male costantemente, non rinunci a questa amicizia, che anzi difende.
Questo è un problema SUO, a mio modo di vedere.
E' lui che deve risolverlo, nell'unico e solo modo possibile.
Però diventa MIO nel momento in cui sono IO che devo mettere in discussione me stessa per vedere in qualche modo di accettare questa cosa secondo me inaccettabile, mentre lui si sente completamente nel giusto perchè non fa niente di male, e non prova nemmeno a cominciare a capire perchè la sua posizione - sempre a mio modo di vedere - è biasimevole oltre ogni limite, oltre che umiliante e degradante nei miei confronti, per non parlare della mia dignità accartocciata.
Perchè dire "ti amo" e contemporaneamente perseverare in piena coscienza e consapevolezza in un comportamento che fa soffrire la persona che si dice di amare, secondo me è una contraddizione in termini.
Costa fatica fare il bene dell'altro?
Ebbene, quella fatica, per una volta, va fatta.
Va preso il proprio ego, e va messo in secondo piano. Per una volta.
Questa sarebbe una dimostrazione d'amore pari a nessun'altra.
E' questo che gli rimprovero - mica solo qui sul blog, anche a lui personalmente - di non fare.
Ieri sera parlavamo - in via generale - di compromessi, dei compromessi che necessariamente vanno fatti quado si vive in coppia. Gli ho chiesto quali sono i compromessi ha fatto lui per stare con me. Mi ha risposto che non gli vengono in mente, e se non gli vengono in mente significa che non ne ha avuto bisogno, o che sono irrilevanti.
Bene, quindi questa è la prima cosa che gli chiedo veramente solo per me.
La prima in 20 e passa anni.
E lui non fa la fatica di spettinarsi un minmo.
E se solo pensa di accontentarmi - a volte me l'ha detto, "va bene lo faccio" - ragazzi mi tremano le gambe a vedere che faccia ha mentre lo dice. Come se gli tagliassero via un braccio. Come se la fatica fosse insormontabile.
Come se fossi l'arpia che lo snatura, contro la sua volontà.
Ecco.
Più chiaro di così non so dirlo.
Spero di essermi spiegata.
Concorderete, spero, che non è un problema di corna.
Quanto al resto, non mi sento una persona debole, anzi, mi sento molto molto forte.
Se accetto (temporaneamente) alcune cose che non mi stanno bene, è solo perchè continuo a lavorarci in vista di un bene superiore. For the greater good, come direbbe il prof. Albus Dumbledore
Non certo perchè sono un povero pulcino sparuto che pur di tenersi suo marito farebbe qualunque cosa. Proprio no.
Ed è per questo che non vorrei mai umiliarmi ulteriormente andando da S a dirle "ehi giù le mani da mio marito". Questo darebbe a tutti, me per prima, la sensazione di non essere in grado gestire la mia vita "dal di dentro". Come se fosse colpa sua, di lei. Come se il mio matrimonio fosse nelle sue mani. Invece non lo è. E' nelle mie, capite?
E la colpa... beh la colpa è stata mia e del GG.
Solo nostra.
Io ho fatto la mia parte, e penso di averla fatta bene.
Se così non fosse, il GG non ha che da chiedere.
Il GG ha fatto la sua parte. Al 100%... almeno fino a quando la sciagurata scoperta del famoso sms non ha messo la cosa sottoun altra luce.
Ora come giustamente dice lui, si tratta del 1% contro il 99%
E' vero, concordo completamente.
Ma purtroppo è un 1% che per me, pesa parecchio.
Che lasciasse da parte la razionalità, una volta ogni tanto e facesse quello che è giusto, pur se illogico.
venerdì 21 giugno 2013
TOM PONZI DE NOARTRI
Un po' di tempo fa, ho parlato con qualcuno, un uomo - lo specifico - della questione della collega del GG (l'amicizia continua, sapevatelo).
Pensavo francamente, trattandosi di un uomo, di prender mazzate.
Che voglio dire, mi sarebbero state pure bene, come sapete ogni punto di vista è ben accetto e non si sa mai da dove può arrivare un valido spunto di riflessione.
Invece questo "ragazzo" ha dato ragione in tutto e per tutto a me.
Però le mazzate sono arrivate lo stesso.
In pratica il consiglio è stato più o meno questo: se decidi di accettarlo, lo accetti e non rompi più i maroni. Se invece la cosa ti fa incazzare, la tua incazzatura deve avere un fine, uno sbocco. Deve portare a qualcosa. E fin qui, diciamo, posso pure essere daccordo.
Dal lato pratico, la cosa è che io dovrei incazzarmi e massacrare il GG su questa cosa, fino al raggiungimento del mio scopo (cioè la fine dei rapporti tra loro di qualunque natura), dopodichè, siccome ovviamente è un argomento su cui è molto facile mentire, dovrei metterlo sotto controllo per verificare che se lui dice che l'amicizia è finita, l'amicizia sia davvero finita (oppure: che se lui dice che vanno a pranzo, vadano davvero a pranzo e non in un motel).
E come dovrei fare, di grazia? ho chiesto.
La risposta è stata che i metodi ci sono.
Lo metti a budget e vaffanculo, spendi tanti soldi in cazzate......
Avete capito?
Mi ha suggerito di mettergli un detective alle calcagna e farlo pedinare.
Sono rimasta basita.
Ma basita tanto, parecchio.
No, dico.
Mike Hammer alle prese con una infedeltà coniugale?
Magnum PI baffi, calzoncini e macchina fotografica al collo?
Ma..... ma!
Pensavo francamente, trattandosi di un uomo, di prender mazzate.
Che voglio dire, mi sarebbero state pure bene, come sapete ogni punto di vista è ben accetto e non si sa mai da dove può arrivare un valido spunto di riflessione.
Invece questo "ragazzo" ha dato ragione in tutto e per tutto a me.
Però le mazzate sono arrivate lo stesso.
In pratica il consiglio è stato più o meno questo: se decidi di accettarlo, lo accetti e non rompi più i maroni. Se invece la cosa ti fa incazzare, la tua incazzatura deve avere un fine, uno sbocco. Deve portare a qualcosa. E fin qui, diciamo, posso pure essere daccordo.
Dal lato pratico, la cosa è che io dovrei incazzarmi e massacrare il GG su questa cosa, fino al raggiungimento del mio scopo (cioè la fine dei rapporti tra loro di qualunque natura), dopodichè, siccome ovviamente è un argomento su cui è molto facile mentire, dovrei metterlo sotto controllo per verificare che se lui dice che l'amicizia è finita, l'amicizia sia davvero finita (oppure: che se lui dice che vanno a pranzo, vadano davvero a pranzo e non in un motel).
E come dovrei fare, di grazia? ho chiesto.
La risposta è stata che i metodi ci sono.
Lo metti a budget e vaffanculo, spendi tanti soldi in cazzate......
Avete capito?
Mi ha suggerito di mettergli un detective alle calcagna e farlo pedinare.
Sono rimasta basita.
Ma basita tanto, parecchio.
No, dico.
Mike Hammer alle prese con una infedeltà coniugale?
Magnum PI baffi, calzoncini e macchina fotografica al collo?
Ma..... ma!
giovedì 20 giugno 2013
QUESITO FILOSOFICO.
Non so perchè mi viene in mente questo esempio.
Ma poniamo...
Chessò, prendiamo il dottor Veronesi, eminente oncologo e salvatore di vite umane.
Quante persone avrà salvato nella sua carriera? Mille, duemila? Di più?
Ora, facciamo finta che ogni tanto gli pigli un raptus... e se ne vada nottetempo macellando della gente.
Mica tanta.
Dei raptus piccini.
Mettiamo uno ogni cento cancri debellati.
Soltanto l'1%.
Che fareste?
Lo "perdonereste" di quei pochi omicidi in virtù delle assai più numerose vite che salva?
E che direste? Che è una persona ha rispetto per la vita in virtù di quello che fa di giorno, indipendentemente da quello che fa di notte?
O lo sbattereste in galera come un qualunque maniaco, per quello che fa di notte indipendentemente da quello che fa di giorno???
Cosa vale di più, il 99% buono
o quell'1% cattivo?
Tutto il buono può (o deve) far dimenticare il cattivo?
O il poco cattivo inquina il buono?
(ok, fanno 38 gradi, che pretendete?)
PS: Caro Professor Veronesi.... abbia pazienza, non c'entra lei. E' solo che è il primo eminente benefattore che mi sia venuto in mente.
Ma poniamo...
Chessò, prendiamo il dottor Veronesi, eminente oncologo e salvatore di vite umane.
Quante persone avrà salvato nella sua carriera? Mille, duemila? Di più?
Ora, facciamo finta che ogni tanto gli pigli un raptus... e se ne vada nottetempo macellando della gente.
Mica tanta.
Dei raptus piccini.
Mettiamo uno ogni cento cancri debellati.
Soltanto l'1%.
Che fareste?
Lo "perdonereste" di quei pochi omicidi in virtù delle assai più numerose vite che salva?
E che direste? Che è una persona ha rispetto per la vita in virtù di quello che fa di giorno, indipendentemente da quello che fa di notte?
O lo sbattereste in galera come un qualunque maniaco, per quello che fa di notte indipendentemente da quello che fa di giorno???
Cosa vale di più, il 99% buono
o quell'1% cattivo?
Tutto il buono può (o deve) far dimenticare il cattivo?
O il poco cattivo inquina il buono?
(ok, fanno 38 gradi, che pretendete?)
PS: Caro Professor Veronesi.... abbia pazienza, non c'entra lei. E' solo che è il primo eminente benefattore che mi sia venuto in mente.
giovedì 13 giugno 2013
CONTRO LA VIVISEZIONE.....
Il discorso è che quanto ti metti a vivisezionare qualcosa, qualche magagna la trovi per forza.
E' come quando vai dal medico per un check up. Stai bene, ma vuoi non avere un minimo di colon irritabile? O quando ti ferma un vigile, se vuol darti la multa stai sicuro che se anche sei appena uscito dalla concessionaria con la macchina nuova, un motivo x multarti salta fuori comunque.
Cerca cerca, scava scava...
Inoltre, analizzare le cose troppo da vicino fa perdere la poesia.
Quando guardi un quadro alla giusta distanza vedi l'armonia delle forme, l'uso sapiente dei colori, l'atmosfera che crea. Se ti avvicini troppo, vedi solo pennellate senza senso e senza apparente ordine. Riduci il quadro alla mera somma delle tecniche usate per dipingerlo, e perdi la bellezza dell'opera d'arte.
Così vale per tutto.
Gli scienziati che studiano la biochimica del cervello e vogliono spiegarci l'amore in questo modo, mi danno sui coglioni non posso dirvi quanto. Ficcano una persona in una macchina per la TAC e guardano quali lucine si accendono. E pensano di aver capito tutto.
Poveretti, non è colpa loro.
Guardano troppo da vicino.
Analizzare le cose troppo da vicino fa perdere la poesia.
Così vale per tutto.
Morale: devo smettere di vivisezionare la mia vita.
E' come quando vai dal medico per un check up. Stai bene, ma vuoi non avere un minimo di colon irritabile? O quando ti ferma un vigile, se vuol darti la multa stai sicuro che se anche sei appena uscito dalla concessionaria con la macchina nuova, un motivo x multarti salta fuori comunque.
Cerca cerca, scava scava...
Inoltre, analizzare le cose troppo da vicino fa perdere la poesia.
Quando guardi un quadro alla giusta distanza vedi l'armonia delle forme, l'uso sapiente dei colori, l'atmosfera che crea. Se ti avvicini troppo, vedi solo pennellate senza senso e senza apparente ordine. Riduci il quadro alla mera somma delle tecniche usate per dipingerlo, e perdi la bellezza dell'opera d'arte.
Così vale per tutto.
Gli scienziati che studiano la biochimica del cervello e vogliono spiegarci l'amore in questo modo, mi danno sui coglioni non posso dirvi quanto. Ficcano una persona in una macchina per la TAC e guardano quali lucine si accendono. E pensano di aver capito tutto.
Poveretti, non è colpa loro.
Guardano troppo da vicino.
Analizzare le cose troppo da vicino fa perdere la poesia.
Così vale per tutto.
Morale: devo smettere di vivisezionare la mia vita.
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PUAH! |
venerdì 7 giugno 2013
QUESTE SON DOMANDE. ALTRO CHE COME NASCONO I BAMBINI.
Non so, probabilmente è una tappa obbligata.
Anche al PG successe, forse era un annetto più piccolo, e anche allora mi aveva spiazzata totalmente.
Stavolta pure peggio.
Insomma, qualche sera fa il Nin, senza apparente motivo, senza mostrare alcun segno precedente, senza che si fosse nemmeno lontanamente sfiorato l'argomento in nessun modo, ha cominciato a dire che non vuole morire. Ma mica per scherzo. Sul serio. Aveva la voce rotta e le lacrime agli occhi, e dichiarava con assoluta convinzione che avrebbe smesso di compiere gli anni, in modo da non invecchiare e non morire. E ieri ha girato la cosa su di me, dicendo che non vuole che IO muoia, perchè lui "mi vuole più bene" e che anche io devo smetterla con questa cosa di compiere gli anni.
Ora.
Cosa si dice a un bambino di nemmeno 6 anni alle prese con l'angoscia della morte???
Se mi avesse chiesto "cosa succede dopo che si muore" come fece il PG a suo tempo, forse me la sarei cavata meglio. Ma la paura, l'angoscia pura che leggevo nei suoi occhi mi hanno un attimo annichilita.
Io non vorrei mentirgli, ma risposte della famiglia di "tutti si muore, è la natura" non mi sembravano assolutamente adeguate.
Del resto anche dirgli "non ti preoccupare, tu non morirai mai" mi pareva poco onesto, per non parlare di "non ti preoccupare la mamma non morirà mai"... che magari vado sotto un tir domani mattina e lo lascio con la sensazione di averlo preso per il culo.
Così ho cercato di dire e non dire, smorzare i toni dicendogli che non ha di che preoccuparsi, che è un bimbo, che non sta certo diventando vecchio e quindi non c'è ragione di pensarci ora.
Dopodichè l'ho solo abbracciato e consolato finchè la tristezza è passata, sentendomi assolutamente inadeguata.
A-I-U-T-O!
A voi è capitato???
Anche al PG successe, forse era un annetto più piccolo, e anche allora mi aveva spiazzata totalmente.
Stavolta pure peggio.
Insomma, qualche sera fa il Nin, senza apparente motivo, senza mostrare alcun segno precedente, senza che si fosse nemmeno lontanamente sfiorato l'argomento in nessun modo, ha cominciato a dire che non vuole morire. Ma mica per scherzo. Sul serio. Aveva la voce rotta e le lacrime agli occhi, e dichiarava con assoluta convinzione che avrebbe smesso di compiere gli anni, in modo da non invecchiare e non morire. E ieri ha girato la cosa su di me, dicendo che non vuole che IO muoia, perchè lui "mi vuole più bene" e che anche io devo smetterla con questa cosa di compiere gli anni.
Ora.
Cosa si dice a un bambino di nemmeno 6 anni alle prese con l'angoscia della morte???
Se mi avesse chiesto "cosa succede dopo che si muore" come fece il PG a suo tempo, forse me la sarei cavata meglio. Ma la paura, l'angoscia pura che leggevo nei suoi occhi mi hanno un attimo annichilita.
Io non vorrei mentirgli, ma risposte della famiglia di "tutti si muore, è la natura" non mi sembravano assolutamente adeguate.
Del resto anche dirgli "non ti preoccupare, tu non morirai mai" mi pareva poco onesto, per non parlare di "non ti preoccupare la mamma non morirà mai"... che magari vado sotto un tir domani mattina e lo lascio con la sensazione di averlo preso per il culo.
Così ho cercato di dire e non dire, smorzare i toni dicendogli che non ha di che preoccuparsi, che è un bimbo, che non sta certo diventando vecchio e quindi non c'è ragione di pensarci ora.
Dopodichè l'ho solo abbracciato e consolato finchè la tristezza è passata, sentendomi assolutamente inadeguata.
A-I-U-T-O!
A voi è capitato???
giovedì 30 maggio 2013
mercoledì 29 maggio 2013
RISPOSTE
Rispondo qui ai commenti dell'ultimo post per motivi... logistici....
@Skynny e altre: Sull'ora di religione ci ho pensato attentamente. Li ho entrambi esclusi alla materna, e non sono pentita di averlo fatto, perchè in un'età così precoce non volevo "non poter avere il controllo" sulle informazioni che ricevevano. Avevo l'impressione che potessero essere troppo "indottrinati". La verità è che dipende da chi trovi come insegnante. Quando ho iscritto il PG alla prima elementeare, intendevo escludere l'ora di religione, ma poi conoscendo la maestra ho cambiato idea. E' una persona fantastica, e il programma che svolgeva e svolge non è "il catechismo" ma una specie comparazione tra la vita ai tempi di Gesù bambino e la vita dei bambini di oggi, molto interessante. Lo stesso farò il prossimo anno per il Nin (che a settembre va in prima elementare, sapevatelo...). Alle medie invece, il prof di religione del PG è il Don della parrocchia e quello che fanno è catechismo puro e semplice. Questo non lo trovo giusto. Ma ormai il PG è grande e mi preoccupa meno che possa assimilare acriticamente tutto quel che sente.
@ Pera: si questa sarebbe anche la mia idea, cioè che nell'ora di religione si studiassero "le religioni", ovvero la loro storia. Ma niente da fare. Non c'è mezzo.
@Miss Marple: ciao carissima, che piacere mi fa sentirti da queste parti :-) Il tuo commento è davvero bellissimo. E mi fa davvero piacere che tu abbia vissuto il battesimo dei tuoi figli in un modo tanto profondo e anche ... poetico, direi. Ma sfortunatamente, la fede - o meglio la fede così come ci viene presentata - è un dono che non ho ancora ricevuto. Perciò non riesco a vedere le cose da quel punto di vista. Cioè, sono sicura che tu e le persone davvero credenti come te, battezzino i propri bambini come infinito atto d'amore. Ma rimango dell'opinione che non sia il battesimo dei figli, ma dei genitori. Sono i genitori che promettono di crescere i figli secondo determnati insegnamenti, e non i bambini che promettono di vivere cristianamente - il che non sarebbe possibile. Ma tu quella promessa l'hai già fatta, il giorno del tuo matrimonio. Quindi perchè dire che un bambino battezzato è "cristiano" quando non sa nemmeno cosa significhi esserlo? Ecco, lo trovo svilente nei confronti del rito stesso del Battesimo, per il quale - ripeto - ho moltissimo rispetto.
@Grimilde, il nostro percorso e il nostro pensiero sono molto simili. E non aggiungo altro. Zot! :-)
@Tiziana: infatti queste sono domande che mi sono posta anche io, e alla cui risposta non sono francamente ancora del tutto pervenuta....... cioè io impongo i miei criteri educativi ai miei figli, come tutti i genitori, perciò che differenza dovrebbe esserci con la parte religiosa? Bè la mi idea è che quello che insegno educando - il rispetto, la condivisione, la gentilezza, la sincerità ecc... - sono valori universali, unanimemente riconosciuti come positivi. Anche la Fede è un valore unanimemente riconosciuto... solo che non puoi imporre secondo me "quale" fede avere. Per questo cerco di essere sempre piuttosto "asettica" rispondendo alle domande in argomento, non dicendo "le cose sono così e cosà" ma piuttosto presentando diversi punti di vista, alcuni pensano così e altri cosà.
@Eu: ecco, questo è quello che ho cercato di non fare. Non mi piaceva l'idea di farlo solo perchè lo fanno tutti. Mi sono posta il problema quando i compagni del PG hanno iniziato il catechismo perchè temevo che lui non facendolo si sentisse (o lo facessero sentire) escluso. Ma così non è stato, e nemmeno le feste e i regali per la Comunione che tutti i suoi compagni hanno fatto e ricevuto e lui no lo hanno impensierito. Se le cose saranno diverse per il Nin, ci penserò. Probabilmente se mi accorgessi che soffre la separazione dal gruppo, deciderei di battezzarlo e di fargli fare catechismo e Comunione. Ma non sarebbe una scelta di fede.
Grazie a tutti per i vostri punti di vista, che sono come al solito una inestimabile ricchezza.
@Skynny e altre: Sull'ora di religione ci ho pensato attentamente. Li ho entrambi esclusi alla materna, e non sono pentita di averlo fatto, perchè in un'età così precoce non volevo "non poter avere il controllo" sulle informazioni che ricevevano. Avevo l'impressione che potessero essere troppo "indottrinati". La verità è che dipende da chi trovi come insegnante. Quando ho iscritto il PG alla prima elementeare, intendevo escludere l'ora di religione, ma poi conoscendo la maestra ho cambiato idea. E' una persona fantastica, e il programma che svolgeva e svolge non è "il catechismo" ma una specie comparazione tra la vita ai tempi di Gesù bambino e la vita dei bambini di oggi, molto interessante. Lo stesso farò il prossimo anno per il Nin (che a settembre va in prima elementare, sapevatelo...). Alle medie invece, il prof di religione del PG è il Don della parrocchia e quello che fanno è catechismo puro e semplice. Questo non lo trovo giusto. Ma ormai il PG è grande e mi preoccupa meno che possa assimilare acriticamente tutto quel che sente.
@ Pera: si questa sarebbe anche la mia idea, cioè che nell'ora di religione si studiassero "le religioni", ovvero la loro storia. Ma niente da fare. Non c'è mezzo.
@Miss Marple: ciao carissima, che piacere mi fa sentirti da queste parti :-) Il tuo commento è davvero bellissimo. E mi fa davvero piacere che tu abbia vissuto il battesimo dei tuoi figli in un modo tanto profondo e anche ... poetico, direi. Ma sfortunatamente, la fede - o meglio la fede così come ci viene presentata - è un dono che non ho ancora ricevuto. Perciò non riesco a vedere le cose da quel punto di vista. Cioè, sono sicura che tu e le persone davvero credenti come te, battezzino i propri bambini come infinito atto d'amore. Ma rimango dell'opinione che non sia il battesimo dei figli, ma dei genitori. Sono i genitori che promettono di crescere i figli secondo determnati insegnamenti, e non i bambini che promettono di vivere cristianamente - il che non sarebbe possibile. Ma tu quella promessa l'hai già fatta, il giorno del tuo matrimonio. Quindi perchè dire che un bambino battezzato è "cristiano" quando non sa nemmeno cosa significhi esserlo? Ecco, lo trovo svilente nei confronti del rito stesso del Battesimo, per il quale - ripeto - ho moltissimo rispetto.
@Grimilde, il nostro percorso e il nostro pensiero sono molto simili. E non aggiungo altro. Zot! :-)
@Tiziana: infatti queste sono domande che mi sono posta anche io, e alla cui risposta non sono francamente ancora del tutto pervenuta....... cioè io impongo i miei criteri educativi ai miei figli, come tutti i genitori, perciò che differenza dovrebbe esserci con la parte religiosa? Bè la mi idea è che quello che insegno educando - il rispetto, la condivisione, la gentilezza, la sincerità ecc... - sono valori universali, unanimemente riconosciuti come positivi. Anche la Fede è un valore unanimemente riconosciuto... solo che non puoi imporre secondo me "quale" fede avere. Per questo cerco di essere sempre piuttosto "asettica" rispondendo alle domande in argomento, non dicendo "le cose sono così e cosà" ma piuttosto presentando diversi punti di vista, alcuni pensano così e altri cosà.
@Eu: ecco, questo è quello che ho cercato di non fare. Non mi piaceva l'idea di farlo solo perchè lo fanno tutti. Mi sono posta il problema quando i compagni del PG hanno iniziato il catechismo perchè temevo che lui non facendolo si sentisse (o lo facessero sentire) escluso. Ma così non è stato, e nemmeno le feste e i regali per la Comunione che tutti i suoi compagni hanno fatto e ricevuto e lui no lo hanno impensierito. Se le cose saranno diverse per il Nin, ci penserò. Probabilmente se mi accorgessi che soffre la separazione dal gruppo, deciderei di battezzarlo e di fargli fare catechismo e Comunione. Ma non sarebbe una scelta di fede.
Grazie a tutti per i vostri punti di vista, che sono come al solito una inestimabile ricchezza.
lunedì 27 maggio 2013
POST A RISCHIO DI OFFENDERE LA SENSIBILITA' RELIGIOSA DI QUALCUNO....
Come ho già probabilmente avuto modo di dire, noi non siamo Cattolici.
Non nel senso che non siamo religiosi tout court.
O meglio... mio marito è completamente ateo.
Io invece ho una mia idea della divinità che non corrisponde però con quello che la Chiesa Cattolica insegna e diffonde.
Per questo motivo abbiamo deciso di non battezzare i figli.
Prima divagazione:
Spiego: secondo me il battesimo imposto a un neonato è quasi una bestemmia.
Io credo molto nel rito del battesimo, in generale, e lo considero quel momento in cui una persona si mette con consapevolezza davanti al suo Dio e gli dice Si, OK. Ho deciso di seguire la tua via.
In quest'ottica trovo il battesimo cristiano quasi blasfemo: come si può praticare un rito del genere sul capo di un neonato che non sa e non potrebbe mai sapere nulla di quello che accade intorno a lui? Ed infatti quello non è il battesimo del bambino, ma dei genitori e padrini i quali giurano al posto del battezzando. A me, scusate, pare poco onesto, come un volersi accaparrare i fedeli finchè son piccoli che poi da grandi, ormai che sono li, non è che se ne vanno....
Ad ogni modo...
Il fatto di non battezzarli non significa che non ci sia spazio per la discussione o la spiegazione della
parte - diciamo - spirituale e metafisica dell'esistenza. Per come la vedo io, uno per scegliere deve conoscere il più possibile, altrimenti che scelta è?? Io poi sono una persona "spirituale" diciamo, nel senso che il non credere a certe cose (passi la resurrezione, ma come si fa a partorire da vergini? e soprattutto, perchè mai dovrebbe essere così fondamentale??) non significa che io non abbia un mio concetto di divinità anche piuttosto radicato.
Seconda divagazione:
Che anche li... non è che il GG ed io siamo proprio daccordissimo su questa cosa.
Secondo lui, tutto quello che è metafisico e non scientificamente provabile dovrebbe essere completamente escluso dalla vita e dall'educazione dei bambni (per lui anche Babbo Natale è metafisica, per dire...). Infatti il suo approccio ed il mio alle inevitabili domande è molto diverso.
Io cerco sempre di dire cose come alcuni pensano questo, altri pensano quest'altro. E davanti alle domande più difficili (tipo su quel che accade dopo la morte) quando non posso cavarmela come in passato citando il Piccolo Principe, dico semplicemente che non lo so, che non lo sa nessuno, e che ognuno di noi crede quello che gli sembra più giusto.
Il GG invece è più drastico: sostiene proprio che Dio non esiste e che la religione è solo un insieme di assurde favolette create per controllare la mente delle persone (ecco magari non esattamente in questi termini, ma avete capito).
Il risultato è un Nin appassionato di Harry Potter (l'apoteosi della metafisica, ndr), fate, folletti, draghi a cui al momento ancora non interessa niente di questa discussione, e un PG instradato verso l'ateismo - e che in parte riprende gli atteggiamenti paterni come è ovvio, cercando di scovare domande insidiose da porre al Don nell'ora di religione - ... ma con qualche timido rigurgito di paganesimo :-)
Perchè ho scritto tutto ciò?? Per raccontarvi una breve conversazione avuta coi miei figli ieri durante una passeggiata nel parco....
Il punto del post:
Puff: ehiii Nin guarda: una lepre!
Nin: ahhh si, l'ho vista. (ci ripensa) ah no, non l'ho vista. Però ci credo!
Puff: ci credi topolo?
Nin: io credo sempre a tutto, anche se non vedo.
PG (guarda suo padre visibilmente abbattuto) Apposto stiamo. Diventerà Cattolico.
E voi come vi regolate?
Trasmettete le vostre convinzioni o lasciate maggior spazio decisionale ai figli?
Non nel senso che non siamo religiosi tout court.
O meglio... mio marito è completamente ateo.
Io invece ho una mia idea della divinità che non corrisponde però con quello che la Chiesa Cattolica insegna e diffonde.
Per questo motivo abbiamo deciso di non battezzare i figli.
Prima divagazione:
Spiego: secondo me il battesimo imposto a un neonato è quasi una bestemmia.
Io credo molto nel rito del battesimo, in generale, e lo considero quel momento in cui una persona si mette con consapevolezza davanti al suo Dio e gli dice Si, OK. Ho deciso di seguire la tua via.
In quest'ottica trovo il battesimo cristiano quasi blasfemo: come si può praticare un rito del genere sul capo di un neonato che non sa e non potrebbe mai sapere nulla di quello che accade intorno a lui? Ed infatti quello non è il battesimo del bambino, ma dei genitori e padrini i quali giurano al posto del battezzando. A me, scusate, pare poco onesto, come un volersi accaparrare i fedeli finchè son piccoli che poi da grandi, ormai che sono li, non è che se ne vanno....
Ad ogni modo...
Il fatto di non battezzarli non significa che non ci sia spazio per la discussione o la spiegazione della
parte - diciamo - spirituale e metafisica dell'esistenza. Per come la vedo io, uno per scegliere deve conoscere il più possibile, altrimenti che scelta è?? Io poi sono una persona "spirituale" diciamo, nel senso che il non credere a certe cose (passi la resurrezione, ma come si fa a partorire da vergini? e soprattutto, perchè mai dovrebbe essere così fondamentale??) non significa che io non abbia un mio concetto di divinità anche piuttosto radicato.
Seconda divagazione:
Che anche li... non è che il GG ed io siamo proprio daccordissimo su questa cosa.
Secondo lui, tutto quello che è metafisico e non scientificamente provabile dovrebbe essere completamente escluso dalla vita e dall'educazione dei bambni (per lui anche Babbo Natale è metafisica, per dire...). Infatti il suo approccio ed il mio alle inevitabili domande è molto diverso.
Io cerco sempre di dire cose come alcuni pensano questo, altri pensano quest'altro. E davanti alle domande più difficili (tipo su quel che accade dopo la morte) quando non posso cavarmela come in passato citando il Piccolo Principe, dico semplicemente che non lo so, che non lo sa nessuno, e che ognuno di noi crede quello che gli sembra più giusto.
Il GG invece è più drastico: sostiene proprio che Dio non esiste e che la religione è solo un insieme di assurde favolette create per controllare la mente delle persone (ecco magari non esattamente in questi termini, ma avete capito).
Il risultato è un Nin appassionato di Harry Potter (l'apoteosi della metafisica, ndr), fate, folletti, draghi a cui al momento ancora non interessa niente di questa discussione, e un PG instradato verso l'ateismo - e che in parte riprende gli atteggiamenti paterni come è ovvio, cercando di scovare domande insidiose da porre al Don nell'ora di religione - ... ma con qualche timido rigurgito di paganesimo :-)
Perchè ho scritto tutto ciò?? Per raccontarvi una breve conversazione avuta coi miei figli ieri durante una passeggiata nel parco....
Il punto del post:
Puff: ehiii Nin guarda: una lepre!
Nin: ahhh si, l'ho vista. (ci ripensa) ah no, non l'ho vista. Però ci credo!
Puff: ci credi topolo?
Nin: io credo sempre a tutto, anche se non vedo.
PG (guarda suo padre visibilmente abbattuto) Apposto stiamo. Diventerà Cattolico.
E voi come vi regolate?
Trasmettete le vostre convinzioni o lasciate maggior spazio decisionale ai figli?
giovedì 23 maggio 2013
BILANCIO FINALE (FINALE?? SEEEE!)
Comunque, crescere è un'attività che non è mai finita.
Questo teoricamente lo sappiamo tutti, è ovvio... ma sperimentarlo sulla propria pelle è un'altra faccenda.
Tipo quando ti trovi faccia a faccia con situazioni che ti costringono a cambiare rotta, a modificare il concetto stesso che hai avuto fino a quel momento di una cosetta che si chiama Vita.
Non che sia negativo.
Ultimamente anzi ho rivalutato parecchio quel vecchio adagio che parla dei mali e del nuocere.
Se dovessi fare un bilancio degli ultimi mesi - o anche anni - direi che sono una donna molto diversa da quella che ero. Sono scesa molto verso il nocciolo, verso il nucleo di me stessa e ho capito tante cose, di me e non solo di me.
Per carità, la Puffola è sempre la Puffola.
Sempre la stessa persona allegra ma impicciona, solare ma un po' umorale, comprensiva ma a volte irascibile, romantica ma.... niente ma. Romantica. Innamorata. Adolescente inside :-)
Però capisco meglio le altre persone. Credo.
Ho abbandonato quel po' di egocentrismo che mi viene dall'essere figlia unica e amatissima, e ho imparato a mettermi veramente nei panni delle persone con le quali vivo e interagisco. E questo mi consente di comprendere tantissime cose che normalmente mi sfuggirebbero.
Di cogliere la relazione tra gli eventi, come diceva Clara Trueba.
E di essere criticata, anche, perchè apparentemente, ad un primo veloce sguardo, accetto e comprendo cose francamente inaccettabili ed incomprensibili. Ma sono lieta di rassicurarvi: non è così!
E capisco meglio la natura dell'amore (sempre Credo)
Come ho avuto modo di dire su queste pagine, l'Amore, quello proprio con la A bella grande e tutta miniata e arzigogolata, è sempre stato il mio obiettivo nella vita, fin dal giorno in cui, verso i 12 anni, mi sono resa conto che esso non è semplicemente una romantica parentesi che ti travolge mentre fai dell'altro, ma permea tutti gli aspetti della vita, per tutta la vita. E parlo, le mamme mi perdoneranno, dell'amore romantico. Quello tra uomo e donna, quello di coppia (su quello per i figli cosa c'è da capire???). Fin da quel giorno ho sognato quell'amore pazzesco che si vede solo al cinema o si legge nei libri. Infinito, eterno, indistruttibile. Ineluttabile. Predestinato.
Ancora lo sogno e lo inseguo, sia chiaro :-)
Ho sempre comunque saputo, razionalmente, che si tratta in tutta onestà di un obiettivo irraggiungibile ed irragionevole. Destinato a non essere mai coronato. E la soluzione mi pareva solo quella di smettere di inseguirlo, cosa alla quale però non ero emotivamente preparata.
Ora invece la penso diversamente.
Penso che i veri grandi amori, quelli indistruttibili ed eterni, esistano davvero, in tutta la loro bellezza, qui, nella realtà che viviamo ogni giorno. Solo che... non sono quelli che pensavo io.
Non sono Romeo e Giulietta, non sono Edward e Bella.
Sono le persone che si amano, si impegnano, e si sostengono ogni giorno anche davanti alle difficoltà, alle incomprensioni e alla paura. Sono gli amori che sopravvivono alla routine, che si rinnovano ogni giorno, che reggono allo sconvolgimento di una malattia, della crisi economica, dell'arrivo di figlioli che ti sballano tutti gli equilibri. Sono gli amori che macinano chilometri e chilometri ma che hanno sempre la voglia di macinarne un altro. Di condividere qualcosa, di scoprire qualcosa di nuovo.
Sono soprattutto gli amori, le persone, che si scelgono, giorno dopo giorno, con consapevolezza e volontà. A volte con fatica. Che cadono e si rialzano, dandosi una mano reciprocamente a rimettersi in piedi. Sono io, siete voi. E' mio marito ed i vostri.
Perchè dopotutto che merito c'è nella predestinazione???
Questo teoricamente lo sappiamo tutti, è ovvio... ma sperimentarlo sulla propria pelle è un'altra faccenda.
Tipo quando ti trovi faccia a faccia con situazioni che ti costringono a cambiare rotta, a modificare il concetto stesso che hai avuto fino a quel momento di una cosetta che si chiama Vita.
Non che sia negativo.
Ultimamente anzi ho rivalutato parecchio quel vecchio adagio che parla dei mali e del nuocere.
Se dovessi fare un bilancio degli ultimi mesi - o anche anni - direi che sono una donna molto diversa da quella che ero. Sono scesa molto verso il nocciolo, verso il nucleo di me stessa e ho capito tante cose, di me e non solo di me.
Per carità, la Puffola è sempre la Puffola.
Sempre la stessa persona allegra ma impicciona, solare ma un po' umorale, comprensiva ma a volte irascibile, romantica ma.... niente ma. Romantica. Innamorata. Adolescente inside :-)
Però capisco meglio le altre persone. Credo.
Ho abbandonato quel po' di egocentrismo che mi viene dall'essere figlia unica e amatissima, e ho imparato a mettermi veramente nei panni delle persone con le quali vivo e interagisco. E questo mi consente di comprendere tantissime cose che normalmente mi sfuggirebbero.
Di cogliere la relazione tra gli eventi, come diceva Clara Trueba.
E di essere criticata, anche, perchè apparentemente, ad un primo veloce sguardo, accetto e comprendo cose francamente inaccettabili ed incomprensibili. Ma sono lieta di rassicurarvi: non è così!
E capisco meglio la natura dell'amore (sempre Credo)
Come ho avuto modo di dire su queste pagine, l'Amore, quello proprio con la A bella grande e tutta miniata e arzigogolata, è sempre stato il mio obiettivo nella vita, fin dal giorno in cui, verso i 12 anni, mi sono resa conto che esso non è semplicemente una romantica parentesi che ti travolge mentre fai dell'altro, ma permea tutti gli aspetti della vita, per tutta la vita. E parlo, le mamme mi perdoneranno, dell'amore romantico. Quello tra uomo e donna, quello di coppia (su quello per i figli cosa c'è da capire???). Fin da quel giorno ho sognato quell'amore pazzesco che si vede solo al cinema o si legge nei libri. Infinito, eterno, indistruttibile. Ineluttabile. Predestinato.
Ancora lo sogno e lo inseguo, sia chiaro :-)
Ho sempre comunque saputo, razionalmente, che si tratta in tutta onestà di un obiettivo irraggiungibile ed irragionevole. Destinato a non essere mai coronato. E la soluzione mi pareva solo quella di smettere di inseguirlo, cosa alla quale però non ero emotivamente preparata.
Ora invece la penso diversamente.
Penso che i veri grandi amori, quelli indistruttibili ed eterni, esistano davvero, in tutta la loro bellezza, qui, nella realtà che viviamo ogni giorno. Solo che... non sono quelli che pensavo io.
Non sono Romeo e Giulietta, non sono Edward e Bella.
Sono le persone che si amano, si impegnano, e si sostengono ogni giorno anche davanti alle difficoltà, alle incomprensioni e alla paura. Sono gli amori che sopravvivono alla routine, che si rinnovano ogni giorno, che reggono allo sconvolgimento di una malattia, della crisi economica, dell'arrivo di figlioli che ti sballano tutti gli equilibri. Sono gli amori che macinano chilometri e chilometri ma che hanno sempre la voglia di macinarne un altro. Di condividere qualcosa, di scoprire qualcosa di nuovo.
Sono soprattutto gli amori, le persone, che si scelgono, giorno dopo giorno, con consapevolezza e volontà. A volte con fatica. Che cadono e si rialzano, dandosi una mano reciprocamente a rimettersi in piedi. Sono io, siete voi. E' mio marito ed i vostri.
Perchè dopotutto che merito c'è nella predestinazione???
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